GreenMe

Nonna Irma: a 93 anni parte per il Kenya per aiutare i bambini di un orfanotrofio

Published in: Buone pratiche & Case-History

 

Le due foto della nonnina in aereoporta, con il bastone in una mano e la valigia nell'altra, sono diventate presto virali, con tantissimi messaggi di utenti commossi e ammirati per la sua scelta.

A postarle la nipote Elisa, che ha voluto lasciare una testimonianza sui social di questa grande donna che non si è mai fermata davanti a niente e che ci mostra come l'altruismo e la voglia di fare non abbia età.

E ora nonna Irma è diventa una star del web.

"Ve la mostro perché credo che tutti noi dovremmo conservare sempre un pizzico di incoscienza per vivere e non per sopravvivere. Guardatela.. ma chi la ferma? Io la amo", scrive la nipote sul post, spiegando che non sa quando la nonna tornerà a casa e che, forse, rimarrà addirittura lì per dare una mano.

 

Un esempio per tutti noi, per ricordarci di amare la vita e non fermarci davanti a niente. 

Altre nonnine fantastiche:

La generazione che ha visto la guerra, che ha lottato per lasciarsi alle spalle tanti orrori e che giganteggia su di noi come un esempio irraggiungibile, scrive un utente nei commenti.

Complimenti nonnina!

Roberta Ragni

Nonna Irma: a 93 anni parte per il Kenya per aiutare i bambini di un orfanotrofio

Published in: Buone pratiche & Case-History

 

Le due foto della nonnina in aereoporta, con il bastone in una mano e la valigia nell'altra, sono diventate presto virali, con tantissimi messaggi di utenti commossi e ammirati per la sua scelta.

A postarle la nipote Elisa, che ha voluto lasciare una testimonianza sui social di questa grande donna che non si è mai fermata davanti a niente e che ci mostra come l'altruismo e la voglia di fare non abbia età.

E ora nonna Irma è diventa una star del web.

"Ve la mostro perché credo che tutti noi dovremmo conservare sempre un pizzico di incoscienza per vivere e non per sopravvivere. Guardatela.. ma chi la ferma? Io la amo", scrive la nipote sul post, spiegando che non sa quando la nonna tornerà a casa e che, forse, rimarrà addirittura lì per dare una mano.

 

Un esempio per tutti noi, per ricordarci di amare la vita e non fermarci davanti a niente. 

Altre nonnine fantastiche:

La generazione che ha visto la guerra, che ha lottato per lasciarsi alle spalle tanti orrori e che giganteggia su di noi come un esempio irraggiungibile, scrive un utente nei commenti.

Complimenti nonnina!

Roberta Ragni

Caffè al ginseng: tutta la verità su una delle bevande più amate

Published in: Altri alimenti

Attualmente sugli scaffali dei supermercati troviamo il caffè al ginseng in versione per moka, in bustine da sciogliere o in capsule. Presente anche al bar pronto da gustare in tazza piccola o grande.

Questa bevanda, dal sapore dolce e dall'aspetto simile a quello del caffellatte (negli ingredienti delle bustine vi è infatti spesso la crema di latte) si utilizza principalmente per il suo potere energizzante e stimolante ma anche semplicemente per il suo sapore, spesso gradito in quanto più dolce di quello del classico caffè. 

Scopriamo per prima cosa i possibili benefici dell'assunzione di caffè al ginseng.

{index ordered="false"}

Proprietà del caffè al ginseng

La bevanda che si ricava dall’unione di caffè tradizionale (in maggiore quantità) e radice di ginseng essiccata offre sostanzialmente tre vantaggi:

  • Energizzante: i principi attivi di entrambe le piante con cui si realizza il caffè al ginseng hanno potere energizzante e stimolante per il nostro organismo. Ecco perché c’è chi lo assume per aumentare la propria resistenza fisica e tenersi maggiormente attivo mentre studia o lavora.
  • Favorisce la concentrazione e la memoria: bere caffè al ginseng favorisce una maggiore concentrazione, lucidità e reattività. Ciò è dovuto sempre all’azione tonica e stimolante delle sostanze contenute in questa bevanda.
  • Ha meno caffeina: questo tipo di caffè è apprezzato anche da chi vuole limitare un po’ l’assunzione di caffeina, ne contiene infatti una percentuale minore rispetto alla variante classica.

Altri possibili effetti positivi da confermare sono:

  • Circolazione sanguigna: il caffè al ginseng potrebbe avere un certo effetto positivo sulla circolazione del sangue grazie ad alcuni principi attivi in esso contenuti.
  • Sistema immunitario: c’è chi sostiene che l’unione tra caffè e ginseng possa essere utile per stimolare le difese del nostro corpo.
  • Afrodisiaco: il ginseng vanta un certo potere afrodisiaco, è possibile dunque che bere regolarmente la bevanda (a patto che vi sia all’interno vero estratto di ginseng) possa aumentare la libido e favorire l’attività sessuale.

Il problema di questa bevanda è che potenzialmente offre diversi benefici (che sono poi gli stessi del caffè e dell’estratto di ginseng di cui si compone) ma questi vengono di gran lunga offuscati dalla presenza di altri elementi aggiunti.

Ingredienti

Esistono diverse versioni del caffè al ginseng. Gli ingredienti base sarebbero (in ordine di percentuale in cui sono presenti):

  • Caffè (in alcuni casi 100% arabica nella maggior parte però varianti meno pregiate)
  • Zucchero
  • Estratto di ginseng (a volte solo l’aroma della pianta)

ma spesso a questi vengono aggiunti:

  • crema di latte (o variante vegetale)
  • panna vegetale
  • mono-e digliceridi degli acidi gassi.
  • grassi vegetali idrogenati
  • aromi
  • coloranti
Quale scegliere?

Se volete provare il caffè al ginseng vi consigliamo di evitare le varianti presenti nei bar e in generale le versioni solubili di questa bevanda che, come abbiamo appena detto, nella maggior parte dei casi sono addizionate di sostanze non proprio salutari e molto ricche di zuccheri.

Scegliete varianti per moka a base di caffè ed estratto secco di ginseng (attenzione: vero estratto non aroma di ginseng!). Anche in questi prodotti vi è comunque una percentuale di zucchero di canna ma comunque minore rispetto alle bustine o le cialde (controllate comunque sempre l’etichetta perché ogni prodotto è a se).

Importante anche il caffè al ginseng sia biologico oltre che equo e solidale, in questo modo avremo un prodotto privo di pesticidi e realizzato senza sfruttare gli agricoltori.

Come preparare e consumare il caffè al ginseng

Preparare il caffè al ginseng con la moka è molto semplice, le uniche accortezze da avere sono di mettere acqua abbondante (deve superare la valvola) e non riempire il filtro con la polvere in maniera troppo abbondante o pressandolo.

Altri buoni consigli per una preparazione ad hoc sono di mettere la bevanda sul fuoco basso e di spegnere prima che finisca di uscire tutta.

Si consiglia di bere subito il caffè in quanto il caratteristico aroma si sprigiona meglio con il calore.

Anche le varianti per moka contengono zucchero, sarebbe bene quindi non aggiungerne ancora dato che la bevanda risulta già sufficientemente dolce.

C’è chi preferisce berlo macchiato (come si potrebbe fare con un tradizionale caffè) con latte vaccino o bevande vegetali, chi così com’è o magari spolverandolo di cannella. In estate si può bere anche in versione fredda o shakerata.

Controindicazioni

L’assunzione di caffè al ginseng presenta una serie di controindicazioni e possibili effetti collaterali che sono gli stessi delle bevande originarie da cui si ricava. Il caffè contiene sostanze nervine che, nei soggetti più predisposti o se assunte in esagerazione, possono creare nervosismo, ansia, irritabilità, insonnia, tachicardia, mal di testa oppure dare problemi di dipendenza.

L’estratto di ginseng invece (anche se spesso presente in piccole percentuali nella bevanda) non è da tutti ben tollerato. In alcuni casi la sostanza può essere eccessivamente stimolante e quindi creare effetti collaterali sul sistema nervoso.

Infine non possiamo non citare gli effetti dannosi della presenza di zucchero: produce picchi insulinici ed espone ad un maggior rischio obesità e diabete, crea dipendenza, è nemico della pressione, ecc.

La bevanda è sconsigliata a chi assume alcuni tipi di farmaci (chiedete sempre consiglio al vostro medico) e in gravidanza o allattamento, soprattutto se consumato quotidianamente.

Il bar che non vende caffè al ginseng

A Bergamo c'è un bar, la caffetteria La Pasqualina (premiata recentemente anche dal Gambero Rosso) che ha fatto la scelta di non servire nei propri locali caffè al ginseng in quanto non si tratta di una scelta sana. E probabilmente non si tratta di una scelta isolata...

Sul caffè potrebbe interessarvi anche:

Sul ginseng potrebbe interessarvi anche:

 

Francesca Biagioli

Caffè al ginseng: tutta la verità su una delle bevande più amate

Published in: Altri alimenti

Attualmente sugli scaffali dei supermercati troviamo il caffè al ginseng in versione per moka, in bustine da sciogliere o in capsule. Presente anche al bar pronto da gustare in tazza piccola o grande.

Questa bevanda, dal sapore dolce e dall'aspetto simile a quello del caffellatte (negli ingredienti delle bustine vi è infatti spesso la crema di latte) si utilizza principalmente per il suo potere energizzante e stimolante ma anche semplicemente per il suo sapore, spesso gradito in quanto più dolce di quello del classico caffè. 

Scopriamo per prima cosa i possibili benefici dell'assunzione di caffè al ginseng.

{index ordered="false"}

Proprietà del caffè al ginseng

La bevanda che si ricava dall’unione di caffè tradizionale (in maggiore quantità) e radice di ginseng essiccata offre sostanzialmente tre vantaggi:

  • Energizzante: i principi attivi di entrambe le piante con cui si realizza il caffè al ginseng hanno potere energizzante e stimolante per il nostro organismo. Ecco perché c’è chi lo assume per aumentare la propria resistenza fisica e tenersi maggiormente attivo mentre studia o lavora.
  • Favorisce la concentrazione e la memoria: bere caffè al ginseng favorisce una maggiore concentrazione, lucidità e reattività. Ciò è dovuto sempre all’azione tonica e stimolante delle sostanze contenute in questa bevanda.
  • Ha meno caffeina: questo tipo di caffè è apprezzato anche da chi vuole limitare un po’ l’assunzione di caffeina, ne contiene infatti una percentuale minore rispetto alla variante classica.

Altri possibili effetti positivi da confermare sono:

  • Circolazione sanguigna: il caffè al ginseng potrebbe avere un certo effetto positivo sulla circolazione del sangue grazie ad alcuni principi attivi in esso contenuti.
  • Sistema immunitario: c’è chi sostiene che l’unione tra caffè e ginseng possa essere utile per stimolare le difese del nostro corpo.
  • Afrodisiaco: il ginseng vanta un certo potere afrodisiaco, è possibile dunque che bere regolarmente la bevanda (a patto che vi sia all’interno vero estratto di ginseng) possa aumentare la libido e favorire l’attività sessuale.

Il problema di questa bevanda è che potenzialmente offre diversi benefici (che sono poi gli stessi del caffè e dell’estratto di ginseng di cui si compone) ma questi vengono di gran lunga offuscati dalla presenza di altri elementi aggiunti.

Ingredienti

Esistono diverse versioni del caffè al ginseng. Gli ingredienti base sarebbero (in ordine di percentuale in cui sono presenti):

  • Caffè (in alcuni casi 100% arabica nella maggior parte però varianti meno pregiate)
  • Zucchero
  • Estratto di ginseng (a volte solo l’aroma della pianta)

ma spesso a questi vengono aggiunti:

  • crema di latte (o variante vegetale)
  • panna vegetale
  • mono-e digliceridi degli acidi gassi.
  • grassi vegetali idrogenati
  • aromi
  • coloranti
Quale scegliere?

Se volete provare il caffè al ginseng vi consigliamo di evitare le varianti presenti nei bar e in generale le versioni solubili di questa bevanda che, come abbiamo appena detto, nella maggior parte dei casi sono addizionate di sostanze non proprio salutari e molto ricche di zuccheri.

Scegliete varianti per moka a base di caffè ed estratto secco di ginseng (attenzione: vero estratto non aroma di ginseng!). Anche in questi prodotti vi è comunque una percentuale di zucchero di canna ma comunque minore rispetto alle bustine o le cialde (controllate comunque sempre l’etichetta perché ogni prodotto è a se).

Importante anche il caffè al ginseng sia biologico oltre che equo e solidale, in questo modo avremo un prodotto privo di pesticidi e realizzato senza sfruttare gli agricoltori.

Come preparare e consumare il caffè al ginseng

Preparare il caffè al ginseng con la moka è molto semplice, le uniche accortezze da avere sono di mettere acqua abbondante (deve superare la valvola) e non riempire il filtro con la polvere in maniera troppo abbondante o pressandolo.

Altri buoni consigli per una preparazione ad hoc sono di mettere la bevanda sul fuoco basso e di spegnere prima che finisca di uscire tutta.

Si consiglia di bere subito il caffè in quanto il caratteristico aroma si sprigiona meglio con il calore.

Anche le varianti per moka contengono zucchero, sarebbe bene quindi non aggiungerne ancora dato che la bevanda risulta già sufficientemente dolce.

C’è chi preferisce berlo macchiato (come si potrebbe fare con un tradizionale caffè) con latte vaccino o bevande vegetali, chi così com’è o magari spolverandolo di cannella. In estate si può bere anche in versione fredda o shakerata.

Controindicazioni

L’assunzione di caffè al ginseng presenta una serie di controindicazioni e possibili effetti collaterali che sono gli stessi delle bevande originarie da cui si ricava. Il caffè contiene sostanze nervine che, nei soggetti più predisposti o se assunte in esagerazione, possono creare nervosismo, ansia, irritabilità, insonnia, tachicardia, mal di testa oppure dare problemi di dipendenza.

L’estratto di ginseng invece (anche se spesso presente in piccole percentuali nella bevanda) non è da tutti ben tollerato. In alcuni casi la sostanza può essere eccessivamente stimolante e quindi creare effetti collaterali sul sistema nervoso.

Infine non possiamo non citare gli effetti dannosi della presenza di zucchero: produce picchi insulinici ed espone ad un maggior rischio obesità e diabete, crea dipendenza, è nemico della pressione, ecc.

La bevanda è sconsigliata a chi assume alcuni tipi di farmaci (chiedete sempre consiglio al vostro medico) e in gravidanza o allattamento, soprattutto se consumato quotidianamente.

Il bar che non vende caffè al ginseng

A Bergamo c'è un bar, la caffetteria La Pasqualina (premiata recentemente anche dal Gambero Rosso) che ha fatto la scelta di non servire nei propri locali caffè al ginseng in quanto non si tratta di una scelta sana. E probabilmente non si tratta di una scelta isolata...

Sul caffè potrebbe interessarvi anche:

Sul ginseng potrebbe interessarvi anche:

 

Francesca Biagioli

Fratelli e sorelle aiutano a sviluppare empatia

Published in: Mente & emozioni

È quanto emerge da una nuova ricerca congiunta dell’Università di Calgary, l’Università canadese di Laval, l’Università di Tel Aviv e quella di Toronto, secondo cui i bambini che hanno fratelli sono gentili, calorosi e solidali e crescono per essere più empatici rispetto ai figli unici.

Allo stesso modo, i fratelli maggiori hanno un ruolo importante nella vita dei minori e, insieme ai genitori fungono da modello, aiutando i più piccoli a conoscere il mondo.

Ma “i nostri risultati sottolineano l’importanza di considerare come tutti i membri della famiglia, non solo i genitori, contribuiscono allo sviluppo dei bambini”, suggerisce Sheri Madigan, assistente professore di psicologia presso l’Università di Calgary e co-autore dello studio.

Lo studio

Per arrivare a queste conclusioni, i ricercatori hanno preso in considerazione un gruppo di 452 coppie di figli di età compresa tra 18 mesi e quattro anni comprendenti tutte le combinazioni:

- fratello maggiore e fratello minore
- fratello maggiore e sorella minore
- sorella maggiore e fratello minore
- sorella maggiore e sorella minore

L’obiettivo era scoprire se il livello di empatia dei fratelli all'inizio dello studio potesse predire i cambiamenti nell’empatia degli altri fratelli. Per questo i ricercatori hanno filmato le interazioni nelle case delle famiglie e le madri hanno completato i questionari per annotare le risposte dei loro figli più grandi di fronte a situazioni che richiedevano un certo coinvolgimento empatico, come il reagire di fronte a un genitore che simulava un dolore fisico o un adulto triste.

Al termine del periodo di osservazione, i fratelli e le sorelle maggiori, che avevano iniziato a relazionarsi con il più piccolo della famiglia, erano decisamente più empatici rispetto all’inizio dell’esperimento.

Inoltre, “gli effetti sono gli stessi per tutti i bimbi dello studio con una sola eccezione: i fratelli più giovani non contribuiscono a significativi cambiamenti nell'empatia delle sorelle più grandi”, ha affermato Marc Jambon della Toronto University.

L’influenza dei fratelli e delle sorelle maggiori è infine risultata più forte nelle famiglie in cui la differenza d’età tra i figli era maggiore, confermando il ruolo cui assurgono i fratelloni, quello di “insegnanti” e di modelli.

Leggi anche:

Fratelli e sorelle aiutano a sviluppare empatia

Published in: Mente & emozioni

È quanto emerge da una nuova ricerca congiunta dell’Università di Calgary, l’Università canadese di Laval, l’Università di Tel Aviv e quella di Toronto, secondo cui i bambini che hanno fratelli sono gentili, calorosi e solidali e crescono per essere più empatici rispetto ai figli unici.

Allo stesso modo, i fratelli maggiori hanno un ruolo importante nella vita dei minori e, insieme ai genitori fungono da modello, aiutando i più piccoli a conoscere il mondo.

Ma “i nostri risultati sottolineano l’importanza di considerare come tutti i membri della famiglia, non solo i genitori, contribuiscono allo sviluppo dei bambini”, suggerisce Sheri Madigan, assistente professore di psicologia presso l’Università di Calgary e co-autore dello studio.

Lo studio

Per arrivare a queste conclusioni, i ricercatori hanno preso in considerazione un gruppo di 452 coppie di figli di età compresa tra 18 mesi e quattro anni comprendenti tutte le combinazioni:

- fratello maggiore e fratello minore
- fratello maggiore e sorella minore
- sorella maggiore e fratello minore
- sorella maggiore e sorella minore

L’obiettivo era scoprire se il livello di empatia dei fratelli all'inizio dello studio potesse predire i cambiamenti nell’empatia degli altri fratelli. Per questo i ricercatori hanno filmato le interazioni nelle case delle famiglie e le madri hanno completato i questionari per annotare le risposte dei loro figli più grandi di fronte a situazioni che richiedevano un certo coinvolgimento empatico, come il reagire di fronte a un genitore che simulava un dolore fisico o un adulto triste.

Al termine del periodo di osservazione, i fratelli e le sorelle maggiori, che avevano iniziato a relazionarsi con il più piccolo della famiglia, erano decisamente più empatici rispetto all’inizio dell’esperimento.

Inoltre, “gli effetti sono gli stessi per tutti i bimbi dello studio con una sola eccezione: i fratelli più giovani non contribuiscono a significativi cambiamenti nell'empatia delle sorelle più grandi”, ha affermato Marc Jambon della Toronto University.

L’influenza dei fratelli e delle sorelle maggiori è infine risultata più forte nelle famiglie in cui la differenza d’età tra i figli era maggiore, confermando il ruolo cui assurgono i fratelloni, quello di “insegnanti” e di modelli.

Leggi anche:

Ritrovati resti umani Maya nelle grotte sommerse più lunghe del mondo

Published in: Sud America

Un gruppo di sommozzatori ha recentemente collegato due caverne sottomarine nel Messico orientale per rivelare quella che ad oggi è la più grande caverna inondata del pianeta. La penisola dello Yucatan è costellata di reliquie monumentali del popolo Maya, le cui città attingono a una vasta rete di doline collegate ad acque sotterranee, note come cenotes.

Nel sistema Sac Actun, situato a Tulum, i ricercatori dicono di aver trovato 248 cenotes e resti scheletrici umani. Dei 200 siti archeologici scoperti in quest'area, circa 140 sono Maya.

Sac Actun è un sistema di caverne inondate che scorre sotto il suolo di Quintana Roo. Si estende per 347 km ma potrebbe essere molto più esteso, arrivando anche a 1000 km. Nelle sue viscere ospita dunque resti umani e faunistici di diverse epoche, un vero e proprio museo naturale, in gran parte nascosto ai nostri occhi.

Alcuni cenotes hanno acquisito un particolare significato religioso per i Maya, i cui discendenti continuano ad abitare nella regione. Oltre ai resti umani, sono state trovate ossa di bradipi giganti, antichi elefanti e orsi estinti nel Pleistocene. La scoperta della grotta ha scosso il mondo archeologico.

"Penso che sia travolgente. Senza dubbio è il più importante sito archeologico subacqueo del mondo", ha detto Guillermo de Anda, ricercatore dell'Istituto nazionale di antropologia e storia del Messico (INAH). De Anda è anche direttore del Gran Acuifero Maya (GAM), progetto dedicato allo studio e alla conservazione delle acque sotterranee della penisola dello Yucatan.

Secondo l'INAH, i livelli dell'acqua sono saliti di 100 metri alla fine dell'era glaciale, allagando il sistema di grotte e portando a "condizioni ideali per la conservazione dei resti di megafauna estinta dal Pleistocene".

L'epoca geologica del Pleistocene, la più recente era glaciale, iniziò 2,6 milioni di anni fa e terminò circa 11.700 anni fa.

La fase successiva di questo ambizioso progetto riguarderà l'analisi della qualità dell'acqua di Sac Actun, lo studio della biodiversità che dipende direttamente da questa falda acquifera e, naturalmente, la sua adeguata conservazione.

     

Foto

"Quando nel 2004 ho iniziato a esplorare Sac Actun, sono rimasto affascinato dalla sua bellezza circondata da stalagmiti e stalattiti, a quel tempo erano noti solo 17 chilometri del sistema di grotte allagate" racconta Robert Schmittner, che ha scoperto anche il collegamento tra i due sistemi di grotte, lo scorso gennaio.

LEGGI anche:

Sac Actun in Maya significa grotta bianca, un vero e proprio paradiso per gli antropologi e gli archeologi.

Francesca Mancuso

Foto cover

Ritrovati resti umani Maya di 9mila anni fa nelle grotte sommerse più lungo del mondo

Published in: Sud America

Un gruppo di sommozzatori ha recentemente collegato due caverne sottomarine nel Messico orientale per rivelare quella che ad oggi è la più grande caverna inondata del pianeta. La penisola dello Yucatan è costellata di reliquie monumentali del popolo Maya, le cui città attingono a una vasta rete di doline collegate ad acque sotterranee, note come cenotes.

Nel sistema Sac Actun, situato a Tulum, i ricercatori dicono di aver trovato 248 cenotes e resti scheletrici umani. Dei 200 siti archeologici scoperti in quest'area, circa 140 sono Maya.

Sac Actun è un sistema di caverne inondate che scorre sotto il suolo di Quintana Roo. Si estende per 347 km ma potrebbe essere molto più esteso, arrivando anche a 1000 km. Nelle sue viscere ospita dunque resti umani e faunistici di diverse epoche, un vero e proprio museo naturale, in gran parte nascosto ai nostri occhi.

Alcuni cenotes hanno acquisito un particolare significato religioso per i Maya, i cui discendenti continuano ad abitare nella regione. Oltre ai resti umani, sono state trovate ossa di bradipi giganti, antichi elefanti e orsi estinti nel Pleistocene. La scoperta della grotta ha scosso il mondo archeologico.

"Penso che sia travolgente. Senza dubbio è il più importante sito archeologico subacqueo del mondo", ha detto Guillermo de Anda, ricercatore dell'Istituto nazionale di antropologia e storia del Messico (INAH). De Anda è anche direttore del Gran Acuifero Maya (GAM), progetto dedicato allo studio e alla conservazione delle acque sotterranee della penisola dello Yucatan.

Secondo l'INAH, i livelli dell'acqua sono saliti di 100 metri alla fine dell'era glaciale, allagando il sistema di grotte e portando a "condizioni ideali per la conservazione dei resti di megafauna estinta dal Pleistocene".

L'epoca geologica del Pleistocene, la più recente era glaciale, iniziò 2,6 milioni di anni fa e terminò circa 11.700 anni fa.

La fase successiva di questo ambizioso progetto riguarderà l'analisi della qualità dell'acqua di Sac Actun, lo studio della biodiversità che dipende direttamente da questa falda acquifera e, naturalmente, la sua adeguata conservazione.

     

Foto

"Quando nel 2004 ho iniziato a esplorare Sac Actun, sono rimasto affascinato dalla sua bellezza circondata da stalagmiti e stalattiti, a quel tempo erano noti solo 17 chilometri del sistema di grotte allagate" racconta Robert Schmittner, che ha scoperto anche il collegamento tra i due sistemi di grotte, lo scorso gennaio.

LEGGI anche:

Sac Actun in Maya significa grotta bianca, un vero e proprio paradiso per gli antropologi e gli archeologi.

Francesca Mancuso

Foto cover

Come nasce un polpo Dumbo: filmate per la prima volta le immagini di una schiusa (VIDEO)

Published in: Animali


Sicuramente la caratteristica più singolare è che il polpo Dumbo appena nato somiglia già ad un esemplare adulto, cosa che finora era sconosciuta. Poche creature hanno la resistenza di questo polpo che si illumina nell’oscurità dell’oceano e nuota con otto tentacoli e due orecchie gigantesche che sembrano appunto quelle dell’elefantino Dumbo.

Il polpo era stato filmato per la prima volta nel 2005 dall’ecologo Tim Shank di Woods Hole Oceanographic Institution e lo stesso scienziato adesso, con un nuovo studio pubblicato su Current Biology mostra che entro 10 minuti dalla schiusa, il polpo baby è come un esemplare adulto e si comporta come tale.

Nuota, esplora il suo ambiente e potrebbe perfino catturare le prede visto i tentacoli già sviluppati. Il polpo Dumbo appartiene al genere Grimpoteuthis, dell'ordine degli Octopoda e della famiglia Opisthoteuthidae.

Secondo Elisabeth Shea del Delaware Museum of Natural History, è stato facile capire che si trattasse di un polpo Dumbo, proprio per le sue orecchie. Alcune uova era state prelevate accidentalmente dall’Atlantico, mentre erano in corso altri studi sui coralli, ma la maggior parte non si sono mai schiuse, al contrario il piccolo polpo ha regalato lo spettacolo che vedete in questo video:

Meravigliosi polpi:

Certo non lo avremmo mai voluto vedere in un contenitore di vetro, ma il tutto è durato solo una decina di minuti, il tempo di osservarlo da vicino e capirne le caratteristiche. Lo studio d’altronde ha avuto proprio questo obiettivo: comprendere la specie che vive negli abissi a temperature gelide e preservarla.

Dominella Trunfio

Foto cover: NOAA

Come nasce un polpo Dumbo: filmate per la prima volta le immagini di una schiusa (VIDEO)

Published in: Animali


Sicuramente la caratteristica più singolare è che il polpo Dumbo appena nato somiglia già ad un esemplare adulto, cosa che finora era sconosciuta. Poche creature hanno la resistenza di questo polpo che si illumina nell’oscurità dell’oceano e nuota con otto tentacoli e due orecchie gigantesche che sembrano appunto quelle dell’elefantino Dumbo.

Il polpo era stato filmato per la prima volta nel 2005 dall’ecologo Tim Shank di Woods Hole Oceanographic Institution e lo stesso scienziato adesso, con un nuovo studio pubblicato su Current Biology mostra che entro 10 minuti dalla schiusa, il polpo baby è come un esemplare adulto e si comporta come tale.

Nuota, esplora il suo ambiente e potrebbe perfino catturare le prede visto i tentacoli già sviluppati. Il polpo Dumbo appartiene al genere Grimpoteuthis, dell'ordine degli Octopoda e della famiglia Opisthoteuthidae.

Secondo Elisabeth Shea del Delaware Museum of Natural History, è stato facile capire che si trattasse di un polpo Dumbo, proprio per le sue orecchie. Alcune uova era state prelevate accidentalmente dall’Atlantico, mentre erano in corso altri studi sui coralli, ma la maggior parte non si sono mai schiuse, al contrario il piccolo polpo ha regalato lo spettacolo che vedete in questo video:

Meravigliosi polpi:

Certo non lo avremmo mai voluto vedere in un contenitore di vetro, ma il tutto è durato solo una decina di minuti, il tempo di osservarlo da vicino e capirne le caratteristiche. Lo studio d’altronde ha avuto proprio questo obiettivo: comprendere la specie che vive negli abissi a temperature gelide e preservarla.

Dominella Trunfio

Foto cover: NOAA

Addio ai lupi Selva e Cosmo, avvelenati barbaramente a Cesena (IMMAGINI FORTI)

Published in: Animali

 

Un grido struggente quello che Dacia Manto ha postato sulla pagina Facebook de La casa selvatica, un rifugio che da sempre offre tutela e ospitalità per animali domestici, selvatici e d'affezione sulle colline di Cesena.

Proprio qui, in libertà vivevamo Selva e Cosmo, assieme agli altri lupi Lico, Buck, Nina e tanti altri. Tra i boschi, in un luogo inaccessibile dove il branco non poteva far male e dar fastidio proprio a nessuno. La prima casa abitata a 3 chilometri, mentre loro erano tranquilli e immersi nella natura.

E proprio mentre Dacia stava per scrivere un post sui cani siciliani di Sciacca avvelenati senza pietà, ha fatto l’amara scoperta che la riguarda da vicino, perché proprio per Selva e Cosmo era nata la Casa selvatica. Ma già cinque dei cani del rifugio non sono mai tornati a casa.

 “A chi potevamo dare fastidio ? Qui vivevamo felici. Ma questo non è bastato a proteggerci. Non siamo a Sciacca ne a Palermo, né in Puglia o Calabria. Siamo nella CIVILE provincia di Cesena”, scrive  Dacia.

“Eppure Selva se ne è andata così, distesa su un prato gelido a soli trenta metri dalla casa in un freddo mattino di febbraio. Selva e Cosmo erano due creature magiche, buone con tutti, ma questo non ha impedito loro di soccombere alla malvagità umana”, continua.

Una malvagità a cui non ci abitueremo mai, ma che abbiamo l’obbligo di raccontare nonostante la crudezza delle immagini. Che fastidio potevano dare dei lupi liberi in 30mila metri di campi e boschi di ginestre, querce, biancospini, rovi?

I lupi sono da sempre vittime di superstizioni e non è raro che vengano impiccati tra gli alberi, chi non ricorda poi il famigerato piano che ne voleva l’abbattimento controllato? Purtroppo l’Italia non è un paese per lupi e ancora una volta questi episodi ci fanno vergognare.

“Dopo le battaglie di spari finalmente chiuse alla fine di gennaio, ecco in febbraio le esche avvelenate, pronte a distruggere tra dolori atroci quel poco di vita che resta. Illegali eppure mai vinte”.

"Altri TRE CANI sono dispersi e lo dico con immenso dolore, perché ormai stiamo cercando i corpi. Mai si sarebbero allontanati per più di mezz'ora, senza presentarsi per il pranzo. Cosi', in un solo giorno, il dramma si è consumato, immenso. Qui la neve ha ricominciato a cadere oggi, coprendo tutto, ma non lo scempio lasciato da questo dolore".

Potrebbero interessarvi:

E siamo d’accordo con Dacia: tutto questo perché l’uomo non può accettare di lasciare alle altre creature nulla, neppure un ultimo pezzetto di terra in cui vivere.

Cosa puoi fare tu

Riprendiamo ciò che è stato pubblicato nella pagina facebook del rifugio:

Dati i terribili accadimenti cerchiamo anche reti, recinzioni, paletti e cancelli anche usati per poter restringere / dividere ( a malincuore) i grandi spazi del Rifugio in modo da mettere i cani in sicurezza.

Chi può o vuole aiutare ( anche con manodopera!) contatti Dacia, 345 7308816.
Poiché molti scrivono di voler aiutare con una donazione o contributo ecco i dati: Postepay 5333 1710 5113 7723 intestata a Dacia Giorgia Micol Manzoli C.f. MNZDGR71S51F205R.

Pubblicheremo in trasparenza tutte le spese sostenute per materiali, cibo, spese veterinarie. Attualmente consumiamo circa 20 chili di crocchette per cani adulti al giorno e 5 chili al giorno di cibo per cuccioli. Abbiamo un fornitore, Terranova Hc Pet Professional. 

Per raccolte di cibo, cucce, coperte, asciugamani, contattate:
Per Rimini, Lorenza 380 2936901
Per Cesena, Sonia 347 4343982

Dominella Trunfio

Foto cover

Addio ai lupi Selva e Cosmo, avvelenati barbaramente a Cesena (IMMAGINI FORTI)

Published in: Animali

 

Un grido struggente quello che Dacia Manto ha postato sulla pagina Facebook de La casa selvatica, un rifugio che da sempre offre tutela e ospitalità per animali domestici, selvatici e d'affezione sulle colline di Cesena.

Proprio qui, in libertà vivevamo Selva e Cosmo, assieme agli altri lupi Lico, Buck, Nina e tanti altri. Tra i boschi, in un luogo inaccessibile dove il branco non poteva far male e dar fastidio proprio a nessuno. La prima casa abitata a 3 chilometri, mentre loro erano tranquilli e immersi nella natura.

E proprio mentre Dacia stava per scrivere un post sui cani siciliani di Sciacca avvelenati senza pietà, ha fatto l’amara scoperta che la riguarda da vicino, perché proprio per Selva e Cosmo era nata la Casa selvatica. Ma già cinque dei cani del rifugio non sono mai tornati a casa.

 “A chi potevamo dare fastidio ? Qui vivevamo felici. Ma questo non è bastato a proteggerci. Non siamo a Sciacca ne a Palermo, né in Puglia o Calabria. Siamo nella CIVILE provincia di Cesena”, scrive  Dacia.

“Eppure Selva se ne è andata così, distesa su un prato gelido a soli trenta metri dalla casa in un freddo mattino di febbraio. Selva e Cosmo erano due creature magiche, buone con tutti, ma questo non ha impedito loro di soccombere alla malvagità umana”, continua.

Una malvagità a cui non ci abitueremo mai, ma che abbiamo l’obbligo di raccontare nonostante la crudezza delle immagini. Che fastidio potevano dare dei lupi liberi in 30mila metri di campi e boschi di ginestre, querce, biancospini, rovi?

I lupi sono da sempre vittime di superstizioni e non è raro che vengano impiccati tra gli alberi, chi non ricorda poi il famigerato piano che ne voleva l’abbattimento controllato? Purtroppo l’Italia non è un paese per lupi e ancora una volta questi episodi ci fanno vergognare.

“Dopo le battaglie di spari finalmente chiuse alla fine di gennaio, ecco in febbraio le esche avvelenate, pronte a distruggere tra dolori atroci quel poco di vita che resta. Illegali eppure mai vinte”.

"Altri TRE CANI sono dispersi e lo dico con immenso dolore, perché ormai stiamo cercando i corpi. Mai si sarebbero allontanati per più di mezz'ora, senza presentarsi per il pranzo. Cosi', in un solo giorno, il dramma si è consumato, immenso. Qui la neve ha ricominciato a cadere oggi, coprendo tutto, ma non lo scempio lasciato da questo dolore".

Potrebbero interessarvi:

E siamo d’accordo con Dacia: tutto questo perché l’uomo non può accettare di lasciare alle altre creature nulla, neppure un ultimo pezzetto di terra in cui vivere.

Cosa puoi fare tu

Riprendiamo ciò che è stato pubblicato nella pagina facebook del rifugio:

Dati i terribili accadimenti cerchiamo anche reti, recinzioni, paletti e cancelli anche usati per poter restringere / dividere ( a malincuore) i grandi spazi del Rifugio in modo da mettere i cani in sicurezza.

Chi può o vuole aiutare ( anche con manodopera!) contatti Dacia, 345 7308816.
Poiché molti scrivono di voler aiutare con una donazione o contributo ecco i dati: Postepay 5333 1710 5113 7723 intestata a Dacia Giorgia Micol Manzoli C.f. MNZDGR71S51F205R.

Pubblicheremo in trasparenza tutte le spese sostenute per materiali, cibo, spese veterinarie. Attualmente consumiamo circa 20 chili di crocchette per cani adulti al giorno e 5 chili al giorno di cibo per cuccioli. Abbiamo un fornitore, Terranova Hc Pet Professional. 

Per raccolte di cibo, cucce, coperte, asciugamani, contattate:
Per Rimini, Lorenza 380 2936901
Per Cesena, Sonia 347 4343982

Dominella Trunfio

Foto cover

Madrid, la spettacolare scultura aerea che mostra il nostro impatto sul pianeta

Published in: Arte e Cultura

Chiamata Intitolato 1.78 Madrid, la scultura lunga 30 metri, larga 13 e alta 6 "esplora il ciclo del tempo" e gli effetti dei fenomeni naturali e dell'ambiente. Inaugurata il 9 febbraio scorso, anche se all'apparenza allegra, racchiude un significato profondo.

Il numero "1,78" all'interno del titolo si riferisce al numero di microsecondi in cui il giorno si abbrevia quando un singolo evento fisico sposta la massa terrestre, accelerando così la rotazione del pianeta.

Il lavoro dell'artista spesso punta a ricordarci i numerosi cicli di tempo a varie scale, che vanno da un singolo giorno ai 4 secoli di vita di Plaza Mayor.

"Negli ultimi quattrocento anni le persone si sono radunate a Plaza Mayor per assistere alle corride e ai roghi dell'Inquisizione spagnola", ha detto Echelman, "Oggi ci riuniamo con l'arte che esplora il nostro concetto di tempo, per discutere idee. Questa è una traiettoria speranzosa per l'umanità ".

       

Svelata il 9 febbraio di quest'anno, 1.78 Madrid è formata da fibre colorate altamente ingegnerizzate e 15 volte più resistenti dell'acciaio, intrecciate, annodate e giuntate insieme per creare una forma dinamica mai uguale, che cambia costantemente in base al vento e fornisce un contrappunto morbido agli spigoli di Plaza Mayor. Di notte, la scultura viene illuminata da luci colorate.

     

"L'opera d'arte ci ricorda la nostra complessa interconnessione con cicli più ampi di tempo e con i sistemi del nostro mondo fisico. I materiali della scultura incarnano tutto ciò. Quando uno qualsiasi degli elementi nella rete della scultura si sposta, ogni altro elemento è interessato. I nostri dintorni influiscono su come ci sentiamo e su come viviamo le nostre vite: siamo responsabili del modo in cui le nostre città appaiono e funzionano" spiega.

LEGGI anche:

Un modo per ricordarci che anche dai nostri piccoli gesti quotidiani dipenda la salute del pianeta.

Francesca Mancuso

Foto: Janet Echelman

Clara, la bambina che si fa capire senza parlare grazie ai suoi quadri

Published in: Speciale bambini

Capelli biondissimi e un aspetto angelico per una ragazzina che non ha avuto vita facile sin da quando era nel pancione della mamma. La sua storia raccontata su Corriere.it è una di quelle che ti riempiono gli occhi di lacrime perché lanciano un messaggio positivo: niente è veramente impossibile.

Clara vive a Calenzano con mamma Betina e papà Carlo.

“All’inizio i medici ci dissero che Clara avrebbe vissuto come un vegetale e che non avrebbe potuto camminare, correre, comprendere, avere una vita normale. Ma non è andata così: Clara è sempre stata molto solare e ha affrontato tutto con gioia e forza di volontà. Grande merito è anche di suo padre che ha sempre trasformato in sì i no degli altri, a partire dai medici, trovando soluzioni alternative per permetterle di raggiungere gli stessi obiettivi”, racconta la madre.

Grazie alla riabilitazione, Clara inizia a dipingere e comprendere tre lingue e anche se non parla ma riesce a farsi capire attraverso pennelli e colori. Oggi i suoi quadri, quindici in tutto, realizzati con acrilico su legno e tela saranno per la prima volta esposti dal 10 marzo in una pasticceria di Campi Bisenzio, vicino a Calenzano dove vive la famiglia (qui l'evento Facebook).

Tra i quadri che si possono ammirare nella pagina Facebook di Clara, ci sono paesaggi, figure astratte e ritratti che ricordano Basquiat, ancora gatti e altri lavori che prendono ispirazione dalla meravigliosa Frida Kahlo.

“Regalai a mia figlia un libro su Frida, con le sue opere e le sue immagini. La pittura della Kahlo le apriva l’anima, la imitava, comunicava con noi con i gesti e con i colori di questa donna così creativa capace di convivere anche lei con un grave problema di disabilità. Credo che Clara sia entrata in osmosi con l’arte di Frida. Si è dischiusa ancora di più al mondo e ha iniziato a dipingere con più amore”, dice mamma Betina.

 

La speranza è quella che un giorno Clara possa anche iniziare a parlare, ma per adesso i suoi quadri sono già una sfida vinta tra le braccia di mamma e papà.

Dominella Trunfio

Foto: Facebook

Ecobonus 2018: tutte le detrazioni previste e le diverse percentuali in base all'intervento

Published in: Risparmio energetico

{index ordered="false"}

Rispetto al passato infatti la percentuale non è sempre uguale e può arrivare dal 50 all'85%. Le novità sull'ecobonus 2018 sono state introdotte con la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale n.302 del 29.12.2017, con la legge di Bilancio 2018 (Legge 27.12.2017 n.205) che regola le condizioni di accesso ai benefici fiscali per l’efficienza energetica degli edifici per le spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2018.

Quali documenti presentare

Come si legge sul sito dell'Enea, èattesa a breve la pubblicazione dei decreti da parte del Ministero dello Sviluppo Economico e degli altri ministeri sugli aspetti tecnici, procedurali e di controllo.

"A seguito di ciò la nostra Task-force sarà nelle condizioni di poter aggiornare il sito per la trasmissioni dei dati, i vademecum dei singoli interventi e tutto il materiale tecnico-informativo" spiega.

In attesa di saperne di più ricordiamo che per tutte le detrazioni, i pagamenti vanno effettuati sempre tramite bonifico bancario. Se la procedura degli anni precedenti sarà confermata, in sede di dichiarazione dei redditi occorre allegare una serie di documenti, tra cui la ricevuta dell'avvenuto pagamento, quella della domanda compilata sul sito dell'Enea (ancora non disponibile per il 2018) e la certificazione energetica dell’edificio, tranne per l'acquisto di infissi, pannelli solari o caldaie, pompe di calore o impianti geotermici. 

In questi casi invece va presentata l'attestazione di corrispondenza dell'intervento ai requisiti indicati dalla legge, necessaria solo per l'installazione finestre e infissi, sostituzione impianto climatizzazione invernale che se inferiore a 100 kw può essere sostituita dalla dichiarazione del produttore, mentre per la sostituzione dello scaldacqua occorre quella del tecnico abilitato.La domanda va compilata sul sito dell'Enea entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

A chi spetta l'ecobonus 2018

Possono usufruire i privati residenti e non residenti e i contribuenti titolari di impresa quindi con Partita IVA, che possiedono a qualsiasi titolo, l’immobile.

Detrazione al 50%

La più bassa detrazione, prima pari al 65%, oggi è stata ridotta al 50% ed è applicata alla 

  • sostituzione di finestre comprensive d’infissi,
  • acquisto di schermature solari,
  • acquisto di caldaie a biomassa e a condensazione.

Queste ultime possono beneficiarne purché abbiano un’efficienza media stagionale almeno pari a quella necessaria per appartenere alla classe A di prodotto prevista dal regolamento (UE) n.811/2013.

Inoltre, le caldaie a condensazione possono accedere alle detrazioni del 65% se oltre ad essere in classe A sono dotate di sistemi di termoregolazione evoluti appartenenti alle classi V, VI o VIII della comunicazione della Commissione 2014/C 207/02.

Detrazione al 65%

Non ci sono novità invece per l'aliquota al 65% che viene confermata, come negli anni precedenti:

  • per gli interventi di coibentazione dell’involucro opaco;
  • per le pompe di calore,
  • i sistemi di building automation,
  • i collettori solari per produzione di acqua calda,
  • gli scaldacqua a pompa di calore,
  • i generatori ibridi, cioè formati da una pompa di calore integrata con caldaia a condensazione e infine i generatori d’aria a condensazione.

Inoltre, possono usufruire della detrazione al 65%, anche i micro-cogeneratori, per una detrazione massima consentita di 100.000 euro.

Foto: Enea

Detrazione al 70% e al 75%

A usufruire di queste detrazioni sono solo gli interventi di tipo condominiale per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 con il limite di spesa di 40.000 euro moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio.

Inoltre, tale percentuale può arrivare anche all'80 e 85% se gli stessi interventi vengono realizzati in vista della riduzione del rischio sismico, passando a una classe di rischio inferiore.

Per approfondire leggi: Bonus condomini 2018

LEGGI anche:

Francesca Mancuso

Ecobonus 2018: tutte le detrazioni previste e le diverse percentuali in base all'intervento

Published in: Risparmio energetico

{index ordered="false"}

Rispetto al passato infatti la percentuale non è sempre uguale e può arrivare dal 50 all'85%. Le novità sull'ecobonus 2018 sono state introdotte con la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale n.302 del 29.12.2017, con la legge di Bilancio 2018 (Legge 27.12.2017 n.205) che regola le condizioni di accesso ai benefici fiscali per l’efficienza energetica degli edifici per le spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2018.

Quali documenti presentare

Come si legge sul sito dell'Enea, èattesa a breve la pubblicazione dei decreti da parte del Ministero dello Sviluppo Economico e degli altri ministeri sugli aspetti tecnici, procedurali e di controllo.

"A seguito di ciò la nostra Task-force sarà nelle condizioni di poter aggiornare il sito per la trasmissioni dei dati, i vademecum dei singoli interventi e tutto il materiale tecnico-informativo" spiega.

In attesa di saperne di più ricordiamo che per tutte le detrazioni, i pagamenti vanno effettuati sempre tramite bonifico bancario. Se la procedura degli anni precedenti sarà confermata, in sede di dichiarazione dei redditi occorre allegare una serie di documenti, tra cui la ricevuta dell'avvenuto pagamento, quella della domanda compilata sul sito dell'Enea (ancora non disponibile per il 2018) e la certificazione energetica dell’edificio, tranne per l'acquisto di infissi, pannelli solari o caldaie, pompe di calore o impianti geotermici. 

In questi casi invece va presentata l'attestazione di corrispondenza dell'intervento ai requisiti indicati dalla legge, necessaria solo per l'installazione finestre e infissi, sostituzione impianto climatizzazione invernale che se inferiore a 100 kw può essere sostituita dalla dichiarazione del produttore, mentre per la sostituzione dello scaldacqua occorre quella del tecnico abilitato.La domanda va compilata sul sito dell'Enea entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

A chi spetta l'ecobonus 2018

Possono usufruire i privati residenti e non residenti e i contribuenti titolari di impresa quindi con Partita IVA, che possiedono a qualsiasi titolo, l’immobile.

Detrazione al 50%

La più bassa detrazione, prima pari al 65%, oggi è stata ridotta al 50% ed è applicata alla 

  • sostituzione di finestre comprensive d’infissi,
  • acquisto di schermature solari,
  • acquisto di caldaie a biomassa e a condensazione.

Queste ultime possono beneficiarne purché abbiano un’efficienza media stagionale almeno pari a quella necessaria per appartenere alla classe A di prodotto prevista dal regolamento (UE) n.811/2013.

Inoltre, le caldaie a condensazione possono accedere alle detrazioni del 65% se oltre ad essere in classe A sono dotate di sistemi di termoregolazione evoluti appartenenti alle classi V, VI o VIII della comunicazione della Commissione 2014/C 207/02.

Detrazione al 65%

Non ci sono novità invece per l'aliquota al 65% che viene confermata, come negli anni precedenti:

  • per gli interventi di coibentazione dell’involucro opaco;
  • per le pompe di calore,
  • i sistemi di building automation,
  • i collettori solari per produzione di acqua calda,
  • gli scaldacqua a pompa di calore,
  • i generatori ibridi, cioè formati da una pompa di calore integrata con caldaia a condensazione e infine i generatori d’aria a condensazione.

Inoltre, possono usufruire della detrazione al 65%, anche i micro-cogeneratori, per una detrazione massima consentita di 100.000 euro.

Foto: Enea

Detrazione al 70% e al 75%

A usufruire di queste detrazioni sono solo gli interventi di tipo condominiale per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 con il limite di spesa di 40.000 euro moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio.

Inoltre, tale percentuale può arrivare anche all'80 e 85% se gli stessi interventi vengono realizzati in vista della riduzione del rischio sismico, passando a una classe di rischio inferiore.

Per approfondire leggi: Bonus condomini 2018

LEGGI anche:

Francesca Mancuso

Prevedere ictus e infarti analizzando gli occhi grazie al nuovo algoritmo di Google

Published in: Tecno

Attacchi di cuore, ictus e altri eventi cardiovascolari continuano ad essere tra le maggiori cause di morte. Valutare dunque il rischio di incorrere in uno di questi problemi è un primo passo fondamentale per tutelare la salute pubblica.

Per individuare con anticipo la possibilità di sviluppare una malattia cardiovascolare, i medici prendono in considerazione una serie di fattori di rischio, alcuni genetici (come età e sesso), alcuni relativi allo stile di vita (come il fumo e la pressione sanguigna). Mentre la maggior parte di questi dati può essere ottenuta semplicemente chiedendo al paziente, altri fattori, come il colesterolo, richiedono un prelievo di sangue. I medici prendono anche in considerazione se un paziente soffre o meno di altre malattie come ad esempio il diabete, associato ad un aumento significativo del rischio di eventi cardiovascolari.

Ora Google, in collaborazione con la società Verily Life Sciences, studiando i dati relativi a 284.335 pazienti ha scoperto un algoritmo, “Deep Learning", che potrebbe identificare i fattori di rischio in base all'età, alla pressione sanguigna, al sesso, al fatto che si fumi o meno semplicemente analizzando la retina del paziente.

Grazie ad una macchina fotografica e ad un microscopio, gli esperti sono stati in grado di raccogliere dati importanti sulla persona, i quali sono stati fatti poi analizzare da un software che è riuscito a sviluppare una previsione sul fattore di rischio cardiovascolare.

Lo studio, pubblicato su Nature Biomedical Engineering, ha sostanzialmente mostrato che, oltre a rilevare le patologie oculari, le immagini dell'occhio possono prevedere con precisione alcuni indicatori della salute cardiovascolare. 

Analizzando nel dettaglio le retine, infatti, l'intelligenza artificiale di Google è stata in grado di differenziare i pazienti che avrebbero sofferto di un grave evento cardiaco nei cinque anni successivi e quelli che invece non ne avrebbero sofferto con un'accuratezza del 70%.

Così scrive l’autore principale dello studio, Lily Peng, in un blog di Google

"Mentre i medici possono in genere distinguere tra le immagini retiniche di pazienti con ipertensione grave e pazienti normali, il nostro algoritmo potrebbe andare oltre la previsione della pressione arteriosa sistolica entro 11 mmHg in media per i pazienti in generale, compresi quelli con e senza ipertensione arteriosa”

Questa scoperta è particolarmente interessante poichè suggerisce che è possibile trovare nuovi modi per diagnosticare problemi di salute grazie alle immagini retiniche. Sono necessari però ulteriori test prima che l’algoritmo possa essere utilizzato in ambito clinico.

Se ti interessano alcuni consigli per ridurre il rischio infarto, ictus e altri eventi cardiovascolari leggi anche:

Francesca Biagioli

Prevedere ictus e infarti analizzando gli occhi grazie al nuovo algoritmo di Google

Published in: Tecno

Attacchi di cuore, ictus e altri eventi cardiovascolari continuano ad essere tra le maggiori cause di morte. Valutare dunque il rischio di incorrere in uno di questi problemi è un primo passo fondamentale per tutelare la salute pubblica.

Per individuare con anticipo la possibilità di sviluppare una malattia cardiovascolare, i medici prendono in considerazione una serie di fattori di rischio, alcuni genetici (come età e sesso), alcuni relativi allo stile di vita (come il fumo e la pressione sanguigna). Mentre la maggior parte di questi dati può essere ottenuta semplicemente chiedendo al paziente, altri fattori, come il colesterolo, richiedono un prelievo di sangue. I medici prendono anche in considerazione se un paziente soffre o meno di altre malattie come ad esempio il diabete, associato ad un aumento significativo del rischio di eventi cardiovascolari.

Ora Google, in collaborazione con la società Verily Life Sciences, studiando i dati relativi a 284.335 pazienti ha scoperto un algoritmo, “Deep Learning", che potrebbe identificare i fattori di rischio in base all'età, alla pressione sanguigna, al sesso, al fatto che si fumi o meno semplicemente analizzando la retina del paziente.

Grazie ad una macchina fotografica e ad un microscopio, gli esperti sono stati in grado di raccogliere dati importanti sulla persona, i quali sono stati fatti poi analizzare da un software che è riuscito a sviluppare una previsione sul fattore di rischio cardiovascolare.

Lo studio, pubblicato su Nature Biomedical Engineering, ha sostanzialmente mostrato che, oltre a rilevare le patologie oculari, le immagini dell'occhio possono prevedere con precisione alcuni indicatori della salute cardiovascolare. 

Analizzando nel dettaglio le retine, infatti, l'intelligenza artificiale di Google è stata in grado di differenziare i pazienti che avrebbero sofferto di un grave evento cardiaco nei cinque anni successivi e quelli che invece non ne avrebbero sofferto con un'accuratezza del 70%.

Così scrive l’autore principale dello studio, Lily Peng, in un blog di Google

"Mentre i medici possono in genere distinguere tra le immagini retiniche di pazienti con ipertensione grave e pazienti normali, il nostro algoritmo potrebbe andare oltre la previsione della pressione arteriosa sistolica entro 11 mmHg in media per i pazienti in generale, compresi quelli con e senza ipertensione arteriosa”

Questa scoperta è particolarmente interessante poichè suggerisce che è possibile trovare nuovi modi per diagnosticare problemi di salute grazie alle immagini retiniche. Sono necessari però ulteriori test prima che l’algoritmo possa essere utilizzato in ambito clinico.

Se ti interessano alcuni consigli per ridurre il rischio infarto, ictus e altri eventi cardiovascolari leggi anche:

Francesca Biagioli

 Tutti pazzi per Caravaggio! Boom per la mostra a Firenze e il film

Published in: Arte e Cultura


Il rosso è quello delle stoffe e della carta da parati rappresentati spesso nei quadri del XVII e realizzati con pigmenti naturali, come il cinabro. Nelle otto nuove sale sono custoditi 50 capolavori dai nomi suggestivi, ci sono ad esempio tra le opere esposte, i tre capolavori di Caravaggio, «Scudo con la testa di Medusa», «Bacco con la coppa di vino» e «Il sacrificio d’Isacco», ma anche «Giuditta che decapita Oloferne» di Artemisia Gentileschi e dipinti celebri di Gherardo delle Notti, Bartolomeo Manfredi, Rubens e Rembrandt e il ritratto di Galileo Galilei di Justus Sustermans. 

“Questo nuovo allestimento si basa su un approccio tematico e artistico che ispira e stimola la curiosità del visitatore, trasportato così nell’atmosfera del tempo e nella storia delle collezioni medicee. L’intenzione è creare un’esperienza intellettuale sia per i non specialisti, che per gli esperti della materia. Grazie all’accostamento di pittura fiorentina e del resto d’Italia, con dipinti d’oltralpe, si recupera lo spirito internazionale del gusto dell’epoca, aperto a suggestioni provenienti da ogni paese”, afferma  Eike Schmidt direttore delle Gallerie degli Uffizi. 

 L’allestimento curato da Antonio Godoli e Nicola Santini è stato realizzato anche grazie al contributo degli Amici degli Uffizi e di Friends of the Uffizi ed è stato inaugurato proprio a 275 anni dalla morte dell’ultima discendente della famiglia Medici, Maria Luisa, l’Elettrice Palatina, che legò le collezioni dei Medici per sempre alla città di Firenze.

 “Quello inaugurato è un nuovo ‘mattone’ del museo, perché gli Uffizi sono una sorta di corpo vivente, in perenne trasformazione. Le nuove sale sono un’altra conquista che può portare ancora più visitatori agli Uffizi”, dice al taglio del nastro il sindaco di Firenze Dario Nardella.

A Caravaggio è stato poi dedicato un film che però è rimasto in sala solo dal 19 al 21 febbraio. "Caravaggio - L’Anima e il Sangue" è stato prodotto da Sky e Magnitudo Film ripercorrendo un viaggio attraverso la vita, le opere e i tormenti di Michelangelo Merisi. La voce dell’io interiore di Caravaggio è quella di Manuel Agnelli, il frontman degli Afterhours e giudice di X Factor.

Del genio di Caravaggio avevamo parlato qui:

Un bellissimo racconto attraverso i luoghi che hanno generato nell’artista genio e sregolatezza come Milano, Firenze, Roma, Napoli e Malta. Il film ha ottenuto il Riconoscimento del Mibact – Direzione Generale Cinema, il Patrocinio del Comune di Milano ed è stato realizzato in collaborazione con Palazzo Reale e con Vatican Media e con il supporto di Malta.

Gli Uffizi di Firenze sono aperti da martedì a domenica, per maggiori informazioni e per acquistare il biglietto clicca qui.

Dominella Trunfio

Foto

Hikikomori: in Italia i ragazzi che si auto-isolano sono 100mila. I primi segnali

Published in: Mente & emozioni

{index ordered="false"}

Cosa significa Hikikimori?

"Hikikomori" è un termine giapponese che significa letteralmente "stare in disparte"

Chi sono?

"Hikikomori" è un termine giapponese che significa letteralmente "stare in disparte". Provengono da famiglie benestanti, spesso sono figli unici o di genitori separati. Sono intelligenti, non hanno problemi a scuola ma, per sensibilità e carattere, non si trovano spesso in sintonia con i compagni di classe. Il fenomeno, nato in Giappone negli Anni Ottanta, si sta diffondendo ovunque. Tristemente.

Questa marea di giovani hikikomori non studia né lavora. Sta in casa, per lo più rintanata nella sua cameretta; parla poco con i parenti e i genitori. Nessun contatto con il mondo esterno se non attraverso Internet. Però bisogna dirlo: non si tratta di “bamboccioni” o fannulloni ma di soggetti con un disagio profondo.

Che problemi hanno?

Secondo Marco Crepaldi, fondatore di Hikikomori Italia, questo è un problema “che affligge tutte le economie sviluppate e riguarda i ragazzini che non riescono a sopportare la pressione della competizione scolastica e lavorativa e decidono di auto-escludersi”. La ragione principale dunque, anche secondo quanto emerge dalle ricerche condotte in Giappone, è la pressione sociale che si esprime sotto sfaccettature diverse: dipende dalla crisi economica e dalla difficoltà di entrare nel mondo del lavoro; viene esasperata e ampliata dalla cultura dell'apparenza e dell'immagine, resa ancora più importante grazie ai social network; si esprime attraverso il vissuto familiare: i figli unici, in genere, sono più stressati perchè su di loro si proiettano tutte le aspettative genitoriali. Un altro fattore individuato è il ruolo dei padri, spesso assenti per via del lavoro.

E poi c'è la scuola (tra le medie e le superiori): inadeguata ad accogliere, sostenere la volontà di conoscenza nel rispetto dell'individualità e improntata sulla competitività. Così basta un “fattore precipitante” (un brutto voto, un rimprovero, un episodio di bullismo) e comincia il processo di ritiro: si comincia a stare a casa qualche giorno, ad evitare gli altri, e poi diventa la vita. La propria vita da autorecluso da un mondo che è “troppo”, difficile da affrontare e sostenere. “Si tratta in genere di situazioni che, agli occhi degli altri, non sono gravi ma per un soggetto fragile, vulnerabile, diventa difficilissima”.

I segnali che devono allertare
  • si cominciano a saltare i giorni di scuola con le scuse più varie
  • non si frequentano più le solite attività, inizia un periodo di isolamento sociale
  • spesso il soggetto, in casa, sceglie di stare solo o perlopiù in camera da letto
  • il ritmo sonno-veglia è invertito (il giovane dorme di giorno e rimane sveglio di notte)
  • aumento della fruizione di tv e computer e attività solitarie connesse
Cosa fare

Quando due o più di questi comportamenti si presentano, è fondamentale intervenire subito: innanzitutto si tratta di comprendere cosa sta succedendo, le motivazioni profonde del disagio e poi, se è il caso, ricorrere ad un intervento esperto, psicologico e di sostegno. In caso contrario, il rischio è che si instauri una fase di isolamento che può durare da mesi a, persino, anni e la cui risoluzione potrebbe richiedere un intervento molto più complesso e lungo nel tempo.

Da un punto di vista diagnostico spesso questa situazione viene inquadrata come una forma depressiva o di dipendenza da internet. Ma una cosa è certa: gli hikikohimori non sono dipendenti da internet. Internet, piuttosto, è l'unica forma di comunicazione che si concedono con il resto del mondo. Ecco perchè, spiega Crepaldi, “è bene non toglier loro i dispositivi elettronici e “connessione” alla Rete”. E intervenire, subito, in modo adeguato.

Anna Maria Cebrelli

Pagine