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Pasta fredda allo zafferano con zucchine e melanzane

Published in: Ricette

Il formato di pasta è ovviamente a vostra scelta, è consigliabile però utilizzare ortaggi freschi, a km zero e possibilmente biologici; ovviamente le zucchine e le melanzane sono verdure di stagione e questo è garanzia di gusto e risparmio economico.
La pasta fredda allo zafferano con zucchine e melanzane si prepara in poco tempo, può essere servita subito o anche dopo un riposo in frigorifero che la renderà fresca e ancora più appetitosa.

Ingredienti
  • 250 gr di zucchine
  • 350 gr di melanzane
  • 1 cipolla dorata
  • 0,1 gr di zafferano in polvere
  • 500 gr di pasta
  • 1 bicchiere di acqua
  • olio evo q.b.
  • sale q.b.
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  • Tempo Preparazione:
    10 minuti
  • Tempo Cottura:
    40 minuti
  • Tempo Riposo:
    -
  • Dosi:
    per 4 persone
  • Difficoltà:
    bassa
  Procedimento per la pasta fredda allo zafferano con zucchine e melanzane:
  • Lavare accuratamente gli ortaggi e pulire la cipolla, quindi affettare tutto grossolanamente e porre gli ortaggi in una padella capiente insieme all'olio.
  • Iniziare a cuocere a fuoco vivo mescolando spesso per circa cinque minuti, regolare di sale ed aggiungere l'acqua, e portare a cottura cuocendo per altri dieci minuti circa e mescolando di sovente, quindi spegnere e lasciar raffreddare.
  • Portare a bollore abbondante acqua bollente salata, sciogliere al suo interno lo zafferano, quindi cuocere in essa la pasta, scolarla al dente e raffreddarla sotto il getto d'acqua corrente.
  • Amalgamare la pasta nel condimento ormai tiepido, aggiungere un filo d'olio evo qualora fosse necessario, quindi impiattarla o riporla in frigorifero fino al momento di servirla.

 

Come conservare la pasta fredda allo zafferano con zucchine e melanzane:

La pasta fredda allo zafferano con zucchine e melanzane potrà essere conservata in frigorifero per un paio di giorni purché riposta in appositi contenitori ermetici.

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Ilaria Zizza

La psicologia del tradimento in estate

Published in: Mente & emozioni

Insomma l'estate è un tempo bellissimo o tremendo, per l'amore. Scopre i corpi in giornate dilatate e lunghissime di luce, in notti accaldate che possono accendere i sensi oppure smorzarli in un annoiato “fa caldo!”. Le temperature smollano le resistenze, fanno aprire le finestre delle case e anche i corpi, si "confrontano" con gli ormoni - in circolo sin dalla primavera - sollecitandoli ulteriormente. La pausa dal lavoro fa diminuire i livelli di stress. Tutto porta al movimento, alla leggerezza, alla ricerca di quella fresca brezza portata le novità.

Naturalmente tutto questo può diventare un momento in cui l'amore, nella coppia, si rinsalda: c'è più spazio per giocare, per guardarsi in modo non scontato, per trascorrere insieme del tempo, recuperando anche quello rubato dagli impegni professionali lungo tutto l'anno. L'estate amplia i tempi: nella mollezza delle temperature che si alzano, l'angolo più buio della casa è uno spazio protetto per scherzare, parlare, confrontarsi, fare nuovi progetti. Stare insieme come coppia.

Oppure no. Ed allora, ecco che i mesi estivi – allo stesso modo esasperano le condizioni che facilitano il tradimento. Ad esempio: un (una) partner narcisista o nevrotico tenderà a guardarsi intorno più facilmente (nel primo caso per sentirsi sempre al centro del mondo di qualcun altro, nel secondo per compensare le sue insoddisfazioni e ansie). Statisticamente può essere meno fedele chi, prima della relazione duratura in corso, ha già abbondantemente tradito; chi non si sente impegnato, chi è insoddisfatto della relazione o ha un attaccamento insicuro (non si fida veramente mai, a prescindere e quindi non si impegnerà mai veramente a fondo); chi viaggia molto per lavoro o, sempre per ragioni professionali, è sempre a contatto con persone con un certo fascino. In tutti questi casi, l'estate sollecita – più del solito - a lasciarsi andare, a concedersi situazioni “calde”, in sintonia con la stagione (ps: occhio che siano sempre adeguatamente “protette”: sesso sicuro, da un lato, e attenzione agli sconosciuti dall'altro).

Il "rischio tradimento" è maggiore, va da sé, se si sceglie di fare vacanze separate o se, per ragioni anche lavorative, ci si trova lontani. Le tentazioni possono bussare in modo più insistente, là dove il terreno è già pronto.

Ascoltare, riconoscere la propria voglia di tradire è importante: ci dice dove siamo nella coppia. E' un segnale fondamentale. Cosa vogliamo farne, poi (agirlo, tradire, oppure no, trattenerci nell'ottica di un bene più grande, e differito) è un altro passo ancora.

Come sempre, in ogni relazione, la consapevolezza di se stessi, di dove si è, di cosa si vuole nella propria vita e dalla propria relazione è la base fondante. Il secondo aspetto, certo molte volte faticoso ma indispensabile, è il dialogo con la persona che si ha accanto: i problemi, le difficoltà, possono essere da stimolo per incontrarsi su livelli più profondi di intimità e vicinanza, condivisione, complicità oppure possono segnare solchi profondi.

Tradire, diciamolo, non è un atto di gran rispetto; spesso lascia ferite importanti: da cui si può guarire oppure no. Nel primo caso, come alcuni studi riconoscono, può essere utile persino alla vita di coppia: richiede una buona capacità di metabolizzazione e uno sguardo, di nuovo volitivamente unito, verso il futuro. Diversamente apre le porte alla fine della relazione, spesso con strascichi dolorosi. Pensarci prima, se ne vale la pena, può avere senso; perfino d'estate.

Anna Maria Cebrelli

Illustrazione

Gli 11 luoghi più caldi della Terra (FOTO)

Published in: Ambiente

Ci sono angoli della Terra soggetti a uragani, temporali tropicali incessanti, nonché particolarmente freddi, nei quali l’uomo ha dovuto inventare dure strategie di sopravvivenza, e non sempre rispettose del Pianeta.

Esistono poi zone dove fa talmente caldo che le temperature di questi giorni, soprattutto in alcuni periodi dell’anno, ci sembrerebbero primaverili. Ecco gli 11 luoghi più caldi della Terra.

Dallol, Ethiopia, oltre 70 gradi

Image credits: Hervé Sthioul

Tirat Zvi, Israel, record di 100 gradi

Image credits: Govrin

Kebili, Tunisia, record di 130 gradi

Image credits: Dennis Jarvis

Timbuktu, Mali, record oltre 100 gradi

Image credits: Emilio Labrador

Rub’ al Khali, Arabia Saudita, record a 133 gradi

Image credits: Nepenthes

Badlands, Australia, record a 135 gradi

Image credits:  Fred/Shutterstock

Death Valley, Usa, record oltre 100 gradi

Image credits: Gunther Hagleitner

Flaming Mountains, Cina, record oltre 120 gradi

Image credits: Clemson

Dasht-e Lut, Iran, record oltre 130 gradi

Image credits: Marcin Szymczak/Shutterstock

El Azizia, Libya, record oltre 130 gradi

Image credits: David Stanley

Bangkok, Thailand, record oltre 50 gradi (in città!)

Image credits: Jan Schneckenhaus/Shutterstock

Accontentiamoci…

Roberta De Carolis

 

Game of Thrones: le immagini dei luoghi reali dei sette regni

Published in: Viaggiare

Le vicende si svolgono in luoghi immaginari, ma le scene sono girate in meravigliosi luoghi reali, fantastici nel vero senso della parola. Dall’Islanda a Malta, passando per la Croazia e l’Irlanda del Nord, ecco alcune immagini dei luoghi dove si sono snodate le affascinanti avventure ideate da David Benioff and D. B. Weiss. Da prendere come spunto per un'eventuale viaggio "nei sette regni".

Bardenas Reales, Navarre, Spagna Peñiscola, Valencia, Spagna Pechina, Alhamila Mountains, Almería, Spagna   Alcázar de Sevilla, Siviglia, Spagna Grjótagjá, Islanda Vatnajökull, Islanda Dubrovnik, Croazia

Image credits: Dubrovnik Tourism Board

Lokrum, Croazia Krka, Croazia Tollymore, Irlanda del Nord The Dark Hedges, Irlanda del Nord Larrybane, Irlanda del Nord Azure Window, Malta

Image credits: Giovanni Maroni / Viewingmalta.com

Mdina Gate, Malta

Image credits: Mario Galea / Viewingmalta.com

Forte Ricasoli, Malta

La realtà può essere più fantastica della stessa fantasia.

Roberta De Carolis

Mozzarella in carrozza

Published in: Ricette

La mozzarella in carrozza è una ricetta che deve essere preparata e mangiata sul momento, la mozzarella che fila ad ogni boccone è infatti il suo punto di forza. Una croccante crosticina a base di uova e farina fa da scrigno ad un soffice ripieno che, sicuramente, non disdegnerà anche ai palati più esigenti. Sebbene la ricetta originale della mozzarella in carrozza preveda l'utilizzo di alici, farina 00 e pan carré, noi abbiamo modificato questo piatto e senza perderne in sapore, lo abbiamo reso vegetariano e abbiamo cercato di utilizzare ingredienti poco raffinati.
La mozzarella in carrozza, nonostante le nostre modifiche, resta comunque un piatto davvero sfizioso e ricco di sapore.

Ingredienti
  • 24 fette di pane in cassetta integrale
  • 500 gr di mozzarella
  • 8 uova
  • farina di semola rimacinata q.b.
  • 1 L di olio di semi di girasole
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  • Tempo Preparazione:
    30 minuti circa
  • Tempo Cottura:
    10 minuti circa
  • Tempo Riposo:
    -
  • Dosi:
    per 4 persone
  • Difficoltà:
    bassa
  Come preparare la mozzarella in carrozza: procedimento
  • Tostare il pane in una padella antiaderente per pochi minuti per lato, senza però farlo eccessivamente ambrare e metterlo a raffreddare.
  • Tagliare la mozzarella a pezzetti e sgocciolarla.
  • Sgusciare le uova in una terrina, sbatterle con una forchetta e mettere in una ciotola abbondante farina, passare la mozzarella nelle uova e poi nella farina, quindi tenerla da parte.
  • Porre la mozzarella appena preparata fra due fette di pane tostato, passare il panino nell'uovo e successivamente nella farina, avendo cura di ricoprirlo interamente con entrambi gli ingredienti, in modo così da sigillare la mozzarella posta all'interno.
  • Friggere quindi i panini nell'olio bollente, girandoli spesso, fino a doratura, e a cottura ultimata porli su carta da cucina per assorbire eventuale olio in eccesso.
  • Servire la mozzarella in carrozza ancora calda.

Ilaria Zizza

l Libro dei Mutamenti o I Ching, Carl Gustav Jung e la teoria della sincronicità

Published in: Mente & emozioni

Nel libro dei Mutamentiogni cosa è contenuta compiutamente: in esso è il Senso del Cielo, in esso è il Senso della Terra e in esso è il Senso dell'uomo. Esso riunisce queste tre potenze fondamentali” (Discorso sui Trigrammi), tant'è che appassionò persino Carl Gustav Jung. Il noto psicanalista studiò gli I Ching per più di trent'anni e, cosa non da poco per un personaggio di scienza del suo calibro, scrisse l'introduzione del libro pubblicato nel 1924 in Europa (e curato da Richard Wilhelm). Lì, Jung rivela il modo corretto di approcciarsi agli esagrammi. In primo luogo, “per capire in generale di che cosa tratti un simile libro è imperativo buttare a mare certi pregiudizi della mentalità occidentale”.

Il secondo passo da fare è saper uscire dalla “verità” così come definita dalla scienza attuale (“gli assiomi della causalità sono scossi nelle loro fondamenta: ora sappiamo che quello che noi chiamiamo leggi di natura non sono altro che verità statistiche, costrette perciò ad ammettere delle eccezioni”) per dare rilevanza anche gli aspetti “accidentali” degli eventi: “ciò che noi chiamiamo coincidenza sembra essere la cosa della quale questa peculiare mentalità s'interessa principalmente, mentre ciò che noi adoriamo come causalità passa quasi inosservato”.

Ed è proprio su questo tema, sull'importanza del “caso”, che si gioca – per Jung - la partita dell'I Ching. Secondo la saggezza cinese, il caso è più significativo della legge generale: “ Va benissimo dire che il cristallo di quarzo è un prisma esagonale; è proprio vero - fintanto che si immagina un cristallo ideale. Ma in natura non si trovano due cristalli esattamente uguali, benché tutti siano palesemente esagonali. La forma reale, tuttavia, sembra sollecitare il saggio cinese ben più di quella ideale. La confusa congerie di leggi naturali che costituisce la realtà empirica contiene per lui un significato ben più importante che non una spiegazione causale di eventi che poi devono di regola essere separati l'uno dall'altro prima che si possa discuterne in maniera appropriata”. Ogni evento racchiude in sé la totalità e anche – quindi – l'osservatore. L'I-Ching riesce ad unire tutti gli aspetti che formano la totalità dell'evento in un certo momento, incluse le condizioni soggettive, psichiche e inconsce, dell'osservatore.

In altri termini potremmo dire che le leggi di causalità descrivono le sequenze dei fatti, mentre I Ching considerano la coincidenza, il modo particolare e assolutamente soggettivo delle cose di presentarsi, di mettersi insieme per caratterizzare in modo unico ed irripetibile quel e solo quell'evento. Per Jung, I Ching parlano il linguaggio della sincronicità (la teoria della sincronicità fu elaborata da Jung grazie anche all'intenso confronto con W. E. Pauli, fisico e uno dei fondatori della meccanica quantistica): c'è una particolare interdipendenza, gli eventi sono legati tra di loro al di là di causa, spazio e tempo.

L’esagramma che risulta dalla consultazione illustra in modo simbolico ma preciso la condizione della persona nel presente e nel futuro: presenta una evoluzione non determinata da concatenazioni logiche ma, al contrario, dal legame che correla, in modo sottile ma onnipresente, tutti gli elementi dell'universo, tutte le dimensioni della persona, il microcosmo con il macrocosmo. In questa visione ogni condizione non è statica, definita per sempre, ma in continua evoluzione.

Riassumendo: gli eventi quotidiani ci mettono davanti ad un problema; se interpellati, I Ching riflettono non solo la situazione ma anche le vie di uscita, la strada migliore da prendere. L'avvertenza deve essere ben chiara: per quanto il responso possa essere anche molto preciso (per chi lo sa leggere), si tratta di indicazioni e suggerimenti non deterministici: l'interpretazione e l'accoglimento del consiglio, e quindi il buon esito, dipendono infatti anche dalla ricettività di chi pone la domanda e dalla sua comprensione “olistica”, del fatto cioè che quello che vive riflette, ed è stato co-costruito, anche dai suoi vissuti psicologici perlopiù inconsci. Per usare, di nuovo, le parole di Jung: “Se l'I Ching non è accettato dalla coscienza, almeno l'incoscio gli va incontro a metà strada e l'I Ching è più vicino all'incoscio che non all'atteggiamento razionale della coscienza”.

Gli I Ching permettono, per chi vuole dialogare con loro, di vivere un'avventura che mescola poesia e sapienza all'infinita possibilità di connessione di tutte le cose. In una danza in continua evoluzione. Ma possono dare anche indicazioni estremamente pratiche, precise fino al dettaglio, come spiega Paola Neglia, master di Feng Shui, consulente e insegnante di I Ching secondo il metodo della Chue Style: “si parte dal definire un esagramma che rivela la situazione attuale; questo poi si trasforma – l'andamento viene letto attraverso le mutazioni delle linee che compongono i trigrammi – e diventa l'esagramma finale. Si possono fare predizioni sulla giornata, su un fatto specifico, persino sul clima e le risposte, i consigli, vanno ad identificare anche persone, orari, situazioni coinvolte. I Ching sono straordinari, quando si riesce davvero ad entrare in relazione con loro”.

Un'avvertenza finale: I-Ching si indispettiscono se si propone più volte di seguito la stessa domanda. Non dovrebbe stupire: le risposte sono guidate - secondo l'antica tradizione – da "entità spirituali" che formano “l'anima vivente” del libro; se non si accoglie la prima risposta, perché dovrebbero darne altre? 

Anna Maria Cebrelli

Come realizzare un divano dai pallet (20 idee)

Published in: Arredamento

Costruito e ottenuto in varie forme e dimensioni, può facilmente essere assemblato a piacimento. Pallet come sostegno, pallet divani da esterno e usato anche per gli accessori come cassetti, tavolini, isole. La sua versatilità è tale da poterlo usare veramente in mille modi diversi.

Qui di seguito 20 idee di divano sia da interni che da esterni ricavate dal pallet, ma la fantasia può scatenarsi.  

Image credits: 101palletfurniture


Image credits: Pallet ideas info

Image credits: The who ot

Image credits: Nicole Saksa

Image credits: Interieurinspiratie

Image credits: dmcginty1

 

Image credits: Idea Design Casa

Image credits: KregTool

Image credits: 14 Outdoor Pallet Furniture DIYs for Spring

Image credits: Livinglocurto

Image credits: 50 Wonderful Pallet Furniture Ideas and Tutorials

Image credits: Civicoquattro.it  

Image credits: Diyrustica

Image credits: Estiloydeco

Image credits: Anna Roccisano

Image credits: Pallet Furniture DIY  

Image credits: Alittlebitofthisthatandeverything.blogspot.com

Image credits: CafeMom Parenting

Image credits: Dengarden

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Ed ecco qui anche un tutorial, per i più volenterosi, tenendo però sempre alcune accortezze di sicurezza per riutilizzare i bancali

Per altre informazioni sull’arredamento fai da te ecofriendly leggi anche:

Bellissime idee per personalizzare la casa e spendere poco (rispettando l'ambiente). 

Roberta De Carolis

 

Conserva di fagiolini piccanti

Published in: Ricette

Profumata e speziata, la conserva piccante di fagiolini può essere servita come antipasto o come contorno. Ottima se accompagnata con del buon pane fatto in casa. La corretta sterilizzazione dei barattoli garantisce la massima sicurezza del prodotto fino all'anno successivo. Si consiglia di scegliere fagiolini biologici o comunque di certa provenienza, che siano freschi, di un bel verde brillante e privi di grinze.

Ingredienti
  • 500 gr di fagiolini lavati e spuntati
  • 500 ml di aceto di  bianco
  • 25 ml di olio evo
  • 25 gr di sale
  • 25 gr di zucchero di canna
  • 1/2 cucchiaio di pepe rosa in grani
  • 1 peperoncino rosso
  • menta q.b.
  • basilico q.b.
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  • Tempo Preparazione:
    20 minuti
  • Tempo Cottura:
    15 minuti
  • Tempo Riposo:
    -
  • Dosi:
    per 4 persone
  • Difficoltà:
    bassa
  Come preparare la conserva piccante di fagiolini: procedimento
  • Mescolare insieme lo zucchero e il sale, eliminare il picciolo ed i semi interni del peperoncino e spezzettarlo, sbucciare l'aglio e tagliarlo in piccoli pezzi, infine lavare il basilico e la menta e spezzettarli con le mani.
  • Scottare i fagiolini già puliti in acqua bollente leggermente salata per cinque minuti.
  • Mettere ora in una pentola capiente l'olio, l'aceto, lo zucchero e il sale, il pepe, il peperoncino e gli altri ingredienti in precedenza preparati e lasciarli bollire per dieci minuti,
  • trascorsi i dieci minuti di bollitura dell'olio aggiungere i fagiolini ben scolati e far cuocere per altri dieci minuti.
  • A cottura terminata far raffreddare per qualche minuto e facendo attenzione a non scottarsi riempire con i fagiolini i vasetti sanificati avendo cura di non riempirli fino al bordo, comprimerli ben bene con un forchetta, quindi coprirli con l'olio di cottura, avvitare senza forzare eccessivamente e procedere alla pastorizzazione (Per i dettagli leggi l'articolo su come sterilizzare i barattoli per le conserve)
  • Riporre la conserva piccante di fagiolini in luogo non assolato, una volta aperta potrà essere conservata in frigorifero per circa quattro giorni.
  Ti potrebbero interessare altre ricette di conserve fai-da-te e la nostra guida su come conservare i cibi

Ilaria Zizza

Come sopravvivere all'estate in città: strategie per mente e corpo

Published in: Mente & emozioni

D'accordo, fa caldo. Siamo in estate, ci sta. Vero, fa mooolto caldo (e questo sicuramente è indotto i parte dai cambiamenti climatici naturali e moltissimo da quelli provocati dall'uomo) ma dipende anche dalla nostra percezione che – a sua volta – è determinata da circuiti neuronali; al di là delle temperature reali misurate con la strumentazione, e delle reali conseguenze stressanti sul corpo, una parte dell'insopportabilità del caldo è data dalla nostra idea: del caldo e di quanto ci dà fastidio. Più ci pensiamo, più abbiamo caldo. Più siamo infastiditi, più pensieri spendiamo attorno a questo tema, maggiore è la sensazione opprimente e disturbante.

Certo, piccole strategie concrete, alimentari e comportamenti si possono adottare per stare un po' più al fresco, e dormire meglio (aspetti non da poco, perché riducono la possibile tendenza all'aggressività e l'impulsività che l'eccesso di caldo può indurre), persino senza ricorrere al condizionatore. Ma indubbiamente aiuta anche molto vedere bene i (propri) vantaggi del restare in città, magari anche lavorando.

Leggi anche:

Combattere il caldo senza aria condizionata 

Strategie contro il caldo in casa 

In primo luogo, ci sono meno persone in giro: al cinema, al supermercato come al mercato, per strada, nei musei. Il che significa – secondo aspetto positivo - meno tempo passato in code, più spazio personale, la spesa fatta più velocemente, facilità nel parcheggiare un po' ovunque. Terzo aspetto: ritmi un po' più leggeri e a misura d'uomo, anche sul lavoro. Non è cosa da poco (in più: spesso i responsabili sono in vacanza, quindi pure l'atmosfera è in generale più tranquilla; la maggioranza delle aziende è chiusa, quindi il carico lavorativo è meno impegnativo e stressante).

Il quarto elemento degno di nota è che (complici anche le giornate lunghe) ci si può prendere del tempo per ampie passeggiate negli spazi di verde cittadini: talvolta non si riuscirà comunque a respirare aria fresca ma non è un gran problema perchè, attenzione!, si può fare persino di meglio. Si tratta di sintonizzarsi con la Natura: con un filo d'erba o una pianta o magari un albero che si incontrano, che si trovano vicini alla panchina su cui siamo seduti, che incontriamo con lo sguardo mentre camminiamo. Come? Vedendo la loro realtà di esseri viventi e, perchè no, immaginandoli pieni di piccoli elfi e gnomi che lavorano e giocano con loro. Si può anche provare ad ascoltare il messaggio che ha per noi ogni cosa che in quel momento ci circonda (il fiore, il ramo sull'albero o persino quello spezzato caduto a terra, l'uccello che sta volando o il suo canto che si percepisce provenire da una folta massa di foglie): in una mente senza pensieri, senza aspettative, arriverà come un'intuizione, un messaggio, una considerazione.

Restare in questa bellezza e atmosfera “magica”, eppure reale, ci porta in una dimensione nuova e rigenerante, che rinfresca in modo non ordinario.

Non funziona? Niente problema. Mal che vada, basterà “entrare” nel colore verde: immaginare che il respiro porti dentro, nei polmoni e poi – con un irraggiamento dolce e spontaneo – nel resto del corpo, tutte le sfumature cromatiche del verde che lo sguardo incontra e quelle che gli occhi interiori possono creare. Questo respiro profondo aiuterà a centrare e rinfrescare, riequilibrando sia le emozioni che il pensiero.

E anche l'estate in città, persino in ufficio, sarà, alla fine, una piacevole passeggiata. Poi, vuoi mettere, pensare a chi si trova nella calca dei vacanzieri, strutture piene, servizio non al top, costi alti? Va bene, non è sempre così ma la verità, ultima, è che il segreto – sempre – consiste nell'apprezzare e godere le possibilità che offre quello che al momento c'è: alla faccia delle nostre aspettative, pregiudizi e desideri, sono sempre maggiori di quello che pensiamo. Insomma, altro che sopravvivenza: buona piena estate in città, in ufficio, a casa. O ovunque, naturalmente.

Anna Maria Cebrelli

 

 

BHT (E321): il conservante alimentare che favorisce l’obesità

Published in: Alimentazione & Salute

Non è la prima volta che il Butylhydroxytoluene, antiossidante chimico che si aggiunge ai prodotti con la funzione di proteggere le sostanze nutritive ed evitare che i grassi irrancidiscano, viene accusato di non essere proprio innocuo per la nostra salute. Questa sostanza, che si trova in etichetta con la sigla E321, è molto utilizzata negli Usa all’interno dei cereali per la colazione che quindi sarebbero non solo pieni di zuccheri ma anche ricchi in additivi che possono incrementare ancora di più il problema dell’obesità.

Fino ad oggi erano state dimostrate le influenze negative di questo additivo sull’aumento di peso solo su campione animale ma ora sono stati confermati anche gli effetti sull’uomo. Un team di ricerca guidato da Dhruv Sareen del Cedars-Sinai Medical Center ha preso in esame 3 disgregatori endocrini, tra cui appunto il Butylhydroxytoluene (BHT).

Nello studio pubblicato Nature Communications, primo nel suo genere, i ricercatori hanno sviluppato un nuovo metodo per testare gli effetti dei disgregatori endocrini sugli esseri umani. Hanno esaminato l'esposizione delle tre sostanze chimiche sui tessuti che producono ormoni a partire da cellule staminali umane. L’obiettivo era analizzare come l'esposizione cronica a queste sostanze chimiche possa interferire con i segnali inviati dal sistema digestivo al cervello fondamentali in quanto consentono alle persone di provare la sensazione di pienezza durante i pasti.  

Quando questo sistema di messaggi si interrompe, le persone continuano a mangiare e inevitabilmente vanno incontro ad un aumento di peso. Cosa hanno scoperto dunque i ricercatori? Il BHT, ma anche gli altri due composti analizzati (l'acido perfluorooctanoico – PFOA e la tributiltina - TBT) producono effetti particolarmente dannosi. Queste sostanze danneggiano infatti gli ormoni che si occupano della comunicazione tra l'intestino e il cervello e sembra che il Butylhydroxytoluene si sia dimostrato il peggiore in questo senso.

Proprio per i dubbi effetti sulla salute di questo additivo, già prima dell’ultima ricerca in merito, diverse marche di cereali, anche in America, ne hanno limitato l’utilizzo, sostituendolo magari con l’E320 (farà meno male?). C’è però il problema che le etichette dei cereali negli States non sono sempre chiare in merito alle sostanze effettivamente addizionate. 

Vi potrebbe interessare approfondire la conoscenza di altri additivi alimentari:

In Europa questo additivo generalmente non si trova nei cereali per la colazione ed è vietato l’utilizzo nei prodotti per l’infanzia. Noi, però, come sempre vi consigliamo di leggere attentamente le etichette di ciò che acquistate.

Francesca Biagioli

Le batterie biologiche che si generano energia con la... saliva (FOTO)

Published in: Tecno

Le batterie di cui parliamo sono state realizzate da un team di ricerca guidato da Seokheun Choi (già noto per aver ideato le prime batterie di carta) presso la Binghamton University di New York. La particolarità è che questi dispositivi sono alimentati da batteri capaci di generare energia utilizzando appunto delle gocce di saliva.

Si tratta in sostanza di batterie di carta alimentate da batteri liofilizzati e inattivi che a contatto con la saliva entrano in azione e sono in grado di produrre energia in pochi minuti. I vantaggi sono evidenti: si può produrre elettricità con un fluido reperibile ovunque e a costo zero e, il fatto che i batteri siano liofilizzati, rende possibile una lunga conservazione e la possibilità di trasportarli dove ce n’è più bisogno.

     

Le nuove batterie hanno, per il momento, una potenza limitata, si riesce infatti ad accendere solamente un Led. I ricercatori però non escludono che in futuro, implementando la ricerca, il loro potenziale diventi molto più ampio e si possano sfruttare in particolare nei paesi in via di sviluppo dove le classiche batterie sono difficili da reperire.

Così ha spiegato il professor Choi l’importanza della sua scoperta:

"La generazione di piccole quantità di energia su richiesta è utile soprattutto per le applicazioni diagnostiche nei Paesi in via di sviluppo. Tipicamente queste applicazioni richiedono solo poche decine di microwatt per pochi minuti, mentre le tradizionali batterie presenti in commercio sono troppo costose e sofisticate, senza contare poi il problema dell'inquinamento". 

L’idea delle batterie a saliva è frutto di anni di ricerche del professor Choi e del suo team di ricerca. Si è partiti da delle batterie di carta presentate all’inizio dell’anno a Las Vegas. Queste sono in sostanza dei semplici fogli in cui l’energia si genera tramite gocce d’acqua con all’interno batteri che respirando consentono il passaggio di corrente. La fase successiva è stata poi quella di liofilizzare i batteri e inattivarli fino al momento in cui entrano in contatto con della saliva, sostanza che li fa "risvegliare".

Sulle batterie potrebbero interessarvi anche:

La scoperta è stata pubblicata sulla rivista Advanced Materials Technologies

Francesca Biagioli

Foto: newatlas.com

Linguaggio dell'amore: 10 parole straniere che vanno oltre il ti amo

Published in: Costume & Società

Alcune espressioni in lingue molto lontane da noi, descrivono in una sola parola delle situazioni tipiche dell’innamoramento per le quali noi useremmo più parole o addirittura delle frasi intere.

La compagnia di viaggi Expedia ha creato una serie di illustrazioni che mostrano dieci modi di comunicare i propri sentimenti al di là del ‘ti amo’. Dalla Groenlandia alla Norvegia, dal Libano al Galles, dal Brasile allo Sri Lanka, ecco alcuni esempi di parole che mostrano come l’amore non conosce differenze, ma ha tante sfaccettature.

1) Mamihlapinatapei

Questa parola impronunciabile, nella lingua della tribù degli Yamana, rappresenta lo sguardo di desiderio tra due persone troppo timide per fare la prima mossa. 

2) Cwtch

La parola gallese cwtch non indica solo un abbraccio affettuoso ma un luogo sicuro, tra le braccia della persona amata.

3) Ya’aburnee

In arabo  Ya’aburnee è l'amore eterno, la persona con cui si sta in vita, ma che si spera di ritrovare anche nell'aldilà. 

4) Forelsket

In norvegese questa parola si usa per la prima cotta e l'euforia che ne consegue, come se si volasse tra le nuvole.

5)Iktsuarpok

In lingua inuit, ktsuarpokInuit non è altro che la sensazione di attesa prima di incontrare qualcuno, quella strana emozione che ci rende impazienti.

6) Viraag

In lingua indi, viraag indica quello stato d'animo che si ha quando la persona che si ama è lontana da noi, un mix tra tristezza e desiderio.

7) Cafuné

In portoghese accarezzare la chioma della persona amata facendo scorrere le dita tra i capelli si esprime con questo dolcissimo gesto: cafuné.

8) Oodal

Nello Sri Lanka, la finta rabbia tra innamorati, dopo un litigio si esprime con la parola Oodal. In lingua tamil, è il grande amore che emerge dopo il battibecco. 

9) Gigil

Nella più diffusa lingua delle Filippine, la parola gigil identifica l'impulso irresistibile di pizzicare o stringere la persona che si ama.

  Ma non sono le uniche, eccone altre:   10) Flechazo In spagnolo, flechazo non è altro che il nostro colpo di fulmine, amore a prima vista, una freccia scoccata da Cupido, proprio quel momento in cui vediamo una persona per la prima volta e capiamo che vorremmo averla al nostro fianco.   Dominella Trunfio Illustrazioni  

Acqua e limone: 10 varianti per dimagrire

Published in: Alimentazione & Salute

La natura ci mette a disposizione tanti prodotti naturali che agiscono come brucia grassi, attivano il metabolismo, regolano gli zuccheri nel sangue, tengono a bada il senso di fame, stimolano la diuresi, ecc. Tutti questi ingredienti si rivelano particolarmente utili a chi cerca di dimagrire. Da soli ovviamente non sono miracolosi ma possono essere quell’aiuto in più che fa la differenza. 

Bere acqua e limone già da sola può stimolare la perdita di peso ma per rendere ancora più attiva la vostra bevanda mattutina potete provare a sostituirla con una di queste varianti:

Acqua e limone con zenzero

Acqua, limone e zenzero è una bevanda dal grande potere disintossicante, stimolante della digestione e antinausea. Dimagrire con lo zenzero è possibile in quanto questo rizoma accelera il metabolismo, favorisce lo smaltimento dei grassi, aiuta la digestione, sgonfia la pancia e in più tiene a bada il senso di fame. Preparate dunque una tisana allo zenzero e aggiungetevi un po’ di succo di limone fresco, oppure alla classica acqua e limone aggiungete un pezzetto di zenzero fresco grattugiato. 

Acqua e limone con curcuma e pepe 

Ad acqua e limone si possono anche aggiungere curcuma e pepe per avere un effetto sul metabolismo, tenere a bada meglio il senso di fame e agire sui grassi.  Alla bevanda classica aggiungete un quarto di cucchiaino di curcuma (per ogni tazza d’acqua) e un pizzico di pepe.

Acqua e limone con cannella

La cannella è una spezia dal potere brucia grassi che non solo aiuta a perdere peso ma anche regolarizza i livelli di zuccheri nel sangue.  Può essere quindi una buona idea arricchire la propria acqua e limone mattutina con un cucchiaino di cannella. Anche in questo caso è consigliato berla appena svegli. 

Acqua e limone con prezzemolo

Anche il prezzemolo può aiutare a dimagrire grazie ai suoi principi attivi che aiutano la digestione e favoriscono il drenaggio dei liquidi. Si può aggiungere qualche foglia di prezzemolo frullata insieme ad acqua e limone per arricchire la bevanda oppure semplicemente tritare l'erba aromatica e aggiungerla alla vostra tazza. Si dovrebbe bere per 5 giorni prima di interrompere e lasciar passare almeno 10 giorni prima di riprendere (se necessario).

Acqua e limone con pepe di cayenna e sciroppo d’acero

Dalla dieta del limone ideata dalla dottoressa Martine Andrè arriva una variante di acqua e limone che si dovrebbe bere, nell’ambito di questo regime alimentare, appena svegli, durante gli spuntini di metà mattina e metà pomeriggio ma anche poco prima di andare a dormire. Occorrono 30 cl di acqua, 2 cucchiai di succo di limone, 2 cucchiai di sciroppo d’acero e un pizzico di pepe di cayenna. 

Acqua e limone con semi di chia

Avete mai pensato di aggiungere alla vostra acqua e limone dei semi? Particolarmente indicati sono quelli di chia. La bevanda così arricchita non solo favorisce depurazione e dimagrimento grazie anche al fatto di tenere la fame ma si può considerare una sorta di integratore naturale (i semi di chia sono infatti molto ricchi di nutrienti). Provate dunque ad aggiungere un cucchiaio di semi di chia in una tazza di acqua e lasciateli agire per circa un’ora prima di spremere il limone e bere il tutto.

Acqua e limone con semi di lino

Anche i semi di lino possono arricchire la semplice bevanda a base di acqua e limone. Aiutano infatti la digestione, contribuiscono ad abbassare i livelli di zuccheri nel sangue e il colesterolo oltre che avere un effetto lassativo. Il procedimento per prepararla è lo stesso di quella con aggiunta di semi di chia.

Acqua e limone con cetriolo

Ad acqua e limone potete aggiungere qualche fettina di cetriolo così com’è oppure un po’ di estratto di questo ortaggio dal forte potere diuretico e depurativo. Vi aiuterà anche a tenere a bada il senso di fame. 

Acqua e limone con bicarbonato 

Acqua e limone con l’aggiunta di bicarbonato è una bevanda alcalinizzante, digestiva, depurativa e rimineralizzante su cui si discute molto anche riguardo ai possibili effetti anticancro. Per prepararla occorrono mezzo litro d’acqua, il succo di 3 limoni e 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio. Si può bere a stomaco vuoto di prima mattina o durante la giornata ma lontano dai pasti. Ricordiamo però che il bicarbonato è un sale e come tale è bene non abusarle. Chi ha la pressione alta, ad esempio, non dovrebbe assumere questo rimedio.

Acqua, limone e tè verde

Se cercate una bevanda a base di acqua e limone da bere nel corso della giornata potete scegliere la variante con il tè verde. Le foglie di questa pianta hanno dimostrato molti benefici tra cui anche quello di favorire la perdita di peso. Preparate dunque la vostra acqua e limone tiepida e immergete insieme una bustina di tè verde per pochi minuti prima di bere. L’alternativa è preparare la bevanda in una bottiglia di vetro da 1 litro e mezzo per poterla sorseggiare quando più gradite nel corso della giornata, contribuirà anche a tenere a bada il senso di fame.

Queste varianti di acqua e limone non sono sempre adatte a tutti. Soprattutto se si intende assumerle per lungo periodo chiedete sempre consiglio al vostro medico e, se avete necessità di dimagrire, rivolgetevi ad un esperto che valuterà con voi i sistemi più adatti.

Francesca Biagioli

I meravigliosi scatti per denunciare la strage silenziosa dei bambini albini africani

Published in: Arte e Cultura

Vi avevamo già parlato di questi bambini albini africani, rapiti nelle loro case nel mezzo della notte per smembrare i loro arti e venderli agli stregoni come ingredienti da utilizzare per le pozioni.

Una strage silenziosa  che dal 2014, ha visto l’attacco di ben 69 persone in Malawi e almeno 18 di esse sono morte, come rivela un report diffuso da Amnesty International, che fa luce sulle violenze e le discriminazioni.

Gli albini sono ricercati per le loro parti del corpo, perché, a causa di superstizioni che ancora oggi trovano spazio tra la popolazione, è diffusa la convinzione che abbiano poteri magici e che portino fortuna, proprio per l’assenza di pigmenti.

Tali credenze alimentano un macabro mercato nero, dato che pelle, ossa, arti e altre parti del corpo di persone albine vengono richiesti nell’ambito di rituali magici o come “ingredienti” di pozioni.

In alcune parti dell’Africa, invece, come la Tanzania, c’è addirittura una taglia sulla testa dei bambini albini perché la loro morte è considerata come un portafortuna.

Le superstizioni e le paure hanno radici profonde, sono così radicate che a volte la madre di un albino uccide il neonato alla nascita. E se si rifiuta, entrambi saranno emarginati.

Per questo, molti di loro se riescono a sopravvivere, vivono lontani dalla società e in costante timore. Sono nascosti, maltrattati e timidi.  I bambini devono fare i conti con il caldo africano che brucia la loro pelle e spesso, tutto ciò si trasforma in cancro.

Il triste destino dei bambini africani albini:


Con il progetto "Under the Same Sun" Marinka Masséus mostra la loro bellezza e sostiene le organizzazioni che stanno lavorando per proteggere questi splendidi bambini.

Dominella Trunfio

Foto

Luna-Venere: la spettacolare congiunzione circondata da stelle cadenti

Published in: Universo

Sottilissima falce di luna crescente quella che ci attende il 19 agosto, visibile per appena il 10%, abbastanza per ammirare la congiunzione con Venere e sufficientemente poco luminosa da non disturbare le kappa Cignidi, spesso caratterizzate da sporadiche (ma non rare) meteore particolarmente brillanti e che si potranno osservare per tutta la notte.

Un ottimo connubio quindi, che consentirà di godere di un doppio spettacolo in cielo. Le zone in cui osservare i fenomeni non sono gli stessi perché la congiunzione luna-Venere avverrà nella costellazione del Gemelli, a est, mentre le meteore si originano idealmente tra il Cigno e il Dragone, a nord.

Tuttavia anche gli orari non sono gli stessi. Nella prima mappa la porzione di cielo dove volgere lo sguardo per osservare la congiunzione, il 19 agosto alle 4 del mattino circa, mentre nella seconda la porzione di cielo dove si originano le kappa Cignidi, il 19 agosto a mezzanotte circa.

Se il tempo (e il sonno) lo consentiranno si potranno osservare le stelle cadenti fino alle prime ore del mattino, quando, sorta Venere, si potrà ammirare il suo bacio con la luna.

Buona (e romantica notte) a tutti!

Roberta De Carolis 

Eclissi totale di Sole: il 21 agosto lo spettacolo negli Usa. Dove vederla in streaming

Published in: Universo

Meraviglia delle meraviglie: la luna transita davanti al Sole, ponendosi tra questo e la Terra, dove osserviamo l’oscuramento totale (o parziale) della nostra stella. L’evento avviene nel novilunio e interessa generalmente una piccola fetta di osservatori, oltre ad essere generalmente raro, a causa della differenza di dimensioni tra gli astri e delle diverse inclinazioni delle rispettive orbite.

Il 21 agosto saranno alcuni statunitensi (e qualche viaggiatore astrofilo o astrofilo per caso) a poter osservare l’evento, che durerà per circa 2 ore e mezza con il massimo previsto alle 17.46 ora italiana.

La zona di totalità sarà una sottile fascia coast to coast degli Usa, che attraversa diversi fusi, nonché una vasta area su cui “correre” a caccia del sole scomparso.

Image credits: Time and date

In Europa il fenomeno sarà parzialmente visibile solo nell’estremo Ovest, mentre in Italia dovremmo accontentarci della diretta streaming, fornita dalla Nasa.

Roberta De Carolis

Insalata di farro, ceci e verdure

Published in: Ricette

Con l'insalata di farro, ceci e verdure si ha la certezza di avere un pasto completo e saziante, è ricca infatti di vitamine, proteine vegetali, sali minerali e fibre. Da preparare tranquillamente anche con largo anticipo,  l'insalata di farro, ceci e verdure può anche essere personalizzata in base ai gusti personali, modificando o aggiungendo gli  ingredienti come, ad esempio, delle olive di Gaeta o anche dei pomodori ciliegino.

Ingredienti per l'insalata di farro, ceci e verdure
  • 350 gr di melanzane
  • 150 gr di peperoni
  • 200 gr di zucchine
  • 300 gr di farro
  • 250 gr di ceci già lessati
  • olio evo q.b.
  • sale q.b.
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  • Tempo Preparazione:
    20 minuti
  • Tempo Cottura:
    30 minuti
  • Tempo Riposo:
    -
  • Dosi:
    per 4 persone
  • Difficoltà:
    bassa
Come preparare l'insalata di farro, ceci e verdure: procedimento
  • Lavare gli ortaggi, recidere le estremità delle zucchine e delle melanzane e tagliarle a fette sottili; eliminare il picciolo dei peperoni e togliere i filamenti bianchi e i semini posti al loro interno, quindi tagliarli a striscioline.
  • Grigliare tutto in una padella rovente o in una piastra e lasciar raffreddare.
  • Nel frattempo mettere il farro in una pentola piena d'acqua fredda e cuocere per il tempo indicato sulla confezione, a cottura ultimata scolarlo e farlo raffreddare sotto il getto d'acqua corrente.
  • Tagliare le verdure grigliare a pezzettini ed unirle insieme ai ceci in una ciotola capiente, aggiungere anche il farro ormai freddo e condire con olio e sale.
  • Riporre l'insalata di farro, ceci e verdure in frigorifero fino al momento di servirla.

 

Come conservare l'insalata di farro, ceci e verdure:

L'insalata di farro, ceci e verdure potrà essere conservata in frigorifero, riposta in appositi contenitori ermetici, per circa due giorni.

  Ti potrebbero interessare altre variazioni di insalata di farro o altre ricette di insalate estive.

 

Ilaria Zizza

Valle dell'Orta: la straordinaria riserva naturale tra canyon e cascate

Published in: Abruzzo

 La Riserva regionale Valle dell'Orta è stata istituita nel 1989 ed è esattamente in provincia di Pescara, tra i territori di Sant’Eufemia a Majella, Roccacaramanico, San Vittorino, Caramanico Terme, Salle, Musellaro, San Valentino e Bolognano.

Trecentottanta ettari che si trovano all’interno del Parco Nazionale della Majella,conosciuto per il suo paesaggio fatto di gole e canyon. Senza dimenticare il fiume Orta vicino Passo san Leonardo  che scorre per 40 km e sfocia nel mar Adriatico.

Un vero e proprio paradiso per gli appassionati di escursionismo, ma anche per chi vuole praticare freeclimbing, rafting, kayak, tubing, trekking e acqua trekking.  

"Tra i canyon più spettacolari del Parco, la valle dell’Orta è un po' il cuore del Parco. Le acque del suo fiume raccolgono quelle dell’Orfento per poi buttarsi, dopo Bolognano, nel fiume Pescara. Lungo la valle, attorno all'anno Mille, sorsero una serie di borghi fortificati ("castrum") che portarono successivamente alla nascita dei paesi come Roccacaramanico, Caramanico Terme, Salle e Bolognano", si legge sul sito del Parco Majella. 

Tra le curiosità c’è quella che la grotta dei Piccioni, la grotta Scura e la grotta buco Maledetto risalgono al neolitico e in quel periodo, venivano utilizzate dai contadini come riparo occasionale o più spesso come luogo di culto.

Esse si trovano a 50-60 metri sopra il livello del fiume e sono diventate famose grazie al ritrovamento di pitture rupestri e altri reperti. In particolare, La Grotta Scura, lunga quasi 400 metri, ha una grande apertura laterale che si apre sulla valle, ritagliando una terrazza belvedere da cui si gode di un panorama mozzafiato.

Tra la flora tipicamente della macchia mediterranea, vista la quota modesta del canyon, da non perdere ci sono le rapide di Santa Lucia, la grotta dei Piccioni, la Cascata della Cisterna e la valle dei Luchi.

Le rapide di Santa Lucia o Marmitte dei Giganti, sono sicuramente uno dei punti più spettacolari dell'intera valle del fiume Orta e il più gettonato. Qui la forza dell'acqua nei millenni ha lavorato la docile roccia calcarea scavando canaloni, creando salti e inaccessibili canyon tanto affascinanti quanto pericolosi.

Ma anche la Cascata della Cisterna non è di meno, facilmente raggiungibile da Bolognano si raggiunge in un’oretta, qui l’acqua su getta lungo la parete, creando una piscina naturale color smeraldo. 

Altre meravigliose riserve da non perdere:

La  Valle dei Luchi, dal latino ‘locus’, ovvero bosco sacro agli dei, è invece la parte più selvaggia ed è in gran parte inaccessibile per la presenza di falesie alte fino a 100 metri che proteggono il letto del fiume.

Per scoprire i suggestivi percorsi della Riserva clicca qui

Dominella Trunfio

Foto: Yes Abruzzo

Gli straordinari paesaggi impressionisti di Monet in mostra al Vittoriano di Roma

Published in: Arte e Cultura

Dal 19 ottobre 2017, l’Ala Brasini sarà allestita con i quadri provenienti Musée Marmottan Monet che testimoniano il suo percorso artistico. Si tratta, infatti, delle opere che Monet conservava nella sua ultima dimora di Giverny e che il figlio Michel donò al museo.

La mostra, molto ricca, è curata da Marianne Mathieu che vuole celebrare uno dei massimi esponenti dell’Impressionismo francese in tutte le sue sfaccettature.  

Dai primissimi lavori, le celebri caricature della fine degli anni 50 dell’800, attraverso i paesaggi rurali e urbani di Londra, Parigi, Vétheuil, Pourville, ai ritratti dei figli, alle tele dedicate ai fiori del suo giardino come rose e glicini, fino alla inquietante modernità dei salici piangenti, del viale delle rose o del ponticello giapponese, per arrivare alle monumentali ninfee e glicini.

L’appuntamento è in autunno, ma vista la portata della mostra  è già possibile pre-acquistare i biglietti della mostra sul sito TicketOne e prenotare le visite per gruppi e scuole telefonando al numero 068715111.

Mostra Monet, biglietti e orari

La mostra di Monet al Vittoriano sarà visitabile dal lunedì al giovedì dalle 9,30 alle 19,30, il venerdì e sabato dalle 9,30 alle 22 e la domenica dalle 9,30 alle 20,30. 

Il biglietto intero ha un costo di 15 euro, il ridotto per over 65, ragazzi da 11 a 18 anni non compiuti, studenti fino a 26 anni non compiuti, militari, appartenenti alle forze dell’ordine, giornalisti e diversamente abili ha un costo di 13 euro.

Sono previsti anche biglietti ridotti per Guide con tesserino, a 12 euro, oppure un biglietto per gruppi a 10 euro. I bambini da 4 a 11 anni non compiuti pagano 7 euro, così come gli studenti universitari (solo il martedì escluso i festivi).

Tutte le mostre da non perdere le trovi qui:

Ci sono poi prezzi ridotti per le scuole, 5 euro con prenotazione obbligatoria oppure la possibilità di acquistare un biglietto open a 17 euro. Attualmente, è disponibile anche una promozione per chi acquista il biglietto sul sito TicketOne per visitare la mostra tra il 19 e il 31 ottobre.

In questo caso gli adulti pagheranno 12 euro e i bambini dai 4 agli 11 non compiuti, 6 euro. 

Per maggiori informazioni clicca qui

Dominella Trunfio

I primi mammiferi vivevano ai tempi dei dinosauri, ecco com’erano (FOTO E VIDEO)

Published in: Animali

Gli antenati dei moderni mammiferi sono comparsi sulla terra milioni di anni fa ed erano simili a scoiattoli volanti. E' questa la conclusione di alcuni scienziati che sono riusciti ad identificare due nuove specie di mammiferi che vivevano 160 milioni di anni fa insieme ai dinosauri. 

Si è riusciti ad arrivare a questo risultato grazie al ritrovamento, nella regione di Liaoning in Cina, di due fossili molto ben conservati che mostrano appunto le caratteristiche principali dei più antichi mammiferi al mondo. Si trattava di animali alati che vivevano nel periodo Giurassico e che avevano sviluppato la capacità di planare nell'aria per sfuggire ai dinosauri. I fossili ritrovati non lasciano adito a dubbi: si trattava di specie simili agli scoiattoli dotati di ali composte di membrane sottili attaccate agli arti anteriori e posteriori.

La capacità di planare è solo uno dei tanti cambiamenti evolutivi che i mammiferi hanno fatto nel corso della loro storia per adattarsi meglio alla vita sulla terra e alle varie difficoltà che gli si presentavano tra cui appunto scappare dai predatori e riuscire più facilmente a trovare del cibo inaccessibile ad altri animali.

 

Le specie individuate sono il Maiopatagium furculiferum e l’Alianti Vilevolodon diplomylos, i cui fossili e le ricostruzioni sono state descritte in due articoli pubblicati questa settimana su Nature opera di un team internazionale di scienziati dell'Università di Chicago e del Museo di Storia Naturale di Pechino.

Le due creature appena scoperte hanno caratteristiche in comune con gli animali alati moderni ma anche significative differenze. Oggi, il segno distintivo dei mammiferi erbivori dotati di ali è la loro dieta fatta di semi, frutta e altre parti di piante da fiore. Le due specie antiche, che vivevano nel mondo giurassico, avevano invece a disposizione altro per nutrirsi in particolare felci e piante antiche come le cicadee e le conifere.

Anche la dieta di questi animali, dunque, in circa 100 milioni di anni si è evoluta in base alle loro esigenze e alle differenti condizioni ambientali.

Quanto ancora abbiamo da scoprire riguardo alle origini e alla storia del nostro pianeta e dei suoi abitanti?

Francesca Biagioli
Foto: news.uchicago.edu

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