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Malato terminale fa causa a Monsanto accusandola di aver coperto il rischio di cancro del Glifosato

Published in: Costume & Società

Non è il primo né sarà l'ultimo uomo a portarla in tribunale, ma potrebbe creare un precedente per centinaia di altri casi contro il gigante del'agrochimica. Ci sono più di 400 cause contro Monsanto solo nei tribunali di San Francisco.

Lunedì intanto è iniziato il processo presso la Suprema Corte della California di DeWayne Johnson contro Monsanto.

L'uomo lavorava per un distretto scolastico e regolarmente utilizzava il Roundup nei campus. Lo ha fatto decine di volte l'anno ma nell'agosto del 2014, gli viene diagnosticato un linfoma non Hodgkin, ad appena 42 anni.

Purtroppo non gli resta molto da vivere. Anche la chemioterapia vien sospesa perché gli effetti collaterali erano così gravi da peggiorare la già precaria situazione. I medici hanno detto alla Corte che non si aspettano che vivrà fino al 2019.

In discussione è il glifosato, un erbicida ampiamente utilizzato in oltre 750 prodotti venduti negli Stati Uniti. Johnson e i suoi legali sostengono che l'erbicida Roundup sia stata la causa del violento cancro. Gli avvocati in tribunale hanno inoltre accusato Monsanto di aver difeso dati falsi e di aver attaccato studi legittimi che avevano rivelato i possibili pericoli nell'utilizzo di questa sostanza.

Per approfondire: I pesticidi al glifosato uccidono le cellule umane, lo studio shock

Il National Pesticide Information Center afferma che il glifosato è potenzialmente cancerogeno se somministrato in dosi elevate agli animali da laboratorio. Gli studi sui tassi di cancro negli esseri umani hanno avuto risultati contrastanti.

Un rappresentante della Monsanto ha detto ad ABC News che oltre 600 studi pubblicati da parte di esperti medici non hanno trovato alcun collegamento tra Roundup e cancro.

“È stato studiato approfonditamente in tutto il mondo più e più volte, le conclusioni sono inequivocabili”, ha detto a ABC News Scott Partridge, vicepresidente della Global Strategy di Monsanto. “In un ambiente reale, non esiste alcuna associazione tra l'uso di glifosato e cancro”.

Eppure nel 2015 l'Oms e lo Iarc hanno classificato il glifosato come potenzialmente cancerogeno, e Monsanto sta cercando di difendersi in tribunale.

Ma adesso tutti gli occhi sono puntati sul processo di Johnson, il cui esito dovrebbe arrivare entro le prossime quattro settimane.

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Francesca Mancuso

L'orso non vuole scivolare sullo skateboard e attacca il domatore del circo (VIDEO)

Published in: Animali

La vicenda non ha avuto conseguenze gravi sul domatore, ma ciò che è accaduto nel villaggio di Olkhovka, nella regione russa di Volgograd, dimostra ancora una volta l’inutilità del circo dove gli animali vengono privati della loro libertà, tenuti in cattività e sottoposti a stress e maltrattamenti.

Tante volte ne abbiamo parlato e continueremo a denunciare ciò che accade sotto il tendone di un circo. Gli animali vengono frustrati, bastonati, incatenati e spesso colpiti con l’uncino. Sedati per farli stare tranquilli, sono costretti a continui spostamenti e dormono sull’asfalto in minuscole gabbie.

Eppure c’è gente che ancora alimenta questo inutile business. Vedendo queste immagini viene da chiedersi: cosa c’è di educativo nel far vedere a un bambino un animale tenuto con una corda al collo e continuamente bastonato?

Siamo contenti chiaramente che al domatore non sia successo nulla di grave e che la vicenda si sia risolta al meglio, ma non possiamo condannare il comportamento dell’orso che si è semplicemente ribellato a una natura che non gli appartiene.

Cosa c’è da ridere nel vederlo scivolare su uno skateboard? L’orso è a disagio, nervoso, stressato, viene picchiato, la gente urla, i cellulari filmano: l’animale non ce la fa più: azzanna il domatore che alla fine riesce a divincolarsi.
Non sappiamo purtroppo cosa è successo dopo, possiamo solo sperare che l’orso stia bene e che non siano stati presi dei provvedimenti nei suoi confronti.

Guarda il video:

Aspettando che in Italia la legge che prevede il graduale superamento del circo con animali, faccia il suo corso, ricordiamo che esiste un’altra bellissima realtà sostenibile, quella del Circu du Soleil con straordinari artisti, uno spettacolo in cui non ci sono maltrattamenti, nessuno viene tenuto in catene e lontano dal proprio habitat naturale.

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Dominella Trunfio

Vinicunca: la montagna dei sette colori in Perù potrebbe essere in pericolo

Published in: Sud America

Il nome geografico è Vinicunca, una montagna di 5200 metri sul livello del mare che fa parte delle Ande, ma è più conosciuta come montagna dei sette colori perché sembra che essa abbia rubato una tavolozza di colori a un pittore e li abbia sparsi creando arcobaleni.

Ma perché ci sono questi colori? Perché milioni di anni fa si sono depositati materiali come ferro, dolomite, zolfo, rame ed ematite, che oggi creano questo effetto.

Adesso però gli attivisti locali sono preoccupati perché da marzo la zona dove sorge la montagna è stata concessa per scopi estrattivi dall'Istituto geologico, minerario e metallurgico (Ingemmet) alla compagnia mineraria Minquest Perú, di proprietà della compagnia canadese Camino Minerals.

La montagna quindi si trova nel mezzo della concessione mineraria denominata "Letti rossi 2", che copre un'area di 400 ettari tra i comuni di Cusipata e Pitumarca, nella regione andina meridionale di Cusco. La concessione coincide in parte con la zona su cui c’era la proposta di creare un’area naturale di conservazione dall’ong CooperAcción.

Sulla questione è intervenuto il presidente Martín Vizcarra che ha assicurato su Twitter:

"La montagna dei sette colori, importante area di conservazione naturale, sarà preservata, è nostro dovere salvaguardare e proteggere una bella creazione della natura situata a Cusco, patrimonio culturale dell'umanità".

La montaña de Siete Colores, una importante área natural de conservación, será preservada. Es nuestro deber salvaguardar y proteger una bellísima creación de la naturaleza ubicada en el Cusco, Patrimonio Cultural de la Humanidad. pic.twitter.com/uVWjiZAPqn

— Martín Vizcarra (@MartinVizcarraC) 20 giugno 2018

 

Un annuncio che tranquillizza, insieme a quello fatto dal governatore di Cusco , Edwin Licona che paventa la possibilità che la compagnia possa restituire la concessione avuta.

"(Il concessionario Minquest Peru) ci ha inviato un documento in cui viene spiegato che per rispetto all’area è disposto a restituire questa riserva geografica", ha detto Licona.

La montagna di sette colori, negli ultimi anni è diventata un'importante attrazione turistica, speriamo che la mano dell’uomo non la rovini e che possa rimanere un meraviglioso luogo naturale.

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Dominella Trunfio

La ragazza di 15 anni che produce elettricità dalla pioggia con Rainergy

Published in: Energie rinnovabili

L’acqua piovana, sostiene Reyhan, è una delle poche fonti di energia rinnovabile che non è stata ancora sfruttata al massimo delle sue potenzialità. E con vantaggi scarsamente considerati: l’energia solare e quella eolica, attualmente sul mercato e in espansione, richiedono infatti un’estesa produzione, investimenti e manutenzione. Rainergy, invece, sembra sfruttare un design semplice, composto da solo quattro parti chiave.

Il dispositivo, in particolare, dispone di una parte superiore dove si trova un secchio che raccoglie l’acqua piovana e la versa in un serbatoio. A sua volta questo è collegato a un generatore attraverso il quale viene fatta scorrere l’acqua per generare energia elettrica, poi immagazzinata in una batteria in modo da poterla usare anche quando non piove.

“Durante le precipitazioni miliardi di galloni (1 gallone circa 4 litri, N.d.R.) di acqua piovana si riversano a terra in tutto il mondo – si legge sul sito della start-up – che è un enorme potenziale se utilizzato nel modo giusto. Per risolvere questo problema, Rainergy offre un generatore progettato per raccogliere energia dalla pioggia, in grado di produrre un quantitativo di elettricità pari a 3626 kWh in un anno, quasi sufficienti (92%) ai bisogni di una casa”.

Per le famiglie che sono tagliate fuori dalla rete elettrica principale in paesi particolarmente piovosi come la Malesia, l’India, l’Indonesia e le Filippine, Rainergy potrebbe essere una fonte inestimabile di luce ed energia, con produzione di anidride carbonica, tra l’altro, inferiore anche ad altre fonti rinnovabili.

Reyhan e la sua più stretta collaboratrice hanno trascorso quattro mesi a calcolare la logistica del dispositivo prima di costruirlo con l’aiuto del loro tutor di fisica. Rainergy è stata già insignita di numerosi premi e i preordini sono già disponibili. Attualmente l’azienda è alla ricerca di investitori che rendano possibile il sogno dell’attività: portare luce nelle vite di migliaia di persone in tutto il mondo.

Così facile, pulito ed economico e nessuno prima di una ragazza di 15 anni ci aveva pensato?

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Roberta De Carolis

Foto: thenewsminute.com

Festival di Yulin: al via il massacro di cani e gatti cucinati vivi

Published in: Cani, Gatti & co.

Ne parliamo ormai da anni, in occasione del solstizio d’estate, fino al 30 giugno a Yulin, nella Regione Autonoma di Guangxi Zhuang, in Cina, si svolge un Festival in cui si massacrano i cani e i gatti sin dal 1990. Non sono bastate le firme raccolte in tutto il mondo e gli appelli provenienti da associazioni animaliste come Wwf, World Animal Protection, Animals Asia, a fermare il Dog Meat Festival, il Festival della carne di cane.

Oltre 10mila tra cani e gatti, molti dei quali catturati per strada o rapiti dalle loro case che dopo giorni trascorsi ammassati uno sull’altro in gabbie piccolissime con i musi spesso legati con la corda per evitarne lamenti o che si azzannino tra loro,vengono bolliti vivi, picchiati a morte o ancora scuoiati vivi per procurare loro scariche di adrenalina che secondo la tradizione servirebbe a potenziare l’energia sessuale di chi la consuma.

Una vera e propria mattanza che non si ferma davanti a nulla. Molti degli animali catturati in strada sono malati, secondo il Ministero della Sanità cinese, nel Paese ogni anno muoiono tra le 2mila e le 3mila persone per aver contratto il virus della rabbia.

 

Secondo le statistiche dell'ufficio di Pechino della World Animal Protection, ogni anno in Cina vengono macellati 25 milioni di cani.

Attenzione questo video contiene immagini che potrebbero urtare la vostra sensibilità

Davide, l'attivista che salva i cani di Yulin

Davide Acito è un attivista italiano impegnato in Cina per salvare i cani del Festival di Yulin, ne compra il più possibile per evitare che vengano massacrati.

“Si fanno la pipi sotto, tremano di paura, gli legano le zampe e li buttano nelle pentole. Vedi per strada cani che vengono uccisi, macellati, oppure si può scegliere un cane e ammazzarlo con un bastone”, spiega Acito nel video realizzato da Fanpage.it

I cani non sono bolliti in acqua bollente, ma vengono cucinati lentamente, devono morire in 20 minuti per rendere la loro carne più morbida. “E’ una cosa orrenda, oscena, orribile, mi vergogno di essere umano!

“Dicono che il cane faccia bene, mantiene la temperatura corporea, , rende l’uomo più virile sessualmente. Mangiano il cane perché è un animale felice, dunque il loro spirito ne trae benefici”, continua Acito.

Cosa puoi fare tu (mail bombing)

Scrive la Lav:

"Il Dog Meat Festival – festival della carne di cane – è una manifestazione crudele e inaccettabile, inaugurata nel 2009, che ha profondamente scosso le coscienze di tutto il mondo: tante sono le petizioni per chiederne l’abolizione e tanta è l’indignazione. Anche noi rinnoviamo l’appello all’Ambasciatore cinese Li Ruiyu affinché si adoperi per fermare il massacro e vietare il consumo di cani e gatti in tutta la Cina, così come già accade in altri paesi asiatici come Taiwan, le Filippine, Singapore e Hong Kong, dove il consumo di carne di cane è stato bandito. E chiediamo anche al neo Ministro degli Esteri, Enzo Moavero, di farsi portavoce della nostra richiesta e di quella di milioni di italiani".

Le petizioni sono importanti, ma lo sono anche le pressioni dirette che ciascuno può esercitare via e-mail. Chiediamo a tutti di unirsi alla nostra protesta inviando una mail all’ambasciata cinese a Roma: segreteria.china@gmail.com

"Non ultimo, chiediamo di riflettere su come cani e gatti non siano diversi dagli altri animali che ogni giorno vengono sacrificati per l’alimentazione umana".

Ne avevamo parlato anche qui:

Dominella Trunfio

Oggi è la Giornata mondiale dello yoga 2018: tutte le iniziative

Published in: Yoga

A partecipare saranno 193 paesi in tutto il mondo. Un'iniziativa promossa e voluta dal premier indiano Narendra Modi, esperto yogi, e ufficializzata nel 2014 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Una delle mosse diplomatiche più astute di  Modi fu proprio quella di chiedere alle Nazioni Unite una giornata ufficiale per celebrare lo Yoga come pratica che promuove il benessere e il progresso a livello globale.

“Porgo i miei più sinceri auguri ai praticanti di Yoga in tutto il mondo in occasione della Giornata internazionale dello Yoga. Ai nostri giorni, possiamo constatare che così come lo yoga connette il corpo, la mente, l’intelletto e l’anima dell’individuo, esso sta creando , sempre più, una connessione tra tutti i popoli del mondo intero. Tutti vogliono vivere una vita priva di dolore e malattia, una vita piena di felicità e lo Yoga è l’unico cammino per ottenere questi traguardi, esso è un mezzo per sperimentare e vivere una vita olistica in piena armonia. Yoga non è solo esercizio fisico o fitness, Yoga è migliorare il proprio stile di vita, è la riscoperta del senso di unità e di armonia con se stessi, il mondo e la natura. Lo Yoga è simbolo della ricchezza culturale dell’India, uno dei doni più preziosi che gli antichi saggi indiani hanno regalato a tutta l’Umanità” sono le parole di Modi.

Gli obiettivi della Giornata internazionale dello yoga

Non solo legati allo yoga in senso stretto, gli obiettivi di questa giornata coinvolgono il benessere fisico, psichico, i rapporti umani, quelli con la Natura e la lotta ai cambiamenti climatici. Eccoli riassunti qui di seguito:

  1. Riunire più nazioni possibile nella pratica comune dello yoga
  2. Promuovere la non violenza e l’amicizia tra i popoli
  3. Far conoscere a tutti gli effetti dello yoga sulla salute
  4. Aiutare le persone a combattere lo stress della vita moderna
  5. Cambiare positivamente lo stile di vita delle persone aumentando i livelli di benessere
  6. Favorire la pratica della Meditazione
  7. Valorizzare e stimolare la crescita, lo sviluppo e la diffusione dei valori di pace in tutto il mondo
  8. Aumentare gli standard di salute fisica e mentale e promuovere il diritto alla salute
  9. Rafforzare i legami tra le comunità multietniche
  10. Ritrovare un senso di unione e armonia con la Natura
  11. Essere più consapevoli dei cambiamenti climatici e contribuire alla salute del pianeta
Perché il 21 giugno, insieme al solstizio d'estate?

Una scelta ovviamente non casuale. Scientificamente il 21 giugno è il giorno del Solstizio d’Estate, quello col maggior numero di ore di sole nell’emisfero Nord. Una data significativa per molte nazioni del mondo, dal Canada all’Iran, che in questa giornata celebrano una loro festività.

In India è un giorno molto importante perché per la mitologia indiana il 21 giugno può essere considerato come la nascita della Scienza dello Yoga: si crede che proprio questo giorno segni tradizionalmente quello in cui Shiva, che non è visto come un dio, bensì come Adi Yogi, il primo Yogi e Adi Guru, iniziò a trasmettere la disciplina dello Yoga ai suoi allievi e discepoli. Va inoltre considerata anche l'importanza del sole nello Yoga.

International Yoga Day in Italia

Come ogni anno, numerose saranno le iniziative da Nord a Sud. Strade, piazze, parchi, oltre alle varie scuole di yoga, celebreranno questa giornata con concerti e canti.

A Genova si terrà la quarta edizione dello Yoga Day Genova. A Milano, Anna Inferrera e Antonio Nuzzo organizzeranno lezioni all’Arena Civica Gianni Brera assieme a Yoga Festival mentre a Roma vi sarà un raduno in Piazza del Campidoglio.

Anche Padova festeggerà lo Yoga Day al Parco della Musica mentre Napoli ospiterà una serie di iniziative che proseguiranno anche nei prossimi giorni.

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Francesca Mancuso

L'app contro gli attacchi di panico creata da una sedicenne scampata al suicidio

Published in: App e Smartphone

Una storia che ha molto da insegnare. Amanda spesso nutriva pensieri suicidi ma ha capito che doveva sfruttare la tecnologia per combatterli. Per quasi metà della sua vita, la ragazza ha lottato contro la depressione.

Fin da piccola ha iniziato a soffrire di disturbi alimentari. La situazione peggiora quando la ragazza e la sua famiglia si trasferiscono da una piccola città di montagna a una zona suburbana di Los Angeles. Da quel momento, gli attacchi di panico iniziano a diventare più frequenti e pochi mesi dopo la giovane cade nell'incubo del suicidio.

“È stato davvero come scavare una buca. Più vai avanti, meno speranza hai” ha raccontato alla CNN.

La paura di chiedere aiuto l'ha sempre frenata e quando invece Amanda l'ha fatto, nessuno è riuscita a capirla fino in fondo: “È solo una parte dell'essere un adolescente'”, si è sentita dire troppo spesso.

A fornirle l'ancora di salvezza è stata la squadra di robotica della sua scuola in cui la ragazza ha trovato uno sbocco improbabile per aiutarla a canalizzare le sue emozioni: la programmazione.

“Quando sono arrivata al campus ho capito che avrei dovuto usare queste abilità e volevo cambiare la persona che ero. Ho deciso che volevo aiutare le persone”.

Quella stessa estate, è nata l'idea di AnxietyHelper. Ora, Amanda è sulla via del recupero, per questo vuole aiutare chi soffre come lei. E l'arma che offre è alla portata di tutti. È AnxietyHelper, un'app che offre giochi ed esercizi per aiutare le persone durante gli attacchi di panico. L'applicazione utilizza anche i servizi di localizzazione di un utente per trovare risorse salvavita nelle vicinanze e include istruzioni e consigli dedicati ai genitori e agli amici per aiutare la persone in difficoltà.

"AnxietyHelper è un kit di strumenti per la salute mentale, che consente di ottenere informazioni su alcune malattie mentali, trovare risorse e utilizzare strumenti per far fronte alla vita quotidiana. Usa l'app per conoscere la tua salute mentale, o per ottenere informazioni sulle profondità della malattia mentale"

Secondo il dott. Adam Haim del National Institute of Mental Health, applicazioni come questa sono importanti e possono diventare parte integrante nella cura delle malattie mentali.

Amanda ha lasciato la scuola per dedicarsi alla sua compagnia senza scopo di lucro AstraLabs. Da allora, ha anche creato una seconda app e ne ha diverse altre in lavorazione.

Per pagare le spese, ha utilizzato tutti i suoi risparmi, lavorando anche come baby sitter. Poi, pochi mesi fa, ha ricevuto una sovvenzione di 25.000 dollari dal fondo per l'imprenditoria sociale di TOMS, che investe in giovani imprenditori che usano le imprese per migliorare la vita. Adesso Amanda sta cercando di raggiungere bambini e ragazzi che lottano contro i loro demoni. 

Di certo, un'app non basterà a risolvere un problema dalle radici così profonde ma visto che gli smartphone sono uno degli oggetti più amati dai giovani, probabilmente potrà essere loro d'aiuto.

Quando la tecnologia, quella buona, può davvero salvare la vita...

Per scaricare l'app da iTunes clicca qui

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Francesca Mancuso

foto: CNN

RepAir, la t-shirt italiana che purifica l'aria e assorbe lo smog di 2 auto

Published in: Mode e Abbigliamento

Che la moda Made in Italy sia amata e imitata in tutto il mondo è una certezza. E adesso si guarda anche alla sostenibilità. RepAir è una maglia genderless in cotone, prodotta interamente in Italia, che secondo i suoi ideatori pulisce l’aria grazie a un inserto di ‘the Breath®’. Questo materiale è stato brevettato dalla società Anemotech srl e neutralizza le sostanze inquinanti, batteri e cattivi odori.

The Breath sfrutta il naturale movimento dell’aria per purificarla. Questo speciale tessuto ha il merito non solo di assorbire ma anche di disgregare le molecole inquinanti. Una tecnologia a basso impatto ambientale pensata per gli ambienti interni ed esterni, applicabile a quadri, cartelloni pubblicitari e adesso anche agli abiti.

Per approfondire: The Breath, il tessuto ecologico che assorbe l'inquinamento dall'aria

Ogni t-shirt RepAir è in grado di neutralizzare le sostanze inquinanti (Nox e COV) prodotte da due automobili. La maglia infatti incorpora l'inserto di the Breath® all’interno di una tasca.

Per metterla al lavoro basta solo indossarla. Non è alimentata da fonti esterne ma le occorre solo l'aria. Il sistema the Breath® è formato da due strati esterni stampabili, in tessuto idrorepellente con proprietà battericide, antimuffa e anti-odore e uno intermedio in fibra adsorbente carbonica additivata da nano molecole, che assorbe e disgregare le micro particelle inquinanti presenti nell’atmosfera.

Spiega Silvio Perucca, mente creativa di Kloters, product and sales manager del marchio:

“La prova più complessa del progetto è stata riuscire a realizzare un prodotto valido esteticamente, in grado di competere nel complesso mondo fashion, e che riuscisse ad integrare una tecnologia innovativa in modo più che perfetto, senza incidere sull’eleganza, sulla vestibilità e sul comfort del capo.”

La t-shirt viene proposta in bianco e in nero ed in vendita da giugno 2018 sia nei negozi che sul sito www.kloters.com. E' partita la campagna di crowdfunding su Kickstarter dove sarà possibile acquistare il prodotto in anteprima a un prezzo di lancio. I costi partono da 29 euro.

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Francesca Mancuso

Acqua di cetriolo: tutti i benefici e come preparare in casa la bevanda detox dell'estate

Published in: Altri alimenti

Vediamo insieme come fare l'acqua di cetriolo e perché fa bene!

Benefici: perché vale la pena assumerla

Il cetriolo è ricco di vitamine e minerali, possiede proprietà diuretiche e disintossicanti, si possono consumare ad esempio per prevenire problemi di ritenzione idrica ma anche nell’ambito di una dieta detox per eliminare più facilmente le tossine accumulate nel corpo; preparare un’acqua aromatizzata è il modo più conveniente per garantire al nostro corpo tutto l’apporto di vitamine e minerali presenti in questo fantastico ortaggio.

Scopriamo insieme i principali vantaggi che possiamo ottenere con il consumo di acqua di cetriolo.

Previene la cellulite

Il cetriolo svolge un ruolo fondamentale nella prevenzione della cellulite e della ritenzione idrica. Consumare cetrioli e acqua di cetriolo soprattutto durante i giorni del ciclo mestruale è un ottimo alleato per eliminare il classico gonfiore dovuto alle tossine che, essendo bloccate dai liquidi in eccesso, si accumulano nei vari distretti dell’organismo.

Aiuta a diminuire la pressione sanguigna

I cetrioli sono ricchi di sostanze antiossidanti, antinfiammatorie e iposodici, aiutano quindi a tenere nella norma la pressione sanguigna.

Aiuta a perdere peso

Essendo in grado di ridurre l'appetito dando una sensazione di sazietà, l'acqua di cetriolo infatti è di grande aiuto per coloro che cercano di perdere peso. È importante sottolineare però che un’acqua aromatizzata di certo non può essere assunta con l’intenzione di sostituire i pasti, ma piuttosto per ridurre il consumo eccessivo di snack e bevande zuccherate.

È fonte di vitamine e minerali

L'acqua di cetriolo, essendo una ricca fonte di vitamine e minerali, può rivelarsi un prezioso alleato per il nostro sistema immunitario; grazie alla vitamina C, infatti questa bevanda sarà ottima per la prevenzione da raffreddori e influenza. 

Aiuta a idratare

L'acqua di cetriolo è l'ideale per l'idratazione del nostro corpo; fornendo vitamine essenziali e regolando una dieta sana, l'acqua di cetriolo sarà in grado di aiutare ad assorbire l’acqua necessaria permettendo una perfetta idratazione specialmente durante la stagione estiva. Inoltre se avete la pelle secca, l'acqua di cetriolo agirà come se fosse la vostra migliore crema idratante, anche grazie al silicone naturale contenuto nel cetriolo, la pelle brillerà senza impurità. I cetrioli sono anche ricchi di acido pantotenico o vitamina B-5, usato per curare l'acne: una tazza di cetrioli a fette ha infatti circa il 5% del valore giornaliero raccomandato di vitamina B-5.

Riduce le occhiaie

Niente di meglio per migliorare l'aspetto del vostro viso. Grazie alle sue proprietà anti-infiammatorie è possibile eliminare sia le occhiaie che le borse sotto gli occhi. Senza dubbio è un rimedio casalingo di inestimabile bellezza.

Previene la debolezza muscolare

L'acqua di cetriolo è un ottimo alleato per mantenere i muscoli in buone condizioni. Il silicone di cui abbiamo parlato prima è anche estremamente utile per la muscolatura, quindi niente di meglio che completare i vostri esercizi con un buon bicchiere di acqua di cetriolo.

Migliora la salute delle gengive

Un altro motivo per consumare più acqua di cetriolo è per la sua capacità di lenire e rinfrescare le gengive infiammate, grazie alle sostanze fitochimiche contenute in quest'ortaggio, che vi donerà anche un alito fresco e piacevole.

Come preparare l’acqua di cetriolo

La preparazione dell’acqua di cetriolo è decisamente molto semplice, vi basterà qualche cetriolo, dell’acqua e un po’di buona volontà. Può essere preparata giorno per giorno o anche due o tre volte a settimana.

Vediamo insieme la ricetta dell’acqua di cetriolo:

Ingredienti:

  • 1 cetriolo medio
  • 2 litri di acqua

Preparazione:

  1. Lavate bene il cetriolo, sbucciatelo adeguatamente, lasciando un spazio di più o meno 1 cm tra le parte con e senza buccia
  2. Tagliate le estremità del cetriolo e scartatele
  3. Tagliate il cetriolo a rondelle di 1-2 cm
  4. Mettete le fette di cetriolo in una caraffa d’acqua e lasciate riposare per almeno un'ora in frigorifero.

Dopo aver atteso il tempo indicato, l'acqua di cetriolo sarà pronta da bere.


Volendo sarà possibile aggiungere altri ingredienti per renderla più saporita, come foglie di menta, qualche fettina di limone e perché no anche dello zenzero.

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Solstizio d'estate 2018: curiosità e come si festeggia nel mondo

Published in: Costume & Società

Nell'emisfero boreale, infatti, il sole sorgerà alle 5.36 e tramonterà alle 20.51, restando in cielo per 15 ore e 15 minuti, mentre tra il Circolo Polare Artico e il Polo Nord non tramonterà affatto.

Nell’emisfero australe accadrà invece il contrario, quello che a noi accade il 21 dicembre: la loro notte sarà la più lunga dell’anno, mentre tra il Circolo Polare Antartico e il Polo Sud non sorgerà mai.

Da questa parte del mondo il solstizio d’estate rappresenta “un’esplosione di vita”, soprattutto nella regioni molto settentrionali del pianeta, che nei mesi precedenti hanno sperimentato ben poche ore di luce. Tradizioni e festeggiamenti si ripetono ancora: ecco tutte le curiosità di questo giorno così speciale.

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Le celebrazioni di Stonehenge

Migliaia di persone ogni anno si riuniscono tra il 20 e il 21 giugno a Stonehenge, il complesso di monoliti nel sud del Regno Unito legati forse alla cultura celtica. 20 mila persone circa ogni anno si raduna presso il sito per ammirare i raggi di sole che filtrano tra i monoliti circondati dai druidi, che, indossando dei costumi tradizionali, si riuniscono attorno alle pietre di Stonehenge per dare il benvenuto ai primi raggi di sole di questo lunghissimo giorno.

LEGGI anche: Solstizio d'estate: Stonehenge, le suggestive celebrazioni del 21 giugno

2) Lo Juhannus in Finlandia

Foto: Visit Finland 

Il solstizio d’estate in Finlandia si chiama Juhannus ed è una vera festa. La gente non vede l’ora di godere del Sole, perché per troppi mesi ne ha avuto pochissimo se non per niente (in Lapponia) e il giorno più lungo è veramente da accogliere con gioia, con falò (il kokko, che scaccia gli spiriti malighi) e saune, barbecue, pranzi all’aperto ed escursioni. E quando arriva la notte, secondo una leggenda popolare, se una ragazza mette sette fiori sotto il cuscino prima di addormentarsi, vedrà in sogno l’uomo da sposare.

La festa di San Giovanni in Spagna

Da calendario San Giovanni si celebra il 24 giugno, in realtà (festa ancora sentita a Roma), ma in Spagna si fa coincidere proprio con il solstizio d’estate. Si accendono grandi falò alimentati da vecchi mobili e libri. Un po’ come nel Sud Italia, soprattutto in passato, si usavano buttare dalla finestra le cose vecchie a Capodanno, in segno di rinascita.

Il Giorno di Ivan Kupala in Polonia, Russia, Bielorussia, Lituania e Ucraina

San Giovanni anche qui, tra l’altro con qualche incertezza sul giorno (alcune regioni dell’est lo festeggiano infatti nella notte tra il 6/7 luglio secondo il Calendario Gregoriano). Balli notturni alla luce del fuoco dominano i festeggiamenti: le donne, secondo la tradizione, calano nelle acque del fiume delle candele galleggianti accese, mentre gli uomini salutano il sole di mezzanotte con un bagno nel lago.

Le osservazioni astronomiche in Macedonia

In Macedonia largo alla cultura. In questo giorno così speciale per il cielo, gli appassionati si riuniscono attorno a Kokino, uno degli osservatori astronomici più antichi al mondo. Quest’anno, tra l’altro, in cielo sarà particolarmente visibile Saturno proprio in questi giorni e Venere sarà proprio al centro della costellazione del Cancro.

In Cina non è festa per tutti

Balli, canti, festeggiamenti. Non ovunque, però, è festa per tutti. In Cina, purtroppo, è in voga dal 2009 un atroce massacro di cani: nella metropoli Yulin (nella provincia cinese del Guanxi), in particolare, si celebra il Dog Meat Festival, nel corso del quale vengono uccisi senza pietà migliaia di cani di provenienza ignota, che poi vengono cucinati seguendo varie ricette, e mangiati nel corso della giornata. Si stima che in 10 giorni di festival vengano uccisi tra i 10.000 e i 15.000 cani.

Tra l’altro, fermo restando l’assurda strage di massa, il tutto avviene senza il minimo controllo sanitario, tanto che la città di Yulin è tristemente nota per essere una delle città cinesi con il più alto tasso di rabbia.

E in Italia?

Anche nel nostro Paese trionfa San Giovanni, con più date: a San Giovanni in Marignano (Rimini) dal 20 al 24 giugno è in programma la notte delle streghe, mentre dal 30 giugno all’8 luglio si celebra il solstizio d’estate alla festa delle acque di Piediluco (Terni). Grande tradizione invece a Genova, dove nella notte tra il 23 e il 24 giugno si accende un gran falò purificatore in piazza Matteotti in onore di San Giovanni.

Per altre informazioni sul solstizio d’estate leggi anche:

E voi, come festeggiate?

Roberta De Carolis

Solstizio d’estate 2018: tutte le curiosità e come si festeggia nel mondo

6 cose che (forse) non sai sul Solstizio d'estate

Published in: Universo

In tutta Italia, sono tantissimi gli eventi che celebrano questa data che ha un significato spirituale profondo, ovvero è il giorno dell’anno in cui il sole vince sulle tenebre e metaforicamente il bene vince sul male.

Il Solstizio d’Estate è quindi un momento di rinascita e di un nuovo inizio, per questo ci sono tanti modi per celebrarlo. 

Ecco sei cose che forse non sapevi sul Solstizio d'estate:

1) Il solstizio d’estate non è sempre lo stesso giorno

Il solstizio d’estate non avviene sempre lo stesso giorno, la data varia a seconda degli anni e del fuso orario, ma generalmente cade il 21 giugno (nel 2016 però era il 20).

Perché succede? Il solstizio ritarda di circa 6 ore l’anno per via della processione degli equinozi e torna al punto di partenza ogni 4 anni, quando c’è l’anno bisestile.

2) Il solstizio d’estate è il giorno più lungo dell’anno?

Tecnicamente, il solstizio d’estate non è il giorno più lungo perché tutti hanno lo stesso numero di ore, ma capita che esso sia quello con il maggior numero di ore di luce (e il solstizio d’inverno con maggiore di buio).

Ciò avviene perché la rotazione terrestre sta rallentando per effetto delle forze di marea esercitate dalla Luna e per altri fattori geologici.

3) Il solstizio dura solo un momento

In generale il momento del solstizio, dal punto di vista astronomico, si verifica quando il Sole raggiunge il punto di declinazione massima (estate) o minima (inverno). Il Sole culmina allo zenit, nel punto più alto rispetto all'orizzonte del suo percorso annuale.

4) Il solstizio segna il primo giorno d’estate?

Secondo gli astronomi si, ma per i metereologi l’estate inizia ufficialmente il 1 giugno. I primi si basano sulla posizione della Terra rispetto al Sole, i secondi sul ciclo annuale delle temperature. A voi la scelta!

5) Perché tutti si riuniscono a Stonehenge?

Migliaia di persone ogni anno si riuniscono a Stonehenge tra il 20 e il 21 giugno. L’obiettivo è quello di ammirare l’alba in uno dei siti archeologici e storici più suggestivi del mondo.

Non solo, qui un raggio di sole attraverso un trilite e si poggia sull’altare centrale. Per molti è un segno celeste che permetteva agli antichi di capire il passaggio delle stagioni.

6) Il solstizio segna il giorno più caldo dell’anno?

Anche se capita che ci siano maggiori ore di luce solare, il giorno del solstizio non è il giorno più caldo dell’anno. L’Almanacco che spiega:

“Durante il solstizio la Terra e gli oceani sono ancora freschi, a causa delle temperatura primaverili, quindi il picco di caldo non è ancora avvertito”.

Per approfondire:

Dominella Trunfio

Dieta dell'indice glicemico: come funziona e cosa mangiare

Published in: Dieta

Suddividere i carboidrati in base alla capacità di ogni alimento di innalzare la glicemia, cioè i livelli di zuccheri nel sangue, e consumare cibi e bevande con un basso indice glicemico: per questo, la dieta dell’indice glicemico, secondo i sostenitori, consentirebbe di dimagrire e ridurre i fattori di rischio per alcune malattie croniche. Ma in cosa consiste questo tipo di dieta? E funziona davvero?

La dieta dell’indice glicemico si basa sostanzialmente sull’idea che bisogna concentrarsi sulla capacità dei carboidrati di trasformarsi velocemente in zucchero nel sangue e di innalzare così la glicemia.

Ci sono, di fatto, alimenti che contengono zuccheri semplici che non determinano picchi della glicemia, per esempio il fruttosio, e alimenti contenenti amidi che invece la fanno aumentare, come il riso.

Per seguire una dieta dell’indice glicemico, supportati da un nutrizionista, sarebbe quindi necessario tenere in considerazione proprio l’indice glicemico dei cibi, cioè quell’indicatore che misura la velocità con cui i carboidrati fanno salire i livelli di glicemia, ovvero la loro qualità, e il carico glicemico, cioè la quantità effettiva di carboidrati.

Leggi anche: Cosa sono l’indice glicemico e il carico glicemico

Cos’è l’indice glicemico e perché quello “alto” può far ingrassare

L’indice glicemico (IG) è una misura della capacità di un determinato alimento di alzare la glicemia dopo il pasto rispetto a uno standard di riferimento che è il glucosio puro (ma anche il pane bianco). L’indice glicemico viene indicato con un numero da 0 a 100 e il glucosio puro riporta un IG assimo pari a 100. Gli alimenti con un IG uguale o minore di 35 hanno IG basso e possono essere consumati senza problemi, anche da chi è diabetico. Gli alimenti con in IG compreso tra 35 e 50 hanno IG moderato e possono essere mangiati liberamente da chi vuole mantenere il proprio peso stabile mentre sono da evitare nel caso di diabete; mentre gli alimenti che hanno un IG alto (che è = oppure > di 50) sono da evitare se si è diabetici e se si vuole perdere peso.

Nel 2003 è stata pubblicata una nuova tabella in cui viene introdotto il concetto di variabilità dell'indice glicemico. L’indice glicemico di un alimento, infatti, potrebbe variare in base a:

  • varietà, per esempio le diverse varietà di un frutto
  • tempo di raccolta: un frutto acerbo ha un indice glicemico diverso da un frutto  maturo
  • zona geografica di produzione
  • modalità di produzione
  • contenuto di grassi, proteine e fibre
  • la conservazione e l’essiccazione
  • il metodo di cottura (forno o bollito) e la durata della cottura (per esempio pasta al dente o leggermente scotta)
  • altri ingredienti di una ricetta

In genere, è chiaro che più l’IG è alto, più quel cibo si trasformerà rapidamente in zuccheri nel sangue. Nel momento in cui la glicemia sale troppo, l’organismo comincia a produrre insulina, un ormone che a sua volta, per ridurre il glucosio, spinge le cellule ad accumularlo sotto forma di grassi. Una volta che il glucosio si è abbassato, però, il cervello avverte il calo glicemico richiamando altri zuccheri e innescano un nuovo processo di fame che porta a ingrassare.

Secondo i sostenitori di questo tipo di dieta che è particolarmente adatta a chi soffre di diabete, inoltre, alti livelli di glucosio nel sangue sono collegati a una serie di problemi di salute, tra cui diabete, obesità e malattie cardiache.

La dieta dell’indice glicemico e menù tipo

Va da sé, quindi, che per seguire una dieta dell'indice glicemico per dimagrire, bisognerà sostituire cibi ad alto IG con cibi a basso IG.

Ad esempio (questo è solo un "menu" tipo", che va strutturato nel migliore dei modi con l'aiuto di un esperto):

  • a colazione preferite i fiocchi d'avena e uno yogurt bianco
  • a pranzo, una fetta di pane integrale con cereali misti e lievitato naturalmente, oppure un'insalata di farro con dei pomodorini e un uovo sodo
  • a cena, una buona quantità di verdure, che hanno un IG basso e aiutano a saziarsi

Leggi anche: Indice glicemico: perché è importante e quali sono gli alimenti a basso IG

Quanto agli spuntini di metà mattinata e di metà pomeriggio, prevedete una piccola porzione di proteine, come uno yogurt magro o 30 g di ricotta) e della frutta acida, come agrumi, frutti di bosco o mele, che ha un IG più basso, scegliendola anche un po' acerba: la frutta molto matura ha un IG glicemico più alto perché aumenta la quantità di zuccheri presenti nell'alimento.

In ogni pasto della giornata, in genere i nutrizionisti prevedono anche alcuni alimenti ad elevato IG, ma sempre da affiancare ai cibi a basso IG: per esempio, se si mangia un alimento ad alto indice glicemico, come il riso raffinato, bisognerebbe affiancarlo con uno o due ingredienti a basso IG (in maggiore quantità), come le lenticchie o il pesce. In questo modo si abbassa l'indice medio del pasto e si riducono le quantità di glucosio prodotte nell'organismo.

  L’indice glicemico degli alimenti
  • Alcuni cibi con IG a 10 e a 20 sono: arachidi, spezie ed erbe aromatiche, carciofi, crusca, cioccolato fondente (all'85% di cacao puro) e cacao in polvere, succo di limone, yogurt di soia, melanzane, asparagi, broccoli, spinaci bietole, cavolfiore, cetriolo, cipolle, fagiolini e insalata,mandorle, nocciole, pinoli, pistacchi e noci, tofu e zenzero, zucchine e peperoni
  • Alcuni cibi con IG a 30 sono:  ceci, formaggio fresco, ricotta e latte di origine animale, albicocche, carote crude, lenticchie, latte di soia e latte di mandorla, mandarini, clementine, fragole pere e pompelmi  
  • Alcun cibi con IG a 40 sono: pasta integrale, avena, farro, fichi, fagioli, quinoa, kamut, fave crude, grano saraceno, spaghetti al dente, prugne secche, pane 100% integrale, succo di carota, arancia, riso, prugne, salsa e passata di pomodoro
  • Alcuni cibi con IG a 50 sono: barretta energetica ai cereali senza zucchero, ananas in succo, riso basmati, cachi, kiwi, pane a base di quinoa (circa il 65% di quinoa), pasta di grano duro, patate dolci, muesli, succo di mela, riso integrale, succo di mirtillo, farina di farro, cous cous integrale, semola integrale, farro, pane di kamut, uva, succo d'arancia
  • Alcuni cibi con IG a 60: banana matura, gelato alla crema con zucchero, castagne, maionese, miele, pizza, semola di grano duro, orzo perlato, pane al latte, biscotti di pasta frolla, albicocche p pesche in scatola, nespole, ananas, succo di uva
  • Alcun cibi con IG a 70: barbabietola cotta, bibite gassate, cioccolato al latte, snack confezionati, cous cous, farina semi-integrale di frumento, patate lessate con la buccia, marmellata con zucchero, pane di segale (30% di segale), mais in chicchi, sciroppo d'acero, uva passa, uvetta
  • Alcuni con IG a 80 sono: carote cotte, zucca, farina bianco di grano tenero, anguria, melone, riso parboiled, fave cotte, purè di patate, patate bollite senza buccia, wafer dolci, fette biscottate, riso e latte zuccherati, cereali da colazione non integrali zuccherati, zucchero bianco, zucchero scuro integrale, patate fritte.
  • Alcuni cibi con IG a 90: patate al forno, pane bianco senza glutine, riso bianco brillato a basso contenuto di amilosio, riso a cottura rapida, latte di riso, pane bianco da farine molto raffinate (pane tipo baguette, pane in cassetta, pan carré, pane per hamburger), riso soffiato, gallette di riso, maizena (amido di mais), pop corn.
  • Alcun cibi con IG a 100: glucosio, caramelle, sciroppo di mais, farina di riso, fecola di patate

Per abbassare l'indice glicemico di qualunque alimento basta assumerlo insieme a proteine e/o grassi, ma, detto ciò, il segreto per mantenere la linea è e rimane per noi sempre e soltanto quello di una dieta sana e variegata.  
Se in salute, possiamo assolutamente concederci anche un piccolo dolce a fine pasto, sempre meglio di una bevanda gassata a stomaco vuoto, per intenderci. Usiamo, inoltre, meno zucchero e beviamo più acqua!

Leggi anche: Carboidrati: quali scegliere in base all'indice glicemico?

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Germana Carillo

Addio al cucciolo abbandonato con zampe e coda tagliate in Turchia

Published in: Cani, Gatti & co.

Era stato abbandonato Sapanca, nella Turchia nordoccidentale, ma prima aveva dovuto subire atrocità incredibili: coda e zampe tagliate, un gesto senza senso e di una crudeltà indicibile.

Il 13 giugno il cane sofferente era stato trovato e salvato da alcuni passanti che ne avevano sentito i lamenti, a distanza di cinque giorni la polizia turca ha arrestato un uomo con il sospetto di essere l’artefice delle torture.

Secondo i veterinari che hanno fatto il possibile per salvarlo, il cucciolo era stato torturato intenzionalmente. La storia diventata virale sui social ha provocato una vera e propria ondata di indignazione e lo stesso Erdogan ha promesso leggi più severe contro chi maltratta gli animali.

 

“Sia a casa che in strada, prenderemo in considerazione la legge e la valuteremo. Una persona è stata fermata, si tratta di un operatore di macchine da costruzione. Le autorità di Sapanca hanno ordinato il suo arresto”, ha detto Erdogan.

Mentre si avvicinano le elezioni, sia i funzionari governativi che i politici di entrambe le parti condannano pubblicamente l’atroce atto e chiedono leggi più severe contro atti di crudeltà verso gli animali.

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Dominella Trunfio

Cipster ritirate per glutine non dichiarato in etichetta. Rischio per i celiaci

Published in: Allerte alimentari

Mondelez International ha riscontrato in alcuni lotti di Cipster in scatola di cartone da 85 gr la presenza di glutine da frumento, contrariamente a quanto indicato in etichetta (senza glutine).

“Non appena siamo venuti a conoscenza di questa situazione siamo entrati in contatto con le autorità italiane competenti per informarle e procedere al richiamo volontario del prodotto” fa sapere Mondelez.

Il richiamo è stato segnalato anche dal Ministero della salute. Quest'ultimo ha confermato che le Cipster oggetto di ritiro sono state prodotte a Capriata d'Orba (AL) in località Pedaggera 22, da Mondelez Italia Biscuits Production SPA.

Foto

I lotti

“Chiediamo alle persone che hanno acquistato CIPSTER SCATOLA in CARTONE 85g. con date di scadenza a partire dal 31 Ottobre 2018 sino al 31 Gennaio 2019 (incluse), se sono intolleranti al glutine o allergiche al frumento di non consumare il prodotto e contattare il nostro servizio consumatori al numero verde 800-055200 dove riceveranno informazioni aggiuntive” fa sapere Mondelez attraverso un comunicato stampa.

Per chi non è intollerante al glutine, il consumo non costituisce alcun pericolo a differenza di chi invece è celiaco. I consumatori intolleranti al glutine o allergici al frumento infatti, consumando queste Cipster, potrebbero andare incontro a reazioni allergiche.

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Francesca Mancuso

Cannabis: l'OMS si prepara per la prima volta a revisionare gli effetti della marijuana e la sua proibizione

Published in: Salute & Benessere

Ad annunciarlo è Marco Perduca, ex-senatore radicale e portavoce dell’Associazione Luca Coscioni, presente nei giorni scorsi a Ginevra durante la sessione aperta della Commissione di Esperti sulle Dipendenze da Droga dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che, quindi, per la prima volta nella storia delle Nazioni unite informa di avviare una revisione delle proprietà terapeutiche della cannabis.

Un dibattito, quello sulla legalizzazione della cannabis, che fa parte di un vero processo evolutivo di cui l’Oms si sta rendendo protagonista, adattandosi ai cambiamenti storici della società. Ne è esempio la nuova Classificazione (ICD-11) pubblicata in questi giorni, che non considera più “disordine mentale” l’incongruenza di genere (“transessualità”) e che, di contro, annovera la dipendenza da videogiochi tra le patologie della mente.

Così, mentre il Canada legalizza definitivamente la marijuana, oggi l’Oms, a 70 anni dalla sua fondazione, avvia finalmente un processo di revisione critica, volta, cioè, non solo allo studio, ma anche alla formulazione di raccomandazioni operative.

Dal ‘61 la cannabis è una pianta interdetta ai fini della ricerca scientifica e uso terapeutico, come eroina e cocaina. Dall’inizio degli anni ’70, i suoi prodotti possono essere utilizzati molto raramente per fini terapeutici, ma intanto, soprattutto negli ultimi 20 anni, c’è stato un boom di ricerche sulla produzione di cannabis a fini terapeutici, dove gli effetti avversi sono una percentuale irrisoria rispetto ai benefici che l’uso di questa pianta e dei suoi derivati comporta. Nel corso del tempo, poi, gli Stati europei hanno ammorbidito le proprie leggi e consentito la prescrizione di cannabinoidi terapeutici.

Ad oggi, la cannabis è inserita nella Tabella I (altamente additiva e soggetta ad abuso) e nella Tabella IV (sostanze incluse nella Tabella I raramente utilizzate nella pratica medica) della Convenzione Unica sugli stupefacenti del 1961.
Un incrocio che complica, come precisano dalla Associazione Coscioni - che intende rimarcare una volta per tutte la scarsità di studi per comprovare le proprietà terapeutiche della cannabis -, la ricerca sui componenti attivi della pianta a causa delle difficoltà amministrative che gli scienziati incontrano per avere accesso alle sostanze.

Attualmente, dato il diffuso uso medico, l’inclusione nella tabella IV risulta meno giustificabile di 57 anni fa e le definizioni ambigue delle sostanze legate alla cannabis e messe sotto il controllo internazionale, oltre che la classificazione delle sue infiorescenze, resine ed estratti come “stupefacenti” e i suoi composti attivi come “sostanze psicotrope”. sono state “condannate” in passato dal Comitato di esperti dell’Oms e anche dalla giunta internazionale sugli stupefacenti.

“E se il mondo ricco può usare terapie a base di cannabis – dice Perduca - non si capisce perché i paesi vittime del proibizionismo Occidentale non possano coltivare la cannabis, spesso pianta tradizionale, e aiutare i propri cittadini proprio come quelli dei Paesi che, dal dopoguerra a oggi, han imposto leggi draconiane contro produzione e uso terapeutico della pianta medica”.

Solo per citare alcuni dati, è quasi impossibile che si possa verificare un’overdose da THC, perché una persona di 70 kili, per esempio, avrebbe bisogno di consumare circa 4 grammi di THC, l’equivalente di 260 spinelli contemporaneamente, per avere un’overdose. Il THC può provocare “disorganizzazione concettuale, pensiero frammentato, sospettosità, delusioni paranoiche e grandiose e distorsioni percettive”, ma tutte temporanee. Si stima, inoltre, che a livello mondiale siano 183 milioni gli adulti che hanno fatto uso di cannabis nel 2015. La pianta è cresciuta in 135 paesi ed è la “droga” più prodotta al mondo” e, quanto all’aspetto terapeutico, molti studi hanno oramai assodato che la percentuale irrisoria di effetti avversi rispetto ai benefici che l’uso di questa pianta e dei suoi derivati comporta.

Non rimane altro, dunque, che l’Onu si ponga di fronte alla necessità di bilanciare quel famoso “principio di precauzione” proibizionista con le innovazioni tecno-scientifiche ormai fatte proprie dal mondo della ricerca e arrivi presto a una raccomandazione finale.

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Germana Carillo

Parmigiana di melanzane (grigliate)

Published in: Ricette

Sebbene il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali abbia inserito ufficialmente questo piatto nella lista dei "prodotti agroalimentari trazionali italiani" non si conosce ancora la sua vera origine; Pugliesi, Siciliani, Napoletani e Parmigiani si contengono infatti i suoi natali.

I modi per preparare le melanzane alla parmigiana sono davvero tanti: ogni regione e ogni famiglia possiede infatti la propria ricetta che crede essere l'originale. Il minimo comun denominatore di tutte le diverse versioni di sicuro sono gli ingredienti utilizzati a partire da un buon sugo di pomodoro, preferibilmente con salsa fatta in casa, dal formaggio (sia esso parmigiano che pecorino) e ovviamente delle belle e sode melanzane nostrane che andranno in precedenza grigliate oppure, come la maggior parte delle versioni vuole, passate nell'uovo e poi fritte in olio bollente. Nella nostra versione abbiamo preferito puntare sulla leggerezza e per questo evitato di friggere le melanzane.

Dopo la cottura al forno sarà opportuno far riposare un po' di minuti la parmigiana di melanzane per permettere agli ingredienti di amalgamarsi ulteriormente e accrescere così la sapidità.

Ingredienti googletag.cmd.push(function() { googletag.display('div-gpt-ad-1498149132762-1'); });
  • Tempo Preparazione:
    60 minuti circa
  • Tempo Cottura:
    30 minuti circa
  • Tempo Riposo:
    10 minuti
  • Dosi:
    per 4 persone
  • Difficoltà:
    bassa
Come preparare la parmigiana di melanzane: procedimento

 

  • Sbucciare le cipolle, tagliarle finemente e metterle in una pentola capiente insieme all'olio, rosolarla a fuoco vivo quindi aggiungere il pomodoro e il basilico spezzettato, aggiungere anche un po' d'acqua e far cuocere mescolando ogni tanto senza però far restringere troppo il sugo.
  • Nel frattempo lavare le melanzane, recidere il picciolo e affettarle, quindi grigliarle da ambo i lati per qualche minuto.
  • Coprire il fondo di una pirofila con un po' di sugo cotto in precedenza, coprire con uno strato di melanzane, cospargere con il grana e a seguire mettere dei pezzettini di provola,
  • coprire nuovamente con il sugo e continuare stratificare fino a terminare gli ingredienti,
  • cospargere in superficie con il formaggio grattugiato e cuocere in forno caldo a 200° per circa trenta/quaranta minuti.
  • A cottura ultimata sfornare, far riposare almeno per dieci/quindici minuti e servire la parmigiana ancora calda o anche a temperatura ambiente.
Come conservare la parmigiana di melanzane:

La parmigiana di melanzane, qualora avanzasse, è possibile conservarla in frigorifero all'interno di contenitori ermetici per un massimo di due giorni.

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Ilaria Zizza

Marte, che spettacolo! Sarà in opposizione al sole: mai così vicino e luminoso negli ultimi 15 anni

Published in: Universo

Ma non sarà l'unico evento a cui assisteremo in quei giorni. Il 27 luglio, infatti, Marte sarà in opposizione con il Sole e sembrerà circa tre volte più luminoso nel nostro cielo di quanto non faccia normalmente.

Nei giorni che precedono l'approccio ravvicinato tra il nostro e il Pianeta Rosso, in particolare il 27 luglio, Marte sarà in opposizione con il Sole. Si tratta di un fenomeno che si verifica una volta ogni due anni, quando cioè la Terra passa direttamente tra il pianeta e il sole e, come risultato, avvicina i due corpi celesti l'uno all'altro. Il fenomeno è stato osservato per l'ultima volta a maggio 2016.

In altre parole, Marte si dice in opposizione (al Sole) quando i due corpi sono allineati con la Terra, ma si trovano da parti opposte.

E qui scatta anche il secondo evento da ammirare. Nel corso delle ultime notti del mese, con il massimo il 31 luglio, i due pianeti si avvicineranno ancora di più durante le loro orbite intorno al sole a causa di un fenomeno, noto come opposizione perielica. Non accadeva da 15 anni, dal 2003. Quella notte, il pianeta rosso raggiungerà il punto più vicino al sole nella sua orbita. Quello di 15 anni fa, venne considerato l'approccio più vicino degli ultimi 60.000 anni (56,1 milioni di km di distanza) record che dovrebbe durare fino all'anno 2287.

Una luce arancione brillante nel cielo notturno

“Marte sarà facilmente visibile ad occhio nudo, sarà difficile non vederlo: assomiglierà a un faro arancione di luce brillante che sorge a sud-est dopo il tramonto. Sarà molto più luminoso di qualsiasi stella, più luminoso di Giove, luminoso quasi come Venere. E lo vedrai ogni notte per i prossimi mesi” ha detto Dean Regas, astronomo dell'Osservatorio di Cincinnati.

Perché la distanza minima tra Marte e Terra continua a cambiare?

Se Marte e la Terra avessero esattamente le stesse orbite circolari, la distanza minima tra loro, che è di circa 54,55 milioni di km, rimarrebbe sempre la stessa. Tuttavia, poiché entrambi seguono orbite ellittiche o di forma ovale, la distanza varia in base alla posizione sull'orbita stessa. Anche altri fattori contribuiscono ai cambiamenti. Ad esempio, alcuni pianeti del sistema solare, Giove in particolare, esercitano un forte effetto sulla forma dell'orbita di Marte.

Occhio alle bufale marziane

Non lasciamoci ingannare dalle false notizie. Dal 2003 circola questa leggenda metropolitana tramite e-mail e social media ogni volta che Marte si prepara a un approccio ravvicinato. Il messaggio, completamente falso, è che Marte sarà grande come la Luna nel nostro cielo notturno. 

Per fortuna non sarà così. Se fosse vero, spiega la Nasa, la nostra vita sulla Terra sarebbe gravemente in pericolo date le forze gravitazionali esercitate.

Prepariamoci comunque ad ammirare uno spettacolo mozzafiato.

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Francesca Mancuso

Gli Usa si ritirano dal Consiglio dei Diritti Umani dell'Onu (e mettono i bambini sudamericani in gabbia)

Published in: Costume & Società

"Voglio essere chiara: questo passo non è un ritiro dal nostro impegno sul fronte dei diritti umani. Assumiamo questa iniziativa perché il nostro impegno su questo fronte non ci consente di restare parte di un organismo ipocrita che deride i diritti umani'' spiega Haley che definisce l'organismo un ''protettore di chi abusa dei diritti umani'' e cita l'ammissione del Congo come suo membro nonostante le fosse comuni rinvenute.

Immediata la risposta dell'ambasciatore di Israele all'Onu, Danny Danon.

''Il Consiglio dei Diritti Umani è da tempo nemico di coloro che veramente hanno a cuore i diritti umani nel mondo. Gli Stati Uniti hanno dimostrato ancora una volta il loro impegno alla giustizia e alla verità e la loro riluttanza a consentire all'odio cieco nei confronti di Israele nelle istituzioni internazionali di restare incontrastato''.

Ricordiamo che il Consiglio dei diritti umani è stato fondato nel 2006 e tra i temi in agenda ha sempre avuto quello delle presunte violazioni commesse da Israele nei territori palestinesi. Ma secondo gli Usa, che da tempo chiedono espulsione o sanzioni per quei Paesi che non rispettano i diritti umani come il Venezuela, la Cina e l'Arabia Saudita, l’organismo sarebbe strumentalizzato dai nemici dello Stato ebraico.

I bambini sudamericani in gabbia

In tema di diritti umani violati, arrivano dagli Stati Uniti immagini drammatiche, sono quelle di 2mila bambini separati dai genitori entrati illegalmente negli Usa. Oltre 100 hanno meno di 4 anni e in queste ore li abbiamo visti e sentiti piangere mentre i genitori venivano perquisiti durante la notte nelle frontiere a sud degli Stati Uniti.

   

I bambini sono tenuti in dei recinti come animali in gabbia, mentre i genitori sono incarcerati fino alla decisione di respingimento o meno del loro ingresso in America. E in questo video c'è tutta la loro disperazione:

Al contrario di quelle che vedete, c'è un'altra immagine che circola in rete su un bambino in gabbia. Quella foto non è stata scattata alla frontiere di Usa e Messico ma è di una protesta inscenata al municipio di Dallas dove si vede anche un bambino vestito di blu chiuso in un recinto. Il tutto viene spiegato sulla pagina Facebook “Brown Berets de Cemanahuac -Texas Chapter“:

 Questa la foto incriminata:

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La strage dei bambini siriani di cui nessuno parlaLa strage dei bambini siriani di cui nessuno parla

 Dominella Trunfio

Foto: John Moore/Getty Images

5 idee per celebrare il Solstizio d'estate

Published in: Sport & Tempo Libero

Il giorno del solstizio veniva celebrato con cerimonie dal sapore religioso e spirituale da parte delle popolazioni antiche, che erano estremamente legate ai ritmi della terra.

Ora, nel nostro piccolo mondo urbano, non dovremmo dimenticare di dedicare al Pianeta ed alla Natura qualche piccola attenzione in più, a partire dal solstizio e per tutto l'anno.

1) Fare la spesa a chilometri zero

Questa settimana per celebrare il solstizio, decidete di andare a fare la spesa a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici raggiungendo il più vicino mercato a chilometri zero. Sarà un modo per iniziare una conoscenza diretta con i produttori agricoli della zona in cui vivete e per cominciare ad essere certi della provenienza degli alimenti che utilizzerete in cucina per la preparazione dei vostri piatti. Fate in modo che l'appuntamento con il mercato a chilometri zero diventi una scadenza fissa all'interno delle vostre abitudini d'acquisto nel corso di tutto il prossimo anno. Ecco anche cinque motivi per scegliere i mercati del contadino locali e dove trovarli.

2) Piantare un albero

Nel caso abbiate a disposizione un giardino abbastanza capiente, potrete pensare all'opportunità di piantare un albero, che nelle prossime stagioni vi potrà ringraziare regalandovi i propri frutti. Si potrebbe trattare di un pesco, di un susino, di un ciliegio o di un melo, insomma, esiste solamente l'imbarazzo della scelta. Nel caso non abbiate spazio per un albero, arricchite il vostro terrazzo con una nuova piantina.

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3) Avviare un orto sul balcone

Nel caso non abbiate a disposizione lo spazio per dare vita ad un orto canonico, non rammaricatevi e provate a sfruttare lo spazio a vostra disposizione presente sul vostro balcone o in terrazza. Per avviare il vostro orto sul balcone potreste cominciare a partire dalle piantine più semplici da coltivare, dunque da erbe aromatiche come salvia, basilico e rosmarino, che potrete inserire in vasi da disporre sul terrazzo a seconda delle vostre modalità preferite e della superficie disponibile. È più semplice iniziare acquistando delle piantine di partenza da travasare in vasi più grandi. Per concimare il vostro orto non dimenticate di conservare l'acqua di cottura di pasta, riso e verdure per una annaffiatura più ricca e di trovare, sempre sul balcone, lo spazio per collocare una compostiera domestica.

4) Riavvicinarsi alla Natura

Il modo migliore per compiere un reale riavvicinamento alla Natura è quello di dedicare un pomeriggio o una giornata del weekend estivo ad una lunga passeggiata in un bosco, in un parco naturale o in un'oasi naturalistica che sia per voi facilmente raggiungibile. Benissimo anche per le passeggiate in montagna, alla ricerca di un po'di sollievo dalla calura cittadina. Scegliete di spostarvi preferibilmente a piedi o in bicicletta, ricordandovi di rispettare sempre l'ambiente che vi circonda e non disseminando rifiuti, nel caso decidiate di optare per un pic-nic in compagnia in mezzo al verde. Sì anche agli sport ed ai giochi all'aria aperta, soprattutto per i più piccoli, e a lezioni di yoga nel parco o di meditazione in cammino.

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5) Guardare il cielo 

Dare il benvenuto all'estate osservando il cielo. Se le condizioni meteo saranno favorevoli, si potranno ammirare ben 5 pianeti quasi in contemporanea: Mercurio,Venere, Marte, Giove e Saturno. Uno spettacolo da non perdere fino alla fine del mese.

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Marta Albè

 

Una mela al giorno, ecco perché toglie il medico di torno

Published in: Alimentazione & Salute

A dircelo ci hanno pensato i ricercatori della Fondazione Edmund Mach, in Alto Adige, che, in collaborazione con il Consiglio per la ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria (CREA), in un nuovo studio hanno messo in risalto le trasformazioni dei polifenoli in 110 forme chimiche biodisponibili all’organismo umano evidenziando il compito decisivo del microbiota intestinale nell'azione benefica di questi composti bioattivi. In base alla ricerca, in pratica, nessuno dei composti fenolici presenti nel succo di mela si ritrova nell'organismo nella forma presente nella mela, segno di come ci sia una lavorazione naturale nel nostro organismo.

Così, se è vero come è dimostrato che consumare regolarmente mele allontana da un abuso di farmaci, i ricercatori ora sono stati anche in grado di mappare la cosiddetta “nutri-cinetica”, cioè il transito nel corpo umano delle molecole che hanno una reale attività protettiva sulla salute dell’uomo.

In questo modo, propongono un metodo innovativo concentrato su tecniche multi-omiche (metabolomica e metagenomica) per correlare la biodisponibilità alla composizione del microbiota intestinale.

Lo studio

I ricercatori hanno seguito un gruppo di 12 volontari sani, che in due diverse volte hanno consumato una spremuta di mela di alta qualità e una arricchita in polifenoli della mela, per valutare come i polifenoli presenti nella mela fossero metabolizzati.

I polifenoli sono molecole naturali dalle funzioni anti-infiammatorie, anti-diabetogene e anti-cancerogene. 

Stando ai risultati dello studio, nessuno dei composti fenolici presenti nel succo di mela si ritrova nell’organismo nella sua forma originale (cioè quella presente nella mela). Infatti, questi composti vengono variamente metabolizzati nell’uomo in 110 diverse forme chimiche che compaiono nel sangue e nelle urine. Utilizzando tecniche “metabolomiche”, che permettono lo studio contemporaneo di un numero molto elevato di composti, i ricercatori hanno potuto descrivere la cinetica di metaboliti di particolare interesse, derivanti in particolare dalla floretina, dai flavanoli (catechine e procianidine) e dall’acido clorogenico, tutti composti fenolici particolarmente abbondanti nella mela, soprattutto nela buccia.

“La quantità e la persistenza di ognuna di queste molecole nei fluidi biologici, è risultata molto variabile tra un individuo e l’altro­ - spiegano i ricercatori - non solo a causa di differenze genetiche, ma anche a causa di differenze nella composizione del microbiota intestinale”.

Infatti, mentre il 40% dei metaboliti originava dai processi metabolici umani, il restante 60% richiedeva l’intervento dell’azione dei batteri intestinali per poter entrare in circolo. I metaboliti derivanti dal metabolismo microbico sono risultati più persistenti, cioè capaci di rimanere in circolo per periodi molto più lunghi. Inoltre, è stata osservata una correlazione tra la composizione dei batteri intestinali, misurata tramite esperimenti di metagenomica, e la quantità di metaboliti circolanti. La composizione del microbiota intestinale è quindi un fattore importante per mediare l’azione del consumo di mela.

All’aumentare della ricchezza in polifenoli, dunque, aumentano le quantità dei loro metaboliti circolanti che dipendono dalla dose assunta. Mentre una parte limitata dei composti bioattivi della mela transitano rapidamente nell’organismo umano, la maggioranza persiste nelle urine anche a 24 ore dal consumo, in concentrazioni molto variabili e modulate dal microbiota individuale.

Ciò indica che nessuno dei composti di polifenoli che si trovano nel succo di mela si ritrova nell'organismo nella sua forma originale, a dimostrazione di quale magnifica attività naturale ci sia all'interno del nostro corpo. 

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Germana Carillo

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