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Record di aerei nel cielo, oltre 200mila in un solo giorno. Ecco perché non è una buona notizia

Published in: Trasporti

Più voli significa infatti più inquinamento atmosferico. A darne notizie è stato Flightradar24, sito svedese che si occupa del tracciamento di aerei, che ha registrato ben 205.468 voli in 24 ore. Circa 20mila velivoli si trovavano in cielo addirittura contemporaneamente.

Prima del 13 luglio, solo due volte, sempre nel 2018, erano stati superati i 200mila voli in un giorno: il 12 luglio e il 29 giugno quando per la prima volta in assoluto sono stati superati i 200.000 voli giornalieri.

E non è ancora finita visto che l'estate e le vacanze sono ancora all'inizio. Secondo Flightradar24, nel corso dei prossimi mesi questo record potrà essere ulteriormente superato un paio di volte. Il picco del traffico negli ultimi due anni si è verificato alla fine di agosto. Lo scorso agosto, il 24 agosto, è stato registrato il maggior numero di voli, pari a 190.003.

Il minimo di ogni anno si verifica il 25 dicembre, visto che quasi tutti coloro che viaggiano per Natale sono partiti i giorni precedenti, senza contare che le compagnie aeree riducono o eliminano una serie di voli. Il 25 dicembre 2017 ne sono stati monitorati solo 101.511.

In che modo tutto ciò influisce sull'ambiente e sull'inquinamento?

A rivelarlo è stato l'Aviation Environmental Report della Commissione europea, il Rapporto ambientale sull'aviazione europea, pubblicato il 29 gennaio 2016 dall'EEA, l'EASA (European Aviation Safety Agency) e Eurocontrol.

Secondo lo studio, le emissioni di ossidi di azoto (NOx) del settore sono in continua crescita. Dal 1990 ad oggi sono addirittura raddoppiate, mentre entro il 2035 ci si attende una crescita del 43%.

Si tratta delle stesse emissioni prodotte dal settore automobilistico. L’impennata, tuttavia, riguarda anche le emissioni di anidride carbonica (CO2). Questa crescita è legata all'aumento esponenziale del numero di voli negli ultimi 25 anni. Tra il 1990 e il 2014 il numero di voli è aumentato dell’80% e si prevede che crescerà di un ulteriore 45% tra il 2014 e il 2035 incrementando sempre di più le emissioni inquinanti a livello globale, il rumore ambientale e altri fattori di pressione a livello locale.

In termini di emissioni, il dossier ha fatto un bilancio calcolando che quelle di anicride carbonica sono aumentate di circa l'80% tra il 1990 e il 2014, e si prevede che cresceranno di un ulteriore 45% tra il 2014 e il 2035, mentre le emissioni di ossido di azoto sono raddoppiate tra il 1990 e il 2014 e si prevede che cresceranno di un ulteriore 43% tra il 2014 e il 2035. Di fatto, l’inquinamento atmosferico prodotto dal traffico aereo in Europa aumenterà di quasi il 50% entro i prossimi 20 anni.

A dir poco inquietante...

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Francesca Mancuso

Cosa vedi per primo in questa immagine? La risposta svela il lato nascosto del tuo carattere

Published in: Mente & Emozioni

Un test simpatico che come ribadiamo sempre, non ha in tasca nessuna verità assoluta, un semplice gioco e come tale va preso. Per staccare un po’ dalla routine quotidiana o rilassare la mente in pausa da lavoro.

Per farlo bastano pochi secondi e nessun impegno. Ritagliati due minuti del tuo tempo e inizia il test.

Guardando questa immagine cosa vedi per primo? Delle labbra, degli alberi o delle radici? Ogni cosa corrisponde a un profilo, dopo l’immagine troverai la soluzione.

  LABBRA

Se guardando l'immagine hai notato per prima cosa le labbra, vuol dire che sei una persona semplice, flessibile e che si adatta ad ogni tipo di situazione. Tendi ad andare d'accordo con gli altri, ma spesso rischi di essere troppo ingenuo proiettando la tua onestà anche sugli altri. Le persone si rivolgono a te quando hanno bisogno di consigli perché si fidano del tuo giudizio.

ALBERI

Hai visto per prima cosa gli alberi? Allora sei un tipo estroverso ma che difficilmente si fa condizionare dal giudizio degli altri. Credi nel rapporto familiare, ricerchi la socialità, ma è difficile guadagnare la tua fiducia e diventare un tuo amico stretto. Sai nascondere le tue emozioni, se necessario.

RADICI

Se hai notato le radici per prime, sei un tipo introverso. Le tue energie provengono dalla forza interiore, sai accettare comunque le critiche costruttive. Di solito tutti ti considerano come una persona saggia perché pesi accuratamente le tue parole e non dici mai nulla tanto per dire. A causa dei tuoi alti standard, puoi soffrire di problemi di autostima di tanto in tanto.

Altri simpatici test:      Dominella Trunfio

Panzanella toscana: la ricetta tradizionale passo passo

Published in: Ricette

Già citata dall'Artusi, la panzanella viene preparata con delle piccole differenze in base alla zona di provenienza: i toscani, ad esempio, in base alla provincia, discordano sull'aggiunta o meno dell'insalata fra gli ingredienti base o sull'utilizzo dell'aceto di vino bianco o rosso. Quello su cui concordano è, di sicuro, la scelta del pane che dovrà essere rigorosamente senza sale. Gli ortaggi da utilizzare, poi, faranno la differenza: dovranno essere freschi e nostrani, tagliati tutti molto sottili, tranne il basilico che dovrà essere, invece, spezzettato a mano.

La panzanella toscana è, sì, un piatto semplice, ma prevede un iter che si tramanda da generazioni, e, per i toscani è considerata alla stregua di un'insalata di riso; al classico condimento vengono infatti accostati altri ingredienti come ad esempio olive o tonno.

Una volta preparata, la panzanella dovrà essere riposta in frigorifero per almeno un'oretta in modo da far amalgamare perfettamente i sapori. Sarà opportuno poi farla intiepidire un po' prima di servirla così, come da tradizione, a temperatura ambiente.

Panzanella Toscana: passaggi salienti

La scelta del pane è un passaggio fondamentale per la riuscita di questo piatto: occorrerà, infatti, utilizzare il pane sciocco toscano di montagna  in Maremma, ad esempio, è quasi obbligata la scelta del pane di Baccinello - L'utilizzo di questo particolare pane sciapo ha un motivo concreto: dopo averlo bagnato, infatti, si sbriciolerà, senza diventare un ammasso collosso, assumendo quasi l'aspetto di un cous cous.

Il pane inoltre dovrà essere vecchio di due/tre giorni, dovrete quindi acquistarlo, affettarlo e lasciarlo nel cartoccio di pane per farlo asciugare.

Il momento di bagnare il pane è un momento da non sottovalutare: questo infatti dovrà essere quasi irrorato dall'acqua (precedentemente mescolata con due/tre cucchiai di aceto) e non essere messo in ammollo. 

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  • Tempo Preparazione:
    30 minuti
  • Tempo Cottura:
    -
  • Tempo Riposo:
    1 ora
  • Dosi:
    per 4 persone
  • Difficoltà:
    bassa
Come preparare la panzanella Toscana: procedimento

 

  • Affettare il pane e farlo asciugare in un sacchetto di carta per due/tre giorni, quindi metterlo in una ciotola e bagnarlo con acqua e aceto quel tanto che basta per inumidirlo,
  • quindi strizzarlo, sbriciolarlo con le mani e raccoglierlo in una ciotola capiente,
  • sbucciare ora le cipolle e affettarle sottilmente,
  • sbucciare anche i cetrioli, recidere l'estremità, eliminare i semi e tagliarli a fette sottili,
  • lavare accuratamente i pomodori e affettare anch'essi molto finemente,
  • mettere tutto nella ciotola contenente il pane, quindi lavare e aggiungere anche il basilico spezzettandolo con le mani.
  • Condire con olio e sale e mescolare amalgamando tutto,
  • riporre in frigorifero per almeno un'ora e servire la panzanella Toscana tiepida.
Come conservare la panzanella Toscana:

La panzanella Toscana potrà essere conservata in frigorifero in appositi contenitori ermetici e dovrà essere consumata preferibilemente entro il giorno successivo.

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Ilaria Zizza

Facciamo come Carlo, che mette la plastica nel sacco e ripulisce spiagge e città

Published in: Interviste

“Le persone si lamentano della sporcizia, aspettano risposte dalla politica, la politica può far molto ma per primi dobbiamo iniziare da noi stessi. L'ecologia non ha parte politica, chi si annovera il diritto di farla solo propria commette un grave errore, nessuno deve essere escluso lungo questo difficile cammino”, spiega Meneghetti a greenMe.it.

L’avventura di ‘La plastica nel sacco’, inizia qualche anno fa dopo una vacanza in Sardegna, ma in realtà Carlo assieme alla moglie Laura hanno sempre avuto un animo green, ancor prima di aprire una pagina Facebook per rendere pubblica una compagna di sensibilizzazione sulla raccolta dei rifiuti e della plastica in particolare che ormai si trova ovunque.

“In Sardegna, io e Laura eravamo rimasti scioccati dal fatto che un vero e proprio paradiso si era trasformato in una spiaggia devastata dai rifiuti e che la gente continuava a nuotare o a camminare sul litorale come se non vedesse i rifiuti attorno”, continua.

Così Marco, oltre a portare sempre con sé un sacchetto per raccogliere tutto ciò che trova nel suo percorso, ha chiesto anche alle altre persone di fare lo stesso.

“Anche quando sono in pausa da lavoro, appena ho cinque minuti, mi dedico alla pulizia, metto in pratica un insegnamento dei miei genitori, quello di lasciare un posto più pulito di come l’ho trovato”, spiega ancora Meneghetti.

La foto di Carlo che con il suo sacchetto si occupa della spiaggia ha fatto il giro dei social, in pochi giorni oltre 60mila mi piace e oltre 44mila condivisioni, un vortice che l’ha travolto e oggi sono ancora di più gli utenti che da tutta Italia gli scrivono per partecipare alla campagna.

“Sono sicuramente felice che l’iniziativa stia avendo successo, ma io non sono in cerca di applausi, ma di persone che adottino un modo di vivere sostenibile per il Pianeta, soprattutto perché negli ultimi anni, ho visto un peggioramento incredibile, ormai si trova spazzatura dappertutto”.

Ai lati delle strade, vicino ai cavalcavia, tra le rampe, ormai siamo invasi dai rifiuti.

“Ci si scontra con l’inciviltà e spesso succede, che se dico a qualcuno: guardi signora le è caduto il tappo (tanto per fare un esempio), noto un segno di offesa. Io vivo a Bologna, ma credo che il problema sia diffuso ovunque. Mi auguro che tutto questo tam tam mediatico serva a sensibilizzare le persone e che davvero si dia vita a comportamenti virtuosi”.

Ed ecco il messaggio che lancia Carlo:

"Correndo in auto sulle nostre strade certi dettagli a volte sfuggono. Ma a piedi volgendo lo sguardo per terra si scorgono plastiche e schifezze di ogni tipo, sepolte tra le foglie e nascoste tra le ombre. Tutti frutti della nostra opulenta ed incivile società che, volenti o nolenti, finiranno in qualche modo a provocare danni irreparabili. Mentre passeggiate in città, al mare o tra i monti ogni tanto armatevi di guanto e sacchetto, per un gesto che DEVE diventare consuetudine, ripulire la Terra".

Altre buone pratiche:

 

Dominella Trunfio

Foto

I cani possono mangiare il cocomero? L'anguria è pericolosa o fa bene anche a loro?

Published in: Cani, Gatti & co.

Vero, con loro condividereste volentieri qualsiasi cosa, anche un pezzetto di rossa anguria, ma il problema è che non siete certi sia un frutto sicuro per il consumo canino.

Per rinfrescare l’estate dei nostri quadrupedi già vi abbiamo fornito 10 fantastiche ricette per preparare per loro in casa gelati e ghiaccioli, ma la tentazione di dare loro qualche pezzo di frutta fresca in giorni così caldi può essere forte.

E allora, l'anguria è buona per Fido?

Solitamente la frutta non è una scelta popolare per un’alimentazione alternativa del nostro cane e il suo grande appetito non può in ogni caso portarci a dargli qualunque cosa, non fosse altro che alcuni alimenti potrebbero finanche avvelenarlo.

Ma l’anguria, così come pochi spicchi di arancia, la mela o la banana, non rientra tra i cibi da non dare mai ai nostri cani. Ricche di licopene, vitamina C, acido pantotenico, rame, vitamina A, potassio, biotina, magnesio, vitamina b6 e vitamina b1, hanno anche proprietà antinfiammatorie e antiossidanti. Ciò significa che i cocomeri possono essere consumati non solo per il loro gusto ma anche per il loro valore nutrizionale e sì: l’anguria il cane la può mangiare, ma con un po’ di accortezze.

I benefici dell’anguria per i cani
  • L’anguria è una buona fonte di beta-carotene, che migliora la vista
  • Contiene magnesio, importante per l’elaborazione cellulare canina
  • È una grande fonte di vitamina C, che rafforza il sistema immunitario
  • Contiene anche una discreta quantità di potassio, che serve per il corretto funzionamento degli enzimi e mantiene anche la salute di muscoli e nervi
  • Contiene moltissima acqua, per cui è un ottimo modo per idratare, ma ricordate che niente batte l’acqua vera e propria per placare la sete anche di Fido
Raccomandazioni ed errori da evitare

Le angurie, insomma, sono buone per i cani, ma ci sono ancora una serie di raccomandazioni.

  • Basteranno uno o due pezzi e non di più: troppa anguria potrebbe portarli a una minzione frequente e a cambiamenti del movimento intestinale. In ogni caso, la porzione dipende dalla taglia: più il cane è piccolo e più dovrà essere piccola
  • Togliete i semi, che potrebbero creare seri problemi al cane che non riesce a digerirli
  • Niente buccia. Se per noi è utile riutilizzarla in cucina in una ricetta alternativa, non lo è altrettanto somministrarla al nostro cucciolo. La scorza dell’anguria può causargli disturbi gastrointestinali e, è molto dura, non è molto buona per la sua salute orale del nostro cane. I risultati probabili per questo sono danni ai denti e carie.

Quanto alle allergie? Pare non ci siano casi documentati di cani che hanno avuto reazioni allergiche dopo aver mangiato l’anguria. Tuttavia, prima di far mangiare per la prima volta il cocomero al nostro amico cominciamo a provare con dei piccoli pezzi poco alla volta.

Solo dopo, via libera a un po’ di anguria anche per i nostri amici pelosi, qui potreste trovare qualche ricetta gustosa per loro a base di cocomero e latte di cocco.

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Germana Carillo

Pesticidi: la UE si prepara a limitare l'uso del verderame. Ecco perché

Published in: Agricoltura

Il 19 e 20 luglio, secondo quanto reso noto dall'Ansa, la Commissione Ue proporrà agli stati membri un giro di vite sui pesticidi a base di rame utilizzati fin dal XIX secolo in agricoltura ed essenziali per quella bio, in particolare la viticoltura.

Queste sostanze dal 2015 sono in discussione nel quadro delle regole comunitarie sui chimici, considerate potenzialmente sostituibili in Europa per il loro impatto ambientale.

L'attuale licenza scadrà a gennaio 2019. Fra qualche giorno quindi, Bruxelles proporrà sì il rinnovo dell'autorizzazione per altri 5 anni ma tagliandone l'uso da 6 a 4 kg all'ettaro l'anno. Inoltre, la Commissione potrebbe anche cancellare la flessibilità concessa dagli attuali regolamenti, secondo cui è possibile 'spalmare' la soglia su 5 anni (30 kg/ha) in modo da utilizzare il verderame non usato nelle annate che richiedono meno trattamenti.

A questo sistema fa ricorso anche l'Italia, soprattutto le regioni del Nord durante le annate con piogge abbondanti e di conseguenza con una maggiore presenza di funghi e batteri nei vigneti.

Cos'è il verderame?

Il verderame è un fungicida, un anticrittogamico a base di rame. Se ne utilizzano diverse tipologie, dalla poltiglia bordolese o vetriolo azzurro, ottenuto dalla neutralizzazione del solfato rameico con idrossido di calcio, al solfato di rame fino agli ossicloruri di rame, combinazioni idrate di ossido rameico e un cloruro, che rispetto al solfato di rame hanno una minore fitotossicità, ossia sono meno dannosi per le piante. Queste sostanze, grazie al rame, interferiscono con la respirazione cellulare dei funghi.

Attualmente il verderame si usa per combattere svariate micosi e batteriosi delle piante, ad esempio per la difesa dell'olivo (contro l'Occhio di pavone e la Rogna), della Vite (contro la Peronospora), delle pomacee (contro la Ticchiolatura), delle drupacee (contro la Bolla e il Corineo), degli agrumi (contro il Mal secco e la Gommosi del colletto).

Perché l'Europa vuole limitare l'uso?

Anche se il rame è un metallo indispensabile per alcuni meccanismi biologici delle piante, occorre considerarne anche la tossicità. Esso infatti si deposita nei primi strati del terreno, accumulandosi nell’ambiente, soprattutto nel suolo, per poi passare alle falde acquifere, con rischi ambientali su un ampio spettro di organismi e microrganismi.

Da anni l'Unione europa si interroga sugli effetti e sull'importanza di limitarne l'uso. Nel 2014, la Commissione Ue ha finanziato il progetto After-Cu con il fondo per l’ambiente LIFE+ per promuovere la riduzione dei composti di rame in agricoltura, anche biologica.

Oltre alla tossicità diretta dovuta all'accumulo del metallo nel terreno, l’uso ripetuto in agricoltura dei sali di rame come fungicidi e battericidi ha un effetto collaterale non da poco. A riverlarlo è stata Stefania Tegli, ricercatrice del Dipartimento di scienze delle produzioni agroalimentari e dell’ambiente dell’Università di Firenze, che ha guidato il progetto After-Cu:

"Il rame determina un aumento allarmante, nella microflora degli agroecosistemi, della percentuale di batteri resistenti agli antibiotici, che finiscono col costituire una sorta di serbatoio di geni per l’antibiotico-resistenza. Questi geni sono presenti su elementi mobili del loro genoma, i plasmidi, che possono essere trasmessi con facilità anche ai batteri patogeni di uomo e animali, rendendoli così a loro volta resistenti agli antibiotici e vanificandone di fatto l’azione profilattica e terapeutica in medicina umana e veterinaria".

Tra pochi giorni, la Commissione Ue deciderà sul da farsi. Una volta presentata la proposta di regolamento, la Commissione potrebbe metterla ai voti nel mese di ottobre.

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Francesca Mancuso

Dieta del finocchio: cos'è e come funziona la dieta che fa sgonfiare la pancia

Published in: Dieta

Quel che è certo è che il finocchio ("Foeniculum vulgare") ha importanti proprietà digestive e aromatiche, è ricco di vitamine A, B e C e di minerali e possiede proprietà depurative.

Lo si conosce in due varietà: il finocchio dolce e quello amaro o anche detto “selvatico” e il suo sapore particolare, simile all’anice, è dovuto alla consistente presenza di anetolo (circa l’80%), un’essenza con la quale si fanno la sambuca, il pastis, l’anisette francese o l’anis in Spagna.

Perché inserire i finocchi nella dieta, tutte le proprietà

Al di là di una dieta esclusiva a base di finocchio (e il termine “esclusiva” la rende di per sé opinabile, ma lo vedremo dopo), è buona abitudine introdurre questo ortaggio nel proprio stile alimentare per più di un motivo.

Se non si vuole mettere su pancetta, è bene sapere che come spezza fame il finocchio, che non contiene né amidi né lipidi, è un ortaggio a bassissimo contenuto calorico e, per il fatto che sia composto per la sua quasi totalità da acqua, è un ottimo diuretico e digestivo. Di contro, il finocchio può risultare utile anche in caso di inappetenza, perché stimola l’appetito e la secrezione gastrica attraverso l’azione dei suoi principi aromatici.

L’1% è composto da proteine, un altro 1% da ceneri e da carboidrati, mentre il 3% da fibre. Tra i minerali troviamo potassio, calcio, fosforo, sodio, magnesio, ferro, zinco, manganese e selenio, mentre le vitamine sono per lo più la vitamina A, alcune appartenenti al gruppo B e la vitamina C.

È ricco di flavonoidi o fitoestrogeni, sostanze estrogeniche naturali che hanno il potere di avere un effetto equilibrante sui livelli ormonali femminili, rivelandosi utile nello stimolare la produzione di latte nelle donne che allattano e nell’alleviare i disturbi del ciclo mestruale.

Le proprietà del finocchio dunque sono:

  • depurative
  • digestive
  • diuretiche
  • carminative
  • antinfiammatorie
  • migliora la funzione epatica ed è alleato del benessere dell’apparato gastrointestinale
  • allevia gli spasmi muscolari
  • regolarizza il ciclo mestruale e allevia i disturbi della menopausa

Leggi anche: Finocchio: le fantastiche proprietà, calorie e come utilizzarlo al meglio

La dieta del finocchio, come funziona

Perché drenante e poco calorico, alcuni dietisti consiglierebbero di introdurre regolarmente il finocchio nella dieta quando si cercano pancia piatta e dimagrimento rapido.

Secondo lo schema della dieta del finocchio, quotidianamente andrebbero assunte 1300 calorie con una abbondanza non solo di finocchi, ma di verdura fresca in generale, di infusi a base di finocchio e di 2 litri di acqua da bere ogni giorno.

La dieta del finocchio va seguita al massimo per un mese e consentirebbe di perdere anche 4-5 kg. Nelle prime settimane, infatti, l’organismo si libera dalle tossine in eccesso e dai gas intestinali e la pancia si sgonfierebbe, dopodiché si continuano a perdere i chili di troppo.

La dieta del finocchio prevede un consumo di almeno 300 grammi di finocchi al giorno e durante tutta la giornata: la colazione prevede ogni giorno caffè d’orzo, latte parzialmente scremato e cereali, mentre gli spuntini si basano su finocchi crudi o sotto forma di centrifugati accompagnati, se lo si desidera, da yogurt magri e tisane depurative.

In una giornata tipo, per esempio il menù prevede:

Pranzo
Pasta con pomodoro e basilico
Insalata di finocchi

Cena
Passato di verdure e carote
Frittata con uova
Finocchi cotti con olio

Sappiamo bene che il finocchio non è l’unico alimento drenante e depurativo. Anche il cetriolo è in grado di sgonfiare la pancia e di far dimagrire in poco tempo, così come una dieta basata sul limone e del pompelmo.

Leggi anche: Acqua di cetriolo: tutti i benefici e come preparare in casa la bevanda detox dell'estate

Perdere peso con i semi di finocchio

Alcuni sostengono che i semi di finocchio aiutino nella perdita di peso riducendo l’appetito e mantenendo la fame lontano. I semi avrebbero anche la capacità di migliorare l’assorbimento dei nutrienti e ridurre l’accumulo di grasso. Tuttavia, non sono stati effettuati studi per supportare queste affermazioni.

Quel che comunque pare assodato è che i semi di finocchio funzionano come potente diuretico e sono validi alleati nella diminuzione dei liquidi nel corpo.

In buona sostanza, insomma, il seme di finocchio non contiene alcun nutriente “magico” che ci aiuterà a perdere peso, ma il suo bassissimo contenuto di calorie e le sue sostanze nutritive lo rendono una buona aggiunta a qualsiasi dieta ipocalorica per la linea. Un cucchiaio di semi di finocchio ha 20 calorie, 1 grammo di proteine, 3 grammi di carboidrati e 2 grammi di fibre. È anche una buona fonte di ferro e può assorbire l'assunzione di calcio, potassio, magnesio, zinco e molte vitamine del gruppo B.

Qui potete trovare tutti gli straordinari benefici per la salute dei semi di finocchio

Dieta del finocchio, funziona davvero?

Come tutte le diete basate sulla prevalenza di un unico alimento, diciamo di no. A meno che non si voglia provare il brivido del mitico effetto yo-yo, quel che ci rimane per dimagrire, o per lo meno non mettere su pancetta, è seguire una dieta quanto mai variegata e ricca di tutte le sostanze di cui il nostro organismo ha bisogno.

Se poi a tavola si mangia sempre lo stesso cibo per più volte al giorno, si può sfiorare la noia e portarci a cercare altro. Infine, il sapore dei finocchi va a favore della sazietà e del gusto, per cui mangiandone spesso non si avvertirà un gran senso si soddisfazione e si tenderà di compensare con altri alimenti.
Il nostro consiglio, dunque, rimane sempre quello di evitare le diete fai-da-te e di affidarsi a un valido nutrizionista che possa assicuraci un nuovo stile alimentare sano ed equilibrato.

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Germana Carillo

Giustizia per Mia, il cane gettato in mare col sasso al collo scuote le istituzioni: arrivano pene più severe

Published in: Cani

Solo qualche giorno fa vi avevamo raccontato di come i reati verso gli animali siano in crescita purtroppo nel nostro paese, e l'orrore commesso contro questa povera cagnolina ne è la prova.

Un uomo ha buttato in acqua l'animale, ma prima gli ha legato al collo una pietra per convincerlo a fare il bagno. Una vicenda che fa rabbrividire e che non ha lasciato indifferente il mondo politico. Il ministero dell'Ambiente Costa si costituirà parte civile e il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede promette pene severissime.

È successo nei giorni scorsi a Lido Valderice, nel trapanese, dove Mia è stata gettata come un sacco in mare. Per fortuna, l'istinto di sovravvivenza ha permesso al povero animale di liberarsi dal collare e di raggiungere la riva, dove è stato subito soccorso dai bagnanti.

Questi ultimi si erano accorti dell'accaduto e avevano allertato le forze dell’ordine. Il microchip ha permesso di scoprire che il cane era una femmina e si chiamava Mia. Il proprietario è stato identificato dalla Polizia Municipale ed è stato denunciato per maltrattamento di animali.

Mia è stata sottoposta a una visita veterinaria per valutare le sue condizioni di salute. A parte alcune ferite alle zampe e al collo, il cane sta bene.

Il Nucleo Operativo Italiano Tutela Animali promette battaglia.

"Abbiamo inviato una 'richiesta di accertamento' ai Carabinieri del Comune ove vive il balordo che ha gettato il suo cane in mare con una pietra legata al collo tramite una corda (Comune oscurato per evitare problemi di ordine pubblico innanzi la sua abitazione vista la rabbia, comprensibile, di moltissimi cittadini) e mandata per conoscenza alle restanti autorità provinciali. Secondo alcune segnalazioni infatti, l’uomo avrebbe in casa altri animali, motivo per cui abbiamo chiesto al militari dell’Arma di intervenire, sequestrando in via cautelativa tutti gli animali in suo possesso" spiega il Nucleo Operativo Italiano Tutela Animali.

Risposte forti dai Ministeri

Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha annunciato un inasprimento delle sanzioni per chi commette maltrattamento nei confronti degli animali.

"Aumenteremo le pene verso chi maltratta gli animali, garantendo maggiore tutela rispetto a fatti gravi ancora non adeguatamente perseguiti. Quanto accaduto a Mia non dovrà ripetersi più!"

Il Ministro dell'ambiente Costa ha fatto sapere che si costituirà parte civile:

"Mi muoverò affinché le pene per il maltrattamento degli animali siano inasprite e come Ministero ci costituiremo parte civile nel processo contro il padrone di Mia".

Per la Lav, si dovrebbe velocizzare il più possibile la formalizzazione del disegno di legge per riconoscere gli animali come esseri senzienti e aumentare fino a 6 anni di reclusione la pena per il il maltrattamento e per l’uccisione di animali.

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Francesca Mancuso

Spaghetti di zucchine con pesto rosso

Published in: Ricette

Senza cottura e con solo ingredienti di stagione, questa ricetta crudista può essere anche un modo alternativo per servire le verdure ai bambini. L'effetto a spaghetto si ottiene con un apposito attrezzino che effettua un taglio a spirale, spiral cutter, ma, in alternativa, potrete affettare le zucchine molto finemente con un coltello a lama liscia.

Per evitare che le zucchine si ossidino è consigliabile preparare prima il pesto di pomodori; ci raccomandiamo come sempre di lavare accuratamente gli ortaggi prima di trattarli e di sceglierli possibilmente nostrani e a Km zero.

Ingredienti
  • 4 zucchine
  • 400 gr di pomodori
  • 2 spicchi d'aglio
  • 2 foglie di basilico
  • olio evo q.b.
  • sale q.b.
  • origano essiccato q.b.
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  • Tempo Preparazione:
    20 minuti circa
  • Tempo Cottura:
    -
  • Tempo Riposo:
    -
  • Dosi:
    per 4 persone
  • Difficoltà:
    bassa
Come preparare gli spaghetti di zucchine: procedimento
  • Lavare accuratamente le zucchine, i pomodori e il basilico e sbucciare l'aglio,
  • tagliare i pomodori a pezzetti e metterli in un robot da cucina insieme all'aglio, all'olio, al basilico, al sale e all'origano, e tritare tutto finemente,
  • spuntare ora le zucchine e tagliarle con l'affettaverdure raccogliendo gli spaghetti in una ciotola,
  • impiattare, condire con il pesto di pomodori e
  • servire subito.

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Ilaria Zizza

Ustica: 10 cose da non perdere e le spiagge più belle

Published in: Sicilia

Secondo alcuni, Ustica sarebbe l’isola della maga Circe, famoso personaggio dell’Odissea che tramutava in maiali, i visitatori che osavano avvicinarsi. Oggi è un posto magico con un ambiente marino eccezionale che ospita più del 50% di tutte le specie mediterranee, con una ricchezza impressionante di flora e fauna.

Ecco 10 cose da non perdere e le spiagge più belle di Ustica

{index} Centro abitato di Ustica

Il centro abitato di Ustica si trova sulla parte nord-orientale dell’isola e si affaccia su una baia molto suggestiva ovvero Cala Santa Maria, chiusa a nord da un promontorio a ventaglio. Il porto cittadino è l’approdo dei traghetti che provengono da Palermo. Il centro abitato sorge subito dietro, disposto ad anfiteatro nelle alture dell’isola.

  Riserva naturale Isola di Ustica

L’Area Marina Protetta di Ustica è stata istituita nel novembre del 1986 e si estende per oltre 15mila ettari. Qui vivono e si incontrano numerose specie tra cui la Posidonia oceanica, la cernia bruna, tonni, ricciole, dentici, barracuda, occhiate, nonché polpi e aragoste. 

Rocca della Falconiera

La Rocca della Falconiera è un antico sito archeologico di età romana, su cui in epoca borbonica venne realizzata una fortificazione per la difesa dell'Isola. È uno dei punti maggiormente panoramici dell'Isola di Ustica, a 157 metri di altezza, costruito sull'orlo di un antico cratere a picco sul mare, regala suggestioni davvero uniche.

Foto

Guardia dei Turchi

Al centro di Ustica si trova la vetta del vulcano, Guardia dei Turchi, a 244 metri dal livello del mare, da dove si scorge una vista panoramica mozzafiato, un posto molto amato dai camminatori. Di contorno distese di fichi d’india, di viti e legumi.

Grotta azzurra e non solo

La grotta dell’Acqua, meglio conosciuta come grotta azzurra, ha un enorme ingresso, all’interno del quale la luce del sole riflette l’azzurro del mare colorando tutto l’ambiente interno. In questa grotta cattura l’attenzione una figura simile ad una piramide formata da stalagmiti secolari mentre da una parte è collegata alla Grotta di San Francesco Vecchio. Ci sono poi la Grotta della Pastizza, la Grotta della Segreta, la più grande dell’isola. Sul versante ovest lo Scoglio del Medico.

Murales a Ustica

Passeggiando per le vie di Ustica potete ammirare i numerosi murales: trompe-l’oeil, ritratti, nature morte e soggetti disegnati nelle pareti delle case. Alcuni sono stati realizzati dagli studenti della Scuola di Belle Arti di Palermo, ma resistono ancora alcuni dipinti storici come quelli di Salvatore Fiume.

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Piazza Umberto I e casa di Gramsci

Il cuore di Ustica è sicuramente piazza Umberto I, dove si affaccia la Chiesa di San Ferdinando, del Settecento. Qui si trova anche la casa dove abitò Antonio Gramsci durante l’esilio e una targa commemorativa lo ricorda.

 

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Torre Santa Maria e Torre dello Spalmatore

La Torre di Santa Maria è una torre di difesa costiera che faceva parte del sistema di Torri costiere della Sicilia e si trova sulla collinetta poco al di sopra del porto di Cala Santa Maria. Fu costruita a partire dal 1759 su ordine del re Carlo III di Borbone su disegno di Andrea Pigonati, che costruì anche la Torre dello Spalmatore presso l’omonima cala.

Punta Cavazzi

Il faro più conosciuto e più fotografato di Ustica è quello di Punta Cavazzi, situato nell’estremità sud-occidentale dell’isola, affacciato su un tratto di costa molto frastagliata. Poco più a nord del faro si trova Punta Spalmatore, dove sorge una torre di avvistamento.

Villaggio preistorico

Il villaggio preistorico del Faraglione di Ustica è uno dei più estesi del Mediterraneo. Il sito archeologico prende il nome dal luogo dove sorge,una falesia a picco sul mare con due faraglioni di fronte. I ritrovamenti hanno evidenziato una struttura proto urbana e la presenza di un’imponente cinta muraria a difesa dell’abitato.

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Ustica: le spiagge più belle

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Ustica ne ha per tutti i gusti: calette rocciose, piattaforme, lidi attrezzati e via dicendo.

Ci sono, dunque, tanti modi di vivere l'isola a seconda delle proprie esigenze, ovvero se siete con la famiglia o lupi solitari, se amate l'avventura o il relax. Da Visitaustica.it troviamo ecco qualche consiglio.

Siete a mare con la famiglia?

Al Faro

Ai piedi del Faro di Punta Cavazzi in contrada Spalmatore una grande piattaforma in cemento agevola l'accesso in un mare cristallino, poco profondo nei primi 30 metri, incastonato in uno scenario suggestivo. Area attrezzata con sdraio e ombrelloni in noleggio; luogo di ristoro nelle immediate vicinanze.

Cala S. Maria

Il mare pulito e cristallino di Ustica permette di poter fare il bagno anche nella zona degli approdi, dove, ai piedi dell'Acquario, l'ampia Cala offre una spiaggia molto adatta ai bambini.

Cala Sidoti e Caletta dello Spalmatore

Le due cale di ciottoli e sabbia nera, situate all'interno della zona integrale dell'Area Marina Protetta, sul versante nord occidentale dell'isola, sono un unicum nel mondo: adattissime per bambini consentono di nuotare in armonia con i pesci e con la natura, l'ideale per spettacolari esperienze di snorkeling.

Siete al mare in coppia?

Scoglitti

Allo Spalmatore vicino alla Piscina naturale e alla fine del Sentiero di Mezzogiorno, una zona di costa dove potersi rilassare in piena tranquillità e abbastanza appartata.

Piscina Naturale

Immediatamente sotto al faro di Punta Cavazzi in zona Spalmatore, si trova uno specchio d'acqua trasparente racchiuso da una scogliera e comunicante con il mare tramite un cunicolo sottomarino. Facili sono da vedere i cefali e grosse salpe che pascolano tra i massi. La si raggiunge tramite un sentiero tra la scogliera un po' impegnativo.

Cala S. Paolo

Nella parte sud dell'isola troviamo una delle poche calette raggiungibili anche da terra percorrendo il Sentiero del Mezzogiorno, a pochi metri dalla Grotta delle Barche raggiungibile a nuoto.

Cala di Patricuono

Tra la Punta dello Spalmatore e il Faro di Punta Cavazzi in zona Spalmatore, si trova la Cala del Patricuono con grossi massi, una piccola spiaggetta di sabbia nera attrezzata a pagamento, e una piccola piattaforma.

Corruggio

Nella parte nord dell'isola vicino al villaggio preistorico e ai Faraglioni in zona Tramontana, delle piccole insenature facilmente raggiungibili.

Amate lo sport e il divertimento?

Molo Alto

In zona Spalmatore proprio sotto alla Torre Borbonica, un piccolo molo alto circa 2 mt. dove distendersi al sole e da cui è possibile effettuare tuffi spettacolari.

Anfiteatro

Accanto al faro di Punta Cavazzi in zona Spalmatore, troviamo una piccola caletta a forma di anfiteatro molto suggestiva e appartata, con un mare cristallino indicato per lo snorkeling.

Scogli Piatti

Al limite ovest della Riserva Marina in zona Spalmatore subito dopo Cala Sidoti troviamo una parte di costa con scogli piatti ideali per distendersi al sole, in uno scenario suggestivo proprio di fronte allo Scoglio del Medico. Ideale per lo snorkeling.

Punta Spalmatore

Sul limite est della Riserva Marina in zona Spalmatore, si trova l'omonima costa rocciosa detta Punta dello Spalmatore, raggiungibile abbastanza facilmente dal molo alto.

Ustica: come arrivare

Ustica è raggiungibile con il traghetto o l’aliscafo da Palermo e da Napoli. La durata del viaggio può variare dalle due alle quattro ore. Sull'isola, invece, se non volete sposarvi a piedi è consigliabile affittare bici e scooter, ma c'è anche un servizio pulmini ad hoc.

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Dominella Trunfio

Le incredibili immagini dell'enorme iceberg che minaccia il villaggio della Groenlandia (VIDEO)

Published in: Ambiente

Non è un film di fantascienza. Benvenuti nella Groenlandia che sperimenta gli effetti dello scioglimento dei ghiacci polari. Un'esperienza di cui gli abitanti di Innaarsuit avrebbero volentieri fatto a meno. Circa 170 persone sono state costrette a lasciare le loro case, nel timore che la furia dell'acqua potesse sommergerle.

Il mostro di ghiaccio, il cui peso è di circa 11 milioni di tonnellate, incombe minaccioso a poche decine di metri dalla costa di questo piccolo villaggio di pescatori.

"Temiamo che l'iceberg possa rompresi e provocare uno tsunami", ha detto la portavoce della polizia della Groenlandia Lina Davidsen.

L'iceberg domina il villaggio di 169 persone sulla costa occidentale del paese. Un video pubblicato su Twitter mostra un pezzo di ghiaccio che si stacca dal massiccio blocco e si tuffa nel mare, generando grandi onde che si spingono fino alla riva.

"È un po' come se, vivendo in un sobborgo, ti sei svegliato una mattina, hai guardato fuori, e c'era un grattacielo vicino a casa tua",  ha detto all'NPR l'oceanografo della New York University, David Holland.

An 11 million-ton iceberg, the size of a hill, is threatening the tiny village of Innaarsuit on the western coast of Greenland. As the iceberg starts to break up, the village is worried that it will trigger a tsunami. pic.twitter.com/gIbjWBqe26

— Global Times (@globaltimesnews) 16 luglio 2018

La gente del posto è abituata ai grandi iceberg, ma "questo è il più grande che abbiamo visto", ha detto il consigliere locale Susanne Eliassen al quotidiano Sermitsiaq. "E ci sono crepe e buchi che ci fanno temere che possa rompersi in qualsiasi momento."

Secondo l'Istituto meteorologico danese, i dati satellitari hanno fornito le misure di questo iceberg, largo circa 200 metri, alto 100 e con un peso di 11 milioni di tonnellate.

Crazy massive iceberg on drift leaving behind a tsunami in harbor #Innaarsuit more here! https://t.co/8yj0oSch9P pic.twitter.com/TXsY3E6nob

— Sven Groeneveld (@sventennis) 13 luglio 2018

L'iceberg è così grande da essere stato avvistato anche dallo spazio, rilevato dal satellite europeo Sentinel-2A.

Oggi si riunirà il comitato di emergenza della Groenlandia per decidere cosa fare e come proteggere gli abitanti di Innaarsuit.

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Scioglimento dei ghiacci e cambiamenti climatici

Quella di quest'anno è stata una stagione di scioglimenti significativa in Groenlandia, l'ennesima di una lunga serie, che sembra peggiorare di anno in anno.

William Colgan, ricercatore dell Geological Survey di Danimarca e Groenlandia, ha spiegato che il rischio di tsunami aumenterà con il progressivo aumento degli iceberg a causa del clima sempre più caldo.

"La produzione di iceberg in Groenlandia è aumentata negli ultimi 100 anni dal momento che il cambiamento climatico è diventato più forte", ha affermato.

A testimoniarlo anche un recente video, girato a giugno, in cui un gruppo di ricerca della New York University ha filmato unenorme ghiacciaio, lungo un terzo di Manhattan, mentre si spezzava.

L''iceberg ha lasciato il ghiacciaio nella Groenlandia orientale in pochi istanti, a dimostrazione dei terribili effetti dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale sulla Terra.

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Francesca Mancuso

Foto cover: KARL PETERSEN/AFP

Michael D. Higgins, il presidente che tutti vorremmo avere (e perché è così amato dagli irlandesi)

Published in: Buone pratiche & Case-History

Il presidente irlandese è una figura che ha poteri limitati, è sicuramente il guardiano della costituzione e rappresentante dello stato negli affari mondiali, ma il suo ruolo è soprattutto cerimoniale.

Michael D. Higgins è molto apprezzato perché nell’aspetto fisico sembra un nonnino gentile, sempre sorridente e affabile. Per questo irlandesi e non, spesso condividono le sue foto sui social. E lui pur essendo un presidente si comporta come un comune cittadino, passeggia con i suoi cani, fa la fila al bancomat, partecipa addirittura al funerale di un uomo della guardia costiera e ne abbraccia il figlio.

Politico ma anche poeta, Higgins è presidente dal 2011, ha quattro figli e a la moglie è un'attrice. Il suo animo gentile forse è il risultato di una carriera di successo come sceneggiatore, oltre che come scrittore di non-fiction. Ha scritto su diverse riviste politiche e filosofiche soprattutto riguardo temi ideologici, di sociologia della letteratura, del clientelismo in politica, del regionalismo e dei media. 

Ma è soprattutto un amante della natura e degli animali, i suoi amici a quattro zampe sono dei compagni fedeli che non lascia mai a casa da soli. 

Guardate queste immagini, qualcuno dice che non c’è un solo motivo per non amare Higgins:

Con i suoi cani durante i momenti ufficiali:     L'abbraccio con un bambino a cui è appena morto il padre: Così amato da essere un simpatico souvenir: Nel frattempo anche l'Irlanda diventa più green

L’Irlanda diventa sempre più verde e si candida ad essere il primo paese al mondo a rinunciare completamente agli investimenti in combustibili fossili. Il 12 luglio, infatti, il parlamento ha approvato un disegno di legge che chiede al paese di svendere tutti i suoi investimenti nelle compagnie del carbone, del gas, del petrolio appena possibile, ciò potrebbe significare entro i prossimi cinque anni. 

"Il movimento sta evidenziando la necessità di smettere di investire nell'espansione di un'industria globale che non va incentivata se si vogliono evitare cambiamenti climatici catastrofici. L'Irlanda sta mandando un chiaro messaggio: bisogna agire al di là dei profitti economici”, ha dichiarato Thomas Pringle, promotore del disegno di legge.

 

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Dominella Trunfio

Ecco come la curcuma può migliorare la nostra vita

Published in: Alimentazione & Salute

La pianta è conosciuta da sempre per la sua azione depurativa, coleretica (stimola la produzione di bile da parte del fegato) e colagoga (favorisce lo svuotamento della colecisti, aumentando l'afflusso di bile nel duodeno). Inoltre, è un epatoprotettore, antiossidante e fluidificante del sangue.

Recenti studi hanno dimostrato che la curcuma ha anche proprietà antitumorali: è capace, infatti, di bloccare l'azione di un enzima ritenuto responsabile dello sviluppo di diversi tipi di cancro, soprattutto nella zona della testa, del collo e del cavo orale (nell'ultimo caso soprattutto quelli causati dal papillomavirus umano).

Non solo: la curcuma compie anche un'azione antinfiammatoria e analgesica, per questo motivo è impiegata efficacemente nel trattamento di infiammazioni, dolori articolari, artrite e artrosi. Riconosciuta anche come potente antiossidante, la pianta è in grado di contrastare l'azione dei radicali liberi, responsabili dei processi di invecchiamento e del danneggiamento delle membrane delle cellule che compongono il nostro organismo. La curcuma, infine, svolge anche un'azione cicatrizzante.

I benefici della curcuma

Questa spezia, il cui principio attivo più importante è senza dubbio la curcumina, rappresenta un ottimo rimedio per il buon funzionamento della cellula epatica: aiuta l’eliminazione delle tossine in eccesso. Grazie alla curcumina, inoltre, essa diventa preziosa alleata anche del cuore e del sistema cardiovascolare. Contrasta le malattie cardiache, rafforza il rivestimento dei vasi sanguigni e svolge un’azione antinfiammatoria.

Agisce nel sangue anche sui livelli di colesterolo. Non solo: allevia i dolori e gli spasmi di stomaco regolarizzando le funzioni gastriche, ha un alto potere digestivo e stimola l’azione della cistifellea nella produzione degli acidi biliari prevenendo la formazione di gonfiore e flatulenza. La curcuma, poi, è uno stimolo costante per il cervello, rallenta l’invecchiamento delle cellule cerebrali e previene infiammazioni a carico del sistema nervoso centrale. Infine, miscelata al miele e al limone, è un ottimo rimedio per le infiammazioni del cavo orale, raffreddore e mal di gola.

L’importanza della curcuma nella dieta

In un programma di dimagrimento, è importante riuscire ad inserire nella propria alimentazione quotidiana la curcuma, in quanto riesce ad agire direttamente sulle cellule adipose. Essa, infatti, stimola gli adipociti a secernere e rilasciare l’adiponectina, molecola in grado di stimolare l’organismo a liberare e utilizzare i grassi accumulati sotto forma di riserva, e aiuta il fegato a metabolizzare al meglio i grassi introdotti durante i pasti, in particolare quelli derivanti dai carboidrati complessi e dagli zuccheri raffinati, di più difficile digestione.

Ma non solo: tra le proprietà della curcuma, ci sono quelle dimagranti in quanto la curcumina agisce anche ad un livello più profondo, svolgendo un importante ruolo nel contrastare l’infiammazione cronica di basso livello (o basso grado), punto di partenza cruciale per lo sviluppo di differenti patologie come il diabete di tipo 2, le alterazioni aterosclerotiche, l’insulino-resistenza, la depressione e anche il cancro.

La curcuma aiuta a depurare l’organismo agendo sui vari organi emuntori, fegato per primo; contrasta lo stress ossidativo proveniente dai cibi dannosi che rilasciano più radicali liberi, proteggendo la mucosa intestinale e gastrica. La curcuma aiuta a dimagrire anche perché fa sentire meno la sensazione di fame: stimola, infatti, la corretta funzionalità di un ormone, la leptina, molecola prodotta dal tessuto adiposo che va a regolare il senso di sazietà.

Nelle persone obese vi è una resistenza alla leptina, per cui il segnale di sazietà non riesce ad arrivare efficacemente al cervello: da qui nasce un desiderio di mangiare e un senso di fame sempre maggiori. Anche il ristagno di liquidi può essere evitato grazie all’azione di questa potente spezia, viste le sue capacità di agire tanto sul sistema circolatorio quanto su quello linfatico, maggiormente responsabile della formazione dei cuscinetti adiposi e della fastidiosissima pelle a buccia d’arancia. Non è tutto qui: la curcuma, infatti, contribuisce anche a tenere sotto controllo i livelli di glicemia e a migliorare il metabolismo degli zuccheri introdotti attraverso la dieta.

Gli integratori di curcuma

Se le virtù della curcuma si devono in particolare alla presenza della curcumina, questa rischia, a volte, di non essere ben assorbita dall'organismo. Al fine di migliorare l'assimilazione della curcumina, esiste un integratore alimentare alla curcuma, “Super Curcuma”, che è stato appositamente formulato per consentire una biodisponibilità 29 volte superiore rispetto a un prodotto tradizionale. L’integratore consente, in questo modo, di capitalizzare i benefici della curcuma

L’integratore “Natural Curcuma”, invece, si occupa di stimolare il sistema immunitario, proteggere le cellule dai radicali liberi, inibire la proliferazione delle cellule prostatiche cancerose, la ciclossigenasi (COX) e la lipossigenasi (LOX), due enzimi infiammatori strumentali nello sviluppo di certi cancri, particolarmente quello del colon. Si occupa, inoltre, di arrestare in vitro la moltiplicazione delle cellule cancerose allo stadio 2 del loro sviluppo, contribuire a inibire lo sviluppo di vasi sanguigni che nutrono un tumore e proteggere dai virus, ridurre il colesterolo stimolando la secrezione.

Trovata tartaruga aliena nel Lago di Garda: ha il guscio molle e la proboscide

Published in: Animali

Sulle sponde del Lago, un gruppo di turisti stava osservando i piccoli di germano quando all'improvviso è spuntata qualcosa sul pelo dell'acqua e i due pulcini sono stati trascinati giù.

Subito sono scattati i controlli visto che si trattava di un fatto anomalo. È stato scoperto così che nel lago era presente una femmina di Pelodiscus sinensis, la tartaruga guscio molle che solitamente vive in Giappone, Cina, Vietnam e Taiwan.

Una creatura dall'aspetto non comune, caratterizzata da una sorta di proboscide e da un guscio morbido, molto diverso rispetto alle tartarughe a cui siamo abituati.

L'animale è stato portato via dalla LIPU e tramite i Carabinieri Forestali del Nucleo CITES, affidata alla Parco Natura Viva di Bussolengo. Dopo una serie di controlli medico-veterinari per accertare lo stato di salute della tartaruga guscio molle, è stato deciso che essa rimarrà in quarantena ancora per alcune settimane in attesa degli esiti delle analisi. Poi, sarà destinata a un reparto adeguato.

Ma cosa ci fa una specie che vive solo in Oriente nel Lago di Garda?

La causa è facilmente intuibile e a confermarlo è Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva:

“Quella tartaruga è finita nel Lago di Garda perché qualcuno l’ha acquistata e poi l’ha abbandonata illegalmente senza curarsi del fatto che inserire una specie estranea nel nostro ecosistema, significa alterarlo con conseguenze molto pericolose. Non solo un pericolo per i germani che in questo periodo stazionano sul Lago, ma anche per tutta la fauna acquatica di questo territorio, che già si trova in un equilibrio fragile toccato da una forte presenza dell’uomo”.

Questa tartaruga vive in acque basse con fondo sabbioso, in cui si nasconde tenendo fuori solo la piccola proboscide e dal quale emerge per cacciare alborelle, carassi, piccole carpe, piccole trote, pesci gatto e invertebrati. Si tratta di una specie anche molto adattabile, prolifica e vorace che in Veneto, di certo non trova predatori naturali.

Come se non bastasse, essa è inserita anche nella Lista Rossa IUCN come “vulnerabile”.

La sua presenza nel Lago di Garda quindi costituisce un doppio danno per la biodiversità, causato dall’uomo: da una parte essa è stata sottratta alla possibilità di incrementare la vitalità della propria specie nel suo ambiente naturale, dall'altra minaccia un altro ecosistema.

“Non acquistate animali esotici. Ma se lo fate, sappiate che abbandonarli equivale ad uno dei peggiori crimini che possono essere commessi a danno della natura”, conclude Avesani Zaborra.

Sembra superfluo ricordarlo, ma a quanto pare invece serve...

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Francesca Mancuso

Libri in dono alla Biblioteca Apollinaire di Roma: salviamoli dal macero!

Published in: Libri

Dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 14, la Biblioteca Guillaume Apollinaire che si trova in Piazza di Campitelli 3 Roma (telefono 06.57334401/02) espone dei libri scartati o doppi in gran parte in lingua francese, destinazione macero, che possono essere liberamente presi in dono. In gran parte, si tratta di testi universitari di francesistica.

La cultura non si getta via, i libri sono un bene prezioso senza considerare che la loro realizzazione ha purtroppo comportato il taglio di decine di alberi. Per cui partecipare a questo tipo di iniziative significa anche dare schiaffo allo spreco e una mano all'ambiente. Ognuno potrà prendere dei libri, non più di 5 a persona come spiega su Facebook proprio l’istituto bibliotecario:

Dalla Biblioteca ci tengono poi a precisare:

"Non sono i libri della biblioteca ad andare al macero, ma i libri che la biblioteca ha scartato. L'esposizione riguarda quindi solo i libri scartati o doppi. Tutta la biblioteca invece sarà trasferita prossimamente e riaprirà in altra sede".

Anche all’Università degli Studi di Genova è in corso la medesima iniziativa. Negli atri di via Balbi 2, via Balbi 4 e via Balbi 6 sono disponibili centinaia di copie gratis di alcune decine di libri di Filologia e Letteratura Classica altrimenti destinati al macero per mancanza di spazio. Quante più copie verranno ritirate – gratuitamente – da studenti e interessati, tante più saranno salvate dalla distruzione e dallo spreco.

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Dominella Trunfio

I cani possono mangare il cocomero? L'anguria è pericolosa o fa bene anche a loro?

Published in: Cani, Gatti & co.

Vero, con loro condividereste volentieri qualsiasi cosa, anche un pezzetto di rossa anguria, ma il problema è che non siete certi sia un frutto sicuro per il consumo canino.

Per rinfrescare l’estate dei nostri quadrupedi già vi abbiamo fornito 10 fantastiche ricette per preparare per loro in casa gelati e ghiaccioli, ma la tentazione di dare loro qualche pezzo di frutta fresca in giorni così caldi può essere forte.

E allora, l'anguria è buona per Fido?

Solitamente la frutta non è una scelta popolare per un’alimentazione alternativa del nostro cane e il suo grande appetito non può in ogni caso portarci a dargli qualunque cosa, non fosse altro che alcuni alimenti potrebbero finanche avvelenarlo.

Ma l’anguria, così come pochi spicchi di arancia, la mela o la banana, non rientra tra i cibi da non dare mai ai nostri cani. Ricche di licopene, vitamina C, acido pantotenico, rame, vitamina A, potassio, biotina, magnesio, vitamina b6 e vitamina b1, hanno anche proprietà antinfiammatorie e antiossidanti. Ciò significa che i cocomeri possono essere consumati non solo per il loro gusto ma anche per il loro valore nutrizionale e sì: l’anguria il cane la può mangiare, ma con un po’ di accortezze.

I benefici dell’anguria per i cani
  • L’anguria è una buona fonte di beta-carotene, che migliora la vista
  • Contiene magnesio, importante per l’elaborazione cellulare canina
  • È una grande fonte di vitamina C, che rafforza il sistema immunitario
  • Contiene anche una discreta quantità di potassio, che serve per il corretto funzionamento degli enzimi e mantiene anche la salute di muscoli e nervi
  • Contiene moltissima acqua, per cui è un ottimo modo per idratare, ma ricordate che niente batte l’acqua vera e propria per placare la sete anche di Fido
Raccomandazioni ed errori da evitare

Le angurie, insomma, sono buone per i cani, ma ci sono ancora una serie di raccomandazioni.

  • Basteranno uno o due pezzi e non di più: troppa anguria potrebbe portarli a una minzione frequente e a cambiamenti del movimento intestinale. In ogni caso, la porzione dipende dalla taglia: più il cane è piccolo e più dovrà essere piccola
  • Togliete i semi, che potrebbero creare seri problemi al cane che non riesce a digerirli
  • Niente buccia. Se per noi è utile riutilizzarla in cucina in una ricetta alternativa, non lo è altrettanto somministrarla al nostro cucciolo. La scorza dell’anguria può causargli disturbi gastrointestinali e, è molto dura, non è molto buona per la sua salute orale del nostro cane. I risultati probabili per questo sono danni ai denti e carie.

Quanto alle allergie? Pare non ci siano casi documentati di cani che hanno avuto reazioni allergiche dopo aver mangiato l’anguria. Tuttavia, prima di far mangiare per la prima volta il cocomero al nostro amico cominciamo a provare con dei piccoli pezzi poco alla volta.

Solo dopo, via libera a un po’ di anguria anche per i nostri amici pelosi, qui potreste trovare qualche ricetta gustosa per loro a base di cocomero e latte di cocco.

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Germana Carillo

Transfert Travel: come risparmiare prenotando viaggi cancellati dagli altri

Published in: Viaggiare

Si chiama Transfer Travel e, online ormai da un paio di annetti, sta sbarcando anche qui da noi per il semplice fatto che ha preso in seno una legge dell’Unione Europea secondo cui tutti i pacchetti vacanza sono “trasferibili” e possono essere usufruiti da un’altra persona e l’ha modellata consentendo di mettere in vendita viaggi last-minute a prezzi molto bassi.

Perché quei viaggi finiscono su un sito come Transfer Travel? Perché, generalmente, l’utente scopre che la cancellazione del viaggio non è coperta dall’assicurazione o prevede penali molto alte, ma con questo sito avrebbe la possibilità di vendere la vacanza che ha dovuto disdire senza svuotare ulteriormente il portafogli.

Trasferire viaggi”, quindi, consente agli utenti di interrompere qualsiasi parte del loro viaggio quando problemi come una malattia, un’emergenza familiare o impegni di lavoro improvvisi interferiscono col proprio piano vacanze.

Un volo, un villaggio, un albergo, una casa o una crociera: quel che basta è registrarsi sul sito, pubblicare la propria offerta e aspettare l’approvazione di Transfer Travel, che verificherà l’autenticità dell’annuncio.

Certo, ci vuole parecchia flessibilità ed essere disposti a partire anche da un aeroporto lontano da casa. In questo momento, per esempio, se si riesce a partire da Manchester potreste beccare un all inclusive per due persone in Egitto.

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Germana Carillo

Auto elettriche: arriva il noleggio a lungo termine

Published in: Auto

Plug&Go mette a disposizione una serie di modelli, tutti con la formula del noleggio a lungo termine. Sarà possibile acquistare e installare in casa una Wall Box che permetterà di ricaricare direttamente il veicolo. Infine, attivando anche la fornitura di energia elettrica con Edison, chi sceglierà di noleggiare un'auto elettrica otterrà anche il rimborso in bolletta di un valore pari a un anno di ricarica dell’auto. In media si tratta di circa 180€ all'anno (stimato per ricaricare un'auto elettrica con un consumo pari a 900 kWh e un prezzo complessivo dell'energia pari a 0,2 €/kWh).

Via anche i costi di manutenzione, assicurazione e bollo, oltre a quelli legati al combustibile. Se il rifornimento di un’auto tradizionale costa in media 1.000 euro all’anno, quello di un’elettrica può arrivare intorno a 200 euro.

Come noleggiare un'auto elettrica con Plug&Go

Edison Plug&Go offre 3 formule di noleggio a lungo termine:

"Muoversi in città", pensata per i piccoli spostamenti cittadini con auto di piccole dimensioni. In questo caso, le auto a disposizione sono la Renault Zoe R110 Intens, la Citroen C0 e la Smart fortwo coupè Electric Drive (offerta limitata), a partire da 340€ al mese.

"Muoversi in libertà", dedicata alle famiglie che hanno bisogno di un'auto più comoda. In questo caso, le opzioni vanno dalla Nissan Leaf Acenta alla Volkswagen e-golf a partire da 490€ al mese.

Infine, si può scegliere anche l'opzione "Muoversi con stile", per chi vuole un'auto dalle alte prestazioni. Si può noleggiare a partire da 595€ al mese una Bmw i3 94Ah.

Per affittare un'auto, basta compilare l'apposito form, inviando la propria richiesta, senza impegno, valutando poi l'opzione più adatta alle proprie esigenze.

Vantaggi per l'ambiente

In generale, per ogni auto elettrica che entra in circolazione invece di una alimentata da altri combustibili, si può avere una riduzione della produzione di anidride carbonica fino a 2 tonnellate all’anno.

“Edison si sta impegnando concretamente per aiutare le famiglie italiane ad adottare l’auto elettrica. Riteniamo che la diffusione dei veicoli elettrici sia a un punto di svolta e la prevista uscita di molti nuovi modelli nei prossimi due anni darà un impulso decisivo alla crescita del mercato – ha detto Alessandro Zunino, amministratore delegato di Edison Energia. - L’obiettivo di Edison è di rimuovere i principali ostacoli all’adozione dell’auto elettrica, ossia l’investimento iniziale e la difficoltà di ricarica. Con il noleggio dell’auto, l’installazione a casa della Wall Box, e l’energia gratuita per il primo anno di ricarica dell’auto offriamo un servizio completo che supera questi ostacoli ed aiuta a muoversi in maniera più sostenibile e più economica senza modificare le proprie abitudini”.

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Francesca Mancuso

#Usalazuccheriera, la campagna per dire stop allo spreco delle bustine di zucchero

Published in: Riciclo e Riuso

Per questo, con lo scopo di sensibilizzare gli esercenti e i consumatori contro lo spreco di zucchero dovuto all’uso delle bustine, è nata la campagna #usalazuccherieraappena. A lanciarla è la Fipe-Federazione Italiana Pubblici Esercizi, da sempre impegnata per la diffusione di una cultura del rispetto del cibo che passi anche per la promozione di azioni concrete.

Busitine di zucchero, che spreco!

 

Secondo i dati dell'Ufficio Studi della Federazione l’uso dello zucchero in bustina genera 14milioni di chilogrammi di rifiuti aggiuntivi e 64 milioni di euro di maggiori costia carico di consumatori e pubblici esercizi.

La Campagna nasce da un’indagine condotta dalla Federazione, che ha comparato i consumi di zucchero in bustina con quelli in zuccheriera, che consente di dosare perfettamente la quantità di zucchero di cui si ha bisogno.

Un confronto che non lascia molti dubbi: 46,3 milioni di kgcontro 32,4 milioni di kg, pari ad un costo di 92,6 milioni di euro delle bustine contro i 29,2 milioni di euro delle zuccheriere. Volgendo lo sguardo alla sostenibilità economica e ambientale è chiaro che la zuccheriera risulta l’opzione preferibile, dato che l'uso di zucchero in bustina nei pubblici esercizi determina uno spreco di prodotto pari al +42,9%, a cui va aggiunto lo spreco di carta delle mono-confezioni, e una maggiorazione di costi del 63,5%.

La disparità tra prodotto consumato, o meglio sprecato, e costi si deve soprattutto al fatto che i clienti al bar spesso non usano tutto lo zucchero contenuto nelle bustine.

Il lato amaro della bustina di zucchero

Non bastassero i dati, un esperimento basato sulla teoria della “spinta gentile” di Richard Thaler, premio Nobel per l’economia 2017, ha dimostrato che l’unità di misura per l’utilizzo dello zucchero in bustina non è la quantità di prodotto ma la bustina stessa. Questo si traduce molto spesso nell’utilizzo parziale dello zucchero contenuto in una bustina mentre l’eccedenza diventa rifiuto. Ma non mancano i casi in cui la bustina porta a consumare più zucchero del necessario.

"Così come fatto con l’attività relativa alla doggy bag, anche con questa Campagna la Federazione ribadisce la propria volontà di sensibilizzare esercenti e consumatori contro lo spreco alimentare e con un occhio di riguardo anche alla salute dei consumatori – ha dichiarato Maurizio Tasca, consigliere nazionale Fipe-. Del resto, a distanza di oltre quattordici anni siamo ancora in attesa delle evidenze di carattere igienico-sanitario che portarono a mettere fuorilegge le tradizionali zuccheriere in favore dell’uso dello zucchero in bustina. Questo è solo uno dei tanti paradossi che colpisce il mondo dei pubblici esercizi in Italia”.

Cosa possiamo fare? #Usalazuccheriera

E quindi? Largo ai dosatori con beccuccio nei pubblici esercizi (come previsto dalla legge), chiedetele al vostro bar prefeito! E in casa dotatevi subito di una zuccheriera con coperchio in casa! 

E se volete fare un passo ancora in più, liberatevi del tutto dello zucchero!

Roberta Ragni

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Una piccola collisione al Polo Sud ha appena cambiato il modo in cui osserviamo l'universo

Published in: Universo

Un minuscolo, infinitesimale neutrino, ha sconvolto astronomi e astrofisici di tutto il mondo, facendo rivolgere la loro attenzione verso un angolo remoto dell'universo alla scoperta di un mistero. Lì, 4,5 miliardi di anni fa un enorme buco nero iniziò a emettere raggi cosmici e particelle subatomiche. E il neutrino ci ha letteralmente indicato la strada per scoprire dove abitava prima di venire scaraventato via.

Neutrini, particelle fantasma

Da quando sono stati rilevati per la prima volta più di 100 anni fa, i raggi cosmici - particelle altamente energetiche che piovono continuamente sulla Terra dallo spazio - hanno posto un mistero duraturo: cosa crea e spinge le particelle su vaste distanze? Da dove provengono?

I loro percorsi non possono essere rintracciati direttamente alle loro fonti a causa dei potenti campi magnetici presenti nello spazio interstellare e intergalattico, che deformano le loro traiettorie. I neutrini, tuttavia, sono particelle non caricate, non influenzate nemmeno dal campo magnetico più potente. Poiché interagiscono con la materia solo a distanze subatomiche molto ridotte e non hanno quasi massa - da qui il loro soprannome di "particella fantasma" - essi viaggiano in linea retta da dove hanno origine, passando attraverso pianeti, stelle e intere galassie, dando agli scienziati un puntatore quasi diretto alla loro fonte.

Un rilevatore incorporato in un enorme blocco di ghiaccio al Polo Sud, l'IceCube Neutrino Observatory in Antartide, a settembre ha rilevato un neutrino che viaggiava quasi alla velocità della luce e attraversava praticamente ogni cosa sul suo percorso, come un fantasma. L'osservatorio ha immediatamente attivato un allarme per gli altri telescopi, tutti insieme uniti nello sforzo di determinarne per la prima volta la fonte, l'origine.

Il Telescopio spaziale a raggi gamma Fermi della NASA e il telescopio MAGIC alle Isole Canarie hanno identificato la stessa fonte della particella ribelle ad alta potenza: un bagliore di raggi cosmici che vagava nello spazio da un lontano buco nero supermassiccio, noto anche come blazar. Più precisamente si trattava di una galassia attiva che ospitava al centro un buco nero supermassiccio.

Questo particolare blazar ha un nome difficile da ricordare, si chiama TXS 0506 + 056 e si trova a circa 4 miliardi di anni luce dalla Terra, in una galassia non visibile ad occhio nudo ma nella direzione della costellazione di Orione.

L'incredibile origine del neutrino

La novità sta nel fatto che per la prima volta un neutrino è stato ricondotto alla sua fonte. Sembrerebbe cosa da poco ma ciò crea un nuovo rompicapo per gli astronomi, perché rappresenta un nuovo mododi osservare e misurare l'universo.

Fino a qualche decennio fa, osservavamo e misuravamo il cosmo usando solo la luce in tutte le sue forme, dalle onde radio allo spettro visibile fino ai raggi X e ai raggi gamma. Nel 2015, gli scienziati sono riusciti a trovare la fonte delle onde gravitazionali, increspature nello spazio-tempo predette da Albert Einstein. Questo ci ha permesso non solo di vedere oggetti distanti attraverso lo spazio, ma anche di "sentire" le vibrazioni inviate nella nostra direzione da massicci eventi cosmici. Per gli scienziati si tratta della cosiddetta "astronomia multi-messaggera".

La strada indicata dal neutrino cambierà ulteriormente il modo con cui gli scienziati osserveranno l'universo. Adesso a guidarli, col suo dito luminoso saranno anche i neutrini, che li riporteranno indietro nello spazio ma anche nel tempo, mostrandoci la loro casa, negli angoli più remoti del cosmo.

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Francesca Mancuso

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