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Blitz di Greenpace nell'Adriatico 2 anni dopo il referendum: trivelle e airgun minacciano ancora il mare

Published in: Ambiente

Stop trivelle – ieri, oggi, sempre” è il testo presente sui due striscioni. Un modo per ribadire che i mari italiani sono ancora sotto la minaccia di nuove attività di ricerca di idrocarburi. A due anni dal referendum infatti la situazione non è affatto migliorata, anzi.

Di recente, il Consiglio di Stato ha bocciato i ricorsi presentati dalle Regioni Abruzzo e Puglia contro il ministero dell'Ambiente e la società Spectrum Geo Lfd Dall'Emilia Romagna alla Puglia, non si salva nessuno. È stata legittimata la Valutazione d’Impatto Ambientale con cui il Ministero aveva approvato la concessione di due enormi aree per la prospezione di idrocarburi.

Di fatto, è stato dato un ulteriore via libera alle attività di prospezione e ricerca di gas al largo della costa adriatica. E la colpa è anche nostra visto che due anni fa al referendum avremmo potuto fermare tutto ciò. Da Rimini fin quasi all’estremità meridionale della Puglia, potrebbero presto essere avviate attività con l’airgun. Quest'ultima è una pratica potenzialmente pericolosa per la fauna marina. Si tratta di esplosioni di aria compressa in fondo al mare.

 

I provvedimenti di VIA ottenuti dalla Spectrum Geo sono solo 2 dei 9 emanati in questi anni dal Ministero dell’Ambiente. Tutto l'Adriatico è opzionato per nuove attività di ricerca di fonti fossili.

“Oggi Greenpeace vuole ringraziare quei 16 milioni di italiani che due anni fa decisero di non voltarsi dall’altra parte di fronte alle sorti dei nostri mari; e dir loro che siamo ancora qui, perché purtroppo nulla è cambiato. La politica energetica portata avanti dal governo Gentiloni negli ultimi due anni, sebbene meno aggressiva di quella di Renzi, ha infatti continuato a intendere i nostri mari soprattutto come dei giacimenti”, ha detto Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace. "Ma sia chiaro, la protesta di oggi non è una commemorazione, ma un deciso monito al governo che verrà, di qualunque segno esso sia: una larghissima parte dei cittadini italiani è contraria alle trivelle. E l’Italia dovrà cambiare presto strategia, tornando a investire sulle rinnovabili e smantellando presto le oltre cento piattaforme disseminate lungo i nostri mari, nella maggior parte dei casi improduttive ed esonerate persino da royalties e oneri fiscali”.

 

La caccia all'ultima goccia di petrolio è ancora aperta, purtroppo.

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Francesca Mancuso

Scatta l'obbligo Ue di indicare l'origine degli ingredienti principali nelle etichette, ma non basta

Published in: Sai cosa compri?

I Paesi membri della Ue, inclusa l’Italia (Germania e Lussemburgo si sono astenuti) hanno approvato il regolamento esecutivo UE 1169/11  che si applicherà da aprile 2020 e che specificano ciò che i produttori devono indicare in etichetta. In pratica, troveremo le informazioni sull’origine quando il luogo di provenienza dell’alimento è indicato – o anche semplicemente evocato – e non è lo stesso di quello del suo ingrediente primario. 

Per dirla in parole semplici: nella pasta lavorata in Italia si dovrà indicare l’origine del grano, se questo proviene da altro Paese o su un prodotto caseario si dovrà specificare se la materia prima proviene dalla Francia o dalla Germania, tanto per fare un esempio.

Il problema, sollevato dalla Coldiretti, è che tutte queste norme non si applicheranno ai prodotti Dop, Igp e Stg, né a quelli a marchio registrato che a parole o con segnali grafici, indicano già di per sé la provenienza del prodotto. Il rischio è che così facendo, le aziende che spacciano il falso cibo italiano, continueranno a commercializzare indisturbate perché magari hanno un marchio registrato che richiama all’Italia, anche se poi italiano non è. Il regolamento Ue lascia poi molta flessibilità sulla portata geografica del riferimento all’origine (da Ue/non Ue, fino all’indicazione del Paese o della regione).

Per questo, la Coldiretti parla di un’occasione mancata per combattere il fake a tavola ‘con una etichetta trasparente che indichi obbligatoriamente l’origine degli ingredienti impiegati in tutti gli alimenti come chiede la stragrande maggioranza dei cittadini europei e l’82% degli italiani, secondo la consultazione on line del Ministero delle Politiche Agricole’.

“Pronunciandosi a favore dell’etichettatura di origine rimessa, di fatto, all’arbitraria decisione degli operatori alimentari, ancora una volta la Commissione ha scelto un compromesso al ribasso che favorisce gli inganni e impedisce scelte di acquisto consapevoli per i consumatori europei. In sostanza, la scelta volontaria di etichettatura lascia spazio a margini di incertezza interpretativa costituendo l’occasione per promuovere molteplici contenziosi e ridurre le aspettative di trasparenza dei consumatori”, spiega la Coldiretti in una nota stampa. 

Come sappiamo, l’Italia ha una legislazione nazionale all’avanguardia sul tema che prevede l’obbligo di indicare l’origine in etichetta dei derivati del latte, del grano nella pasta, riso e nei derivati pomodoro, a cui si aggiungono quelle europee, dove il percorso di trasparenza è iniziato dalla carne bovina dopo l’emergenza mucca pazza nel 2002.

Ancora dal 2003 c’è d’obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell’ortofrutta fresca, dal primo gennaio 2004 c’è il codice di identificazione per le uova e, a partire dal primo agosto 2004, l’obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto. Per questo secondo l’associazione, questo regolamento segna di fatto un passo indietro.

Nei due anni che mancano all’entrata in vigore del nuovo regolamento comunitario la Coldiretti si impegna a dare battaglia con l’avvio di una mobilitazione popolare nei confronti dell’Unione Europea per fermare il cibo falso e proteggere la salute, tutelare l’economia, bloccare le speculazioni e difendere l’agricoltura italiana. La raccolta di firme #stopcibofalso è stata avviata da Coldiretti e Fondazione Campagna Amica in ogni farmers’ market d’Italia.

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Dominella Trunfio

8 consigli che ogni psicologo ti darebbe per vivere meglio

Published in: Mente & Emozioni

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E, anche, permette di avere risposte e consigli personalizzati.

Alcune delle cose che si imparano però sono valide per la maggior parte delle persone: eccone 8, da tenere sempre ben presente (non solo al bisogno).

Ciò che viviamo nella primissima infanzia influenza la nostra vita

L'ambiente affettivo e relazionale dei primissimi anni di vita è fondamentale perchè determina, in ogni bambino, il suo modo di guardare e interpretare il mondo, il suo sentirsi al sicuro o in pericolo, la sua autostima. Genitori attenti (e sì, in particolare la madre, specialmente nei primi due anni), responsivi, permettono di crescere con un buon ottimale livello di fiducia in se stessi e negli altri, con un attaccamento sicuro. Non solo: da adulti, tendiamo a ricercare nel/nella partner le caratteristiche del genitore del sesso opposto al nostro, con tutte le conseguenze che da ciò deriva.

Riconoscere che molti meccanismi sono stati “ereditati”, comprendere che questo è successo perchè anche i genitori sono stati figli che hanno ereditato modelli e difficoltà, aiuta a far pace con il passato, ad amare in modo più consapevole le proprie radici e a proiettarsi in avanti, nella vita, con la consapevolezza che – sempre – si può cambiare. Come il contadino fa sedimentare le deiezioni animali, le “lavora” in modo che si trasformino in letame e con questo poi concima il terreno, così che crescano piante rigogliose, ricche di frutti succosi e fiori spettacolari, così noi possiamo far tesoro delle difficoltà più o meno grandi incontrate: diventano la nostra asticella da superare, il talento che siamo chiamati a sviluppare.

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  Non possiamo sempre trovare spiegazioni razionali alle azioni altrui

In alcune situazioni non riusciamo a spiegarci il comportamento degli altri: non comprendiamo perché abbiano detto o fatto questo o quello. La verità è che ciò che per uno può essere assurdo, per un altro è la normalità: dipende dall'atmosfera in cui si è cresciuti, dalle esperienze fatte. Una persona può affermare di voler andare a destra e poi, concretamente, i suoi passi lo portano a sinistra anche se ribadisce di tenersi sempre a destra. Due sono le verità da tenere sempre a mente: la prima è che ognuno di noi ha il suo vissuto, il suo modo di intendere e vivere le emozioni, le situazioni, i problemi; la seconda è che – molte volte - il pensiero e la volontà razionale sono “trasformati” da quello che si muove tra inconscio e subconscio (e può volerci molto tempo e molto lavoro personale per “vederlo”).

Fatta questa premessa, resta interessante per noi capire perché nella nostra vita abbiamo incontrato quella situazione, ci siamo ritrovati in quel contesto, in quel momento: qual è la parte utile, l'insegnamento nascosto, lo stimolo a crescere che ci è “venuto incontro”?

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Nelle situazioni problematiche, meglio partire da 

Ognuno di noi reagisce alle situazioni in base a come queste “risuonano” dentro. A tutti forse è capitato di dire a qualcuno: “Sto soffrendo per quello che mi hai fatto" sentendosi rispondere: “Scusa ma cosa ho fatto?”. Ognuno ha il suo vissuto: quello che una persona può vivere come un'aggressione, un'indelicatezza per un'altra non rappresenta nulla di che. Per facilitare il dialogo, quindi, meglio partire da se stessi, attenendosi ad una descrizione “giornalistica” degli eventi, per raccontare i propri sentimenti, stato d'animo. Ad esempio, dire: “quando mi hai detto questo e quello, io mi sono sentita ferita, triste, spaesata” predispone chi ci ascolta in modo diverso rispetto ad una frase accusatoria come “le tue parole mi hanno ferita”.

Se vogliamo cambiare una situazione relazionale, affettiva, la prima cosa che possiamo fare è cominciare da noi stessi: è questo il terreno di gioco più impegnativo e, al tempo stesso, l'unico su cui abbiamo responsabilità e possibilità di azione. Gli altri cambieranno, e modificheranno di conseguenza le loro scelte, i loro comportamenti, solo quando, se e come lo vorranno: rientra nel libero arbitrio e dipende dalle loro possibilità (anche se è vero, come ricorda l'approccio sistemico, che tutto è collegato: se una parte si modifica, ci sono delle buone possibilità che questo abbia un'influenza attiva e trasformativa anche sul resto).

Assumersi la responsabilità del proprio contributo (conscio o inconscio) alla situazione, del proprio sentire, pensare – senza puntare il dito contro gli altri, senza accusare - consente di creare un ambiente adatto al dialogo e al confronto.

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Onora chi sei, accogli il confronto

Confrontarsi con gli altri è importante, aiuta a riflettere, a guardare le cose da nuovi punti di vista e può portare a cambiare, anche, idea. Questo diventa positivo e arricchente solo se si ha una buona consapevolezza di sé, dei propri interessi ed obiettivi.

Lasciarsi ispirare dagli altri può essere fantastico ma aderire a modelli altrui, seppur magari vincenti, ci allontana dal nostro Sè e pone le basi per una vita che diventerà, nel profondo, infelice.

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E' importante uscire dalla propria zona di comfort

Nel proprio nido sicuro, nulla di nuovo può succedere: nella vita personale, professionale, relazionale, negli interessi. Bisogna osare, provare cose nuove, frequentare luoghi diversi, aprirsi al mondo effervescente e magico delle possibilità che la vita offre.

Chi sta fermo nelle proprie abitudini e conoscenze, lentamente muore, come ricorda una poesia di Neruda. Aprirsi, provare, sperimentare – con la voglia di bene per sé e per gli altri – consente di imparare, crescere, migliorare, fare buoni incontri. Che è poi la vita.

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Tutelare i propri “confini”

Può capitare di non sentirsi rispettati nei propri spazi o addirittura invasi: la suocera che infastidisce e mette il becco dove non dovrebbe; il vicino che utilizza non solo i suoi spazi condominiali ma anche i tuoi; il collega di lavoro che cerca di farti le scarpe. Spesso queste situazioni si risolvono quando si prende consapevolezza del proprio “territorio”, si fissano i confini e si sceglie come, chi, se e quando gli altri possono “entrare”.

Avere consapevolezza del proprio posto (nei vari ambiti della vita) e, di conseguenza, definire i confini aumenta la forza e l'autorevolezza personale. Questo “cambio” verrà percepito anche dagli altri: magari i comportamenti inappropriati continueranno ma chi li agirà non avrà più vita facile come prima.

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Si comincia sempre con un passo

Uscire dalle abitudini, dai percorsi sempre fatti, dalle credenze che ci accompagnano da sempre non è banale. Una volta individuato un obiettivo, una direzione, l'attenzione deve spostarsi sul cammino: un passo alla volta. Ogni viaggio comincia con un passo. E poi viene quello successivo. E così via.

Ogni giorno, per almeno tre settimane, guardare ai passi fatti, come migliorarli, renderli più efficaci il giorno successivo (senza preoccuparsi del risultato finale).

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Fai tesoro della conoscenza che deriva dalle esperienze vissute

Ogni situazione stressante richiede energie nuove, impreviste: è necessario tirare fuori i talenti non ancora utilizzati; serve uno sforzo che allena e consolida le conoscenze già acquisite; richiede un punto di vista creativo, nuovo. Per quanto sfidante, impegnativa, la si può vedere come un'opportunità e non una “sfortuna”: l'approccio con cui la si affronta fa sempre la differenza.

L'esperienza fa crescere, aiuta ad ampliare lo sguardo: queste nuove conoscenze potranno essere utilizzate successivamente in modo costruttivo, per migliorare la propria vita e quella degli altri. Senza ripetere gli stessi errori.

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Anna Maria Cebrelli

 

L'abbraccio tra Venere e la Luna, solcato da 2 sciami di stelle cadenti

Published in: Universo

In attesa di osservare le splendide stelle cadenti Liridi, il cui picco è previsto per il 22-23 aprile, avremo molto altro ad allietarci, a partire da oggi.

Poco dopo il tramonto infatti potremo osservare il romantico rendez-vous tra un sottile spicchio di luna e il pianeta Venere. Una congiunzione abbastanza semplice da individuare visto che Venere è uno dei corpi più luminosi del cielo.

La luna è in fase crescente, il novilunio ha avuto luogo proprio ieri. Quello che apparirà ai nostri occhi sarà dunque un falcetto molto sottile. Basterà guardare a ovest per vedere questo bellissimo incontro ravvicinato.

Ricordiamo che in realtà i due corpi celesti si trovano a migliaia di km di distanza ma a renderli vicini è il nostro punto di osservazione.

La mappa che segue mostra il cielo delle 20 circa. La luna tramonterà poco dopo le 21.

La congiunzione luna-Venere non sarà però l'unico spettacolo da ammirare questa notte. Una volta tramontata la luna, avremo le migliori condizioni per osservare due sciami di meteore: le gamma Bootidi e le Virginidi, che raggiungeranno il picco proprio tra oggi e domani.

Le gamma Bootidi sono meteore brillanti, il cui radiante ossia il punto da cui hanno origine è la costellazione del Boote. Ottime le condizioni per osservarle visto che non solo la luna sarà assente ma il radiante sarà ben visibile per l'intera notte. La mappa che segue mostra il cielo alle 21 circa.

Nella stessa porzione di cielo, potremo ammirare anche le Virginidi. “Meteore lente, brillanti e colorate” secondo l'Uai. Anche in questo caso il radiante (la costellazione della Vergine) sarà visibile per tutta la notte. Le Virginidi raggiungeranno il picco tra il 17 e il 18 aprile.

Preparate i desideri!

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Francesca Mancuso

Infiorata di Noto, la strada si trasforma in un tappeto di fiori (FOTO)

Published in: Sicilia

L’infiorata di Noto si svolgerà nella bella cittadina barocca in provincia di Siracusa il 18-19-20 maggio, occasione in cui oltre alla classica fioritura della scalinata ci saranno una serie di manifestazioni correlate.

All’interno della Primavera barocca si inserisce ad esempio il Corteo dove banditori in costume d'epoca, figuranti, sbandieratori e musicisti sfileranno per le vie del centro storico.

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L’infiorata di Noto nasce nel 1980 dall’incontro di artisti infioratori genzanesi e netini, perché proprio nella città di Genzano, in provincia di Roma, si era sviluppata questa nuova tecnica pittorica.

Via Corrado Nicolaci è la via che fa da cornice all'infiorata: l'impatto è molto suggestivo: in alto domina la Chiesa di Montevergini che si contrappone al palazzo del Principe Nicolaci, ovvero Villa dorata, con i suoi balconi definiti da molti i più belli del mondo.

La strada lunga 122 metri e larga 7, viene infiorata per circa 6 metri. Il tappeto di fiori copre un'area di 700 mq ed è composto da 16 bozzetti realizzati a mano e decorati con ogni tipo di fiore, rispettando il tema dell'anno.

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Cortili, chiostri e vie cittadine sono abbelliti con riquadri che hanno motivi diversi, da quelli religiosi a quelli mitologici, fino alla cultura popolare.

Oggi l'infiorata di Noto viene considerata tra le più belle manifestazioni dell’intera Sicilia ed è un evento che inizia dalla riproduzione dei bozzetti, passa poi dall’esecuzione delle sagome che vengono tracciate in strada, e finisce con l’allestimento da parte degli artisti infioratori che tappezzano di fiori via Nicolaci.

Un lavoro che dura un’intera notte e che ha come risultato un tappeto floreale che dura tre giorni e che ospita spettacoli, mostre, degustazioni.

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Un evento da non perdere se si vuole godere a pieno della fioritura della primavera.

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Dominella Trunfio

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I neonati riconoscono la felicità e la rabbia dei genitori, lo studio

Published in: Speciale bambini

Alcuni ricercatori dell’Università di Ginevra, in Svizzera, hanno fornito una prima risposta a questa domanda, misurando la capacità dei bambini di sei mesi di stabilire una connessione tra una voce che esprime felicità o rabbia e l’espressione emotiva su una faccia (sempre di felicità o rabbia).

Le emozioni fanno parte della nostra vita sin dalla giovane età. Esprimere emozioni è il primo strumento a disposizione dei bambini per comunicare con chi li circonda: dichiarano le loro sensazioni attraverso la postura, la voce, il pianto e le espressioni facciali fin dalla nascita. Questi atteggiamenti aiutano i genitori o chi sta loro accanto a comprendere lo stato emotivo del bambino. Le lacrime di un bambino, ad esempio, possono essere un'espressione del suo disagio e dei suoi bisogni primari (essere nutriti o cambiati o sdraiarsi), ma sarà vero anche il contrario? I bambini sono in grado di identificare le emozioni espresse dagli adulti? Adattano il loro comportamento alle emozioni cui sono esposti?

Ebbene i risultati dello studio (rientrante in un progetto volto a per esaminare lo sviluppo delle abilità di discriminazione emotiva durante l’infanzia finanziato dalla Fondazione nazionale svizzera per la scienza (SNSF), pubblicati sulla rivista Plos One, dimostrano che i bambini guardano una faccia arrabbiata - specialmente la bocca - più a lungo se hanno già sentito una voce felice. Una reazione a qualcosa di nuovo che dimostrerebbe per la prima volta che i bambini hanno una precoce capacità di trasferire informazioni emotive dalla modalità uditiva a quella visiva.

Soltanto a sei mesi, insomma, i neonati saprebbero identificare le emozioni altrui, non solo i volti o le voci, ma proprio le emozioni: durante questo periodo, i neonati hanno una preferenza per i volti sorridenti e le voci felici. Prima di sei mesi, distinguerebbero la felicità da altre espressioni come la paura, la tristezza o la rabbia, mentre a partire dai sette mesi, sviluppano la capacità di discriminare tra diverse altre espressioni facciali. Sembra, quindi, che i bambini posseggano le prime abilità per distinguere tra emozioni, ma li riconoscono davvero o distinguono solo le caratteristiche fisiche di volti o voci?

Nel tentativo di trovare una risposta, 24 bambini di sei mesi hanno preso parte a uno studio al Geneva BabyLab. Erano esposti a voci e volti che esprimevano le emozioni di felicità e rabbia. Durante una prima fase dedicata alla familiarizzazione uditiva, i bambini si sono trovati di fronte a uno schermo nero e hanno ascoltato una voce neutra, felice o arrabbiata per 20 secondi. Nel secondo stadio - basato su una “discriminazione visiva” della durata di 10 secondi - i bambini sono stati posti di fronte a due volti emotivi, uno esprime la felicità e l’altro la rabbia.

NeuroscienceNews.com 


Utilizzando il monitoraggio oculare - in inglese eye tracking, un metodo che misura dove e per quanto tempo si sofferma lo sguardo su un particolare -, i ricercatori guidati dal professor Edouard Gentaz, sono stati in grado di determinare se il tempo trascorso a guardare l’una o l’altra delle facce emotive - o le aree specifiche del viso (la bocca o gli occhi) - variavano a seconda della voce che ascoltavano. Se i bambini, infatti, avessero guardato i volti felici o arrabbiati allo stesso modo, non sarebbe stato possibile concludere che ci fosse una differenza.

E “invece - come spiega Amaya Palama, ricercatrice del BabyLab e psicologa dello sviluppo - se avessero guardato una faccia molto più a lungo dell’altra, avremmo potuto affermare che sono in grado di individuare una differenza tra i due volti”.

I bambini preferiscono ciò che è nuovo e sorprendente

I risultati dello studio hanno rivelato che i bambini di sei mesi non avevano preferenze per nessuno dei volti emotivi se avevano già sentito una voce neutra o una voce che esprimeva rabbia. D’altra parte, hanno trascorso più tempo a guardare il viso che esprimeva la rabbia - specialmente la bocca - dopo aver sentito una voce che esprimeva felicità. Questa preferenza visiva per la novità da parte di bambini di sei mesi testimonia la loro precoce capacità di trasferire informazioni emotive sulla felicità dall’udito alla modalità visiva.

Gli studiosi svizzeri concludono, quindi, i bambini di sei mesi sono in grado di riconoscere l'emozione della felicità indipendentemente dalle stesse caratteristiche fisiche uditive o visive.

Conclusione? I bimbi assorbono più di quanto pensiamo. Gioiscono e si arrabbiano insieme a noi, per cui ricordate di fornire loro sempre un sorriso e tutti gli strumenti per essere felici e pensare in modo positivo e creativo!

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Germana Carillo

A 13 anni scopre antico tesoro del re vichingo Bluetooth

Published in: Arte e Cultura

Luca Malaschnitschenko e l'appassionato di archeologia René Schön hanno portato alla luce un significativo mix di oggetti che potrebbe essere appartenuto al re danese Harald Bluetooth. Quest'ultimo introdusse il cristianesimo in Danimarca.

I due a gennaio erano alla ricerca di oggetti antichi con i metal detector sull'isola settentrionale di Rügen, quando si imbatterono in quello che inizialmente pensavano fosse un pezzo di alluminio.

Ma dopo un'osservazione più attenta, si resero conto che si trattava di argento. Durante il fine settimana, il servizio archeologico regionale ha iniziato uno scavo coprendo 400 metri quadrati di superficie. E lì la scoperta: un enorme tesoro appartenuto secondo una prima analisi al re danese Harald Gormsson, meglio noto come "Harry Bluetooth", che regnò dall'85 al 986.

Del tesoro facevano parte collane intrecciate, perle, spille, un martello di Thor, anelli e fino a 600 monete, tra cui più di 100 risalenti all'era in cui Bluetooth regnava su un territorio che comprende l'attuale Danimarca, la Germania settentrionale, la Svezia meridionale e parte della Norvegia.

"Questo tesoro è la più grande scoperta di monete di Bluetooth nella regione meridionale del Mar Baltico ed è quindi di grande importanza", ha detto l'archeologo principale Michael Schirren.

La moneta più antica è un dirham di Damasco risalente al 714, mentre il più recente è un penny risalente al 983.

Il ritrovamento suggerisce che il tesoro potrebbe essere stato sepolto alla fine del 980, che è anche il periodo in cui Bluetooth fuggì in Pomerania, dove morì nel 987.

“Abbiamo qui il raro caso di una scoperta che sembra avvalorare fonti storiche”, ha detto l'archeologo Detlef Jantzen.

Il re vichingo ebbe il merito di aver unificato la Danimarca. È noto anche per aver lasciato la vecchia religione norrena introducendo il cristianesimo ma fu costretto a fuggire in Pomerania dopo una ribellione guidata dal figlio Sven Gabelbart.

L'eredità duratura di Bluetooth si trova oggi negli smartphone e nei PC: la tecnologia wireless ne porta il nome e il simbolo è formato proprio dalle due rune che compongono le sue iniziali HB.

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Francesca Mancuso

Foto: Afp

Antiossidanti naturali: 10 cibi contro radicali liberi e invecchiamento

Published in: Alimentazione & Salute

Gli antiossidanti, con particolare riferimento a polifenoli e flavonoidi, proteggono la salute degli occhi e la vista, migliorano la circolazione e favoriscono il benessere del cuore e dei vasi sanguigni. Ecco alcuni degli alimenti più ricchi di antiossidanti.

1) Kiwi

Il kiwi è tra i frutti più ricchi di antiossidanti. Il suo primato è dato dall'elevata presenza di polifenoli, che sono in grado di proteggerci dall'invecchiamento e dalle malattie degenerative, tra le quali troviamo il Parkinson e l'Alzheimer. È il kiwi di qualità gold a contenere un tasso maggiore di polifenoli rispetto al kiwi comune, di colore verde. Approfittiamo dei benefici di questo frutto quando è di stagione: da novembre a giugno.

Leggi anche: Kiwi: il superfrutto antiossidante contro invecchiamento e Alzheimer

2) Tè verde

Il tè verde è un vero e proprio concentrato naturale di antiossidanti, tra i quali troviamo polifenoli, bioflavonoidi e tannini. Può essere gustato sia in inverno che in estate, in versione casalinga. Un consumo regolare di tè verde può apportare numerosi benefici al nostro organismo: rimineralizza e tonifica ossa, pelle e capelli, rafforza il sistema immunitario, facilita la digestione e riduce l'assorbimento degli zuccheri.

Leggi anche: Te' verde: un naturale concentrato di antiossidanti

3) Melograno

Il melograno presenta una concentrazione di antiossidanti molto elevata, superiore anche al tè verde. Tra gli antiossidanti contenuti nel melograno troviamo i flavonoidi, che proteggono il cuore e le arterie e che presentano proprietà antinfiammatorie e gastroprotettive. Grazie all'acido ellagico, il melograno ci aiuta a contrastare i radicali liberi.

Leggi anche: Melograno: fate il pieno di antiossidanti naturali

4) Mirtilli, frutti rossi e e bacche di Acai

I mirtilli presentano spiccate proprietà antiossidanti. Il contenuto di sostanze benefiche è superiore nei mirtilli selvatici, che sono ritenuti migliori rispetto ai mirtilli coltivati in serra dal punto di vista nutrizionale. Il potere antiossidante dei mirtilli è dovuto al loro contenuto di flavonoidi, che ci aiutano a prevenire malattie metaboliche, degenerative e cardiovascolari. Inoltre, ci proteggono dal cancro. Sono ricchi di antiossidanti tutti i frutti di bosco e i frutti rossi, comprese fragole e ciliegie. Tra i frutti ricchi di antiossidanti simili ai mirtilli troviamo le bacche di Acai, considerate benefiche per le loro proprietà antinfiammatorie e anticancro.

Leggi anche: Con i mirtilli selvatici fai il vero pieno di antiossidanti

5) Graviola

La graviola è un frutto tropicale dalla polpa molto morbida a cui vengono attribuite importanti proprietà anticancro, soprattutto dal punto di vista della prevenzione. I benefici della graviola nel contrastare i tumori sono dovuti alla sua ricchezza di antiossidanti. Alcuni di essi rappresentano infatti delle sostanze citotossiche in grado di contrastare le cellule tumorali. La graviola, inoltre, ha proprietà antibatteriche e favorisce la digestione.

Leggi anche: Graviola: benefici, utilizzi e dove trovarla


6) Avocado

L'avocado è ricco di vitamina A e di vitamina E, sostanze antiossidanti che aiutano il nostro organismo a liberarsi dai radicali liberi, ritardando l'invecchiamento dei tessuti. L'olio estratto da questo frutto presenta uno spiccato contenuto di antiossidanti. Studi recenti hanno indicato l'olio d'avocado come un vero e proprio toccasana per la salute, in grado di contrastare i danni del tempo in mood naturale. I suoi pigmenti potrebbero rappresentare una nuova frontiera nella cura delle malattie degenerative.

Leggi anche: Olio d'avocado antiossidante naturale contro l'invecchiamento e i radicali liberi


7) Carote

La presenza di vitamina C e di beta-carotene rende le carote degli ortaggi particolarmente ricchi di antiossidanti. Secondo studi recenti, mangiare carote allunga la vita. Gli scienziato hanno scoperto che elevati livelli di carotene presenti nel sangue sono inversamente associati al rischio di morte prematura, con particolare riferimento alle malattie cardiovascolari e ai tumori. In generale, mangiare frutta e verdura fresca aiuta a mantenersi in salute e a prevenire la morte prematura.

Leggi anche: Chi mangia carote vive più a lungo

8) Pomodori

I pomodori sono famosi per la loro ricchezza di licopene, un potente antiossidante. Proprio grazie al licopene, sono ritenuti un alimento benefico per proteggere il nostro organismo dall'ictus. Una percentuale elevata di licopene nel sangue è in grado di prevenire le malattie cardiovascolari. Mangiare pomodori è inoltre utile per contrastare il colesterolo e la pressione alta. Il contenuto di licopene dei pomodori è pari a 11 mg/100 g nella polpa ed a 54 mg/100 g nella buccia. La concentrazione di antiossidanti è stata valutata come superiore nei pomodori biologici.

Leggi anche: Pomodori biologici più ricchi di licopene e vitamina C

9) Cacao e cioccolato

Il potere antiossidante del cioccolato è garantito dalla presenza di cacao, un alimento ricco di flavonoidi. Il cioccolato migliore è quello con il più elevato contenuto di cacao e con la minore presenza di zuccheri raffinati. Ci riferiamo soprattutto al cioccolato amaro extra-fondente. Il cacao migliore proviene da agricoltura biologica ed è coltivato secondo criteri etici. Il cacao, con i suoi antiossidanti naturali, garantisce il buon umore e regola colesterolo e pressione sanguigna.

Leggi anche: La cioccolata è un antiossidante naturale migliore di frutta e verdura


10) Goji

Le bacche di goji si distinguono per il loro elevato contenuto di antiossidanti naturali, che le rendono un aiuto prezioso nel contrastare i radicali liberi, con un effetto benefico sia per i tessuti dell'organismo che nella prevenzione delle malattie tumorali legate alla pelle. Secondo gli studi più recenti, le bacche di goji sono in grado di rallentare il moltiplicarsi delle cellule tumorali. Hanno inoltre proprietà antinfiammatorie e sono utili per proteggere la vista.

Leggi anche: Bacche di Goji: benefici e come coltivarle in casa

Marta Albè

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Infiorata di Genzano: lo spettacolo dei 3mila metri quadrati di petali colorati

Published in: Lazio

Il titolo di questa 240esima edizione sarà "L’Infiorata di Genzano di Roma: 240 anni di storia, arte e tradizione". I Maestri Infioratori potranno ispirarsi ai grandi artisti del passato. La manifestazione si svolgerà dal 9 all'11 giugno e unisce l’aspetto religioso a quello storico e folcloristico. Inoltre, il 2 e il 3 avranno luogo anche le infiorate dei ragazzi.

Dal 2011, l’infiorata di Genzano di Roma è diventata "Patrimonio d’Italia per la tradizione" per essere "espressione della capacità di promuovere il turismo e l’immagine nazionale e di valorizzare la storia e la cultura del territorio con un’interpretazione adeguata ai tempi d’oggi", un riconoscimento dato direttamente dal Ministero del Turismo.

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"Un' infiorata molto particolare a livello scenografico perché quest’anno, per rendere omaggio al Giubileo Straordinario della Misericordia voluto da Papa Francesco, s’infioreranno due strade: via Italo Belardi e via Bruno Buozzi, e si unirà quindi l’Infiorata dei Ragazzi alla Tradizionale Infiorata", si legge sul sito  del Comune di Genzano.

Oltre 600mila fiori colorati per 3mila metri quadrati, 34 opere infiorate sul tema amore e pace. 

"L’Infiorata di Genzano è una grande e preziosa tradizione per la festa del Corpus Domini voluta dai nostri padri fin dal ‘700. I Maestri infioratori eseguono opere di pregio e con il loro lavoro volontario ne fanno un evento prezioso per la nostra collettività, tuttora fonte di fede, cultura e benessere economico", si legge ancora.

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Questa infiorata, come l'infiorata di Spello e l'infiorata di Noto, tanto per citarne alcune si articola in diverse fasi. A Genzano, i quadri vengono disegnati a terra e i singoli petali vengono utilizzati dagli infioratori così come i colori di una tavolozza dai pittori: il giallo della ginestra, l'azzurro della torrena, il rosso dei garofani, il verde del bosso e del finocchio selvatico.

Uno spettacolo imperdibile, se siete in zona potete ancora rifarvi gli occhi per qualche ora.

Clicca qui per consultare il programma dell'infiorata di Genzano

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Dominella Trunfio

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Fuorisalone 2018: 10 installazioni green da non perdere alla Milano Design week

Published in: Eventi & Iniziative

Nato spontaneamente nei primi anni Ottanta dalla volontà di aziende attive nel settore dell'arredamento e del design industriale, si svolge ogni anno in concomitanza con il Salone internazionale del mobile. Non un evento fieristico quanto una serie di eventi paralleli organizzati da designer, aziende ma anche i marchi di moda, hi-tech e magazine.

Tra le installazioni e le mostre, non potevamo che scegliere quelle più green che sostengono l’ambiente grazie all’utilizzo di materiali poco impattanti, ma non rinunciano al design e alla tecnologia.

Dalla casa in 3D fino al vetro che suona, ecco le 10 installazioni da non perdere.

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Casa in 3D

Si chiama 3D Housing 05 ed è stata progettata dall'architetto Massimiliano Locatelli di CLS Architects, insieme a Italcementi, ad Arup e a Cybe. E' una casa di circa 100 metri quadrati, con zona giorno, zona notte, cucina, bagno, che è stata realizzata in poche settimane con una stampante 3D.

È il primo esperimento del genere in Italia presentato in piazza Beccaria: una casa è sostenibile che potrà essere demolita oppure spostata, ampliata e avendo la possibilità di costruirla in poco tempo, costerà meno di una abitazione tradizionale.

AgrAir

Piuarch, lo studio di architettura milanese, ha realizzato un'incredibile installazione luminosa chiamata AgrAir. Il progetto prende la forma di un padiglione all'aperto con inflatables trasparenti a forma di prisma che ondeggiano nell'aria.

Sotto queste luci, ci si può sedere tra le aiuole. Le lanterne a forma di prisma, realizzate con film riciclabile ultra morbido, emettono una luce soffusa per creare un'atmosfera rilassante. L'obiettivo? Quello di trasformare gli spazi urbani inutilizzati in vivaci aree sociali.

Living Nature

In piazza del Duomo, davanti a Palazzo Reale, c'è il progetto Living Nature. La natura dell’abitare, sviluppato dallo studio internazionale di design e innovazione Carlo Ratti Associati (CRA).

In un unico ambiente di 500mq, concepito con criteri di risparmio energetico, verranno racchiusi quattro microcosmi naturali e climatici che permetteranno alle quattro stagioni dell’anno di coesistere nello stesso momento, l’una accanto all’altra. I visitatori potranno immergersi nella natura e viverne i cambiamenti attraversando le quattro aree: Inverno, Primavera, Estate e Autunno.

Questo progetto ha un grande valore iconico, evocativo ed esperienziale. Ma gli obiettivi ultimi sono la riconciliazione tra gli spazi domestici, urbani e la natura da un lato, e, dall’altro, la proposta di soluzioni sostenibili, realmente applicabili. Se la climatizzazione è spesso associata a consumi eccessivi, questo progetto propone un radicale cambio di prospettiva, dimostrando la fattibilità di una tecnologia per il controllo climatico che sia sostenibile, basata sull’uso di celle fotovoltaiche e accumulatori energetici, dalle ampie potenzialità per future applicazioni.

Soundscape, il vetro che suona

Soundscape, il vetro che suona è una suggestiva installazione messa a punto dall'architetto giapponese Motosuke Mandai per Agc. Il vetro è dotato di uno speciale strato intermedio in grado di attenuare la risonanza caratteristica del materiale, in tal modo diventa possibile produrre un suono pulito in una vasta gamma di frequenze, dalle più alte alle più basse. Lìopera si trova  negli spazi di Ventura Centrale in via Ferrante Aporti.

  Meuble Plus

Nell’ambito della mostra-evento “Smart City: Materials, Technology and People”, promossa da Material Connexion, Rilegno insieme agli altri Consorzi di filiera per il riciclo degli imballaggi del CONAI, sponsorizza la realizzazione di un’installazione di Yona Friedman, celebre architetto-utopista, designer e urbanista da sempre legato al tema della sostenibilità e della circular economy.

L’opera, intitolata Meuble Plus, ricostruisce un ambiente urbano completamente realizzato con imballaggi riciclati e riciclabili. Il progetto si concentra sul riutilizzo dei materiali di scarto per costruire e modellare l’ambiente in cui viviamo, in un processo potenzialmente senza fine.

L’installazione mira a riprodurre un ambiente urbano, un habitat, orientato alla sostenibilità, in cui torri e unità abitative mobili, realizzate con bottiglie, lattine, vasetti, scatole, cassette, barattoli e altri contenitori che tutti noi usiamo ogni giorno e differenziamo per l’avvio al riciclo, verranno poste in un’area arricchita da vegetazione, per creare un giardino temporaneo.

Material Immaterial La Mostra evento di Interni, Material Immaterial inonda Milano dall’Università Statale all’Orto Botanico di Brera con una serie di installazioni che si pongono in dialogo con il prezioso contesto naturale e architettonico.    Legno, ceramica, metalli, materiali plastici e fibre naturali, lavorati e trasformati grazie a competenze specialistiche e a tecnologie d’avanguardia, danno corpo alle visioni dei progettisti, che individuano gli ambiti della ricerca per il prossimo futuro: la crescita urbanistica, le dinamiche della logistica globale, la presenza pervasiva dei mezzi digitali, la gestione dei dati immateriali, ma anche la ricerca sugli oggetti e i valori della bellezza, nuove interpretazioni della convivialità, il potere comunicativo dell’elemento luce.   SmarTown

L'Orto botanico di Milano diventa una città immaginaria dove i visitatori possono partecipare ad un nuovo concetto di realtà con modelli urbani innovativi, che dialogano con l'esistente, prototipi di casa intelligente. L'idea nasce da Mario Cucinella Architects e SOS – School of Sustainability.

I visitatori sono incoraggiati a immergersi nel verde sullo sfondo di una città immaginaria popolata da oltre 700 piccole unità abitative luminose e ‘smart’, che diventano protagoniste di uno spazio dinamico, in cui l'interazione dei nuovi dispositivi per la Smart Home influenza la configurazione del sistema urbano.

Un luogo, quindi, votato alla tecnologia, ma anche empatico, che invita a riflettere sulla gestione consapevole dell’energia e sui nuovi strumenti per conseguirla.

Finiture Green

Un percorso sensoriale ed emotivo attraverso installazioni realizzate con finiture ecologiche, laddove il termine abbraccia contemporaneamente tre dimensioni: ambiente, economia e società. Le tecnologie sostenibili si inseriscono infatti nel processo di economia circolare, rappresentando l’equilibrio tra tutela ambientale, sviluppo economico e miglioramento della qualità della vita.

Succede all' Highline Galleria grazie all'Anver, associazione di riferimento per il settore della verniciatura industriale,  col coordinamento della Rivista del Colore.

Vegan design, l’arte della sostenibilità

La mostra Vegan Design – Or The Art of Reduction è realizzata secondo i precetti di una specifica posizione etica e risponde a una domanda precisa: è possibile fare design senza utilizzare alcun materiale di provenienza animale? Con il suo lavoro, Nevi Pana dimostra di sì.

Vegano, il designer israeliano, nato nel 1983 e formatosi all’Accademia di Eindhoven, trasferisce questa sua attitudine di profondo rispetto nei confronti della vita e degli esseri umani tutti e della natura nelle sue modalità di progettazione.

  Un salotto di Lego Tutti a Piazza San Babila se siete amanti dei Lego perché la Lego Certified Store ospita il salotto realizzato con oltre 30 mila mattoncini da Riccardo Zagelmi, l’unico artista italiano Lego certified Professional. Quadri, tavolino e poltrone d’autore dove sarà possibile farsi una foto ricordo.   Grandi e piccini saranno i benvenuti nel divertente salotto Lego dove potranno scattare un selfie con barba, occhiali, bocca e cravatta, tutti realizzati in mattoncini.    

Guarda quelle dello scorso anno:

Dominella Trunfio

Bulgur alla curcuma con agretti

Published in: Ricette

Gli agretti sono una verdura primaverile tipica della zona mediterranea, contengono molta acqua e sono fonte di vitamine, fibre e sali minerali. La croccantezza e il particolare sapore li rende appetibili anche ai bambini, soprattutto se serviti come contorno o con fantasia come decorazione dei piatti (ben si prestano a fungere da capelli e da barba nelle vostre personali creazioni di food art)

Nella nostra ricetta vi esortiamo a sperimentare due tipi differenti di cottura, quella al vapore, con la quale potrete godere appieno del sapore degli agretti, e quella in padella con aglio, cipolla e del buon olio extra vergine d'oliva. Il tutto sarà poi accostato al bulgur cotto in precedenza con la curcuma. Semi di sesamo e gherigli di noce completano e bilanciano il piatto sia nel gusto che nella consistenza.

Questo piatto può essere servito anche freddo nei giorni più caldi.

Ingredienti
  • 250 gr di bulgur
  • 500 gr di acqua
  • 2 cucchiaini di curcuma
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1/2 cipolla dorata
  • 250 gr di agretti
  • gherigli di noci q.b.
  • semi di sesamo q.b.
  • sale q.b.
  • olio evo q.b.
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  • Tempo Preparazione:
    30 minuti circa
  • Tempo Cottura:
    50 minuti circa
  • Tempo Riposo:
    -
  • Dosi:
    per 4 persone
  • Difficoltà:
    bassa
Come preparare il bulgur alla curcuma con agretti: procedimento
  • Pulire gli agretti e lavarli mettendoli a bagno in acqua e bicarbonato, quindi sciacquarli e farli sgocciolare,
  • nel frattempo mettere il bulgur, l'acqua e la curcuma in una pentola, portare a bollore e cuocere per dieci minuti mescolando spesso, quindi spegnere il fornello e far riposare per cinque minuti coprendo con un coperchio.
  • Prendere ora cinquanta grammi di agretti e cuocerli a vapore,
  • pulire l'aglio e la cipolla, tagliarli finemente e metterli in una padella capiente insieme all'olio, tagliare con una forbice i restanti agretti, aggiungerli nella padella e rosolare,
  • coprire d'acqua, regolare di sale e portare a cottura mescolando ogni tanto,
  • quando l'acqua di cottura si sarà quasi del tutto consumata aggiungere il bulgur cotto in precedenza e saltarlo con il condimento.
  • Impiattare quindi mettendo sul fondo del piatto qualche ciuffo di agretto cotto al vapore, su di essi adagiare il bulgur appena saltato e decorare in fine con il sesamo e i gherigli di noce.

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Ilaria Zizza

Il 18enne che ha ripiantato le mangrovie devastate dall'uragano

Published in: Buone pratiche & Case-History

Le mangrovie sono gruppi di alberi e arbusti che vivono con le radici immerse nell'acqua. Secondo la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) svolgono un ruolo fondamentale nell'ambiente perché stabilizzano la costa, contribuendo a ridurre l'erosione causata dalle mareggiate, onde, maree e correnti.

Potremmo dire che le mangrovie sono dei veri e propri reni, dato che attraverso di esse l’acqua viene filtrata e si purifica. Ma non solo, filtrano molti sedimenti e proteggono la Grande barriera corallina che va a scomparire con la morte delle mangrovie.

"Dopo l'uragano, una massiccia quantità di piantine di mangrovie era finita tra alghe e detriti. Tutto sarebbe stato raccolto e gettato in discarica, a quel punto ho capito che sarebbero state uccise migliaia di mangrovie per fare pulizia”, spiega Quenee.

Visto che in passato aveva già avuto esperienza nella coltivazione, il diciottenne ha raccolto le mangrovie trovate per strada e ha iniziato nell’impresa di dargli una nuova vita.

"Vivo in una zona con molti alberi, quindi il tetto di casa mia era l'unico posto in cui c'era la luce del sole. Ne ho piantate 524. Ho fatto un corso di scienze marine, so come gestire le mangrovie”, continua. 

Dopo sette mesi sul tetto di casa, le piante di mangrovie erano abbastanza grandi da trapiantare, così con l'aiuto di alcuni amici, Quenee le ha trapiantate a Miami con il benestare dell’amministrazione pubblica.

Eccolo al lavoro con i suoi amici:

"La mia speranza è stata quella di aiutare l’ambiente e preservare la costa dell’erosione, ma in futuro voglio anche cambiare il modo di consumare materie plastiche monouso e insegnare alle giovani generazioni come preservare la natura”.

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Dominella Trunfio

Foto: Michael Rodiles

Infiorata di Spello: oltre 1 km di coloratissimi e profumati tappeti di petali (FOTO e VIDEO)

Published in: Umbria

La manifestazione si svolgerà il 3 giugno 2018, momento in cui tutti i visitatori potranno ammirare i tappeti e quadri floreali, sparsi per le vie del centro storico e realizzati dagli infioratori.

Le infiorate di Spello fanno da cornice a una processione religiosa e il risultato è oltre 60 diverse composizioni che coprono un chilometro e mezzo.

Come nell’infiorata di Noto, gli infioratori di Spello realizzano i tappeti utilizzando i petali dei fiori freschi o eventualmente essiccati, ma anche foglie e bacche.

I disegni che vengono tracciati con il gesso a terra e sono ispirati soprattutto a figure religiose o a temi sociali, sono lunghi almeno 12 metri. Alle infiorate di Spello, nel 1989 è stato addirittura dedicato un francobollo da 400 lire.

Oggi esse hanno raggiunto livelli di elevata difficoltà tecnica e i risultati sono grandiosi. Dal 2002, la manifestazione ricca di eventi e musica è organizzata dall’associazione "Le infiorate di Spello" e prosegue per due giorni.

 

I lavori di preparazione delle infiorate durano l’intera notte e soltanto alle 9,00 del mattino le strade appaiono ricoperte da un unico tappeto policromo e profumato: uno spettacolo bellissimo.

Un’altra caratteristica è che vengono utilizzati solo elementi vegetali non trattati con agenti chimici, né coloranti artificiali, in questo modo il petalo conserva colore e fragranza.

I soggetti e le decorazioni sono ogni anno diversi e si legano alla tradizione della pittura umbra, del Rinascimento ma anche dell’arte moderna. L’effetto è quello che vedete in queste meravigliose immagini.

   

Qui tutte le informazioni

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Dominella Trunfio

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In Svezia la prima strada intelligente che ricarica le auto elettriche in movimento

Published in: Auto

Un po' come accade con le macchinine telecomandate sulle piste, la strada ha due binari metallici inseriti nell'asfalto e in grado di trasmettere elettricità direttamente alle batterie delle auto elettriche tramite un pattino su un braccio retrattile.

La soluzione si basa sulla tecnologia conduttiva che utilizza una rotaia elettrica installata su strade per alimentare e ricaricare i veicoli durante il viaggio.

Il tratto appena inaugurato è lungo appena 2 km e si trova a breve distanza dall'aeroporto svedese di Arlanda. Si tratta di uno dei due progetti pilota finanziati dall'Agenzia svedese per i trasporti stradali. La strada elettrificata al momento sarà utilizzata solo dai camion elettrici del servizio postale PostNord.

Una soluzione che potrebbe facilitare la diffusione dell'auto elettrica, oggi frenata dalla scarsa presenza di infrastrutture e colonnine di ricarica e dai costi elevati delle macchine. Questo sistema carica dinamica permetterebbe anche di ridurre le batterie del veicolo e di conseguenza i costi di produzione.

“Tutto è automatico al 100%, in base al connettore che rileva magneticamente la strada”, ha dichiarato Hans Säll, amministratore delegato del consorzio eRoadArlanda. " Il nostro calcolo è che circa 20.000 km di strada debbano essere elettrificati”.

Eppure il sistema potrebbe essere installato solo su 5000 km di autostrade e coprire comunque tutto il paese, visto che la distanza tra due non supera mai i 45 chilometri. In questo modo, le auto elettriche potrebbero percorrere grandi distanze senza la necessità di ricaricarsi e percorrere le restanti strade utilizzando l'energia della loro batteria.

La tecnologia utilizzata in Svezia è stata sviluppata da Gunnar Asplund, che ha fondato la sua compagnia Elways nel 2009.

“Studi condotti in Germania e in Svezia hanno dimostrato che c'è un'enorme differenza di costi tra l'avere auto con grandi batterie e automobili con batterie piccole e strade elettriche” ha detto Asplund a The Local.

Il piano nazionale dell'Agenzia svedese per le strade e i trasporti, pubblicato lo scorso novembre, prevede di iniziare a elettrificare il triangolo di 1.365 chilometri che collega Stoccolma, Malmö e Göteborg, responsabile del 70% del traffico nel paese.

L'Agenzia sta pianificando anche un progetto pilota con l'elettrificazione di un tratto da 20 a 30 km da realizzare entro i prossimi 2-3 anni.

E i costi? Numeri alla mano, per ogni km di strada occorrono 1.000 euro, circa 50 volte in meno rispetto a quelli per realizzare una linea tramviaria.

La sicurezza? Non c'è elettricità in supeficie, assicura Sall. Anche se la strada è bagnata l'energia sarà pari a 1 volt.

“Se il sistema venisse implementato in Europa, sarebbe possibile guidare da Capo Nord, nel nord della Norvegia, a Malaga, nel sud della Spagna, senza fermarsi a fare rifornimento” spiega eRoadArlanda.

Un ulteriore passo in avanti della Svezia verso l'indipendenza dalle fonti fossili entro il 2030.

Anche la Cina si sta muovendo su questo fronte. Il colosso asiatico infatti lo scorso dicembre ha inaugurato nei pressi di Jinan un tratto stradale, lungo circa 1 km, in cui al posto dell'asfalto sono stati installati dei pannelli fotovoltaici. Questi ultimi sono in grado di produrre l'energia necessaria ad alimentare i lampioni lungo il percorso fornendo elettricità anche a 800 famiglie.

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Francesca Mancuso

Un aiuto dalla Natura: gli integratori B!TONIC 100% vegan

Published in: Integratori

Dalla Natura arriva un sostegno prezioso: gli integratori B!TONIC 100% vegan, formulati da un team scientifico di nutrizionisti, farmacisti e medici specializzati. In Austria e in Germania hanno già ottenuto l’acclamazione popolare perché versatili e adatti davvero a tutti: bambini, anziani, uomini e donne (anche durante l’allattamento e la menopausa). Tutto questo grazie a dosaggio equilibrato, elevata biodisponibilità, assenza di allergeni e di OGM. Ma c’è un altro motivo che li rende speciali.

B!TONIC abbraccia infatti una filosofia di sostenibilità ambientale ma anche di impegno sociale. Investe in numerosi progetti a supporto di bambini meno fortunati, ragazze madri e donne vittime di abusi. L’acquisto degli integratori B!TONIC fa bene alla nostra salute e aiuta le fondazioni ABC-ul Nutriției (in Romania) e Fundația Bitonic (in Moldavia). Così diamo una mano a noi stessi e agli altri!

Pronti a scoprire i prodotti che amiamo di più?

Forza e concentrazione: Rosa Spirit   

Studio, lavoro, sport e altri mille impegni quotidiani ci mettono a dura prova. Il nostro corpo, per rendere al meglio, ha bisogno di almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno (fonte: OMS). L’integratore Rosa Spirit fornisce le porzioni di frutta e verdura consigliate e tutte le vitamine del gruppo B. Il massimo del sostegno per ridurre la stanchezza e aumentare la concentrazione!

Sprint di energia – Red Energy/Real Energy

Carenza di ferro e minerali? Red Energy (a breve “Real Energy”) è un mix di vitamine, minerali e oligoelementi che agiscono contro stanchezza, difficoltà di concentrazione, malumore e astenia. Un vero e proprio slancio di energia!

Salute di ferro - Orange Immune  

Una flora batterica sana garantisce l’assorbimento di vitamine e minerali che rafforzano il nostro sistema immunitario. Per questo è importante trattarla bene! Orange Immune è l’alleato ideale in ogni periodo dell’anno per prevenire i malanni di stagione: contiene inulina (prebiotico che favorisce una buona flora intestinale), acerola, zinco e zenzero (ottimi per le difese immunitarie).

Ossa e muscoli d’acciaio – Silver Bones  

Un toccasana per ossa, articolazioni, tendini, cartilagine, denti e muscoli. Silver Bones è una sapiente combinazione di calcio, glucosamina, manganese, vitamina K2 e D2. Il miglior integratore per chi ha subito fratture o lesioni, ma anche per le donne in menopausa e per gli sportivi che svolgono sforzi intensi!

Detox - Terra Liver  

Questo è il periodo migliore dell’anno per disintossicare il nostro organismo, a partire dal fegato. Il fegato è un organo importantissimo che elimina le sostanze nocive dal sangue e produce bile, fondamentale nei processi di digestione. Troppi farmaci, grassi, zuccheri e alcol possono danneggiarlo ed è qui che interviene Terra Liver: una miscela di curcuma, piperina, estratto di carciofo e colina per una forte azione detossinante e disintossicante!

Sonno sereno - Blue Sleep  

Dormiamo davvero bene? Anche i disturbi del sonno più lievi possono portare a stanchezza, suscettibilità e malumore durante la giornata. Blue Sleep migliora la qualità del sonno e ci fa svegliare con la giusta carica. Non è un sonnifero, ma un composto naturale a base di melissa limoncella, luppolo e vitamine B. Consigliatissimo per le donne in menopausa.

Contro il colesterolo cattivo – Golden Oils  

Chi dice che l’Omega-3 si trova solo nel pesce? Golden Oils è un integratore a base di acidi grassi essenziali Omega-3 di origine vegetale. Si ottiene a partire da microalghe di acquacolture ecologicamente controllate: nessun metallo pesante nocivo come mercurio, piombo o altre impurità. Adatto a vegetariani, vegani e a chiunque abbia una coscienza ecologista, dal momento che evita lo sfruttamento degli stock ittici. Una soluzione completamente naturale per il benessere delle nostre funzioni cerebrali, visive, cardiache e per controllare i livelli di colesterolo nel sangue.

Contro l’invecchiamento - Yellow Vibration/Antiox

Un vero e proprio esercito di principi attivi naturali per combattere l’invecchiamento: resveratrolo, estratti di tè verde, mirtillo rosso e rame.  L’arma segreta: il loro forte potere antiossidante! Yellow Vibration (a breve “Antiox”) aiuta a neutralizzare i radicali liberi e previene le conseguenze di uno stile di vita stressato e squilibrato.

Oltre ai prodotti elencati, sono in arrivo altri due integratori Green Metabolism stimolare il metabolismo e e B!TONIC Man per aumentare la carica sessuale maschile. L’attività di ricerca B!TONIC non si ferma mai: l’obiettivo è soddisfare le esigenze di tutti in modo naturale, seguendo i più alti standard qualitativi tedeschi e i più recenti risultati della scienza nutrizionale.

Buon compleanno Totoro! L'icona di Miyazaki compie 30 anni

Published in: Arte e Cultura

Trent'anni fa, divenne il protagonista di un film che avrebbe cambiato la storia del cinema d'animazione a livello mondiale, non solo in Giappone. Era il 16 aprile 1988 quando l'originale creatura faceva capolino, incarnando lo Spirito della natura. Il film è arrivato in Italia nel 2009 col titolo "Il mio vicino Totoro".

Da quel momento in poi divenne un'icona inossidabile, finendo anche nella canzone dei titoli di coda, il cui testo è firmato dallo stesso Miyazaki. Divenne anche il logo dello Studio Ghibli. 

Totoro nacque dalla mente geniale di Miyazaki dello studio Ghibli per il film Il mio vicino Totoro, in cui la creatura aveva il ruolo di custode della foresta. La storia racconta che negli anni cinquanta, le due sorelline Satsuki e Mei si trasferirono col padre nel piccolo villaggio di campagna di Tokorozawa per stare più vicine alla mamma, ricoverata in ospedale. Quello nel villaggio è in realtà un viaggio alla scoperta della natura.

Una sera, le due bambine decisero di andare incontro al padre alla fermata dell'autobus, sotto la pioggia. In quel momento incontrarono Totoro, in attesa deil "gattobus" (nekobus), con muso di gatto e 12 zampe. Nell'attesa, Satsuki offre un ombrello a Totoro, che per ricambiare le dona dei semi da piantare.

Totoro incarna infatti lo spirito della natura, portando il vento, la pioggia e permettendo anche alle piante di germogliare e crescere. Col suo aspetto bonario e sonnolento, vanta addirittura un asteroide che porta il suo nome. A scoprirlo nel 1994, fu l'astronomo Takao Kobayashi che lo chiamò 10160 Totoro.

Dietro Totoro però c'è molto altro, non solo un richiamo alla bellezza mutevole della Natura. C'è anche la storia di due personaggi femminili, coraggiosi e curiosi, che grazie al suo aiuto riescono a rivedere la mamma in salute in ospedale dopo varie peripezie.

D'altronde, Miyazaki ha sempre sottolineato che in molti dei suoi film le protagoniste erano “ragazze coraggiose e autosufficienti che non ci pensano due volte se si tratta di combattere per ciò in cui credono con tutte se stesse. Avranno bisogno di un amico, o di un sostegno, ma mai di un salvatore. Ogni donna è capace di essere un eroe, esattamente come ogni uomo”.

Buon compleanno Totoro!

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Francesca Mancuso

Allerta ostriche: ritirate per rischio gastroenterite

Published in: Allerte alimentari

Il lotto di ostriche interessato è GTO 4024, confezionato da GISA SRL nello stabilimento di Anzio (RM) via Colle Cocchino 13/A, in cassette da 3 kg. Ed è stato richiamato per rischio microbiologico.

L'allerta, che viene dal ministero della Salute, è seria, perché il virus sotto accusa è decisamente aggressivo. Si tratta di un patogeno per il quale non esiste, al momento, nessun vaccino. Alcuni lo conoscono come il nome di Norwalk, omonimo della città di Ohio che registrò un’epidemia nel lontano 1968. I sintomi sono abbastanza tipici, e di norma sono simili a quella che noi chiamiamo – erroneamente – influenza intestinale. In realtà si tratta di una gastroenterite non batterica (come i rotavirus) che comincia con forte nausea, vomito e, talvolta, diarrea.

I sintomi, per fortuna, si risolvono da soli entro tre-cinque giorni anche senza l’utilizzo di medicinali.

 

Si raccomanda a coloro che hanno acquistato il prodotto con medesimi lotti di appartenenza, di NON consumarli e di riportarli al punto vendita, che provvederà al rimborso.

Roberta Ragni

Manta, la barca che rimuoverà la plastica dai mari

Published in: Ambiente

Presentata nei giorni scorsi a Parigi, Manta non è ancora in mare ma l'associazione Sea Cleaners ha già raccolto abbastanza fondi per finanziare gli studi di fattibilità e realizzare il prototipo in scala 1/10 da mettere in mare. Dopo un anno e mezzo di studi e raccolta di fondi, l'avventuriero franco-svizzero ha compiuto un passo in avanti presentandone un modello della versione finale. Già dal prossimo inverno, la barca sarà in mare per testare il sistema di raccolta dei rifiuti.

Yvan Bourgnon è uno skipper testardo che, dopo aver vinto il Transat Jacques Vabre, ha deciso di fare il giro del mondo in un catamarano sportivo, attraversando anche le isole artiche del grande Nord canadese senza cabina. Un uomo abituato alle imprese impossibili e alle sfide.

“Quando avevo 8 anni, andavo in giro per il mondo con i miei genitori, non vedevamo plastica. Trentacinque anni dopo, c'è ovunque” racconta.

La Manta punta a raccogliere i rifiuti più grandi, come bottiglie prima che si rompano diventano microplastiche. In questa fase, galleggiano e sono quindi facili da recuperare e da riciclare.

Con i suoi 70 m di lunghezza e 49 m di larghezza, vele e turbine eoliche alte come l'Arco di Trionfo, questo mostro dei mari grazie alle sue dimensioni permetterà di raccogliere 250 tonnellate di rifiuti di plastica prima di dover tornare in un porto per scaricarle. In un anno dovrebbe riuscire a raccoglierne circa 5000 tonnellate.

Come? Gli architetti della "Manta" avevano prima immaginato reti o un grande “rastrello” ma alla fine hanno scelto dei tapis roulant che aspirano i rifiuti portandoli a bordo.

Con un'impronta di carbonio ridotta al minimo, Manta sarà equipaggiata con vele DynaRig e quattro motori elettrici alimentati sia da due turbine eoliche che da 2000 m² di pannelli solari, il tutto combinato con un potente sistema di accumulo.

Durante le fasi di raccolta, un sistema sonoro manterrà i cetacei e gli altri pesci fuori dalla traiettoria per evitarne la cattura accidentale. Manta ha a bordo anche un laboratorio scientifico che consentirà la geolocalizzazione, la quantificazione e la qualificazione dei rifiuti. I dati verranno forniti all'intera comunità internazionale.

“Gli oceani non sono contaminati in modo uniforme. Il 95% delle materie plastiche proviene dai dieci fiumi più inquinati” ha detto Patrick Fabre Tip, uno dei co-fondatori di Sea Cleaners. “Ci posizioneremo negli estuari di questi corsi d'acqua”.

Se tutto andrà secondo i piani, Manta sarà all'opera nel 2022.

Certo, una barca non sarà sufficiente visto che per colpa nostra ogni anno finiscono in mare oltre 8 milioni di tonnellate di plastica ma è un aiuto nella speranza che si possa ridurre la nostra dipendenza da questo pericoloso materiale.

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Francesca Mancuso

Francesca Michielin: creare una nuova foresta ascoltando il suo ultimo disco

Published in: Arte e Cultura

Chi ascolta in streaming i brani del nuovo disco dell’artista bassenese, infatti, contribuisce a piantare alberi nella nazione africana. Oppure potrà decidere di acquistare direttamente un albero di avocado.

Una bellissima iniziativa, nata in collaborazione con Treedom, il sito creato a Firenze nel 2010 da un team di giovani con la voglia di rendere il mondo più verde, e l’unico che permette di piantare un albero a distanza e di seguirlo online, andando a finanziare direttamente contadini locali in giro per il mondo e apportando benefici ambientali, economici e sociali

Con Francesca Michielin, ora, e con il suo “F(or)esta 2640”, ogni 200mila stream viene piantato un albero in Kenya e si arricchisce la foresta di Francesca. Le visualizzazioni dell’album in pratica si tradurranno in veri e propri alberi.

Ad oggi, grazie agli streaming dell’album, sono già stati piantati quasi 200 alberi, di cui si può seguire online la crescita. Qui è possibile vederne una mappa.

Tutte specie nuove che, oltre ad assorbire CO2, sono pronte a generare anche benefici sociali ed economici per il contadino che le pianta, per la sua famiglia e per la collettività locale.

Per arricchire la foresta di Francesca è possibile partecipare non solo allo streaming, ma anche acquistare un albero di avocado a 19,90 euro e contribuire così ad assorbire 500 kg di CO2.

Buona musica!

Germana Carillo

Hai una piantina in difficoltà? Ecco l'ospedale che te la cura gratis

Published in: Orto & Giardino

“Sono Gianni Boetto, storico Barista padovano di Via dei Tadi, amo la Natura e le Piante fornisco un aiuto gratuito alle vostre Piante”, si presenta così Gianni su Facebook, dove curiosando abbiamo trovato proprio una pagina dedicata a questa sua attività del tutto volontaria e senza scopo di lucro.

Quante volte ci siamo chiesti perché la nostra pianta grassa non ha un bell’aspetto? Quanta acqua dobbiamo mettere all’uno o all’altro fiore e ancora qual è il luogo della nostra casa dove potrebbe trarne più beneficio? A queste e tante altre domande risponde Gianni che, in via Tadi, ha trasformato un locale vuoto in un ricovero per piante.Si trova proprio accanto al suo bar, che è la sua principale attività.

Il cartello è scritto a mano e dalla vetrina trasparente si intravedono piante di tutti i tipi, sono quelle tenute in osservazione da Gianni, arrivate qui perché per un motivo o un altro, stavano morendo.

“Hai una piantina in difficoltà? Passa da Gianni, proverà a salvarla con piacere e senza una lira”, recita uno dei suoi cartelli.

Da sempre amante della natura e degli animali, Gianni cura le piante, cambiando la terra, concimandole, annaffiandole dandogli una nuova vitalità. Una volta guarite, ritornano dai loro proprietari e da tempo riesce a salvare anche quelle che si trovano nelle situazioni più disperate.Non a caso, ormai da tre anni, Gianni e il suo ospedale sono un punto di riferimento per tutti i padovani della zona e non solo.

La sua passione però non si ferma a questo tipo di generosità: sul ponte Tadi il barista ha piantato una vigna, alberi da frutto e messo delle sedie usufruibili a chiunque, senza l’obbligo di consumare nel bar. All’angolo con Riviera Albertino Mussato, invece Gianni ha costruito un vero e proprio ‘orto degli ingiusti’.

“Il nome è motivato da fatto che qui è stata commessa una grossa ingiustizia, perché, quando c'era la precedente amministrazione, è stato tagliato un pioppo di cento anni, sanissimo e molto bello, che aveva piantato mio padre. Ho fatto di tutto perché le motoseghe non arrivassero, ma alla fine quel caro vecchio albero, a cui erano legati tanti ricordi di chi vive in zona, è stato abbattuto. Per questo, assieme ad altra gente, ho creato questa aiuola e tante signore portano le piantine fiorite che io metto a dimora per dare il "benvenuto" alla bella stagione”, spiega.

Insomma, tutte iniziative lodevoli che fanno bene all’ambiente e che creano socialità, speriamo che l’esempio venga presto preso anche in altre città italiane!

Qualche consiglio lo trovate qui:

Dominella Trunfio

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