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OPod Tube: la tiny house dentro... le tubature dell'acqua!

Published in: Abitare

Trovare soluzioni abitative in spazi non convenzionali è la missione dell'archietto James Law che ha ideato questa tiny house. È la prima volta che si riutilizzano le infrastrutture idriche e fognarie come soluzione per la carenza di alloggi e per costruire nuove abitazioni a basso costo.

Lungi dal voler criticare o approvare la qualità della vita in città così densamente popolate, va detto che stando alle cifre fornite dal governo e rese note da Reuters, il numero di famiglie di Hong Kong costrette a vivere in "case inadeguate" come edifici industriali abbandonati e camere singole incredibilmente piccole è aumentato del 9% nel 2017.

Per questo si sta cercando di correre ai ripari offrendo comunque alloggi dignitosi.

"OPod Tube Housing" dell'architetto Law è un'unità abitativa a basso costo sperimentale. Realizzate all'interno di tubi in calcestruzzo da 2,5 m di diametro e facilmente reperibili, queste abitazioni sono pensate per una o due persone, offrendo cucina e bagno completamente attrezzati in uno spazio di circa 10 mq. Ciascuna cabina è dotata di mobili che massimizzano lo spazio interno. Inoltre, può essere impilata fino a diventare un basso edificio e una comunità modulare in breve tempo.

   

Dato che a Hong Kong i terreni liberi sono una rarità, OPod sfrutta appieno gli angoli e gli spazi ristretti dei vicoli della città. Essendo anche molto pesanti - i tubi pesano fino a 22 tonnellate ciascuno – queste tiny house non hanno bisogno di essere fissate tra loro ma si appoggiano l'una sull'altra.

"Il divano si raddoppia e diventa un letto; il sistema di scaffalature flessibili è personalizzabile in base alle esigenze degli occupanti. Abbiamo un micro-frigo e un piccolo forno a microonde - il più piccolo disponibile sul mercato - e una doccia e un WC integrati all'interno di una stanzetta" spiega Law.

   

Per quanto riguarda i costi, si stima che occorrano circa $ 15.000 per l'acquisto di un tubo per l'acqua convertito in un micro-appartamento completamente attrezzato, circa la metà della trasformazione di un container in una tiny house, anche se quest'ultimo garantisce spazi interni più ampi.

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È chiaro che questi micro-appartamenti modulari allestiti all'interno delle condutture idriche in calcestruzzo fungono da alloggio temporaneo, in attesa che i residenti di Hong Kong possano trovare soluzioni più consone. Al momento non sono stati resi noti i piani per realizzare gli Opod ad Hong Kong ma Law spera che il suo prototipo susciti l'interesse degli sviluppatori interessati a fare un ulteriore passo avanti nella progettazione delle tubature urbane.

Francesca Mancuso

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Tangram e costruzioni mosaico: origini, vantaggi, schemi e figure da scaricare

Published in: Speciale bambini

Origine e storia del Tangram

Probabilmente vi sarà capitato tra le mani quel gioco dalla forma quadrata composto da sette parti: un quadrato, un rombo e cinque triangoli rettangoli isosceli di diverse dimensioni.

La regola per utilizzarlo è semplice: su un piano, e senza sovrapporli, vanno usati tutti e 7 i pezzi di cui è formato in modo da creare delle figure riconoscibili e dalle giuste proporzioni.

Si tratta di un gioco di origine cinese e di antica tradizione (potrebbe risalire addirittura a 3000 anni fa!) anche se non si conosce bene la sua storia. Viene chiamato anche “le sette pietre della saggezza”, questo nome suggestivo con cui è conosciuto nella sua terra d’origine fa riferimento al fatto che si ritiene saggio e talentuoso chi ha piena padronanza di questo gioco.

Si tratta infatti di passatempo solo apparentemente facile e “da bambini”: chi lo conosce sa che realizzare le figure non è sempre intuitivo e semplice, spesso si richiedono degli schemi da seguire per creare ciò a cui la fantasia lì per lì non era arrivata. Anche ricomporre semplicemente il quadrato originario può dare difficoltà, soprattutto a chi è alle prime armi.

La versione originale è quella in legno ma esistono ormai Tangram di diversi materiali e generi (ne parliamo più in basso) e volendo si può realizzare anche da soli con il cartoncino:

Leggenda del Tangram

La leggenda all’origine di questo gioco narra che un monaco donò ad un suo discepolo un quadrato di porcellana e un pennello. Portandolo in giro per il mondo l’allievo doveva rappresentare su di esso attraverso i colori le bellezze che incontrava. Sfortunatamente il quadrato cadde e il discepolo si trovo con 7 pezzi separati, capì però che anche con quelli poteva rappresentare il mondo al meglio, l’importante era saperli accostare tra di loro nel modo giusto. Nacque così il gioco che si è tramandato fino ad oggi.

Vantaggi del Tangram

Un gioco come il Tangram offre diversi vantaggi, è in grado soprattutto di stimolare l’immaginazione e la creatività grazie al fatto che i vari pezzi che lo compongono possono essere sapientemente assemblati in diverse forme realizzando così figure di ogni genere. L’importante è non barare: ogni figura deve essere infatti creata utilizzando tutti e 7 i pezzi del Tangram.

Esistono poi delle varianti al classico gioco pensate per i bambini più piccoli alle prese con forme e colori che possono essere utilizzate per stimolare la loro fantasia e realizzare degli originali puzzle. Con i pezzetti di legno i bambini si divertiranno a creare figure diverse allenando la loro capacità logica ma anche migliorando le loro percezioni grafiche e dello spazio.

I vari oggetti, animali o figure geometriche che si possono realizzare possono servire anche ad illustrare storie per i più piccoli. Tra l’altro si riescono anche a creare figure molto articolate e apparentemente “vive”, illusioni ottiche in grado di stimolare ancora di più l’immaginazione e l’espressività.

Le potenzialità di questo gioco sono ormai consolidate anche in campo didattico e c’è chi lo utilizza per facilitare l’insegnamento della matematica e della geometria ma anche all’interno di test psicologici.

Come si gioca: le varie possibilità

Le possibilità di gioco sono molte e variano anche con l 'eta e il numero di giocatori. E' possibile infatti lasciare i bimbi liberi di sperimentare e creare le loro forme, oppure rendere più stimolante il gioco con delle tessere con figure già create e coinvolgere i vari giocatori a realizzare una figura nel minor tempo possibile o ancora, per i più piccoli, creare schemi con la stessa dimensione delle forme in cui far inserire i vari pezzi, a mo' di puzzle. 

Tangram classico e schemi tangram

Il Tangram originale classico è, come abbiamo detto, quello composto da soli 7 pezzi che vanno a formare il quadrato e con essi è possibile creare oltre 100 figure. E' possibile trovare le versioni in metallo o in legno, colorate o "al naturale", di diverse dimensioni.

Il più tradizionale Tangram è realizzato in legno e lasciato del suo colore originario. Si trova però anche con i pezzi, sempre in legno, ma colorati.

Tangram in legno naturale

Tangram in legno colorato

Tangram Magnetico

 

Tangram Battle (per due giocatori)

Tangram Kids

Schemi e figure Tangram

Gli schemi e le figure che si possono realizzare con questi 7 pezzi sono, come detto, centinaia. Spesso nelle confezioni del Tangram, sia l’originale che le varianti per bambini, sono presenti già alcuni schemi che si possono sperimentare per realizzare le figure, ma ne esistono moltissimi altri online da scaricare gratuitamente e poi eventualmente stampare a seconda dell'uso che se ne vuole fare: se solo come ispirazione o se volete utilizzarli per sovrapporre le tessere. Qui un pdf molto esaustivo con schemi tangram e suggerimenti di gioco

 

E' possibile trovare online anche molti video che suggeriscono schemi e modalità creative di gioco:

  Costruzioni mosaico o costruzioni 3D

Oltre alle varianti del classico gioco, è possibile trovare costruzioni, in legno o magnetiche, che riprendono il principio del tangram e della creazione di figure a partire dalle forme giometriche, sviluppate soprattutto per i bambini che, a differenza del tangram, utilizzano anche altre forme geometriche come l'esagono o il trapezio.

Solitamente il numero è maggiore e non limitato ai 7 pezzi del quadrato tangram, ma come per quest'ultimo i  possibili giochi e utlizzi variano in base all'età e al numero dei bimbi. Ed è possibile trovare o realizzare schemi con le varie figure o lasciare i bimbi liberi di crearne delle proprie.

Ecco alcuni esempi con i relativi schemi:

Blocchi e tavole con motivi Melissa and Doug (120 pezzi)



Lewo Set Tangram Puzzle (60 pezzi)

 


Questi due set hanno inclusi nella confezione alcune forme, ma è possibile trovare online molti schemi ad essi ispirati da scaricare e stampare. In particolare sul sito raebear, ad esempio, troverete diversi schemi divisi per tipologie di figure da realizzare con il vostro gioco: veicoli, animali, cibo, lettere dell’alfabeto, numeri, sport e tanto altro. 

 

Costruzioni Mosaico Lidl

Anche noi vi presentiamo alcuni schemi originali che ben si adattano al set per mosaico della Play Tive Junior vendute alla Lidl che ha pezzetti più grandi rispetto ai precedenti.

   

Un’idea carina in più per far giocare i bimbi che abbiamo utilizzato è quella di stampare gli schemi su dei fogli, plastificarli e poi applicare gli straps maschi e femmine (uno sul foglio e l’altro sul pezzetto di costruzione) in modo da realizzare un originale puzzle.

   

Scaricate subito QUI i nostri schemi e buon divertimento!

Francesca Biagioli

Ciambellone yogurt e limone

Published in: Ricette

Senza ingredienti raffinati, questo ciambellone piacerà sicuramente a grandi e piccini. Per la sua preparazione vi esortiamo ad utilizzare limoni biologici in modo da utilizzare in tutta tranquillità sia il loro succo che la loro buccia, in caso contrario è preferibile rimandare la preparazione di questo dolce.

Ingredienti
  • 200 gr di farina di farro
  • 200 gr di farina di grano duro
  • 4 uova
  • 130 gr di sciroppo di agave
  • 16 gr di lievito per dolci
  • 125 g di yogurt bianco
  • 1 limone biologico
  • olio e farina q.b. per lo stampo
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  • Tempo Preparazione:
    15 minuti
  • Tempo Cottura:
    30 minuti
  • Tempo Riposo:
    -
  • Dosi:
    per 6 persone
  • Difficoltà:
    bassa
  Come preparare il ciambellone yogurt e limone: procedimento

 

  • Ungere ed infarinare lo stampo.
  • Lavare il limone, grattugiarne la buccia e spremerlo.
  • Sgusciare le uova e metterle in una ciotola capiente,
  • montarle insieme allo sciroppo d'agave e lo yogurt,
  • incorporare ora la buccia e il succo del limone
  • e a seguire aggiungere anche le farine e il lievito,
  • continuare a montare fin quando l'impasto della torta non scenderà giù falle fruste senza spezzarsi.
  • Versare ora il composto nello stampo,
  • infornare e cuocere in forno caldo a 180° per circa mezz'ora.
  • A cottura ultimata sfornare, sformare e far raffreddare su una gratella,
  • spolverizzare a piacere con zucchero di canna a velo prima di servire.
Come conservare il ciambellone yogurt e limone:

Il ciambellone yogurt e limone se riposto in appositi contenitori ermetici resterà fragrante per diversi giorni.

Potrebbero interessarti anche altre ricette di ciambellone, altre ricette di torta al limone o torta allo yogurt

Ilaria Zizza

Lo zoo svedese che ha ucciso 9 cuccioli di leoni perché in esubero

Published in: Animali

 

Sono stati gli stessi responsabili della struttura ad ammetterlo: solo due dei 13 cuccioli nati da tre diverse cucciolate sono ancora vivi e rinchiusi allo zoo. Due leoni sono morti per cause naturali e i restanti cuccioli sono stati soppressi.

Una pratica che il Boras Djurpark, a circa 40 chilometri da Göteborg usa ormai da tempo. Simba, Rafiki, Nala e Sarabi sono nati nella primavera 2012 e soppressi nell’autunno 2013, mentre Kiara, Banzai e Kovu sono nati nella primavera del 2014 e sono stati uccisi fra l’estate e l’autunno 2015.

Ancora nel 2016 sono stati soppressi Potter, Weasley, mentre Granger e Dolores sono stati trasferiti in uno zoo inglese. Secondo quanto raccontano i responsabili, si sarebbe fatto di tutto per venderli o spostarli in altre strutture.

“ Non abbiamo trovato nessuno disponibile e gli animali erano troppi”, dicono.

“Quando hanno iniziato a essere troppo aggressivi e il gruppo troppo numeroso abbiamo dovuto procedere in quel modo. Non è un segreto e non cerchiamo di nascondere che lavoriamo in questo modo. È, purtroppo, un percorso naturale per i gruppi di leoni”, spiega Bo Kjellson, amministratore delegato del parco, alla tv svedese SVT.

A noi la cosa che sconvolge è proprio questa pratica legalizzata e il fatto che quasi ci si scandalizzi che dei leoni possano essere aggressivi. Certo, in un contesto in cui vengono narcotizzati e drogati per diventare degli automi, forse può sembrare strano vederli comportarsi secondo la loro indole. E’ questo è l’ennesimo motivo per cui condanniamo fermamente gli zoo di tutto il mondo.

Basti pensare che non è la prima volta che parliamo di animali uccisi per esubero. Ricordiamo ad esempio Marius, la piccola giraffa uccisa davanti agli spettatori e poi data in pasto ai leoni nello zoo di Copenaghen. In quel caso, tutto il mondo si era indignato per la spettacolarizzazione della morte, qualcosa che ovviamente in natura non avrebbe destato alcun scalpore.

E come dimenticare la zebra della Norvegia dato in pasto alle tigri a Kristiansand Dyrepark, anche in quel caso perché l’animale non poteva essere mantenuto dallo zoo. 

Ecco perché diciamo NO allo zoo:

Tutto questo fa riflettere ancora una volta sull’inutilità di queste strutture che per puro profitto non rispettano il benessere degli animali.

Dominella Trunfio

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La Danimarca pulisce la Groenlandia dai rifiuti tossici lasciati dagli Usa

Published in: Ambiente

Mezzo secolo fa, gli americani lasciarono le basi militari, ma in tutti questi anni i rifiuti tossici non sono mai stati smaltiti, adesso il governo danese ha annunciato che investirà 30milioni di dollari per bonificare la zona.

Il programma durerà sei anni e verrà portato avanti da un gruppo di esperti ambientali che lavoreranno assieme ai residenti, per identificare l’entità dei danni prodotti dall’inquinamento negli impianti della Seconda guerra mondiale.

Dopo una prima analisi di verifica, si procederà con la bonifica. Il via libera arriva dopo anni di trattative, in cui l’amministrazione di Nuuk chiedeva a Copenhagen (che controllava l’isola all’epoca della guerra) di ripulire le basi militari. In un primo momento però, il governo danese non si era mostrato malleabile. Secondo il ministero dell’Ambiente, il compito della bonifica doveva essere della Groenlandia, poiché la protezione ambientale era stata demandata a Nuuk nel 1989.

Lo scorso giugno, tuttavia, il governo danese ha, invece, stabilito che finanzierà uno sforzo di risanamento e l'accordo già firmato rende definitivo l’ impegno. Resta da chiarire che tipo di inquinamento, gli esperti si troveranno davanti.

La zona essendo sconfinata è anche off limits, uno dei siti menzionati è Ikkatteq, sulla costa orientale del paese, che era stato utilizzato come aeroporto dal 1941 al 1947 e conosciuto con il nome in codice Bluie East Two. Il sito contiene circa 100mila taniche di petrolio lasciate dalle forze armate statunitensi.

Gli esperti però assicurano che il finanziamento non è sufficiente per pulire tutti i siti e che un numero sostanzioso di basi militari non saranno coperte dall’accordo, così come Camp Century, una base sotterranea contaminata da rifiuti tossici e radioattivi.

Sull'inquinamento potrebbero interessarvi:

Ciò che è certo, è che gli Stati Uniti non sono stati coinvolti nel risanamento e la motivazione non è stata ancora chiarita dal governo danese.

Dominella Trunfio

Foto: George Grubb

Il bambino di Nagasaki che portò in spalla il fratellino morto

Published in: Speciale bambini


Una foto che risale a quell’epoca, scattata dall’obbiettivo di Joe O'Donnell, giornalista e fotografo americano che lavorava per la United States Information Agency come inviato in Giappone, per documentare gli effetti delle due bombe atomiche sganciate a Hiroshima e Nagasaki.

Un’immagine cruda che Papa Francesco ha distribuito in questi giorni ai giornalisti sul volo diretto a Santiago del Cile, come testimonianza del ‘frutto della guerra’ e un monito contro altri conflitti.

Quella della bomba atomica è stata una pagina della storia da dimenticare, ci aveva provato anche O'Donnell che una volta tornato in America, aveva cercato di cancellare l’orrore dalla sua mente. Ma il mondo doveva sapere cosa era successo, partendo proprio dalla storia di questo bambino.

Nel 1995, in un’intervista all'emittente giapponese Nhk Tv, il fotografo americano si era sentito in dovere di scusarsi con il popolo giapponese e con tutte le vittime dei bombardamenti.

Altri bambini che soffrono: 

Questa drammatica fotografia in bianco e nero mostra un dolore composto e un silenzio che penetra nel cuore.

Scalzo, immobile e svuotato dai sentimenti, il bambino attende di salutare per l’ultima volta il fratellino.

Dominella Trunfio

Pinguini avvistati nelle città del mondo: al via la spedizione per aprire la più grande riserva nell'Antartide

Published in: Ambiente

Ovviamente non si tratta di pinguini veri ma di sculture realizzate in Germania. Armati di valigia, gli uccelli sono in procinto di partire per l’Antartide dai vari angoli del mondo, dalla Casa Bianca al colorato quartiere Boca di Buenos Aires, dalla Sydney Opera House alla Sagrada Família di Barcellona.

La scelta è ricaduta su queste creature, simbolo della nuova campagna di Greenpeace, per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla creazione della più grande area protetta sulla Terra: un santuario di 1,8 milioni di chilometri quadrati nel Mare di Weddell, nell'Oceano Antartico.

Quest'area infatti è oggetto di una proposta di protezione promossa dall'Unione europea che sarà esaminata dalla Commissione sull'Oceano Antartico (CCAMLR) nel mese di ottobre.

     

L'equipaggio della nave Arctic Sunrise per tre mesi effettuerà ricerche molto importanti. Tramite un sottomarino per la prima volta si studieranno i fondali del Mare di Weddell. Gli scienziati a bordo cercheranno di scoprire quali sono gli ecosistemi marini piàù vulnerabili e cercheranno nuove specie sul fondo del mare, compresi rari coralli e spugne.

       

Ciò fornirebbe ulteriori prove della necessità di una protezione completa dell'area. Ma non solo. Verranno effettuati dei campionamenti dell'acqua per individurare eventuali sostanze inquinanti, soprattutto materie plastiche.

LEGGI anche:

"L’Oceano Antartico può sembrare lontano, ma quello che succede laggiù è cruciale per il nostro futuro. Un santuario nell’Antartico non solo salvaguarderebbe i pinguini, le balene e le foche, ma potrebbe rendere questa area forte abbastanza da contribuire a mitigare i peggiori effetti dei cambiamenti climatici. Quando i governi si incontreranno ad ottobre, avranno l'opportunità di creare la più grande area protetta sulla Terra. Facciamo in modo che accada», ha detto Frida Bengtsson, a capo della nuova campagna di Greenpeace “#ProtectAntarctic”.

Francesca Mancuso

Pinguini avvistati nelle città del mondo: al via la spedizione per aprire la più grande riserva nell'Antartide

Published in: Ambiente

Ovviamente non si tratta di pinguini veri ma di sculture realizzate in Germania. Armati di valigia, gli uccelli sono in procinto di partire per l’Antartide dai vari angoli del mondo, dalla Casa Bianca al colorato quartiere Boca di Buenos Aires, dalla Sydney Opera House alla Sagrada Família di Barcellona.

La scelta è ricaduta su queste creature, simbolo della nuova campagna di Greenpeace, per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla creazione della più grande area protetta sulla Terra: un santuario di 1,8 milioni di chilometri quadrati nel Mare di Weddell, nell'Oceano Antartico.

Quest'area infatti è oggetto di una proposta di protezione promossa dall'Unione europea che sarà esaminata dalla Commissione sull'Oceano Antartico (CCAMLR) nel mese di ottobre.

     

L'equipaggio della nave Arctic Sunrise per tre mesi effettuerà ricerche molto importanti. Tramite un sottomarino per la prima volta si studieranno i fondali del Mare di Weddell. Gli scienziati a bordo cercheranno di scoprire quali sono gli ecosistemi marini piàù vulnerabili e cercheranno nuove specie sul fondo del mare, compresi rari coralli e spugne.

       

Ciò fornirebbe ulteriori prove della necessità di una protezione completa dell'area. Ma non solo. Verranno effettuati dei campionamenti dell'acqua per individurare eventuali sostanze inquinanti, soprattutto materie plastiche.

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"L’Oceano Antartico può sembrare lontano, ma quello che succede laggiù è cruciale per il nostro futuro. Un santuario nell’Antartico non solo salvaguarderebbe i pinguini, le balene e le foche, ma potrebbe rendere questa area forte abbastanza da contribuire a mitigare i peggiori effetti dei cambiamenti climatici. Quando i governi si incontreranno ad ottobre, avranno l'opportunità di creare la più grande area protetta sulla Terra. Facciamo in modo che accada», ha detto Frida Bengtsson, a capo della nuova campagna di Greenpeace “#ProtectAntarctic”.

Francesca Mancuso

Scandalo salmonella nel latte in polvere per neonati: nessun lotto in Italia

Published in: Allerte alimentari

Una vicenda dai contorni ancora incerti e che per questo desta ancora più preoccupazione. Circa un mese fa, all'inizio del mese di dicembre, il Ministero della salute francese ha ritirato dal mercato diverse tipologie di latte artificiale per neonati del marchio Lactalis a causa della presenza del batterio della salmonella. Le autorità sanitarie francesi furono allora informate della contaminazione da Salmonella sierotipo agona di 20 bambini di età inferiore a 6 mesi in 8 regioni diverse.

A fine mese, nonostante il richiamo dei prodotti, esattamente alla data del 21 dicembre, erano stati riscontrati 35 casi di contagio da Salmonella fra i neonati con età inferiore ai sei mesi residenti in diverse regioni della Francia. Di questi 16 erano stati addirittura ricoverati.

Bisognava però capire cosa fosse accaduto realmente e perché nonostante il richiamo i bambini continuassero a contrarre l'infezione. La stessa azienda ha avviato un’inchiesta interna mentre il governo francese ha avviato un’indagine preliminare sui casi di salmonella riscontrati.

E nei giorni scorsi a chiarire alcuni punti è stato il numero uno della Lactalis, il CEO Emmanuel Besnier, che da una parte ha difeso la società e dall'altra si è impegnato a risarcire "tutte le famiglie che hanno subito danni".

Secondo quanto riferito a LeFigaro da Besnier, a essere state richiamate ad oggi sono state ben 12 milioni di confezioni di latte in 83 paesi. In tutto, 37 bambini si sono ammalati dopo aver consumato latte in polvere prodotto da Lactalis nel suo stabilimento di Craon (Mayenne).

"Quando abbiamo ricevuto il rapporto dalle autorità, oltre ogni sorpresa, la nostra prima reazione è stata quella di preoccuparci delle conseguenze per i consumatori. Si tratta di bambini sotto i sei mesi e per noi, per me, è una grande preoccupazione. La salute dei bambini malati ovviamente mi riguarda. (...) La nostra priorità è sempre stata quella di gestire la crisi e garantire che non ci siano nuovi bambini malati. (...) Oggi ci dicono che [i bambini infetti] stanno bene, questa è la cosa principale" ha detto.

E in Italia?

Anche se non sono stati resi noti gli 83 paesi in cui i lotti sono stati venduti, il Ministero della salute italiano ha rassicurato spiegando che le Autorità francesi non hanno comunicato, tramite il sistema di allerta comunitario (RASFF), l'esistenza di lotti spediti verso l'Italia. Tuttavia, a scopo cautelativo, il Ministero ha

"avviato interlocuzioni con la Commissione europea e direttamente con le Autorità Francesi, per sollecitare ulteriori informazioni su Paesi e lotti interessati e resta in continuo contatto con entrambe attraverso il sistema di allerta comunitario per seguire ogni sviluppo, ricevere aggiornamenti ed eventualmente adottare ogni provvedimento a tutela dei consumatori".

Inoltre, anche se nel nostro paese non risultano lotti contaminati, il Ministero ha deciso di sottoporre a verifiche i lotti del prodotto Milumel Bio oggetto di allerta latte:

  • 17C0012686 con termine massimo di conservazione (TMC) 27/04/2018,
  • 17C0012844 con TMC 24/05/2018,
  • 17C0012965 con TMC 12/09/2018,
  • 17C0013595 con TMC 06/01/2019,
  • 17C0013733 con TMC 03/02/2019.

LEGGI anche:

Al momento non si può fare altro. L'unico consiglio alle mamme e future mamme è quello di considerare l'importanza dell'allattamento al seno. Il latte materno è l'alimento perfetto per un neonato e nonostante gli sforzi dell'industria alimentare, il latte artificiale non potrà mai eguagliarne le proprietà.

Francesca Mancuso

Scandalo salmonella nel latte in polvere per neonati: nessun lotto in Italia

Published in: Allerte alimentari

Una vicenda dai contorni ancora incerti e che per questo desta ancora più preoccupazione. Circa un mese fa, all'inizio del mese di dicembre, il Ministero della salute francese ha ritirato dal mercato diverse tipologie di latte artificiale per neonati del marchio Lactalis a causa della presenza del batterio della salmonella. Le autorità sanitarie francesi furono allora informate della contaminazione da Salmonella sierotipo agona di 20 bambini di età inferiore a 6 mesi in 8 regioni diverse.

A fine mese, nonostante il richiamo dei prodotti, esattamente alla data del 21 dicembre, erano stati riscontrati 35 casi di contagio da Salmonella fra i neonati con età inferiore ai sei mesi residenti in diverse regioni della Francia. Di questi 16 erano stati addirittura ricoverati.

Bisognava però capire cosa fosse accaduto realmente e perché nonostante il richiamo i bambini continuassero a contrarre l'infezione. La stessa azienda ha avviato un’inchiesta interna mentre il governo francese ha avviato un’indagine preliminare sui casi di salmonella riscontrati.

E nei giorni scorsi a chiarire alcuni punti è stato il numero uno della Lactalis, il CEO Emmanuel Besnier, che da una parte ha difeso la società e dall'altra si è impegnato a risarcire "tutte le famiglie che hanno subito danni".

Secondo quanto riferito a LeFigaro da Besnier, a essere state richiamate ad oggi sono state ben 12 milioni di confezioni di latte in 83 paesi. In tutto, 37 bambini si sono ammalati dopo aver consumato latte in polvere prodotto da Lactalis nel suo stabilimento di Craon (Mayenne).

"Quando abbiamo ricevuto il rapporto dalle autorità, oltre ogni sorpresa, la nostra prima reazione è stata quella di preoccuparci delle conseguenze per i consumatori. Si tratta di bambini sotto i sei mesi e per noi, per me, è una grande preoccupazione. La salute dei bambini malati ovviamente mi riguarda. (...) La nostra priorità è sempre stata quella di gestire la crisi e garantire che non ci siano nuovi bambini malati. (...) Oggi ci dicono che [i bambini infetti] stanno bene, questa è la cosa principale" ha detto.

E in Italia?

Anche se non sono stati resi noti gli 83 paesi in cui i lotti sono stati venduti, il Ministero della salute italiano ha rassicurato spiegando che le Autorità francesi non hanno comunicato, tramite il sistema di allerta comunitario (RASFF), l'esistenza di lotti spediti verso l'Italia. Tuttavia, a scopo cautelativo, il Ministero ha

"avviato interlocuzioni con la Commissione europea e direttamente con le Autorità Francesi, per sollecitare ulteriori informazioni su Paesi e lotti interessati e resta in continuo contatto con entrambe attraverso il sistema di allerta comunitario per seguire ogni sviluppo, ricevere aggiornamenti ed eventualmente adottare ogni provvedimento a tutela dei consumatori".

Inoltre, anche se nel nostro paese non risultano lotti contaminati, il Ministero ha deciso di sottoporre a verifiche i lotti del prodotto Milumel Bio oggetto di allerta latte:

  • 17C0012686 con termine massimo di conservazione (TMC) 27/04/2018,
  • 17C0012844 con TMC 24/05/2018,
  • 17C0012965 con TMC 12/09/2018,
  • 17C0013595 con TMC 06/01/2019,
  • 17C0013733 con TMC 03/02/2019.

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Al momento non si può fare altro. L'unico consiglio alle mamme e future mamme è quello di considerare l'importanza dell'allattamento al seno. Il latte materno è l'alimento perfetto per un neonato e nonostante gli sforzi dell'industria alimentare, il latte artificiale non potrà mai eguagliarne le proprietà.

Francesca Mancuso

Tris di meteore: come e quando ammirare la pioggia di stelle cadenti di gennaio

Published in: Universo

Tre notti romantiche in arrivo, con luna favorevole perché lontana dalle due fasi di piena del 2 e 31 gennaio. In realtà le delta Cancridi sono attive già da Capodanno e lo saranno fino a fine mese, mentre le Alfa Idridi hanno iniziato la loro attività il 5 gennaio, per proseguire fino al 14 febbraio, ma osserveremo il loro massimo il 16 per le delta Cancridi e alfa Canis Minoridi e il 18 per le Alfa Idridi.

Considerate correnti minori, è vero, ma con un cielo sereno le speranze sono ottime. In particolare, come osserva l’Uai, le delta Cancridi mostrano un radiante diffuso (nella costellazione del Cancro da cui prendono il nome) con meteore lente e in maggioranza deboli, ma anche con occasionali bolidi di origine asteroidale.

Il radiante, visibile per tutta la notte, culmina verso mezzanotte a quasi 65° sull'orizzonte e la notte tra il 16 e il 17 gennaio avremo il picco in completa assenza della Luna.

Analogamente, e sempre nella stessa porzione di cielo, le alfa Canis Minoridis avranno il radiante visibile per tutta la notte (nella costellazione del Cane Minore), che culminerà verso mezzanotte e sarà a quasi 60° sull’orizzonte. Stesso picco, stessa porzione di cielo. Stelle cadenti a pioggia. Nella mappa il cielo del 17 gennaio alle 0.15 circa.

E non finisce qui, perché due notti dopo, il 18 del mese, non mancheranno le alfa Idridi, che si irradiano idealmente dalla costellazione dell'Idra. Anche queste meteore sono generalmente considerate minori, ma in quasi totale assenza di Luna l’osservazione sarà particolarmente favorevole. Nella mappa il cielo del 18 gennaio alle 23.30 circa.

Desideri alla mano, buona visione!

Roberta De Carolis

Tris di meteore: come e quando ammirare la pioggia di stelle cadenti di gennaio

Published in: Universo

Tre notti romantiche in arrivo, con luna favorevole perché lontana dalle due fasi di piena del 2 e 31 gennaio. In realtà le delta Cancridi sono attive già da Capodanno e lo saranno fino a fine mese, mentre le Alfa Idridi hanno iniziato la loro attività il 5 gennaio, per proseguire fino al 14 febbraio, ma osserveremo il loro massimo il 16 per le Delta Cancridi e Alfa Canis Minoridi e il 18 per le Alfa Idridi.

Considerate correnti minori, è vero, ma con un cielo sereno le speranze sono ottime. In particolare, come osserva l’Uai, le delta Cancridi mostrano un radiante diffuso (nella costellazione del Cancro da cui prendono il nome) con meteore lente e in maggioranza deboli, ma anche con occasionali bolidi di origine asteroidale.

Il radiante, visibile per tutta la notte, culmina verso mezzanotte a quasi 65° sull'orizzonte e la notte tra il 16 e il 17 gennaio avremo il picco in completa assenza della Luna.

Analogamente, e sempre nella stessa porzione di cielo, le alpha Canis Minoridis avranno il radiante visibile per tutta la notte (nella costellazione del Cane Minore), che culminerà verso mezzanotte e sarà a quasi 60° sull’orizzonte. Stesso picco, stessa porzione di cielo. Stelle cadenti a pioggia. Nella mappa il cielo del 17 gennaio alle 0.15 circa.

E non finisce qui, perché due notti dopo, il 18 del mese, non mancheranno le alfa Idridi, che si irradiano idealmente dalla costellazione dell'Idra. Anche queste meteore sono generalmente considerate minori, ma in quasi totale assenza di Luna l’osservazione sarà particolarmente favorevole. Nella mappa il cielo del 18 gennaio alle 23.30 circa.

Desideri alla mano, buona visione!

Roberta De Carolis

Wabi-sabi: impariamo ad amare la bellezza dell'imperfezione

Published in: Mente & emozioni

Negli uomini, tra gli uomini, le cose invece vanno da sempre un po' diversamente: “Le persone perfette non combattono, non mentono, non commettono errori e non esistono”, affermò - giusto “qualche” anno fa – Aristotele. Se anche non si può essere perfetti si può però diventare “perfezionisti”: un'attitudine che cresce sin da piccoli.

Quando l'ambiente (spesso a partire dai genitori) esprime soprattutto elevate richieste di "performance", si finisce per collegare proprio livello di autostima a standard di prestazione sempre elevati. Ineccepibili. I risultati, per il benessere psicoemozionale, sono per lo più deleteri: si tratta di individui “super-sensibili all'imperfezione, al fallimento e alla debolezza. Credono che saranno accettati e amati dagli altri solo se non sbaglieranno mai. Non conoscono il significato di "abbastanza buono". Per loro, è sempre tutto o niente. Temono quindi l'insuccesso, l'indecisione, la vergogna della non perfezione”, afferma lo psicologo e scrittore Adrian Furnham

Perchè se ne parla? Perchè, ahiloro, i perfezionisti, sono in aumento. Uno studio ha analizzato i comportamenti basati sull'individualismo competitivo e il perfezionismo negli studenti universitari (di America, Canada e Regno Unito) dal 1989 al 2016: i risultati indicano chiaramente che non solo i giovani percepiscono l'ambiente come più richiedente ma sono anche più esigenti sia con se stessi che nei confronti degli altri.

E questo riguarda non solo il lavoro ma anche le ambizioni riferite allo stile di vita e si traduce in obiettivi irrealistici. Una sorta di circolo vizioso e stressante della perfezione, insomma, che alla fine non porta benefici neanche alla produttività.

Per uscirne, bisogna imparare a fluire con la bellezza dell'imperfezione. E' la riscossa del Wabi-sabi” (che, nella cultura giapponese, è una celebrazione della transitorietà e persino della decadenza della natura): fare le cose al meglio che si può, divertendosi. Prendere il bello e il buono di quello che c'è e goderselo.

Su questo trend si è sviluppato, tra l'altro, molto design occidentale contemporaneo, legato al recupero, all'originalità che nasce dalla diversità, la valorizzazione del particolare e non dello standard. Nella vita pratica, quotidiana, si traduce nella valorizzazione dell'errore, che consente di capire e cambiare; si esce dal fallimento per entrare nell'esperienza. Gli obiettivi, passo dopo passo, sono più raggiungibili e questo produce effetti positivi sul risultato e sull'autostima. Senza ansie, senza depressioni. Con il gusto e il piacere persino dell'imperfezione.

Leggi anche: Smetti di procrastinare, la perfezione non esiste

Ciò non toglie che ricercare la “perfezione” (assolutamente tra virgolette, intesa cioè come crescita personale, come creazione di Bellezza, Gentilezza e opere che hanno come obiettivo il bene di tutti) sia umano, umanissimo e cosa buona e giusta: a patto che sia vissuta con la consapevolezza della inevitabile imperfezione che è, sempre, con noi. Come un processo, come un cammino: tutto è perfetto così com'è non perchè sia necessariamente – nello specifico - totalmente perfetto, non perchè sia privo di errori o cosiddetti fallimenti, ma perchè si colloca in un divenire, nell'accoglienza del limite umano che si misura e sforza per andare oltre. In tensione verso il Cielo, dentro e fuori di Sè. 

Anna Maria Cebrelli

 

Wabi-sabi: impariamo ad amare la bellezza dell'imperfezione

Published in: Mente & emozioni

Negli uomini, tra gli uomini, le cose invece vanno da sempre un po' diversamente: “Le persone perfette non combattono, non mentono, non commettono errori e non esistono”, affermò - giusto “qualche” anno fa – Aristotele. Se anche non si può essere perfetti si può però diventare “perfezionisti”: un'attitudine che cresce sin da piccoli.

Quando l'ambiente (spesso a partire dai genitori) esprime soprattutto elevate richieste di "performance", si finisce per collegare proprio livello di autostima a standard di prestazione sempre elevati. Ineccepibili. I risultati, per il benessere psicoemozionale, sono per lo più deleteri: si tratta di individui “super-sensibili all'imperfezione, al fallimento e alla debolezza. Credono che saranno accettati e amati dagli altri solo se non sbaglieranno mai. Non conoscono il significato di "abbastanza buono". Per loro, è sempre tutto o niente. Temono quindi l'insuccesso, l'indecisione, la vergogna della non perfezione”, afferma lo psicologo e scrittore Adrian Furnham

Perchè se ne parla? Perchè, ahiloro, i perfezionisti, sono in aumento. Uno studio ha analizzato i comportamenti basati sull'individualismo competitivo e il perfezionismo negli studenti universitari (di America, Canada e Regno Unito) dal 1989 al 2016: i risultati indicano chiaramente che non solo i giovani percepiscono l'ambiente come più richiedente ma sono anche più esigenti sia con se stessi che nei confronti degli altri.

E questo riguarda non solo il lavoro ma anche le ambizioni riferite allo stile di vita e si traduce in obiettivi irrealistici. Una sorta di circolo vizioso e stressante della perfezione, insomma, che alla fine non porta benefici neanche alla produttività.

Per uscirne, bisogna imparare a fluire con la bellezza dell'imperfezione. E' la riscossa del Wabi-sabi” (che, nella cultura giapponese, è una celebrazione della transitorietà e persino della decadenza della natura): fare le cose al meglio che si può, divertendosi. Prendere il bello e il buono di quello che c'è e goderselo.

Su questo trend si è sviluppato, tra l'altro, molto design occidentale contemporaneo, legato al recupero, all'originalità che nasce dalla diversità, la valorizzazione del particolare e non dello standard. Nella vita pratica, quotidiana, si traduce nella valorizzazione dell'errore, che consente di capire e cambiare; si esce dal fallimento per entrare nell'esperienza. Gli obiettivi, passo dopo passo, sono più raggiungibili e questo produce effetti positivi sul risultato e sull'autostima. Senza ansie, senza depressioni. Con il gusto e il piacere persino dell'imperfezione.

Leggi anche: Smetti di procrastinare, la perfezione non esiste

Ciò non toglie che ricercare la “perfezione” (assolutamente tra virgolette, intesa cioè come crescita personale, come creazione di Bellezza, Gentilezza e opere che hanno come obiettivo il bene di tutti) sia umano, umanissimo e cosa buona e giusta: a patto che sia vissuta con la consapevolezza della inevitabile imperfezione che è, sempre, con noi. Come un processo, come un cammino: tutto è perfetto così com'è non perchè sia necessariamente – nello specifico - totalmente perfetto, non perchè sia privo di errori o cosiddetti fallimenti, ma perchè si colloca in un divenire, nell'accoglienza del limite umano che si misura e sforza per andare oltre. In tensione verso il Cielo, dentro e fuori di Sè. 

Anna Maria Cebrelli

 

Scrub labbra: 10 ricette fai da te

Published in: Cosmesi

E’ possibile realizzare in casa degli scrub economici ed efficaci utilizzando degli ingredienti che il più delle volte abbiamo già a disposizione come zucchero di canna, miele, olio d’oliva, olio di cocco, oli essenziali, spezie, ecc.

Le soluzioni fai da te, così come gli scrub già pronti, andrebbero utilizzate 1 o 2 volte a settimana e comunque mai più di 3-4 volte in modo da evitare che le labbra perdano la loro naturale umidità o si screpolino. Meglio fare lo scrub prima di andare a dormire e seguire con l’applicazione di un buon balsamo per le labbra o burrocacao (anche questo può essere fai da te).

Ecco alcune ricette che potete sperimentare:

1. Scrub allo zucchero di canna e miele

Ingredienti

1 cucchiaio di zucchero di canna
Miele (quanto basta per mescolarlo con lo zucchero di canna e formare una pasta)
1 goccia di olio essenziale di vaniglia

Preparazione

Mescolare bene tutti gli ingredienti e conservare fino a un mese in un barattolino di vetro. Per applicare: strofinare lo scrub sulle labbra ed esfoliare delicatamente. Lasciare riposare per un minuto o due poi risciacquare con acqua tiepida. Utilizzare 1-2 volte alla settimana.

2. Scrub al balsamo per labbra

Ingredienti

1 tubetto di balsamo per le labbra
2 cucchiaini di zucchero bianco granulato
1 cucchiaino di olio di cocco a temperatura ambiente

Preparazione

Schiacciare il contenuto di un tubetto di balsamo per le labbra in una piccola ciotola, aggiungere lo zucchero e mescolare accuratamente fino a raggiungere una pasta granulare. Mescolare infine l'olio di cocco e poi conservare in barattolo di vetro con coperchio fino a un mese. Per applicare, spalmare un po’ di prodotto sulle labbra e massaggiare delicatamente. Risciacquare con acqua tiepida. Utilizzare 3-4 volte a settimana.

3. Scrub alla menta

Ingredienti

1/4 tazza di zucchero
1 cucchiaino di miele
1 cucchiaino di olio d'oliva
1 goccia di olio di menta piperita

Preparazione

Mescolare tutti gli ingredienti insieme in una piccola ciotola fino a quando non si forma una pasta. Conservare in un barattolo di vetro o in un contenitore con coperchio. Applicare tenendo un panno caldo sopra le labbra per 3-5 minuti per ammorbidire. Lavare via con lo stesso panno caldo e applicare poi il consueto balsamo per le labbra.

4. Scrub al cocco

Ingredienti:

2 cucchiai di olio di cocco ammorbidito
2 cucchiai di zucchero di cocco
1 cucchiaio di miele

Preparazione

Mescolare gli ingredienti in una piccola ciotola fino a formare una pasta granulosa. Conservare in un barattolo di vetro in frigorifero per 2-3 settimane. Per applicare, distribuire sulle labbra e massaggiare delicatamente per 5 minuti, sciacquare abbondantemente con acqua tiepida e applicare poi un idratante per labbra.

5. Scrub al cioccolato

Ingredienti

3 cucchiai di zucchero semolato bianco
1 cucchiaio di polvere di cacao
2 cucchiaini di olio d'oliva
1 cucchiaino di estratto di vaniglia o di mandorla
Miele

Preparazione

Mescolare tutti gli ingredienti insieme in una piccola ciotola fino a formare una pasta. Se troppo liquida aggiungere ulteriore zucchero, se troppo denso, aggiungere olio d'oliva e miele. Conservare in un contenitore sigillato in frigorifero per 2-3 settimane. Per applicare, tamponare le labbra con un denso strato di maschera al cioccolato e lasciare in posa fino a 5 minuti. Risciacquare abbondantemente con acqua tiepida e applicare un leggero strato di balsamo per labbra.

6. Scrub al limone

Ingredienti

1 cucchiaino di succo di limone appena spremuto
1 cucchiaino e mezzo di olio di cocco
2 cucchiaini di zucchero semolato

Preparazione

In una piccola ciotola aggiungi il succo di limone e l'olio di cocco. Mescola lo zucchero un po' alla volta fino a formare una pasta densa. Una volta pronto trasferisci in un contenitore di vetro e mantieni per una settimana in frigo. Applicane una piccola quantità sulle labbra e strofina con movimenti circolari. Puoi anche usare un piccolo spazzolino da denti per un'ulteriore esfoliazione. Risciacquare con acqua tiepida e applicare il balsamo o il gloss preferito.

7. Scrub al caffè

Ingredienti

2 cucchiai di fondi di caffè
¼ di cucchiaino di olio di cocco
1-2 gocce di olio essenziale

Preparazione

Mescolare il caffè e l'olio di cocco fino a quando i due ingredienti non sono ben miscelati. Aggiungere 1-2 gocce di olio essenziale a scelta. Usa il dito per strofinare leggermente le labbra poi risciacqua e asciuga. Subito dopo puoi applicare un po’ di olio di cocco come idratante per le labbra.

8. Scrub alla cannella

Ingredienti

1/4 di tazza di zucchero di canna
1 cucchiaio di olio di cocco non raffinato (può essere sostituito con qualsiasi tipo di olio come mandorle, olive, ecc.)
1 cucchiaio di miele grezzo non filtrato
1 cucchiaino di polvere di cannella

Preparazione

Mescola bene insieme gli ingredienti in una piccola ciotola e trasferiscili in un vasetto con coperchio. Per usarlo: strofina una piccola quantità sulle labbra con un movimento circolare per 1-2 minuti. Risciacqua via con un panno umido, fai seguire lo scrub da un’applicazione di balsamo per le labbra a base di olio per eliminare l'umidità.

9. Scrub alla fragola

Ingredienti

2 o 3 fragole mature
mezzo cucchiaino di olio d'oliva
1 cucchiaino di miele
1 cucchiaino di glicerina
1 cucchiaino e mezzo di zucchero

Preparazione

Lavate e schiacciate le fragole fino ad ottenere una purea, aggiungete 1 cucchiaino da tè di glicerina e miele. Mescolare bene gli ingredienti. Poiché sia il miele che la glicerina sono di consistenza densa dovrete lavorare un po' per ottenere un composto omogeneo. Unite infine l’olio di oliva e lo zucchero. Una volta che lo scrub è pronto, trasferite il contenuto in un contenitore ermetico. Mettetelo in frigorifero per circa 30 minuti prima di utilizzarlo e usatelo 2 o 3 volte a settimana strofinando sulle labbra per alcuni secondi. Lasciate agire per 5-10 minuti, quindi risciacquate con acqua tiepida e asciugate. Infine, applicate un po 'di olio extra vergine di oliva sulle labbra.

10. Scrub al sale

Ingredienti

1/2 cucchiaino di sale marino
2 cucchiaini di olio di cocco
Olio essenziale (facoltativo), ad esempio quello di lavanda.

Preparazione

Mescolare gli ingredienti e applicare generosamente sulle labbra. Sfregalo con movimenti circolari tenendo le labbra chiuse continuando a strofinare per un minuto o due. Quindi lavare via con acqua e applicare un po’ di balsamo idratante.

LEGGI anche:

Francesca Biagioli

Scrub labbra: 10 ricette fai da te

Published in: Cosmesi

E’ possibile realizzare in casa degli scrub economici ed efficaci utilizzando degli ingredienti che il più delle volte abbiamo già a disposizione come zucchero di canna, miele, olio d’oliva, olio di cocco, oli essenziali, spezie, ecc.

Le soluzioni fai da te, così come gli scrub già pronti, andrebbero utilizzate 1 o 2 volte a settimana e comunque mai più di 3-4 volte in modo da evitare che le labbra perdano la loro naturale umidità o si screpolino. Meglio fare lo scrub prima di andare a dormire e seguire con l’applicazione di un buon balsamo per le labbra o burrocacao (anche questo può essere fai da te).

Ecco alcune ricette che potete sperimentare:

1. Scrub allo zucchero di canna e miele

Ingredienti

1 cucchiaio di zucchero di canna
Miele (quanto basta per mescolarlo con lo zucchero di canna e formare una pasta)
1 goccia di olio essenziale di vaniglia

Preparazione

Mescolare bene tutti gli ingredienti e conservare fino a un mese in un barattolino di vetro. Per applicare: strofinare lo scrub sulle labbra ed esfoliare delicatamente. Lasciare riposare per un minuto o due poi risciacquare con acqua tiepida. Utilizzare 1-2 volte alla settimana.

2. Scrub al balsamo per labbra

Ingredienti

1 tubetto di balsamo per le labbra
2 cucchiaini di zucchero bianco granulato
1 cucchiaino di olio di cocco a temperatura ambiente

Preparazione

Schiacciare il contenuto di un tubetto di balsamo per le labbra in una piccola ciotola, aggiungere lo zucchero e mescolare accuratamente fino a raggiungere una pasta granulare. Mescolare infine l'olio di cocco e poi conservare in barattolo di vetro con coperchio fino a un mese. Per applicare, spalmare un po’ di prodotto sulle labbra e massaggiare delicatamente. Risciacquare con acqua tiepida. Utilizzare 3-4 volte a settimana.

3. Scrub alla menta

Ingredienti

1/4 tazza di zucchero
1 cucchiaino di miele
1 cucchiaino di olio d'oliva
1 goccia di olio di menta piperita

Preparazione

Mescolare tutti gli ingredienti insieme in una piccola ciotola fino a quando non si forma una pasta. Conservare in un barattolo di vetro o in un contenitore con coperchio. Applicare tenendo un panno caldo sopra le labbra per 3-5 minuti per ammorbidire. Lavare via con lo stesso panno caldo e applicare poi il consueto balsamo per le labbra.

4. Scrub al cocco

Ingredienti:

2 cucchiai di olio di cocco ammorbidito
2 cucchiai di zucchero di cocco
1 cucchiaio di miele

Preparazione

Mescolare gli ingredienti in una piccola ciotola fino a formare una pasta granulosa. Conservare in un barattolo di vetro in frigorifero per 2-3 settimane. Per applicare, distribuire sulle labbra e massaggiare delicatamente per 5 minuti, sciacquare abbondantemente con acqua tiepida e applicare poi un idratante per labbra.

5. Scrub al cioccolato

Ingredienti

3 cucchiai di zucchero semolato bianco
1 cucchiaio di polvere di cacao
2 cucchiaini di olio d'oliva
1 cucchiaino di estratto di vaniglia o di mandorla
Miele

Preparazione

Mescolare tutti gli ingredienti insieme in una piccola ciotola fino a formare una pasta. Se troppo liquida aggiungere ulteriore zucchero, se troppo denso, aggiungere olio d'oliva e miele. Conservare in un contenitore sigillato in frigorifero per 2-3 settimane. Per applicare, tamponare le labbra con un denso strato di maschera al cioccolato e lasciare in posa fino a 5 minuti. Risciacquare abbondantemente con acqua tiepida e applicare un leggero strato di balsamo per labbra.

6. Scrub al limone

Ingredienti

1 cucchiaino di succo di limone appena spremuto
1 cucchiaino e mezzo di olio di cocco
2 cucchiaini di zucchero semolato

Preparazione

In una piccola ciotola aggiungi il succo di limone e l'olio di cocco. Mescola lo zucchero un po' alla volta fino a formare una pasta densa. Una volta pronto trasferisci in un contenitore di vetro e mantieni per una settimana in frigo. Applicane una piccola quantità sulle labbra e strofina con movimenti circolari. Puoi anche usare un piccolo spazzolino da denti per un'ulteriore esfoliazione. Risciacquare con acqua tiepida e applicare il balsamo o il gloss preferito.

7. Scrub al caffè

Ingredienti

2 cucchiai di fondi di caffè
¼ di cucchiaino di olio di cocco
1-2 gocce di olio essenziale

Preparazione

Mescolare il caffè e l'olio di cocco fino a quando i due ingredienti non sono ben miscelati. Aggiungere 1-2 gocce di olio essenziale a scelta. Usa il dito per strofinare leggermente le labbra poi risciacqua e asciuga. Subito dopo puoi applicare un po’ di olio di cocco come idratante per le labbra.

8. Scrub alla cannella

Ingredienti

1/4 di tazza di zucchero di canna
1 cucchiaio di olio di cocco non raffinato (può essere sostituito con qualsiasi tipo di olio come mandorle, olive, ecc.)
1 cucchiaio di miele grezzo non filtrato
1 cucchiaino di polvere di cannella

Preparazione

Mescola bene insieme gli ingredienti in una piccola ciotola e trasferiscili in un vasetto con coperchio. Per usarlo: strofina una piccola quantità sulle labbra con un movimento circolare per 1-2 minuti. Risciacqua via con un panno umido, fai seguire lo scrub da un’applicazione di balsamo per le labbra a base di olio per eliminare l'umidità.

9. Scrub alla fragola

Ingredienti

2 o 3 fragole mature
mezzo cucchiaino di olio d'oliva
1 cucchiaino di miele
1 cucchiaino di glicerina
1 cucchiaino e mezzo di zucchero

Preparazione

Lavate e schiacciate le fragole fino ad ottenere una purea, aggiungete 1 cucchiaino da tè di glicerina e miele. Mescolare bene gli ingredienti. Poiché sia il miele che la glicerina sono di consistenza densa dovrete lavorare un po' per ottenere un composto omogeneo. Unite infine l’olio di oliva e lo zucchero. Una volta che lo scrub è pronto, trasferite il contenuto in un contenitore ermetico. Mettetelo in frigorifero per circa 30 minuti prima di utilizzarlo e usatelo 2 o 3 volte a settimana strofinando sulle labbra per alcuni secondi. Lasciate agire per 5-10 minuti, quindi risciacquate con acqua tiepida e asciugate. Infine, applicate un po 'di olio extra vergine di oliva sulle labbra.

10. Scrub al sale

Ingredienti

1/2 cucchiaino di sale marino
2 cucchiaini di olio di cocco
Olio essenziale (facoltativo), ad esempio quello di lavanda.

Preparazione

Mescolare gli ingredienti e applicare generosamente sulle labbra. Sfregalo con movimenti circolari tenendo le labbra chiuse continuando a strofinare per un minuto o due. Quindi lavare via con acqua e applicare un po’ di balsamo idratante.

LEGGI anche:

Francesca Biagioli

H&M nella bufera per questa pubblicità accusata di razzismo

Published in: Costume & Società

A Johannesburg e non solo, infatti, molti negozi sono stati devastati e chiusi dopo la pubblicazione di quella foto sul sito web aziendale, che già aveva scatenato indignazione sui social e rabbia contro la grande catena svedese di abbigliamento low cost, costretta a sua volta a fermare la campagna.

Manifestazioni organizzate che hanno avuta una certa nota di feroce polemica: manichini a terra, specchi rotti, vestiti stracciati, saccheggiamenti. I Combattenti della Libertà Economica (Economic Freedom Fighters - Eff, gruppo di estrema sinistra) hanno così devastato parecchi negozi H&M a Città del Capo, Pretoria, Johannesburg e altre città.

Fonte foto

“Tutte le persone razionali dovrebbero essere d'accordo sul fatto che al negozio non dovrebbe essere permesso di continuare a operare in Sud Africa”, dichiara Floyd Shivambu di EFF.

“Non ci scusiamo per quello che i combattenti hanno fatto oggi contro H&M […] è “solo l’inizio: bisogna occuparsi di qualsiasi negozio che offenda i neri e che dev'essere chiuso”, incalza il leader del partito Julius Malema.

Quel che è certo è che H&M l’ha combinata grossa, un po’ come quando nel 2014 il colosso spagnolo Zara fu decisamente indelicato nel proporre un pigiama a righe con una stella gialla, a netto ricordo degli abiti indossati dai prigionieri ebrei nei campi di concentramento. Così come nell’ottobre dell’anno appena trascorso, il marchio Dove si è scusato dopo essere stato accusato di razzismo per aver mandato in onda uno spot pubblicitario che mostrava una donna di colore che si trasformava in una donna bianca dopo essersi tolta la maglietta.

Two musicians have cut business ties with H&M after the fashion retailer used a young black model to promote a "coolest monkey in the jungle" hoodie https://t.co/3Xxvd0osiw pic.twitter.com/NwCqMuZXRJ

— CNN (@CNN) 13 gennaio 2018

Insomma, la scelta pubblicitaria di H&M non è stata esattamente centrata. Un po’ di amaro in bocca ce lo lascia: strategie di marketing o pura indelicatezza che fa cadere le braccia?

“La nostra posizione è semplice e inequivocabile: abbiamo sbagliato e siamo profondamente dispiaciuti”, si legge in home sul sito sudafricano di H&M. “Siamo d’accordo con tutte le critiche che abbiamo generato: abbiamo sbagliato e siamo d’accordo sul fatto che, anche se involontario, passivo o casuale, il razzismo debba essere sradicato ovunque esista”.

Pensarci prima... no?!?

Germana Carillo

H&M nella bufera per questa pubblicità accusata di razzismo

Published in: Costume & Società

A Johannesburg e non solo, infatti, molti negozi sono stati devastati e chiusi dopo la pubblicazione di quella foto sul sito web aziendale, che già aveva scatenato indignazione sui social e rabbia contro la grande catena svedese di abbigliamento low cost, costretta a sua volta a fermare la campagna.

Manifestazioni organizzate che hanno avuta una certa nota di feroce polemica: manichini a terra, specchi rotti, vestiti stracciati, saccheggiamenti. I Combattenti della Libertà Economica (Economic Freedom Fighters - Eff, gruppo di estrema sinistra) hanno così devastato parecchi negozi H&M a Città del Capo, Pretoria, Johannesburg e altre città.

Fonte foto

“Tutte le persone razionali dovrebbero essere d'accordo sul fatto che al negozio non dovrebbe essere permesso di continuare a operare in Sud Africa”, dichiara Floyd Shivambu di EFF.

“Non ci scusiamo per quello che i combattenti hanno fatto oggi contro H&M […] è “solo l’inizio: bisogna occuparsi di qualsiasi negozio che offenda i neri e che dev'essere chiuso”, incalza il leader del partito Julius Malema.

Quel che è certo è che H&M l’ha combinata grossa, un po’ come quando nel 2014 il colosso spagnolo Zara fu decisamente indelicato nel proporre un pigiama a righe con una stella gialla, a netto ricordo degli abiti indossati dai prigionieri ebrei nei campi di concentramento. Così come nell’ottobre dell’anno appena trascorso, il marchio Dove si è scusato dopo essere stato accusato di razzismo per aver mandato in onda uno spot pubblicitario che mostrava una donna di colore che si trasformava in una donna bianca dopo essersi tolta la maglietta.

Two musicians have cut business ties with H&M after the fashion retailer used a young black model to promote a "coolest monkey in the jungle" hoodie https://t.co/3Xxvd0osiw pic.twitter.com/NwCqMuZXRJ

— CNN (@CNN) 13 gennaio 2018

Insomma, la scelta pubblicitaria di H&M non è stata esattamente centrata. Un po’ di amaro in bocca ce lo lascia: strategie di marketing o pura indelicatezza che fa cadere le braccia?

“La nostra posizione è semplice e inequivocabile: abbiamo sbagliato e siamo profondamente dispiaciuti”, si legge in home sul sito sudafricano di H&M. “Siamo d’accordo con tutte le critiche che abbiamo generato: abbiamo sbagliato e siamo d’accordo sul fatto che, anche se involontario, passivo o casuale, il razzismo debba essere sradicato ovunque esista”.

Pensarci prima... no?!?

Germana Carillo

Insonnia: 10 cose che accadono al corpo quando non si dorme abbastanza

Published in: Salute & Benessere

Quel che è vero è che nessuno dovrebbe dimenticarsi che dormire è fisiologicamente essenziale per il benessere di tutto l’organismo e che non bastano 4 o 5 ore per far riposare corpo e mente.

Un neuroscienziato della University of California di Berkeley, Matthew Walker, ha tentato di spiegare alcuni dei modi sorprendentemente drammatici in cui la mancanza di sonno può influenzare il nostro corpo a 360 gradi. Per molti - per l’insonne cronico, per i genitori di bebè o per chi deve alzarsi presto per andare a lavoro - quelle 8 ore raccomandate praticamente non esistono. Ed è così che si abbonda col caffè, si hanno due borse sotto gli occhi che manco Louis Vuitton e si è irascibili che Crudelia Demon vi fa un baffo.

Ma secondo Walker, tra l’altro autore del libro “Why We Sleep”, l’impatto deleterio dell’insonnia va ben oltre il sentirsi stanchi e scontrosi durante il giorno.

Ecco allora le conseguenze che l'insonnia può avere sulla salute:

1. Una mancanza di sonno impedisce al cervello di essere in grado di creare nuovi ricordi. Nella fase di sonno Rem, il cervello è ancora iperattivo, per cui è in grado di rielaborare le esperienze vissute, memorizzare le nozioni apprese e attivare vari processi cognitivi. Cose che vengono meno in caso di insonnia

2. Dormire troppo poco porta a una spinta nello sviluppo di una proteina tossica nel cervello chiamata beta amiloide, che è associata alla malattia di Alzheimer

3. Dormire solo cinque o sei ore a notte colpisce il sistema riproduttivo negli uomini, portando a un livello di testosterone di dieci anni più vecchio

4. La deprivazione del sonno ha un impatto sul sistema immunitario e predice il rischio di sviluppare numerose forme di cancro

5. Una mancanza di sonno provoca un vero e proprio caos nel sistema cardiovascolare. Nelle persone che soffrono di insonnia, infatti, viene meno un rallentamento essenziale dell’attività cardiaca e quella naturale riduzione della pressione arteriosa

6. Dopo un’attività continua di 19 o 20 ore, la capacità mentale è talmente compromessa da risultare carente quasi quanto una causata da una ubriacatura

In più:

7. Se non si dorme bene o sufficientemente si può arrivare anche alla depressione. La mancanza di sonno squilibra la produzione della serotonina, un neurotrasmettitore che regola il tono dell’umore. Secondo alcuni studi Uun alterato equilibrio sonno-veglia, causa nervosismo, stress, tensione e anticipa la comparsa della depressione

8. Mancanza di sonno può essere anche sinonimo di diminuzione nella produzione del Tsh, l’ormone che stimola l’attività della tiroide, con conseguente insorgenza dell’ipotiroidismo

9. Chi dorme male o per niente ha più probabilità di accumulare chili di troppo. In caso di insonnia, difatti, cresce la produzione dell’ormone grelina, che segnala la fame, mentre diminuisce quella della leptina, che indica la sazietà

10. Con l’insonnia, infine, si può compromette anche la salute oculare. Se, infatti, durante il sonno, il tono muscolare si riduce per dare modo ai muscoli di essere efficienti e rigenerati, ciò è uguale anche per i muscoli degli occhi

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Un neuroscienziato della University of California di Berkeley, Matthew Walker, ha tentato di spiegare alcuni dei modi sorprendentemente drammatici in cui la mancanza di sonno può influenzare il nostro corpo a 360 gradi. Per molti - per l’insonne cronico, per i genitori di bebè o per chi deve alzarsi presto per andare a lavoro - quelle 8 ore raccomandate praticamente non esistono. Ed è così che si abbonda col caffè, si hanno due borse sotto gli occhi che manco Louis Vuitton e si è irascibili che Crudelia Demon vi fa un baffo.

Ma secondo Walker, tra l’altro autore del libro “Why We Sleep”, l’impatto deleterio dell’insonnia va ben oltre il sentirsi stanchi e scontrosi durante il giorno.

Ecco allora le conseguenze che l'insonnia può avere sulla salute:

1. Una mancanza di sonno impedisce al cervello di essere in grado di creare nuovi ricordi. Nella fase di sonno Rem, il cervello è ancora iperattivo, per cui è in grado di rielaborare le esperienze vissute, memorizzare le nozioni apprese e attivare vari processi cognitivi. Cose che vengono meno in caso di insonnia

2. Dormire troppo poco porta a una spinta nello sviluppo di una proteina tossica nel cervello chiamata beta amiloide, che è associata alla malattia di Alzheimer

3. Dormire solo cinque o sei ore a notte colpisce il sistema riproduttivo negli uomini, portando a un livello di testosterone di dieci anni più vecchio

4. La deprivazione del sonno ha un impatto sul sistema immunitario e predice il rischio di sviluppare numerose forme di cancro

5. Una mancanza di sonno provoca un vero e proprio caos nel sistema cardiovascolare. Nelle persone che soffrono di insonnia, infatti, viene meno un rallentamento essenziale dell’attività cardiaca e quella naturale riduzione della pressione arteriosa

6. Dopo un’attività continua di 19 o 20 ore, la capacità mentale è talmente compromessa da risultare carente quasi quanto una causata da una ubriacatura

In più:

7. Se non si dorme bene o sufficientemente si può arrivare anche alla depressione. La mancanza di sonno squilibra la produzione della serotonina, un neurotrasmettitore che regola il tono dell’umore. Secondo alcuni studi Uun alterato equilibrio sonno-veglia, causa nervosismo, stress, tensione e anticipa la comparsa della depressione

8. Mancanza di sonno può essere anche sinonimo di diminuzione nella produzione del Tsh, l’ormone che stimola l’attività della tiroide, con conseguente insorgenza dell’ipotiroidismo

9. Chi dorme male o per niente ha più probabilità di accumulare chili di troppo. In caso di insonnia, difatti, cresce la produzione dell’ormone grelina, che segnala la fame, mentre diminuisce quella della leptina, che indica la sazietà

10. Con l’insonnia, infine, si può compromette anche la salute oculare. Se, infatti, durante il sonno, il tono muscolare si riduce per dare modo ai muscoli di essere efficienti e rigenerati, ciò è uguale anche per i muscoli degli occhi

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Germana Carillo

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