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Cannabis light: proprietà, effetti, rischi e controindicazione della marijuana leggera (e legale) senza thc

Published in: Salute & Benessere

L’idea di lanciare prodotti del genere è nata in Svizzera ma in tanti la aspettavano anche in Italia dove la cannabis legale è finalmente arrivata da qualche mese. Alcuni la definiscono “la marijuana che non sballa", ciò è dovuto al fatto che si tratta di un prodotto più leggero in quanto privo di THC, il noto tetraidrocannabinolo dagli effetti psicotropi.

Un grande successo che nei primi giorni di vendita ha portato ad effettuare ordini tramite il sito italiano che la commercializza nell’ordine di uno ogni 30 secondi. Una presa d’assalto che ha in parte sorpreso i gestori costringendoli a bloccare le prenotazioni e le vendite. Oggi tutto è tornato alla normalità ma perché tanta curiosità? Quali gli effetti della marijuana legale?

Cannabis light, proprietà ed effetti

La cannabis light viene ricavata da infiorescenze femminili di Canapa Light Sativa specificatamente selezionate in quanto ricche di CBD, cannabidiolo (composto non psicoattivo che si utilizza anche nella marijuana medica) e poverissime di THC (sostanza psicoattiva contenuta nella normale marijuana e proibita dalla legge).

Si tratta di un prodotto non stupefacente dato appunto che il tenore di THC  è minore dello 0,2%. La concentrazione rispetta dunque i livelli stabiliti dalla legge italiana ed è proprio per questo che la cannabis light può essere tranquillamente commercializzata e di conseguenza acquistata.

Grazie alle sue caratteristiche l’effetto che produce in chi la utilizza è rilassante e non "sballante" o psicotropo. Per questo non ci sono rischi neppure nel mettersi alla guida dopo aver usato marijuana legale. C’è da dire comunque che esiste una risposta individuale all’utilizzo di questo come di altri prodotti legata alle caratteristiche della persona così come alla modalità di assunzione.

Ci teniamo a sottolineare che non si tratta di un prodotto che si utilizza a scopo curativo, niente a che vedere dunque con la cannabis terapeutica.

Cannabis light, varietà

In Italia la cannabis light viene commercializzata da EasyJoint, in diverse varianti: Originale, Seedless Nova, Seedless Roots, Blend 3 Effe, BioFutura, Seedless Combo e Seedless CBD 5.8.

  • Originale: è la prima cannabis legale in Italia ricavata da infiorescenze di canapa femminile di Eletta Campana, varietà recentemente riscoperta.
  • Seedless Nova: si tratta della Fibranova, una variante italiana coltivata in ambiente controllato in modo tale da garantirne la qualità. Si caratterizza per un profumo intenso e un aroma gradevole.
  • Seedless Roots: è una miscela delle migliori varietà legali di Canapa Sativa L. coltivate in Puglia
  • Blend 3 Effe: è un mix di infiorescenze femminili di canapa sativa di 3 varietà: Futura 75, Finola e Fedora.
  • BioFutura: la prima varietà legale in Italia coltivata secondo i criteri dell’agricoltura biologica. Si ricava da infiorescenze di canapa femminili di Futura75, varietà francese.
  • Seedless Combo: miscela di infiorescenze femminili selezionate non impollinate delle migliori varietà legali di Canapa Sativa L. coltivate in Italia.
  • Seedless CBD 5.8: si ricava da infiorescenze femminili non impollinate di Canapa Sativa L. di varietà Tiborszallasi coltivata in Italia. Caratteristica che la contraddistingue dalle altre è l’elevato tenore di CBD che raggiunge il 5,8%.

Tutte le varianti vengono coltivate senza utilizzare alcun additivo chimico, recise a mano ed essiccate naturalmente.

Cannabis light, dove trovarla

La cannabis light si può attualmente acquistare in Italia online oppure rivolgendosi ai rivenditori autorizzati che si trovano in tutte le regioni (attualmente sono circa 300 ma la lista è in costante aggiornamento). Qui potete trovare l’elenco e cercare quello più vicino a casa vostra.

Se acquistate via web non dovete preoccuparvi della privacy, l’azienda spedisce infatti il prodotto in buste postali senza alcun riferimento al contenuto. Vi ricordiamo però che è vietata la vendita ai minori di 18 anni.

Il costo cambia a seconda della varietà scelta e può essere di 17 euro per una confezione da 8 grammi fino a 25-29 euro per una confezione da 5 grammi.

Per quanto riguarda la conservazione del prodotto è bene tenere la cannabis light in luogo fresco e asciutto, possibilmente al buio.

  Cannabis light, controindicazioni e rischi

Data la composizione del prodotto non vi sono particolari controindicazioni al suo utilizzo ma semmai alcuni "rischi" legati al possesso. Mi spiego meglio, vista la novità del prodotto e la società in cui viviamo non sempre informata o pronta ad accogliere a braccia aperte il nuovo si possono creare delle situazioni spiacevoli tipo essere fermati in possesso di marijuana light, facilmente scambiabile per quella illegale.

Riuscire a dimostrare quello che si ha davvero in mano potrebbe non essere impresa facile. Spiacevoli “qui pro quo” del genere sono già accaduti, per evitare problemi vi suggeriamo di tenere sempre con voi lo scontrino, la ricevuta o il sacchetto originale del prodotto legalmente acquistato in modo da poter provare che si tratta davvero di cannabis light.

Francesca Biagioli

Uccelli del paradiso: le loro piume sono così nere da assorbire il 99,9% della luce

Published in: Animali

In genere, in natura, i colori vivaci sono utili in vari modi. Alcuni insetti li sfoggiano per avvertire i potenziali predatori che sono velenosi. Alcune piante producono fiori colorati che attraggono gli insetti e aiutano nell'impollinazione.

Nel caso del maschio dell'uccello del paradiso, durante il suo rituale di accoppiamento esso solleva le ali a forma di cono, rivelando una macchia luminosa di piume di colore verde-blu circondate da un piumaggio nero.

Esaminandolo nel dettaglio, gli scienziati americani hanno capito che le piume così scure danno l'illusione che i colori adiacenti brillino, un effetto molto apprezzato dalle femmine.

Le misurazioni ottiche hanno dimostrato che questa sorta di schema cromatico delle piume fa sì che esse assorbano fino al 99,95% della luce, una percentuale paragonabile ai materiali ultra-neri prodotti dall'uomo per i telescopi spaziali. O ancora somigliano a quelle progettate dagli ingegneri per creare materiali neri usati per facilitare l'assorbimento della luce nei pannelli solari.

La giustapposizione di nero e colori più scuri crea per uccelli e occhi umani ciò che è essenzialmente un'illusione ottica evoluta, ha spiegato l'autore Cody McCoy, laureato di Yale e ora al Dipartimento di Biologia Organismica ed Evolutiva di Harvard.

"Una mela ci appare rossa se è illuminata dalla luce del sole e se all'ombra perché gli occhi e il cervello dei vertebrati hanno un cablaggio speciale per regolare la percezione del mondo in base alla luce ambientale", ha detto McCoy. "Gli uccelli del paradiso, con il loro piumaggio super-nero, aumentano ai nostri occhi lo splendore dei colori adiacenti, proprio come noi percepiamo il rosso anche se la mela è all'ombra".

Le microstrutture nelle penne dell'uccello del paradiso non coinvolte nella visualizzazione legata al momento dell'accoppiamento non hanno le stesse caratteristiche del piumaggio ultra-nero, un'altra testimonianza dell'importanza della selezione sessuale nell'evoluzione.

"La selezione sessuale ha prodotto alcuni dei tratti più notevoli della natura", ha affermato Prum. "Speriamo che gli ingegneri possano sfruttare ciò che l'uccello del paradiso ci insegna per migliorare le nostre tecnologie umane".

LEGGI anche:

La Natura ha sempre tanto da insegnarci, non finiremo mai di rimanerne stupiti. Lo studio è stato pubblicato su Nature Communications.

Francesca Mancuso

Salsa worcester: la ricetta per prepararla in casa in 10 minuti

Published in: Ricette

La salsa worcester fatta in casa si prepara unendo insieme diverse sapidità e per ottenere un aroma ben bilanciato si consiglia di lavorare gli ingredienti con un buon mixer o robot da cucina. Se non siete particolarmente amanti dei chiodi di garofano vi consigliamo di ometterli in quanto, seppur in minima quantità, dopo un breve riposo tenderanno a prendere il sopravvento su gli altri aromi.

Ingredienti
  • 2 spicchi d'aglio
  • 5 gr di capperi sottosale
  • 1/4 di cipolla rossa
  • 1 chiodo di garofano (opzionale)
  • 2 cucchiai di succo di limone
  • 3 cucchiai di salsa di soia
  • 60 gr di zucchero di canna
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  • Tempo Preparazione:
    10 minuti
  • Tempo Cottura:
    -
  • Tempo Riposo:
    -
  • Dosi:
    per 4 persone
  • Difficoltà:
    bassa

 

Come preparare la salsa worcester: procedimento

 

  • Pulire la cipolla e l'aglio, spremere il limone e sciacquare i capperi sotto l'acqua corrente,
  • mettere in un robot da cucina la cipolla, l'aglio e i capperi appena preparati, i due cucchiai di succo di limone e il resto degli ingredienti,
  • mixare il tutto fino a triturare tutti gli ingredienti e
  • a seguire filtrare con un passino a maglia strettissima la salsa appena ottenuta in modo da eliminare eventuali residui.
  • La salsa worcester potrà essere servita anche subito.

 

Come conservare la salsa worcester:

La salsa worcester potrà essere conservata in frigorifero per un paio di settimane purchè riposta in appositi contenitori ermetici.

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Ilaria Zizza

Microplastiche: dal 1° gennaio bandite da Regno Unito e Canada. E in Italia?

Published in: Rifiuti & Riciclaggio

Un problema molto serio, a cui si sta cercando di correre ai ripari. A luglio la Gran Bretagna ne aveva annunciato la messa al bando a partire dal 2018.

Il divieto del Regno Unito era stato inizialmente approvato nel 2016. Da questo mese, si vieterà la produzione di prodotti contenenti microsfere, mentre il divieto di vendita dei prodotti sarà in vigore da luglio 2018. Di fatto, dal 30 giugno 2018 saranno completamente rimossi dagli scaffali dei negozi.

Spiega Greenpeace Uk che fino a 12 milioni di tonnellate di plastica finiscono ogni anno nell'oceano, l'equivalente di un camion della spazzatura al minuto. Una volta che queste microplastiche finisco nell'ambiente possono provocare il soffocamento degli animali che popolano il mare. Ma non solo. È stata trovata anche microplastica nel sale marino, nella nostra acqua potabile e nella catena alimentare.

"I nostri mari sono diventati una discarica di rifiuti di plastica, incluse le microplastiche, che sono altrettanto nocive per la fauna selvatica e gli ecosistemi degli oggetti di plastica più grandi, anche se sono meno visibili" spiega l'associazione.

Dal canto suo, il ministro dell'ambiente Thérèse Coffey ha aggiunto:

"Gli oceani del mondo sono alcuni dei nostri beni naturali più preziosi e sono determinata a intervenire ora per affrontare la plastica che devasta la nostra preziosa vita marina. Ora che abbiamo raggiunto questo importante traguardo, cercheremo di capire come estenderlo anche a livello globale e contrastare altri tipi di rifiuti di plastica".

Anche il Canada dal 2018 ha detto addio alle microplastiche e altri paesi tra cui Stati Uniti, Irlanda e Nuova Zelanda lo hanno fatto nel 2017.

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E in Italia?

In Italia, saranno bandite solo nel 2020.

Intanto attendiamo che venga approvata la proposta di legge numero 3852, a prima firma del presidente della VIII Commissione Ambiente Realacci e sottoscritta da oltre 40 deputati di tutti i gruppi politici, eccetto M5S, in base alla quale dal 1° gennaio 2019 non sarà più consentito produrre e mettere in commercio prodotti cosmetici contenenti microplastiche.

Fermiamo il mostro che sta soffocando il mare e minaccia la nostra salute: fermiamo la plastica!

Per firmare la petizione clicca qui

Francesca Mancuso

Combinazioni alimentari: quando e come mangiare i diversi frutti

Published in: Alimentazione & Salute

Albert Ronald Morales è un biochimico colombiano che da circa 40 anni si dedica a studiare le varie componenti della frutta, le possibili combinazioni che siamo soliti consumare e l’effetto che quello che assumiamo ha sul nostro corpo sia in quanto a benefici che a controindicazioni. L’esperto ovviamente conferma che la frutta in generale ha diverse proprietà, ma l’uso improprio può causare problemi.

In seguito a diversi test di laboratorio da lui effettuati, il ricercatore è arrivato ad una serie di risultati poi riportati in alcuni libri sulla “fruttoterapia”, cioè l’uso sapiente del consumo di frutta a vantaggio della nostra salute.

Una delle sue convinzioni principali è che i frutti acidi non devono essere mescolati tra di loro né tanto meno con i frutti dolci perché in questo modo aumentano l’acidificazione all’interno dell’apparato digerente. Arance, mandarini, limoni e pompelmi andrebbero dunque mangiati separatamente e solo al mattino.

Come ha dichiarato Morales:

"Anche se sono della stessa famiglia e contengono acido cidrico, hanno anche diversi acidi che quando vengono mescolati con fruttosio e succhi gastrici producono un aumento dell'acidificazione, elevati tassi di fermentazione e alcol all'interno del nostro organismo e ciò può comportare problemi alla cistifellea. È una bomba molotov che lì si produce”

Morales sostiene che non si dovrebbero mangiare agrumi dopo un pasto grasso dato che è un errore credere che l'acido in essi contenuto possa avere un effetto brucia grassi. Al contrario, secondo l’esperto, il metabolismo li assimila e il fegato ingrassa.

L’esperto raccomanda di mangiare anche kiwi, ananas, melone e more solo la mattina, senza ulteriori combinazioni alimentari e aspettare poi almeno mezz'ora per consumare la colazione.

A metà giornata, invece, i frutti migliori da consumare sono i semi oleosi: noci, mandorle, arachidi, sesamo, pistacchi, noci di macadamia, nocciole ma anche cocco e avocado. Questo perché contengono tra il 25 e il 30% di proteine e hanno tra otto e dieci amminoacidi essenziali.

Tornando alle combinazioni alimentari, per quanto riguarda la verdura questa non andrebbe mai unita alla frutta ad eccezione della mela.

Due frutti speciali

L’avocado è, secondo l’esperto, l’unico frutto adatto ad ogni momento della giornata in quanto ricco di clorofilla, sostanza che per le piante è un po’ come per noi il sangue con la differenza che è ricca di magnesio e non di ferro.

Tra gli agrumi un posto importante occupa invece il mandarino l’unico che, secondo i test di laboratorio effettuati dal biochimico, si è mostrato in grado di spazzare via dall’organismo metalli pesanti come mercurio, cadmio e piombo. E’ anche il più ricco di acido folico, ottimo dunque per le donne in dolce attesa.

Macedonia sì o no?

Ma mangiare la macedonia è sempre sconsigliato? In realtà no! Morales la consiglia in qualsiasi momento della giornata, anche la sera, a patto che sia composta solo da frutta dolce: banana, pera, mela, pesca, ciliegia, fragole, lampone, mango e papaia.

I semi della frutta 

I semi di albicocche, prugne, pesche e agrumi sono, secondo una ricerca condotta negli Stati Uniti, ricchi di acido cianidrico. Morales sottolinea però che se ne dovrebbero mangiare 3 o 4 chili per rischiare davvero qualcosa mentre mangiandoli con moderazione si avrebbe un buon effetto anticancerogeno.

Il seme del cocomero contiene poi una sostanza che aiuta a pulire i reni, attiva la corteccia surrenale e consente di abbassare l’infiammazione all’interno dell’organismo.

Sulle combinazioni alimentari e il consumo di frutta potrebbe interessarti anche:

Come accade per i semi anche di frutta non bisogna mai esagerare. Morales ci ricorda che troppo avocado causa diarrea, un abuso di agrumi produce acidosi e problemi nel tessuto della mucosa intestinale, troppe mandorle o simili causano stitichezza e altri problemi digestivi.

Per approfondire si consiglia il suo libro "Fruttoterapia. Il potere terapeutico di frutta, verdura, cereali, legumi ed erbe"

Francesca Biagioli

Addio salmoni? A rischio d'estinzione per colpa dei pesticidi

Published in: Animali

Sotto accusa ci sono chlorpyrifos, malathion e diazinon, tre pesticidi utilizzati in agricoltura e sospettati di essere cancerogeni per l’uomo. Vediamo nel dettaglio cosa sono.

Il chlorpyrifos ampiamente usato per agrumi, noci e frutteti è tossico ed è stato associato a danni del neurosviluppo nei bambini. L'Agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti (EPA) però si è rifiutato di vietarlo nonostante ci fossero delle prove.

Il malathion è un insetticida utilizzato sia in agricoltura che a livello domestico per la disinfestazione, secondo i ricercatori in grandi quantità potrebbe aumentare il rischio di cancro alla prostata; infine il diazinon, un altro insetticida impiegato sia in agricoltura che negli ambienti domestici. Sebbene le prove siano ancora limitate, sembra che esso sia correlato all'aumento del rischio di cancro al polmone e di linfoma non Hodgkin.

Ma come vediamo i danni non sono solo per l’essere umano. Secondo il rapporto del National Marine Fisheries Service (NMFS), questi tre pesticidi danneggiano il salmone e il loro habitat a tal punto che la loro stessa sopravvivenza è a rischio, così come quella delle specie che si nutrono di salmone, come orche e balene.

Lo scorso dicembre NMFS aveva presentato il proprio rapporto chiedendo che i tre pesticidi venissero vietati, soprattutto perché negli Stati Uniti dal 2002 sui salmoni vige una legge di conservazione.

Nonostante ciò però, questi pesticidi continuano ad essere utilizzati e più volte si è arrivati in Tribunale. Il caso più clamoroso è stato quello di Seattle, dove il governo federale è stato accusato di non essere riuscito a proteggere 26 specie di salmone da ben 54 pesticidi tossici.

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All’epoca il giudice aveva ordinato all'EPA di consultare la NMFS per identificare le misure permanenti necessarie per proteggere il salmone dai pesticidi, purtroppo però il profitto continua ad avere la meglio.

I salmoni sono diminuiti, ma il giro d’affari attorno a questo tipo di pesca è ancora intorno a 1,25 miliardi di dollari, nonostante, secondo i ricercatori, i pesticidi compromettano lo sviluppo sessuale, la capacità di nuoto, il comportamento e la riproduzione.

Dominella Trunfio

Polpette di cous cous e bietole

Published in: Ricette

Le polpette di cous cous e bietole possono essere preparate in anticipo in quanto rimangono gustose anche a temperatura ambiente o riscaldate. La cottura in forno, inoltre, limita l'utilizzo di grassi rendendo questo piatto più leggero e salutare. Perfette e complete se servite con un contorno a base di verdure di stagione.

Ingredienti
  • 650 gr di bietole a costa larga
  • 250 gr di cous cous
  • 250 ml di acqua
  • 1/2 cucchiaio di olio evo
  • 1 uovo
  • 40 gr di grana vegetale grattugiato
  • 1 punta di cucchiaino di paprika affumicata
  • pan grattato q.b.
  • olio evo aggiuntivo q.b.
  • sale q.b.
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  • Tempo Preparazione:
    90 minuti circa
  • Tempo Cottura:
    30 minuti circa
  • Tempo Riposo:
    -
  • Dosi:
    per 4 persone
  • Difficoltà:
    bassa

 

Come preparare le polpette di cous cous e bietole: procedimento

 

  • Pulire e lavare accuratamente le bietole, tagliarle a pezzi e lessarle in acqua bollente salata fin quando le coste non diverrano morbide, quindi scolarle e lasciarle raffreddare,
  • quando le bietole saranno fredde strizzarle con le mani e frullarle con l'ausilio di un robot da cucina.
  • Dosare ora il cous cous,
  • far bollire l'acqua in un pentola, aggiungere quindi l'olio e il cous cous,
  • coprire con un coperchio e lasciar riposare per cinque minuti,
  • trascorsi i quali togliere il coperchio e sgranare il cous cous con una forchetta.
  • Foderare una teglia con la carta forno ed oliarla.
  • Mettere in una ciotola il cous cous, le bietole triturate, l'uovo, il formaggio vegetale e la paprika affumicata,
  • impastare e con le mani bagnate formare le polpette,
  • impanare le polpette con il pan grattato e adagiarle nella teglia in precedenza preparata,
  • oliarle in superficie e cuocerle in forno caldo a 180° per circa venticinque minuti, quindi cuocere ancora per un paio di minuti in modalità grill.
  • A cottura ultimata sfornare e
  • servire le polpette di cous cous e bietole anche subito.

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Ilaria Zizza

Come far produrre al nostro corpo le sostanze e gli ormoni che ci fanno stare bene

Published in: Mente & emozioni

Prodotte, spontaneamente, dal nostro organismo possono essere ulteriormente “sollecitate” da scelte alimentari e/o attività che possiamo includere nella nostra routine quotidiana. Vediamo come.

1) ADRENALINA

L'adrenalina ci regala la spinta “eccitante” che ci consente di reagire in velocità per affrontare una situazione che percepiamo come pericolosa, faticosa: ci aiuta ad affrontare le situazioni di stress e di drammatica urgenza. C'è chi la ricerca praticando sport estremi ma, in realtà, ognuno di noi può avvantaggiarsi di questa particolare sostanza secreta dalle surrenali semplicemente imparando ad uscire dalla propria zona di comfort. Significa, ad esempio: aprirsi ad “ambiti ignoti”, sconosciuti; misurarsi con obiettivi nuovi; fare cose mai fatte prima. Uscire dalla routine, dal noto che “rassicura” proprio perchè (bello o brutto che sia) è conosciuto.

Leggi: ADRENALINA: COS'È, A COSA SERVE L'ORMONE DELLA 'PAURA'

2) DOPAMINA

La motivazione è invece un bel propulsore per la produzione di dopamina. E' così che funziona, infatti, il nostro sistema interno di ricompensa: riusciamo ad essere contenti, entusiasti, nulla ci può fermare. Facciamo qualcosa che ci piace, siamo motivati perciò a perseguirlo e sappiamo resistere ad eventuali distrazioni che ci vorrebbero portare altrove. Al contrario, se la dopamina è bassa, tendiamo a diventare demotivati, inconcludenti. Come aumentarla o sostenerla ad un buon livello? Innanzitutto lavorando per individuare quali sono i nostri valori, le nostre autentiche aspirazioni di realizzazione: lì si può ritrovare una motivazione forte, intrinseca, che ha potenzialmente la sostanza per affrontare tutte le sfide. Le aspirazioni profonde devono essere poi tradotte in obiettivi da perseguire, e gli obiettivi vanno definiti in azioni, a breve, medio e lungo termine.

Esercizio fisico, meditazione aiutano la produzione di dopamina. Lo stesso fa l'alimentazione (a proposito: meglio ridurre caffeina e zuccheri; via libera alle banane); in particolar modo va considerata anche la salute del microbiota intestinale.

Leggi: DOPAMINA: COS'È, FUNZIONE, EFFETTI E COME AUMENTARE QUELLA NATURALE

3) ENDORFINE

Quando si parla di endorfine, oramai tutti sanno che sono legate al benessere. Al piacere. Al rilassamento. Come sollecitarne la produzione? Basta immergersi nella bellezza che ci circonda: di un tramonto, di un paesaggio, di un bambino, di un animale che vive felice. Di quello che vogliamo, lasciandoci pervadere da quella sensazione profonda. Ricevere massaggi, dare e ricevere carezze, meditare, ascoltare musica, annusare profumi con note piacevoli (a proposito: l'olio essenziale di lavanda è antistress ed “endorfinico” per chiunque) sono altri modi per stimolarle, così come con tutte le attività fisiche che hanno spontaneamente un'armonia e un ritmo (ad esempio: camminare nella natura, nuotare, ballare e fare l'amore). E poi c'è anche il piacere della gola: ovviamente il cioccolato fondente ma in generale qualunque piatto che sia di proprio gusto. A patto che venga assaporato: il vero piacere, infatti, non si può percepire nella voracità, nella velocità ma nella lentezza, nel riconoscimento appagato da parte delle papille gustative.

Leggi: COME STIMOLARE LE ENDORFINE IN MODO NATURALE PER STARE MEGLIO?

4) OSSITOCINA

E poi c'è lei, l'ormone del legame affettivo e dell'amore, l'ossitocina. La dimostrazione che volere bene agli altri è assolutamente “egoistico”: i primi a trarne beneficio, infatti, siamo noi. Il livello di ossitocina, e del conseguente benessere che ne deriva, aumenta dopo pochi secondi di un abbraccio (ovviamente a patto che non sia un “abbraccio finto”, di convenienza o convenzione); cresce nella vicinanza di una persona cara e nell'espressione di un gesto di affetto, di una parola di conforto o di apprezzamento. Sale quando ascoltiamo chi ci sta parlando o se ci sentiamo ascoltati, nel profondo, mentre ci raccontiamo. Cresce quando siamo con i nostri animali domestici o facciamo meditazione. E trae beneficio da un pianto liberatorio, che consente di scaricare la tensione o l'ansia o la fatica di un momento.

Leggi: OSSITOCINA: COS'È, DOVE SI TROVA E COME STIMOLARE L'ORMONE DELL'AMORE

5) SEROTONINA

E la serotonina, il cosiddetto ormone della felicità? Secondo numerosi studi scientifici ci sono due modi naturali per facilitare la produzione spontanea di serotonina: il primo è far diventare la meditazione una pratica regolare; il secondo è l'attività sportiva (regolare ma non eccessiva). Anche in questo caso, possiamo dare un contributo attivo con le scelte alimentari: caffeina e carboidrati semplici sono nemici della serotonina (meglio quindi pane, pasta, riso integrali e legumi). Tra gli alleati, oltre al classico cioccolato fondente, abbiamo invece. banane, prugne, ananas, kiwi, noci, semi di sesamo e girasole e tutte le verdure a foglia verde.

Leggi: SEROTONINA: 10 MODI PER STIMOLARE L'ORMONE DEL BUONUMORE

6) GABA

Il Gaba, aiuta a bruciare i grassi, favorisce la stabilizzazione della pressione del sangue ma – soprattutto – ha un effetto rilassante sia per la mente che per il corpo. Aiuta ad avere un sonno ristoratore, favorendo le fasi REM. Agisce in modo attivo contro i sintomi dello stress, aiuta nell'ansia. Dove trovarlo, è presto detto: ad esempio tutti i cibi fermentati sono ricchi di Gaba. Semplici da introdurre nella nostra alimentazione sono anche: mandorle, noci, arance, banane, lenticchie, avena, cereali e riso integrali, broccoli e spinaci. E, di nuovo, ritorna il ruolo – importante – della meditazione: nel 2010 i ricercatori dell’Università di Boston hanno provato non solo che il livello di Gaba sale del 26% dopo soli 60 min di meditazione ma anche che, per favorire la produzione, la meditazione è molto più efficace dell'attività fisica.

Leggi: IDENTIFICATO IL MECCANISMO DEL CERVELLO CHE CI AIUTA A INIBIRE I BRUTTI RICORDI

COME PRODURRE... LA FELICITA'

Concludendo, la ricetta magica per il benessere si può riassumere in tre punti: 1) scegliere uno stile di vita sano (mangiare un po' di tutto, preferendo cibi di stagione e prodotti in modo attento alla Terra, a km 0; muoversi, fare attività fisica e camminare, respirare nella Natura); 2) prevedere nella routine quotidiana un momento di meditazione e, 3) coltivare buone relazioni, sincere e affettuose.

Che poi, in pratica, significa che se mettiamo attenzione e cuore nelle cose della nostra vita, se le nostre scelte quotidiane sono orientate ad una volontà di bene non egoista ma che sa rispettare anche l'interesse di tutti, e se creiamo una rete di relazioni autentiche, questo diventa un sostegno che ci fa essere spontaneamente felici, nella mente e nel corpo. A prescindere dalle possibili oscillazioni degli eventi della vita.

Anna Maria Cebrelli

Lo spettacolare hotel di ghiaccio ispirato a Game of Thrones

Published in: Eco-Turismo

Un hotel a tema quasi interamente fatto di ghiaccio e neve da artisti provenienti da tutto il mondo, creato in collaborazione con HBO Nordic nel Kittilä finlandese, a circa 90 minuti da Helsinki.

Ventiquattro camere, dieci delle quali adibite per il pernottamento, che faranno immergere i visitatori nel mondo dei Sette regni.

In una stanza in particolare, spicca la massiccia scultura del demoniaco White Walker che tiene sotto controllo il letto matrimoniale, anch’esso molto singolare.

Ci sono ancora scivoli a forma di drago e arredamento del tutto inusuale.

L’hotel di ghiaccio è ovviamente per chi non teme le basse temperature, il clima è meno cinque e il prezzo parte da 200 dollari al giorno.

Sebbene sia stato costruito ogni anno dal 2000, questa è la prima volta che lo SnowVillage include una sezione tematica "Trono di Spade".

Kittilä è anche un'ottima posizione per ammirare l'aurora boreale.

Che ve ne pare?

Altri stranissimi hotel sparsi in tutto il mondo:   Dominella Trunfio Foto

AAA: questa azienda cerca fannullone professionista, pagato per rilassarsi in ufficio

Published in: Europa

Se pensate sia uno scherzo vi sbagliate, perché l’annuncio c’è e pure l’application form per candidarsi. L’azienda tedesca Tui, specializzata nel settore viaggi, cerca proprio un candidato senza requisiti che si rechi fisicamente in ufficio per rilassarsi guardando quadri che ricordano mete esotiche.

Il candidato ideale

Il candidato ideale dovrà, dunque, sedersi su una sedia a sdraio o in un telo mare, indossare un abbigliamento estivo e rilassarsi leggendo un libro, ascoltando musica, facendo yoga o altre attività. Clausola fondamentale quella di non lasciarsi distrarre da chi passa accanto.

I requisiti? Come si dice: nessun requisito. Non bisogna pensare fuori dagli schemi, né ascoltare le esigenze altrui, anzi al contrario è fondamentale saper rimanere concentrati sul proprio relax, senza distrazioni esterne.

Il salario è fisso, ma non specificato e i turni giornalieri sono dalle 7 alle 13 e dalle 13 alle 19. Ma se pensate che la pacchia duri tutta la vita vi sbagliate, il lavoro è temporaneo (22 gennaio - 4 febbraio).

Come candidarsi

Basta inviare un paio di righe descrivendo se stessi e il perché si vuole partecipare, allegare un’immagine o un video in posizione relax, indicare taglia di infradito e abbigliamento estivo. Ma l’azienda raccomanda: non scomodatevi a inviare né curriculum, né lettera di accompagnamento. La sede è la fredda Stoccolma, ma forse cambiare aria qualche giorno fa bene, visto che con tutta probabilità si tratta di un piccolo esperimento messo in atto da Tui!

PER CANDIDARTI CLICCA QUI

Dominella Trunfio

New York fa causa ai colossi del petrolio responsabili dei gas serra

Published in: Ambiente

Nel mirino delle autorità newyorkesi finiscono Exxon, Chevron, Bp, Royal Dutch Shell e ConocoPhillips, che secondo l’amministrazione comunale promuovono i loro prodotti, ma non specificano l’impatto che gli stessi hanno sull’ambiente.

Già nei giorni scorsi, c’era stato lo spostamento di cinque fondi pensione, da 5 miliardi di dollari l'uno, dai fondi d'investimento di queste compagnie petrolifere, adesso arriva la possibilità di far causa ai colossi petroliferi che alimentano il surriscaldamento globale. Pioniere nella guerra contro i cambiamenti climatici era stato Andrew Cuomo, il governatore di NY che aveva annunciato l’intenzione di istituire un comitato consultivo per esaminare la situazione a livello statale.

Così mentre il presidente Trump pensa al rilancio dell’industria del carbone, convinto che sia l’unica strada percorribile per garantire l’autosufficienza degli Stati Uniti e l’occupazione, c’è chi la pensa diversamente, scegliendo la strada della salute e della sostenibilità ambientale.

Secondo un recente studio dell’organizzazione Cdp in collaborazione con il Climate Accountability Institute, solo cento compagnie sono responsabili del 71% dei gas serra emessi dal 1988 ad oggi. In pratica, la responsabilità dell’inquinamento non è universale, ma si concentra nelle mani di pochi. Tra le compagnie maggiormente responsabili ci sono la Shell, la BP, la Chevron e la ExxonMobil, tra le italiane l’Eni.

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Se le compagnie petrolifere continueranno ad estrarre allo stesso ritmo attuale, secondo quando si legge nel Rapporto, ci sarà un aumento della temperatura di 4 gradi entro la fine del secolo. Le conseguenze saranno quelle ben note alle cronache: cambiamenti climatici, distruzione di habitat naturale e moria di animali, tutti problemi che chiaramente influenzeranno la vita dell’uomo, arrivando anche alla scarsità alimentare. New York ha iniziato ad agire. Quando lo faranno anche le altre città?

Dominella Trunfio

 

Luna-Marte-Giove: come osservare il romantico triangolo celeste

Published in: Universo

L’11 gennaio il nostro satellite, in fase calante, sarà visibile al 30%, percentuale ottima per una buona visibilità. Marte e Giove, invece, per diverse settimane saranno visibili solo al mattino molto presto.

Poco prima dell’alba tutti e tre si troveranno nella costellazione della Bilancia, formando uno spettacolare triangolo sull’orizzonte a est.

Tempo instabile in diverse regioni d’Italia (soprattutto al centro) e orario non molto comodo, ma spettacolo per cui vale la pena un tentativo (e una sveglia nel cuore della notte). Nella mappa il cielo dell'11 gennaio alle 4.00 circa

Come ricorda l'UAI, nei prossimi giorni sono previste anche altre congiunzioni, ma molto più difficili da osservare: Saturno–Mercurio la mattina del 13 gennaio, Luna–Saturno–Mercurio prima dell'alba del 13 gennaio e Luna-Venere la sera del 17 gennaio.

Per ora godiamoci questo spettacolo. Buona visione!

Roberta De Carolis

 

Nasce il Parco nazionale del Lago di Ladoga: storica vittoria contro le lobby del petrolio!

Published in: Ambiente

Il 28 dicembre, il governo della Federazione Russa ha firmato il decreto per l'istituzione del Ladoga Skerries National Park, le cui dimensioni sono davvero notevoli: ben 122 mila ettari di isole rocciose ricoperte da foreste.

"Il lavoro per preservare le straordinarie aree naturali è durato 27 anni e, alla fine, si è concluso con la vittoria" esulta Greenpeace Russia.

Siamo nella Repubblica di Carelia. Qui, all'interno di questa splendida area naturale, vivono numerosi esemplari di aquila e foca del Ladoga. Pur essendo una sottospecie della foca dagli anelli, questo animale vive solo nelle acque del lago Ladoga. È stato incluso nella Lista Rossa delle specie minacciate d'estinzione stilata dalla UICN. Un motivo in più per gioire visto che la sua casa adesso è stata tutelata.

Quella del parco è una storia iniziata 27 anni fa, un braccio di ferro condotto da una parte da associazioni come Greenpeace  Russia e dall'altra da alcune multinazionali del petrolio. Basti pensare che solo nel 2016 diverse compagnie, tra cui l'azienda petrolifera Rosneft, avevano fatto lobby per cercare di escludere dal parco le aree su cui vi erano piani di sfruttamento.

Per fortuna, la mobilitazione di massa ha permesso di salvare il parco e i suoi abitanti dalle grinfie dell'esplorazione petrolifera. Grazie anche all'opposizione di 40 mila persone, 40 scienziati e 19 organizzazioni, i confini del parco sono rimasti inalterati.

Spiega Greenpeace che nei prossimi 2-3 anni saranno sviluppati i sentieri e i servizi per rendere l'area godibile da un numero sempre maggiore di ecoturisti.

L'associazione, dal canto suo, ha promosso l'inserimento di aree di pregio nei confini del parco, condotto un lavoro di ricerca sulle specie in pericolo e lottato contro incendi e disboscamento illegale. Inoltre, dal 2008, organizza ogni anno dei campi di vigilanza antincendio insieme ad altri gruppi, grazie ai quali è stato estinguere ben 80 incendi forestali sulle isole solo durante la stagione turistica.

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Una vittoria storica, a dimostrazione del fatto che non sempre i poteri forti vincono contro la Natura e i suoi difensori.

Francesca Mancuso

Conto termico 2018. Come richiedere gli incentivi

Published in: Energie rinnovabili

Il Conto Termico è un incentivo a favore di alcuni interventi volti a incrementare l'efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili per impianti di piccole dimensioni.

In totale i fondi a disposizione sono 900 milioni di euro, di cui di cui 200 destinati alle Pubbliche Amministrazioni ma gli incentivi sono disponibili anche per privati e imprese.

Recentemente, il Conto Termico è stato rinnovato rispetto a quello introdotto dal D.M. 28/12/2012. Sono state ampliate le modalità di accesso e i soggetti  ammessi (sono ricomprese fra le PA anche le società in house e le cooperative di abitanti). Inoltre, sono stati inseriti nuovi interventi per l'efficientamento energetico ed è stata rivista la dimensione degli impianti ammissibili.

Di fatto, anche nel 2018 sarà posibile usufruire del conto termico per riqualificare i propri edifici riducendo i costi dei consumi e recuperando in tempi brevi parte della spesa sostenuta.

Gli incentivi per il conto termico 2018

Il Conto Termico prevede incentivi che variano dal 40% al 65% della spesa sostenuta. In ordine crescente si possono ottenere:

  • fino al 40% per gli interventi di isolamento delle pareti e coperture, per la sostituzione di chiusure finestrate con altre più efficienti, per l'installazione di schermature solari, per la sostituzione dei corpi illuminanti, per l'installazione di tecnologie di building automation e per la sostituzione di caldaie tradizionali con caldaie a condensazione;
  • fino al 50% per gli interventi di isolamento termico nelle zone climatiche E/F e fino al 55% nel caso di isolamento termico e sostituzione delle chiusure finestrate se abbinati a un altro impianto (caldaia a condensazione, pompe di calore, solare termico);
  • fino al 65% per la demolizione e ricostruzione di edifici a energia quasi zero (nZEB) ma anche per la sostituzione di impianti tradizionali con impianti a pompe di calore, caldaie e apparecchi a biomassa, sistemi ibridi a pompe di calore e impianti solari termici.

In linea di massima vengono rimborsati sotto forma di rate annuali della durata compresa tra 2 e 5 anni, in base al tipo di intervento e della sua dimensione. Va detto però che la quota massima per l'erogazione degli incentivi in un'unica rata da parte del Gse è di 5.000 euro e i tempi di pagamento sono pari a 2 mesi circa.

Conto termico 2018 e altri incentivi

Come precisa il Gse, usufruire di altri incentivi fiscali non penalizza chi vuole accedere anche al conto termico. Tuttavia, quest'ultimo è cumulabile solo con gli incentivi di natura non statale ma non è cumulabile con con i bonus statali. Finanzia anche il 100% delle spese per la Diagnosi Energetica e per l'Attestato di Prestazione Energetica (APE) per le PA (e le ESCO che operano per loro conto) e il 50% per i privati e le cooperative.

I requisiti per il conto termico 2018

Chi può richiedere gli incentivi del Conto Termico 2018? Ecco la lista:

Le Pubbliche amministrazioni

Tra i beneficiari degli incentivi vi sono gli ex Istituti Autonomi Case Popolari, le cooperative di abitanti iscritte all'Albo nazionale delle società cooperative edilizie di abitazione e dei loro consorzi costituiti presso il Ministero dello Sviluppo Economico, le società a patrimonio interamente pubblico e le società cooperative sociali iscritte nei rispettivi albi regionali. Le PA dovranno sottoscrivere un contratto di prestazione energetica.

I privati

In questo caso la richiesta può essere fatta direttamente o tramite una ESCO (Energy Service Company). Inoltre, deve essere sottoscritto un contratto di servizio energia. Dal 19 luglio 2016 possono presentare richiesta di incentivazione al GSE solo le ESCO in possesso della certificazione, in corso di validità.

Come presentare la domanda per il conto termico 2018

L'accesso agli incentivi può avvenire attraverso due modalità:

1) tramite accesso diretto e in questo caso la richiesta deve essere presentata entro 60 giorni dalla fine dei lavori. Inoltre, per gli interventi basati su apparecchi di piccole dimensioni, generatori fino a 35 kW e sistemi solari fino a 50 m2, vi è un iter semplificato;

2) tramite prenotazione. Nel caso di interventi ancora da realizzare, esclusivamente nella titolarità delle PA o delle ESCO che operano per loro conto, spiega il Gse che è possibile prenotare l'incentivo prima ancora che l'intervento sia realizzato e ricevere un acconto all'avvio dei lavori. Il saldo infine verrà corrisposto alla conclusione dei lavori, come accade per la modalità in accesso diretto.

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Qui tutta la modulistica da inviare in base al tipo di accesso scelto

Francesca Mancuso

Detergente multiuso fai da te con le bucce degli agrumi

Published in: Detergenza

Impariamo ad autoprodurre un detergente multiuso agli agrumi, riciclando le bucce. Bastano pochi ingredienti per avere una massima resa!

Ingredienti
  • Bucce di 3/4 agrumi
  • 200 ml di acqua tiepida microfiltrata
  • 200 ml di aceto bianco
  • 200 ml di alcol denaturato
Preparazione

Mettere le bucce in un barattolo di vetro con chiusura ermetica, aggiungere l'acqua tiepida e schiacciare un pochino le bucce.

Unire aceto e alcol, chiudere il barattolo e agitare delicatamente, lasciandolo riposare per qualche giorno (massimo una settimana).

Trascorso questo tempo, filtrare e mettere il un flacone spray.

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Modo d'uso

Spruzzare il detergente su un panno umido o direttamente sulle superfici da pulire. Indicato per sanitari, vetri, specchi e tutte le superfici lavabili, ad esclusione del legno.

Questa ricetta è stata condivisa da Simona Scazzuso sul nostro gruppo Facebook. Volete condividere anche voi le vostre creazioni per vederle pubblicate su Greenme.it? Veniteci a trovare e postatele su Sarò buon* con la Terra: Risparmio, Riciclo, Rispetto e Autoproduco

Creata l'acqua allo stato liquido più fredda di sempre

Published in: Acqua

Due gruppi di scienziati hanno recentemente scoperto nuovi dettagli sull'acqua superraffreddata, mostrando che questo liquido, seppur molto comune, ha ancora degli aspetti che non conosciamo.

Il primo studio è stato condotto dalla Goethe University di Francoforte. Le gocce d'acqua superraffreddate possono esistere naturalmente nell'atmosfera del nostro pianeta, anche a -35° Celsius. Ma non è facile per gli scienziati misurarne la temperatura. Il team di ricerca ha aperto la strada a una nuova tecnica che misura le temperature delle gocce attraverso i loro diametri. Gli scienziati hanno così dimostrato che l'acqua allo stato liquido può esistere fino a -42,55°C, la temperatura più bassa misurata fino ad oggi.

Robert Grisenti, a capo della ricerca, ha spruzzato un getto di gocce d'acqua di dimensioni micrometriche in una camera vuota. Ogni volta che una goccia si spostava, parte del suo liquido evaporava, raffreddando la parte rimanente e facendola restringere. Quindi il diametro della goccia è stato sfruttato come misura della quantità di raffreddamento.

La ricerca è stata pubblicata su Physical Review Letters.

Il secondo studio è stato condotto dagli scienziati dell'Università di Stoccolma, che hanno condotto ricerche pionieristiche sull'acqua superraffreddata scoprendo qualcosa di veramente strano.

Hanno notato che a una pressione normale e a una temperatura di 44 gradi Celsius, l'acqua "può esistere sotto forma di due liquidi distinti con diversi modi di legare le molecole. L'acqua non può decidere in che forma stare senza fluttuare tra questi due", spiega il team di ricerca. Utilizzando impulsi a raggi X, hanno scoperto che molte delle strane proprietà dell'acqua raggiungono un massimo di -44 gradi C.

Questa capacità di passare da un liquido ad un altro attraverso fluttuazioni conferisce all'acqua le sue strane proprietà.

"La cosa speciale è che siamo riusciti a irradiare l'acqua molto rapidamente prima che si congelasse e abbiamo visto come fluttua tra i suoi diversi stati", dice Anders Nilsson, professore di fisica chimica all'Università di Stoccolma.

Da decenni sono state avanzate diverse teorie per spiegare il fatto che questre strane caratteristiche siano ancora più evidenti quando l'acqua viene superraffreddata. Ora gli scienziati hanno scoperto l'esistenza di un punto critico a -44°C ma a una pressione più alta. Il prossimo passo sarà studiare a fondo questo punto critico.

La ricerca è stata pubblicata su Science.

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Francesca Mancuso

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Ecco come la luna influenza i nostri sentimenti (e l'umore)

Published in: Mente & emozioni

Quante volte ci si sarà capitato di sentirci dire: ‘sei proprio lunatica’, ovvero cambi idea così come cambia la luna ogni sera. Oltre ad essere un meraviglioso spettacolo in cielo, secondo uno studio condotto da Mark Filippi, la luna influirebbe direttamente sulla nostra psiche.

Ma del condizionamento lunare se ne parla ormai da tempo, si dice addirittura che i cicli possono condizionare il nostro stato d’animo e il nostro umore durante tutto l’arco della vita.

I desideri, gli istinti spesso vengono affidati proprio al meraviglioso satellite che quasi ogni notte ci mostra il suo volto interagendo con la natura e la sua trasformazione. Qualche tempo fa, ricercatori svizzeri avevano indicato la luna come uno dei fattori che può modificare il nostro sonno. Per esempio, durante i giorni più prossimi alla luna piena l’attività cerebrale collegata al sonno profondo si riduce del 30%.

Ma non solo. La luna nuova è quella che ci spinge ad avviare nuovi propositi, come iniziare un nuovo lavoro, una dieta, una nuova storia d’amore perché sul piano psicologico, in questa fase, siamo più predisposti alla serenità che ci vuole per affrontare un cambiamento.

Al contrario, invece, durante la luna piena, sentimenti ed emozioni, sono tesi come corde di violino e anche il nostro organismo ne risente; la luna calante è quella ideale per superare la crisi e disintossicarci anche a livello mentale.

Ma tornando al più recente studio di Filippi c’è addirittura un’interconnessione tra le fasi lunari e i quattro neurotrasmettitori di base. La prima settimana lunare: acetilcolina, la seconda settimana lunare: serotonina; la terza settimana lunare: dopamina e infine la quarta settimana lunare: norepinefrina (o noradrenalina) .

Ciò significa quindi che prestazioni ottimali, appetito, sonno, vitalità etc dipendono dalla luminosità della luna che finisce per controllare le nostre emozioni, sentimenti e desideri.

Primo ciclo lunare

È la prima settimana del ciclo lunare e ci spinge ad essere più sensibili e ricettivi alle emozioni. Abbiamo molta energia principalmente perché l'acetilcolina è associata alla memoria e all'apprendimento. Per questo motivo, si ritiene che la luna nuova sia l'ideale per iniziare progetti e intenzioni.

Secondo ciclo lunare

È la seconda settimana caratterizzata dalla serotonina. In questa fase possiamo secondo Filippi trovare uno spazio solitario per riflettere sul nostro lavoro e le aspirazioni personali, aspettando però il cambio di ciclo lunare.

Terzo ciclo lunare

La settimana della dopamina è quella dominata dalla distrazione che coinvolge attività sociali come l'empatia. In questa fase, possiamo rilassarci e goderci quello che abbiamo.

Ecco come la luna influisce sulla nostra vita:

Quarto ciclo lunare

La settimana esosomatica è una fase di: o fuggiamo o lottiamo. Sta a noi la scelta, ma Filippi consiglia, se non sprechiamo la nostra energia riusciremo a superare la fragilità nervosa.

Dominella Trunfio

Fonte

L’olio di cocco abbassa davvero il colesterolo?

Published in: Alimentazione & Salute

Le vendite di olio di cocco stanno aumentando un po’ in tutto il mondo, Italia compresa, ma questo alimento sta vivendo un vero e proprio boom soprattutto negli Stati Uniti dove diverse celebrità ne sponsorizzano l’utilizzo. C’è chi ne decanta i meriti per l’igiene dentale e problemi di alitosi, chi lo usa per far fronte a disturbi digestivi e chi invece lo spalma su pelle o capelli per il suo effetto idratante e lenitivo.

Non tutti gli esperti sono convinti però della reale efficacia dell’olio di cocco in queste situazioni e molti rimangono scettici soprattutto in quanto si tratta di una sostanza ricca di grassi saturi (86%), ancor più del burro o del lardo. E’ stato provato che questo tipo di grassi sono particolarmente insani in quanto aumentano i livelli ematici di LDL (il cosiddetto colesterolo cattivo) e di conseguenza il rischio cardiovascolare. Il seguente grafico mostra quanti grassi saturi si trovano nei diversi alimenti.

La domanda sorge quindi spontanea: date le sue caratteristiche, l’olio di cocco può davvero essere benefico per il controllo del colesterolo?

Lo studio

A rispondere, tramite un piccolo ma interessante esperimento, sono stati chiamati Kay-Tee Khaw e Nita Forouhi, entrambi eminenti accademici di Cambridge. Gli esperti hanno reclutato 94 volontari, di età compresa tra i 50 e 75 anni e senza storia di diabete o malattie cardiache, per valutare quale effetto avrebbe avuto sui livelli di colesterolo mangiare diversi tipi di grassi.

I volontari sono stati assegnati casualmente ad uno di tre gruppi. Ogni giorno per quattro settimane, al primo è stato chiesto di mangiare 50 g di olio di cocco extra vergine (circa tre cucchiai pieni), al secondo di consumare la stessa quantità di olio extravergine di oliva, al terzo di mangiare 50 g di burro non salato. Ai volontari è stato detto che potevano consumare questi grassi in qualsiasi modo volessero, purché lo facessero ogni giorno per tutte e quattro le settimane. Sono stati inoltre avvertiti che, poiché stavano consumando circa 450 calorie in più al giorno, sarebbero potuti ingrassare.

Prima che i volontari iniziassero il loro nuovo regime ad alto contenuto di grassi, gli esperti hanno prelevato campioni di sangue per monitorare i livelli di LDL e HDL (il colesterolo "buono"). Gli stessi parametri sono stati poi analizzati alla fine delle quattro settimane.

Concluso l’esperimento, come previsto, i consumatori di burro hanno registrato un aumento medio dei livelli di LDL di circa il 10%, che è stato però in parte compensato da un aumento del 5% dei livelli di HDL. Coloro che avevano consumato l'olio d'oliva hanno visto una piccola riduzione, anche se non significativa, del colesterolo LDL e un aumento del 5% dell'HDL. L'olio d'oliva si è quindi dimostrato all’altezza della sua ottima reputazione.

Ma la grande sorpresa ha  riguardato l'olio di cocco. Non solo non c'è stato alcun aumento dei livelli di LDL, che era quello che gli esperti si aspettavano visto il contenuto in grassi saturi, ma c'è stato anche un aumento particolarmente significativo del colesterolo "buono” (+ 15%).

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A prima vista ciò suggerirebbe che le persone che consumano olio di cocco hanno effettivamente ridotto il rischio di sviluppare malattie cardiache o ictus. Naturalmente questo è solo un piccolo studio che ha bisogno di più ampie indagini per poter essere confermato.

Francesca Biagioli

Cimici da letto: come riconoscerle, rimedi per le punture e come evitare le infestazione

Published in: Animali

Si mantengono nascoste di giorno ed escono di notte, quando per cibarsi vanno alla ricerca, ahinoi, proprio del nostro sangue. Le cimici da letto sono piccole, di forma ovale come tutti i tipi di cimici, di colore brunastro. Le cimici adulte hanno corpi piatti delle dimensioni di un seme di mela. Dopo aver succhiato sangue, tuttavia, i loro corpi si gonfiano e diventano di colore rossastro.

Le cimici non volano, ma possono spostarsi rapidamente su pavimenti, pareti e soffitti.

Cosa sono le cimici da letto

Della famiglia Cimicidae, la cimice dei letti (Cimex lectularius Latreille) è una specie di insetto ectoparassita emotofago obbligato dell’uomo e di altri animali a sangue caldo. Anche dette “cimici del materasso”, sono quindi dei piccoli insetti succhiatori di sangue, che tendono a vivere nelle stanze da letto e a pungere nottetempo, perché attratte dal calore che si crea nelle camere durante la notte e dall’anidride carbonica esalata da coloro che vi soggiornano.

Le punture delle cimici da letto non trasmettono alcuna malattia, ma provocano prurito e fastidio, dal momento che possono dar luogo ad arrossamenti sulla superficie cute e a prurito.

Le cimici si trovano in climi temperati e tropicali in tutto il mondo. Gli insetti si trovano più comunemente nelle abitazioni, compresi hotel e ospedali. Le cimici si nascondono generalmente nelle cuciture e nelle fessure dei materassi del letto e delle molle, dei telai dei letti, delle testate dei letti, della tappezzeria, dei vecchi mobili, degli armadi e negli spazi al di sotto dei battiscopa o dietro una carta da parati allentata. Le cimici, inoltre, possono essere trasportate da un luogo all’altro tramite bagagli, mobili, vestiti e materassi usati. Anche se sono spesso associate a condizioni di vita non igieniche, le infestazioni da cimici si verificano anche in alloggi puliti e ben tenuti, compresi alberghi e resort a cinque stelle.

Le infestazioni da cimici sono state segnalate in modo crescente in alberghi, dormitori, case, appartamenti, case di cura, navi da crociera, rifugi, carceri e ospedali. Prima della seconda guerra mondiale, le infestazioni di cimici erano molto più comuni, tuttavia, dopo la diffusa introduzione dell’uso del DDT nella metà del XX secolo, le infestazioni da cimici sono diventate molto meno frequenti. La recente rinascita delle infestazioni di cimici in tutto il mondo si pensa sia correlata a diversi fattori, tra cui l’aumento dei viaggi internazionali, condizioni di vita urbana densa, resistenza agli insetticidi e nuove e inefficaci misure di controllo dei parassiti.

Come riconoscere le cimici da letto

Le cimici da letto adulte sono grosse quanto una lenticchia o un seme di mela. Ovali e piatte, sono lunghe più o meno 5 millimetri e hanno una colorazione rosso-marrone. Nel corso della vita (hanno una vita media di circa 9 mesi), le femmine possono deporre anche 500 uova, ognuna di circa un millimetro, rivestite da una sostanza appiccicosa e biancastra o quasi trasparente.

Quando si schiudono le uova, le piccole cimici raggiungono lo stadio adulto in circa sei settimane, dopo 5 stadi diventano ninfali e man mano che crescono assumono un color ambra o ruggine sempre più scuro.

Le cimici dei letti vivono al riparo dalla luce diretta e si nascondono in punti celati. Il loro cibo è il sangue umano, che aspirano tramite un organo anatomico appuntito.

Al di là della classica puntura, si può riconoscere la presenza di cimici da letto mediante due indizi:

  • presenza di macchie fecali – sulle lenzuola o su altri complementi di arredo del letto, si potrebbero scorgere delle piccole gocce dai bordi netti
  • presenza di esuvie – ovvero il rivestimento rigido del loro corpo che gli insetti perdono man mano che crescono Ogni cimice cambia il suo rivestimento almeno cinque volte nel corso della vita
  • presenza di chiazzie bianche, che possono essere le uova delle cimici appena dischiuse
Punture delle cimici da letto e cosa fare se si viene punti

Una puntura di cimice da letto di solito si manifesta con pomfi rossastri tendenzialmente in serie e allineati accompagnati da un intenso prurito (il prurito è dovuto alla reazione allergica ad alcune sostanze ad azione vasodilatatoria e anticoagulante introdotte nel sangue con la saliva delle cimici).

Questi effetti possono anche manifestarsi qualche giorno dopo. Ogni persona può avere reazioni differenti, in base al tipo di risposta iperimmune che si manifesta, la cui intensità varia da soggetto a soggetto. Le aree anatomiche dove è più probabile essere colpiti sono mani, braccia, viso e collo.

Gli individui che subiscono ripetuti morsi nel tempo possono presentare sintomi più pronunciati. Alcune persone possono anche sviluppare cicatrici o infezioni della pelle da un intenso graffio della pelle. Raramente, può verificarsi una reazione allergica sistemica più severa a un morso di cimice.

La stragrande maggioranza delle volte, i morsi di cimici possono essere gestiti a casa. Tuttavia, se qualcuno inizia a manifestare uno dei seguenti sintomi, è bene consultare un medico o rivolgersi al pronto soccorso più vicino:

  • mancanza di respiro
  • respiro sibilante
  • dolore al petto
  • tenuta alla gola o difficoltà a deglutire
  • gonfiore della lingua o delle labbra
  • vertigini o svenimento
  • prurito in tutto il corpo
  • arrossamento attorno al sito del morso della cimice
  • febbre
  • alcuni individui possono sviluppare insonnia e ansia da infestazioni da cimici gravi o ripetute

In genere, tuttavia, non c’è di che preoccuparsi perché il prurito e le macchie derivanti dalle punture delle cimici tendono a scomparire da sole nell’arco di una settimana senza uno specifico trattamento. Se il prurito però persiste o le macchie non vi convincono, rivolgetevi a un medico per una eventuale crema locale che ne velocizzi la guarigione.

Come evitare infestazione

Dopodiché è bene procedere con lo sbarazzo di questi piccoli animali per evitare che ci sia una vera e propria infestazione:

  • osservate bene tra le fessure dell’intelaiatura del letto o nelle crepe dei muri o del pavimento
  • cercate se tra le lenzuola ci sono piccole macchie nere, che possono essere gli escrementi delle cimici da letto, o chiazze di sangue
  • analizzate anche l’eventuale presenza di macchie bianche o mute che invece potrebbero essere le uova dischiuse
  • analizzate anche tra le crepe dell’intonaco o dietro la carta da parati allentata
  • passate, se necessario, l’aspirapolvere su tutta l’intelaiatura del letto

  •  

    lavate tutti i vestiti potenzialmente contaminati
  • lavate e asciugate la biancheria a temperature alte

  • un metodo della nonna consiste nel porre delle scaglie di sapone sotto il materasso e ungere le gambe  e il telaio con della vaselina per evitare che le cimici si arrampichino

Germana Carillo

Strage di volpi volanti in Australia: uccise in massa dal caldo record

Published in: Animali

E i risultati di questo clima estremo sono evidenti. Domenica scorsa, più di 400 volpi volanti sono morte all'interno di una sola colonia, probabilmente a causa di una grave disidratazione. È successo a Campbelltown, a sud-ovest di Sydney.

La Help Save the Wildlife and Bushlands in Campbelltown campaign ha pubblicato su Facebook una serie di immagini che mostrano i corpi dei poveri animali, stremati e uccisi dal grande caldo. Alcuni erano esemplari giovani.7

I volontari hanno lavorato a lungo per salvare gli animali, reidratarli e portarli in luoghi dove potevano stare più freschi. Le temperature a Sydney hanno raggiunto il record storico degli 80 anni di 47.3C di domenica.

Cate Ryan, uno dei primi volontari arrivati a Campbelltown, ha detto:

"Ho visto molti pipistrelli morti sul terreno, altri erano vicini al terreno e morivano davanti a me. Non ho mai visto nulla di simile prima."

   

Il gruppo della campagna pubblica regolarmente anche informazioni sul perché la protezione della specie è così importante per l'habitat locale.

"Le volpi volanti sono intelligenti e straordinarie. Questi animali unici aiutano a rigenerare le nostre foreste e mantengono sani gli ecosistemi attraverso l'impollinazione e la dispersione dei semi. Non usano il sonar come i piccoli pipistrelli che mangiano insetti; solo i loro occhi e orecchie, come noi" spiega la Help Save the Wildlife and Bushlands in Campbelltown campaign. "Se vogliamo mantenere sano ciò che resta delle nostre foreste, abbiamo bisogno delle volpi volanti.".

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Sydney sta fronteggiando una delle estati più caldi del secolo. La scorsa domenica è stata il giorno più caldo dal 1939, le temperature hanno superato i 47°C a Sydney, alle 15. L'ennesima conferma del fatto che il clima sia alterato. E i cicli naturali difficilmente possono essere l'unica causa.

Francesca Mancuso

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