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Valerio Camerano punta su ambiente, cultura e risorse umane

Il Presidente Valotti dice di Valerio Camerano: “tra gli obiettivi che l’AD assegna a ogni dirigente c’è sempre almeno un obiettivo di sostenibilità”. Ecco che cominciano a configurarsi quelli che sono i tre elementi fondanti delle strategie della società multi-utility A2A, da quando lo stesso Camerano ha ottenuto l’incarico di amministratore delegato: ambiente, cultura e risorse umane. Vediamo dunque di capire in quali progetti e investimenti si sono concretizzati questi tre pilastri fondanti delle strategie di Valerio Camerano e di A2A.

Fattore sostenibilità: A2A punta sul rispetto dell’ambiente

Sì alla tecnologia, a patto che vada d’amore e d’accordo con la tutela ambientale. Secondo il report sulla sostenibilità ambientale 2016 presentato da Valotti, infatti, A2A ha chiarito che la quasi totalità dei rifiuti urbani raccolti nel milanese è stato riciclato o riconvertito in un’ottica eco-sostenibile, facendo di Milano – insieme a Vienna – una delle città europee più virtuose da questo punto di vista. Non solo ambiente, però, ma anche cultura e investimenti nelle risorse umane: Valerio Camerano e A2A hanno recentemente investito in 505 nuove assunzioni sempre nel milanese, con la chiara volontà di investire sul capitale umano portando ad un aumento del numero di dipendenti pari al +2% rispetto allo scorso anno (oltre 5.700 dipendenti in totale). Infine, la cultura: circa 2,7 milioni di euro sono stati investiti nel sociale e nelle ristrutturazioni di opere d’arte, come il restauro della Sala delle Asse, nel Castello Sforzesco di Milano.

Valerio Camerano: la nuova guida di A2A

Eletto nel 2014 amministratore delegato di A2A per via del suo ottimo curriculum, Valerio Camerano ha dimostrato con i fatti di meritarsi questa carica, fino a guadagnarsi sul campo la riconferma come AD di A2A, avvenuta pochi mesi fa. In questi tre anni le sue politiche strategiche sono state così apprezzate da aver ottenuto più di un positivo riscontro da parte dei clienti, particolarmente soddisfatti dei servizi erogati, con una percentuale del 92,5% di consumatori contenti per i servizi energetici, per la raccolta dell’AMSA e per il pronto intervento gas.

Milano del futuro: il progetto “low carbon”

Il protocollo d’intesa stretto fra A2A e comune di Milano parla la lingua del “low carbon”, ovvero di quel progetto che prevede l’alimentazione del tele-riscaldamento in zona tramite una condotta da Cassano D’Adda fino al centro cittadino. Il tutto mantenendo le promesse fatte in merito al decoro urbano, con la campagna di sensibilizzazione sui rifiuti prodotti dai cani rivolta ai cittadini milanesi. Infine, vale anche la pena citare l’implementazione di nuovi punti luce a Milano (circa 136.000) nell’ottica di un potenziamento dell’illuminazione pubblica cittadina, e le iniziative volte alla riduzione dello spreco alimentare, che hanno visto scendere in campo Valerio Camerano e A2A con ulteriori campagne per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema.

Ognuna delle suddette strategie o azioni sono volte a seguire quelle che sono le politiche di A2A, e che rappresentano una ferrea volontà di Valerio Camerano: la sostenibilità ambientale come impegno fisso per ottemperare agli obiettivi imposti dall’Agenda delle Nazioni Unite 2030, le quali si muovono nell’ottica di un processo fondato sulla de-carbonizzazione e sullo sfruttamento di energie pulite, con una tecnologia che sia moderna ma anche green.

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Il sogno è la cosa più reale che ci sia

Il prossimo 8 ottobre 2017, il Teatro Dal Verme di Milano sarà lo scenario della terza edizione del Dreamers Day, l’unico evento al mondo dedicato ai sognatori (realisti). Anche quest’anno School For Dreamers riunirà illustri esponenti dell’ambito della cultura, dello sport, della musica, dell’imprenditoria, della scienza, dell’arte, della medicina che hanno realizzato il proprio obiettivo, credendo nelle proprie capacità, nella forza del loro sogno oltre ogni ragionevole dubbio.

Nelle scorse edizioni il palco del Teatro dal Verme è stato calcato da uomini e donne straordinari, del calibro di Carla Perrotti, Ervin Laszlo, Fabrizio Macchi, Giovanni Gastel, Daniele Gilardoni, Mario Lavezzi, Andrea Illy di Illy Caffè, Sergio Razeto, Alessandro Pizzoccaro, Pier Mario Biava.

Il Dreamers Day è un evento indimenticabile, durante il quale la passione degli speaker si fonde con momenti di grande spettacolo, di arte, di musica in una danza di emozioni che lasciano il pubblico senza fiato. Lo dimostrano i numeri: più di 500 spettatori durante la prima edizione e più di 700 durante l’edizione del 2016.

L’energia che ne deriva è palpabile e fa nascere connessioni, nuove idee e collaborazioni non solo tra gli stessi ospiti, ma anche tra gli spettatori. Nelle persone presenti si accende una scintilla, uno stimolo al cambiamento che rende concreta la frase “ce la farò anche io”, perché sognare è vivere.

Come nelle edizioni precedenti, l’evento ospiterà un concorso per aiutare gli under 30 che stanno muovendo i primi passi per trasformare il loro sogno in realtà. I giovani sognatori, potranno partecipare inviando i loro progetti e la giuria di «Land for Dreamers», composta da personalità di spicco del mondo dell’imprenditoria, dell’arte, del design, dell’università, della cultura, tra cui la fondatrice di School For Dreamers, Francesca Del Nero, e Andrea Bertuzzi, vice-caporedattore di Arbiter, selezionerà i tre migliori progetti tra quelli inviati, assegnando un premio di 5mila euro ciascuno.

Anche quest’anno importanti ospiti ispireranno il pubblico del Dreamers Day con il racconto delle loro storie. Storie di coraggio e determinazione, di chi ha trasformato gli ostacoli in opportunità, capovolgendo la visione ordinaria del mondo per dare vita al proprio sogno.

Tra gli ospiti di quest’anno ci saranno:

  • Filippo La Mantia: chef di fama internazionale che ha portato i sapori della Sicilia in tutto il mondo. Ex fotoreporter di cronaca nera, viene arrestato per un errore giudiziario e trascorre nel carcere dell’Ucciardone otto mesi. Durante la detenzione scopre l’arte culinaria e la usa per restituire umanità ai detenuti e farli sentire “a casa” anche solo per pochi attimi. Da quel momento essere “cuoco”, come lui si definisce, diventa la sua vita. Nel 2002 apre a Roma il suo primo ristorante, Zagara, e nel 2015 il locale Filippo La Mantia a Milano.
  • Daniel Lumera: direttore della Fondazione MyLifeDesign e presidente della International School of Forgiveness,  scuola di formazione interamente dedicata alla divulgazione di una nuova idea ed esperienza di perdono, inteso in senso laico e universale, per la trasformazione degli individui, delle relazioni, della società e per la risoluzione dei conflitti tra stati, popoli, etnie e religioni.  Il suo progetto “Dialoghi sul Perdono nelle carceri” porta una visione innovativa che ribalta in positivo la rabbia e la violenza che dimorano nelle prigioni.
  • Elisabetta Dami: donna eclettica e cittadina del mondo che sin da bambina respira il profumo dei libri e delle case editrici. Scopre di non poter avere bambini e trasforma la delusione e il dolore di quella scoperta, in un dono. Comincia a fare volontariato con i bambini che si trovano in ospedale e lì capisce che può essere una mamma universale, che regala loro un sorriso. Da qui nascono le storie e i libri di Geronimo Stilton, l’eroe di tutti i bambini (130 milioni di copie in tutto il mondo), un topo che incarna i valori fondamentali dell’amicizia, del rispetto della natura, dell’onestà, della lealtà, della pace, dell’accoglienza, della gentilezza.
  • Marcia Wieder: CEO della Dream University in California, è un’affermata leader del pensiero visionario e, come fondatrice del “The Meaning Institute”, insegna come costruirsi e trascorrere una vita appagante. E’ stata editorialista per il San Francisco Chronicle, scrive per l’Huffington Post ed è autrice di quindici libri. Ha insegnato alla Stanford’s Business School e ha assistito tre presidenti degli Stati Uniti, in qualità di presidente della “National Association of Women Business Owners”. E’ un membro della “Nobel Women’s Initiative”, che supporta il lavoro dei vincitori del Premio Nobel per la pace.
  • Giovanni Macrì: da medico di base a specialista in odontoiatria a Castelli Calepio (BG), fino a un incontro molto fortunato con Katia Ricciarelli. E’ così che a 25 anni diventa il dentista dei vip, studiando nuove tecniche alla scoperta del miglior sorriso possibile. Il Dott. Macrì non ricerca l’omologazione, la perfezione, ma un sorriso che si adatti perfettamente a ogni suo paziente.
  • Adolfo Panfili: chirurgo ortopedico con lunghissimo curriculum di valenza internazionale e uomo di grande cultura. E’ presidente dell’AIMO, Associazione Internazionale di Medicina Ortomolecolare di cui è il fondatore. E’ stato allievo del doppio premio Nobel Linus Pauling, inventore della medicina Ortomolecolare. Il Prof Panfili ha rivisitato ed ampliato questa scienza fondendola con altre scienze e tecniche fra cui l’uso delle cellule staminali.
  • Principessa HH Al Reem Alteaniji: filantropa, autrice, editrice, imprenditrice, amante dell’arte, influencer, ricercatrice, home maker, presidente e CEO di Awakening e Kintsugi. Mentre si dedicava alla sua formazione accademica, sua sorella ebbe un grave incidente. Le cose sono cambiate in un battito di ciglia. Il recupero di sua sorella divenne la priorità. In assenza della madre, AlReem prese in carico i suoi due fratelli minori alla giovane età di 16 anni. In quegli anni ha trovato l’ispirazione a seguire il suo sogno che presto sarebbe diventata la chiamata della sua vita creando la fondazione“Awakening”.
  •  Michele Pengo: attivo da oltre 30 anni nel settore della vendita diretta. Ha iniziato come venditore, ricoprendo tutti i livelli della carriera fino al ruolo di direttore vendite. Ha formato più di cinquemila venditori e dopo essersi certificato Business Coach, Master Practitioner in Pnl, Teacher Trainer dello Yoga della Risata, negli ultimi dieci anni si è dedicato allo studio delle potenzialità della persona. Il suo approccio è fondato sulla convinzione che l’atteggiamento mentale positivo, unito ad una comunicazione efficace, crei relazioni che favoriscono il raggiungimento degli obiettivi professionali e personali.
  • Amedeo Maffei: da 40 anni dedica la sua vita alla scienza e alla ricerca, da sempre animato da un’unica grande vocazione: esplorare le dinamiche della psiche, della mente e dei loro effetti biologici sul corpo umano. Con l’invenzione di Keope, ha aperto la strada alla vera terapia globale sull’uomo. Tra i suoi innumerevoli riconoscimenti, la medaglia d’oro conferita dalla Croce Rossa Italiana per meriti umanitari e il premio mondiale di Johannesburg come creatore del modello ideale di carcere (Carcere di Bollate).
  • Gianni Ferrario: è un Trainer del Buon Umore capace di catalizzare l’attenzione del pubblico ed entusiasmare grandi platee. Da più di 30 anni pratica e insegna la meditazione profonda, dedicandosi a discipline che favoriscono la crescita interiore, l’armonia e la creatività. E’ stato manager per più di venticinque anni in importanti aziende.
  • Andrei Rosu: E’ stato un membro del gruppo pop rumeno anni ’90 Gaz pe Foc (“Gas sul fuoco”), che ha continuato a lavorare in finanza dopo che i suoi gloriosi giorni da superstar sono finiti. Ha lavorato per dieci anni come guru di vendita aziendale e risorse umane prima di decidere di aver bisogno di un cambiamento: diventa un corridore professionista, un recordman, un motivatore, che ha fatto 7 maratone e 7 ultramaratone su 7 continenti. Senza alcun background atletico, è riuscito a completare con successo la Maratona del Polo Nord di Uvu (aprile 2010), nonostante le condizioni meteorologiche e terrestri estreme.
  • Simona Atzori: nota al grande pubblico per essere una ballerina e una pittrice straordinaria. E’ nata priva degli arti superiori ma, nonostante ciò, ha saputo fare del proprio handicap un elemento di unicità in campo artistico. Potenziando e concentrandosi sull’uso degli arti inferiori, ha dedicato tutte le sue energie alla pittura e alla danza, discipline nelle quali il suo talento eccelle in modo oggettivo. Nel 2002 viene istituito il premio d’arte che porta il suo nome. Tale premio è stato conferito negli anni a diversi nomi noti della danza, tra i quali Carla Fracci Roberto Bolle.
  • Niccolò Nardelli: inizia a fare giocoleria a 10 anni. Nel 2016, a 19 anni, partecipa al programma tv “Tu sì que vales” emozionando i giudici e tutto il pubblico con la sua purezza e la sua arte. Niccolò è un artista di strada, si definisce “Mercante di Gravità” che trasforma le sfere di cristallo in oggetti quasi privi di peso, trasportando chi lo guarda nel suo Sogno.
  • Roberto Gerardi: nel 2008, vince il concorso “Senza etichetta campus”, con presidente di giuria il noto autore Giulio Rapetti Mogol e ottiene come premio una borsa di studio per il corso del Centro Europeo di Toscolano (scuola di perfezionamento musicale). Nel 2009  lo stesso Mogol lo seleziona per cantare su RAI 1 in occasione della trasmissione “Premio Mogol”.

I biglietti dell’evento, patrocinato dalla Regione Lombardia, sono disponibili sul sito dell’evento.

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Las Vegas: come vivere al meglio la città del peccato

Avete in programma una vacanza a Las Vegas? Bene, allora preparatevi, perché la Città del Peccato vi afferrerà nei suoi ritmi frenetici e vi farà sentire sulle montagne russe in qualunque momento del giorno e della notte. Ecco perché bisogna andarci preparati! Abbiamo preparato per voi qualche consiglio per vivere al meglio Las Vegas e ripartire a vacanza finita senza rimpianti.

Prima di tutto, c’è una cosa che dovete assolutamente fare prima della partenza: dormire! Non vi sognate neanche di arrivare a Las Vegas con un debito di sonno, o ne pagherete le conseguenze. Vi troverete in una città viva per ventiquattro ore al giorno e dovrete esplorare ogni momento della sua folle esistenza, compresa quella delle ore piccole. Perciò approfittate di ogni momento libero prima della partenza per riposarvi e cercate di dormire durante il viaggio in aereo. È meglio partire in piena forma!

C’è un’altra cosa però da fare prima di arrivare, ovvero programmare le cose da fare. Leggete guide e articoli su cosa fare a Las Vegas, informatevi e scegliete le mete che non potete assolutamente perdervi. Cercate di farvi un programma del viaggio, ovviamente che sia un po’ elastico. Se non lo farete, rischierete di perdervi nell’eccitante frastuono della città, di farvi trascinare dalle sue mille attrazioni e di non vedere tutto quello che volevate. E non fossilizzatevi sui casinò e i teatri, ma guardatevi intorno: sarete nel bel mezzo di un deserto, in un ambiente naturale unico, pieno di meravigliosi paesaggi da vedere. Per esempio, potreste andare a fare un’escursione nello splendido Red Rock Canyon.

Un altro consiglio: non importa dove alloggiate, dovete per forza fare un tour degli hotel e casinò più lussuosi della città. Non vi capiterà mai di vederne di più colorati e luccicanti, pieni di sale incredibili e di arredamenti dal design unico; per esempio, il favoloso e nuovissimo SLS Las Vegas. Collegato a questo, c’è un’altra delle imperdibili attrazioni della città, ovvero i ristoranti! Mettete da parte la dieta e lasciatevi andare all’esplorazione delle centinaia di offerte culinarie della città, con le cucine più originali.

E poi: avete presente quel vestito sgargiante che tenete nell’armadio e che non avete mai il coraggio di indossare? O quel taglio di capelli che vi piacerebbe provare ma lontano dai vostri colleghi e parenti? Ebbene, il viaggio a Las Vegas è l’occasione ideale per sfoggiarli! Potreste pure presentarvi con un look da Lady Gaga, nessuno vi giudicherà e nessuno ci presterà troppa importanza nella città delle luci, dei colori e delle paillettes! Sentitevi liberi di sperimentare alla grande con il vostro aspetto, è una possibilità che non capita certo tutti i giorni!

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Telefonia mobile all’estero: promozioni più vantaggiose dopo lo stop del roaming in Europa

Il 15 giugno 2017 si è finalmente concluso l’iter che ha portato all’interruzione definitiva dei sovrapprezzi chiesti dai provider europei per l’utilizzo dei servizi per la telefonia mobile al di fuori dei confini nazionali dei cittadini. Ora un cittadino UE potrà chiamare, inviare SMS o utilizzare traffico dati in qualsiasi altro stato membro UE alle stesse condizioni del proprio Paese di residenza.

Come ha influito questo cambiamento sulle promozioni che i provider continuano a veicolare per chi si reca oltre i confini italiani, magari per vacanze o breve trasferte di lavoro? SosTariffe.it ha cercato di stimare questi cambiamenti, pubblicando l’ultimo studio inerente le tariffe estere.

 

Tariffe e promozioni per l’estero: diminuiscono i costi  

L’analisi di SosTariffe.it è stata condotta effettuando alcune simulazioni di viaggi all’estero e analizzando la media dei costi proposti con le principali promozioni che i provider commercializzano su pacchetti o tariffe ad hoc idonee per le trasferte estere ipotizzate.

Secondo quanto rilevato i prezzi delle tariffe speciali per chiamare e mandare SMS in Europa (che rimangono comunque acquistabili anche dopo lo stop del roaming in quanto l’utente potrebbe voler aggiungere al proprio pacchetto utilizzato in Italia un ulteriore bundle di chiamate o SMS) sono diminuiti del 49%.

Chi viaggia in America, negli USA, invece può godere di tariffe più economiche del 14% rispetto a un anno fa. Nel 2016 Per effettuare una decina di chiamate, riceverne altrettante (tutte di circa 4 minuti) e inviare circa 15 SMS si spendevano più o meno 17 euro, oggi se ne spendono 15.

Anche nel resto del mondo le offerte sono più vantaggiose: le promozioni per l’estero, infatti, sono più economiche del 53% circa e ora chiamare e mandare SMS in uno stato lontano dall’Italia costa circa 25 euro contro i 53 dell’anno passato.

 

La situazione del traffico dati all’estero

Se in Europa lo stop del roaming e le promozioni per l’estero hanno permesso di azzerare completamente il sovrapprezzo per navigare da mobile, anche in USA e nel resto del mondo le tariffe sono più vantaggiose che mai.

Per utilizzare circa 150 MB di traffico dati in USA si spendono oggi, grazie alle promozioni ad hoc, circa 24 euro, contro i 43 euro di un anno fa. Questo significa che c’è stato un calo dei prezzi di circa il 45%.

Anche nel resto del mondo SosTariffe.it registra una diminuzione dei prezzi, che si attesta intorno al 41%. Rispetto al 2016, infatti, la spesa per 150 MB di traffico dati è di 43 euro contro i 72 euro del 2016.

Le rilevazioni sono state possibili grazie allo strumento di comparazione delle tariffe mobile messo a disposizione da SosTariffe.it al seguente indirizzo: https://www.sostariffe.it/tariffe-cellulari/, che rappresenta un supporto utile per confrontare le migliori offerte telefoniche per l’estero.

Telefonia Mobile: le promozioni per l’estero 2016 VS 2017_sostariffe giugno 2017

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Scoperte che salvano la vita

Ci sono molti aspetti della vita quotidiana che diamo per scontati, soprattutto l’impatto che la scienza, l’innovazione e la scoperta hanno avuto e continuano ad avere sulla nostra sopravvivenza.

Mentre risulta semplice creare statistiche sulle cause di morte, raramente ci si ferma a considerare il numero di vite salvate dai progressi tecnologici, dalla prevenzione delle malattie o dalle cure sperimentate e perfezionate negli anni. Crediamo che questo tema meriti più visibilità e debba essere maggiormente riconosciuto e celebrato. Utilizzando i dati del sito web Science Heroes, l’infografica mostra il numero di vite salvate nel mondo grazie alla ricerca scientifica ed alle scoperte tecnologiche.

Nel ventesimo secolo il vaiolo ha ucciso più persone di guerre, genocidi e atti terroristici messi assieme. Nel 1979, dopo una serie di campagne di vaccinazione, il vaiolo è stato la prima malattia della storia a venire totalmente eradicata a livello mondiale. Questo è in gran parte dovuto alla ricerca di Edward Jenner, che iniziò a sperimentare la vaccinazione antivaiolosa alla fine del 1700. Grazie al suo desiderio di rompere le convenzioni scientifiche e spingere i confini della conoscenza umana al limite egli ha salvato centinaia di milioni di vite umane.

P.S.: Sono state incluse solo le innovazioni che hanno salvato almeno 1 milione di vite.

Glossario:

Shunt di Scribner (inventato nel 1960), 8.5 milioni di vite salvate: questo strumento permetteva alle persone affette da insufficienza renale di sopravvivere per anni.

RCP (1957), 4.7 milioni di vite salvate: Rianimazione cardiopolmonare.

Plumpy Nut – Trattamento contro la denutrizione (1999), 2.3 milioni di vite salvate: pasta d’arachidi ad alto contenuto proteico da somministrare a chi versa in un avanzato stato di denutrizione per permettere la sopravvivenza.

James Harrison – Donatore di sangue (1954), 2 milioni di vite salvate: il sangue di questo uomo contiene un particolare anticorpo che permete di curare una malattia che faceva morire migliaia di bambini (non ancora nati) all’anno. Questa malattia infatti faceva in modo che il sangue della madre attaccasse il sangue del proprio bambino, causando aborto oppure malattie cerebrali.

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Viralità tossica: ecco perché il contenuto negativo è pericoloso, esagerato e pessimo per i lettori

I contenuti negativi su internet sono spesso provocatori, potenti e pervasivi. Potremmo definirli addirittura tossici. La cosa più allarmante è che certe notizie raggiungono questa viralità tossica facendo leva sulle nostre emozioni più primitive.

Gli esseri umani sono psicologicamente programmati per condividere le cattive notizie: una sorta di meccanismo di difesa ancestrale che serviva per difenderci da situazioni di pericolo quando ancora i nostri antenati vivevano nelle caverne. Oggi, la cronaca nera, le campagne diffamatorie, gli scandali politici, fino al gossip delle celebrità, fanno scattare lo stesso comportamento virale.

E qui sta il fascino pernicioso del contenuto negativo: l’impulso di reagire alla negatività è nella nostra natura e, purtroppo, può essere facilmente sfruttata.

Con l’attuale rincorsa all’audience, alcuni media sfornano in continuazione contenuti negativi, strillando titoli a volte in modo forzato, perché è un modo facile per attirare lettori, pagine viste e di conseguenza introiti pubblicitari.

Ma tutto questo ha un caro prezzo.

Un esperimento con contenuto polemico

Tempo fa abbiamo fatto un esperimento: abbiamo deciso di pubblicare alcuni articoli provocatori e accendere così un vivace dibattito politico su alcuni temi controversi, per vedere se il traffico sul nostro sito e la nostra pagina Facebook sarebbero schizzati verso l’alto. Ed è ciò che è accaduto.

Il dibattito politico è sempre stato un ambito disseminato di polemiche. Trattando temi sull’immigrazione, la razza, le questioni di genere, religione e politica, si è scatenata una tempesta di fuoco. Con il susseguirsi di attacchi rabbiosi tra un lettore e l’altro, anche le metriche pubblicitarie si sono naturalmente innalzate.

Di fronte a questa raffica di negatività, i collaboratori che si erano occupati di questo esperimento si erano quasi depressi. Per questo motivo, questa esperienza ci ha fornito anche una lezione preziosa: attenerci a ciò che conosciamo meglio e che amiamo di più, ovvero concentrarci su contenuti positivi ed esaltanti perseguendo la nostra missione più intima.

 

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Molenbeek, una mostra fotografica per combattere il terrorismo

La fotografia, così come le arti, come “armi” capaci di offrire un’alternativa per combattere il terrorismo.
Con questo obiettivo e contro i pregiudizi sono scesi in campo i ragazzi di Molenbeek che, armati di sole macchine fotografiche, hanno realizzato un racconto visuale positivo del loro quartiere ancora sotto i riflettori per via dei legami con il radicalismo. Dai loro scatti è nata la mostra #Inspiring 1180, visitabile fino al 6 giugno alla Maison des Cultures et de la Cohésion Sociale de Molenbeek (Rue Mommaerts), per dimostrare come i figli degli immigrati sognano un futuro diverso dagli stereotipi e si impegnano per riuscire a costruirlo grazie ai diversi linguaggi dell’arte.

Venti immigrati di seconda generazione, i giovani fotografi storytellers sono tutti under 20 e con nomi arabi. Ma studiano inglese e francese, parlano inglese e francese. I ragazzi di Molenbeek, in Belgio così come in Europa, si sentono a casa.

Gli scatti raccontano la vita quotidiana e i sogni artistici e professionali dei loro autori, ma anche la loro comunità: un quartiere a ovest del centro della capitale belga che si estende per poco meno di sei chilometri quadrati, abitato da circa 100mila persone con una grande concentrazione di immigrati provenienti dal Nord Africa e da altri paesi arabi.

La mostra è realizzata con il supporto di Shoot4Change, AT&T e altri partner pubblici e privati e con la collaborazione artistica di Merel T’Hart e Guillaume Vandenbergh.

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Sai come gestire le tue emozioni? Pochissimi sanno come usarle senza esserne sopraffatti [VIDEO]

Le emozioni: queste sconosciute. Di emozioni viviamo, di emozioni soffriamo: molti ne parlano, ma pochi le conoscono veramente. E pochissimi sanno come usarle senza sentirsene sopraffatti, sia a livello personale che professionale. Ecco perché oggi sono in molti a intraprendere un percorso orientato a esplorare il mondo sconosciuto delle emozioni per venirne a capo, come in una sorta di fitness riveduto e corretto. Quando la difficoltà di affrontare le proprie emozioni non si trasforma in sintomo e in patologia psichica, molti professionisti intraprendono un percorso di lavoro su se stessi affidandosi a un coach o a un counselor. Ma facciamo un passo indietro e vediamo di che si tratta.

Se negli anni ’90 termini come coaching e counseling suonavano come qualcosa di esotico, o almeno di Oltreoaceano, oggi il coach è una figura molto ricercata in ambito professionale. La parola è nata negli USA in ambito sportivo, dove il termine coach indicava qualcosa di più di un allenatore: una persona capace di motivare, supportare e fare da tutor alla squadra. Il passaggio dal mondo dello sport all’ambito professionale, è stato breve e il coach ha finito per diventare un professionista che aiuta il cliente a sviluppare il proprio potenziale. Niente a che vedere con la psicoterapia, quindi: generalmente circoscritto all’ambito lavorativo, il coaching prevede l’incontro tra due professionisti. Ciò è a dire che davanti al coach non c’è un paziente, ma un cliente.

Dall’America, la figura del coach ha finito così per sbarcare (e moltiplicarsi) anche in Europa. In Italia, uno dei professionisti più conosciuti nell’ambito, è Roberto Re. Che ultimamente sta spopolando con il concetto di Emotional Fitness: una sorta di palestra delle emozioni. Come per il termine coaching, il rimando all’ambito sportivo è evidente e tutt’altro che fuori luogo: basti pensare all’uso di termini come team o goal nella comune terminologia aziendale. Le emozioni, d’altra parte, possono essere addomesticate e – soprattutto – allenate. Esattamente come un arto. I punti di partenza possono essere diversi: la parola in primis. Basti pensare alla Programmazione Neuro Linguistica, secondo cui uno stato d’animo e un’emozione vengono influenzati direttamente dal nome che si dà loro. Anche il corpo ha la sua parte, nel condizionamento delle emozioni: una postura eretta stimola molto più facilmente emozioni positive rispetto alla posizione di chi si incurva timidamente su se stesso.

Ovviamente non basta cambiare postura o dare un nome diverso a un’emozione. L’Emotional Fitness è una palestra a tutti gli effetti, che implica anche esercizi e costanza, come mostrato in questa serie di 4 video gratuiti.

L’obiettivo non è cancellare le emozioni negative, ma affrontarle alla radice: conoscerle per disinnescare il meccanismo che le perpetua. ‘Conosci te stesso’ insomma: un imperativo molto antico e molto moderno. D’altra parte, contrariamente a quanto si potrebbe pensare in prima battuta, l’Emotional Fitness non è solo una tecnica attualissima, ma qualcosa che affonda le radici (probabilmente senza saperlo) in un sostrato molto più antico. Basti pensare al Fire Walking, una delle tappe previste dall’Emotional Fitness che richiama l’antico rito che in molte sette misteriche spingeva l’adepto ad affrontare e superare le proprie paure camminando sui carboni ardenti.

Il prossimo appuntamento con l’Emotional Fitness sarà a Milano dal 31 giugno al 2 luglio 2017.

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Ortoterapia: l’antistress più potente al mondo

Stare all’aria aperta fa bene: l’aria pura è un toccasana per il cervello e per l’umore, ma anche un’ottima occasione per fare un po’ di attività fisica e rassodare i muscoli per combattere i problemi legati alla sedentarietà. Ed ecco che dedicarsi a un’attività sana e genuina, la cosiddetta green therapy, può aiutare a staccare la spina dal tran tran lavorativo quotidiano e scaricare lo stress. Sempre più studi dimostrano che dedicarsi alla cura del giardino e dell’orto ha tantissimi benefici sulla salute, sia mentale che fisica.

Garden Therapy e Ortoterapia: due facce della stessa medaglia

Stare all’aria aperta e dedicarsi alla cura del verde fa bene al nostro corpo e alla nostra mente: al punto che gli esperti parlano di “garden therapy” e di “ortoterapia”. Ma di cosa si tratta esattamente? Entrambe sono discipline fisiche paragonabili allo yoga: niente Asana, però, ma tanto movimento circondati dal verde, impegnati a piantare, curare e annaffiare. C’è persino chi parla con loro: un’abitudine che può aiutare a scaricare ancora di più lo stress e risparmiarvi qualche seduta dallo psicologo.

Come fare Garden Therapy e Ortoterapia?

Fare garden therapy e ortoterapia non è soltanto una questione tecnica, ma anche fisica e mentale. Ma per potersi mettere all’opera bisogna prima acquistare l’attrezzatura necessaria per l’irrigazione del giardino, gli strumenti per curare le piante, come vasi, palette e forbici e ovviamente, il terriccio. A questo punto non vi resta che iniziare. L’approccio mentale è importante quanto quello fisico e tecnico. In altre parole, il segreto della terapia da giardino e dell’ortoterapia è che, ritagliando ogni giorno il tempo per prendersi cura delle piante, si ricava un momento tutto per sé, dove si pensa soltanto alle piante ed è questo che permette di liberare la mente e scaricare lo stress. Ma come le attività sportive e la palestra, anche qui è necessaria un po’ di costanza e pazienza per vedere risultati concreti e apprezzabili.

Quali sono i benefici della Garden Therapy e dell’Ortoterapia?

Dato che la garden therapy e l’ortoterapia si praticano per lo più all’aria aperta, il primo vantaggio è senz’altro quello di purificare i polmoni, ossigenare la pelle, prendere un po’ di vitamina D dal sole, fare movimento e in generale godere di tutti i benefici di stare a contatto con la natura. Inoltre, queste due terapie green sono perfette per scaricare lo stress, staccando il cervello dai problemi quotidiani e lasciando la mente libera di viaggiare. È un antistress potentissimo: ad esempio, il solo gesto di innaffiare può risultare rilassante perché i gesti automatici e ripetitivi, insieme al rumore dello scorrere dell’acqua gratificano l’umore, agendo come un vero e proprio anti-depressivo. Infine, curare il giardino o l’orto ci consente di entrare in sintonia con la natura, sentendoci parte del mondo che ci circonda e aiutandoci persino nei rapporti sociali.

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