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I 10 benefici di bere acqua calda

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Published in: Salute & Benessere

 Bere acqua calda innanzitutto migliora il metabolismo, per cui può essere anche un aiuto quando si vuole perdere peso. Inoltre, se l’acqua è già di per sé importante perché favorisce la corretta idratazione, essa lo sarà ancora di più se la temperatura è maggiore di quella ambiente, quando l’effetto sarà ancora più forte.

Ecco perché in molti consigliano di iniziare la giornata con un bicchiere di acqua calda o di acqua calda e limone.

Ecco allora 10 vantaggi di bere acqua calda:

1) Fa perdere peso

L’acqua calda è ottima per mantenere un metabolismo sano, che è quello che serve se state cercando di perdere qualche chilo. Il modo migliore per farlo è iniziare al mattino presto con un bicchiere di acqua calda e limone. L’acqua calda aiuterà ad abbattere il tessuto adiposo.

2) Aiuta nei casi di congestione nasale e mal di gola

Bere acqua calda è un ottimo rimedio naturale contro raffreddore, tosse e mal di gola. Scioglie il catarro e aiuta anche a rimuoverlo dal tratto respiratorio, fornendo anche sollievo alla gola e contro la congestione nasale.

3) Riduce i crampi mestruali

Il calore dell’acqua ha infatti un effetto calmante e lenitivo sui muscoli addominali, che alla fine può aiutare a curare i crampi e gli spasmi.

4) Disintossica il corpo

L'acqua calda è fantastica per aiutare il corpo a disintossicarsi. Quando si beve acqua calda, la temperatura corporea inizia a salire, il che si può anche tradurre in sudore. In questo modo, il corpo elimina le tossine e si “pulisce” correttamente. Anche in questo caso, aggiungere una spremuta di limone dà ulteriori benefici.

5) Previene l'invecchiamento precoce

Si sa benissimo ormai: bere molta acqua non solo mantiene la pelle idratata, ma libera dalle tossine in eccesso facilmente. Se l’ acqua è calda aiuta anche a riparare le cellule che aumentano l'elasticità della pelle e sono influenzate da radicali liberi dannosi.

6) Previene l’acne e i brufoli

Sempre per lo stesso motivo, l’acqua caldo pulisce in profondità il corpo ed elimina le cause alla radice delle infezioni legate all’acne.

7) Dona vitalità ai capelli e previene la forfora

Lo avreste mai detto? Bere acqua calda è anche un vantaggio per ottenere capelli morbidi e lucenti. Rende energiche le terminazioni nervose delle radici dei capelli, li rende attivi e ne accelera la crescita. Inoltre, bere acqua calda mantiene il cuoio capelluto idratato e aiuta a combattere il cuoio capelluto secco o la forfora.

8) Migliora la circolazione sanguigna 

Un altro importante vantaggio di bere acqua calda è che migliora la circolazione del sangue, fondamentale per la corretta attività muscolare e nervosa. Inoltre, mantiene sano il sistema nervoso abbattendo i depositi di grasso che si accumulano intorno.

9) Favorisce la digestione

L’acqua calda è particolarmente benefica per la digestione. Gli studi hanno dimostrato che bere acqua fredda durante o dopo un pasto può indurire l'olio presente nei cibi consumati, favorendo la creazione di un deposito di grasso sulla parete interna dell’intestino. Se invece si sostituisce il bicchiere di acqua fredda con uno caldo, è possibile evitare questo problema, rendendo più agevole anche la digestione.

Leggi anche:

I vantaggi di bere acqua calda e come prepararla

10) Risolve i problemi di stitichezza

Soprattutto se presa a stomaco vuoto, l’acqua calda aiuta anche a rimettere in moto le funzioni intestinali e, se bevuta con regolarità (la mattina appena alzati e la sera prima di andare a dormire), può migliorare i casi di stitichezza.

Germana Carillo

La nuova guida dell’OMS che fa chiarezza sugli alimenti per bambini tra i 6 e i 36 mesi

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Published in: Speciale bambini

L’IBFAN Italia, associazione per la protezione dell’allattamento e dell’alimentazione infantile, ha tradotto in italiano la Guida dell’Organizzazione mondiale della Sanità su come “Porre fine alla promozione inappropriata di alimenti per lattanti e bambini piccoli”, adottata con una Risoluzione dall’Assemblea Mondiale della Sanità nel maggio 2016. Si tratta di uno strumento utile a capire, tramite l’integrazione del Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno, qual è la normativa in materia e quali sono i consigli migliori per le mamme alle prese con l’alimentazione del neonato e del bambino piccolo.

Si mette in evidenza inoltre come alcune pratiche di marketing siano in grado di influenzare le scelte delle madri in merito all’allattamento, spesso scoraggiandole a proseguire la produzione di latte materno per passare alle soluzioni artificiali. Ricordiamo infatti che, secondo l’OMS, l’allattamento al seno dovrebbe essere esclusivo fino a 6 mesi del bambino ma sarebbe da continuare anche dopo come complemento agli alimenti solidi.

La Guida si occupa nello specifico degli alimenti consigliati ai bambini tra i 6 e i 36 mesi. Non solo quindi latte formulato ma anche pappe e pappette varie, tutti prodotti etichettati con le parole “bebè”, “lattante” o “bambino”.

Si inizia chiarendo la definizione, sul documento OMS infatti si legge:

“Si definiscono ‘alimenti per lattanti e bambini piccoli’ i cibi e le bevande in commercio che sono specificatamente commercializzati come adatti per l’alimentazione dei bambini fino a 3 anni d’età”.

Si passa poi alla parte più importante quella dedicata alle raccomandazioni divise in 7 punti fondamentali molto articolati che possiamo sintetizzare così:

  • 1) Quando si vuole promuovere la corretta alimentazione per i più piccoli bisognerebbe basarsi sulle linee guida
  • 2) Non si possono pubblicizzare prodotti sostituitivi del latte materno
  • 3) Gli alimenti per lattanti e bambini piccoli che non servono da sostituti del latte materno si possono promuovere solo se soddisfano tutti i rispettivi standard regionali, nazionali e internazionali in quanto a composizione, sicurezza, qualità e livelli nutritivi
  • 4) I messaggi utilizzati per promuovere gli alimenti per i più piccoli dovrebbero far riferimento ad un’alimentazione ottimale e non includere messaggi inappropriati. Ad esempio dovrebbero sempre dichiarare l’importanza di non introdurre alimenti complementari prima dei 6 mesi d’età ed essere sempre facilmente comprensibili dai genitori oltre che non raccomandare o promuovere l’uso del biberon.
  • 5) Non è ammessa la promozione incrociata per pubblicizzare sostituti del latte materno attraverso la pubblicità di alimenti adatti a lattanti e bambini piccoli.
  • 6) Le aziende che vendono alimenti per l’infanzia non dovrebbero creare conflitti d’interesse nelle strutture sanitarie e in generale all’interno del Sistema Sanitario Nazionale.
  • 7) I contesti in cui sono presenti lattanti e bambini piccoli dovrebbero essere liberi da ogni forma di commercializzazione di alimenti con alto contenuto di grassi trans, zuccheri aggiunti e sale.

Sulle campagne di marketing di latte formulato potrebbe interessarvi anche:

Per leggere e scaricare il documento originale potete cliccare qui.  

Francesca Biagioli

Come, quando e soprattutto cosa visitare in Astana

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Published in: Asia

Ma se tu fossi anche altro? Magari sei un cultore dell'architettura o se volessi solo battere per una volta delle rotte che i vacanzieri italiani non pensano neanche? Beh sì Astana potrebbe fare al caso tuo: vediamo perché.

Territorio e meteo

Il Kazakistan è uno dei sette paesi col suffisso -istan, ma non è uguale per dire al Pakistan o all'Afghanistan. Non sono tutti uguali per DNA, per scenario, per territorio.

Nel caso del Kazakistan ci troviamo di fronte a un paese molto vasto con una popolazione di soli 18 milioni di abitanti, di tradizioni nomadi, per via di un territorio difficile da abitare e vivere. Qui tanta steppa e tante montagne. Condizioni perciò da conoscere che possono creare delle difficoltà al viaggiatore impreparato.

Per addentrarci in Astana, le estati possono toccare picchi di calore elevati (fino ai 40 gradi, anche molto afosi, stagnanti) e gli inverni fanno della capitale kazaka la seconda capitale mondiale più fredda, con medie superiori ai -20° e picchi fino a -40°. Quindi maggio e settembre sono senz'altro i periodi migliori per poter godere appieno delle tante giornate di sole che nascono qui.

Cosa visitare ad Astana

Astana è una città in divenire. Non troverete palazzi o monumenti di rilevanza storica, ma l'occhio avrà la sua parte con le tante nuove costruzioni e luoghi che vale la pena visitare. Da segnalare che, essendo di recente costruzione, sono state tracciate linee urbanistiche facili da rispettare. Ad esempio, tutti i palazzi e monumenti principali sono sulla stessa linea retta: il Palazzo Presidenziale, il monumento d'indipendenza, la Piramide della Pace tra i popoli e altro ancora. Un'altra particolarità è la divisione in lato e destro e sinistro rispetto al fiume che attraversa la città, l'Ishim, lungo 2.450 Km.

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Partiamo dal lato sinistro e precisamente dalla moschea Nur Gasyr, per qualche anno la più grande dell'Asia Centrale (ora è momentaneamente seconda, ma a breve diventerà terza). Non sono esperto di moschee ma vado a sensazioni e quindi posso solo dire che ne è valsa la pena visitarla. Fuori un bellissimo piazzale dona oltremodo alla struttura centralità e importanza.

Non distante anche una sosta o una visita valgono un gruppo di costruzioni che si trovano a poche centinaia di metri l'una dall'altra: la Piramide della Pace e della Riconciliazione, il monumento all'Indipendenza dalla U.S.S.R., datato 1991, l'Università delle Arti e il Museo Nazionale.

La Piramide della Pace e della Riconciliazione

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La Piramide ha una funzione ben precisa, quella di luogo di unione dei popoli e delle religioni. Al suo interno si sono tenute delle riunioni e conferenze a tema ed è visitabile la grande sala che le ha ospitate. Ha di sicuro un valore architettonico importante (la guida vi mostrerà come è stata costruita) e la vista dal vertice superiore è mozzafiato. Da qui potrete vedere molto bene la città e soprattutto l'interessante costruzione che ospita l'Università delle Arti e il monumento d'Indipendenza dall'Unione Sovietica.

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Detto che il Palazzo Presidenziale è visitabile internamente e nei giardini, ma a malincuore non visitato da chi scrive, passiamo ad altre due strutture che caratterizzano la città: il Khan Shatyr e la torre Bayterek.

Khan Shatyr

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La costruzione, finita nel 2006 e progettata dall'inglese Norman Foster, architetto anche della Piramide e, è un'ernorme tenda che ricorda quelle tradizionali kazake ed è rinomata per essere la tenda più alta del mondo. Dentro trovano posto un centro commerciale, simile ai nostri, e altre attività di intrattenimento, tra le quali un luna park e una spiaggia (Astana è lontana dal mare). http://www.khanshatyr.com/en

Torre Bayterek

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E' l'emblema della città, un albero della vita alto 105 mt. che gode di una vista completa della città e oltre (la steppa). Salendo con un ascensore fino ai 97 mt., simbolo dell'anno 1997 in cui Astana è diventata capitale del Kazakisthan, si apre una vetrata a 360° in cui è possibile perdersi osservando la città e i suoi palazzi oppure semplicemente l'orizzonte. Centrale, al piano rialzato, è il calco della mano del Presidente Nazarbayev. Usanza è mettere la propria mano nel calco ed esprimere un desiderio. Il mio, avverto, non si è avverato, ma forse lo farà in futuro.

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Quelle fin qui riportate sono solo alcune delle costruzioni più interessanti, che annoverano anche l'Opera, la Concert hall (opera dell'italiano Manfredi Nicoletti), il Palazzo di Indipendenza, le università, i palazzi di Governo e altre soluzioni architettoniche che lo spazio, la visione del Presidente kazako e le possibilità economiche hanno permesso e permetteranno in futuro.

Mario Notaro

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Ecco perché i genitori non dovrebbero sculacciare i propri figli

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Published in: Speciale bambini

L’uso della sculacciata è stato oggetto di accesi dibattiti negli ultimi decenni. C’è chi assicura sia un metodo sicuro, necessario ed efficace, e chi sostiene che sculacciare è solo dannoso per i bambini e viola i loro diritti.

Vero è che, ormai dimostrato che con le sculacciate in realtà i bambini sono meno inclini ad obbedire, questa “forma di educazione” è entrata a pieno titolo tra i reati perseguibili per legge in diversi stati. E lo ribadiamo anche oggi, in occasione della Giornata mondiale dei diritti dell'infanzia.

Non fosse altro che sembra sia assodato anche che sculacciare i bambini incida negativamente sul loro benessere mentale. A confermare quest’ultimo dato è uno studio pubblicato sulla rivista Child Abuse & Neglect, secondo cui i bambini che vengono puniti con sonore pacche sul popò tendono a soffrire di più di depressione, a fare anche uso di droghe nel corso della vita e ad avere anche tendenze suicide.

“La ricerca – si legge in un articolo – mostra chiaramente come la sculacciata abbia delle conseguenze negative sulla salute mentale, sociale e sullo sviluppo. Tra questi effetti, possono esserci problemi psicologici, abuso di sostanze stupefacenti, tentativi di suicidio, difficoltà cognitive. Allo stesso modo, è importante sottolineare che nessuno studio ha mai dimostrato l’efficacia della sculacciata per i bambini. Quelli che dicono che è sicura se fatta in un modo specifico, stanno esprimendo una loro opinione. E queste opinioni non sono supportate da evidenze scientifiche”.

Per giungere a questa conclusione, gli esperti dell’Università di Manitoba che ha condotto la ricerca hanno esaminato i dati di 8.300 adulti, chiedendo loro di compilare dei questionari riferendo quanto spesso venissero sculacciati quand’erano bambini e se il loro background familiare comprendesse abusi di tipo fisico o emotivo. Circa il 55% degli intervistati ha detto di essere stato sculacciato e coloro che avevano subito questo tipo di punizioni avrebbero fatto registrare anche una maggiore incidenza di depressione e altri problemi di salute mentale e tendenze suicide.

Elizabeth Gershoff, psicologa alla University of Texas at Austin, ha confermato questi dati passando in rassegna 88 studi pubblicati nei 62 anni precedenti. Con questo lavoro, ha verificato che quasi tutti gli studi erano concordi nel dire che i piccoli che subivano punizioni corporali erano anche coloro che in età adulta erano “più propensi a diventare delinquenti, a creare rapporti basati sull’abuso o a sviluppare comportamenti antisociali”.

Nel 2016, sempre la Gershoff ha analizzato i 75 studi pubblicati nei 13 anni precedenti e concludendo che in nessuno dei casi presi in esame i bambini sculacciati avevano corretto il loro comportamento. Di contro, le percosse costanti favorivano poi in età adulta lo sviluppo in loro di aggressività, relazioni complicate con il prossimo e malattie mentali.

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Le sculacciate, quindi, cari mamme e papà, introdotte in casa come unico metodo educativo o di punizione non fanno bene! Tenete a mente ciò che potrebbero causare e cercate, piuttosto, di parlare con loro e ascoltarli.

Germana Carillo

Chi ha un cane si ammala meno e vive più a lungo

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Published in: Cani, Gatti & co.

Per arrivare ad affermare questo il team di ricerca, che ha visto pubblicato lo studio su Scientific Reports, ha analizzato i registri nazionali che riguardavano le persone di età compresa tra i 40 e gli 80 anni e li ha confrontati con i registri relativi alle persone proprietarie di cani (il totale del campione analizzato contava 3,4 milioni di persone la cui salute è stata analizzata per diversi anni). Si è visto così che chi possedeva un cane aveva un rischio minore di ammalarsi di disturbi cardiovascolari, soprattutto se i cani che si avevano in casa erano di razze da caccia come terrier, retriever e segugio.

Il cane “costringe” infatti a fare più attività fisica, favorisce i contatti sociali, il benessere e addirittura sarebbe in grado di modificare in positivo il microbioma batterico del proprietario, ovvero i microrganismi che abitano nell’intestino. Tutto questo avrebbe una ripercussione positiva sull’aspettativa di vita e la longevità.

I ricercatori hanno sottolineato che i cani hanno un effetto particolarmente protettivo nei confronti di coloro che vivono da soli , soggetti di solito maggiormente a rischio di morte per problemi cardiovascolari. Come ha dichiarato l'autrice principale dello studio Mwenya Mubanga dell'Università di Uppsala:

"I risultati hanno mostrato che i proprietari di cani single avevano una riduzione del 33% del rischio di morte e dell'11% di riduzione del rischio di infarto (rispetto ai single che non possedevano cani, n.d.r)".

Tove Fall, altro autore senior dello studio, ha avvisato però che vi sono alcune limitazioni:

"Queste tipologie di studi epidemiologici cercano associazioni in vaste popolazioni ma non forniscono risposte su se e come i cani potrebbero proteggere dalle malattie cardiovascolari. Potrebbero anche esserci differenze tra proprietari e non proprietari già prima della scelta di prendere un cane, il che potrebbe aver influenzato i nostri risultati".

Sui benefici di avere un cane nella propria vita potrebbe interessarti anche:

Anche se non sono del tutto chiari i meccanismi grazie ai quali un cane riesce ad avere effetti positivi sulla nostra salute, indubbiamente sappiamo che la sua presenza in casa è preziosa. Perché allora non andare subito in canile ad adottarne uno?

Francesca Biagioli

Sfruttamento minorile per il cobalto del Congo: i colossi hi-tech promossi e bocciati

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Published in: Tech&Pc

Il nuovo rapporto dal titolo Time to Recharge ha fatto il punto su alcuni giganti del settore tra cui Apple, Samsung Electronics, Dell, Microsoft, BMW, Renault e Tesla per capire se e quanto abbiano migliorato le loro pratiche di approvvigionamento di cobalto da gennaio 2016.

È emerso che solo alcune di esse hanno fatto dei passi avanti mentre altre ancora sono rimaste indietro.

“Le nostre prime indagini hanno scoperto che il cobalto estratto da bambini e adulti in condizioni orrende sta entrando nelle catene di approvvigionamento di alcuni dei più grandi marchi del mondo. Quando ci siamo rivolti a queste aziende eravamo allarmati nello scoprire che molte non si chiedevano da dove provenisse il loro cobalto”, ha spiegato Seema Joshi, responsabile Business e diritti umani di Amnesty International.

Più della metà del cobalto del mondo, componente chiave delle batterie agli ioni di litio, proviene dalla Repubblica Democratica del Congo e il 20% è estratto a mano. Amnesty International ha documentato che bambini e adulti lo estraggono in gallerie strette create dall'uomo, rischiando la vita ma anche gravi malattie polmonari.

Amnesty ha valutato le pratiche aziendali in base a cinque criteri che riflettono gli standard internazionali sulla catena di approvvigionamento e sulla trasparenza dei rischi associati ai diritti umani. L'organizzazione ha assegnato a ciascuna società una valutazione che va da "nessuna azione", "minima", "moderata" o "adeguata" per ciascun criterio.

Inoltre, l'organizzazione ha tracciato il cobalto da queste miniere a una società cinese chiamata Huayou Cobalt, i cui prodotti finiscono nelle batterie utilizzate per alimentare veicoli elettrici e prodotti elettronici.

Nessuna delle società menzionate nella relazione sta intraprendendo azioni adeguate per conformarsi agli standard internazionali. Ciò nonostante, tutte sanno che i rischi e gli abusi dei diritti umani sono intrinsecamente legati all'estrazione del cobalto.

Apple è in testa, Microsoft resta indietro

All'inizio di quest'anno, Apple è diventata la prima azienda a pubblicare i nomi dei suoi fornitori di cobalto e la ricerca di Amnesty mostra che è attualmente il leader del settore quando si tratta di approvvigionamento responsabile. Dal 2016, Apple ha lavorato per identificare e affrontare il lavoro minorile nella sua catena di approvvigionamento.

Dell e HP hanno mostrato segni di potenziale miglioramento. Hanno iniziato a indagare sui loro legami con Huayou Cobalt e hanno anche adottato alcune delle politiche più forti per individuare i rischi e gli abusi dei diritti umani nelle loro catene di fornitura.

Ma altri importanti marchi di elettronica non hanno fatto progressi importanti. Microsoft, ad esempio, è tra le 26 aziende che non hanno divulgato i dettagli dei propri fornitori. Ciò significa che la società non è conforme agli standard internazionali di base.

Anche Lenovo non brilla, avendo intrapreso azioni minime per identificare i rischi per i diritti umani.

In generale, purtroppo è frequente la mancanza di trasparenza. Tante, troppe le aziende che non divulgano le loro valutazioni sulle potenziali violazioni dei diritti umani nelle loro catene di approvvigionamento.

Il lato oscuro della tecnologia verde

La precedente ricerca di Amnesty International aveva evidenziato anche i rischi che correvano i bambini a contatto col cobalto, quel cobalto destinato poi alle batterie delle auto elettriche.

Il rapporto sui progressi dimostra che le aziende di veicoli elettrici sono in ritardo rispetto ad altri settori. Eppure, con l'aumento della domanda di auto elettriche, è più importante che mai che le forniture siano tracciate e sicure.

Joshua Rosenzweig, consulente strategico per le imprese e i diritti umani di Amnesty International ha detto che Renault e Daimler non hanno avuto comportamenti positivi e non sono riuscite a soddisfare gli standard internazionali minimi per la divulgazione, lasciando grandi punti ciechi nelle loro catene di approvvigionamento.

BMW è stato fatto il migliore tra i produttori di veicoli elettrici. Ha apportato alcuni miglioramenti alle politiche e alle pratiche della catena di approvvigionamento in relazione al cobalto, ma non ha ancora divulgato alcuna valutazione sulle pratiche legate ai diritti umani nelle fonderie.

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"Il cobalto svolge un ruolo fondamentale nelle soluzioni energetiche sostenibili. È un componente chiave nelle batterie che alimentano le auto elettriche e potrebbe anche svolgere un ruolo importante nello sviluppo di tecnologie verdi come parchi eolici e energia solare. Ma la richiesta di cobalto potrebbe anche alimentare le violazioni dei diritti umani”, ha dichiarato Joshua Rosenzweig. "Con l'aumento della domanda di auto elettriche, è più importante che mai che le aziende riescano a rendere trasparente il loro operato. Anche i governi hanno un ruolo da svolgere e dovrebbero intraprendere azioni significative sulle catene di approvvigionamento etiche, una priorità nell'attuazione delle politiche verdi”.

Francesca Mancuso

Il Piemonte dice stop alle slot machine

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Published in: Costume & Società

A diciotto mesi dalla sua approvazione da oggi è operativa in tutto il Piemonte la legge regionale 9 del maggio 2016 che prevede il cosiddetto 'switch-off' ovvero slot machine spente nei locali vicini a quei luoghi ritenuti sensibili e i trasgressori rischiano 6 mila euro di multa a dispositivo.

In pratica la Regione, analogamente a quanto disposto già da altre, aveva approvato una legge per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico.

Per ridurre il rischio di dipendenza al suo interno prevede interventi per il recupero dei pazienti affetti da gap, attività di sensibilizzazione, programmi di formazione del personale delle sale gioco e del personale dei servizi sociali oltre che interventi di supporto alle amministrazioni locali.

Ma non solo. Da adesso in poi chi vorrà accedere ai contributi regionali dovrà avere il marchio ‘no slot’; ancora è prevista una distanza minima di 300 metri (elevata a 500 metri per i comuni con più di 5.000 abitanti) degli esercizi commerciali rispetto ad una serie di “luoghi sensibili” (scuole, impianti sportivi, istituti religiosi, strutture ospedaliere, istituti di credito, stazioni ferroviarie etc), con possibilità per i comuni di individuare ulteriori luoghi sensibili con riferimento a per ragioni connesse alla tutela del territorio comunale, della sicurezza urbana, della viabilità locale, dell’inquinamento acustico e della quiete pubblica.

La normativa si applica progressivamente anche alle vecchie licenze: entro 18 mesi per chi ha installato slot machine, 3 o 5 anni per le sale gioco e sale scommesse. I comuni sono autorizzati a disciplinare una riduzione degli orari di apertura non inferiore a 3 ore giornaliere.

Una legge che sulla carta potrebbe spegnere 20 mila delle circa 29 mila slot machine sparse nei comuni piemontesi. A poco, dunque, son servite le polemiche perché la Regione Piemonte non fa marcia indietro. Il governo quantifica in oltre 240 milioni di euro l’anno il danno erariale che la legge regionale arrecherà alle casse dello Stato.

Sullo stesso argomento:

‘Prendiamo atto che il Piemonte ha imboccato la strada funesta del proibizionismo. I provvedimenti del Piemonte sono in contrasto con la legge nazionale e l’impedimento all’esercizio dell’offerta di gioco d’azzardo rappresenta un danno erariale’, dice il sottosegretario dell'Economia Pier Paolo Baretta.

Secondo Baretta la soluzione sta nel mezzo.

'Un ridimensionamento è necessario, ma l’azzeramento dell’offerta deciso dal Piemonte è un favore alla criminalità organizzata. Il gioco non scomparirà, piuttosto tornerà a essere gestito dalle mafie'.

Dominella Trunfio

Bonobo: gli scimpanzé pigmei sono gentili e aiutano gli sconosciuti

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Published in: Animali


Il bonobo sarebbe una scimmia buona per natura, a dirlo è una nuova ricerca pubblicata su Scientific Reports, che in passato aveva già parlato di questo primato. Ma la novità adesso è la sua propensione ad aiutare anche chi non conosce.

I bonobo (Pan paniscus) o scimpanzé pigmei, secondo il team di antropologi evolutivi dell’Università Duke, negli Stati Uniti, mostrano ancora una volta la vicinanza evolutiva ai comportamenti sociali degli esseri umani (o meglio, dei migliori fra loro...).

Lo studio

Le protagoniste della ricerca sono state delle scimmie antropomorfe che vivono santuario “Lola ya Bonobo” della Repubblica Democratica del Congo. Il team condotto da Jingzhi Tan ha messo in due stanze differenti, ma adiacenti sedici esemplari.

Sopra la prima stanza c’era c'era un perno che permetteva di far cadere un frutto attaccato al soffitto della seconda, irraggiungibile dagli animali. Osservando il comportamento dei bonobo gli scienziati hanno scoperto che gli esemplari della prima stanza offrivano il frutto a quelli della seconda, anche se questi non chiedevano aiuto per raggiungerlo.

Un gesto di altruismo dato che, quando la seconda stanza era occupata, i bonobo della prima facevano cadere il frutto con una frequenza di quattro volte superiore rispetto a quando la stanza era vuota.

C’è stata poi una seconda prova per i bonobo, questa volta attraverso dei video sono stati mostrati alcuni membri della loro famiglia e altri sconosciuti, mentre sbadigliavano o avevano una espressione naturale.

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Come succede a noi, che vedendo sbagliare qualcuno di riflesso sbagliamo, la stessa identica cosa è stata per i primati africani.

“Alcuni studi suggeriscono che il fenomeno sia legato a una forma di empatia di base chiamata "contagio emotivo", quando l'umore di una persona innesca emozioni simili negli altri intorno a lei", spiega nello studio Per Tan.

Secondo il ricercatore, per questo motivo i bonobo mostrano che i gesti di gentilezza non sono esclusiva dell’uomo.

Straordinari animali, leggete qui:

La predisposizione ad essere gentili verso gli sconosciuti sarebbe legata al fatto che anche nei bonobo la prima impressione potrebbe essere molto importante.

“Tutte le relazioni cominciano tra due sconosciuti e quando ne conosci uno potresti incontrarlo di nuovo. Questo individuo potrebbe diventare il tuo futuro amico o alleato. Vuoi essere gentile con qualcuno che sarà importante per te”, dice Tan.

Dominella Trunfio

Scoperte le prime immagini dei cani della storia

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Published in: Cani, Gatti & co.

Le incisioni probabilmente risalgono a più di 8000 anni fa. Lo dice un nuovo studio condotto dagli scienziati dello Smithsonian Institution National Museum of Natural History di Washington DC. Le linee chiaramente visibili potrebbero essere guinzagli, ma potrebbero avere anche un valore simbolico, indicando il legame tra l'uomo e l'animale.

Ciò suggerisce che l'amicizia tra l'uomo e i cani si sia stretta migliaia di anni prima di quanto si pensasse.

Si tratta di una scena di caccia proveniente da Shuwaymis, una regione dell'Arabia Saudita nordoccidentale dove una volta le piogge stagionali alimentavano fiumi e davano vita a una fitta vegetazione. Negli ultimi 3 anni, Maria Guagnin, archeologa dell'Istituto Max Planck per la Scienza della storia umana di Jena, in Germania, in collaborazione con la Commissione saudita per il turismo e il patrimonio nazionale, ha contribuito a catalogare più di 1400 pannelli artistici contenenti quasi 7000 animali e umani tra Shuwaymis e Jubbah, in quella che un tempo era un'area ricca di laghi.

Circa 10.000 anni fa, i cacciatori-raccoglitori entrarono nella regione. Poi circa 7000 - 8000 anni fa, divennero pastori e ciò sarebbe confermato dalle indagini condotte dagli scienziati sui reperti trovati. Da quell'epoca, cominciarono a essere più presenti le immagini di bovini, pecore e capre. Allo stesso periodo risalgono anche le prime immagini in cui si notano i cani: 156 a Shuwaymis e 193 a Jubbah.

Si tratta di esemplari di media grandezza, con orecchie dritte, muso corto e coda arricciata. In alcune scene, mordono il collo e il ventre di stambecchi e gazzelle. In altre accompagnano un uomo armato di arco e frecce.

I ricercatori non erano riusciti a datare direttamente le immagini, ma basandosi sulla sequenza dell'incisione, sull'erosione delle rocce, sono poi riusciti a stabilire che “la raffigurazione dei cani ha da 8000 a 9000 anni”.

I cani assomigliano molto agli attuali Canaan Dog, una razza di origine israeliana. Ciò potrebbe indicare che queste antiche popolazioni allevassero i cani.

Si tratta di ipotesi, ma secondo gli scienziati i guinzagli potrebbero essere di gran lunga i più vecchi mai registrati. Fino ad ora, le prime prove derivavano da un dipinto murale in Egitto risalente a circa 5500 anni fa. 

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I cani erano molto importanti per l'uomo, anche 8000 anni fa, “amati compagni” come gli scienziati li hanno definiti. 

Francesca Mancuso

La zattera: il racconto buddista che ci insegna come superare il passato

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Published in: Mente & emozioni


Per vivere bene, è necessario lasciarsi alle spalle ciò che non ci rende sereni e aprirsi al nuovo senza portare con sé delle zavorre. Per spiegare l’importanza di praticare il distacco da persone e cose, Buddha racconta questa storia.

Protagonisti sono un uomo e una zattera che simboleggia ciò da cui dovremmo separarci lungo il cammino della nostra vita.

Il racconto della zattera

“Supponiamo che un uomo sia di fronte ad un grande fiume e deve attraversarlo per raggiungere l’altra riva, ma non c’è una barca per farlo, cosa farà? Taglia alcuni alberi, li lega insieme e costruisce una zattera.

Quindi si siede sulla zattera e usando le mani o aiutandosi con un bastone, si sposta per attraversare il fiume. Una volta raggiunta l’altra sponda cosa fa? Abbandona la zattera perché non ne ha più bisogno.Quello che non farebbe mai, pensando a quanto gli era stata utile, è caricarla sulle spalle e continuare il viaggio con lei sulla schiena.

Allo stesso modo, i miei insegnamenti sono solo un mezzo per raggiungere un fine, sono una zattera che vi trasporterà sull’altra riva. Non sono un obiettivo in sé, ma un mezzo per ottenere l’illuminazione”.


E questa sarebbe la condizione ideale, ovvero una volta che non ci serve più e una volta raggiunto l’obiettivo che desideriamo, la cosa più normale da fare sarebbe abbandonare la zattera.

Ma alcune persone salgono sulla zattera e non remano, dimenticando che devono arrivare dall’altro lato. Finiscono così per perdere la prospettiva ancor prima di iniziare il loro viaggio. E allora si concentrano sulla zattera per renderla più comoda: costruiscono pareti, il tetto, l’arredano.

Cioè, trasformano la zattera in una casa e la legano saldamente alla riva. Non vogliono sentir parlare di mollare le cime o issare l’ancora.

“Altre persone si fermano a fissare la zattera dalla riva e dicono: 'Che bella zattera, è grande e solida'. Prendono il metro e la misurano. Sanno esattamente quali sono le sue dimensioni, il tipo di legno con cui è costruita e dove e quando fu costruita. Alcuni vanno oltre e realizzano una scheda tecnica che serve a vendere zattere all’ingrosso. Ma per quante zattere vendono, non sono mai saliti su di una e non hanno nemmeno pensato di attraversare il fiume. “È troppo rischioso”, pensano”, spiega il racconto buddista.


Ancora ci sono persone che rimangono a riva per costruire una zattera più grande e sicura, così da affrontare il viaggio senza pericoli. Ma succede che rimangono a riva facendo considerazioni, litigando e arrabbiandosi, così non vanno da nessuna parte.

“Alcune persone pensano che la zattera sia troppo semplice, rustica e poco attraente. La guardano e scuotono la testa. “sembra un fascio di tronchi legati in modo approssimativo. Così decidono di abbellirla, la dipingono, la decorano e la ricoprono di fiori, ma non arrivano mai a salirci sopra, tantomeno pensano di remare fino all’altra riva”.

E allora spiega Buddha:

“La riva sulla quale ci troviamo è il presente, l’esistenza legata all’ego, l’altra riva è quello che aspiriamo ad essere, rappresenta i nostri obiettivi e sogni. La zattera ci aiuta ad attraversare le acque, questa è la sua funzione, ma dopo dobbiamo abbandonarla”.

Così la zattera diventa il simbolo di tutto ciò che nel passato e nel presente ci è servito per arrivare da un’altra parte, ma dobbiamo imparare ad abbandonarla, non a tenerla sulla schiena.

La zattera non si riferisce solo ai beni materiali, è tutto ciò che ci lega e ci impedisce di raggiungere il nostro pieno potenziale: possono essere relazioni interpersonali che hanno perso la loro ragion d’essere o persino certi tratti o credenze della personalità che ci tengono legati.

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Il racconto in sintesi, ci parla della nostra tendenza ad aggrapparci a cose e situazioni, finendo per sprecare la nostra vita. A volte lo si fa per paura, ma il cambiamento fa parte della quotidianità ed è necessario scoprire cosa c’è nell’altra riva.

Dominella Trunfio

Pasticcini al cocco: ricetta senza burro

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Da preparare anche quando si devono smaltire gli albumi avanzati, i pasticcini al cocco sono morbidi e si conservano per diversi giorni. Da tenere a mente anche come regalo di Natale home made, possono essere decorati in superficie con dei ricami di cioccolato fondente fuso, oppure prima della cottura, possono essere cosparsi anche da frutta secca in granella.

Ingredienti ed occorrente per circa trenta pasticcini al cocco
  • 130 gr di albumi
  • 150 gr di farina di cocco
  • 50 gr di zucchero di canna
  • 70 gr di farina di semola rimacinata
  • 30 pirottini in carta 
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  • Tempo Preparazione:
    20 minuti
  • Tempo Cottura:
    20 minuti circa
  • Tempo Riposo:
    -
  • Dosi:
    per 4 persone
  • Difficoltà:
    bassa
  Come preparare i pasticcini al cocco: procedimento

 

  • Porre gli albumi in una ciotola insieme allo zucchero,
  • mescolarli insieme con un cucchiaio di legno
  • ed incorporare a seguire il cocco in scaglie,
  • aggiungere ora la farina ed amalgamare il tutto.
  • Disporre i pirottini nella leccarda del forno e riempierli con il composto al cocco,
  • cuocerli in forno caldo a 180° per circa venti minuti o comuqne fino a doratura.
  • A cottura ultimata sfornare subito e far raffreddare i pasticcini al cocco su una gratella.

 

Come conservare i pasticcini al cocco:

I pasticcini al cocco resteranno fragranti come appena sfornati purchè riposti in appositi contenitori ermetici.

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Ilaria Zizza

Eden Project: la più grande foresta pluviale indoor

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Published in: Bioedilizia e Bioarchitettura

E’ la più grande foresta pluviale al coperto del mondo e dalla sua apertura ha attirato oltre 19milioni di turisti; l’Eden Project si trova in Cornovaglia ed è formato da una serie di bolle dette ‘Biomi’,immerse in un cratere circondato da paesaggi mozzafiato.

Ma oltre al lato estetico, il progetto contiene un qualcosa in più: ovvero è stato costruito su una miniera in disuso rigenerando il terreno grazie a piante e alberi. Dove una volta c’era una fossa d’argilla della dimensione di 30 campi da calcio, oggi ci sono oltre 3mila specie di piante.

Ad esempio, c’è il bioma del clima temperato con piante e fiori del Mediterraneo, dell’Africa del Sud e della California; la zona tropicale dove si trovano piante esotiche tipiche dell’America del Sud, della Malesia e dell’Africa Occidentale. All’esterno delle serra, nell’Outdoor Biome, sono realizzati dei giardini all’aperto dove crescono floride piante tipiche della Cornovaglia e dei paesaggi britannici.

L'eco-parco nel sud-ovest dell'Inghilterra è stato aperto 16 anni fa proprio con questo obiettivo: educare le persone alla sostenibilità e al'ambiente.

Adesso in Cina si vuole replicare. In generale è prevista l’apertura di otto nuovi siti in tutto il mondo, ma quella più concreta ad oggi è quella cinese entro il 2020.

“A settembre 2015 abbiamo firmato uno storico accordo con la principale società di sviluppo China Jinmao Holdings Limited per progettare e sviluppare un progetto iconico di turismo e di istruzione nella città principale di Qingdao, sulla costa orientale della Repubblica popolare cinese”, si legge sul sito dell’Eden Project Quingdao.

   

Anche qui il progetto sorgerà su un terreno originariamente utilizzato per la produzione di sale e poi l'allevamento di gamberi che si trova in prossimità di due fiumi.

Il nuovo centro sarà costruito a Qingdao, una città costiera di quasi nove milioni di persone nella provincia dello Shandong, a metà strada tra Shanghai e Pechino.

 

Foto

Una città che ben si presta al progetto grazie al suo paesaggio: montagne circondate sui tre lati dal Mar Giallo. Il progetto si adatta perfettamente ai temi chiave di trasformazione e rigenerazione di Eden e darà vita a un sito che attualmente sterile e abbandonato.

In generale riprenderà i Biomi inglesi, ovvero la foresta pluviale con alberi di gomma, mangrovie e cacao, la macchia mediterranea con limoni, viti, erbe profumate. Al centro educativo ci saranno schemi interattivi per scoprire l’energia, i cambiamenti climatici e tanto altro. Infine nei giardini esterni si potrà ammirare come nasce un orto.

Dominella Trunfio

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Come realizzare i propri desideri in modo saggio con il metodo Woop

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Published in: Mente & emozioni

Woop: è questo l'acronimo che farà la differenza, d'ora in poi. Basta “pensare positivo” e immaginare, visualizzare i propri desideri. Naturalmente l'atteggiamento positivo e costruttivo, per intenderci tipo quello cantato da Jovanotti oramai saranno secoli fa (cioè nel 1994), non va mai perso ma per realizzare i propri obiettivi bisogna, prima, creare un contrasto mentale e poi organizzarsi per superarlo.

Wish (desiderio), Outcome (risultato), Obstacle (ostacolo), Plan (pianificazione). Woop! Il metodo è firmato da Gabriele Oettingen, psicologa sociale alla New York University e all'Università di Amburgo (che da sempre ha studiato come le persone immaginano il futuro e l'impatto che ne deriva su cognizione, emozioni e comportamento) ed è diventato un libro, “Io non penso positivo – Come realizzare i tuoi desideri” della collana Saturnini di Edizioni Tlon. Ricco di aneddoti, fonti ad articoli scientifici, esperimenti, scoperte e relative ripercussioni pratiche, è un vero e proprio manuale utile che accompagna in tutti i passaggi necessari per appropriarsi pienamente di questa tecnica che ripensa e completa il “pensiero positivo”.

Ecco le tappe-base per “woppare” (chi vuole può farsi anche aiutare da un'app):

  1. Wish: pensa a qualcosa che – nella tua vita – pur se impegnativo, potrebbe essere raggiungibile in un certo lasso di tempo (un giorno, un mese, un anno... quel che ragionevolmente può servire); costruisci questo desiderio anche con la tua immaginazione;
  2. Outcome: quale risultato, concreto, operativo, porterebbe realizzare il desiderio? Identifica l'aspetto migliore, più piacevole per te e visualizzalo, rendilo visibile con gli occhi dell'immaginazione;
  3. Obstacle: qual è l'ostacolo – interiore - che potrebbe frapporsi? Cosa di te potrebbe, magari inconsciamente, bloccare? Quali pensieri, comportamenti, abitudini, credenze che magari sai già che si possono presentare o che in genere non ti fanno procedere in quello che vuoi fare? Visualizzalo bene, nel suo entrare in campo, sempre con gli occhi dell'immaginazione.
  4. Plan: di fronte all'ostacolo che hai chiaramente già individuato, come vuoi reagire? Quale azione, la più efficace, puoi intraprendere? Una volta individuata, costruisci il piano: “se” l'ostacolo si presenta, “allora” io agirò in questo modo. Ecco il contrasto mentale: se - allora. Ripeti la frase e rafforza dentro di te la consapevolezza di questa strategia.

Questo per cominciare.

Nell'ultimo decennio – spiega l'autrice – io e i miei colleghi abbiamo testato questa tecnica con persone di età, condizione sociale e cultura differenti; più e più volte abbiamo trovato che il Woop permette di perseguire i propri desideri in maniera più saggia e produce risultati a breve e lungo termine più vantaggiosi”.

E poi, una precisazione: “Con il Woop si può imparare molto di se stessi; è una conoscenza che deve essere messa sempre al servizio di un proposito più grande: la connessione con gli altri e con il mondo”. In pratica: usiamola in modo non predatorio, non per raggiungere desideri egoistici o tornaconti personali ma per il bene nostro e di tutti. Insieme.

Anna Maria Cebrelli

L'oleodotto Keystone perde quasi 80mila litri di petrolio, disastro ambientale nel Dakota del Sud

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Published in: Ambiente

Lo sversamento è avvenuto nei pressi di Amherst e arriva pochi giorni prima che gli amministratori del vicino Nebraska decidano se concedere o no il permesso finale necessario a iniziare la costruzione di una parte delle condotte del Keystone XL. L'annuncio ufficiale è atteso per lunedì.

“Questa non è una piccola fuoriuscita da nessuna prospettiva”, ha detto Kim McIntosh, scienziato ambientale del Dipartimento dell'Ambiente e delle Risorse Naturali del Sud Dakota.

Dal canto suo, la TransCanada, società che gestisce l'impianto ha chiuso la conduttura e ha confermato la perdita petrolio. È già partita un'indagine per accertare le cause della fuoriuscita.

“TransCanada apprezza il supporto collaborativo dei funzionari locali, del personale addetto alle emergenze e dei commissari della contea di Marshall, nonché il proprietario terriero che ha dato il permesso di accedere al terreno per le attività di valutazione, identificazione e pulizia” ha fatto sapere la società.

Ma la situazione è davvero grave, come mostra una foto dello sversamento, pubblicata su Twitter.

Image of Amherst incident taken earlier today by aerial patrol as part of our initial response. For more updates, visit https://t.co/8yWI1Oq2EM pic.twitter.com/uRNtYUdVjL

— TransCanada (@TransCanada) 16 novembre 2017

Keystone fa parte di un sistema di condutture lungo 2.687 miglia, circa 4300 km e trasporta petrolio greggio dall'Alberta in diversi punti negli Stati Uniti, tra cui Illinois e Oklahoma.

Un reporter di The Aberdeen American News, presente sul posto al momento dello sversamento, ha fatto sapere che tutta l'area era bloccata dai veicoli di emergenza. Non sono mancate le proteste da parte di cittadini e associazioni che da anni si oppongono alla realizzazione del Keystone XL, un enorme sistema che verrebbe integrato a quello già esistente

Dopo il via libera dato da Trump la scorsa primavera, adesso si attendono i permessi necessari per concretizzare il progetto in Nebraska, Montana e South Dakota. L’oleodotto ha come obiettivo quello di unire alle raffinerie presenti negli Usa i giacimenti di sabbie bituminose, qualcosa come 800 mila barili di petrolio dal Canada al Nebraska da dove poi partiranno le altre reti secondarie verso gli impianti di raffinazione.

“Abbiamo sempre detto che la questione non è se un oleodotto si riverserà, ma quando, e oggi TransCanada ci sta dando ragione,” ha detto Kelly Martin del Sierra Club. “Questa non è la prima volta che la pipeline di TransCanada versa sabbie bituminose tossiche, e non sarà l'ultima.”

“We’ve always said it’s not a question of whether a pipeline will spill, but when, and today TransCanada is making our case for us,” - Sierra Club's Kelly Martin on Keystone spill in South Dakota #NoKXL https://t.co/JLaLRUOCCr

— Sierra Club (@SierraClub) 16 novembre 2017

Circa 90 proprietari terrieri del Nebraska non hanno firmato la servitù a TransCanada e hanno chiesto di non rilasciare alcun permesso per il progetto. La Commissione del servizio pubblico del Nebraska prevede di annunciare lunedì mattina se dare i permessi, l'ultimo ostacolo normativo prima dell'inizio della costruzione di Keystone XL.

La fuoriuscita di ieri è una delle più gravi degli ultimi anni. Nel 2010 quasi 4 milioni di litri di petrolio vennero fuori da un oleodotto nel fiume Kalamazoo nel Michigan, e nel 2015 finirono nel fiume Yellowstone nel Montana 190.000 litri di petrolio, contaminando le acque.

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Gli oleodotti sono sottoposti a un controllo più approfondito da quando migliaia di manifestanti si sono radunati vicino alla riserva Standing Rock Sioux nel Nord Dakota l'anno scorso per protestare contro l'oleodotto Dakota Access.

Il sito dello sversamento di giovedì era vicino ai confini della Lake Traverse Reservation, sede della tribù Sisseton Wahpeton Oyate.

Per chi volesse approfondire, questi sono i rischi in ballo se passa anche il Keysotne XL.

Francesca Mancuso

Simone de Beauvoir: storia e frasi celebri della scrittrice simbolo del femminismo

GreenMe -

Published in: Costume & Società

Una donna prima di essere moglie e madre è una persona e, come tale, ha un ruolo all’interno della società in cui vive, indipendentemente dal ceto sociale ed economico di appartenenza. Una lotta, quella a favore del femminismo portata avanti da Simone e le altre, che a ben guardare ancora oggi stenta ad affermare i suoi frutti.

Nella sottile linea rossa che ricongiunge i diritti delle donne alla violenza permeata su di esse, infatti, si scopre che questo è un fenomeno ampio e diffuso: 6 milioni 788 mila donne hanno subito nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale, il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni (Fonte Istat), il 20,2% ha subito violenza fisica, il 21% violenza sessuale, il 5,4% forme più gravi di violenza sessuale come stupri e tentati stupri. Sono 652 mila le donne che hanno subito stupri e 746mila le vittime di tentati stupri.

Chi era Simone De Beauvoir, Storia

Scrittrice, filosofa e femminista atea, Simone De Beauvoir nasce a Parigi nel gennaio del 1908 da una famiglia alto-borghese, che va però presto in disgrazia a causa della bancarotta del nonno materno Gustave Brasseur.

Simone riceve un’educazione molto rigida e di stampo cattolico, ma quel che le preme sin da subito è dedicarsi agli studi. Si iscrive così all’Istituto cattolico Désir e mostra grande interesse per la letteratura classica francese, per la letteratura contemporanea e per i capolavori dei surrealisti. In seguito, intraprenderà la strada dell'insegnamento, allontanandosi man mano dalla religione cattolica cui era stata indirizzata.

Nel 1926 comincia il suo corso di studi alla Sorbona, laureandosi poi in filosofia con una tesi su Leibniz e ottenendo nel 1929 "l'agrégation", ossia l’idoneità all'insegnamento riservata ai migliori allievi francesi, ed entrò anche a far parte del movimento socialista.

Questi dell’università sono gli anni in cui conosce Lévi-Strauss, Raymond Aron, Merleau-Ponty, Paul Nizan e l’amore della sua vita, Jean-Paul Sartre.

Con Jean-Paul Sartre, fonte

Esercita la professione di docente solo fino al 1943, quando decide di dedicarsi completamente all'attività di scrittrice. In quegli anni, Simone e il compagno Jean-Paul Sartre si legano sempre di più e cominciano a girare tutto il mondo, recandosi in Marocco, in Spagna, in Grecia e in Italia. Insieme partecipano agli eventi più importanti dell'epoca e conoscono numerosi autori tra cui Ernest Hemingway, Franz Kafka, Marcel Proust, Virginia Woolf, André Gidé, Martin Heiddeger, Edmund Husserl.

Simone e Jean Paul vivono spesso in prima linea i grandi avvenimenti politici di quegli anni: il nazismo in Germania, la guerra civile spagnola del 1936, la seconda guerra mondiale. Durante la guerra, Simone de Beauvoir rimane a Parigi, occupata dai nazisti, e con Sartre comincia l’esperienza del gruppo di Resistenza "Socialismo e Libertà".

Dopo la Liberazione, entra nella redazione della rivista Les Temps Modernes, insieme a Sartre, Leiris, Merleau-Ponty e altri, dove scrive molti articoli sulla filosofia esistenzialista.

Nel corso degli anni, Simone assume posizioni nette come scrittrice e come donna, fino agli anni settanta, quando si batte anche per cause come la dissidenza sovietica, il conflitto arabo-israeliano, l'aborto, il Cile, la donna (è presidentessa dell'associazione Choisir e della Lega dei diritti della donna).

Simone de Beauvoir muore il 14 aprile 1986 e viene seppellita nel cimitero di Montparnasse, accanto al suo compagno di vita, morto nel 1980.

Convintamente atea come Sartre, ne La Cérémonie des Adieux aveva scritto a riguardo della morte di Sartre: “La sua morte ci separa. La mia morte non ci riunirà. È così; è già bello che le nostre vite abbiano potuto essere in sintonia così a lungo”.

Gli scritti di Simone De Beauvoir 

"L'invitata" è il primo romanzo pubblicato da Simone De Beauvoir nel 1943, quello che la elevò a scrittrice e in cui racconta come l'arrivo di un terzo personaggio possa scuotere l'equilibro di una coppia. Nel 1944 scrive “Il sangue degli altri”, in cui si pone in prima linea nella condanna ai totalitarismi, affronta il tema della guerra e afferma che le persone che devono combattere l’occupazione nazista devono anche cercare di spingere gli altri verso la lotta.

Due anni dopo fa molti viaggi tra America del Nord, America latina e Asia, comprese Cina e in Russia e realizza “L'America giorno per giorno” e “La lunga marcia”.

Nel 1949 compone un importante saggio, "Il secondo sesso", in cui analizza la condizione femminile. Poi è la volta de “I Mandarini” (in cui fa una descrizione della società francese nel secondo dopoguerra) con cui riceve il Premio Goncourt, e della sua autobiografia articolata in quattro volumi: “Memorie di una ragazza per bene”, “L’Età forte”, “La forza delle cose” e “A conti fatti”.

Con Sartre e Che Guevara, fonte - Di Alberto Korda - Revista Verde Oliva, 1960; Museo Che Guevara (Centro de Estudios Che Guevara en La Habana, Cuba)

Negli anni '60 sostiene fermamente il movimento femminista e pubblica un altro romanzo autobiografico, “Una morte dolcissima”, che dedica alla mamme appena scomparsa. Tra il 1966 e il 1967 scrive “Le belle immagini” e “La donna spezzata”, in cui racconta la storia di tre donne che vivono una situazione di crisi e ripropone ancora una volta il tema della condizione femminile.

In questi anni Simone è sostenitrice della rivoluzione studentesca parigina, prendendo parte anche alle manifestazioni organizzate dal movimento femminista. Insieme ad altre donne fonda La Lega per i diritti delle donne e nel 1974 ne diventa il Presidente. Tra la prima metà degli anni Settanta e la prima metà degli anni Ottanta scrive “La terza età” in cui affronta tematiche come la malattia, la vecchiaia e la morte e La cerimonia degli addii, in cui racconta i suoi ultimi dieci anni di vita con Sartre.

"Il secondo sesso" e "Una donna spezzata": Simone De Beauvoir e la condizione della donna

“Essere donna non è un dato naturale, ma il risultato di una storia”. Simone de Beauvoir rimarca più volte e in più occasioni la sua idea: le donne devono prendere coscienza.

Il secondo sesso”, del 1949, è una delle opere più celebri del movimento femminista. Diviso in tre parti (Destino, Storia, Miti), il libro dapprima analizza la condizione della donna con gli occhi dell’uomo, evidenziando così la sua posizione subordinata. Sposa, madre, prostituta, lesbica, narcisista, innamorata, mistica: Simone de Beauvoir analizza tutto ciò possa portare a credere che la donna sia un essere inferiore e degli effetti che questo ha sulla loro scelta di sposarsi e di abbandonare la propria carriera.

E non solo: se i due sessi fossero considerati uguali, entrambi non sarebbero più liberi?

Fonte

Qui l’autrice sostiene la necessità di integrare la donna nella società con gli stessi diritti e doveri dell'uomo e con le conquiste che ne derivano, dalla uguaglianza del salario, alla possibilità di abortire ad altri riconoscimenti economici.

"Una donna spezzata", del 1967, sono tre racconti di tre donne, una casalinga, una studiosa di letteratura francese, una madre abbandonata, tutte unite da un filo conduttore: la solitudine. Poste tutte di fronte a un grave momento di crisi, tutte e le tre le donne vedono cedere tutte le convinzioni nelle quali hanno sempre creduto. E cercano una rilettura di quello che finora era stato un loro universo.

Da qui, la scrittrice francese fa una chiara analisi del ruolo femminile, un ruolo che è stato troppo spesso subordinato a quello maschile e lancia un messaggio ben preciso: una donna dovrebbe svincolarsi, almeno in parte, dagli impegni familiari e ritagliarsi un proprio spazio. Crearsi un proprio spazio mentale, prima che fisico, sganciarsi da quel ruolo in cui l’unico obiettivo da seguire pare essere l’appagamento di marito e figli (già Virginia Woolf “Una stanza tutta per sé”, incitava le donne a crearsi un luogo appartato dal resto della famiglia).

Una soluzione? Simone de Beauvoir l’ha data già un secolo fa: comprendere che quel groviglio emotivo in cui una donna a volte si invischia è responsabilità dell’uomo, che lo mette in pratica in un processo in sistematico e sottile.

Liberatevi, elevati, non relegatevi in un ruolo marginale. Avete mente, cuore, cervello, pensiero. Rialzatevi e porgete le spalle, se è necessario.

Sono questi forti tratti del femminismo, che ancora oggi vengono portati avanti con profonda convinzione.

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Simone de Beauvoir frasi celebri
  • “La donna? è semplicissimo - dice chi ama le formule semplici: è una matrice, un'ovaia; è una femmina: ciò basta a definirla. In bocca all'uomo, la parola "femmina" suona come un insulto; eppure l'uomo non si vergogna della propria animalità, anzi è orgoglioso se si dice di lui: È un maschio!”
  • “Di me sono state create due immagini. Sono una pazza, una mezza pazza, un’eccentrica. Ho abitudini dissolute. […] Con i tacchi bassi, i capelli tirati, somiglio ad una patronessa, ad un’istitutrice (nel senso peggiorativo che la destra dà a questa parola), ad un caposquadra dei boy-scout. Passo la mia esistenza fra i libri o a tavolino, tutto cervello. Nulla impedisce di conciliare i due ritratti. L’essenziale è presentarmi come un’anormale”
  • “Essere donna non è un dato naturale, ma il risultato di una storia. Non c’è un destino biologico e psicologico che definisce la donna in quanto tale. Tale destino è la conseguenza della storia della civiltà, e per ogni donna la storia della sua vita”
  • “L’umanità è maschile e l’uomo definisce la donna non in quanto tale, ma in relazione a se stesso; non è considerata un essere autonomo”

 

  • “Il fatto è che sono una scrittrice: una donna scrittrice non è una donna di casa che scrive, ma qualcuno la cui intera esistenza è condizionata dallo scrivere. È una vita che ne vale un’altra: che ha i suoi motivi, il suo ordine, i suoi fini che si possono giudicare stravaganti solo se di essa non si capisce niente”
  • "Nessuno è di fronte alle donne più arrogante, aggressivo e sdegnoso dell'uomo malsicuro della propria virilità"
  • "Una donna libera è il contrario di una donna leggera"
  • "Non si trasforma la propria vita senza trasformare se stessi"
  • "Non si nasce donne: si diventa"
  • "Mi è stato più facile pensare un mondo senza creatore, che un creatore pieno di tutte le contraddizioni del mondo"
  • "Il vuoto del cielo disarma la collera"
  • "Una donna può dedicarsi alle donne perché l'uomo l'ha delusa, ma talvolta l'uomo la delute perché essa cercava in lui una donna"
  • "I complessi, le ossessioni, le nevrosi di cui soffrono gli adulti hanno la loro radice nel passato familiare; i genitori che hanno i loro conflitti, i loro problemi, i loro drammi, sono la compagnia meno desiderabile per il bambino"
  • "Volere essere libero è anche volere che gli altri siano liberi"

 

Germana Carillo

 

Hasanlu Lovers: storia e curiosità del bacio eterno più antico del mondo

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Published in: Arte e Cultura

Difficile saperlo con precisione, ma semplice immaginarlo. Certo è che sono pochissimi i casi in cui nella storia si sono scoperte sepolture di due persone. Il più delle volte è capitato a causa di guerre o di calamità naturali. Fatto sta che i due scheletri di Hasamlu sono diventati “famosi” non solo perché erano in due, ma perché sono stati ritrovati in una posizione unica: uno dei due teso a voler dare un bacio all’altro. E così avrebbero trovato la morte.

Chi sono e dove sono stati trovati gli amanti di Hasanlu

“Sdraiati sul fondo c’erano due scheletri umani, un maschio e una femmina. Il maschio aveva un braccio sotto la spalla della femmina, mentre la femmina stava cercando il volto del maschio e cercava di raggiungerlo per toccare le sue labbra. Entrambi giovani adulti, non mostrano alcuna prova di infortuni; non c’erano tagli evidenti o ossa rotte. Non c’erano oggetti con gli scheletri, ma sotto la testa della femmina c’era una lastra di pietra. Gli altri contenuti consistono in pezzi rotti di intonaco, carbone e piccoli pezzi di mattoni bruciati, ma nulla che possa far pensare che i due sono stati schiacciati”. Così scrive Robert Dyson, archeologo dell’University of Pennsylvania che ha scoperto la mitica coppia nel 1972.

Siamo nel sito archeologico nel nord-ovest dell’Iran, chiamato Teppe Hasanlu. La gente viveva in questa zona già dal VI millennio a.C. Un team di ricercatori dell’University Museum, University of Pennsylvania e del Metropolitan Museum di New York ha scavato in questo luogo in dieci riprese a partire dal 1956 al 1974. Durante lo scavo sono state raccolte alcune prove che spiegavano che un incendio avrebbe distrutto l’intero Hasanlu nell’800 a.C.

 

L’eterno bacio degli amanti di Hasanlu, il mistero del sesso

Sembra così esotico e romantico e probabilmente risveglia in noi immagini tenere, eppure il nome appassionato “amanti di Hasanlu” (oggi esposti al Penn Museum) altro non è che un'immagine di due scheletri che mostra l’amore e un bacio che vogliamo dire “eterno”.

Secondo le ricostruzioni degli archeologi, si tratterebbe di una coppia in fuga dal proprio villaggio in fiamme ed entrambi sarebbero morti per asfissia. Dalle prime ricerche sui resti (trovati in un bidone di gesso per il grano) si ipotizzò che le ossa potessero risalire a 6mila anni fa, ma in seguito l’esame al carbonio svolto dall’Università della Pennsylvania ha smentito quella supposizione. I due sono vissuti 2800 anni fa, quindi intorno all’800 a.C. In ogni caso, tutto il materiale scheletrico di Hasanlu è ancora oggi oggetto di molte domande di ricerca e decine sono gli studiosi e gli studenti di tutto il mondo che vengono al Penn Museum per studiare la collezione.

Dalla foto si nota un foro nel cranio di uno dei due scheletri, ma non è dovuto né a traumi né a incidenti, ma solo alle operazioni effettuate durante gli scavi.

La gente vede questa coppia come un simbolo dell'amore eterno, ma non è esattamente certo quale fosse la relazione tra i due. Uno è chiaramente maschio, mentre il sesso dell'altro è meno definitivo, sebbene si appoggi al maschio. Alcuni scienziati dicono che entrambi erano uomini, il che significa che c’era o una connessione familiare o una relazione omosessuale. Altri, compreso l'archeologo originale che li ha trovati, dicono che sono un maschio e una femmina.

Quello di sinistra aveva all'incirca 30 o 35 anni al momento della morte, mentre quello di destra (considerato il maschio), approssimativamente di 19/22 anni. La loro altezza era di poco più di un metro e mezzo.

Si crede che la ragione della loro morte fosse l'asfissia a causa della distruzione di Teppe Hasanlu e che la femmina si unisse al suo amante sul punto di morire.

Gli amanti di Hasanlu Lovers oggi fanno credere nell’amore fino alla fine. Il dolce gesto dell’amore mostra che nemmeno la morte non può tenere separati gli amanti?

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Si creda ciò che si vuole e si dia all’immagine il significato che più di tutti viene in mente. È questa l’istantanea di un istante tenero e molto umano tra due persone, ma quanto devono aver sofferto in quel momento?

Germana Carillo

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Quanti veleni ci sono nel nostro piatto? #ipesticididentrodinoi

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Published in: Ambiente


La campagna, voluta da Federbio, insieme a Wwf, Legambiente, LIPU e ISDE-Associazione Medici per l’Ambiente conferma il trend negativo: gli alimenti che mettiamo in tavola sono sempre più intossicato dai pesticidi.

#ipesticididentrodinoi era partita dopo un controllo sulle urine di una famiglia tipo composta da padre, madre e due figli. Dopo averle fatte analizzare in Germania era emerso ciò che in effetti già si sospettava: i valori relativi ai pesticidi erano alti.

"Quindi, basta una ‘semplice’ analisi delle urine e una normale famiglia italiana di quattro persone – si legge in un comunicato stampa di Federbio - scopre di essere pesantemente contaminata dai pesticidi".

Per tre dei membri alte concentrazioni di glifosato, l’erbicida per cui in queste settimane l’Europa deve decidere o meno la possibilità di utilizzo nei prossimi anni. Soprattutto uno dei genitori registra 0,26 microgrammi per litro (mg/l), mentre il bambino più piccolo arriva 0,19 rispetto a una media generale di 0,12 microgrammi per litro.

Lo stesso bambino, solo 7 anni di età, registra oltre 5 microgrammi di clorpirifos per grammo di creatinina, un valore altissimo rispetto alla media della popolazione che è 1,5 (mg/g). Quest’insetticida provoca – tra i tanti altri danni – particolari effetti sulla capacità di apprendimento e di attenzione. Infine, due prodotti della contaminazione da piretroidi (Cl2CA e m-PBA) sono consistentemente presenti nella famiglia. In particolare, m-MPA arriva nella mamma a concentrazioni di circa 3,4 microgrammi per grammo: un record che si trova solo nel 5% delle statistiche finora analizzate.

 Le analisi rivelano,quindi, la presenza di glifosato, in concentrazioni addirittura doppie rispetto alla media, con un +116%, di clorpirifos che è un insetticida che si trova nei campi, di piretroidi nonché di metaboliti Cl2CA e m-PBA.

Insomma una vera e propria bomba di effetti collaterali sul corpo. Nello specifico, del glifosato abbiamo parlato infinite volte, le riserve sulla possibile cancerogenicità e tossicità non sono ancora sciolti; il clorpirifos provoca danni al sistema nervoso e nei bambini ha effetti negativi sulla capacità di apprendimento e di attenzione. Ripercussioni si hanno ancora sui reni, sul sistema endocrino e sulla flora batterica.

Lo studio

Durante la fase di analisi, una famiglia presa a campione ha seguito per 15 giorni una dieta bio. I risultati arriveranno a fine novembre, ma c’è molta curiosità per capire effettivamente cosa accade al corpo quando non si assumono alimenti con pesticidi anche solo per un arco temporale così breve.

“Misuriamo i pesticidi dappertutto: nell’acqua, nel suolo, nei cibi, ma non i nostri livelli di esposizione e contaminazione, su oltre un terzo prodotti che arrivano sulle nostre tavole ci sono residui di pesticidi”, Maria Grazia Mammuccini, dell’Ufficio di presidenza di Federbio.

Dei pesticidi ne avevamo parlato qui: 

Tutta la campagna #ipesticididentrodinoi è online e tutti possono seguire giorno dopo giorno, attraverso video e post della famiglia, l’evolversi della dieta. Il 30 novembre prossimo saranno presentati i risultati finali, e si risponderà alla domanda: è possibile, con solo 15 giorni a zero pesticidi ridurre o eliminare la quantità di sostanze chimiche che assorbiamo quotidianamente attraverso gli alimenti?

Dominella Trunfio

Il nuovo strumento della Nasa che prevede quale ghiacciaio potrebbe inondare la tua città

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Published in: Ambiente

Lo scioglimento dei ghiacciai, delle calotte glaciali e delle calotte polari inevitabilmente fa aumentare i livelli dei nostri mari ma tenere traccia di come il ghiaccio sciolto e diventato acqua in un determinato punto della terra influenzi singole zone molto distanti da lui non è un compito facile.

E’ evidente però che capire con anticipo come verrà distribuito l'innalzamento del livello del mare è un obiettivo molto importante per i ricercatori e potrebbe essere un aiuto chiave per le principali città costiere del mondo che devono essere sempre pronte a gestire eventuali inondazioni.

Grazie ad un nuovo strumento noto come GFM (gradient fingerprint mapping), ideato dai ricercatori del Jet Propulsion Laboratory della Nasa, da oggi potrebbe essere più semplice prevedere le inondazioni in tutto il mondo e magari prevenire le terribili conseguenze che tutti conosciamo. 

Come ha dichiarato Eric Larour, autore principale dello studio:

“Questo strumento è molto utile per capire il rischio correlato a ghiacciai specifici e per dare un quadro completo di quanto sia a rischio una città”

I funzionari delle varie località costiere potrebbero servirsene e utilizzare i dati per mappare l'aumento del livello del mare previsto, sapere con più precisione di quanto si innalzerà e quando. In questo modo si potrà affrontare meglio la situazione mettendo in atto tecniche e strategie per affrontare un'eventuale inondazione.

Il GFM tiene conto della rotazione della Terra e degli effetti gravitazionali e aiuta a determinare in che modo specifici punti di fusione del ghiaccio avranno un impatto su determinate città.

Facciamo un esempio confrontando l'impatto che lo scioglimento dei ghiacciai della Groenlandia avrà per la città di New York e per quella di Londra. Mentre tutti i quadranti della calotta glaciale della Groenlandia si stanno sciogliendo e contribuiscono all'innalzamento del livello del mare in tutto il mondo, il nuovo studio mostra che sia New York che Londra sono vulnerabili esclusivamente allo scioglimento delle parti più settentrionali di questa calotta glaciale.

New York deve stare attenta ad entrambi i quadranti nord-ovest e nord-est della Groenlandia, i londinesi invece rischiano principalmente a causa della parte nord-occidentale ovvero quella più lontana dalla città in questione. Sembrerebbe un controsenso ma in realtà questo risultato si trova uguale in tutte le città del mondo: il maggior contributo all'innalzamento del livello del mare proviene dai ghiacciai o dalle parti di essi più lontani dalla città stessa. Questo fenomeno ha una spiegazione fisica nella forza di gravità.

 

Come ha spiegato il professor Larour:

"Le lastre di ghiaccio sono così pesanti che, quando si sciolgono, il campo di gravità viene modificato e l'oceano è meno attratto dalla massa di ghiaccio. Ciò significa che localmente, vicino al cambio di ghiaccio stesso, il livello del mare diminuirà".

Sullo scioglimento dei ghiacciai potrebbe interessarvi anche:

La ricerca, che ha portato all’ideazione di questo rivoluzionario strumento, è stata pubblicata sulla rivista Science Advances ed è disponibile online così come anche il GFM che però, difficile da capire e utilizzare, può servire effettivamente solo ai tecnici e agli addetti ai lavori.

Francesca Biagioli

Incredibile: uccelli indonesiani esotici contrabbandati... nei tubi di scarico (FOTO)

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E' la terribile sorte toccata a 125 uccelli in via di estinzione destinati al commercio illegale di specie selvatiche.

.84 pappagalli eclectus e 41 cacatua bianchi sono stati salvati in Indonesia, paese che sta cercando di contenere un commercio di fauna selvatica dilagante, ai danni dalla fauna presente nelle sue vaste giungle.

4 gli uomini arrestati, che ora dovranno affrontare pene detentive fino a cinque anni e multe da 100 milioni di rupie ($7,400).

Gli esperti ritengono che gli uccelli sarebbero arrivati, dopo un viaggio estenuante in condizioni orribili, nele Filippine, dove c'è una fitta rete di criminali che contrabbandano pappagalli.

I Cacatua bianchi, in particolare, risultano una specie minacciata nella lista IUCN.

Il traffico illegale di piante ed animali selvatici è una delle principali cause di perdita di biodiversità nel mondo: ogni anno, centinaia di milioni di esemplari di specie animali e vegetali rare vengono prelevate dal loro ambiente e vendute a peso d'oro sui mercati clandestini. Per trasportarli in gran segreto, sono sempre più gli orribili stratagemmi operati dai bracconieri. Non ultimo, nascondere pappagalli nei tubi di scarico...

Roberta Ragni

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