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Le incredibili immagini dell'enorme iceberg che minaccia il villaggio della Groenlandia (VIDEO)

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Non è un film di fantascienza. Benvenuti nella Groenlandia che sperimenta gli effetti dello scioglimento dei ghiacci polari. Un'esperienza di cui gli abitanti di Innaarsuit avrebbero volentieri fatto a meno. Circa 170 persone sono state costrette a lasciare le loro case, nel timore che la furia dell'acqua potesse sommergerle.

Il mostro di ghiaccio, il cui peso è di circa 11 milioni di tonnellate, incombe minaccioso a poche decine di metri dalla costa di questo piccolo villaggio di pescatori.

"Temiamo che l'iceberg possa rompresi e provocare uno tsunami", ha detto la portavoce della polizia della Groenlandia Lina Davidsen.

L'iceberg domina il villaggio di 169 persone sulla costa occidentale del paese. Un video pubblicato su Twitter mostra un pezzo di ghiaccio che si stacca dal massiccio blocco e si tuffa nel mare, generando grandi onde che si spingono fino alla riva.

"È un po' come se, vivendo in un sobborgo, ti sei svegliato una mattina, hai guardato fuori, e c'era un grattacielo vicino a casa tua",  ha detto all'NPR l'oceanografo della New York University, David Holland.

An 11 million-ton iceberg, the size of a hill, is threatening the tiny village of Innaarsuit on the western coast of Greenland. As the iceberg starts to break up, the village is worried that it will trigger a tsunami. pic.twitter.com/gIbjWBqe26

— Global Times (@globaltimesnews) 16 luglio 2018

La gente del posto è abituata ai grandi iceberg, ma "questo è il più grande che abbiamo visto", ha detto il consigliere locale Susanne Eliassen al quotidiano Sermitsiaq. "E ci sono crepe e buchi che ci fanno temere che possa rompersi in qualsiasi momento."

Secondo l'Istituto meteorologico danese, i dati satellitari hanno fornito le misure di questo iceberg, largo circa 200 metri, alto 100 e con un peso di 11 milioni di tonnellate.

Crazy massive iceberg on drift leaving behind a tsunami in harbor #Innaarsuit more here! https://t.co/8yj0oSch9P pic.twitter.com/TXsY3E6nob

— Sven Groeneveld (@sventennis) 13 luglio 2018

L'iceberg è così grande da essere stato avvistato anche dallo spazio, rilevato dal satellite europeo Sentinel-2A.

Oggi si riunirà il comitato di emergenza della Groenlandia per decidere cosa fare e come proteggere gli abitanti di Innaarsuit.

Foto 

Scioglimento dei ghiacci e cambiamenti climatici

Quella di quest'anno è stata una stagione di scioglimenti significativa in Groenlandia, l'ennesima di una lunga serie, che sembra peggiorare di anno in anno.

William Colgan, ricercatore dell Geological Survey di Danimarca e Groenlandia, ha spiegato che il rischio di tsunami aumenterà con il progressivo aumento degli iceberg a causa del clima sempre più caldo.

"La produzione di iceberg in Groenlandia è aumentata negli ultimi 100 anni dal momento che il cambiamento climatico è diventato più forte", ha affermato.

A testimoniarlo anche un recente video, girato a giugno, in cui un gruppo di ricerca della New York University ha filmato unenorme ghiacciaio, lungo un terzo di Manhattan, mentre si spezzava.

L''iceberg ha lasciato il ghiacciaio nella Groenlandia orientale in pochi istanti, a dimostrazione dei terribili effetti dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale sulla Terra.

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Francesca Mancuso

Foto cover: KARL PETERSEN/AFP

Michael D. Higgins, il presidente che tutti vorremmo avere (e perché è così amato dagli irlandesi)

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Il presidente irlandese è una figura che ha poteri limitati, è sicuramente il guardiano della costituzione e rappresentante dello stato negli affari mondiali, ma il suo ruolo è soprattutto cerimoniale.

Michael D. Higgins è molto apprezzato perché nell’aspetto fisico sembra un nonnino gentile, sempre sorridente e affabile. Per questo irlandesi e non, spesso condividono le sue foto sui social. E lui pur essendo un presidente si comporta come un comune cittadino, passeggia con i suoi cani, fa la fila al bancomat, partecipa addirittura al funerale di un uomo della guardia costiera e ne abbraccia il figlio.

Politico ma anche poeta, Higgins è presidente dal 2011, ha quattro figli e a la moglie è un'attrice. Il suo animo gentile forse è il risultato di una carriera di successo come sceneggiatore, oltre che come scrittore di non-fiction. Ha scritto su diverse riviste politiche e filosofiche soprattutto riguardo temi ideologici, di sociologia della letteratura, del clientelismo in politica, del regionalismo e dei media. 

Ma è soprattutto un amante della natura e degli animali, i suoi amici a quattro zampe sono dei compagni fedeli che non lascia mai a casa da soli. 

Guardate queste immagini, qualcuno dice che non c’è un solo motivo per non amare Higgins:

Con i suoi cani durante i momenti ufficiali:     L'abbraccio con un bambino a cui è appena morto il padre: Così amato da essere un simpatico souvenir: Nel frattempo anche l'Irlanda diventa più green

L’Irlanda diventa sempre più verde e si candida ad essere il primo paese al mondo a rinunciare completamente agli investimenti in combustibili fossili. Il 12 luglio, infatti, il parlamento ha approvato un disegno di legge che chiede al paese di svendere tutti i suoi investimenti nelle compagnie del carbone, del gas, del petrolio appena possibile, ciò potrebbe significare entro i prossimi cinque anni. 

"Il movimento sta evidenziando la necessità di smettere di investire nell'espansione di un'industria globale che non va incentivata se si vogliono evitare cambiamenti climatici catastrofici. L'Irlanda sta mandando un chiaro messaggio: bisogna agire al di là dei profitti economici”, ha dichiarato Thomas Pringle, promotore del disegno di legge.

 

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Dominella Trunfio

Ecco come la curcuma può migliorare la nostra vita

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Published in: Alimentazione & Salute

La pianta è conosciuta da sempre per la sua azione depurativa, coleretica (stimola la produzione di bile da parte del fegato) e colagoga (favorisce lo svuotamento della colecisti, aumentando l'afflusso di bile nel duodeno). Inoltre, è un epatoprotettore, antiossidante e fluidificante del sangue.

Recenti studi hanno dimostrato che la curcuma ha anche proprietà antitumorali: è capace, infatti, di bloccare l'azione di un enzima ritenuto responsabile dello sviluppo di diversi tipi di cancro, soprattutto nella zona della testa, del collo e del cavo orale (nell'ultimo caso soprattutto quelli causati dal papillomavirus umano).

Non solo: la curcuma compie anche un'azione antinfiammatoria e analgesica, per questo motivo è impiegata efficacemente nel trattamento di infiammazioni, dolori articolari, artrite e artrosi. Riconosciuta anche come potente antiossidante, la pianta è in grado di contrastare l'azione dei radicali liberi, responsabili dei processi di invecchiamento e del danneggiamento delle membrane delle cellule che compongono il nostro organismo. La curcuma, infine, svolge anche un'azione cicatrizzante.

I benefici della curcuma

Questa spezia, il cui principio attivo più importante è senza dubbio la curcumina, rappresenta un ottimo rimedio per il buon funzionamento della cellula epatica: aiuta l’eliminazione delle tossine in eccesso. Grazie alla curcumina, inoltre, essa diventa preziosa alleata anche del cuore e del sistema cardiovascolare. Contrasta le malattie cardiache, rafforza il rivestimento dei vasi sanguigni e svolge un’azione antinfiammatoria.

Agisce nel sangue anche sui livelli di colesterolo. Non solo: allevia i dolori e gli spasmi di stomaco regolarizzando le funzioni gastriche, ha un alto potere digestivo e stimola l’azione della cistifellea nella produzione degli acidi biliari prevenendo la formazione di gonfiore e flatulenza. La curcuma, poi, è uno stimolo costante per il cervello, rallenta l’invecchiamento delle cellule cerebrali e previene infiammazioni a carico del sistema nervoso centrale. Infine, miscelata al miele e al limone, è un ottimo rimedio per le infiammazioni del cavo orale, raffreddore e mal di gola.

L’importanza della curcuma nella dieta

In un programma di dimagrimento, è importante riuscire ad inserire nella propria alimentazione quotidiana la curcuma, in quanto riesce ad agire direttamente sulle cellule adipose. Essa, infatti, stimola gli adipociti a secernere e rilasciare l’adiponectina, molecola in grado di stimolare l’organismo a liberare e utilizzare i grassi accumulati sotto forma di riserva, e aiuta il fegato a metabolizzare al meglio i grassi introdotti durante i pasti, in particolare quelli derivanti dai carboidrati complessi e dagli zuccheri raffinati, di più difficile digestione.

Ma non solo: tra le proprietà della curcuma, ci sono quelle dimagranti in quanto la curcumina agisce anche ad un livello più profondo, svolgendo un importante ruolo nel contrastare l’infiammazione cronica di basso livello (o basso grado), punto di partenza cruciale per lo sviluppo di differenti patologie come il diabete di tipo 2, le alterazioni aterosclerotiche, l’insulino-resistenza, la depressione e anche il cancro.

La curcuma aiuta a depurare l’organismo agendo sui vari organi emuntori, fegato per primo; contrasta lo stress ossidativo proveniente dai cibi dannosi che rilasciano più radicali liberi, proteggendo la mucosa intestinale e gastrica. La curcuma aiuta a dimagrire anche perché fa sentire meno la sensazione di fame: stimola, infatti, la corretta funzionalità di un ormone, la leptina, molecola prodotta dal tessuto adiposo che va a regolare il senso di sazietà.

Nelle persone obese vi è una resistenza alla leptina, per cui il segnale di sazietà non riesce ad arrivare efficacemente al cervello: da qui nasce un desiderio di mangiare e un senso di fame sempre maggiori. Anche il ristagno di liquidi può essere evitato grazie all’azione di questa potente spezia, viste le sue capacità di agire tanto sul sistema circolatorio quanto su quello linfatico, maggiormente responsabile della formazione dei cuscinetti adiposi e della fastidiosissima pelle a buccia d’arancia. Non è tutto qui: la curcuma, infatti, contribuisce anche a tenere sotto controllo i livelli di glicemia e a migliorare il metabolismo degli zuccheri introdotti attraverso la dieta.

Gli integratori di curcuma

Se le virtù della curcuma si devono in particolare alla presenza della curcumina, questa rischia, a volte, di non essere ben assorbita dall'organismo. Al fine di migliorare l'assimilazione della curcumina, esiste un integratore alimentare alla curcuma, “Super Curcuma”, che è stato appositamente formulato per consentire una biodisponibilità 29 volte superiore rispetto a un prodotto tradizionale. L’integratore consente, in questo modo, di capitalizzare i benefici della curcuma

L’integratore “Natural Curcuma”, invece, si occupa di stimolare il sistema immunitario, proteggere le cellule dai radicali liberi, inibire la proliferazione delle cellule prostatiche cancerose, la ciclossigenasi (COX) e la lipossigenasi (LOX), due enzimi infiammatori strumentali nello sviluppo di certi cancri, particolarmente quello del colon. Si occupa, inoltre, di arrestare in vitro la moltiplicazione delle cellule cancerose allo stadio 2 del loro sviluppo, contribuire a inibire lo sviluppo di vasi sanguigni che nutrono un tumore e proteggere dai virus, ridurre il colesterolo stimolando la secrezione.

Trovata tartaruga aliena nel Lago di Garda: ha il guscio molle e la proboscide

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Published in: Animali

Sulle sponde del Lago, un gruppo di turisti stava osservando i piccoli di germano quando all'improvviso è spuntata qualcosa sul pelo dell'acqua e i due pulcini sono stati trascinati giù.

Subito sono scattati i controlli visto che si trattava di un fatto anomalo. È stato scoperto così che nel lago era presente una femmina di Pelodiscus sinensis, la tartaruga guscio molle che solitamente vive in Giappone, Cina, Vietnam e Taiwan.

Una creatura dall'aspetto non comune, caratterizzata da una sorta di proboscide e da un guscio morbido, molto diverso rispetto alle tartarughe a cui siamo abituati.

L'animale è stato portato via dalla LIPU e tramite i Carabinieri Forestali del Nucleo CITES, affidata alla Parco Natura Viva di Bussolengo. Dopo una serie di controlli medico-veterinari per accertare lo stato di salute della tartaruga guscio molle, è stato deciso che essa rimarrà in quarantena ancora per alcune settimane in attesa degli esiti delle analisi. Poi, sarà destinata a un reparto adeguato.

Ma cosa ci fa una specie che vive solo in Oriente nel Lago di Garda?

La causa è facilmente intuibile e a confermarlo è Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva:

“Quella tartaruga è finita nel Lago di Garda perché qualcuno l’ha acquistata e poi l’ha abbandonata illegalmente senza curarsi del fatto che inserire una specie estranea nel nostro ecosistema, significa alterarlo con conseguenze molto pericolose. Non solo un pericolo per i germani che in questo periodo stazionano sul Lago, ma anche per tutta la fauna acquatica di questo territorio, che già si trova in un equilibrio fragile toccato da una forte presenza dell’uomo”.

Questa tartaruga vive in acque basse con fondo sabbioso, in cui si nasconde tenendo fuori solo la piccola proboscide e dal quale emerge per cacciare alborelle, carassi, piccole carpe, piccole trote, pesci gatto e invertebrati. Si tratta di una specie anche molto adattabile, prolifica e vorace che in Veneto, di certo non trova predatori naturali.

Come se non bastasse, essa è inserita anche nella Lista Rossa IUCN come “vulnerabile”.

La sua presenza nel Lago di Garda quindi costituisce un doppio danno per la biodiversità, causato dall’uomo: da una parte essa è stata sottratta alla possibilità di incrementare la vitalità della propria specie nel suo ambiente naturale, dall'altra minaccia un altro ecosistema.

“Non acquistate animali esotici. Ma se lo fate, sappiate che abbandonarli equivale ad uno dei peggiori crimini che possono essere commessi a danno della natura”, conclude Avesani Zaborra.

Sembra superfluo ricordarlo, ma a quanto pare invece serve...

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Francesca Mancuso

Legge sul copyright rinviata. Tempo per discutere seriamente del diritto d’autore nel web

BuoneNotizie.it -

Il 5 luglio, la tanto criticata legge sul copyright è stata bocciata dalla maggioranza dei parlamentari europei per ridiscuterne a settembre.

La presa di posizione dei contrari è stata forte: di grande impatto sono state l’oscuramento delle pagine di Wikipedia e gli appelli dei studiosi di informatica, che han visto la firma di Tim Barners Lee, padre del World Wide Web.

In particolare, le proteste sono scattate per l’articolo 11, la cosiddetta “tassa sui link” e l’articolo 13, il quale regolamenterebbe tramite filtri i contenuti caricati degli utenti, che non rispettano i diritti d’autore.

La “tassa sui link” prevede di far pagare parti di testo copiate e viene principalmente criticata per la mancanza di specificità, ad esempio non sono chiarite la presenza di eventuali esenzioni, e in quanto ritenuta eccessiva, sembrerebbe che una semplice frase presa da un articolo verrebbe tassata.

La preoccupazione che prevale per quanto riguarda l’articolo 13 è la possibile censura preventiva del materiale affidato ad algoritmi, cosa che danneggerebbe secondo alcuni la libera circolazione di idee su internet, data dalla sua forte incertezza giuridica.

Inoltre, i contrari alla legge temono soprattutto che i grandi editori possano nuocere a tale circolazione acquisendo un forte potere di controllo delle informazioni a danno del pluralismo ideologico.

Con tutti i limiti e lacune della legge, si sono diffuse eccessive prese di posizione allarmistiche, che dimenticano la necessità di regolarizzare la rete a favore degli autori originali dei testi, soprattutto in un periodo di forte crisi per l’editoria.

È giusto che il lavoro di qualcun altro possa essere riutilizzato liberamente e gratuitamente senza un riconoscimento?

I 150 rappresentanti dell’industria culturale e creativa della comunità europea hanno criticato la campagna cinica e all’allarmistica delle società tech per aver inondato le caselle di posta elettronica degli eurodeputati, affermando anche che è da vent’anni che le misure di copyright vengono viste come una minaccia per il world wide web senza che niente si sia mai concretizzato.

La mancata approvazione della legge non deve assolutamente far dimenticare i diritti e la dignità degli autori, lavoratori che come tutti quanti hanno il diritto al riconoscimento delle proprie realizzazioni.

Sicuramente una discussione costruttiva riuscirà a portare per settembre una legge chiara in ogni suo punto e razionale, che manterrà libera la preziosa circolazione di idee, ma al tempo stesso garantirà diritti agli autori, soluzione per la quale penso che tutti siano favorevoli.

                                                                                                                                                                         Andrea Simioni

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Libri in dono alla Biblioteca Apollinaire di Roma: salviamoli dal macero!

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Dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 14, la Biblioteca Guillaume Apollinaire che si trova in Piazza di Campitelli 3 Roma (telefono 06.57334401/02) espone dei libri scartati o doppi in gran parte in lingua francese, destinazione macero, che possono essere liberamente presi in dono. In gran parte, si tratta di testi universitari di francesistica.

La cultura non si getta via, i libri sono un bene prezioso senza considerare che la loro realizzazione ha purtroppo comportato il taglio di decine di alberi. Per cui partecipare a questo tipo di iniziative significa anche dare schiaffo allo spreco e una mano all'ambiente. Ognuno potrà prendere dei libri, non più di 5 a persona come spiega su Facebook proprio l’istituto bibliotecario:

Dalla Biblioteca ci tengono poi a precisare:

"Non sono i libri della biblioteca ad andare al macero, ma i libri che la biblioteca ha scartato. L'esposizione riguarda quindi solo i libri scartati o doppi. Tutta la biblioteca invece sarà trasferita prossimamente e riaprirà in altra sede".

Anche all’Università degli Studi di Genova è in corso la medesima iniziativa. Negli atri di via Balbi 2, via Balbi 4 e via Balbi 6 sono disponibili centinaia di copie gratis di alcune decine di libri di Filologia e Letteratura Classica altrimenti destinati al macero per mancanza di spazio. Quante più copie verranno ritirate – gratuitamente – da studenti e interessati, tante più saranno salvate dalla distruzione e dallo spreco.

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Dominella Trunfio

I cani possono mangare il cocomero? L'anguria è pericolosa o fa bene anche a loro?

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Published in: Cani, Gatti & co.

Vero, con loro condividereste volentieri qualsiasi cosa, anche un pezzetto di rossa anguria, ma il problema è che non siete certi sia un frutto sicuro per il consumo canino.

Per rinfrescare l’estate dei nostri quadrupedi già vi abbiamo fornito 10 fantastiche ricette per preparare per loro in casa gelati e ghiaccioli, ma la tentazione di dare loro qualche pezzo di frutta fresca in giorni così caldi può essere forte.

E allora, l'anguria è buona per Fido?

Solitamente la frutta non è una scelta popolare per un’alimentazione alternativa del nostro cane e il suo grande appetito non può in ogni caso portarci a dargli qualunque cosa, non fosse altro che alcuni alimenti potrebbero finanche avvelenarlo.

Ma l’anguria, così come pochi spicchi di arancia, la mela o la banana, non rientra tra i cibi da non dare mai ai nostri cani. Ricche di licopene, vitamina C, acido pantotenico, rame, vitamina A, potassio, biotina, magnesio, vitamina b6 e vitamina b1, hanno anche proprietà antinfiammatorie e antiossidanti. Ciò significa che i cocomeri possono essere consumati non solo per il loro gusto ma anche per il loro valore nutrizionale e sì: l’anguria il cane la può mangiare, ma con un po’ di accortezze.

I benefici dell’anguria per i cani
  • L’anguria è una buona fonte di beta-carotene, che migliora la vista
  • Contiene magnesio, importante per l’elaborazione cellulare canina
  • È una grande fonte di vitamina C, che rafforza il sistema immunitario
  • Contiene anche una discreta quantità di potassio, che serve per il corretto funzionamento degli enzimi e mantiene anche la salute di muscoli e nervi
  • Contiene moltissima acqua, per cui è un ottimo modo per idratare, ma ricordate che niente batte l’acqua vera e propria per placare la sete anche di Fido
Raccomandazioni ed errori da evitare

Le angurie, insomma, sono buone per i cani, ma ci sono ancora una serie di raccomandazioni.

  • Basteranno uno o due pezzi e non di più: troppa anguria potrebbe portarli a una minzione frequente e a cambiamenti del movimento intestinale. In ogni caso, la porzione dipende dalla taglia: più il cane è piccolo e più dovrà essere piccola
  • Togliete i semi, che potrebbero creare seri problemi al cane che non riesce a digerirli
  • Niente buccia. Se per noi è utile riutilizzarla in cucina in una ricetta alternativa, non lo è altrettanto somministrarla al nostro cucciolo. La scorza dell’anguria può causargli disturbi gastrointestinali e, è molto dura, non è molto buona per la sua salute orale del nostro cane. I risultati probabili per questo sono danni ai denti e carie.

Quanto alle allergie? Pare non ci siano casi documentati di cani che hanno avuto reazioni allergiche dopo aver mangiato l’anguria. Tuttavia, prima di far mangiare per la prima volta il cocomero al nostro amico cominciamo a provare con dei piccoli pezzi poco alla volta.

Solo dopo, via libera a un po’ di anguria anche per i nostri amici pelosi, qui potreste trovare qualche ricetta gustosa per loro a base di cocomero e latte di cocco.

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Germana Carillo

Transfert Travel: come risparmiare prenotando viaggi cancellati dagli altri

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Published in: Viaggiare

Si chiama Transfer Travel e, online ormai da un paio di annetti, sta sbarcando anche qui da noi per il semplice fatto che ha preso in seno una legge dell’Unione Europea secondo cui tutti i pacchetti vacanza sono “trasferibili” e possono essere usufruiti da un’altra persona e l’ha modellata consentendo di mettere in vendita viaggi last-minute a prezzi molto bassi.

Perché quei viaggi finiscono su un sito come Transfer Travel? Perché, generalmente, l’utente scopre che la cancellazione del viaggio non è coperta dall’assicurazione o prevede penali molto alte, ma con questo sito avrebbe la possibilità di vendere la vacanza che ha dovuto disdire senza svuotare ulteriormente il portafogli.

Trasferire viaggi”, quindi, consente agli utenti di interrompere qualsiasi parte del loro viaggio quando problemi come una malattia, un’emergenza familiare o impegni di lavoro improvvisi interferiscono col proprio piano vacanze.

Un volo, un villaggio, un albergo, una casa o una crociera: quel che basta è registrarsi sul sito, pubblicare la propria offerta e aspettare l’approvazione di Transfer Travel, che verificherà l’autenticità dell’annuncio.

Certo, ci vuole parecchia flessibilità ed essere disposti a partire anche da un aeroporto lontano da casa. In questo momento, per esempio, se si riesce a partire da Manchester potreste beccare un all inclusive per due persone in Egitto.

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Germana Carillo

Acqua in bottiglia: un giro d'affari di 10 miliardi l'anno

Il Cambiamento - feed -

L'enorme giro d'affari dell'acqua in bottiglia (10 miliardi di euro l'anno) è un'anomalia che non può passare inosservata. I guadagni per le aziende imbottigliatrici sono altissimi, poiché continuano a pagare canoni di concessione irrisori: circa 1 millesimo di euro al litro, 250 volte meno del prezzo medio che i cittadini pagano per una bottiglia. Se si stabilisse di portare il canone ad almeno 2 centesimi al litro per le aziende, le Regioni potrebbero incrementare gli introiti di almeno 280 milioni di euro l’anno.

Auto elettriche: arriva il noleggio a lungo termine

GreenMe -

Published in: Auto

Plug&Go mette a disposizione una serie di modelli, tutti con la formula del noleggio a lungo termine. Sarà possibile acquistare e installare in casa una Wall Box che permetterà di ricaricare direttamente il veicolo. Infine, attivando anche la fornitura di energia elettrica con Edison, chi sceglierà di noleggiare un'auto elettrica otterrà anche il rimborso in bolletta di un valore pari a un anno di ricarica dell’auto. In media si tratta di circa 180€ all'anno (stimato per ricaricare un'auto elettrica con un consumo pari a 900 kWh e un prezzo complessivo dell'energia pari a 0,2 €/kWh).

Via anche i costi di manutenzione, assicurazione e bollo, oltre a quelli legati al combustibile. Se il rifornimento di un’auto tradizionale costa in media 1.000 euro all’anno, quello di un’elettrica può arrivare intorno a 200 euro.

Come noleggiare un'auto elettrica con Plug&Go

Edison Plug&Go offre 3 formule di noleggio a lungo termine:

"Muoversi in città", pensata per i piccoli spostamenti cittadini con auto di piccole dimensioni. In questo caso, le auto a disposizione sono la Renault Zoe R110 Intens, la Citroen C0 e la Smart fortwo coupè Electric Drive (offerta limitata), a partire da 340€ al mese.

"Muoversi in libertà", dedicata alle famiglie che hanno bisogno di un'auto più comoda. In questo caso, le opzioni vanno dalla Nissan Leaf Acenta alla Volkswagen e-golf a partire da 490€ al mese.

Infine, si può scegliere anche l'opzione "Muoversi con stile", per chi vuole un'auto dalle alte prestazioni. Si può noleggiare a partire da 595€ al mese una Bmw i3 94Ah.

Per affittare un'auto, basta compilare l'apposito form, inviando la propria richiesta, senza impegno, valutando poi l'opzione più adatta alle proprie esigenze.

Vantaggi per l'ambiente

In generale, per ogni auto elettrica che entra in circolazione invece di una alimentata da altri combustibili, si può avere una riduzione della produzione di anidride carbonica fino a 2 tonnellate all’anno.

“Edison si sta impegnando concretamente per aiutare le famiglie italiane ad adottare l’auto elettrica. Riteniamo che la diffusione dei veicoli elettrici sia a un punto di svolta e la prevista uscita di molti nuovi modelli nei prossimi due anni darà un impulso decisivo alla crescita del mercato – ha detto Alessandro Zunino, amministratore delegato di Edison Energia. - L’obiettivo di Edison è di rimuovere i principali ostacoli all’adozione dell’auto elettrica, ossia l’investimento iniziale e la difficoltà di ricarica. Con il noleggio dell’auto, l’installazione a casa della Wall Box, e l’energia gratuita per il primo anno di ricarica dell’auto offriamo un servizio completo che supera questi ostacoli ed aiuta a muoversi in maniera più sostenibile e più economica senza modificare le proprie abitudini”.

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Francesca Mancuso

#Usalazuccheriera, la campagna per dire stop allo spreco delle bustine di zucchero

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Published in: Riciclo e Riuso

Per questo, con lo scopo di sensibilizzare gli esercenti e i consumatori contro lo spreco di zucchero dovuto all’uso delle bustine, è nata la campagna #usalazuccherieraappena. A lanciarla è la Fipe-Federazione Italiana Pubblici Esercizi, da sempre impegnata per la diffusione di una cultura del rispetto del cibo che passi anche per la promozione di azioni concrete.

Busitine di zucchero, che spreco!

 

Secondo i dati dell'Ufficio Studi della Federazione l’uso dello zucchero in bustina genera 14milioni di chilogrammi di rifiuti aggiuntivi e 64 milioni di euro di maggiori costia carico di consumatori e pubblici esercizi.

La Campagna nasce da un’indagine condotta dalla Federazione, che ha comparato i consumi di zucchero in bustina con quelli in zuccheriera, che consente di dosare perfettamente la quantità di zucchero di cui si ha bisogno.

Un confronto che non lascia molti dubbi: 46,3 milioni di kgcontro 32,4 milioni di kg, pari ad un costo di 92,6 milioni di euro delle bustine contro i 29,2 milioni di euro delle zuccheriere. Volgendo lo sguardo alla sostenibilità economica e ambientale è chiaro che la zuccheriera risulta l’opzione preferibile, dato che l'uso di zucchero in bustina nei pubblici esercizi determina uno spreco di prodotto pari al +42,9%, a cui va aggiunto lo spreco di carta delle mono-confezioni, e una maggiorazione di costi del 63,5%.

La disparità tra prodotto consumato, o meglio sprecato, e costi si deve soprattutto al fatto che i clienti al bar spesso non usano tutto lo zucchero contenuto nelle bustine.

Il lato amaro della bustina di zucchero

Non bastassero i dati, un esperimento basato sulla teoria della “spinta gentile” di Richard Thaler, premio Nobel per l’economia 2017, ha dimostrato che l’unità di misura per l’utilizzo dello zucchero in bustina non è la quantità di prodotto ma la bustina stessa. Questo si traduce molto spesso nell’utilizzo parziale dello zucchero contenuto in una bustina mentre l’eccedenza diventa rifiuto. Ma non mancano i casi in cui la bustina porta a consumare più zucchero del necessario.

"Così come fatto con l’attività relativa alla doggy bag, anche con questa Campagna la Federazione ribadisce la propria volontà di sensibilizzare esercenti e consumatori contro lo spreco alimentare e con un occhio di riguardo anche alla salute dei consumatori – ha dichiarato Maurizio Tasca, consigliere nazionale Fipe-. Del resto, a distanza di oltre quattordici anni siamo ancora in attesa delle evidenze di carattere igienico-sanitario che portarono a mettere fuorilegge le tradizionali zuccheriere in favore dell’uso dello zucchero in bustina. Questo è solo uno dei tanti paradossi che colpisce il mondo dei pubblici esercizi in Italia”.

Cosa possiamo fare? #Usalazuccheriera

E quindi? Largo ai dosatori con beccuccio nei pubblici esercizi (come previsto dalla legge), chiedetele al vostro bar prefeito! E in casa dotatevi subito di una zuccheriera con coperchio in casa! 

E se volete fare un passo ancora in più, liberatevi del tutto dello zucchero!

Roberta Ragni

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Una piccola collisione al Polo Sud ha appena cambiato il modo in cui osserviamo l'universo

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Published in: Universo

Un minuscolo, infinitesimale neutrino, ha sconvolto astronomi e astrofisici di tutto il mondo, facendo rivolgere la loro attenzione verso un angolo remoto dell'universo alla scoperta di un mistero. Lì, 4,5 miliardi di anni fa un enorme buco nero iniziò a emettere raggi cosmici e particelle subatomiche. E il neutrino ci ha letteralmente indicato la strada per scoprire dove abitava prima di venire scaraventato via.

Neutrini, particelle fantasma

Da quando sono stati rilevati per la prima volta più di 100 anni fa, i raggi cosmici - particelle altamente energetiche che piovono continuamente sulla Terra dallo spazio - hanno posto un mistero duraturo: cosa crea e spinge le particelle su vaste distanze? Da dove provengono?

I loro percorsi non possono essere rintracciati direttamente alle loro fonti a causa dei potenti campi magnetici presenti nello spazio interstellare e intergalattico, che deformano le loro traiettorie. I neutrini, tuttavia, sono particelle non caricate, non influenzate nemmeno dal campo magnetico più potente. Poiché interagiscono con la materia solo a distanze subatomiche molto ridotte e non hanno quasi massa - da qui il loro soprannome di "particella fantasma" - essi viaggiano in linea retta da dove hanno origine, passando attraverso pianeti, stelle e intere galassie, dando agli scienziati un puntatore quasi diretto alla loro fonte.

Un rilevatore incorporato in un enorme blocco di ghiaccio al Polo Sud, l'IceCube Neutrino Observatory in Antartide, a settembre ha rilevato un neutrino che viaggiava quasi alla velocità della luce e attraversava praticamente ogni cosa sul suo percorso, come un fantasma. L'osservatorio ha immediatamente attivato un allarme per gli altri telescopi, tutti insieme uniti nello sforzo di determinarne per la prima volta la fonte, l'origine.

Il Telescopio spaziale a raggi gamma Fermi della NASA e il telescopio MAGIC alle Isole Canarie hanno identificato la stessa fonte della particella ribelle ad alta potenza: un bagliore di raggi cosmici che vagava nello spazio da un lontano buco nero supermassiccio, noto anche come blazar. Più precisamente si trattava di una galassia attiva che ospitava al centro un buco nero supermassiccio.

Questo particolare blazar ha un nome difficile da ricordare, si chiama TXS 0506 + 056 e si trova a circa 4 miliardi di anni luce dalla Terra, in una galassia non visibile ad occhio nudo ma nella direzione della costellazione di Orione.

L'incredibile origine del neutrino

La novità sta nel fatto che per la prima volta un neutrino è stato ricondotto alla sua fonte. Sembrerebbe cosa da poco ma ciò crea un nuovo rompicapo per gli astronomi, perché rappresenta un nuovo mododi osservare e misurare l'universo.

Fino a qualche decennio fa, osservavamo e misuravamo il cosmo usando solo la luce in tutte le sue forme, dalle onde radio allo spettro visibile fino ai raggi X e ai raggi gamma. Nel 2015, gli scienziati sono riusciti a trovare la fonte delle onde gravitazionali, increspature nello spazio-tempo predette da Albert Einstein. Questo ci ha permesso non solo di vedere oggetti distanti attraverso lo spazio, ma anche di "sentire" le vibrazioni inviate nella nostra direzione da massicci eventi cosmici. Per gli scienziati si tratta della cosiddetta "astronomia multi-messaggera".

La strada indicata dal neutrino cambierà ulteriormente il modo con cui gli scienziati osserveranno l'universo. Adesso a guidarli, col suo dito luminoso saranno anche i neutrini, che li riporteranno indietro nello spazio ma anche nel tempo, mostrandoci la loro casa, negli angoli più remoti del cosmo.

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Francesca Mancuso

La curva della felicità: scopri a che età sarai più felice

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Published in: Mente & Emozioni

La felicità sarebbe strettamente collegata all’età, almeno secondo la scienza. La curva della felicità è appunto a forma di U: a 20 anni ha il picco più alto, poi inizia a calare con la crisi di mezza età, per poi risalire durante la vecchiaia.

Lo studio

La ricerca ha analizzato sette diversi sondaggi, per un totale di un campione di 1,3 milioni di persone provenienti da 52 paesi diversi. Le loro risposte hanno dato vita a un grafico a forma di ‘U’: dove inizio e fine sono alti, a metà vita bassi. C’è da sottolineare, dicono i ricercatori, che questo non significa che i livelli bassi indichino infelicità, ma sono minore felicità.

Non a caso l’età coincide con quella in cui abbiamo tante responsabilità, preoccupazioni legate alla famiglia, al lavoro, alla salute, alla carriera. All’inizio del grafico c’è l’età della spensieratezza, alla fine quella della vecchiaia che dovrebbe essere il momento in cui si raccolgono i frutti dei sacrifici e in cui si ha più tempo per dedicarsi ai propri hobby e passioni.

La curva della felicità

Vediamo nel dettaglio come cambia la curva della felicità a seconda delle fasce d’età.

0-30 ANNI

C’è l’età dell’infanzia, quella dell’adolescenza, dell’università, delle aspettative per il futuro, in questa fascia la felicità dipende dalla ricerca di nuovi stimoli, contatti sociali

30-40 ANNI

Ci si sente con tanta voglia di realizzarsi, ma c'è il peso delle responsabilità, le preoccupazioni e si tende ad essere meno illusi, quindi apparentemente meno felici.

40-50 ANNI

Il periodo dei bilanci in cui ci si chiede a che punto si è arrivati e se ciò che si è ottenuto è davvero quello che si sperava.

50-60 ANNI

E' una fase un po' di stallo: le occasioni mancate si fanno meno pressanti e inizia la fase della rinascita e della consapevolezza in cui si riacquista la serenità.

60-70 ANNI

Ritorna il picco della felicità, ci si sente liberi di coltivare i propri interessi e di affrontare questa fase particolare della vita in maniera molto serena.

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Dominella Trunfio

Borotalco cancerogeno, Johnson&Johnson nuova condanna: maxi risarcimento per i danni provocati

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Ancora una condanna, ancora un maxi risarcimento per Johnson & Johnson che, secondo i giudici della Corte di St. Louis, negli Usa, dovrà sborsare 4,7 miliardi di dollari tra danni punitivi e compensativi.

Il processo durato 5 settimane si è dunque concluso con la vittoria delle 22 donne, che hanno contratto il cancro alle ovaie dopo un prolungato uso del famigerato Borotalco Johnson & Johnson, 6 di esse purtroppo sono morte proprio a causa del tumore.

I medici che hanno testimoniato durante il processo sostengono che l'amianto, notoriamente cancerogeno, sia mescolato col talco, l'ingrediente principale di alcuni prodotti di Johnson & Johnson.

Gli avvocati delle donne hanno detto che fibre di amianto e particelle di talco sono state trovate nei tessuti ovarici di molte donne.

Un gruppo eterogeneo, che proveniva da vari stati Usa, dal Missouri all'Arizona, dallo stato di New York al North Dakota, passando per California, Georgia, Carolina e Texas. Tutte con stili di vita diversi ma accomunate dal fatto di aver usato a lungo il prodotto J&J.

Una delle querelanti, Gail Ingham, 73 anni, di O'Fallon, nel Missouri, ha dichiarato di aver scoperto di avere un cancro ovarico allo stadio 3 nel 1985 e di essersi sottoposta a trattamenti di chemioterapia, interventi chirurgici e trattamenti farmacologici per un anno prima di essere completamente guarita, all'inizio degli anni '90.

La signora Ingham ha usato il borotalco per decenni e nonostante la guarigione ha deciso di fare causa perché le donne che usano il prodotto sui bambini "hanno bisogno di sapere cosa c'è dentro. Devono sapere cosa sta succedendo".

Johnson & Johnson ha definito il verdetto il risultato di un processo ingiusto che ha permesso alle donne di citare in giudizio la società nel Missouri, nonostante la maggior parte di esse non vivesse nello stato e ha dichiarato che farà appello:

"Johnson & Johnson è fiduciosa, i suoi prodotti non contengono amianto e non causano il cancro ovarico", ha detto la portavoce Carol Goodrich.

Mark Lanier, consigliere principale delle 22 donne querelanti, ha dichiarato che Johnson & Johnson ha coperto le prove della presenza di amianto nei suoi prodotti per più di 40 anni.

"Ci auguriamo che questo verdetto attiri l'attenzione del consiglio di amministrazione di J & J e che lo guiderà a informare meglio la comunità medica e il pubblico sulla connessione tra amianto, talco e cancro ovarico" ha detto Lanier. "La compagnia dovrebbe eliminare il talco dal mercato prima di causare ulteriori angosce, danni e morte a causa di una terribile malattia".

A oggi, la società è stata denunciata da più di 9.000 donne, che accusano il borotalco in polvere di aver contribuito al loro cancro ovarico. Johnson & Johnson ha sempre negato ogni responsabilità ma intanto continuano a pioverle addosso sempre più condanne.

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Francesca Mancuso

Il caldo ci rende più stupidi, parola della scienza

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Published in: Mente & Emozioni

Uno studio curioso quello degli scienziati di Harvard che dopo il caldo record dell’estate 2016 hanno avviato una ricerca per capire se e come le alte temperature influenzano le capacità cognitive di soggetti giovani e sani.

Solitamente arrivano puntuali i servizi televisivi su come bambini e anziani debbano proteggersi dal caldo. Agli altri ci pensa il team di ricercatori che ha concentrato lo studio su quella porzione di popolazione che solitamente non rientra tra quelle più a rischio. E i risultati sono quanto mai singolari.

Lo studio

Il campione era composto da 44 volontari che sono stati divisi in due edifici differenti: uno moderno e dotato di un impianto di aria condizionata, l’altro costruito intorno al 1930 e senza condizionatore. Per dodici giorni, al loro risveglio hanno dovuto risolvere due test: uno che chiedeva loro di identificare molto velocemente parole e colori, un altro composto da problemi matematici molto semplici.

Che cosa è emerso? Nei giorni più caldi, i volontari che hanno dormito senza aria condizionata sono stati più lenti nel test dei colori e hanno fatto più errori nei test di matematica, mentre quelli che stavano con l’aria condizionata erano più veloci e attenti. Da qui, il risultato che il caldo mina le nostre abilità cognitive e rallenta i tempi di reazione.

Lo studio e i cambiamenti climatici

Lo studio che potrebbe far sorridere in realtà, va inserito in un contesto più ampio. I ricercatori sono convinti che questi risultati possono trasmettere un messaggio importante e cioè che i cambiamenti climatici hanno delle ripercussioni sulla popolazione in generale e non solo sulle fasce più deboli. Il caldo potrebbe quindi influenzare livello di istruzione, la produttività e la sicurezza sul posto di lavoro.

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Dominella Trunfio

Hummus di melanzane

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Published in: Ricette

L'hummus, preparazione culinaria di origini Libanesi, è diventato un cavallo di battaglia di molte cucine orientali; è solitamente accostato a pane pita e falefel ed è preparato soprattutto con i legumi, non a caso il più conosciuto è proprio l'hummus di ceci, ma è possibile prepararlo anche con altri ortaggi

Per preparare il nostro hummus di melanzane abbiamo utlizzato della salsa tahina fatta in casa; questa ha donato alla nostra preparazione una giusta consistenza cremosa e un aroma di tostatura davvero molto particolare.

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  • Tempo Preparazione:
    30 minuti
  • Tempo Cottura:
    60 minuti circa
  • Tempo Riposo:
    -
  • Dosi:
    per 4 persone
  • Difficoltà:
    bassa
Come preparare l'hummus di melanzane: procedimento

 

  • Lavare le melanzane e adagiarle su una teglia foderata con carta forno,
  • cuocerle in forno caldo a 180° per circa un'ora o comunque fin quando non risulteranno morbide al tatto e raggrinzite in superficie, per uniformare la cottura sarà utile girare gli ortaggi durante la cottura.
  • A cottura ultimata sfornare e far intiepidire, quindi recidere il picciolo e sbucciarle,
  • mettere le melanzane in una terrina e schiacciarle con una forchetta fino ad ottenere una purea,
  • lavare quindi le foglie di mente e sbucciare e l'aglio, tagliarli finemente e amalgamarli con le melanzane.
  • Spremere il limone e aggiungere il suo succo filtrato, incorporare anche la tahina e in fine regolare di sale e aggiungere un filo d'olio,
  • l'hummus di melanzane è ora pronto per essete servito.
Come conservare l'hummus di melanzane:

L'hummus di melanzane dovrà essere riposto sempre in frigorifero in appositi contenitori ermetici e dovrà essere consumato preferibilmente entro il giorno sccessivo.

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Ilaria Zizza

Ritirato prosciutto cotto Fiorucci per Listeria

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Published in: Allerte alimentari

L'allarme è partito dal Rasff, il sistema europeo di allerta alimentare che il 5 luglio scorso ha reso noto che in un tipo di prosciutto prodotto in Italia era stato trovato il batterio. L'allerta riguardava non solo l'Italia ma anche altri paesi, tra cui Francia, Spagna e Monaco. Ma fino aoggi non se ne conosceva il nome della marca.

Sul sito del Ministero della salute non ci sono ancora notifiche relative al richiamo, ma a ritirare il prodotto dagli scaffali dei supermercati è stata la Coop, che, finalmente, ha reso noto il tipo di prosciutto richiamato, il marchio e il lotto di produzione.

Si tratta del prosciutto cotto Fiorucci "Quanto Basta" per 2 persone nel formato da 90g con numero di lotto 8278001840 e data di scadenza 05/08/2018.

Precisa però Coop che l'avviso di richiamo riguarda solo i seguenti punti vendita Alleanza 3.0:

  • Ipercoop Abruzzo - Chieti
  • Ipercoop Le Zagare - Catania
  • Ipercoop Le Ginestre – Catania

Per ulteriori informazioni è possibile contattare il fornitore Cesare Fiorucci Spa al numero verde 800 868 060 oppure all'indirizzo di posta elettronica servizioclientifiorucci@campofriofg.com.

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Francesca Mancuso

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