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Dimmi quale forma delle unghie hai e ti dirò chi sei

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Published in: Mente & emozioni

Ovviamente parliamo di unghie al naturale (ammesso che qualcuno si ricordi realmente che forma avevano!). Se non si riesce a determinare quella esatta basta scegliere quella che somiglia di più ad una di queste raffigurate nell’immagine.

Dopo aver osservato per qualche secondo questa mano, leggete la descrizione qui sotto, potreste scoprire qualcosa in più di voi che forse non sapevate.

Inizia il test:

1) Unghie lunghe e rettangolari

Se le vostre unghie sono lunghe e rettangolari è probabile che siate delle persone allegre e frizzanti ma con i piedi per terra. Sul lavoro siete molto precisi e guardate i problemi da ogni punto di vista, cercando di fare sempre la scelta giusta.

 

2) Unghie ampie e piatte

Se le vostre unghie sono ampie e piatte, allora siete sicuramente persone lucide e molto razionali. Prima di parlare cercate sempre le parole giuste, è per questo che siete ottimi amici per fare consigli. Siete molto istintivi e amate creare cose nuove.

 

 3) Unghie corte e rotonde

Se le vostre unghie sono corte e rotonde, allora probabilmente siete persone forti e creative, con una certa propensione al melodramma. Siete amici fedeli e pronti a divertirvi, ma ci sono poche cose che vi piacciono, per questo siete in ricerca e sfida continua.

4) Unghie irregolari e corte

Se sembrano irregolari e corte, magari perchè spesso vi mangiate le unghie, allora siete persone empatiche e attente. Siete anime sincere che amano la comunicazione e non vi tirare mai indietro, quando si tratta di fare nuove amicizie. Ma anche se sembrate tipi calmi, in realtà siete una tempesta silenziosa.

 

5) Unghie quadrate e regolari

Se le vostre unghie sono quadrate e regolari, significa chesiete dei lavoratori con i piedi per terra, dei leader innati che sanno assumersi le proprie responsabilità. E' per questo che tutti contano su di voi, ma questo non significa che non sapete rilassarvi e divertirsi. 

6)  Unghie triangolari 

Se le vostre unghie sembrano triangolari significa che siete persone audaci e decise: sapete sempre ciò che volte ottenere. Ma siete anche appassionate e tenaci, lavorate duramente e arrivate in alto. Insomma persone che non hanno paura di osare.

7) Unghie ovali e lunghe

Se le vostre unghie sono lunghe e ovali, siete persone molto creative e ricche di immaginazione. Siete un rifugio sicuro per i vostri amici che spesso vi chiedono consigli per i problemi di tutti i giorni. Amate con tutto il cuore ogni cosa che fate.

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Se le vostre unghie hanno una linea irregolare o unica, significa che siete persone fuori dal comune. Siete vivaci e la gente si rivolge a voi quando vuole divertirsi perché siete sempre l'anima della festa. Con voi non ci si annoia mai!

Dominella Trunfio

Fonte e foto



La montagna che ogni 30 anni depone misteriose uova di pietra

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Published in: Asia

Stiamo parlando di Chan Da Ya, che si trova nella Qiánnán Buyei and Miao Autonomous Prefecture, nella provincia cinese di Guizhou. Qui sorge questa altura di circa 20 metri, la cui superficie presenta le celebri uova di pietra.

La roccia ha una superficie irregolare punteggiata da dozzine di pietre rotonde e ovali di varie dimensioni. Anche se le intemperie, il vento e la pioggia, continuano a eroderla, le uova rimangono intatte, diventando ancora più dure ed esposte. Ogni 30 anni, a causa della perdita di roccia circostante, esse cadano al suolo dai loro alloggi naturali.

Ma di che si tratta? Di cosa sono fatte queste strane uova?

Il fenomeno della posa delle uova di Chan Da Ya è considerato unico al mondo, per cui i geologi hanno dovuto vederlo e studiarlo di persona per saperne di più. Dalle analisi è emerso che mentre la maggior parte del Monte Gandeng è costituito da sedimenti più duri, questa particolare sezione è costituita principalmente da roccia calcarea, che viene facilmente erosa. Le uova sono fatte di roccia molto più dura, quindi la differenza di tempo necessaria agli elementi per passare attraverso i diversi tipi di roccia, spiega il fenomeno della periodica deposizione dell'uova.

Tuttavia, nessuno è riuscito ancora a spiegare come una sezione calcarea che si è formata 500 milioni di anni fa nel periodo Cambriano sia ancora esistente, o perché le uova di pietra siano tutte perfettamente rotonde o ovali.

       

Gli abitanti del vicino villaggio di Gulu conoscono le uova da generazioni, le considerano sacre, veri e propri portafortuna e più volte l'anno vanno a visitarle e toccarle. Quasi tutte le 125 famiglie di Gulu ne avevano almeno una in casa. Tuttavia, negli ultimi anni, Chan Da Ya è diventata così famosa da essere ritenuta meta turistica, con tutto quello che comporta. Oggi, molte delle uova cadute vengono vendute a scopo di lucro al punto che a Gulu ne sono rimaste sono 70 uova.

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Anche se si tratta della più grande montagna con la più alta concentrazione di uova di pietra, non è certamente l'unica. Esistono uova simili anche nelle montagne vicine.

Francesca Mancuso

Foto

Allevamenti di salmone di tutto il mondo messi in ginocchio dai pidocchi di mare

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Published in: Animali

E’ una situazione che ormai va avanti da tempo: i pidocchi di mare stanno colpendo gli allevamenti di salmone in Usa, Canada, Scozia, Norvegia e Cile, ovvero quelli dei principali fornitori al mondo. A creare tanto scompiglio sono dei piccoli parassiti, in realtà crostacei, che si attaccano ai pesci (soprattutto quelli stipati negli allevamenti ma del problema stanno risentendo anche i salmoni liberi), li rendono inadatti al consumo (la pelle si gonfia ed è ricoperta da morsi) e in alcuni casi arrivano anche ad ucciderli.

Questi pidocchi possono raggiungere la dimensione massima di un pisello e depositare migliaia di uova durante la loro breve vita. Gli allevatori di salmone in tutto il mondo considerano questi piccoli esseri la più grande minaccia per il loro settore e il fatto che il problema sia persistente sta rendendo questo pesce il più costoso sul mercato. Un brutto inconveniente per l’industria del salmone che a questo deve aggiungere anche i rischi dovuti ad altre malattie che colpiscono gli animali negli allevamenti.

Inizialmente i pidocchi di mare venivano tenuti a bada grazie ad un pesticida ma intorno al 2009 i parassiti sono evoluti per sopravvivere, sono diventati resistenti alla sostanza chimica utilizzata contro di loro e così si sono diffusi in tutto il mondo.

Attualmente, per arginare il problema, si sono fatti grandi investimenti e adottate soluzioni anche originali: si è cercato di eliminare i pidocchi con il laser, è stato aumentato l’uso di pesticidi, si è pensato di fare ai pesci bagni caldi o con l’aggiunta di perossido di idrogeno e addirittura i salmoni sono stati fatti nuotare all’interno di tubi in grado di rimuovere i pidocchi dalla pelle al loro passaggio.

Al momento, però, nessuna soluzione si è mostrata davvero risolutiva. Questi parassiti sembrano essere particolarmente resistenti e proprio quando gli scienziati ritengono di aver trovato un pesticida o un altro trattamento per eliminarli ecco che i pidocchi si evolvono e riescono ancora una volta a sopravvivere. 

Nel frattempo le forniture di salmone stanno diminuendo. A livello mondiale la produzione di salmone è diminuita del 10% solo nell’anno passato e questo ha comportato un aumento dei prezzi all'ingrosso fino al 50%.

E' forse arrivato il momento di eliminare questo alimento (per chi non l'avesse già fatto) dalla nostra dieta? 

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Francesca Biagioli

 

Spasmi muscolari: cosa sono, cause, sintomi e rimedi

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Published in: Salute & Benessere

Nessuna allerta: gli spasmi muscolari non sono una malattia, ma solo uno stato di alterazione che può interessare uno o più muscoli, un fenomeno sia di tipo volontario che di involontario e che quindi può interessare sia i muscoli striati che quelli appartenenti alla categoria dei muscoli lisci di un organo cavo o di un orifizio.

Cos’è uno spasmo muscolare e quali i sintomi

Gli spasmi muscolari, o mioclonie, sono contrazioni improvvise e involontarie dei muscoli, che possono sia insorgere in maniera isolata, sia presentarsi in sequenza. Se in alcuni casi il dolore è lieve, in altri può essere molto acuto e addirittura invalidante e, in altri ancora, si possono avvertire contratture che si sviluppano gradualmente prima di manifestare i sintomi.

Gli spasmi si distinguono in:

  • tonici: intensi e prolungati
  • clonici: brevi, veloci e a intermittenza
  • tonico clonici: che hanno le caratteristiche dei due tipi di spasmo
I sintomi degli spasmi muscolari

In genere, uno spasmo muscolare si manifesta con un anomalo funzionamento dei muscoli volontari e le condizioni così caratterizzate si inseriscono nella categoria dei “disturbi del movimento”. Generalmente, non ci sono sintomi che permettono di anticipare uno spasmo muscolare.

I sintomi principali sono:

  • tremori
  • bradicinesia, la difficoltà a fare un movimento o un rallentamento 
  • coreoateosi, ossia movimenti involontari o scatti dei muscoli
  • tic, movimenti volontari regolari
  • distonie (posture involontarie)
  • sincinesie, ossia movimenti involontari di un muscolo a seguito del movimento volontario di un altro muscolo
  • abasia, che è la mancanza di coordinazione
Le cause degli spasmi muscolari

Movimenti ripetitivi, disidratazione, lavori intensi, ma anche una carenza nutrizionale. A causare gli spasmi possono concorrere diversi fattori, ma quasi mai sono motivi legati a gravi patologie.

Anche alcuni tipi di farmaci possono avere effetti collaterali come spasmi muscolari, tra cui ansiolitici, tranquillanti o medicinali a base di oppiacei.

In generale, si distingue tra cause fisiologiche e cause patologiche.

Dovuti al primo genere di cause sono gli spasmi muscolari come:

  • il singhiozzo, con la relativa contrazione del diaframma
  • le mioclonie notturne, contraddistinte dalla sensazione di perdita di equilibrio appena prima di prendere sonno e che fa risvegliare di colpo
  • le contrazioni dei neonati durante il sonno
  • le contrazioni benigne della prima infanzia tra il terzo e il sesto mese di vita dei bambini

Altre cause non gravi di spasmi muscolari possono essere:

  • il blefarospasmo, una contrazione dei muscoli della palpebra
  • la distonia laringea, che colpisce i muscoli della laringe
  • le sindromi che coinvolgono i nervi sensitivi, come l’irritazione del nervo trigemino
  • un’attività fisica prolungata
  • disidratazione
  • una carenza di minerali: gli elettroliti (come il calcio, il magnesio e il potassio) svolgono un ruolo importante nelle contrazioni muscolari. Quando non c'è molto equilibrio tra loro, i muscoli soffrono di spasmi e si sentono deboli

Tra le cause patologiche, invece, rientrano:

  • il tetano
  • i traumi caratterizzati da lesioni cerebrali o del midollo spinale
  • l’ipocalcemia, cioè l’alcalosi e la paralisi periferica del nervo facciale
  • i disordini metabolici, come insufficienza epatica, ipoglicemia, uremia
  • miotonie
  • ictus ischemico
  • sclerosi
  • paralisi
  • malattie neurodegenerative e del sistema nervoso

Sulle patologie che riguardano i muscoli puoi leggere anche:

Rimedi contro gli spasmi muscolari

Nella maggior parte delle volte, gli spasmi muscolari non hanno bisogno di alcun tipo di trattamento. Bastano in questi casi un po’ stretching e qualche massaggio. Solo nei casi più prolungati e solo col consiglio del medico, è possibile ricorrere a qualche medicinale.

Nel caso lo spasmo fosse dovuto a disidratazione, è bene assumere sali minerali, o, in occasioni più gravi, ricorrere a una flebo di fisiologica per reidratare bene l’organismo. Se gli spasmi sono invece causati da un problema di origine metabolica oppure neurologica è necessaria una terapia specifica. In alcuni casi il medico può prescrivere dei medicinali anticonvulsivanti, farmaci a base di primidone e acido valproico.

L’essenziale è sempre comprendere la causa di uno spasmo, per poi intervenire nel modo giusto con l’aiuto di un esperto.

Le erbe per gli spasmi muscolari

Massaggi e non solo, se soffrite di spasmi muscolari non dimenticate che molte sono le erbe naturali capaci di alleviare i dolori.

  • Camomilla: il non plus ultra in fatto di rilassamento contro dolori, tensioni, mal di testa, ansia o stress
  • Passiflora: i suoi petali contengono steroli vegetali e flavonoidi, con effetti antiossidanti, e in più contiene alcaloidi, oli essenziali ed altri composti dall’azione rilassante e analgesica
  • Nepeta cataria: detta anche “erba gatta”, è utilizzata come sedativo naturale e rilassante muscolare
  • Ravanello: l’olio essenziale in acqua calda per un bagno è usato da sempre per ridurre la tensione muscolare
  • Serpillo: simile al timo, rilassa i muscoli grazie ai suoi oli essenziali
  • Lavanda: l’olio del fiore è conosciuto come uno dei migliori rilassanti muscolari naturali
  • Pepe di Cayenna: utile per alleviare e trattare in modo efficace e rapido i dolori causati dai crampi muscolari
  • Rosmarino: un bagno con un po’ di olio essenziale di rosmarino allevia i crampi mestruali o gli spasmi nei muscoli
  • Valeriana: da sempre usata per alleviare la tensione nel collo, ha un importante effetto sedante utile anche contro l’ansia e i disturbi del sonno

Germana Carillo

Cake pop: la ricetta golosa per riutilizzare le torte avanzate

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Published in: Ricette

Amato da grandi e piccini, il cake pop viene preparato utilizzando ogni tipo di torta casalinga avanzata, più questa sarà secca e dura e migliore sarà il risultato finale; una copertura di cioccolato lo renderà ancora più goloso e come decorazione solitamente sono utilizzati degli zuccherini colorati.
Per la nostra ricetta abbiamo deciso di decorare i nostri cake pops con del cocco in scaglie e della nutella fatta in casa, ma se volete potete anche utilizzare della frutta secca in granella come pistacchi e nocciole, in questo caso oltre al gusto avrete anche un gioco cromatico che abbellirà la vostra creazione culinaria.

Ingredienti
  • 200 gr di torta o ciambellone avanzati
  • 200 gr di nutella fatta in casa
  • 1 cucchiaino di olio di semi di girasole
  • 200 gr di cioccolato fondente o al latte
  • farina di cocco q.b.
  • 16 bastoncini per lecca lecca
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  • Tempo Preparazione:
    40 minuti
  • Tempo Cottura:
    -
  • Tempo Riposo:
    tempo di solidificazione
  • Dosi:
    per 4 persone
  • Difficoltà:
    bassa
Procedimento per il cake pop: 
  • Sbriciolare la torta avanzata raccogliendola in una ciotola capiente,
  • aggiungere la nutella home made ed amalgamare avendo cura di compattare per bene il composto,
  • prendere ora dei pezzi d'impasto e con le mani modellarlo dandogli una forma sferica,
  • continuare così fino a terminare il composto,
  • quindi infilzare ogni pallina con il bastoncino facendo attenzione a non farlo crepare, eventualmente basterà compattarlo nuovamente intorno al bastoncino.
  • Mettere il cioccolato in un pentolino insieme all'olio e scioglierlo a bagnomaria, basterà sovrapporre il pentolino contenente il cioccolato ad una pentola piena d'acqua fredda, mettere sul fornello e con il calore dell'acqua in ebollizione il cioccolato si scioglierà,
  • ricoprire ogni cake pop con il cioccolato fuso, sarà utile versare con un cucchiaino il cioccolato sul dolcino, e successivamente ricoprire subito con il cocco.
  • Dopo aver formato tutti i cake pops metterli a solidificare in frigorifero,
  • una volta pronti potranno essere serviti.

 

Come conservare il cake pop:

Il cake pop può essere conservato in frigorifero per circa due /tre giorni.

 

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Ilaria Zizza

 

Il mercurio che avvelena donne e bambini. I paesi a più alto rischio contaminazione

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Published in: Salute & Benessere

Il nuovo studio, il più grande fino ad oggi, ha analizzato donne di 25 paesi a rischio elevato di mercurio, una potente neurotossina che riesce a danneggiare anche il feto.

Dall’Alaska all’Indonesia, spesso le donne entrano in contatto con il mercurio molto precocemente, da un lato per l’inquinamento industriale, dall’altro per l’estrazione dell’oro, senza dimenticare che in questi paesi si seguono diete ricche di pesce.

Tutte le donne interessate allo studio sono risultate contaminate e in larga parte lo erano a causa del mercurio presente nei pesci del Pacifico.

I livelli più elevati sono stati riscontrati nelle donne indonesiane dove il mercurio è fortemente utilizzato nelle miniere di minerali d'oro, tale estrazione porta, infatti, ad un serio inquinamento. Ma non ne sono immuni neanche le donne del Kenya, Paraguay e Myanmar ma anche quelle del Nepal, Nigeria e Ucraina.

"Milioni di donne e bambini che lavorano nelle miniere sono condottati ad essere contaminati dal mercurio che compromette la loro salute, danneggiando il cervello” ha dichiarato Yuyun Ismawati, indonesiana di Ipen, coalizione delle Ong che hanno prodotto la relazione scientifica.

Il mercurio penetra dalla madre al feto, ma purtroppo secondo David Evers, direttore esecutivo dell'Istituto di ricerca sulla biodiversità (BRI):

"La contaminazione del mercurio è onnipresente nei sistemi marini e nelle acque dolci di tutto il mondo. Questo studio sottolinea l'importanza della cooperazione globale per affrontare l'inquinamento del mercurio".

In tal senso c’è già la convenzione Minamata entrata in vigore ad agosto che limiterà l'uso del mercurio in molti prodotti dal 2020, ma non vieta il commercio internazionale del metallo tossico.

Lo studio si è concentrato sulle donne di età compresa tra i 18 ei 44 anni, perché più a rischio contaminazione. L' Agenzia alimentare standard britannica consiglia alle donne in gravidanza , a coloro che cercano di concepire e ai bambini di non mangiare squalo, pesce spada, marlin e tonno, poiché questi predatori hanno livelli molto alti di mercurio.

I risultati dello studio hanno dimostrato che già nelle isole del Pacifico, lontane da tutte le fonti industriali di inquinamento da mercurio, l'86% delle donne aveva superato il limite di sicurezza di 1 ppm, di tre volte.

Sopra 1ppm di mercurio, cervello, cuore e reni sono seriamente compromessi, considerando che il feto può subire danni già dallo 0,58 ppm.

Delle conseguenze del mercurio sull'organismo ne avevamo parlato qui:

Nei paesi in cui ci sono miniere d'oro, più della metà delle donne aveva superato il limite di 1 ppm, con risultati fino a nove volte oltre il limite. Nelle aree industriali, il 20% delle donne aveva avuto elevati livelli di mercurio. In Alaska, dove le foche sono un cibo importante per le donne indigene, un terzo aveva avuto livelli elevati.

Dominella Trunfio

Foto: Livio Senigalliesi Archive

Cambiamenti climatici: 5° gradi in più cancellerebbero il 20% della vita sulla Terra

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Published in: Ambiente

Un 5%, tradotto in termini percentuali, che sembra un'inezia ma che fa paura. La maggior parte della popolazione umana e la salute degli ecosistemi di tutto il pianeta potrebbero rischiare la sopravvivenza entro la fine del secolo se non si attueranno azioni rapide e forti per contrastare i cambiamenti climatici.

Secondo lo studio condotto da Yangyang Xu, c'è una probabilità su 20 che ciò accada se l'aumento globale della temperatura arriverà a 5° Celsius rispetto ai livelli preindustriali. Ciò avrebbe un impatto devastante, eliminando un quinto di tutti gli esseri viventi che oggi popolano il pianeta.

La valutazione del rischio deriva dall'obiettivo stabilito nell'Accordo di Parigi del 2015, secondo il quale gli Stati si sono impegnati a mantenere l'aumento delle temperature medie globali al di sotto dei 2° C rispetto ai livelli preindustriali.

Anche se questo obiettivo sarà soddisfatto, l'aumento globale della temperatura di 1,5° C è ancora classificato come "pericoloso", ciò significa che potrebbe causare danni sostanziali all'uomo e agli ecosistemi naturali. Un aumento della temperatura superiore a 3° C potrebbe provocare "effetti catastrofici" e un aumento superiore a 5° C potrebbe portare a conseguenze "sconosciute", che certamente metterebbero a rischio la nostra sopravvivenza.

I ricercatori hanno definito le categorie di rischio sulla base delle linee guida stabilite dal gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC) e sui precedenti studi indipendenti. Il riscaldamento globale "pericoloso" include conseguenze come l'aumento del rischio di maltempo e eventi climatici che vanno dalle ondate di calore più intense, dagli uragani e dalle inondazioni, a siccità prolungate. Il riscaldamento tra 3° C e 5° C potrebbe innescare un punto di non ritorno, con un grave aumento del livello del mare e la perdita della foresta amazzonica. Nei sistemi umani, il cambiamento climatico catastrofico è segnato da ondate di calore mortali che diventeranno comuni, esponendo oltre 7 miliardi di persone a eventi catastrofici, carestie e alti tassi di mortalità. Inoltre, i cambiamenti saranno troppo rapidi per sperare in un adattamento.

“Quanti di noi sceglierebbero di acquistare per i nipoti un posto in aereo sapendo che c'è una probabilità su 20 di incidente?”, ha detto uno degli autori della ricerca, VeerabhadranRamanathan dell'Università della California San Diego.

Con i cambiamenti climatici che possono rappresentare minacce esistenziali, lo stiamo già facendo. Oltre al crollo del 5% della società e della specie, gli scienziati stimano che, se non verrà intrapresa alcuna azione, ci sarà una probabilità del 50 per cento dell'aumento delle temperature di 4 gradi entro il 2100, superando di gran lunga l'obiettivo di 2 gradi fissato dall'accordo di Parigi.

Xu e Ramanathan sottolineano che l'obiettivo è raggiungibile. Le emissioni globali di CO2 sono cresciute ad un tasso del 2,9 per cento all'anno tra il 2000 e il 2011, ma c'è stato un rallentamento fino il 2015. L'aumento della produzione di energia rinnovabile, in particolare di energia eolica e solare, ha contribuito in parte.

Secondo i due scienziati, le tecnologie necessarie per ridurre drasticamente le emissioni inquinanti esistono già e sono in uso in gran parte del mondo sviluppato.

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“Anche se questi sono segni incoraggianti, saranno ancora necessarie politiche aggressive per azzerare il carbonio e garantire la stabilità del clima”.

Francesca Mancuso

Dieta vegana, per i pediatri inadeguata in gravidanza e per bambini. E’ davvero così?

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Published in: Vegetariano & Vegano

Secondo gli esperti della SIPPS nessun pediatra dovrebbe consigliare una dieta vegana nei primi anni di vita e anche sulla dieta vegetariana sono state espresse alcune perplessità. Si tratterebbe infatti di un’opzione fattibile solo in caso si faccia il giusto uso di latte, uova e alimenti fortificati con vitamine e sali minerali carenti in questo tipo di dieta (in particolare vitamina B12 e ferro) oltre che Omega 3. Il tutto dovrebbe essere fatto ovviamente evitando il fai da te ma rivolgendosi ad uno specialista.

Per arrivare a sostenere che le diete vegetali sono inadeguate in fasi tanto delicate della vita delle donne e dei bambini piccoli, i pediatri, riuniti in congresso a Mestre, hanno fatto un lavoro di revisione di oltre 120 studi internazionali sull’argomento. Secondo gli esperti questi regimi alimentari, che limitano o eliminano del tutto i derivati animali, sarebbero inadeguati al corretto sviluppo del bambino a livello neurologico, psicologico e motorio proprio a causa del rischio di carenze di alcuni micronutrienti importanti poco o per nulla presenti in questo tipo di diete. Si continua a consigliare dunque la dieta mediterranea, considerato lo stile alimentare migliore per i bambini ma anche per gli adulti.

Affermazioni molto forti che ovviamente hanno scatenato reazioni da parte delle famiglie che crescono figli vegetariani e vegani e della Società scientifica di nutrizione vegetariana (SSNV) che ha risposto all’attacco.

La risposta della Società scientifica di nutrizione vegetariana

In un comunicato stampa la SSNV risponde in maniera molto chiara: 

“Chi si scaglia contro le diete vegetariane in gravidanza e infanzia fa fare passi indietro sulla via del progresso scientifico e della corretta informazione. (…)Il documento SIPPS non è congruente con le posizioni ufficiali espresse, da decenni, da importanti associazioni scientifiche e nega l'evidenza di migliaia di bambini vegetariani, nati da madri vegetariane (tra cui molti vegani) in ottima salute.”.

Secondo gli esperti della Società scientifica vegetariana il position paper della SIPPS sbaglia completamente prospettiva analizzando diete vegetali che non sono affatto quelle seguite dai tanti vegetariani e vegani ben informati che pianificano la propria alimentazione in maniera ottimale nella maggior parte dei casi con l’aiuto di un esperto.

Si definiscono infatti le diete veg come regimi alimentari che escludono categorie di alimenti dimenticando però che in realtà si introducono gli alimenti fondamentali proprio della dieta mediterranea consigliata dai pediatri: vegetali crudi e cotti, cereali (meglio se integrali o semintegrali), legumi e derivati, semi oleaginosi, frutta secca e grassi vegetali. I nutrizionisti e specialisti in alimentazione vegetale consigliano poi sempre l’assunzione di un integratore di vitamina B12 da sintesi batterica e giustamente ricordano che una carenza di vitamina B12 è frequente anche tra gli onnivori.

Chi segue una dieta vegana o vegetariana ben pianificata, poi, non è affatto carente di ferro e Omega 3. Diverso il discorso per la vitamina D che, come sottolinea la SSNV, si ricava solo in minima parte dalla dieta e quindi, in caso di carenza, va assunta attraverso integratori indipendentemente dal regime alimentare che si segue.

Si ribadiscono inoltre autorevoli posizioni di Società scientifiche internazionali sulla possibilità di seguire una dieta a base vegetale in gravidanza e per i bambini. L’American Academy of Pediatrics lo scorso agosto, in un documento ufficiale firmato dal suo Presidente, si è fatta portavoce del fatto che una dieta vegan pianificata in maniera corretta è adatta ad assicurare una vita sana ad ogni età.

C’è poi l'Academy of Nutrition and Dietetics a sostenere che:

"le diete vegetariane, comprese le diete vegane, adeguatamente pianificate sono salutari, (...) possono conferire benefici per la salute (...) sono appropriate per individui in tutti gli stadi del ciclo vitale, inclusa gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia"

Ci sono poi le esperienze concrete: molti i bambini che, anche nel nostro paese, sono cresciuti seguendo una dieta vegetariana o vegana fin dalla nascita e dal concepimento. Sono loro la prova vivente che la SIPPS ha preso un abbaglio?

Francesca Biagioli

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Equinozio d'autunno: tutto quello che c'è da sapere

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Published in: Universo

Il termine equinozio deriva dal latino aequinoctium (notte uguale, in riferimento alla durata del periodo notturno uguale a quello diurno) ed indica quel momento della rivoluzione terrestre intorno al sole in cui quest'ultimo si trova allo zenit dell'equatore.

L’equinozio ricorre due volte durante l'anno solare – in autunno e in primavera - e, in tale momento, il periodo diurno (ovvero quello di esposizione alla luce del sole) e quello notturno sono uguali.

Equinozio d’autunno, il dì e la notte

Come mai il dì e la notte hanno la stessa durata durante gli equinozi? Sia nell’equinozio d’autunno che nell’equinozio di primavera l’asse di rotazione terrestre risulta perpendicolare alla direzione dei raggi solari. Da questo momento in poi le ore di luce continueranno a diminuire fino al solstizio d’inverno del 21 dicembre, quando le giornate ricominceranno ad allungarsi.

L’equinozio d’autunno – che normalmente cade tra il 22 e il 23 settembre – risulta più tardivo rispetto all’equinozio di primavera – che arriva tra il 19 e il 21 marzo – perché il moto di rivoluzione della Terra attorno al sole risulta leggermente più lento nel mese di luglio, in prossimità dell’afelio terrestre, cioè del punto di massima distanza della Terra dal sole.

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Equinozio d’autunno, celebrazioni e curiosità

Sono davvero numerose le celebrazioni tradizionali e le curiosità legate all’equinozio d’autunno. Scopriamo quali sono le principali informazioni dedicate a questo momento dell’anno davvero particolare che segna il passaggio dall’estate all’autunno.

1) Giorno del Mehr

Forse non sapevate che l’equinozio di settembre segna il primo giorno del Mehr o della Bilancia nel calendario Iraniano. È una delle festività iraniane chiamate Jashne Mihragan, o il festival della condivisione dell'amore nello Zoroastrismo.

2) Festa di metà autunno

La Festa di metà autunno si celebra il 15º giorno dell'8º mese lunare ed è una festa ufficiale in molti Paesi dell'est asiatico. Dato che il calendario lunare non è in sincrono con il calendario gregoriano questa data può cadere un giorno qualsiasi tra la metà di settembre e l'inizio di ottobre, comunque nelle vicinanze dell’equinozio d’autunno.

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3) Abolizione della monarchia

L'equinozio di settembre era il primo giorno dell'anno nel calendario repubblicano francese, che venne usato dal 1793 al 1805. La Prima Repubblica Francese venne proclamata e la monarchia francese abolita il 22 settembre 1792 rendendo il giorno successivo (giorno dell'equinozio) il primo giorno dell'Era Repubblicana in Francia.

4) La luna del raccolto

Si chiama luna del raccolto, o Harvest Moon, secondo la saggezza dei Nativi Americani, la luna piena più vicina all’equinozio d’autunno. Nel 2017 la luna piena di settembre è stata la notte del 6. 

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5) Equinozio d’autunno a Machu Picchu

A Machu Picchu si trova la pietra Intihuatana, che aveva il compito, con la sua posizione, di mostrare l'esatta data dei due equinozi e di altri eventi astronomici. Questa pietra particolare è uno degli oggetti più studiati di Machu Picchu e serviva agli Inca per la misurazione periodica della posizione del sole.

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6) Equinozio d’autunno per i Celti

L’equinozio d’autunno corrisponde alla prima Festività dell’Oscurità per i Celti. Questa occasione vede al centro il tema della separazione tra gli innamorati o tra madre e figlia. Per i Celti Mabon è la festività dell'equinozio, il giorno che si trova a metà fra i due solstizi; è tempo di equilibrio, quando la luce e le tenebre sono uguali e dà inizio all'autunno ed ha delle corrispondente con il mito di Persefone e Demetra.

7) Equinozio d’autunno in Giappone

L’equinozio d’autunno è una delle feste nazionali del Giappone. Fa parte dei 24 Setsubun, i giorni di transizione più importanti dell'anno, che segnano il passaggio da un periodo all'altro. La festa viene chiamata Shuubun No Hi o Higan no Chu-Nichi. In questa giornata si va ad osservare la pioggia delle foglie d’acero, albero sacro del Giappone, così come con l’arrivo della primavera si ammira la fioritura dei ciliegi.

8) Equinozio d’autunno a Stonehenge

Stonehenge è il fulcro dei misteri e delle celebrazioni legate agli equinozi e ai solstizi. Di solito i grandi raduni a Stonehenge si svolgono durante la bella stagione, in corrispondenza del solstizio d’estate, ma l’equinozio d’autunno è un altro momento affascinante per visitare questo luogo magico.

Leggi anche: SOLSTIZIO D'ESTATE: STONEHENGE, LE SUGGESTIVE CELEBRAZIONI DEL 21 GIUGNO (FOTO)

9) Equinozio d’autunno nella mitologia greca

Nella mitologia greca l’equinozio d’autunno è legato a Ade, Demetra e Persefone. Nell’antichità miti e leggende servivano per trovare una spiegazione al passaggio delle stagioni che segnava con importanza elevata l’alternarsi del lavoro nei campi, dei raccolti e del riposo.

10) Alba e tramonto

L’equinozio d’autunno e l’equinozio di primavera sono gli unici momenti dell’anno in cui il sole sorge esattamente ad est e tramonta esattamente ad ovest.

Marta Albè 

Safari umani: verso la fine di questo orrore ai danni della tribù Jarawa?

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Published in: Costume & Società

Secondo Survival International, le autorità locali hanno, infatti, annunciato l’imminente apertura di una nuova via di comunicazione marittima che costeggerà le isole.

La nuova strada terrà lontani i turisti dall’ Andaman Trunk Road, costruita illegalmente attraverso le foreste della tribù isolata degli Jarawa e proprio grazie alla quale la riserva della tribù Jarawa viene invasa.

Gli Jarawa sono usciti dall’isolamento solo pochi anni fa, per questo sono estremamente vulnerabili, avendo pochissime difese immunitarie. Ma finora, le autorità locali invece di proteggere la tribù, ha creato un vero e proprio turismo di massa.

© Survival

Vedere gli Jarawa costa anche 450, questa pratica barbara nel tempo è stata appellata come ‘safari umani’, ovvero una situazione a limite in cui le persone vengono considerate come animali rinchiusi allo zoo.

Un turista ha descritto così il suo tour:

“Il viaggio attraverso la riserva indigena era come un safari, ci addentravamo nel folto della foresta tropicale alla ricerca di animali selvatici, gli indigeni Jarawa per essere precisi".

Nel 2012, vari filmati mostravano le ragazze costrette a danzare sul ciglio della strada in cambio di frutta e biscotti. Una notizia che ha sollevato la protesta internazionale contro l’impiego disumanizzante dei popoli indigeni, in mostra per i turisti.

Ma i safari umani sono anche pericolosi, un ragazzo Jarawa ad esempio, ha perso il braccio dopo che dei turisti gli hanno lanciato del cibo da un veicolo in movimento.

Nel 2002 la Corte Suprema indiana aveva ordinato la chiusura della strada, ma da allora è sempre rimasta aperta, per questo da anni Survival conduce una campagna internazionale affinché i safari umani non ci siano più.

Una campagna che ha sortito buoni risultati perché quasi 17mila persone di tutto il mondo si sono impegnate a non andare in vacanza alle isole per protesta.

© Anon

“Trattare gli Jarawa come uno spettacolo per turisti era una pratica disgustosa e metteva anche in pericolo le loro vite” “È ora che i safari umani abbiano fine. Se la strada costiera lo permetterà, allora ben venga. Se non lo farà, continueremo a lottare fino a che il diritto degli Jarawa a determinare autonomamente il proprio futuro e la fine delle molestie da parte dei turisti non saranno garantiti.” ha commentato il direttore generale di Survival, Stephen Corry.

Le tribù indigene sono sempre sotto attacco:

Il turismo è un’importante industria nelle isole Andamane, la nuova strada costiera sarà utilizzata per accedere alla parte nord delle isole e ad attrazioni come le grotte calcaree e il vulcano di fango a Baratang, senza intrusioni nella terra degli Jarawa da parte dei turisti.

Dominella Trunfio

Foto cover: © Mauricio Cordova / Survival International 2008

Lib(e)ri sulla Carta

Il Cambiamento - feed -

La Fiera dell'Editoria Indipendente, Liberi sulla Carta, si è conclusa domenica sera, 17 settembre a Farfa (RI) nella splendida cornice dell'Abbazia benedettina. Una tre giorni densa di eventi e presentazioni di nuovi autori. Protagonisti assoluti sono gli editori e i librai indipendenti che hanno così, ogni anno dal 2009, la possibilità di farsi conoscere e di presentare al pubblico i loro autori che, altrimenti, non avrebbero la possibilità di essere visibili.

Il lato oscuro di Venere

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Published in: Universo

I dettagli sono stati dedotti dai dati raccolti da Venus Express anche se non più in attività come la sonda Cassini, e in particolare dallo spettrometro Virtis dell’ESA, dalla giapponese Akatsuki in orbita attorno a Venere dal 2015 e dall’Infrared telescope facility (Irtf) della Nasa alle Hawaii.

Lo studio ha mostrato come l’atmosfera sul lato notte di Venere si comporti in modo molto diverso da quello del pianeta rivolto verso il Sole: le immagini rielaborate hanno infatti rivelato tipi, morfologie e dinamiche inaspettate e mai viste prima.

“Questa è la prima volta in cui siamo stati in grado di caratterizzare su scala globale l’atmosfera sul lato notturno di Venere - ha dichiarato Javier Peralta dell’Aerospace Exploration Agency (Jaxa) e autore principale del lavoro - Mentre la circolazione atmosferica “diurna” del pianeta è stata estesamente studiata, c’era ancora molto da scoprire sul lato notturno. Abbiamo scoperto che le nubi notturne sono diverse e influenzate dalla topografia di Venere”.

L’atmosfera di Venere è dominata da forti venti che girano fino a 60 volte più velocemente della stessa rotazione del pianeta, spingendo e trascinando le nuvole presenti in atmosfera. Il fenomeno è noto come ‘super-rotazione’. E tutto questo era stato studiato sul lato giorno. Ma i modelli finora costruiti erano incapaci di riprodurre il fenomeno, perché il lato notte era veramente troppo oscuro.

Image credit: ESA, JAXA, J. Peralta and R. Hueso via Phys. Org. 

“Virtis ci ha permesso di vedere queste nuvole correttamente per la prima volta, permettendoci di esplorare quelle prima impossibili da osservare – ha aggiunto Peralta - Così abbiamo trovato risultati inaspettati e sorprendenti”.

Dai dati di Virtis è emerso inoltre che alcune nuvole di Venere in realtà non si muovono affatto, cosa che generalmente accade quando i venti superficiali incontrano ostacoli come montagne. Ma la superficie del pianeta è piuttosto pianeggiante nell’emisfero, cosa che, in realtà, lascia aperte altre domande, alle quali potrebbe rispondere, chissà, ancora la “pensionata” Venus Express.

La ricerca è stata pubblicata su Nature Astronomy.

Roberta De Carolis

Trucchi e consigli per affrontare il cambio di stagione

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Published in: vivi verde coop

Un lento riprendersi, insomma, e un risvegliarsi dai bagordi estivi per ricominciare la vita a pieno ritmo e col giusto piede. Ma se vi sembra più complicato di quanto in realtà non lo sia, sappiate che è possibile combattere il malessere del cambio di stagione con alcune semplici mosse.

Basta dedicarsi un po’ di tempo, non andare di fretta e imparare ad ascoltare il proprio corpo. Se poi, in qualsiasi momento della giornata, ci si lascia coccolare (anche) da una buona tisana, il gioco è fatto.

Ecco allora 5 consigli per affrontare il ritorno dell’autunno:

1) Rallentare

È proprio questa la regola numero uno: rimanete attivi, ma dovrete necessariamente rallentare il ritmo e non buttarvi a capofitto nelle cose nuove da fare. Slow! La stagione che verrà è per antonomasia quella dell’interiorità e della riflessione, guai a perdere questa occasione: leggete un libro, fate un cruciverba, vedete un bel film o lavorate a maglia o dedicatevi al decupage.

2) Dieta

Scegliete, come sempre, prodotti di stagione: frutta e verdura dai colori caldi che vi prepareranno all’inverno. Depurate il vostro organismo il vostro organismo, dimenticate le abbuffate e riprendete la sana abitudine della una prima colazione, con frutta fresca, cereali integrali, frutta secca o semi oleaginosi.

LEGGI anche: 10 cose da fare la mattina per restare in forma e in salute

3) Intestino e difese immunitarie

Può capitare che con il cambio di stagione si soffra anche di stitichezza e disidratazione a livello dell’intestino. Non vi basterà altro che bere qualche bicchiere d’acqua in più o recuperare regolarità intestinale con succo d'aloe, semi di lino o semi di chia.
Se avete invece il sentore che il vostro sistema immunitario stia perdendo colpi, condite le vostre ricette con zenzero e curcuma, consumate frutti di bosco freschi, assumete probiotici e cibi fermentati e bevete abitualmente qualche tisana all’echinacea.

LEGGI anche: Sistema immunitario: come rafforzare le difese immunitarie

4) Attività fisica

Basta quella dolce e non strapazzarvi. Anche delle passeggiate all'aria aperta potranno servire per dare al corpo la giusta carica e fare in modo che l’inverno non vi colga pigri e pericolosamente sedentari. Utili sono anche lo yoga, pilates o un corso di ginnastica dolce.

5) Tisane contro lo stress

Se sono stress e stanchezza ad attanagliarvi, alcune tisane naturali facili da preparare e ottime da gustare possono essere di grande aiuto. Per godervi un momento di meritato relax, infatti, non c’è niente di meglio di una bella tisana rilassante, che favorisca il buon riposo e prepari l’organismo a un sonno ristoratore.

Se spesso siete in ansia, dunque, e addirittura con battiti accelerati e i nervi a fior di pelle, potreste provare per un periodo la tisana al biancospino. Se vi sentite molto sotto pressione, potreste provare a rilassarvi, invece, con una tisana alla lavanda oppure, prima di coricarvi, alla melissa. 

Facilissimo da preparare, per esempio, è l’infuso di melissa vivi verde Coop, realizzato con piante ottenute secondo metodi biologici. Dal gusto aromatico e intenso, l’infuso ha un benefico effetto rilassante ed è quindi indicato per chi soffre di insonnia. La melissa, inoltre, contribuisce alla digestione, ad abbassare la febbre e ad eliminare le tossine in eccesso.

Germana Carillo

5 eco-prodotti indispensabili per il ritorno a scuola

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Published in: vivi verde coop

Ma siamo sicuri che tutto serva? Come essere green anche nel momento del ritorno tra i banchi? Innanzitutto assicuriamoci di una cosa: ciò che dell’anno scorso è recuperabile, va assolutamente riutilizzato.

A mamma e papà l’ultima parola, allora, per quanto riguarda integrità di zaini e astucci, raccoglitori ad anelli e grembiuli, tute e il necessario per la pappa. In più, potreste cercare di acquistare i libri presso gli appositi negozi dell’usato o di scambiarli con chi frequenta lo stesso istituto.

Dopo questi escamotage, che sicuramente avranno ammortizzato le spese che più possono gravare, cercate di comprare del materiale e della cancelleria il più possibile ecosostenibile, in modo da poter realizzare un corredo scolastico che davvero rispetti l’ambiente.

5 prodotti eco indispensabili per il ritorno a scuola: 1) Pastelli, matite e pennarelli

Prima di darvi a spese pazze, sicuramente in casa avete ciò che vi serve o la gran parte. Per cui, capite prima se vi sia realmente la necessità controllando nei vecchi astucci e in giro per i cassetti (quando si hanno pupi in casa pastelli, matite e pennarelli non mancano).
Sicuramente riuscirete a mettere insieme un kit colorato completo di tutto e, se proprio dovesse mancare qualcosa, fate acquisti in quelle cartolerie che mettono in vendita colori sfusi, in modo da acquistare semmai soltanto i pezzi mancanti.

In ogni caso, le vostre compere si devono orientare sui pennarelli ecologici, preparati a base di acqua anziché di alcol, e su pastelli e matite in legno di provenienza certificata FSC (i più grandicelli potrebbero già optare per le matite con portamine, di cui acquistare solo le ricariche, che di solito sono economiche e durano a lungo). E, se servono, pastelli in cera di soia completamente biodegradabili.

2) Evidenziatori e bianchetti

Per tenere lontani i bambini da sostanze potenzialmente tossiche, in commercio si trovano dei correttori ecologici, mentre sappiate che i bianchetti a nastro sono più rispettosi dell'ambiente e meno pericolosi per i più piccoli rispetto ai bianchetti liquidi.

Quanto agli evidenziatori, sono in molti ad utilizzarli, ma sicuri che non possano bastare i classici pastelli colorati che non si usano più? Se proprio i vostri figli sono amanti dei cari vecchi evidenziatori, potreste orientare il vostro acquisto sugli evidenziatori vivi verde Coop (una confezione da 4 ha due tonalità di giallo, un fuxia e un verde), dalla punta di 5,2 millimetri, hanno il fusto realizzato in un materiale ottenuto per almeno il 70% dal riciclo dei contenitori per bevande come quelli di Tetra Pak.

3) Penne

Blu, rosse, nere, verdi! Le penne sono le protagoniste del ritorno a scuola e oramai ce ne sono davvero di tutti i tipi. Cancellabili (quelle atossiche consentono di evitare il ricorso al correttore), dal tratto leggero, a sfera o roller. Ma cosa comprare di buono ed ecologico? Quel che è certo è che sono da preferire le penne realizzate con inchiostri atossici e sicuri. In commercio ci sono inoltre penne ricaricabili o stilografiche resistenti, che durano molto e permettono di riutilizzare di anno in anno lo stesso corpo della penna, sostituendo soltanto le cartucce.

Le penne a sfera a scatto viviverde Coop, per esempio, hanno fusto e clip fatti con materiale ottenuto per almeno il 70% dal riciclo e i contenitori per bevande come quelli di Tetra Pak, esattamente come le penne a sfera con cappuccio vivi verde Coop.

4) Quaderni

Anche in questo caso, prima di procedere con gli acquisti (o per rimandarli in un secondo momento), guardate ciò che è rimasto dell’anno scorso o aspettate le direttive delle maestre: molte volte sono proprio loro a incentivare a usare i quaderni dell’anno scorso almeno per le pagine che rimangono.
In ogni caso, i quaderni sono senza dubbio il materiale più utilizzato durante tutto l’anno scolastico, per cui è utile scegliere blocchi e quaderni in carta riciclata o proveniente da foreste certificate FSC.

Un acquisto sicuramente valido e rispettoso dell’ambiente, è quello dei quaderni in carta riciclata della linea vivi verde Coop.

Così come gli altri prodotti in carta vivi verde Coop – quaderni A5, cartelline, foglietti, blocchi e carta ufficio per stampanti – i quaderni vivi verde Coop sono stati realizzati in carta riciclata prodotta con il 100% di fibra di cellulosa recuperata da carta da macero selezionata.

5) Calcolatrice

Per i più grandicelli che fanno seri calcoli, consigliamo calcolatrici con batteria ad acqua interamente ecocompatibile, composta da acqua e materiali riciclabili. Per mantenere un buon rifornimento di energia, è necessario riempire il serbatoio della batteria quando l’acqua evapora ogni 2-3 mesi. Questo tipo di batteria ha la durata di minimo due anni, poi va sostituita con delle apposite ricariche.

Buon anno scolastico!

Germana Carillo

La moda sostenibile non può prescindere dal riciclo degli abiti. Il nuovo dossier di Greenpeace

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Published in: Mode e Abbigliamento

Ci vuole una moda “slow”, com'è stata definita, che non richieda compromessi di natura etica, sociale o ambientale, che si allontani dal fast fashion e dal consumo eccessivo di capi d’abbigliamento che hanno un impatto ambientale non sostenibile.

Nei Paesi in cui domina il consumismo eccessivo, la stragrande maggioranza degli abiti a fine vita viene smaltita insieme ai rifiuti domestici, finendo nelle discariche o negli inceneritori. Non si tratta di eccezioni ma della regola visto che questa è la sorte che tocca all'80 per cento degli indumenti gettati via in Europa. Senza contare che c'è uno scarso interesse, da parte dell'industria della moda, a sviluppare tecnologie per riciclare il 100% delle fibre sia naturali che sintetiche.

Attualmente, spiega Greenpeace, gran parte del riciclo di poliestere nell’industria della moda non ha niente a che vedere con i rifiuti tessili ma più si avvicina a quello delle bottiglie di plastica in PET, sollevando così l’industria alimentare e delle bevande da ogni responsabilità ambientale derivante dall’utilizzo della plastica monouso. Dal canto suo, l'industria tessile non affronta i problemi ambientali derivanti dall'utilizzo di poliestere, primi tra tutti la sua origine da fonti fossili e il contributo alla contaminazione da microfibre nei mari.

Per i grandi marchi, la colpa è dei consumatori che utilizzano i prodotti tessili in modo “usa-e-getta” e non sono propensi a spendere di più per avere indossare abiti sostenibili. Allo stesso modo, anche le autorità pubbliche vengono considerate dalle industrie una “minaccia normativa indesiderata”, visto che non forniscono sussidi per sviluppare soluzioni a basso impatto ambientale.

Col rapporto “Fashion at the crossroads”, Greenpeace evidenzia le iniziative già in atto da parte di aziende di abbigliamento e delle calzature volte sia a rallentare il flusso di materiali utilizzati nella produzione di capi di abbigliamento che a chiudere il ciclo dei prodotti a fine vita. Le strategie sono state divise in cinque categorie, sintetizzate nel grafico che segue:

Grazie ad esse, a cambiare è l'intero ciclo di vita dei prodotti tessili, dal miglioramento del design dei prodotti per allungarne il ciclo di vita a programmi di ritiro degli abiti usati nei negozi.

Secondo l'associazione, bisogna innanzitutto rallentare il flusso di nuovi materiali nelle fasi produttive. In particolare, i marchi più importanti dovranno adottare programmi che allunghino il ciclo di vita dei capi di abbigliamento.

È fondamentale anche che i grandi marchi riducano il proprio impatto, la domanda di risorse naturali e la dipendenza da materie prime e combustibili provenienti da fonti fossili così come l’impiego di utilizzo di cotone coltivato in modo tradizionale.

Parola d'ordine: circolarità. Come? Partendo da progetti realmente circolari dalle fasi di progettazione a fine vita, garantendo al tempo stesso trasparenza e la tracciabilità delle filiere.

“L’economia circolare è sulla bocca di tutti, ma dietro questa bella etichetta si nasconde il sogno impossibile dell’industria che la circolarità possa risolvere il problema di un consumo eccessivo di risorse. In ogni caso dobbiamo consumare meno perché il riciclo al 100 per cento è una chimera!” afferma Chiara Campione, Senior Corporate Strategist di Greenpeace Italia.

Da sei anni Greenpeace porta avanti la campagna Detox volta ad eliminare le sostanze chimiche pericolose dal tessile. Finora ad aderire sono stati 80 marchi internazionali, tra cui oltre 50 realtà tessili italiane.

“Finora, l’industria ha mostrato di non voler affrontare il problema del consumo eccessivo di capi di abbigliamento. La nostra indagine dimostra che esistono già molte possibilità per rallentare il ciclo di vita dei prodotti e permettere di fare progressi tangibili verso un modello (realmente) circo - lare. È necessario un cambio del DNA della moda che integri le migliori prassi esistenti per essere realmente sostenibile e che usi la creatività per ridisegnare percorsi futuri sostenibili. Invece di continuare col “business as usual”, le aziende hanno l’opportunità di creare prodotti che abbiano un valore reale e che rappresentino un’esperienza autentica per i clienti e per tutta la società” si legge nel dossier.

La strada per una moda sostenibile non è semplice ma è già stata tracciata.

Per leggere il dossier, clicca qui

Francesca Mancuso

Riuscirai a dimagrire? La risposta è nel tuo intestino (e nella tua cacca)

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Published in: Dieta

Come sappiamo l’intestino è un organo fondamentale per la nostra salute definito recentemente anche un “secondo cervello”. Quello che "abita" al suo interno, ossia una flora intestinale in salute, può farci stare bene e aiutarci anche in caso di dieta. Sembra infatti che alcuni batteri siano alleati preziosi per chi deve perdere peso.

A dirlo uno studio danese pubblicato sull'International Journal of Obesity che ha scoperto come alcune tipologie di batteri del microbioma intestinale possano influenzare il peso perso mentre si segue una particolare dieta.

I ricercatori dell'Università di Copenaghen, della Technical University of Denmark, lo Steno Diabetes Center di Copenaghen e Gelesis Inc. hanno misurato e calcolato il rapporto tra due batteri, Prevotella e Bacteroides nelle feci di 62 persone in sovrappeso. I ricercatori hanno poi scelto a caso alcuni tra i partecipanti per fargli seguire per 26 settimane la Nuova dieta nordica (NND) ad alto contenuto di frutta, verdura e fibre. Gli altri seguivano invece la classica dieta danese (ADD).

La NND di per sé funziona meglio, la media dei chili persi era infatti di 3,5 mentre la dieta danese aveva fatto registrare una perdita di peso di soli 1,7 chili. Si è notato però anche che, coloro che avevano seguito la prima dieta e registravano un elevato rapporto di batteri Prevotella rispetto ai Bacteroides, avevano perso in media 3,15 kg di massa grassa in più rispetto a chi aveva seguito la dieta danese.

Si è deciso poi, dopo aver rifatto a tutti l'esame delle feci, di far seguire per un anno indistintamente la dieta nordica a tutti i partecipanti. Si è notato così che bassi livelli di Prevotella impediscono la perdita di peso indipendentemente dal fatto che si consumi molta frutta e verdura o al contrario cibi pesanti e dolci.

Come ha dichiarato Arne Astrup, coautore dello studio:

"I batteri intestinali umani sono stati legati alla crescente prevalenza del sovrappeso e dell'obesità e gli scienziati hanno iniziato a indagare se i batteri intestinali possano svolgere un ruolo nel trattamento del sovrappeso. Ma è solo ora che abbiamo una svolta che dimostra che alcune specie batteriche svolgono un ruolo decisivo nella regolazione del peso e nella perdita di peso".

Ricordiamo che la buona presenza di Prevotella è associata a diete vegetali ovvero abbondanti in frutta, verdura, semi, noci, e legumi.

Non è detto dunque che una dieta dimagrante ricca in cereali integrali e fibre sia davvero risolutiva per perdere peso se non abbiamo nell’intestino i batteri giusti. In futuro analizzeremo le nostre feci per capire se è necessario aggiustare il nostro microbioma prima di intraprendere una dieta?

Francesca Biagioli

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Plastica anche nel sale da cucina: il nuovo inquietante studio

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Published in: Altri alimenti

Una nuova ricerca pubblicata in anteprima dal Guardian ha dimostrato che piccole particelle sono state trovate nel sale marino usato in vari paesi, Regno Unito, Francia, Spagna, Cina e Stati Uniti.

Lo studio arriva a pochi giorni di distanza da un'altra analisi che aveva fatto rabbrividire il mondo. La ricerca, condotta a livello globale da Orb Media, un’organizzazione no-profit specializzata in giornalismo d’inchiesta, aveva scoperto che l’83% dei campioni di “acqua potabile” è contaminata da plastica. In altre parole, miliardi di persone bevono acqua potabile contaminata da particelle di plastica.

E adesso tocca anche al sale

I ricercatori ritengono che la maggior parte della contaminazione derivi dalle microplastiche derivanti da oggetti monouso come le bottiglie d'acqua abbandonate in mare. Secondo le Nazioni Unite, fino a 12,7 milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani di tutto il mondo ogni anno.

“Non solo sono le materie plastiche pervasive nella nostra società in termini di uso quotidiano, ma sono pervasive anche nell'ambiente”, ha detto Sherri Mason, professore presso la State University of New York di Fredonia, che ha condotto le ultime ricerche sulla presenza di plastica nel sale. Le materie plastiche sono “onnipresenti, nell'aria, nell'acqua, nei frutti di mare che mangiamo, nella birra che beviamo, nel sale che usiamo, la plastica è ovunque” sostiene Mason.

Collaborando con i ricercatori dell'Università del Minnesota per esaminare le microplastiche nel sale, nella birra e nell'acqua potabile, la ricerca ha esaminato 12 diversi tipi di sale (compresi 10 sali marini) acquistati in negozi di alimentari statunitensi presenti in tutto il mondo.

I risultati sono preoccupanti: consumando 2,3 grammi di sale al giorno si potrebbero ingerire fino a 660 particelle di plastica all'anno. Tuttavia, considerando che in alcuni paesi se ne consuma ancora di più rispetto alla dose raccomandata, questa cifra sale vertiginosamente.

L'impatto dell'ingestione di plastica sulla salute non è noto. Gli scienziati da tempo si interrogano ma con difficoltà visto che non riescono a trovare un gruppo di controllo di esseri umani che non siano mai stati esposti.

“Tutti sono esposti a un certo punto in qualsiasi momento, dalla gestazione alla morte”, hanno scritto nel 2013 i ricercatori della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health e dell'Arizona State University. “I livelli rilevabili di bisfenolo A sono stati trovati nell'urina del 95% della popolazione adulta degli Stati Uniti”.

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Un altro studio, condotto in Malesia, era giunto alla stessa conclusione, scoprendo che su 17 marchi di sale marino venduti in 8 paesi differenti, solo uno era privo di plastica. Il resto dei campioni presentava un totale di 72 particelle di cui 1 su 10 conteneva microplastiche.

Uno scenario davvero poco rassicurante visto l'utilizzo quotidiano del sale. Un motivo in più per ridurne le quantità a tavola.

Francesca Mancuso

I trucchi per far maturare velocemente un avocado

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Published in: Altri alimenti

L’avocado è un frutto noto non solo per la sua gustosa polpa ma anche per le interessanti proprietà che gli conferiscono le sostanze di cui è ricco: Omega 3, vitamine, sali minerali e fibre. Mangiarlo offre diversi benefici alla nostra salute e il suo utilizzo si presta alla realizzazione di tante ricette dolci e salate.

Ma che fare se abbiamo bisogno subito di un avocado ben maturo mentre in casa ne abbiamo invece uno ancora acerbo? Per prima cosa è importante saper riconoscere se il nostro avocado è già pronto all'uso.

Come riconoscere un avocado maturo

Premete delicatamente la parte superiore del frutto con le dita. Se affondano leggermente è maturo al punto giusto per essere utilizzato se invece risulta troppo morbido o addirittura si rompe con la pressione esercitata è probabilmente giunto ad un grado di maturazione eccessivo. Al contrario se il dito non affonda si tratta di un avocado ancora in parte acerbo, ecco allora che può tornare utile il seguente trucco.

Come far maturare un avocado in poco tempo

Se ne abbiamo bisogno possiamo accelerare il naturale processo di maturazione dell’avocado con un semplice trucco che richiederà poco tempo.

Vi occorreranno solo avocado e carta stagnola. Avvolgete il frutto nella carta d’alluminio, mettetelo sulla teglia oppure direttamente in forno sulla griglia per circa 10 minuti a 200°. Trascorso il tempo, togliete il frutto dal forno e mettetelo in frigorifero finché non si raffredda completamente. A quel punto potete togliere la carta e verificare se l’obiettivo è stato raggiunto.

 

Foto: momtastic.com

Sappiate che se il vostro avocado di partenza era particolarmente acerbo potrebbe essere necessario aumentare il tempo in cui deve rimanere in forno.

Altri trucchi per accelerare la maturazione di un avocado

Oltre a questo metodo, ci sono altri modi per fare in modo che l’avocado raggiunga velocemente la maturazione adatta al consumo. Si può ad esempio avvolgere in una carta di giornale oppure metterlo in un sacchetto di carta insieme ad una mela o una banana per uno o due giorni.

Foto: momtastic.com

In questo caso sarà l’etilene, un ormone naturalmente presente nei frutti, ad accelerare il processo di maturazione. Nel sacchetto i gas etilenici vengono intrappolati e questo permetterà all'avocado di maturare più rapidamente.

Avete mai sperimentato uno di questi metodi? Fateci sapere quale vi sembra più efficace.

Francesca Biagioli

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Polpette di pane e rucola (ricetta senza uova)

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Published in: Ricette

Le polpette di pane e rucola si preparano facilmente, fra gli ingredienti non ci sono le uova e se si segue una dieta vegana è possibile tranquillamente utilizzare del lievito in scaglie al posto del grana vegetariano.

Ingredienti
  • 250 gr di pane raffermo
  • 1 mazzetto di rucola (116 gr)
  • 1 spicchio d'aglio
  • 100 gr di grana vegetariano
  • 2 cucchiaio di olio evo
  • sale q.b.
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  • Tempo Preparazione:
    15 minuti
  • Tempo Cottura:
    30 minuti
  • Tempo Riposo:
    -
  • Dosi:
    per 4 persone
  • Difficoltà:
    bassa
  Come preparare le polpette di pane e rucola: procedimento
  • Mettere il pane in una ciotola piena d'acqua ed attendere che questo l'assorba, quindi strizzarlo e sbriciolarlo ponendolo in una grande terrina,
  • recidere le radici se presenti e lavare accuratamente la rucola mettendola a bagno in acqua e bicarbonato, quindi sciacquare abbondantemente e tamponare con un canovaccio pulito.
  • Sbucciare l'aglio e tagliarlo finemente,
  • triturare finemente anche la rucola ed aggiungerla nella ciotola contenente il pane sbriciolato,
  • aggiungere anche il grana vegetariano, l'olio e l'aglio
  • ed impastare amalgamando il tutto.
  • Foderare ora una teglia con la carta forno,
  • con le mani inumidite d'acqua prendere un po' d'impasto e formare le polpette,
  • disporle ordinatamente nella teglia avendo cura di distanziarle un po' fra loro,
  • continuare così fino a terminare il composto,
  • irrorare la superficie delle polpette con dell'olio aggiuntivo e
  • cuocere in forno ben caldo in modalità grill per circa trenta minuti o comunque fino a completa doratura.
  • A cottura ultimata sfornare subito,
  • le polpette di pane e rucola potranno essere servite sia tiepide che a temperatura ambiente.

 

Come conservare le polpette di pane e rucola:

Qualora le polpette di pane e rucola dovessero avanzare è possibile conservarle in frigorifero per un paio di giorni purché riposte in appositi contenitori ermetici.

 Potrebbero interessarti altre ricette di polpette vegetali, polpette per bambini o altre ricette con la rucola.

Ilaria Zizza

Le meravigliose chiese di legno Patrimonio Unesco in Ucraina

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Published in: Arte e Cultura

La regione occidentale è caratterizzata, infatti, dall’architettura vernacolare che vanta numerose e insolite chiese in legno costruite tra XIV e il XVIII secolo e utilizzate ancora come luoghi di culto.

Realizzate dagli stessi abitanti in stile gotico, questi santuari intrecciano elementi della tradizione ecclesiastica ortodossa con elementi della tradizione locale.

La maggior parte è costruita su un piano tripartito, sormontato da cupole ottagonali o quadrilateri, affascinanti sono le torre campanili e i tappeti colorati. Di contorno ci sono decorazioni interne policrome che mostrano riferimenti simbolici sacri.

Tra le più famose c’è sicuramente la Chiesa di San Michele Arcangelo, che si trova nella regione dei Carpazi. Un piccolo gioiellino eretto su un pendio che domina dall’alto e si incastona perfettamente con la natura circostante.

 

La chiesa in legno mantiene tutte le sue parti originali nonostante il passare del tempo. Ma non è l’unica, sono infatti più di tremila quelle sparse in tutto il territorio e diventate simbolo e vanto del patrimonio culturale ucraino.

Otto di queste chiese sono Patrimonio UNESCO dal 2010, da quando è iniziato un progetto per promuovere la conservazione e la fruizione di tutti gli edifici sacri del paese.

 

A Kiev, ad esempio, il Museo di Architettura popolare e della vita rurale è stato realizzato con l’obiettivo principale di conservare l’architettura in legno del paese.

La struttura ospita più di 105 elementi architettonici e la più antica chiesa in legno del villaggio di Kruvka. Basta guardare queste immagini per rendersi conto di tutto il loro splendore.

 

Altri bellissimi capolavori sacri:

 

Ma per chi non potesse visitarle dal vivo, Google Ucraina in collaborazione con il Ministero della Cultura dell’Ucraina, ha creato un tour virtuale in 3D dove è possibile ammirare tutte le otto Unesco.

Per immergervi nel tour cliccate qui

Dominella Trunfio

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