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Conflitti: quando nascono, perché bisogna gestirli e come si può fare

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Sappiamo distinguere i conflitti da altre forme di disaccordo?
La diversità di pensiero è fertile, e una divergenza di opinioni o di valutazioni è qualcosa di diverso da un conflitto. Non è un conflitto neppure una discussione serrata, che (se è  condotta con rispetto e onestà intellettuale) può anche trasformarsi in un’occasione di creatività e di crescita per tutte le parti coinvolte.

I CONFLITTI, COME NASCONO? I conflitti nascono quando interagiscono due soggetti interdipendenti. Quando questi hanno valori, sistemi di credenze, interessi e obiettivi divergenti. E quando almeno una delle due parti pensa che l’altra contrasti attivamente i suoi valori, le sue credenze, i suoi interessi e i suoi obiettivi.

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Movember: il cancro alla prostata ci fa un baffo!

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Una recente indagine condotta dall’Associazione europea di urologia che ha coinvolto 2.500 uomini di Francia, Germania, Italia, Spagna, Regno Unito ha evidenziato un dato allarmante: il 54% degli intervistati pensa che la prostata sia un organo femminile, il 22% non sa dov’è e il 27% pensa che non esista una forma di cancro che colpisce la ghiandola.

Inoltre, per finire con gli orrori dell’inchiesta: il 4% dei maschi non sa chi sia l’urologo mentre, per contro, il 13% ritiene di occupi di ossa.

Per migliorare – e pare ce ne sia proprio bisogno – la conoscenza sulla propria salute intima è ripartita per il terzo anno consecutivo la campagna #controllati. Si può andare al sito www.controllati.it  per ricevere le prime informazioni sulle varie patologie e chiamare un numero verde per prenotare una visita urologica.

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Nigeria: Awareness-raising radio show on perils and opportunities of migration, launched by UN agency

ONU - aiuti umanitari - feed -

A radio series was launched on Tuesday in Nigeria by the UN migration agency (IOM) to sensitize vulnerable people seeking to pursue economic opportunities abroad on the perils of irregular migration – migration done outside the regulated frameworks – and provide information on pathways to migrate legally and safely.

“Se puoi sognarlo puoi realizzarlo” diceva Walt Disney. Sì, ma come?

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Si alza il sipario sulla quarta edizione del Dreamers Day, il primo evento al mondo dedicato ai Sognatori pragmatici.

Anche quest’anno School for Dreamers, scuola del capovolgimento fondata da Francesca Del Nero, volta a forgiare una nuova generazione di leader guidata da etica e integrità, riunisce illustri esponenti nell’ambito della cultura, dello sport, della musica, dell’imprenditoria e dell’arte.

Alternandosi sul palco, domenica 18 novembre 2018 al Teatro Dal Verme di Milano dalle 10 alle 17.30 circa, raccontano come sono riusciti a realizzare il proprio obiettivo, credendo nelle proprie capacità, nella forza del loro Sogno oltre ogni ragionevole dubbio. Questo genera nel pubblico presente un profondo impatto in termini di ispirazione e motivazione. Germoglia nelle coscienze il seme della certezza che chiunque può farcela a individuare e manifestare il proprio Sogno a beneficio proprio e di tutti.

L’energia travolgente del Dreamers Day, a cui gli speaker aderiscono in forma gratuita, spinti e uniti da uno spirito di condivisione, è già sfociata in progetti innovativi e collaborazioni importanti tra spettatori, gli speaker e School For Dreamers. Prova tangibile che i Sognatori, quando si uniscono, possono oltrepassare ogni barriera e creare un network potente e universale.

Francesca Del Nero, padrona di casa dell’evento, sarà affiancata dal giornalista Andrea Bertuzzi, accompagnato dal suo cane Artù, noto su Instagram come The Golden of Milan, con oltre 20mila follower. Dopo il gradimento riscosso nella scorsa edizione, Artù torna nella veste di cane-giornalista, supportando il suo padrone sul palco. L’insolita coppia ha inaugurato una inedita forma di pet journalism, le interviste “ArTUperTU”, nella convinzione che la presenza di un cane possa stimolare la sensibilità e le emozioni degli interlocutori, consentendo loro di aprirsi maggiormente.

Tra gli speaker che saliranno sul palco quest’anno:

  • Paolo Gallo, executive coach, ex HRCO di World Economic Forum, speaker e autore del libro “La bussola del successo”, tradotto in sette lingue.
  • Sara Turetta, fondatrice di Save the Dogs and Other Animals, passata da una carriera in PR&Advertising all’incontro con i massacri dei cani in Romania, esperienza che ha dato vita alla sua missione: fondare un’associazione internazionale di protezione degli animali. «C’è un filo che lega il nostro destino a quelli degli altri esseri viventi. La nostra fatica di vivere è la loro fatica. Il nostro desiderio di felicità è il loro»
  • Joshua Coombes, il barbiere inglese che dal 2015 dedica la sua vita a tagliare i capelli ai senzatetto per donare loro un po’ di autostima e dignità, di cui si è interessato anche Morgan Freeman con un documentario trasmesso da National Geographic (#dosomethingfornothing). «Non sai mai quanto una tua azione può cambiare la giornata di una persona in meglio e cambiare completamente la sua prospettiva».
  • Ivan Tallarico, fondatore e CEO di Hi-Interiors, startup dedicata ad accompagnare il settore del mobile attraverso la trasformazione digitale.
  • Don Mazzi, nel 1980 fonda la Comunità Exodus per il recupero di ragazzi tossicodipendenti. «Nessun ragazzo è un bullo per sempre ma dobbiamo trovare il coraggio di ripensare radicalmente il sistema scolastico».
  • Rosario Esposito La Rossa e Maddalena Stornaiuolo. Con la loro associazione Vo.di.Sca (acronimo di «Voci di Scampia»), nel 2017 hanno aperto La Scugnizzeria, una piazza di «spaccio» libri: la prima libreria tra Melito e Scampia con l’obiettivo di creare «una vera rivoluzione culturale».
  • Francesca Corrado, economista e ricercatrice, fondatrice della prima Scuola del fallimento. Racconterà come l’insuccesso e l’errore siano una tappa quasi obbligatoria nella strada verso il successo. «Bisogna volere l’impossibile affinché l’impossibile accada».
  • Andrea Roberto Bifulco, Chapter Director di Startup Grind Milano, che con oltre 5000 membri è la più grande community di startup in Italia.
  • Chiara Gallana, dopo la sua partecipazione X-Factor con il nome d’arte Aba, ha ideato Oxygen, una piattaforma che mette in contatto aziende, enti e fondazioni da un lato, onlus ed enti del terzo settore (no profit) dall’altro. Il suo progetto è stato premiato da «Land For Dreamers», contest promosso da Land Rover e presentato nell’edizione dello scorso anno del Dreamers Day.
  • Luca Taverna e Lucia Dell’Aquila. Lui è fondatore di International Experimental School, la prima scuola mondiale esperienziale, e di campi estivi per lo sviluppo dei talenti sfidando consuetudini e vecchie credenze. Lei è una delle maggiori esperte europee sull’età evolutiva.
  • Emanuele Anchisi, imprenditore, fondatore di Scuderia 1918. Racconterà di come il suo viaggio alla ricerca dell’oro l’abbia portato a trovare tesori molto più preziosi e alla realizzazione del suo sogno più grande.
  • Nicolò Govoni, fondatore di una scuola per bambini rifugiati in Grecia, che accoglie un team internazionale d’insegnanti e fino a 100 studenti ogni giorno. Perché lo fa? «Per celebrare la vita e farne il miglior uso possibile».

Nelle tre edizioni precedenti il Dreamers Day ha visto la partecipazione di oltre 1500 spettatori e la presenza di più di 60 speaker italiani e internazionali. Tra questi: Ervin Lazlo, Marcia Wieder, Fabrizio Macchi, Stefano Simontacchi, Carla Perrotti, Adolfo Panfili, Andrea Illy, Pasquale Forte, Giovanni Gastel, Elisabetta Dami, Sua Altezza Reale Alreem Al Tenaiji e Pier Mario Biava.

Per acquistare il biglietto per l’edizione 2018 cliccate qui.

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Onela Joni, la fashion designer che rende “alla moda” la tradizione del Sudafrica

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È giovane, ha grinta da vendere, ha coltivato uno sguardo decisamente internazionale e al tempo stesso ci tiene alle sue radici: Onela Joni – 27 anni, fashion designer – rappresenta un identikit fedele di quello che è attualmente il mondo della moda in Sudafrica. Ne abbiamo parlato con lei nel corso di una sfilata che si è recentemente tenuta a Milano.

Nel capoluogo meneghino, peraltro, Onela è di casa: è qui che ha studiato e l’ambiente milanese rimane per lei un importante punto di riferimento professionale. Un terreno fertile da cui Onela ha ricavato linfa e suggestioni, declinando poi il tutto in modo assolutamente personale, alchemico.

“Qual è la situazione della moda in Sudafrica? Bè, siamo appena agli inizi” racconta “A Johannesburg e a Città del Capo, per esempio, le grandi sfilate non mancano così come non manca la settimana della moda, ma si tratta di un mondo che sta iniziando a crescere e a fiorire solo ora. Si tratta di un universo ricco, in piena esplosione, ma in modo molto diverso da qui.” Un mondo giovane, quindi, proprio come lei.

A Milano Onela ha partecipato allo sviluppo di “Touch of African Designers”, una start up creata in sinergia con un sarto egiziano e caratterizzata da una capacità di declinare il concetto di tradizione in termini moderni e internazionali. È proprio questo, in fondo, il felice ossimoro che Onela ha deciso di continuare a sviluppare con la coscienza di ciò che questo significa oggi per il Sudafrica, tanto in termini sociali quanto dal punto di vista identitario.

Mi sono resa conto di quanto le grandi compagnie guardino ai nostri colori, ai nostri materiali traslando alcuni elementi caratteristici delle nostre radici in chiave moderna e sì, credo che sia importantissimo  per i giovani, in Sudafrica guardare alla propria cultura, alla propria tradizione in questa prospettiva: cioè come a qualcosa di moderno, alla moda. Molti giovani attualmente stanno perdendo le proprie radici, ma se inizi a vedere come moderna la tua tradizione, allora finisci per ritrovare connessioni importanti, tornando alle tue radici.” È anche in questo senso che va letta la sua scelta di aderire alla realtà in cui è nata e cresciuta impostando il proprio percorso e la propria produzione secondo una precisa visione. Partendo cioè alla strada, il che – soprattutto in Sudafrica – significa moltissimo.

Il mio punto di partenza sono stati i giovani, ciò che indossano tutti i giorni: magliette, giacche… Spesso quando parliamo di moda pensiamo automaticamente all’alta moda. La mia idea è ribaltare questo concetto e declinare il significato del termine in ciò che indossiamo tutti i giorni.” spiega Onela. In questa chiave di lettura la moda si trasforma in trampolino di lancio per iniziare non solo a sognare ma anche a costruire il futuro di un paese e di un’intera generazione. E quando chiedo a Onela come lo vede, il suo futuro, lei mi risponde sorridendo, senza fare distinzioni tra il suo futuro personale e quello del suo paese: “Per quanto mi riguarda vorrei vedere in Sudafrica compagnie grandi come quelle che ci sono qui a Milano, in modo che contribuiscano allo sviluppo della nostra economia, creando anche lavoro.

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Avere buone notizie o essere una buona notizia? Questo è il dilemma…

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Il titolo di oggi è un po’ filosofico: essere o avere? questo è il dilemma! In realtà non ti sto invitando a scegliere tra le due, anzi, mi piacerebbe proprio invitarti a praticare entrambe le cose, e per farlo lascia che ti spieghi come. 
Partiamo da cosa significa avere delle buone notizie. E’ facile: se ti trovi su questo sito, hai scelto di cercare qualche buona notizia perché sai che ti fanno stare meglio. Ma cosa significa invece essere una buona notizia? Questo è meno ovvio, ma in fondo è semplice: vuol dire cercare di far accadere ogni giorno qualcosa che gli altri racconterebbero come una buona notizia! Se ognuno di noi, ogni giorno, si impegnasse a far capitare qualcosa di lieto, utile, allegro, piacevole, le persone attorno a noi avrebbero sempre una buona notizia!

Essere una buona notizia significa essere portatori di positività, ma non basta: bisogna che qualcuno racconti di noi, e vada in giro a dire ciò che noi abbiamo detto! Come possiamo fare? Non c’è un meccanismo automatico, ma posso dirti che la regola del buon esempio funziona sempre: da oggi in poi sii tu la buona notizia! Racconta buone notizie partendo dalle cose che fanno i tuoi colleghi o i tuoi familiari in casa.

Immagina di essere un “portatore di ottimismo” e racconta ciò che accade nel tuo ambiente familiare o lavorativo. Sorprendi tutti con frasi tipo: “Sai cosa ha fatto Riccardo? Ha preso un bel voto a scuola!”, “Sai cosa ho scoperto di Maria? Fa una pasta al forno straordinaria!”, “Sai cosa chi mi ha stupito veramente? Luca! Per come ha fatto bene quel lavoro difficile!”

Impara a cogliere l’ottimo negli altri e a comunicarlo. Dai l’esempio, crea questa abitudine! Se fai tu per primo quello che vorresti facessero gli altri, allora sei un ottimista realista! Sono certo che questo esercizio ti potrà divertire e migliorare.

 

Leggi anche: Ti sveliamo il “segreto” del lunedì, per iniziare bene la settimana!

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Complex interactions between malaria and malnutrition: a systematic literature review

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Title: Complex interactions between malaria and malnutrition: a systematic literature review Authors: Das, D; Grais, R F; Okiro, E A; Stepniewska, K; Mansoor, R; van der Kam, S; Terlouw, D J; Tarning, J; Barnes, K I; Guerin, P J Abstract: Despite substantial improvement in the control of malaria and decreased prevalence of malnutrition over the past two decades, both conditions remain heavy burdens that cause hundreds of thousands of deaths in children in resource-poor countries every year. Better understanding of the complex interactions between malaria and malnutrition is crucial for optimally targeting interventions where both conditions co-exist. This systematic review aimed to assess the evidence of the interplay between malaria and malnutrition.

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