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Dyson si unirà alla rivoluzione delle auto elettriche con la prima vettura nel 2021

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Dyson, la nota azienda tecnologica britannica che ha rivoluzionato gli aspirapolvere, ha appena annunciato che inizierà presto a produrre auto elettriche.

La società è pronta per iniziare la costruzione di uno stabilimento automobilistico con sede a Singapore a dicembre. Con il completamento della struttura, prevista nel 2020, i rappresentanti di Dyson dicono di aspettarsi di lanciare la loro prima auto nel 2021.

Sarà il primo impianto di produzione automobilistica al mondo. Fa anche parte dell’investimento globale da 3,2 miliardi di dollari di Dyson in “nuova tecnologia”, secondo Forbes.

“Singapore ha una base di costi relativamente elevata, ma anche grande competenza tecnologica e attenzione”, afferma il CEO di Dyson Jim Rowan in una nota. “È quindi il posto giusto per realizzare macchine con tecnologia di alta qualità e il posto giusto per realizzare la nostra auto elettrica”.

E ha aggiunto: “È un progetto in rapida evoluzione, entusiasmante e cruciale per Dyson. Grazie per tutto ciò che state facendo per aiutarci a realizzare le nostre ambizioni”.

La struttura impiegherà migliaia di lavoratori in aggiunta ai 1.100 dipendenti Dyson attualmente di stanza a Singapore. Secondo la BBC, la società impiega già migliaia di lavoratori in Cina, Malesia, Regno Unito e Filippine.

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Removal of user fees and system strengthening improves access to maternity care, maternal and neonatal mortality in a district hospital in Lesotho

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Title: Removal of user fees and system strengthening improves access to maternity care, maternal and neonatal mortality in a district hospital in Lesotho Authors: Steele, SJ; Sugianto, H; Baglione, Q; Sedlimaier, S; Niyibizi, AA; Duncan, K; Hill, J; Brix, J; Philips, M; Van Cutsem, G; Shroufi, A Abstract: Lesotho has one of the highest maternal mortality rates in the world. While at primary health care (PHC) level maternity care is free, at hospital level co-payments are required from patients. We describe service utilisation and delivery outcomes before and after removal of user fees and quality of delivery care, and associated costs, at St Joseph's Hospital (SJH) in Roma, Lesotho.

Moda, un settore in crescita. La chiave di volta? L’innovazione

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Sarà anche un cliché, ma quando si parla dell’Italia viene spontaneo fare riferimento ad alcuni settori: all’arte, alla cucina ma anche al mercato del lusso, quello – giusto per capirci – che è riuscito miracolosamente a “tenere botta” anche in tempi di crisi. Il perché richiederebbe una risposta ampia, in cui giocano elementi diversi che riguardano la tenuta economica degli acquirenti ma anche altri fattori: la scelta, cioè, di quella “via della qualità” che rimane un tratto distintivo dell’industria italiana di valore. Un modus operandi che peraltro è la scelta (vincente) che in tempo di crisi hanno fatto molte aziende di settori diversi: un fattore identificativo “italianissimo” che ha evitato a molte piccole medie imprese di cadere nella trappola del “prezzo più basso”.

All’interno di questo contesto, la moda gioca un ruolo di primo piano tanto che viene spontaneo porsi qualche domanda. Qual è il ruolo giocato dal settore nell’ambito dell’economia italiana? Come è cambiato e come sta cambiando il mondo della moda? Una  ricerca di R&S Mediobanca ha recentemente sottolineato la vitalità del settore moda, i cui introiti equivalgono al 4% del Pil italiano. Quella che emerge dai dati non è pura e semplice resistenza ma resilienza nel vero senso del termine: in anni in cui l’ambito manifatturiero ha registrato bilanci in rosso, l’industria della moda ha continuato a crescere,(+17,3% nel quinquennio considerato dalla ricerca), complice anche un livello di marginalità maggiore rispetto ad altre nicchie di mercato. C’è di più, a quanto si evince dallo studio, le aziende del settore hanno anche continuato ad assumere, con un incremento del personale di circa il 21%.

Ciò che è certo è che il mondo della moda ha dimostrato di sapersi innovare. Prendiamo Luisa Via Roma, per esempio: una casa di moda storica. Negli anni Venti, Luisa Jaquin apriva a Parigi una boutique in cui vendeva cappelli. Ci pensò suo marito – Lido Panconesi – ad allargare il tiro trasferendo la nuova casa di moda a Firenze. Attualmente, Luisa Via Roma sta battendo diverse strade al passo con i tempi: sperimentando la formula del pop up store a New York, trasformando la boutique fiorentina in una casa con tanto di stanza da letto, cucina e salotto e cavalcando la formula dell’ ecommerce.

L’online, oggi, tanto per la moda quanto per altri settori rappresenta una modalità di vendita in crescita. Recentemente una ricerca Istat ha evidenziato una riduzione della vendita al dettaglio e un parallelo incremento dell’ecommerce. Questo per quanta riguarda il commercio in generale. Più nello specifico, in merito al settore moda, l’ultimo osservatorio ecommerce b2c del Politecnico di Milano ha registrato un incremento delle vendite online che gravita intorno al 28%. Insomma, l’ecommerce va forte come dimostra l’ampia vetrina offerta da Balenciaga donna. Anche in questo senso si tratta (guarda caso!) di un brand nato negli anni Venti e caratterizzato da un’evidente vitalità. Insomma, la strategia del direct-to-consumer – con la sua conseguenza diretta, la semplificazione della filiera distributiva – funziona. Ecommerce multimarca, v-commerce (dove la distribuzione al cliente finale parte dal brand stesso), nuove soluzioni… la vitalità del settore moda procede a passo serrato attraverso soluzioni di tipo diverso dove tradizione e innovazione vanno a braccetto.

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L’energia solare ci renderà liberi. E più green

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L’energia solare ci renderà liberi. Grazie all’economia generata con l’auto-produzione e consumo, che permetterà la transizione energetica dal modello basato sulle fonti fossili a quelle rinnovabili. È quanto già sta accadendo, però non è sufficientemente conosciuto da molti. A chiarire il quadro e illustrare, con esempi concreti, cosa stia già avvenendo e avverrà è Mario Pagliaro attraverso le pagine del suo libro “Helionomics” (Egea editore) presentato in occasione del Salone della CSR e dell’Innovazione sociale. l’Helionomics, l’economia solare, “una forma di bio economia in cui i prodotti materiali saranno ottenuti dall’energia del sole, nelle sue varie forme, e dalla biomassa”, la definisce il ricercatore del Cnr e docente di nuove tecnologie dell’energia al Polo Solare della Sicilia. È lui, a margine della presentazione, a raccontare quanto possa essere sostenibile un’economia basata sul solare, prendendo come esempio l’Italia: «riteniamo che entro il 2050 il nostro Paese sarà alimentato interamente da fonti rinnovabili. L’elettricità sostituirà tutti gli usi attuali svolti dai combustibili fossili, mobilità e riscaldamento inclusi».

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High treatment success rate for multidrug-resistant and extensively drug-resistant tuberculosis using a bedaquiline-containing treatment regimen

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Title: High treatment success rate for multidrug-resistant and extensively drug-resistant tuberculosis using a bedaquiline-containing treatment regimen Authors: Ndjeka, N; Schnippel, K; Master, I; Meintjes, G; Maartens, G; Romero, R; Padanilam, X; Enwerem, M; Chotoo, S; Singh, N; Hughes, J; Variava, E; Ferreira, H; Te Riele, J; Ismail, N; Mohr, E; Bantubani, N; Conradie, F Abstract: Background: South African patients with rifampicin-resistant tuberculosis and resistance to fluoroquinolones and/or injectables (pre/XDR-TB) were granted access to bedaquiline through a Clinical Access Programme with strict inclusion and exclusion criteria.Methods: Pre/XDR-TB and XDR-TB patients were treated with 24 weeks bedaquiline within an optimised, individualised background regimen that could include levofloxacin, linezolid and clofazimine as needed.Results: 200 patients were enrolled: 87 (43.9%) with XDR-TB, 99 (49.3%) were female, median age 34 years (IQR 27, 42). 134 (67.0%) were living with HIV; median CD4+ 281 (IQR 130; 467) and all on antiretroviral therapy.16/200 patients (8.0%) did not complete 6 months of bedaquiline of which 8 were lost to follow up, 6 died, 1 stopped for side effects and 1 patient was diagnosed with drug-sensitive TB.146/200 (73.0%) patients had favourable outcomes: 139/200 were cured (69.5%) and 7 completed treatment (3.5%). 25 died (12.5%), were lost from treatment (10.0%), 9 had treatment failure (4.5%).22 adverse events were attributed to bedaquiline: including QTcF >500 ms (n=5), QTcF increase >50 ms from baseline (n=11), paroxysmal atrial flutter (n=1).Conclusion: Bedaquiline added to an optimised background regimen was associated with a high rate of successful treatment outcomes for this MDR-TB and XDR-TB cohort. Description: We regret that this article is behind a paywall.

Uncharted territory of the epidemiological burden of cutaneous leishmaniasis in sub-Saharan Africa-A systematic review

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Title: Uncharted territory of the epidemiological burden of cutaneous leishmaniasis in sub-Saharan Africa-A systematic review Authors: Sunyoto, T; Verdonck, K; El Safi, S; Potet, J; Picado, A; Boelaert, M Abstract: Cutaneous leishmaniasis (CL) is the most frequent form of leishmaniasis, with 0.7 to 1.2 million cases per year globally. However, the burden of CL is poorly documented in some regions. We carried out this review to synthesize knowledge on the epidemiological burden of CL in sub-Saharan Africa.

Knowledge, attitude and practices of snakebite management amongest health workers in Cameroon: Need for continuous training and capacity building

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Title: Knowledge, attitude and practices of snakebite management amongest health workers in Cameroon: Need for continuous training and capacity building Authors: Taieb, F; Dub, T; Madec, Y; Tondeur, L; Chippaux, JP; Lebreton, M; Medang, R; Foute, FNN; Tchoffo, D; Potet, J; Alcoba, G; Comte, E; Einterz, EM; Nkwescheu, AS Abstract: Snakebite has only recently been recognized as a neglected tropical disease by the WHO. Knowledge regarding snakebites and its care is poor both at the population level, and at the health care staff level. The goal of this study was to describe the level of knowledge and clinical practice regarding snakebite among health care staff from Cameroon.

Emergenza acqua: ne va della nostra vita

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L'acqua ricopre il 70% della superficie terrestre e rappresenta un bene da preservare se vogliamo garantire anche la nostra esistenza sulla Terra: se c'era bisogno dell'ennesima conferma, ecco che arriva dal rapporto "Water is life" dell'Agenzia Europea per l'Ambiente.

Arredamento, ovvero: come è cambiata la casa e come siamo cambiati noi

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Ricordate la casa della nonna? Quella in stile anni ’50, con un lungo corridoio e le diverse stanze che si aprivano ai lati: il salotto, la cucina, il bagno, le camere. Pensare a questo schema costruttivo vuol dire automaticamente misurare le distanze tra ieri e oggi, perché oggi la casa è cambiata – molto! – così come siamo cambiati noi.

Tanto per cominciare, la tendenza all’open space ha spesso spazzato via con un colpo di spugna i vecchi, angusti corridoi. In secondo luogo se nel dopoguerra la cucina costituiva una stanza separata (il regno della donna per eccellenza), oggi le cose funzionano in modo molto diverso. La cucina tende spesso a fondersi con il living che si è conquistato a tutti gli effetti il ruolo di fulcro dell’ambiente domestico, togliendo spazio anche alla camera da letto, che si è rimpicciolita. Il bagno singolo, invece, è diventato bagno doppio e spesso e volentieri uno dei due bagni è “en suite”, accessibile – cioè – dalla camera da letto.

Al di là delle differenze strutturali, ci sono poi anche altri  aspetti che sono cambiati. In primis il fatto che sono sempre di più le persone che fanno i loro acquisti per la casa online, complice l’emergere di ottimi siti che offrono soluzioni variegate e adatte a diverse esigenze. E’ anche studiando siti come questi che si nota come è cambiato il modo di pensare la casa. Ecco 5 cose tipiche della casa di oggi:

1 – Elettrodomestici come se non ci fosse un domani

Siamo sempre più tecnologici e abbiamo sempre meno tempo, ergo… spazio agli elettrodomestici: sempre più complessi, sempre più funzionali. Buona parte dello spazio della cucina è dedicato a loro, complici i cambiamenti avvenuti nel ruolo della donna, che ha meno tempo di ieri da dedicare alla casa ma non ha affatto rinunciato a cucinare cenette sopraffine. O a farsele cucinare dal suo compagno: la cucina, infatti, oggi non è più appannaggio del gentil sesso e si apre anche alle sperimentazioni culinarie maschili

2 – Mobili componibili

Ebbene sì, le strutture fisse hanno decisamente fatto il loro tempo anche perché la casa di oggi è pensata in modo molto più fluido e meno definitivo rispetto alla casa di ieri. Basta infatti spulciare un catalogo cucine componibili per rendersi conto di quanto spazio – oggi – sia lasciato alla creatività e alle esigenze del cliente.

3 – Lampadari addio!

O meglio: addio luci esclusivamente centrali. Nella casa di oggi, il light design riveste un’importanza di primo piano. Le luci, spesso e volentieri, “disegnano” la casa nel vero senso del termine come se fossero un elemento di design aggiuntivo. Al vecchio lampadario, si affiancano quindi lampade di diverso tipo: appliques, faretti led a pavimento, illuminazione su cavi ecc…

4 – Televisori o schermi cinematografici?

Cambiamenti notevoli si registrano anche per quanto riguarda il televisore. Status symbol del secondo Dopoguerra, lo schermo televisivo ha magnetizzato e raccolto la famiglia come un vero e proprio sostituto dell’antico focolare. Oggi è in atto un’altra rivoluzione: lo schermo televisivo si è notevolmente ampliato, tanto da sconfinare quasi – a livello di percezione – nello schermo cinematografico. Così, mentre il Grande Schermo entra in crisi, il piccolo schermo continua a raccogliere intorno a sé la famiglia e gli amici… in modo diverso e più proattivo, però, grazie all’emergere delle streaming tv. I confini del mondo televisivo e della rete internet, sono ormai molto labili.

5 – Camere da letto più… leggere

Cambiamenti in corso anche per quanto riguarda la camera da letto. Lo spazio si restringe per favorire la zona living e il secondo bagno e l’arredamento si adatta: alleggerendosi, appunto. Per quanto concerne il guardaroba, il mobilio è meno “incombente” e più variegato rispetto al passato. Idem per quanto riguarda i letti, dove si diffonde a macchia d’olio la moda del futon e di linee più snelle.

 

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I più grandi scrittori italiani del Novecento nelle loro rare apparizioni video

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Pirandello, Calvino, Buzzati, D’Annunzio, Ungaretti, Saba, Montale, Pasolini, Saba e tutti gli altri grandi scrittori del Novecento, nelle loro apparizioni video.

Ci sono alcuni nomi che nella cultura generale sono legati indissolubilmente ai tempi della scuola. I poeti e gli scrittori del Novecento ad esempio, quelli che siamo soliti figurarceli coi baffi a manubrio nelle foto ingiallite dagli anni, di cui abbiamo letto più libri senza conoscerne il volto o avendo visto solo qualche immagine iconica. Quelli che poi, tolti i retaggi ottocenteschi, sono diventati vecchi saggi durante gli anni in cui nasceva la televisione in Italia.

Oggi è facile associare il lavoro di uno scrittore al suo volto: firmacopie, presentazioni, ospitate in tv, conferenze e convegni ce lo propongono in ogni salsa, ma questa prassi è un frutto della modernità; prima questa opportunità di vicinanza allo scrittore, al poeta, non c’era proprio.

In uno dei nostri giri immensi su YouTube, ci siamo imbattuti in un’intervista di Pier Paolo Pasolini a Giuseppe Ungaretti e ne siamo rimasti totalmente rapiti. Due intellettuali così incredibilmente potenti a confronto, nello stesso spazio che di solito viene occupato da tutorial di make up o video di animali buffi, ci ha convinto a fare una ricerca per trovare le interviste dei più grandi scrittori e poeti del ‘900, solo per sentirli parlare e rimanere affascinati dal suono della loro voce e dalle loro parole mai banali.

Non ringraziateci, ma prometteteci che ogni tanto, tra un gattino e un ragazzo che cade dallo skate, vi soffermerete a sentirli parlare ancora…

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HIV: cura sempre più vicina grazie alle cellule staminali

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Il trattamento dell’Hiv con le cellule staminali potrebbe essere arrivato ad un punto di svolta. Infatti, uno studio pubblicato su Annal of Internal Medicine e condotto da un team di ricercatori spagnoli dell’ospedale Gregorio Marañón di Madrid e dell’Istituto IrsiCaixa per la ricerca sull’Aids di Barcellona, ha evidenziato che su 6 pazienti positivi ad Hiv e trattati con cellule staminali prelevate da midollo osseo e cordone ombelicale, 5 hanno perso ogni traccia del virus latente. Inoltre, a 7 anni dal trapianto, in uno dei pazienti non sono più presenti gli anticorpi specifici per il virus.

Il serbatoio latente dell’Hiv è formato da un gruppo di cellule infettate da Hiv che non producono il virus ma mantengono al loro interno il suo corredo genetico, garantendo così al virus la sopravvivenza nell’organismo ospitante a tempo indeterminato. Tuttavia, è ancora presto però per affermare che le cinque persone siano effettivamente guarite: prima dovrà essere interrotto il trattamento antiretrovirale e verificare che non ci sia un “ritorno”.

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Anche i motori si convertono… si chiama retrofit elettrico

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Basta dare un’occhiata ai modelli disegnati dalle case automobilistiche per il prossimo futuro per rendersi conto che le auto elettriche sono effettivamente destinate a sostituire quelle tradizionali. Ma sulle nostre strade non circolano soltanto auto. Che ne sarà di camion, tir, furgoni e di tutti quei mezzi che solitamente utilizziamo per il trasporto delle merci? Sarebbe assurdo pensare di buttarli via da un momento all’altro in una mega discarica senza valutare alternative alla rottamazione.

Proprio a questo proposito, per portare a fine vita i veicoli attuali, negli anni si sono fatte largo soluzioni interessanti come quella del “retrofit elettrico”, valido sia per le auto che per furgoni e camion. Serve a convertire il motore in elettrico e a portare quindi a termine il ciclo vitale di un veicolo senza sbarazzarsene prima del tempo, mantenendolo in strada finché risulta utilizzabile. Può essere la soluzione ideale nel caso di veicoli piuttosto vecchi, il cui motore sarebbe comunque da cambiare a breve, che così vengono “riciclati” e riutilizzati ancora una volta grazie ad un cambio di look sostanzioso.

Tutte le auto (e non solo) si possono trasformare per legge…

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SMS-based smartphone application for disease surveillance has doubled completeness and timeliness in a limited-resource setting – evaluation of a 15-week pilot program in Central African Republic (CAR)

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Title: SMS-based smartphone application for disease surveillance has doubled completeness and timeliness in a limited-resource setting – evaluation of a 15-week pilot program in Central African Republic (CAR) Authors: El-Khatib, Z; Shah, M; Zallappa, SN; Nabeth, P; Guerra, J; Manengu, CT; Yao, M; Philibert, A; Massina, L; Staiger, CP; Mbailao, R; Kouli, JP; Mboma, H; Duc, G; Inagbe, D; Barry, AB; Dumont, T; Cavailler, P; Quere, M; Willett, B; Reaiche, S; de Ribaucourt, H; Reeder, B

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