Feeds

Creato il primo embrione pecora-uomo. Che paura

GreenMe -

Published in: Salute & Benessere

La scienza è sempre in cerca di nuove soluzioni per migliorare la nostra vita e trovare il modo di fronteggiare anche le malattie e situazioni più difficili. A volte lo fa con mezzi un po’ inquietanti o che alcuni (probabilmente molti) considerano poco etici sia nei confronti degli uomini che degli animali. E’ il caso dell’embrione pecora-uomo nato negli Stati Uniti con lo scopo di trovare un modo di creare organi adatti al trapianto umano.

La notizia arriva dal meeting dell'American Association for the Advancement of Science di Austin, in Texas, dove gli scienziati dell’Università della California che lo hanno realizzato hanno fatto l'annuncio ufficiale.

Gli scienziati sono sostanzialmente riusciti a creare un embrione ibrido composto da una cellula umana ogni 10mila cellule di pecora. Una situazione molto simile a quella sperimentata già un anno quando alla ribalta della cronaca era salito invece l'ibrido maiale-uomo.

In questo caso sono state scelte le pecore in quanto di questi animali bastano solo quattro embrioni e non cinquanta (come nel caso del maiale) per assicurarsi una gravidanza e le dimensioni degli organi sono simili a quelle degli uomini.

L’ibrido è stato realizzato inserendo cellule staminali adulte riprogrammate nell’embrione di pecora lasciato poi crescere per 28 giorni (il tempo per cui avevano ottenuto l’autorizzazione gli scienziati), 21 dei quali nell’utero di un animale.

Gli embrioni dopo 28 giorni sono stati quindi distrutti ma, come spiegano i ricercatori, si tratta di un altro importante passo che avvicina la scienza all’ambizioso traguardo di far crescere organi umani all’interno di animali.

I problemi da risolvere prima di poter arrivare a questo sono diversi: in primis l’alto rischio rigetto dell’organismo umano verso organi creati in questo modo, il secondo, non meno importante, è la possibile infezione con virus animali.

Per ovviare il problema del rigetto, gli scienziati stanno combinando le cellule dei pazienti umani in attesa di trapianto con gli embroni di animali nelle prime fasi del loro sviluppo. Per risolvere il secondo problema, invece, si sta ricorrendo a nuove tecniche che lavorano sul Dna con l’obiettivo di disattivare alcuni geni specifici relativi ai virus più pericolosi.

Ma ci si riuscirà mai? L’obiettivo di creare organi umani fatti crescere all’interno di animali è ancora lontano. Ora siamo ad 1 cellula umana su 10mila mentre gli scienziati ritengono possibile questo traguardo solo se le cellule umane diventano almeno 1 su 100.

La questione etica comunque rimane e anche gli stessi scienziati si rendono conto del problema, ipotizzando ad esempio l’eventualità che cellule umane arrivino nel cervello degli animali e dunque l'esperimento vada comunque fermato.

Ma davvero non c’è un altro modo di creare artificialmente gli organi di cui abbiamo bisogno?

Gli scienziati ammoniscono, la procedura potrebbe dare luogo a qualcosa di mostruoso. 

Potrebbero interessarvi altre discutibili creazioni di laboratorio:

Francesca Biagioli

Le borse made in Italy realizzate con i palloni da calcio destinati alla discarica

GreenMe -

Published in: Mode e Abbigliamento

 

L’idea è di Thomas Casadei Della Chiesa, il designer che ha creato il brand PangaeA dove i palloni raccolti dai campi da calcio vengono scuciti, puliti, colorati e assemblati a mano, senza alcun uso della macchina da cucire. Per questo ogni borsa è unica e racchiude in sé tutta la bellezza di un lavoro artigianale.

“Compriamo continuamente oggetti e li cestiniamo con facilità nel momento in cui non ricoprono più il ruolo che gli era stato attribuito. Ma il pallone usurato e bucato racchiude un’energia immensa: gioia, dolore, risate, lacrime, goal, falli”, spiega Thomas Casadei Della Chiesa.

Una filosofia, quella di PangaeA, che si sposa con la sostenibilità ambientale che passa anche da piccoli gesti quotidiani. Oggi di prodotti ecofriendly che utilizzano materiali di scarto ce ne sono tanti, avevamo già parlato di borse e accessori realizzati con vinili, quotidiani, vecchi dischetti e perfino tappi di bottiglia. A dimostrazione che un oggetto può avere una nuova vita.

 

“L’ispirazione per realizzare questo tipo di borse è avvenuta in Thailandia, dove ho percepito l’energia racchiusa nelle persone che poi viene trasmessa negli oggetti vissuti”, spiega il designer.

Guarda come viene realizzata una borsa:

 

Ogni pallone per diventare una borsa attraversa quattro processi di lavorazione manuale che lo rendono colorato, leggero, resistente ed idrorepellente, mentre l’interno è in cotone o nappa. Qualcuno potrà controbattere che i prezzi non sono proprio economici (dai 200 euro in su). Ecco cosa risponde Thomas Casadei Della Chiesa:

“I prezzi rispettano quelli di un lavoro artigianale. Per esempio, per realizzare un borsone bauletto semirigido sono stati scuciti tre palloni da calcio, 47 esagoni e 12 pentagoni che poi ho colorato con uno stesso lavaggio e trattato a mano. In tutti ci sono volute 10 ore per un totale di 2848 punti”.

 

Potrebbero interessarvi:

 

Insomma, un prodotto magari non troppo economico, ma made in Italy che rilancia l’antica sapienza dei mastri artigiani.

Per maggiori informazioni clicca qui

Dominella Trunfio

Foto

Nerina, la nonnina che insegna a fare la pasta in casa tramite Airbnb

GreenMe -

Published in: Eco-Turismo

Nonna Nerina, infatti, grazie alla community online più famosa, offre vere e proprie lezioni di “pasta fresca” agli stranieri provenienti da ogni parte del mondo. In un posto a due passi dalla Capitale, Palombara Sabina.

E così, Nerina Tamanti, dopo una vita passata a lavorare in campagna e con l’aiuto delle sue nipoti Chiara e Giada, condivide su Airbnb con tutti un tesoro: fare la pasta in casa. Dai ravioli alle fettuccine, dalle tagliatelle ai cannelloni, il tutto – garantiscono le due cugine – con ingredienti della dieta mediterranea, a partire dell’olio extravergine d’oliva.

Farina, acqua, uova: “Vederla lavorare è come stare al teatro”, scrive una hawaiana che ha fatto la pasta con lei proprio grazie all’esperienze proposta dal portale Airbnb.

 

#handmadepastawithgrandma #handmade #handmadepasta #pasta #grandma #familyfirst #familylife #italianstyle #picoftheday #goodmorning #hands #traditionalfood #traditions

Un post condiviso da Chiara Nicolanti (@chiaranicolanti) in data: Ago 15, 2017 at 8:55 PDT

Ma Nerina, 3 figli, 7 nipoti e un pronipotino, ci tiene a precisare: “Io non insegno niente a nessuno, qui siamo una grande famiglia. Ci sono tante persone che vengono da tutto il mondo e io sono contenta di far vedere come si impasta, come si cuoce, come si fa il sugo ma soprattutto voglio che si sentano come a casa loro... Infatti alla fine i più giovani spesso finiscono seduti per terra a giocare assieme ai miei nipoti”.

Un bellissimo modo, questo, di sposare turismo e tradizione e condividere con chi viene da fuori un saper fare che ancora ci appartiene. Ovvio, la casa è aperta anche a noi italiani. Non vi viene voglia di mettere un po’ di mani in pasta?

Leggi anche:

Germana Carillo

Foto

Le Pietre del Drago: alla scoperta dei dinosauri nel meraviglioso parco delle Marche

GreenMe -

Published in: Marche


Vi avevamo già parlato dei luoghi migliori dove passeggiare tra questi suggestivi rettili, qui invece i dinosauri sono a grandezza naturale e si trovano in un’area verde di 50mila metri quadrati dove è possibile anche fare un picnic tra la natura. Ci sono in tutto 16 dinosauri riprodotti nel proprio habitat naturale e raccontati in un cartello con una descrizione dettagliata in italiano ed inglese.

Dal Velociraptor, feroce predatore molto agile e veloce, con i suoi enormi e letali artigli fino al famoso Tirannosauro dall’enorme e lunga testa, denti conici affilati come rasoi, lunghi fino a 20 centimetri, ancora i meno conosciuti Dimetrodonte dai colori rosso e blu e l'Apatosauro che camminava tenendo la coda sollevata da terra.

Tutti i dinosauri sono immersi tra parco giochi e piste adatte alle biciclette, insomma un posto magico per i bambini (si consiglia fino ai 7 anni) appassionati degli enormi rettili, soprattutto perché c’è anche un impianto audio che riproduce i suoni dell’ambiente preistorico.

Foto  

C’è poi un’area didattica con il Museo dei fossili, quindi oltre alle riproduzioni dei dinosauri ci si può immergere nelle Pietre del Drago visitando l’esposizione dedicata agli uomini primitivi, osservando impressionanti fossili e persino un vero meteorite.

 

Il parco è aperto tutti i giorni, anche festivi, dal 1 marzo al 31 ottobre, dalle ore 9.00 fino al tramonto (dal 1 novembre al 28 febbraio l’apertura è prevista solo previo appuntamento telefonico).

Fascia di prezzo: 5€. Bambini fino a 4 anni gratis (il biglietto comprende visita al Parco Dinosauri e utilizzo area picnic anche per l’intera giornata).

Altri bellissimi parchi da non perdere:

Foto

Per maggiori informazioni clicca qui

Dominella Trunfio

Foto

Macellazione di massa per 18mila galline ovaiole: salmonella nell'allevamento intensivo

GreenMe -

Published in: Animali

Durante un controllo di routine effettuato dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda USL-IRCCS di Reggio Emilia, è stato riscontrato il batterio della salmonella nel pavimento del capannone.

Le uova non sono state contaminate. Dai successivi controlli di laboratorio infatti è emersa l’assenza di positività per le uova destinate alla produzione di prodotti alimentari.

Ma a farne le spese saranno ancora una volta le galline. Il Servizio Veterinario del Dipartimento di Sanità Pubblica

"in linea con le normative comunitarie europee e il Piano Nazionale di controllo delle salmonellosi negli avicoli, prevede l’invio al macello dei capi".

Tutti gli animali presenti nell'allevamento, circa 18.000 galline, saranno uccisi.

Se negative alla salmonella, dopo la macellazione saranno utilizzate per la produzione di alimenti cotti.

"È utile ricordare che il trattamento termico, sia della carne che delle uova, annulla la possibilità di contaminazione" rassicura la Ausl.

Si tratta di uno dei tristi risvolti degli allevamenti intensivi, dopo spesso questi animali si trovano costretti a vivere stipate in ambienti chiusi e dove la presenza di un agente patogeno può diffondersi molto velocemente. Negli allevamenti gli animali si trovano rinchiusi dentro un capanno, sfruttati per produrre alimenti destinati all'uomo, trasformati in macchine.

LEGGI anche:

La loro morte dunque non viene considerata sotto il profilo etico ma sul piano economico, in termini di perdite e non di vite spezzate.

 

Francesca Mancuso

Strage di cani randagi a Sciacca: uccisi con le polpette avvelenate (PETIZIONE)

GreenMe -

Published in: Cani, Gatti & co.


Non si ha nemmeno la certezza dei numeri: i quotidiani locali parlano di 50 cani morti, i volontari del posto di 30. Ma non è questione di numeri, si tratta di episodi che da sempre avvengono nel Sud Italia dove la situazione randagismo è ormai fuori controllo. E pensare che la soluzione c’è ed è quella della sterilizzazione così com’è stato fatto a Vieste in Puglia, dove nel giro di un paio di anni, il numero dei cani rinchiusi nei canili si è ridotto a sette e tantissimi cuccioli hanno trovato casa. 

Anche a Palermo, secondo una volontaria, starebbe accadendo la stessa cosa: randagi uccisi dal veleno negli ultimi giorni. Sui social scoppia la bufera contro il sindaco Francesca Valenti e contro le istituzioni in generale, ma il primo cittadino si difende su Facebook:

“Non sono colpevole e non chiedo scusa. Mia madre sfamava i randagi, e in famiglia abbiamo avuto sempre un animale d’affezione".

 

Valenti ha assicurato l’intervento dell’amministrazione, “ma non certo per fare un favore a qualcuno ma per difendere, oltre ai cani randagi, anche l’immagine della nostra città, pesantemente danneggiata da questa vicenda”.


E’ strage in tutta la Sicilia

Una carneficina che sta riguardando tutta l’isola siciliana, in soli tre giorni sarebbero stati uccisi cento cani. Nella petizione lanciata su Avaaz, in cui ci si appella ai sindaci per fermare l’orrore, si parla di carcasse dappertutto: nelle campagne, in strada e di esche con veleno.

“Non si può accettare tanta crudeltà e inciviltà nell’indifferenza assoluta. Usiamo la nostra voce per dire basta”, si legge ancora.

Il numero dei randagi al Sud è elevatissimo e se non ci si prodiga immediatamente per la loro salvaguardia, per loro il futuro non sarà roseo.

“Sindaci, esistono le microcippature, le sterilizzazioni, e le vaccinazioni. Queste sono le azioni da intraprendere in primo luogo, voi pensate che il randagismo si risolva lasciando i poveri animali per strada, ammalati, in balia di gente senza cuore che li maltratta e spesso li uccide, oppure rinchiudendoli in uno dei canili lager della vostra Sicilia?”.

Ecco cosa si propone nella petizione:

“(Sindaci) Iniziate a fare qualcosa di concreto, iniziate una campagna di sterilizzazioni, di vaccinazioni, di cure, cercate un posto consone alle esigenze di queste povere vittime della negligenza e della cattiveria umana e nel frattempo non lasciate che muoiano di fame, finanziate volontari che si occupino di sfamarli invece di ostacolarli”.

Potrebbero interessarvi:

Cosa puoi fare tu: DENUNCIARE

Chiunque notasse qualcosa di strano (ad esempio qualcuno che lascia polpette o cibo sospetto per strada) deve immediatamente denunciare l’accaduto alle Forze dell’ordine, è poi possibile FIRMARE LA PETIZIONE (CLICCA QUI) o per chi fosse nella zona, partecipare alla manifestazione domenica 25 febbraio alle ore 15.00 #Sciacca Febbraio 2018.

 

Dominella Trunfio

Timballo di pasta e broccoli

GreenMe -

Published in: Ricette

Ottimo appena sfornato, è possibile consumarlo anche a temperatura ambiente. Per una versione cruelty free del nostro timballo di pasta e broccoli è possibile sostituire il formaggio vegetale con del lievito in scaglie.

Ingredienti
  • 1 Kg di broccoli
  • 320 gr di pasta
  • 2 spicchi d'aglio
  • 100 gr di grana vegetale grattugiato
  • olio evo q.b
  • sale q.b.
  • grana vegetale aggiuntivo q.b.
googletag.cmd.push(function() { googletag.display('div-gpt-ad-1498149132762-1'); });
  • Tempo Preparazione:
    60 minuti circa
  • Tempo Cottura:
    25 minuti
  • Tempo Riposo:
    -
  • Dosi:
    per 4 persone
  • Difficoltà:
    bassa
Come preparare il timballo di pasta e broccoli: procedimento

 

  • Lavare i broccoli, dividerli in cimette e lessarli in acqua bollente salata fin quando non si infilzeranno facilmente con una forchetta,
  • nel frattempo mettere in una padella molto capiente l'olio e gli spicchi d'aglio sbucciati,
  • quando i broccoli saranno cotti toglierli dall'acqua con una schiumarola e metterli nella padella,
  • nell'acqua di cottura dei broccoli cuocere ora la pasta e nel frattempo ripassare i broccoli schiacciandoli formando quasi una purea.
  • Quando la pasta sarà quasi al dente scolarla e condirla insieme ai broccoli e al formaggio,
  • mettere il tutto in una pirofila leggermente unta d'olio,
  • cospargere in superficie con altro formaggio e cuocere in forno caldo a 180° per circa ventincinque minuti o comunque fin quando in superficie non si formerà una deliziosa crosticina.
  • A cottura ultimata sfornare e servire il timballo di pasta e broccoli sia caldo che tiepido.
Come conservare il timballo di pasta e broccoli:

Il timballo di pasta e broccoli, qualora dovesse avanzare, potrà essere conservato in frigorifero in appositi contenitori ermetici per un paio di giorni.

Potrebbero interessarti anche altre ricette con i broccoli, altre ricette di pasta al forno o la ricetta del timballo di melanzane

Ilaria Zizza

Festa del gatto: oggi una carezza in più per la giornata dei mici

GreenMe -

Published in: Cani, Gatti & co.

Come è nata l'idea di una giornata ad hoc? Nel 1990 la signora Oriella del Col, rispose a un referdum indetto dalla gionalista Claudia Angeletti per scegliere il giorno da dedicare all'amato felino sulla rivista Tuttogatto.

Propose come data simbolica proprio il 17 febbraio per varie motivazioni, come spiega anche Wikipedia. Febbraio è il mese del segno zodiacale dell'Acquario, spiriti liberi ed anticonformisti proprio come i gatti, ed è definito popolarmente "il mese dei gatti e delle streghe".

L''anagramma del numero romano 17, che da XVII si trasforma in "VIXI", ovvero "sono vissuto", di conseguenza "sono morto", ha dato a questa data la sua cattiva fama. Ma non è così per il gatto che, per leggenda, vanta la possibilità di vivere altre vite. Il 17 diventa quindi "1 vita per 7 volte".

Ecco perché festeggiamo oggi.

E come celebrare i nostri mici se non facendoci stringere il cuore da questi birboni? Indipendenti, dolci, ribelli, dispettosi, vanitosi. In una sola parola: gatti. Amarli è facile!

Li amano i conigli:

via GIPHY

Due è meglio di uno:

via GIPHY

Tutte coccole e orsacchiotti...

via GIPHY

Fanno impazzire persino i procioni!

via GIPHY

Leggi anche:

Scoprite come far stare bene e rendere più felici i nostri amici gatti con il nostro libro Mettici lo zampino

Roberta Ragni

Photo Credit

 

Il mais OGM è sicuro: il nuovo studio italiano. Ma è davvero così?

GreenMe -

Published in: Agricoltura

"La coltivazione di mais transgenico presenta produzioni superiori, contribuisce a ridurre la presenza di insetti dannosi e contiene percentuali inferiori di sostanze tossiche che contaminano gli alimenti e i mangimi animali" sostengono i ricercatori, coordinati da Laura Ercoli, docente di Agronomia e Coltivazioni Erbacee all’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna.

L'indagine riguarda gli effetti della coltivazione di mais transgenico e ha preso in esame 21 anni di coltivazione mondiale, tra il 1996, l'anno di inizio della coltivazione al 2016. Dai risultati è emerso che il mais transgenico non sarebbe rischioso per la salute umana, animale e per l'ambiente.

I dati

Per la ricerca, sono stati raccolti i risultati di precedenti studi condotti negli Stati Uniti, in Europa, Sud America, Asia, Africa e Australia. Sono state paragonate le varietà transgeniche con le parentali non transgeniche.

La meta-analisi è stata condotta su 11.699 osservazioni riguardanti le produzioni, la qualità della granella (incluso il contenuto in micotossine), l’effetto sugli insetti target e non-target, i cicli biogeochimici come contenuto di lignina negli stocchi e nelle foglie, perdite di peso della biomassa, emissione di CO2 dal suolo.

Spiegano gli scienziati che la ricerca "dimostra, in maniera decisa, che il mais transgenico è notevolmente più produttivo (5,6-24,5%), non ha effetto sugli organismi non-target (cioè non bersagli della modificazione genetica), tranne la naturale diminuzione del “Braconide parassitoide” dell’insetto dannoso target “Ostrinia nubilalis” e contiene concentrazioni minori di micotossine (-28,8%) e fumonisine (-30,6%) nella granella, ovvero nei chicchi del mais".

Le reazioni

Esulta il mondo dei sostenitori degli Ogm a partire dall'agricoltore Giorgio Fidenato, pioniere dei campi di mais ogm in Italia. Fidenato annuncia che farà causa allo stato:

“Devo sentire gli avvocati, ci aggiorneremo. Ma davanti a questa ennesima dimostrazione scientifica della bontà delle colture transgeniche, lo stato italiano si mostra ancora in contraddizione: mi impedisce di seminare un prodotto che è dichiarato più salubre di altri. Per questo lo considero un attentato alla mia salute e intendo fare causa. Come c’è la responsabilità civile per i giudici, credo che anche i politici debbano essere responsabili per le scelte che attuano”.

Non sono dello stesso avviso i Verdi:

“Gli OGM non farebbero male alla salute? Certamente fanno malissimo alla biodiversità e alla tutela dei prodotti tipici del nostro Paese e del Pianeta” scrivono in una nota i coordinatori dei Verdi e fondatori della Lista Insieme Angelo Bonelli e Gianluca Carrabs.

Precisano i Verdi che solo 4 multinazionali controllano circa il 65% del mercato delle sementi, le le stesse che controllano a loro volta il mercato dei pesticidi, dei farmaci e dei marchi alimentari.

Dario Dongo, autore del libro Ogm, la grande truffa e avvocato esperto di diritto alimentare, osserva che nel lavoro dei ricercatori di Pisa mancano informazioni essenziali per ipotizzare l’utilità delle colture di mais Ogm.

“Nessuno studio è stato considerato per l’impatto sulla biodiversità e le emissioni di Co2 del sistema produttivo biotech. Inoltre solo il 6% degli studi valutati sono stati eseguiti in Sudamerica, dove gli Ogm rappresentano la quasi totalità delle coltivazioni di soia e mais. Mentre il 74% delle ricerche condotte proviene dal Nord America, nella quasi totalità dagli Stati Uniti, dove è basata Monsanto, già distintasi per avere manipolato i dati della ricerca scientifica al preciso scopo di rappresentare una realtà – in termini di rese e di contenimento dei pericoli – diversa da quella effettiva (i cosiddetti ‘Monsanto Papers‘)”.

Le nostre perplessità

Secondo un'indagine di Coldiretti, quasi 7 cittadini su 10 (69%) considerano gli alimenti con OGM meno salutari di quelli tradizionali, l’81% non mangerebbe mai carne e latte proveniente da animali clonati o modificati geneticamente.

La ricerca ha avuto il merito di mostrare che il rendimento fosse maggiore ma questo in fondo era già noto. Nonostante lo studio voglia proprorsi come risposta ai dubbi sulla pericolosità degli OGM, a noi la perplessità rimane. Ad esempio, è stata condotta un'analisi della resa sul lungo tempo nello stesso terreno?

Sono stati presi in esame gli effetti sulle api impollinatrici? Numerosi studi infatti hanno messo in correlazione la loro morìa con l'uso di pesticidi. Non dimentichiamo infatti che la coltivazione di OGM è strettamente collegata all'impiego massivo di pesticidi e favorisce le monocolture delle multinazionali, danneggiando i piccoli contadini, costretti ogni anno a ricomprare le sementi, e l'agricoltura biologica, per via delle ibridazioni dei terreni circostanti.

Attualmente nel mondo solo poche multinazionali controllano la maggior parte del mercato dei semi e sono le stesse che distribuiscono pesticidi, strettamente collegate alle lobby chimiche e farmaceutiche.

Inoltre, lo studio giunge alla conclusione che vi sia una diminuzione delle micotossine e fumonisine, sostanze contaminanti contenute negli alimenti e nei mangimi e responsabili di fenomeni di tossicità acuta e cronica. Ma è stata condotta la stessa analisi anche su eventuali tracce nel mais OGM di glifosato, il discusso pesticida utilizzato in questi tipo di coltivazione e da più parti ritenuto cancerogeno?

Non solo. In un analogo studio lungo 14 anni condotto sia sul mais che sulla soia era emerso che gli agricoltori che avevano piantato semi ogm di soia avevano utilizzato il 28% di diserbanti in più rispetto agli altri.Secondo gli autori dello studio, ciò era dovuto alla proliferazione di erbacce resistenti al glifosato.

Al di la del fatto che siano o meno pericolosi, ciò che davvero occorre chiedersi è la reale necessità di coltivare gli OGM quando l'agricoltura biologica offre già numerose soluzioni sicuramente meno invasive e impattanti. Senza contare che il nuovo studio ha riguardato solo il mais, non gli altri OGM.

LEGGI anche:

Preso per buono che non ci sia di nuovo lo zampino di Monsanto, le conclusioni a cui sono arrivati non rispondono comunque alle domande sugli impatti per la biodiversità, lo sfruttamento del suolo e dei contadini, oltre ai residui di fitofarmaci e glifosato nel prodotto finale

La ricerca è stata pubblicata su Scientific Reports.

Francesca Mancuso

Parma è la nuova Capitale Italiana della Cultura 2020

GreenMe -

Published in: Città

Parma, che nel 2015 aveva già ricevuto il riconoscimento di "Città creativa UNESCO per la Gastronomia", ha sbaragliato la concorrenza ed è stata designata dalla Giuria presieduta da Stefano Baia Curioni e annunciata oggi dal ministro di beni culturali e turismo, Dario Franceschini.

A portarla alla vittoria sono stati soprattutto i sette distretti socio-culturali, dislocati in diverse aree della città, che diventano spazi di creatività, riflessione, rigenerazione e innovazione.

"Una Parma nuova che sta nascendo offre alla Parma storica e ai suoi palinsesti temporali l’occasione di vivere dentro l’oggi, in una città multiculturale che costruisce giorno per giorno la sua contemporaneità. Trentadue progetti stretti attorno al claim della candidatura – La cultura batte tempo – e ad un ambizioso progetto pilota", si legge sul sito del ministero.

Trentadue sfide divise in produzioni, cantieri, esposizioni e rassegne, costruite insieme a tutte le istituzioni, le associazioni e le forze nazionali e europee di Parma e del territorio che la circonda, in una sinergia virtuosa tra pubblico e privato resa stabile a partire da questa candidatura. Trasformare lo spazio significa rigenerare il tempo che quello spazio produce, significa mettere in gioco una visione di città trasversale ai vari ambiti: dalla cultura all’urbanistica, dal sociale al turismo, dall’ambiente agli educativi e alle pari opportunità.

Parma 2020, quindi, è una città intera, capace di fare impresa e di presentare un modello culturale a più voci e al contempo unitario, che dovrà guidarla da subito e negli anni a venire.

Una città da visitare almeno una volta nella vita, ricca di monumenti importanti, dal duomo al battistero, di chiese storiche, teatri e una ottima cucina tradizionale.

Leggi anche: Labirinto della Masone: è il più grande del mondo e si trova in Italia

"Ce l’abbiamo fatta! Ora posso davvero dirlo: è stato un lavoro corale, intenso, difficile, appassionato e incessante. Un grande lavoro che ha compiuto insieme tutta la città. Nessuno escluso, e quando Parma resta unita non la batte nessuno. Nessuno", commenta con grande entusiasmo il sindaco Federico Pizzarotti. Una città che ha marciato compatta donando tutte le sue energie e le sue forze per ottenere questo importante riconoscimento, giorno e notte impegnata su questa sfida. Se mi guardo indietro pensando all’inizio, al 2012, mi viene da pensare questo: che cammino incredibile che ha fatto la nostra città!".

Yogurt: mangiarlo spesso riduce il rischio di infarto e malattie cardiovascolari

GreenMe -

Published in: Alimentazione & Salute

Lo studio, pubblicato sull’American Journal of Hypertension, ha analizzato un vasto campione di persone (55 mila donne tra i 30 e i 55 anni e 18 mila uomini dai 40 ai 75 anni) tutte ipertese ovvero con pressione sanguigna alta. I partecipanti sono stati seguiti nell’arco di 30 anni. 

Analizzando i dati raccolti sulle abitudini alimentari del campione monitorato e confrontandoli con gli eventi cardiovascolari incorsi alle varie persone, gli esperti si sono accorti che chi mangiava spesso yogurt aveva un rischio minore del 30% di trovarsi alle prese con infarto, ictus e altri problemi legati alla salute del cuore. Il 30% si riferiva però alle donne mentre il rischio si abbassava del 19% nel caso degli uomini.

Comunque, sia gli uomini che le donne che consumavano un numero maggiore alle due porzioni di yogurt alla settimana riscontravano un rischio inferiore del 20% di sviluppare una malattia coronarica importante durante il periodo di monitoraggio.

Ma perché questo effetto benefico dello yogurt?

Ha provato a rispondere Justin Buendia, autore principale dello studio:

“Abbiamo ipotizzato che l'assunzione di yogurt a lungo termine potesse ridurre il rischio di problemi cardiovascolari poiché alcuni piccoli studi precedenti avevano mostrato effetti benefici dai latticini fermentati. In questo lavoro abbiamo studiato una grande coorte di uomini e donne ipertesi, che sono stati seguiti per 30 anni. I risultati forniscono nuove importanti prove che lo yogurt può portare benefici alla salute del cuore, da solo o come parte integrante di una dieta ricca di fibre, frutta, verdura e cereali integrali” .

C’è da dire che questa non è la prima ricerca che mette in luce i benefici dello yogurt sulla salute del cuore. Una revisione di studi effettuata qualche anno fa aveva infatti mostrato come il consumo regolare di probiotici, ad esempio quelli contenuti nello yogurt, aiuta a tenere a bada la pressione sanguigna. 

Ma se davvero il segreto dell’effetto benefico dello yogurt sta nella fermentazione, forse potrebbe ottenere lo stesso effetto protettivo anche chi consuma altri cibi o bevande di questo tipo (scoprite quali sono i principali alimenti fermentati). 

Sullo yogurt potrebbe interessarti anche:

Francesca Biagioli

Nell’era della sharing economy anche i giardini diventano in condivisione

GreenMe -

Published in: Orto & Giardino

Vi avevamo già parlato dell'esperienza del garden sharing che permette di affittare o mettere a disposizione il giardino di casa per montare la tenda o il camper, ma arriva da Bologna l'idea di condividerlo per organizzare feste o pomeriggi di svago. A lanciarla tre giovani studenti di Informatica per il Management all’Alma Mater di Bologna che hanno messo su una start-up per creare un collegamento tra chi cerca uno spazio per una giornata particolare e chi lo possiede e magari non lo usa.

Obiettivo? Accontentare tutti nell’ottica del risparmio per chi cerca un giardino e di un piccolo guadagno per chi lo possiede.

Ed è così che Andrea Filippini, 26 anni, Matteo Manservisi, 23 anni, e Vincenzo Menni, anni l’informatico di professione, Daniele Parazza, 23 anni, con la loro nuova piattaforma Affitto Giardino mettono in contatto i proprietari di giardini – un po’ come fa Airbnb – e permettono di condividere giardini.

Cavalcando la sharing economy, si può condividere o affittare il giardino cercando proprietari che desiderino mettere a reddito un giardino inutilizzato, di ammortizzare i costi di manutenzione di una piscina o, perché no, arrotondare le entrate familiari.

Ovviamente, sarà l’host – ossia il proprietario dello spazio – a decidere cosa è possibile fare, quanta gente può entrare (opinioni e commenti sono tutti trasparenti) e cosa mettere a disposizione.

Avanti tutt* allora! La condivisione degli spazi verdi è un bellissimo primo passo verso un stile di vita green e offrire uno spazio libero che non si sa come sfruttare è l’occasione buona per comprendere il valore vero di una sharing economy a tutto tondo.

Per maggiori info www.affittogiardino.it

Germana Carillo

Sedano: proprietà, calorie, usi e ricette

GreenMe -

Published in: Altri alimenti

{index ordered="false"}

Il sedano (Apium graveolens) è una pianta erbacea biennale che cresce spontanea, ma è anche coltivata nell’area mediterranea e soprattutto nel nostro paese in quanto tipica della tradizione culinaria italiana. Di solito si utilizzano i gambi, ma in realtà la pianta è tutta commestibile e si possono usare anche i semi, le radici e i frutti.

Benefici del sedano

Il sedano vanta davvero molte proprietà tra cui il potere diuretico, lassativo, tonico ed espettorante. E’ ricco in flavonoidi, vitamine e sali minerali, sostanze che rafforzano le difese del nostro organismo e ne migliorano il metabolismo.

Vediamo i benefici che offre uno ad uno:

  • Diuretico: si tratta di un vegetale che ci aiuta ad eliminare le tossine del corpo tramite la diuresi. Mangiarlo con regolarità, dunque, favorisce il detox ed elimina i ristagni di liquidi.
  • Antinfiammatorio: grazie ai suoi principi attivi possiamo considerare il sedano un rimedio naturale antinfiammatorio.
  • Favorisce la perdita di peso: grazie alle doti diuretiche, disintossicanti e antinfiammatorie, il sedano può aiutare chi deve buttare giù qualche chilo di troppo. Tra l’altro contiene molte fibre ed è dotato di un effetto lassativo naturale utile a sgonfiare.
  • Remineralizzante: si tratta di un ortaggio ricco in potassio, fosforo, vitamine B e C, sodio e calcio. Consumarlo crudo quotidianamente, ad esempio come spuntino, ci fornisce una buona dose di queste sostanze.
  • Favorisce la digestione: il sedano può aiutare ad aumentare la produzione di saliva e succhi gastrici. Per questo motivo stimola l'appetito e migliora la digestione favorendo contemporaneamente la peristalsi intestinale.
  • Elimina i gas intestinali: dato l’effetto benefico sul sistema gastrointestinale, il sedano si rivela utile anche per eliminare i gas intestinali che possono generare dolori e crampi addominali.
  • Espettorante: il sedano ha proprietà espettoranti aiuta dunque a contrastare tutti quei disturbi in cui vi è muco e catarro: raffreddore, bronchite, ecc.
  • Rinforza il sistema immunitario: grazie all’alto contenuto in antiossidanti, il sedano contribuisce a sostenere le difese del nostro organismo.
  • Pelle più sana: grazie ad alcune sostanze contenute nel sedano, le furanocumarine, questo ortaggio protegge la pelle e stimola la pigmentazione.

Date tutte queste proprietà il sedano può diventare un rimedio naturale utile in caso di:

Calorie e valori nutrizionali

Il sedano è un ortaggio ipocalorico che non contiene grassi o colesterolo. Consumato crudo nel quantitativo di 100 grammi apporta solo circa 20 calorie. Per quanto riguarda i valori nutrizionali fate riferimento al seguente schema:

Parte edibile (%): 80
Acqua (g): 88.3
Proteine (g): 2.3
Lipidi(g): 0.2
Colesterolo (mg): 0
Carboidrati disponibili (g): 2.4
Amido (g): 0.2
Zuccheri solubili (g): 2.2
Fibra totale (g): 1.6
Fibra solubile (g): 0.18
Fibra insolubile (g): 1.41
Alcol (g): 0
Energia (kcal): 20
Energia (kJ): 84
Sodio (mg): 140
Potassio (mg): 280
Ferro (mg): 0.5
Calcio (mg): 31
Fosforo (mg): 45
Magnesio (mg): 16
Zinco (mg): 1.24
Rame (mg): 0.11
Selenio (µg): 3
Tiamina (mg): 0.06
Riboflavina (mg): 0.19
Niacina (mg): 0.2
Vitamina A retinolo eq. (µg): 207
Vitamina C (mg): 32

Infuso di sedano depurativo e detox

Con il sedano si può preparare un infuso dal potere depurativo. Occorrono 20 grammi di sedano (si possono usare anche le foglie oltre che il gambo) tagliato a piccoli pezzetti da porre in una tazza di acqua bollente. L’infuso va lasciato riposare per circa 10 minuti prima di filtrare e bere.

Sedano, usi in cucina

Questo ortaggio viene utilizzato nella preparazione di zuppe, vellutate, minestroni, insalate e moltissimi altri piatti. Ottimo anche all’interno di centrifugati ed estratti dal potere diuretico e detox abbinato sempre ad altri ortaggi, ad esempio le carote o gli spinaci, o frutta come le mele.

Si può consumare anche crudo così come è per un sano spuntino di metà mattina o metà pomeriggio semplicemente lavato e tagliato oppure con in gambo intero da condire con olio extravergine d’oliva in pinzimonio. Naturalmente in questo modo si conservano meglio tutte le sue proprietà benefiche.

Se si preferisce cotto, si può preparare in padella o al forno. Naturalmente è perfetto anche per realizzare soffritti adatti a varie ricette o per realizzare un dado vegetale fatto in casa.

Per avere sempre a disposizione sedano fresco potete coltivarlo voi stessi in giardino o sul balcone, piantarlo è davvero molto semplice dato che si può usare direttamente il gambo. 

Sale di sedano e altre ricette

Il sale di sedano è una ricetta sfiziosa grazie alla quale si può realizzare un condimento esclusivamente a base di sedano essiccato. Un modo originale per insaporire i propri piatti preferiti evitando l’uso di sale. 

Questo sale (che in realtà sale non è) è molto diffuso negli Stati Uniti e si presta bene ad aromatizzare riso, pasta, vellutate, zuppe e minestroni ma anche polpettine o hamburger vegetali.

Per altre ricette dove è presente il sedano leggi anche:

Sedano biologico

Vi consigliamo di acquistare sempre sedano biologico dato che si tratta di uno degli ortaggi che, se coltivato tradizionalmente, è più ricco di pesticidi. Soprattutto se volete utilizzarlo a scopo depurativo o curativo è molto importante dunque che si tratti di gambi di sedano e foglie non trattate.


Francesca Biagioli

Parco di Tepilora: la straordinaria Riserva della Biosfera Unesco della Sardegna

GreenMe -

Published in: Sardegna


Il programma scientifico avviato dall’Unesco nel 1971 racchiude l’elenco delle cosiddette Riserve della Biosfera, ovvero luoghi che si contraddistinguono per la sostenibilità ambientale e per la biodiversità che racchiudono. Come sappiamo l’Italia è il Paese che ha il numero più alto di siti Unesco, ben 53 sui 1073 totali, mentre le riserve MAB sono in tutto 669, di cui 15 si trovano proprio nel nostro Paese.

Tra queste c’è appunto, il Parco Naturale Regionale dell'Oasi di Tepilora Rio Posada e Montalbo che si trova su diciassette comuni sardi situati nella zona centro orientale. Qui il territorio è intrecciato tra mare e colline, ci sono picchi e altopiani che aprono uno scenario suggestivo lungo la costa.

Ma non solo tra le tante diversità paesaggistiche ci sono anche le rocce vulcaniche, metamorfiche e sedimentarie dove convivono diverse specie di anfibi, rettili e invertebrati. Al suo interno ci sono poi il Parco geominerario storico e ambientale della Sardegna (Geopark Unesco) e il Canto a Tenore della Cultura Pastorale Sarda (patrimonio immateriale) che testimoniano la ricchezza culturale e la tipicità delle tradizioni.

 

Nel Parco geominerario in particolare è possibile trovare tanta vegetazione: aceri, agrifogli, tassi, frassini e via dicendo. Tra i fiori le margherite, la pratolina e splendide orchidee.

Ancora, nelle otto aree sono presenti quasi tutte le specie faunistiche della Sardegna come l’euprotto sardo e il geotritone. Qui c’è la possibilità di fare escursioni e di visitare le ex strutture minerarie in stile liberty.

 

Un'altra bellissima Riserva della biosfera:

Ecco perché è fondamentale preservare tutte queste zone e favorire il processo di sviluppo sostenibile all’interno della popolazione locale, promuovendo le attività tradizionali come agricoltura e artigianato e rafforzando la consapevolezza della necessità di conservare la biodiversità naturale, la qualità dell’acqua, degli habitat e delle specie, la diversità culturale, archeologica e di paesaggio.

Per maggiori informazioni clicca qui

Dominella Trunfio

Foto

Foto cover

Istituito il Parco nazionale Yaguas: il Perù protegge una delle ultime foreste intatte della Terra

GreenMe -

Published in: Natura & Biodiversità

Buone notizie dall'altra parte del mondo. Le remote foreste pluviali situate nella parte nordorientale del Perù, quasi ai confini con la Colombia, saranno protette, messe al riparo dallo sviluppo selvaggio e dal taglio degli alberi in nome degli interessi economici.

Si tratta di un'area così vasta che le nuvole che si formano al di sopra possono influenzare addirittura le piogge negli Stati Uniti occidentali. La regione ospita specie, in particolare pesci insoliti, che sono diversi da tutti gli altri presenti sulla Terra.

Nelle pianure amazzoniche del Parco nazionale di Yaguas, confluisono diversi tipi di fiumi che a loro volta ospitano forme distinte di vita acquatica, che si mescolano durante la stagione delle piogge. Questo insolito cocktail di acque fluviali produce biodiversità; più di 300 specie di pesci si sono adattate alla vita della foresta.

"Questo è un luogo dove la foresta si estende fino all'orizzonte", ha detto Corine Vriesendorp, ecologa di conservazione al Field Museum di Chicago, una delle molte organizzazioni che hanno lavorato per ottenere la designazione del parco nazionale, il più alto livello di protezione del Perù. "Questa è una delle ultime grandi foreste intatte del mondo."

Gli scienziati che studiano la fauna e la flora della zona potranno dunque acquisire informazioni sui processi evolutivi, sulla salute ecologica e sulla storia geologica dell'Amazzonia, per cercare di tutelarla il più possibile.

In Perù e altrove, i leader politici, sostenuti da forti iniziative della società civile, stanno riconoscendo gli effetti dei cambiamenti climatici e la necessità di mitigarli. Per questo, stanno mettendo da parte gli interessi economici in nome degli impegni presi nell'ambito dell'accordo sul clima di Parigi. A sostenerli anche gli indigeni, che finalmente vedono riconosciuti i loro diritti sulle terre ancestrali.

Più di 1.000 persone, appartenenti ad almeno sei gruppi indigeni differenti, vivono in un tratto di 200 km, lungo i fiumi Yaguas e Putumayo. Per loro, questo posto è "sachamama", una parola quechua che significa "madre giungla", il cuore sacro dell'area, in cui vivono la flora e la fauna da cui gli indigeni dipendono.

Questi ultimi sono i discendenti dei pochi sopravvissuti alla schiavitù, alla tortura e al genocidio in nome dell'industria e del progresso. Per questo, l'istituzione del parco da parte del Perù per loro è una grande vittoria, in un certo senso una rivincita.

Negli ultimi due decenni, le federazioni indigene che vivono nei dintorni di Yaguas hanno lavorato per proteggere la terra educandoo scienziati e conservazionisti sulla sua geografia e sulla sua biologia. Alla fine, sono riusciti a convincere addirittura il governo del fatto che quelle terre meritassero di essere salvate.

"Questo livello di protezione fornito dalla categorizzazione del Parco Nazionale Yaguas rafforza i meccanismi di controllo contro le attività illecite come l'estrazione mineraria e il disboscamento illegale, preservando l'importante patrimonio naturale che possiede" spiega il Ministero dell'ambiente peruviano.

LEGGI anche:

Il nuovo parco del Perù si unisce a una rete di parchi e riserve create di recente per preservare il territorio dei paesi sudamericani, tra cui l'Ecuador, il Cile e la Colombia.

Francesca Mancuso

Foto

Fatturazione mensile telefonia: recesso, tempi e penali, operatore per operatore

GreenMe -

Published in: Consumare

La commissione Bilancio del Senato, che ha esaminato il decreto legge Fisco, ha approvato l’emendamento Pd che pone fine alla fatturazione a 28 giorni nel caso di “imprese telefoniche, televisive e per servizi di comunicazione elettronica”. Con l’entrata in vigore della L. 172/17, quindi, è stata reintrodotta la periodicità di fatturazione su base mensile.

Per capire come cambieranno le cose dal prossimo marzo/aprile, dobbiamo fare un passo indietro e spiegare il quadro della situazione. In principio, la quasi totalità degli operatori aveva imposto ai propri clienti una periodicità di fatturazione ogni 28 giorni/4 settimane con un aumento delle tariffe pari all’8,6%, un escamotage, secondo l’Adoc, che ha fortemente penalizzato gli utenti.

Nonostante le sanzioni imposte dall’Agcom è servita una sentenza del Tar del Lazio a confermare l’illegittimità delle bollette a 28 giorni.

“Lo stesso Tar ha però sospeso i rimborsi automatici annunciati sulle prime fatture mensili a partire da aprile 2018 che avrebbero dovuto restituire ai consumatori quanto pagato in più, proprio a causa delle bollette calcolate su 4 settimane. Occorrerà attendere l’udienza di merito prevista il prossimo 31 ottobre 2018 per la decisione definitiva”, spiega l’Adoc.

Era stata la stessa associazione a denunciare più volte ‘la scorrettezza dei comportamenti messi in atto dagli operatori, sottolineando la scarsa trasparenza, gli aumenti camuffati e le carenze di un mercato sostanzialmente senza concorrenza”.

Adesso la nuova fatturazione pone una maggiore trasparenza sull’operato delle aziende telefoniche, ma cosa comporta in termini di aumenti delle tariffe, dei tempi per l’esercizio del diritto di recesso e della rimodulazione delle soglie?

L’Adoc ha condotto un’analisi delle decisioni assunte dai principali operatori, evidenziando le date previste per il ritorno alla fatturazione mensile, gli eventuali aumenti e i cambiamenti alle soglie di traffico e le modalità per l’esercizio del diritto di recesso, oltre che la disciplina relativa all’acquisto di un dispositivo a rate.

SINTESI CAMBIAMENTI CON RITORNO A FATTURAZIONE MENSILE

Tempi duri per i consumatori:

Secondo Adoc, quindi, in merito agli aumenti, solo Poste Mobile, Tiscali e Kena Mobile non prevedono un rialzo delle tariffe con il cambio di periodicità delle offerte, mentre Tim, Vodafone, Fastweb e Wind Tre prevedono un rincaro dell'8,6%.

Oltre l'aumento, Fastweb e Vodafone non rimoduleranno la soglia di traffico voce e dati, per cui a parità di costi il cliente avrà una riduzione dei minuti, degli SMS e dei GB di navigazione utilizzabili. Tim e Wind Tre, al contrario, aggiusteranno l'offerta di traffico proporzionalmente. Va sottolineato il caso di Coop Voce, che non ha mai modificato la periodicità delle offerte.

Dominella Trunfio

Scolopendra: come riconoscerla e cosa fare in caso di morso del millepiedi velenoso

GreenMe -

Published in: Salute & Benessere

Del genere Scolopendra fanno parte circa 85 specie e sottospecie. Quella che più potremmo “conoscere” da vicino è la Scolopendra cingulata, la più importante specie europea. Notturna e solitaria, la scolopendra si nutre prevalentemente di adulti e di larve di insetti e la si trova per lo più in zone ombreggiate come le parti inferiori dei sassi e sotto le foglie morte, nelle grotte e nelle foreste. Ma non è detto che non faccia una capatina anche in casa nostra.

In quest’ultimo caso, se proviamo a catturarla potrebbe reagisce con prontezza pungendo l’aggressore con le forcipule velenifere o con l’ultimo paio di zampe, che hanno un’unghia acuminata.

Cos’è la scolopendra e come riconoscerla

Innanzitutto, va detto che la scolopendra – piuttosto longeva – non è pericolosa per noi, ma la puntura è dolorosa e provoca gonfiore. Le scolopendre sono chilopodi (quelli che usualmente sono chiamati “Centopiedi”, cioè artropodi terrestri con corpo allungato distinto in capo e tronco). Hanno corporatura robusta e colori brillanti e possiedono una ventina di segmenti.

Quella più comune in Italia è la Scolopendra cingulata, che può arrivare anche a 17 centimetri di lunghezza e a 15 millimetri di larghezza, con 21 paia di zampe tutte prensili e dotate di un artiglio acuminato all’estremità. Ha un colore che va dal giallo al bruno all’oliva, si nutre di adulti e larve di insetti e vive sotto le pietre e nei terreni non troppo secchi.

In Italia si può trovare anche la Scolopendra oraniensis, più piccola, mentre in America centrale esistono scolopendre lunghe fino a 30 centimetri.

Tutte le specie hanno il corpo diviso in segmenti e ogni segmento ha un paio di zampe. La testa è piccola e piatta e ha due antenne molto mobili rivestite da gran numero di peli sensibili che danno loro un aspetto vellutato. Gli occhi sono semplici e 4 per lato.

Una caratteristica comune ai chilopodi sono i maxillopodi o forcipule. Ovvero, le zampe del primo paio si sono evolute in zampe forti, ricurve con tanto di punte acuminate attraversate da un canalicolo collegato alle ghiandole del veleno. E con queste che la scolopendra morde stringendole a mo’ di tenaglia, ma morde soltanto se viene afferrata con le dita o se si trovano strette.

Attenzione, quindi, se trovate una scolopendra, dal momento che è uno degli artropodi più velenosi d’Italia, dopo i ragni Latrodectus ( la malmignatta) e Loxosceles (il ragno violino) - Fonte. Il veleno è tossico e molto efficace nei confronti delle prede di cui provoca la morte in pochi secondi e può uccidere anche piccoli vertebrati che tentano di farne preda.

In seguito a un morso, l’essere umano accusa un intenso dolore che può durare anche giorni, ma senza gravi conseguenze.

Cosa fare in caso di morso di scolopendra

Il veleno della scolopendra contiene acetilcolina, istamina e serotonina ed è tossico anche per l’uomo.

Il dolore intenso è senza dubbio un primo sintomo. Ma, in seguito a un morso potrebbero verificarsi anche:

  • infiammazione e gonfiore
  • gonfiore
  • necrosi superficiale della zona interessata che cessa dopo poche ore
  • febbre
  • debolezza
  • sudorazione abbondante

Il veleno è comunque non è così potente da provocare morte.

Se si è morsi da una scolopendra, è utile posizionare un cubetto di ghiaccio avvolto in un panno direttamente sul morso ed eliminare le secrezioni tossiche rilasciate dal millepiedi con abbondante acqua e sapone. Nel caso di una reazione cutanea, potrebbe servire una crema analgesica e decongestionante. Le lesioni agli occhi devono essere irrigate immediatamente. Magari confrontatevi con un medico.

Leggi anche:

Germana Carillo

I detersivi e i prodotti per la casa inquinano l'aria quanto le auto, lo studio

GreenMe -

Published in: Detergenza

Una notizia che potrebbe stupire visto che solitamente quando si associano inquinamento e detersivi si pensa alle acque, ma anche l'aria viene sporcata dai detergenti che si usano per pulire le nostre case.

Secondo lo studio, anche se in rapporto si usa molto più carburante rispetto ai composti a base di petrolio dei prodotti chimici, circa 15 volte di più in termini di peso, i prodotti per la casa contribuiscono all'inquinamento atmosferico tanto quanto il settore dei trasporti.

Considerando le particelle generate dai prodotti chimici, in questo caso le emissioni sono addirittura il doppio di quelle del settore dei trasporti.

"Man mano che i trasporti diventano più puliti, quelle altre fonti diventano sempre più importanti", ha spiegato l'autore principale della ricerca Brian McDonald. "Le cose che usiamo nella nostra vita quotidiana possono avere un impatto sull'inquinamento atmosferico".

Per la nuova valutazione, gli scienziati si sono concentrati su composti organici volatili o VOC. Questi ultimi possono diffondersi nell'atmosfera e reagire producendo ozono o particolato.

Negli ultimi anni, vari paesi e le case automobilistiche hanno apportato modifiche che limitano l'inquinamento legato ai veicoli a motore. Così McDonald e i suoi colleghi hanno riesaminato le fonti di inquinamento atmosferico classificando le recenti statistiche sulla produzione chimica compilate dalle industrie e dalle agenzie di regolamentazione americane, effettuando misurazioni dettagliate delle sostanze present niell'aria di Los Angeles e valutando anche la qualità dell'aria negli ambienti interni.

Hanno così scoperto che negli Stati Uniti la quantità di VOC emessi dai prodotti industriali e di consumo è in realtà due o tre volte superiore a quella stimata dagli attuali studi sul'inquinamento atmosferico, che sovrastimano anche le fonti veicolari. Ad esempio, l'Environmental Protection Agency stima che circa il 75% delle emissioni di VOC fossile (in termini di peso) proviene da fonti di carburante e circa il 25% da prodotti chimici. Il nuovo studio, con la sua valutazione dettagliata delle statistiche sull'uso di sostanze chimiche aggiornate e su dati atmosferici precedentemente non disponibili, avvicina questa divisione al 50-50.

"La benzina è immagazzinata in contenitori chiusi, si spera, a tenuta d'aria, e i VOC della benzina sono bruciati per produrre energia", ha detto Jessica Gilman, co-autrice. "Ma i prodotti chimici volatili utilizzati nei comuni solventi e prodotti per la cura della casa e della persona sono letteralmente progettati per evaporare. Indossi profumo o usi prodotti profumati in modo che tu o il tuo vicino possiate goderne l'aroma. Non lo fai con la benzina".

Il nuovo studio rivela quindi che se da una parte si cerca di limitare la produzione di emissioni inquinanti dalle auto, dall'altra non si fa lo stesso coi prodotti di consumo.

LEGGI anche:

Dentro casa è anche peggio. Le concentrazioni sono spesso 10 volte superiori negli spazi interni che in quelli esterni. Scegliamo quindi detersivi ecologici o meglio prepariamoli da noi utilizzando materie prime naturali.

COMPOSTI ORGANICI VOLATILI (COV) PIÙ COMUNI PRESNTI IN CASA:

Foto

Francesca Mancuso

Fa' la cosa giusta 2018: ingresso gratuito per tutti e novità della 15ma edizione

GreenMe -

Published in: Eventi & Iniziative

11 le sezioni tematiche, che daranno spazio ad ambiti storici come la moda etica e l'arredamento sostenibile, a quelli più recenti come la scelta vegana e cruelty free e ai temi emergenti del consumo consapevole. E ancora incontri e laboratori e degustazioni per grandi e piccini.

Tra le novità di questa edizione: Sfide. La scuola di tutti. SFIDE – Scuola, Formazione, Inclusione, Didattica, Educazione sarà un vero e proprio salone, con un ricco programma di incontri e workshop rivolto a tutti i protagonisti della scuola - studenti, docenti, dirigenti, personale scolastico e famiglie - che spazieranno dall’innovazione tecnologica e didattica all'inclusione, dall'edilizia scolastica al cyberbullismo.

Per la prima volta sarà presente a Fa' la cosa giusta! l'associazione animalista LAV che porterà in fiera un percorso di realtà virtuale per sensibilizzare sulle condizioni negli allevamenti intensivi e “Dalla parte degli animali”, una mostra che narra 40 anni di battaglie e attività svolte per migliorare il rapporto tra esseri umani e altre specie: dalle campagne contro le pellicce, a quelle per un circo senza animali, fino alla lotta alla caccia, con l'attuale campagna #bastasparare.


All'interno di un vero campo da calcio, realizzato in collaborazione con CSI Milano all'interno di Fa' la cosa giusta!, si alterneranno atleti, allenatori e giocatori che credono in uno sport diverso e cercano di viverlo in prima persona: dal basket in carrozzina passando per l'hockey in carrozzina e il calcio integrato.

In occasione dell'anno nazionale del cibo italiano, proclamato dal MIBACT e dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, la rete Borghi Autentici d'Italia porterà in fiera le “Comunità del cibo buono e autentico”: una vetrina per la valorizzazione dei presidi alimentari locali. Non mancheranno i numerosi laboratori, show cooking, incontri, come i mini corsi di cucina, organizzati da FunnyVeg Academy, tenuti da diversi chef, tra cui Simone Salvini, per scoprire e imparare tutti i segreti dell'alta cucina vegetale e vegana, e cucinare piatti sani e golosi senza rinunciare al gusto e all'estetica.

 

 

Ai bimbi e alle famiglie saranno dedicati incontri e spazi di educazione e intrattenimento ispirato al tema dell'orto e realizzato dal Centro d'Arte Trillino Selvaggio con tre aree di gioco per coinvolgere attivamente e artisticamente i bambini tra i 3 e i 10 anni. Tre soste creative dedicate al tempo del prendersi cura, conoscere, manipolare, sperimentare, progettare e seminare: l’Orto profumato, un laboratorio tattile e olfattivo che immergerà i bimbi nel mondo delle piante officinali; la Strada, un laboratorio-teatro in cui in bambini vivranno diverse avventure accompagnati da veri artisti di strada; e infine murales-collage per creare un orto artistico verticale.
Tutte le informazioni qui.

Pagine

Abbonamento a Il portale della Fratellanza aggregatore