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10 abitudini e comportamenti che ci allontanano dalla felicità

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1. Non avere nulla che dia un senso più grande alla propria vita

Ogni essere umano, nessuno escluso, porta dentro di sè un anelito che richiama ad incontrare, incarnare, una visione e uno scopo superiore ai semplici bisogni o interessi individuali: si tratta di fare la differenza, di partecipare in modo costruttivo e propositivo per il bene degli altri (ad esempio nel volontariato di ogni tipo in ambito umanitario; aderendo ad iniziative che vogliono cambiare in meglio il mondo, la cultura, l'ambiente; oppure in un lavoro che possa fare la differenza, che abbia un valore sociale, etico).

Anche un approccio spirituale alla vita può dare un respiro più ampio, di senso che risuona nel profondo e orienta la propria lettura del mondo in modo nuovo. Dare uno scopo superiore alla propria esistenza rende più felici, ci avvicina alla nostra realizzazione personale autentica perchè ci mette nella condizione di esprimere al meglio tutti i nostri talenti e di ascoltare il richiamo del nostro Sè.

2. Assenza di obiettivi concreti

Avere una meta verso cui muovere i propri passi è importante, fondamentale: non è tanto la destinazione in quanto tale a fare la differenza ma il fatto che ci si mette in cammino per raggiungerla. In questo percorso succedono le cose più interessanti: agiamo, affrontiamo le sfide che gli eventuali ostacoli ci portano, produciamo nuovi pensieri, viviamo emozioni, ci rimettiamo in gioco. Stiamo in un processo che ci motiva e ci fa sentire vivi, da un senso concreto e quotidiano, costruttivo.

Non avere obiettivi, trascinarsi giorno per giorno nel tran tran delle cose normali o sicure, consolidate, piano piano ci impoverisce su tutti i piani (fisico, emozionale, spirituale); ci allontana da quello cui siamo chiamati: crescere, evolvere, nel bene per tutta la Terra.

3. Camminare con le spalle cadenti

La postura non è certo tutto ma è tanto: parla di noi, riflette il nostro stato d'animo, rivela il nostro atteggiamento nella vita. E, al tempo stesso, li influenza. Scegliere quindi di intervenire sulle nostre abitudini posturali, sui movimenti che il corpo spontaneamente fa, aiuta a cambiare emozioni, comportamenti. Le spalle che, spontaneamente, tendono ad essere un po' chiuse e ripiegate in avanti, oppure cadenti, favoriscono e rafforzano un atteggiamento passivo, di sconfitta, di tristezza di fondo.

Camminare con un buon ritmo, con le spalle riportate in una posizione “normale” (all'inizio servirà uno sforzo di volontà e attenzione) e di conseguenza anche con una diversa, più alta, posizione della testa, favorisce un approccio alle cose, una visione e una forza personale più proattivi. E agisce anche sull'umore.

4. Fermare sempre l'attimo in un click

Mai come in questi tempi social-addicted, fotografare tutto ma proprio tutto o quasi, sembra la normalità. Facebook, Instagram, Pinterest, Twitter sono il palcoscenico perfetto per questo tripudio di scatti di buono e pessimo gusto e/o utilità. A molti sembra di poter fermare e ricordare meglio piccoli attimi di felicità ma non è veramente così.

L'attimo è sì fuggente ma lo si ferma vivendolo con intensità e presenza: solo così entra davvero nella nostra esperienza. Fare una foto porta in un'altra dimensione, in un'altra esperienza: quella fotografica, appunto. E non resta poi nulla nella vita. Lo ha dimostrato uno studio condotto sui visitatori di un museo: i soggetti che avevano scattato le foto avevano maggior difficoltà a ricordare quel che avevano visto. Va da sé che non si tratta di non fare più foto ma di riappropriarsi di un modo diretto, naturale, emozionale e relazionale di stare ed agire nelle diverse situazioni. Poi, una foto, riassuntiva, celebrativa ci sta: come si faceva una volta insomma.

5. Non fare esercizio fisico 

Mente sana in corpo sano: si sa. Così come oramai dovrebbe essere chiaro chiaro chiaro a tutti che l'attività fisica (anche solo camminare per almeno mezz'oretta a passo sostenuto, per almeno tre volte alla settimana) attiva la produzione di serotonina ed endorfine, ormoni che producono emozioni positive. Uno studio ne ha pure quantificato l'impatto: svolgere attività fisica 3 volte a settimana riduce del 19% il rischio di depressione.

Vero è che chi non è felice tende a muoversi poco o nulla. In questo caso quindi serve un vero sforzo di volontà per cambiare, per rimettersi in moto e, piano piano, far girare di nuovo anche la ruota del benessere e della felicità. Per cominciare, bastano due o tre minuti.

6. Mantenere relazioni affettive non costruttive

La qualità delle nostre relazioni affettive fa la differenza: possono rappresentare uno scambio costruttivo e nutriente per entrambi oppure possono essere – in realtà – dei piccoli cappi al collo che soffocano lentamente. Sono, queste ultime, relazioni tossiche. Le ragioni che le rendono tali possono essere le più diverse ma è certo che la loro presenza, che a volte (in modo errato) pare pure rassicurante o “meglio che niente”, taglia il collegamento con la felicità: sono rapporti distruttivi, predatori, annullanti.

Le si riconoscono perchè non c'è amore, felicità spontanea ma piuttosto paura, dipendenza, ansia, depressione. Riuscire a lasciarle andare, uscirne, permette di recuperare autostima; significa porre le basi per incontrare qualcuno con cui poi camminare nella realizzazione sentimentale autentica, quella che consente di essere felicemente in relazione.

7. Multitasking come stile di vita

Fare più cose contemporaneamente è ovviamente possibile, d'accordo (lo prova sicuramente la vita pratica di ognuno di noi) ma è altrettanto certo che la qualità che emerge, quando si esegue un compito alla volta, sia differente. Quasi sempre perlomeno.

Al di là della “prestazione”, però, ci siamo noi: seguire più attività, incarnare costantemente il multitasking ci porta in una dimensione “alterata”, automatica. Non riusciamo ad essere “nel presente”. Aumenta lo stress, la sensazione che la vita passi vorticosamente senza averla interiorizzata: siamo nell'agire nell'urgenza, nella “sopravvivenza”. Lo stress gongola, la felicità no.

8. Dormire poco, andare a letto tardi

Riposare bene fa bene alla salute, all'umore. Quando si è stanchi si è più nervosi, irritabili, meno disponibili: condizioni che si muovono in direzione opposta al benessere, alla felicità. Ma non è tutto: per essere felici, bisogna anche andare a letto presto. Lo ha dimostrato uno studio condotto presso la Binghamton University: le persone che dormono poco ma soprattutto si coricano tardi tendono ad avere più pensieri negativi. 

9. Stare lontani dalla Natura

La connessione con Madre Terra è fonte di riequilibrio e benessere profondo: per questo camminare - o anche solo sedersi e respirare profondamente - nel verde di un parco cittadino può cambiare e migliorare il nostro umore. Figuriamoci immersi in un bosco, sulla riva del mare o di un lago.

La rigenerazione è tanto più profonda quando più riusciamo ad entrare in relazione con la Natura che abbiamo intorno; sapersi meravigliare, stare nella bellezza, nella ricchezza espressiva di forme di vita, colori, suoni, odori e armonie rappresentano un nutrimento profondo per il nostro spirito, con benefici indiretti sulla nostra intera persona.

10. Non pianificare spazio e tempo per se stessi

Le relazioni con gli altri sono fondamentali per il nostro benessere, tanto più quelle con le persone che amiamo. Ma è anche necessario prevedere, recuperare, ritagliare del tempo solo per sé: uno spazio intimo, di solitudine costruttiva, di ascolto del proprio “respiro” fatto di emozioni, pensieri, obiettivi. Un tempo di “vuoto intorno” per risentirsi, fuori da ogni distrazione bella o brutta che sia.

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Quando prenderselo e per quanto tempo? Non ci sono “misure” giuste. Dipende dal momento, dal bisogno, dalla persona. Ma è utile: dà un ritmo e rende più interessante e consapevole poi il proprio agire nel mondo, nelle relazioni. Buone premesse per la felicità.

Anna Maria Cebrelli

Madri di Soacha: le donne colombiane che hanno sfidato lo Stato che ha ucciso i loro figli

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Le madri di Soacha hanno ricevuto premi internazionali e oggi sono conosciute in tutto il mondo, sono state ribattezzate anche come le ‘madri d’ottobre’, il mese in cui hanno iniziato per la prima volta, a denunciare la violenza gratuita contro i loro figli.

In gergo militare un ‘positivo’ è un nemico abbattuto in combattimento, ma in questo caso tutti i giovani uccisi sono dei ‘falsos positivos’, ovvero estranei alla guerra. Nel 2008 a Ocaña, nel nord della Colombia, viene scoperta una fossa comune con 14 cadaveri.

Tutti ragazzi scomparsi qualche settimana prima dalla stessa città: Soacha. Un fatto che non può essere solo una coincidenza e le madri delle vittime, ne sono ben consapevoli. I loro timori trovano fondamento quando si scopre il protocollo utilizzato.

In pratica, i ragazzi venivano reclutati con la promessa di un lavoro, ma il piano era ben diverso. Finivano, infatti, vicino le roccaforti delle Farc e poi consegnati ai militari che li uccidevano, spacciandoli per guerriglieri.

Una messinscena che prevedeva di vestire il cadavere con un’uniforme che però non aveva traccia di proiettili, scarponcini nuovi e pistole che non avevano mai sparato. Secondo Human Rights Watch sarebbero oltre tremila i casi di falsi positivi, ovvero i giovani uccisi e travestiti da ribelli per mascherare il flop del governo nella guerra contro le Farc.

Una finzione andata avanti dal 2002 al 2008 e incentivata dalle ricompense a chi uccideva: denaro, giorni di riposo, promozioni. Tra le tante storie, quella simbolo dei falsi positivi è quella di Fair Leonardo Porras, un venticinquenne con disabilità cognitive.

“Era un ragazzo umile, un gran lavoratore e voluto bene da tutti perché si adattava a qualsiasi mestiere in cambio di qualche moneta. Un giorno non è mai tornato a casa. Abbiamo iniziato a cercarlo negli ospedali, negli ospizi, in prigione, ma nulla”, dice la madre Luz Marina Bernal.

  

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Mesi dopo il suo cadavere è stato trovato a Ocaña e dietro la sua morte, c’era la storia che Leonardo Porras era caduto in un combattimento perché clandestinamente faceva parte di un comando armato.

“Quando siamo andati a recuperare il corpo, abbiamo trovato nella sua mano destra una pistola. Cosa impossibile visto che mio figlio non aveva mobilità in quella mano e c’erano dei certificati. Tra l’altro, essere a capo di un comando armato e avere disabilità cognitive non potevano andare di pari passo”, continua la donna.

Così, Luz Marina Bernal con determinazione e coraggio ha intrapreso una lotta per chiarire i fatti unendosi ad altre madri che avevano subito lo stesso dolore. Ma, mentre il presidente della Colombia Álvaro Uribe, sosteneva che i giovani assassinati fossero ribelli, le madri di Soacha hanno continuato ad indagare.

Grazie ad alcuni funzionari e procuratori sono state in grado di trovare le prove di ciò che era successo. Luz Marina Bernal ha così scoperto che il figlio Fair Leonardo era stato venduto per meno di cento dollari ad alcuni membri dell’esercito che l’avevano poi assassinato e consegnato in cambio di soldi e permessi per la ‘buona prestazione’.

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Le madri di Soacha hanno affrontato minacce di morte e intimidazioni, ma sono andate avanti e solo grazie a loro, l’omicidio di Fair Leonardo Porras, così come quello degli altri giovani, sono stati dichiarati ‘contro l’umanità’ e i responsabili sono stati condannati a 50 anni di carcere.

Altre donne coraggiose:

Oggi, sono un esempio di coraggio e resistenza, anche ribattezzate come ‘le Antigoni’, come tante altre donne che hanno deciso di non tacere e di avere giustizia.

Dominella Trunfio

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Le fantastiche illustrazioni che trasformano i personaggi dei cartoni animati in persone

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Tutti amiamo i cartoni animati e ognuno di noi è affezionato a l’uno o l’altro personaggio. Nella maggior parte dei film di animazione, gli animali parlano e ridono, ma mantengono un aspetto molto simile all’originale che troviamo in natura.

Ecco perché l’illustratrice russa Astkhik Rakimova è andata oltre trasformandoli per Bright Side in esseri umani!

Guardate qui: Timon e Pumbaa (Il Re Leone)    Po (Kung Fu Panda)   Scrat (L'era glaciale) Melman and Gloria (Madagascar)   Judy, Nick e Flash (Zootropolis)   SpongeBob (SpongeBob)   Red (Angry Birds) Simba and Nala (Il Re Leone) Ciuchino (Shrek)   Pippo (In viaggio con Pippo)   Altri cartoni animati trasformati: Chloe (Pets vita da animali) Dominella Trunfio Illustrazioni di Astkhik Rakimova per BrightSide    

Doppiette: licenza di uccidere

Il Cambiamento - feed -

Domenica 17 settembre ha riaperto ufficialmente la stagione di caccia: un’apertura “di facciata”, considerate le preaperture concesse in quasi tutte le Regioni. Riapre nonostante la devastazione causata da un’estate caratterizzata da siccità e incendi, che hanno distrutto gli habitat naturali degli animali, decimandoli tra le fiamme o per scarsità di acqua e cibo. Riapre nonostante le Regioni e il Governo abbiano a disposizione gli strumenti normativi che consentirebbero di annullare o almeno rinviare l’apertura della stagione venatoria.

Frassini e antilopi si stanno estinguendo: inseriti nella lista rossa dell'Iucn

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La lista rossa è il più grande database di informazioni sullo stato di conservazione delle specie animali e vegetali della Terra ed è è considerata il più autorevole sistema di classificazione delle specie che rischiano l'estinzione.

L'ultimo aggiornamento purtroppo conta numerose nuove introduzioni, circa 150, le più note e preoccupanti sono proprio i frassini e le antilopi. In tutto, oggi, la Red List conta 87.967 specie di cui 25.062 seriamente in pericolo.

Frassini messi a dura prova da un coleottero

Le specie di frassino più diffuse e preziose dell'America settentrionale rischiano grosso a causa di un coleottero invasivo che ne sta decimando le popolazioni, mentre la perdita delle aree selvagge e il bracconaggio stanno contribuendo a ridurre drasticamente il numero delle cinque specie di antilopi africane.

Il coleottero, appartenente alla famiglia dei Buprestidi, è il minatore smeraldino del frassino ed è in rapida espansione negli Usa. Arrivato dall'Asia verso la fine degli anni '90 attraverso i pallet infestati, ha già distrutto decine di milioni di alberi tra Stati Uniti e Canada e potenzialmente può ucciderne oltre otto miliardi visto che si diffonde rapidamente. Di fatto, può cancellare un intero bosco entro sei anni dall'infestazione.

A causa del riscaldamento globale, le aree che prima erano troppo fredde per il coleottero adesso stanno diventando più calde e adatte alla sua diffusione, rendendo impossibile prevederne la comparsa.

Cinque delle sei specie di alberi di frassino più importanti del Nord America sono entrate nella lista rossa come “Critically Endangered” ossia a un passo dall'estinzione. Tra essi anche il frassino bianco (Fraxinus americana), uno degli alberi legnosi più preziosi dell'America del Nord.

Gli alberi di frassino sono una componente chiave delle foreste nordamericane. Forniscono habitat e cibo per uccelli, scoiattoli e insetti e sostengono importanti specie di impollinatori come le farfalle e le falene.

“Il loro declino, che potrebbe influenzare l'80% degli alberi, cambierà notevolmente la composizione delle foreste selvatiche e urbane” ha dichiarato Murphy Westwood, membro del gruppo Global Tree Specialist dell'IUCN che ha condotto la valutazione.

Milioni di piccole vespe parassite sono state rilasciate in 24 Stati a maggio 2016 per cercare di combattere il coleottero.

Anche le antilopi in Africa rischiano grosso. Cinque specie precedentemente considerate sicure stanno diminuendo drasticamente, tra cui la più grande del mondo, l'eland gigante. Ora è classificata come vulnerabile, con non più di 14.000 esemplari rimasti.

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Nella lista rossa sono state aggiunte più di 150 nuove specie in pericolo. Va detto però che le condizioni di alcune di quelle già presenti sono lievemente migliorate rispetto all'ultimo aggiornamento. È il caso del leopardo delle nevi, passato dalla categoria a rischio a quella di vulnerabile.

"Per essere considerati a rischio, ci devono essere meno di 2.500 leopardi delle nevi adulti e devono avere un alto tasso di declino” ha detto Tom McCarthy, che si occupa di fauna selvatica per l'IUCN.

Magra consolazione.

Francesca Mancuso

Grecia: le meravigliose spiagge di Salamina invase dal petrolio. E' disastro ambientale

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La costa che si estende da Kinosoura alla comunità di Selinia è "diventata nera" e le autorità temono altre perdite dalla nave affondata. Molte spiagge che si affacciano nel Golfo Saronico sono state vietate ai bagnanti per scongiurare rischi per la salute pubblica.

La vecchia petroliera, dopo 45 anni di lavoro, ha sversato petrolio in mare destando grande preoccupazione visto che trasportava 2200 tonnellate di olio combustibile e 370 tonnellate di gasolio.

Secondo il sindaco dell'isola, Isidora Papathanasiou si tratta di un enorme disastro ambientale e finanziario:

“Tutta la costa orientale dell'isola è coperta di greggio. L'odore è intenso”.

L'Aghia Zoni II ha imbarcato acqua mentre si trovava ancorata ed è affondata alle 14.45 di sabato. Le due persone a bordo sono state salvate da una nave che si trovava nelle vicinanze e sono state portate a riva, per poi essere soccorse all'ospedale Tzaneio del Pireo.

E quella che era stato considerata una fuoriuscita contenuta si è rivelata un disastro ambientale dopo che il petrolio si è spostato verso le zone costiere residenziali.

Non sono mancate le polemiche. La fuoriuscita è stata sottovalutata, lo sversamento era più grave di quanto stimato e di conseguenza anche le operazioni di pulizia sono state minimizzate. Ad aggravare la situazione anche le correnti marine, che hanno spinto a riva il petrolio.

Ci vorranno ben più dei 20 giorni inizialmente stimati per ripulire tutto. Le operazioni di pulizia dureranno circa 4 mesi. Nel sobborgo di Atene di Glyfada, dove sono state create delle dighe galleggianti per frenare la fuoriuscita, il sindaco Giorgos Papanikolaou ha dichiarato che sono state rimosse 28 tonnellate di carburante da una sola spiaggia.

Oil spill close to Athens is an ecological disaster and environmental crime #salamina pic.twitter.com/9lvWz69smI

— Erik Wesselius (@erikwesselius) 15 settembre 2017

Le immagini delle tartarughe e degli uccelli morti dicono tutto. Ci vorranno anni prima che l'area interessata sia completamente recuperata. A Salamína, il centro più colpito dal disastro, le imprese costiere sono state costrette a chiudere.

Dimitris Karavellas, capo del WWF Grecia, ha spiegato:

“Quello che è chiaro è che questo non è un incidente piccolo. È un crimine ambientale, il peggiore e le autorità sono totalmente impreparate. È molto importante che sia stabilito un precedente, che i responsabili siano ritenuti responsabili, che vengano pagati i danni”.

Strong stench emitted from pollution on beaches affected by #Salamina's oil spill #Greece https://t.co/hG8LQNuO9L pic.twitter.com/7luxG0LV6g

— ANA-MPA news (@amna_newseng) 13 settembre 2017

Secondo le associazioni ambientaliste greche il disastro ha evidenziato i pericoli che sottendono alla sfruttamento petrolifero della Grecia:

“Se le autorità non riescono a gestire un incidente relativamente controllato al di fuori del porto più grande del paese, è difficile immaginare cosa accadrebbe con un incidente più grave su una piattaforma petrolifera”, ha detto Karavellas.

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Il futuro della Grecia, così come quello dell'Italia, non può e non deve dipendere dal petrolio.

Francesca Mancuso

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Le 10 più belle immagini di Saturno scattate dalla sonda Cassini

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Published in: Universo

Due decenni durante i quali la sonda della Nasa ci ha rivelato informazioni importanti su Saturno. Per 13 anni, dopo aver attraversato buona parte del sistema solare, Cassini ha sfidato le estreme condizioni del pianeta. I venti attorno all'atmosfera di Saturno possono raggiungere nelle fasce equatoriali 1800 km/ora. Frequenti anche i cicloni, soprattutto nelle zone circumpolari, con dimensioni fino a 1200 km.

Anche gli anelli non sono da meno. Formati da oggetti ghiacciati di varie dimensioni, dal micrometro al metro, essi si estendono fino a 120.000 km dalla sua superficie.

L'ultimo segnale arriverà alla Nasa, a Pasadena, in California, alle 13.55 dopo aver viaggiato per circa 90 minuti, ma già Cassini non esisterà più, dopo essersi schiantato contro l'atmosfera di Saturno alla velocità di 113mila km/h.

Ecco le 10 più belle immagini di Saturno che la sonda ci ha regalato in questi anni:

Saturno hipster

Saturno è l'anticonformista del nostro sistema solare. Oltre a essere il secondo pianeta più grande, ha degli anelli appariscenti e molte lune, alcune delle quali (Encelado e Titano) con caratteristiche che in qualche modo richiamano alle condizioni per la vita.

Gli anelli nei loro colori originali

Saturno vanta il più vasto sistema di anelli nel nostro sistema solare. L'immagine qui di seguito, ad alta risoluzione, li ritrae nei loro colori naturali.

  Gli anelli e la Divisione Cassini La divisione di Cassini è la separazione che si trova nel sistema di anelli del pianeta, in particolare tra i due anelli più brillanti del pianeta, l'anello B, all'interno, e l'anello A, all'esterno. Eccola ben visibile in questa immagine scattata da Cassini:

Vortici e nubi colorate

Cassini ha fotografato nubi vorticose a colori nell'emisfero settentrionale di Saturno alla fine di agosto 2017. è possibile anche ammirare la linea di luce che indica il passaggio dalla notte al giorno.

Un tempestoso polo nord

Ad aprile di quest'anno, Cassini ha fotografato queste nuvole turbolenti al polo nord di Saturno.

Eclissi di sole

Questa immagine, assemblata tra i vari scatti di Cassini, mostra Saturno e il sole durante un'eclissi.

Quello strano esagono

Molti scienziati concordano sul fatto che Saturno sia una gigantesca sfera di gas senza una superficie solida, anche se sembra avere un nucleo interno caldo di ferro e roccia. Anche per questo, presenta dei rigonfiamenti all'equatore. Questa è una visione notturna del polo nord di Saturno.

 

Temperature bizzarre sulla luna Mima (o Mimas)

Una delle piccole lune interne di Saturno, Mima, presenta delle strane temperature diurne. Come illustra Cassini, ha un lato caldo a sinistra, e uno freddo sulla destra.

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Mimas tra gli anelli

In realtà è solo un'illusione ottica. La luna si trova infatti a notevole distanza, a 45mila km dagli anelli.

Francesca Mancuso

Foto: Nasa

10 sogni molto comuni e la loro possibile interpretazione

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Published in: Mente & emozioni

Spesso al mattino non lo ricordiamo ma ogni notte qualche sogno viene a farci compagnia. Di conseguenza una domanda ci "perseguita" dalla notte dei tempi: le storie che la nostra mente crea mentre riposiamo hanno un significato particolare? Da sempre e in tutte le culture e tradizioni si cerca di interpretare i sogni anche se l’impresa non è sempre facile.

Ci prova anche Ian Wallance, psicologo esperto proprio in vita onirica, che nella sua carriera di oltre 30 anni ha interpretato circa 150 mila sogni. Ecco i 10 più comuni e le loro possibili spiegazioni.

1. Sognare di cadere

Significa che ci si aggrappa troppo ad una particolare situazione della propria vita per la quale vi è la preoccupazione di perdere il controllo. E’ il momento invece di rilassarsi e lasciarla andare. Dobbiamo imparare a fidarci di noi stessi e degli altri.

2. Sognare di non aver studiato per un esame

Gli esami rappresentano la nostra capacità di fare qualcosa, sognare di non essere preparati ad un esame significa quindi che si stanno valutando alcuni aspetti della nostra vita. A questo punto bisogna mettere da parte l’autocritica e imparare ad accettare le proprie potenzialità, le conoscenze che già si hanno e festeggiare i successi ottenuti.

3. Sognare di volare

Questo sogno suggerisce che puoi liberarti dalle circostanze che hanno reso la tua vita pesante fino a questo momento. Puoi pensare che il senso di liberazione sia dovuto ad un colpo di fortuna o ad una pura coincidenza ma solitamente invece è frutto di una decisione importante o di una grande responsabilità che ci si è presi.

4. Sognare di perdere treni o aerei

Sei in ritardo e arrivi alla stazione o all’aeroporto quando il tuo mezzo è già partito. Il treno o l’aereo rappresentano un progetto della tua carriera o vita personale e l'incapacità di riuscire nell’impresa riflette la frustrazione che si prova cercando di ottenere le proprie soddisfazioni. Preparare i bagagli, e per questo fare tardi, spesso è specchio di abitudini o comportamenti che ora non sono più idonei e fermano rispetto ai propri obiettivi.

5. Sognare di essere nudi in pubblico

Sognare di essere nudi in pubblico solitamente non è una bella sensazione. Ciò è specchio della preoccupazione di essere vulnerabili nella vita e di una mancanza di fiducia nelle proprie abilità.

6. Sognare denti che cadono

Questo sogno riflette una sensazione di debolezza o fallimento. I denti simboleggiano la fiducia, vederli cadere significa dunque che è in corso una perdita di sicurezza e di vitalità.

7. Sognare di dover andare al bagno ma non ci sono toilette

A volte sogniamo di dover andare al bagno ma non ci sono toilette da nessuna parte e questa situazione ci fa provare una sensazione di panico e disperazione. Questo stato indica che non sei in grado di esprimere i tuoi sentimenti e le tue esigenze nella vita reale (a meno che ovviamente non si debba andare davvero in bagno nel corso della notte!).

8. Sognare che qualcosa o qualcuno ti segua

Questo è un sogno che può facilmente trasformarsi in un incubo. Sta a significare che ci sono alcuni problemi da affrontare ma non si è capito ancora bene come farlo. Questi "problemi" si manifestano appunto tramite le entità che ci perseguitano durante i nostri sogni.

9. Sbagliare numero

Si cerca di chiamare una persona famigliare o amica ma al suo posto risponde qualcun altro oppure non si riesce a digitare il numero in maniera corretta. Questo sogno spesso riflette una sfida da intraprendere nella vita reale e suggerisce di considerare come la persona interagisce con gli altri in quanto un comportamento o tipo di comunicazione potrebbero non funzionare più.

10. Essere colpevoli di un crimine

Può capitare di sognare ad esempio di aver ucciso qualcuno cercando di nascondere le proprie azioni, ciò ovviamente crea un grande senso di ansia. Il crimine che abbiamo commesso rappresenta solitamente una scelta cosciente che abbiamo fatto nella vita reale ignorando alcune delle nostre esigenze individuali o capacità con lo scopo di ottenere l'accettazione sociale. Questo ci fa sentire in colpa perché c’è un aspetto vitale di noi stessi che ignoriamo e siamo preoccupati per le opportunità che ci siamo lasciati alle spalle.

Quali tra questi sogni fate più frequentemente? Vi riconoscete nelle possibili interpretazioni?

Francesca Biagioli

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Barilla segnalata all’Antitrust per pubblicità comparativa ingannevole sui biscotti e prodotti da forno

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Published in: Altri alimenti

Vi sarà forse capitato di leggere su alcune confezioni di biscotti o altri prodotti a marchio Barilla in bella vista la dicitura con asterisco “con meno grassi saturi” associata ad una bella percentuale ad esempio del 55% o addirittura del 65% o 75%. Si fa riferimento in particolare al fatto che non si utilizza più olio di palma e dunque si abbassa il contenuto di grassi saturi di una certa percentuale. Ma rispetto a cosa? Per saperlo dobbiamo andare alla ricerca dell’altro asterisco, questa volta però meno visibile sulla confezione che spiega: “rispetto alla versione precedente”.

Questo claim compare già da oltre un anno su 42 tipologie di biscotti e altri prodotti come grissini, cracker, ecc. della Mulino Bianco, Ringo, Gran Cereale, Pavesi tutti riuniti sotto la grande famiglia Barilla. Non ci sta però il Great Italian Food Trade (portale di informazione che sostiene le eccellenze made in Italy) che, tramite l’avvocato Dario Dongo, fa sapere di aver presentato un esporto all’Antitrust per pubblicità comparativa ingannevole. 

L’accusa è di vantare riduzioni in fatto di grassi saturi che sarebbero, come si legge sul sito, “prive di rilievo rispetto alla media dei prodotti sul mercato”. Il consumatore, dunque, può cadere facilmente nell’errore di ritenere quei biscotti in qualche modo migliori. E sembra che l’escamotage abbia funzionato: l’azienda ha recuperato quote di mercato dopo averle perse nel lungo periodo in cui aveva mantenuto l’olio di palma nelle sue ricette.

    Il claim scorretto

Ma perché è scorretto paragonare la ricetta attuale con quella precedente dello stesso marchio? Lo spiega bene l’avvocato Dongo, precisando che:

“Risultano ingannevoli poiché il paragone è riferito ‘alla precedente ricetta’ degli stessi alimenti, non più disponibili a scaffale. Anziché, come prescritto dalle regole europee e dal codice di condotta dell’associazione di categoria AIDEPI (che Paolo Barilla presiede), alla media dei prodotti attualmente più venduti in Italia”.

Questo danneggia in maniera evidente i consumatori convinti di acquistare realmente un prodotto più leggero e ovviamente anche le altre aziende che non utilizzano diciture scorrette mantenendo l'onestà nelle proprie etichette. Tra l’altro altre marche di biscotti e merendine si servono di scritte simili ma la riduzione in fatto di grassi saturi indicata è calcolata in maniera corretta riferendosi agli alimenti più venduti nella categoria merceologica di appartenenza. 

Anche se non ci sono ancora reazioni ufficiali alla segnalazione da parte di Barilla, l’azienda ha tolto dal proprio sito quelle diciture mantenendo semplicemente in bella vista la scritta “senza olio di palma”. E’ probabile che presto troveremo nuove confezioni anche sugli scaffali…

Potrebbe interessarti la nostra comparazione effettuata sulle etichette dei biscotti più venduti in Italia:

Biscotti a confronto: quali e come scegliere?

Francesca Biagioli

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Un disegno di legge per mettere al bando i cotton fioc. La proposta di Marevivo

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Published in: Rifiuti & Riciclaggio

Marevivo promuove un disegno di legge creato ad hoc il cui primo firmatario è Ermete Realacci, Presidente della Commissione Ambiente della Camera.

Non cadiamo di certo dalle nuvole. Si sa da tempo quanto siano inquinanti i cotton fioc, piccoli ma pericolosi, prodotti con materiali non biodegradabili e dannosi per l'ambiente e gli animali marini.

Dal 2002 l’Italia ha vietato la dispersione nell'ambiente, anche attraverso gli scarichi fognari, dei bastoncini di plastica per la pulizia delle orecchie.

“Al fine di prevenire la dispersione nell'ambiente, anche tramite gli scarichi fognari, di prodotti non biodegradabili, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, i bastoncini per la pulizia delle orecchie commercializzati sul territorio nazionale, dovranno essere prodotti esclusivamente con l'impiego di materiale biodegradabile, secondo le norme UNI 10785” si legge nell’articolo 19 della legge 93 del 2001.

Ma nel 2005 la Corte di Giustizia Europea, su ricorso di una multinazionale che aveva subito una sanzione amministrativa per aver commercializzato in un supermercato i bastoncini in plastica, aveva stabilito che la norma italiana era in contrasto con la legislazione comunitaria

“in quanto norma tecnica non notificata prima della sua adozione alla Commissione europea”.

Per questo, nel 2006 attraverso il Testo Unico Ambientale, il Governo italiano si era limitato ad abrogare il comma che aveva introdotto il divieto sui bastoncini in plastica, creando un vuoto normativo.

Sarebbe stato sufficiente sospendere la legge e notificarla come progetto alla Commissione europea, sostiene Marevivo, precisando che quanto deciso dai giudici comunitari riguardava solo un vizio procedurale e non la sostanza del testo, compatibile con le politiche dell’Unione.

“Marevivo continua la sua lotta contro il 'Mare mostro', cioè la plastica che, in tutte le sue forme anche quelle più subdole, sta invadendo i nostri mari. Mentre attendiamo che il Senato dia l’ok definitivo alle legge contro le microplastiche nei cosmetici, oggi abbiamo deciso di aprire un nuovo fronte contro un altro rifiuto apparentemente piccolo e insignificante, ma insidiosissimo per la salute del nostro mare”, commenta Rosalba Giugni, presidente di Marevivo.

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Mai più cotton fioc inquinanti nelle nostre case e nei nostri mari.

Francesca Mancuso

Foto cover: Justin Hofman (USA)

Focaccia ripiena di bietole: ricetta con pasta madre e curcuma

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Published in: Lievito madre

La preparazione della focaccia ripiena di bietole è semplice e non prevede particolare attenzioni; la lievitazione avviene per metà della sua durata nel frigorifero e questo permette quindi all'impasto non solo di ricrescere, ma anche di maturare.
La focaccia ripiena di bietole può essere servita sia tiepida che a temperatura ambiente e, se consumata il giorno dopo, sarà buona come appena sfornata.

Ingredienti
  • 500 gr di farina di tipo 1
  • 400 gr di di farina di tipo 2
  • 500 ml di acqua
  • 20 gr di sale
  • 50 gr di olio evo
  • 3 gr di curcuma in polvere (opzionale)
  • 150 gr di pasta madre
  • 1 Kg di bietole già lessata
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  • Tempo Preparazione:
    20 minuti
  • Tempo Cottura:
    30 minuti
  • Tempo Riposo:
    24 ore di lievitazione
  • Dosi:
    per 4 persone
  • Difficoltà:
    bassa
  Come preparare la focaccia ripiena di bietole: procedimento 
  • Unire le farine e la curcuma in una ciotola capiente,
  • sciogliere la pasta madre nell'acqua, quindi aggiungerla alla farine ed iniziare ad impastare,
  • unire anche l'olio
  • e solo dopo averlo incorporato all'impasto aggiungere anche il sale.
  • Impastare fino ad ottenere una massa liscia e non appiccicosa,
  • quindi coprire con della pellicola alimentare a contatto in modo da non far seccare la superficie dell'impasto e lasciar lievitare per ventiquattro ore,
  • quando l'impasto avrà raddoppiato il suo volume
  • condire le bietole con olio evo oppure, se si gradisce, ripassarla in padella con olio, aglio e peperoncino,
  • ungere con olio il fondo di una teglia e spianare al suo interno tre/quarti d'impasto,
  • farcire con le bietole,
  • e spianare ora il restante impasto ed adagiarlo sulle bietole,
  • ripiegare verso l'interno l'impasto inferiore avendo cura di premere un po' per chiudere bene la focaccia,
  • bucherellare la superficie con i rebbi di una forchetta e cuocere in forno caldo a 220° per circa mezz'ora o comunque fino a doratura.
  • A cottura ultimata sfornare e lasciar riposare per qualche minuto prima di porzionare.
    Un consiglio in più:

Sarà utile far lievitare in frigorifero l'impasto per le prime dodici ore, trascorse le quali estrarlo, farlo intepidire, quindi reimpastare nuovamente e lasciarlo lievitare fino al raddoppio; se la temperatura atmosferica fosse bassa sarà utile fare la seconda lievitazione nel forno spento, con sportello chiuso e la luce accesa.

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Ilaria Zizza

 

Omega 3: aiutano l’intestino e tengono lontani diabete e obesità

GreenMe -

Published in: Alimentazione & Salute

Come ormai sappiamo, i cibi ricchi di omega 3 sono soprattutto i pesci grassi come il salmone ma anche alimenti vegetali come semi e olio di lino, noci, avocado, ecc. Perché fanno tanto bene? I motivi sono molti, ma adesso una nuova ricerca, condotta dall’Università di Nottingham e dal King’s College di Londra e pubblicata su Scientific Reports, si è voluta concentrare sul rapporto tra assunzione di Omega 3 tramite dieta e benessere del microbioma intestinale (ovvero il patrimonio batterico dell’intestino). 

Per fare questo sono state prese a campione 876 donne che, attraverso alcuni questionari, dovevano indicare quanti acidi grassi Omega 3 assumevano con il cibo. E’ stato poi fatto il confronto con i livelli di questi acidi presenti nel sangue. Analizzando i risultati si è visto che più alta era la presenza di Omega 3 migliore era la diversità del microbioma intestinale che risultava anche arricchito da batteri della famiglia Lachnospiraceae.

Questo particolare è importante in quanto, come ha spiegato Cristina Menni, una delle autrici dello studio, si tratta di:

"batteri specifici che sono stati legati a una minore infiammazione e a minore rischio di obesità risultavano aumentati nelle persone con una maggiore assunzione di acidi grassi omega-3".

Ciò concretamente significa che assumere la giusta quantità di Omega 3 porta come conseguenza una migliore salute intestinale e questo offre notevoli vantaggi tra cui un minor rischio di soffrire di diabete oltre che di malattie infiammatorie intestinali come colite o morbo di Chron.

Già alcune ricerche di qualche anno fa avevano dimostrato come gli Omega 3 fossero importanti nella prevenzione delle infiammazioni a carico dell’intestino ma non solo, questi preziosi acidi grassi sarebbero utili anche a prevenire il tumore al seno e addirittura benefici per il nostro umore.

La ricerca inglese ha inoltre evidenziato come buoni livelli di Omega 3 nel sangue corrispondano ad alti livelli nell'intestino di un composto denominato N-carbamilglutamato (NCG) che, in alcuni precedenti studi condotti purtroppo su animali, è stato correlato ad una riduzione dello stress ossidativo intestinale.

Non dimentichiamo dunque di inserire più spesso Omega 3 nella nostra dieta stando attenti al corretto bilanciamento con gli omega 6, che generalmente assumiamo in quantità molto maggiori.

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Ig Nobel 2017, premiate le ricerche più assurde, ma vere. Anche lo studio italiano sui gemelli

GreenMe -

Published in: Costume & Società

Il premio Ig Nobel è giunto alla sua 27esima edizione. I vincitori sono stati annunciati ieri ad Harvard e riguardano i seguenti settori: fisica, pace, economia, anatomia, biologia, dinamica dei fluidi, alimentazione, medicina, cognizione, ostetricia.

Irriconoscibili gemelli

Tra i premiati di quest'anno uno studio tutto italiano, realizzato sui gemelli da Matteo Martini, Ilaria Bufalari, Maria Antonietta Stazi e Salvatore Maria Aglioti. Una ricerca tutt'altro che banale anche se la motivazione data dal premio può far sorridere: essi hanno infatti dimostrato che molti gemelli identici sono difficili da distinguere anche a loro stessi. Bella scoperta, penseranno in molti ma la ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista PlosOne, è molto importante.

Gli scienziati italiani hanno infatti dimostrato che molti gemelli identici non sono in grado di distinguersi gli uni dagli altri allo specchio. Ciò riguarda la sfera cognitiva dei piccoli, che da bambini devono fare i conti con meccanismi diversi legati al riconoscimento del proprio volto, un processo che normalmente avviene attorno ai 2 anni.

Solitamente il bambino crea nella mente l'immagine del proprio volto, ma nel caso dei gemelli finisce per creare quella del fratello e per riconoscersi deve tener conto di altre informazioni sensoriali fornite dal proprio corpo.

Gatti liquidi o solidi

Marc-Antoine Fardin sostiene che i gatti possono essere considerati contemporaneamente solidi e liquidi per via della loro capacità di adottare la forma del contenitore in cui si infilano. Come contraddirlo?

Da alcune culture considerati quasi come dei, i gatti sono una continua scoperta. Secondo lo studioso e il suo trattato intitolato Sulla Reologia dei Gatti, essi possono trascendere alcuni dei confini fisici abituali. In base alla sua teoria, la risposta sarebbe data dal tempo: i gatti sono solidi per tempi di osservazione che vanno dal secondo al minuto. Superata questa soglia, il comportamento del gatto diviene liquido, e l’animale tende ad assumere la forma del contenitore in cui si è addentrato.

Incontrare un coccodrillo favorisce il gioco d'azzardo

Se nella vita vi ritroverete a tu per tu con un coccodrillo con le fauci spalancate, avrete diverse possibilità. Se riuscirete a sopravvivere potreste aver voglia di giocare d’azzardo. Lo dicono il ricercatore australiano Matthew Rockloff e la scienziata americana Nancy Greer. Ciò ha permesso loro di conquistare il premio legato all'economia.

Gli anziani e le loro grandi orecchie

È un fatto ormai accertato dalle ricerche di James Heathcote, secondo cui più si invecchia più le orecchie aumentano le loro dimensioni. Sembra incredibile ma è vero e il premio Ig Nobel conquistato da Heathcote è quello per l'anatomia.

Per la lista completa dei vincitori dei premi Ig Nobel 2017, clicca qui

Francesca Mancuso

L’incredibile storia di Kate, caduta in grave depressione a causa delle cattive notizie… e la sua via d’uscita

BuoneNotizie.it -

In un’epoca di notizie negative e aumento delle patologie mentali, come la depressione, è possibile perseguire un’alternativa positiva? Secondo una ricerca del 2011 condotta da EuroDAP, l’associazione europea che studia i disturbi da ansia e attacchi di panico, i mass-media sono la prima causa di depressione. Kate McKenzie racconta in questo video cosa ha subito per colpa del media e propone la sua soluzione, che passa attraverso la ricerca e la condivisione di storie positive…

Puoi impostare i sottotitoli con la traduzione in italiano attraverso i comandi nel player.

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Mercurio, Marte, Venere e la luna: come ammirare lo splendido poker d'astri

GreenMe -

Published in: Universo

I primi a cominciare saranno Mercurio e Marte, che all'alba di sabato 16 settembre si troveranno allineati sull'orizzonte orientale.

I due pianeti, tra i più vicini a noi di tutto il sistema solare, sembreranno quasi sfiorarsi. Purtroppo però non saranno visibili a lungo, ma solo poco prima del sorgere del sole. Sorgeranno infatti a est alle 5.30 del mattino ma dopo circa un'ora saranno nascosti dalla luce del sole.

La mappa che segue mostra il cielo attorno alle 6:

Spiega inoltre l'Uai che sull’orizzonte orientale sorgono in successione Venere, la stella Regolo e Mercurio, molto vicino a Marte.

Toccherà poi alla luna e a Venere che il mattino di lunedì 18 settembre saranno le protagoniste di una nuova congiunzione. I due corpi sorgeranno alle 5 circa sull'orizzonte orientale. La luna si trova nella sua fase calante, nella costellazione del Leone. Circa un'ora dopo, sorgeranno anche Marte e Mercurio, regalando ai fortunati osservatori un bel poker di astri.

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Sarà necessario essere mattinieri per ammirarli visto che entrambe le congiunzioni saranno rese invisibili dal sorgere del sole.

Francesca Mancuso

Assertività: come imparare ad affermare sé stessi e le proprie emozioni in 7 mosse

GreenMe -

Published in: Costume & Società

Come tutte le capacità, anche l'assertività si può acquisire, migliorare, affinare. Bastano 7 "mosse".

  1. Uscire dalla propria zona di comfort

Che l'assertività sia già nelle proprie corde oppure non ancora, poco importa. Si può migliorare sempre: per farlo occorre andare oltre, fare uno “sforzo” per uscire dai soliti schemi (comportamenti, pensieri, credenze), disponibili a misurarsi con qualcosa di nuovo e sconosciuto. Oltre la comodità delle “fatiche note”. Deve diventare un obiettivo di crescita personale (e deve esserci la voglia di perseguirlo).

  1. Ascoltare attivamente

E' importante provare ad entrare nelle “scarpe” di chi si ha davanti e ascoltare – davvero – le sue parole, senza lasciare che la propria mente vaghi o arrivi a conclusioni personali. L'impegno richiesto è: stare in quello che si ascolta - parola per parola - fino in fondo, non solo con le orecchie ma impegnando, con l'attenzione, tutto il corpo.

  1. Sapere dire di no, esprimere il proprio disaccordo

Una cosa è certa per chi è assertivo: avere opinioni differenti non significa essere sbagliati, non significa avere ragione, non significa avere torto. Quasi nulla è assoluto. Lo stesso vale nei confronti degli interlocutori con cui ci si rapporta. Ciò non toglie l'importanza di esprimere il proprio punto di vista, quale che sia. Inoltre, in ogni situazione che lo richieda, saper dire di no, esprimere la propria contrarietà - al momento giusto e con la giusta serenità e fermezza - è un modo per rispettare anche se stessi.

  1. Tenere lontano i sensi di colpa, assumersi le responsabilità

Quali che siano le posizioni e le situazioni, accusare gli altri o cercare di farli sentire colpevoli (tu così, tu colà..) non è certamente assertivo: esprime, piuttosto, una scelta comunicativa passivo-aggressiva. La chiarezza delle posizioni e l'assunzione della propria responsabilità o co-costruzione dei fatti è centrale, oltre che onesto. E l'onestà fa (anche) bene alla nostra autostima profonda.

  1. Respirare e poi parlare

Una comunicazione assertiva è serena e tranquilla. Parla un linguaggio chiaro e diretto, guarda l'interlocutore negli occhi (non in modo fisso, ovviamente!). Possiede una sua calma e sicurezza interiori: per raggiungerla, in alcuni casi, può essere d'aiuto respirare. Prima: respiri lunghi e profondi, per abbassare eventuali tensioni presenti. E durante: modulando il parlato con tempi, pause che consentano (anche) di respirare.

  1. L'altro non è un nemico

Chi non è con noi è contro di noi”, slogan utilizzato durante il fascismo, è piuttosto radicato nelle nostre mentalità. Se qualcuno non è d'accordo, lo consideriamo un avversario, un nemico: ci sentiamo minacciati e questo rivela una nostra insicurezza di fondo. Un approccio assertivo cambia completamente la prospettiva: si può essere in buone costruttive relazioni, non per forza amici, anche se le posizioni sono opposte, se si ha a cuore, entrambi, lo stesso obiettivo. La diversità arricchisce.

  1. Fare esercizio quotidiano

L'assertività è un assetto di mente e cuore che si impara. Sono utili buone letture, che forniscono consigli, dritte e una base teorica sempre utile (ad esempio: Essere assertivi. Come imparare a farsi rispettare senza prevaricare gli altri; oppure Assertività ed emozioni. Manuale di formazione integrata alla comunicazione efficace); si può apprendere per “modellamento”, osservando chi si muove già comunicando con forza personale e rispetto altrui. Ma poi è necessaria la pratica. L'esercizio quotidiano parte da sé: davanti ad uno specchio, guardandosi nei propri occhi riflessi, si può cominciare ad esprimere i propri pensieri, i propri desideri. All'inizio non sarà forse facile, magari sembrerà buffo o sciocco, ma alla fine si vedranno i risultati. L'effetto che poi fa.

Anna Maria Cebrelli

Brevettato uovo sodo vegano da quattro studentesse dell'Università di Udine

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Published in: Vegetariano & Vegano

Si tratta di un prodotto già pronto al consumo, adatto, secondo i suoi ideatori, a coloro che per scelta o per intolleranze non mangiano le uova. Ma non solo. Essendo privo di colesterolo e di glutine, può essere consumato anche dalle persone che soffrono di ipercolesterolemia o celiachia (i celiaci possono comunque consumare le uova di gallina, ndR).

Ad inventarlo, dopo un anno e mezzo di sperimentazione, sono state quattro studentesse del corso di laurea magistrale in Scienze e tecnologie alimentari dell’ateneo friulano, Francesca Zuccolo, Greta Titton, Arianna Roi e Aurora Gobessi.

L’uovo vegano è stato prodotto usando ingredienti di origine naturale e vegetale, per lo più proteici, ricavati da farine di diversi legumi, oli vegetali, un gelificante e un sale speciale.

“È un prodotto refrigerato, pronto al consumo, da mangiare in insalata o in abbinamento a diverse salse” si legge nel comunicato ufficiale dell'Università di Udine.

Spiegano le studentesse:

“Il settore di interesse è l’industria alimentare, in particolare le aziende che producono già prodotti destinati a consumatori vegani o alimenti funzionali. Vendibile in negozi alimentari biologici, vegetariani e vegani, ma anche in qualsiasi supermercato, vista la sempre crescente richiesta di prodotti di questo tipo da parte dei consumatori. Nella messa a punto del prodotto le difficoltà non sono state poche, soprattutto di carattere tecnologico e nella scelta degli ingredienti. Sono state necessarie numerosissime prove per riuscire a ottenere la formulazione ottimale in termini di consistenza e gusto del prodotto finito”.

Dalle prossime settimane, il brevetto inizierà il percorso di commercializzazione, verrà presentato alle aziende interessate ad acquisirne il procedimento.

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Coldiretti ancora una volta richiama all'ordine e invita a rispettare la decisione della Corte di Giustizia europea sul fatto che

“i prodotti puramente vegetali non possono, in linea di principio, essere commercializzati con denominazioni, come ‘latte’, ‘crema di latte’ o ‘panna’, ‘burro’, ‘formaggio’ e ‘yogurt’, che il diritto dell’Unione riserva ai prodotti di origine animale” anche se “tali denominazioni siano completate da indicazioni esplicative o descrittive che indicano l’origine vegetale del prodotto in questione“.

Voi lo mangereste?

Francesca Mancuso

Foto

Il tenero e rilassante video del vombato che fa il bagno d'avena

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Published in: Animali

Il protagonista è Nugget, un piccolo di vombato in cura presso il centro veterinario dell'ACT Wildlife Australia a causa di una forte tosse secca e per il prurito dovuto a una forma di allergia. Per alleviarne i fastidi, ha fatto un bagno di vapore e un bagno d'avena, notoriamente efficace contro questo genere di disturbi.

E il cucciolo, a giudicare dal video, Nugget sembra aver gradito parecchio le cure che gli sono state riservate.

Il bagno di vapore ha alleviato la sua tosse e il bagno di avena ha placato il prurito dovuto all'allergia. Il tutto in una vaschetta perfettamente adatta alle sue dimensioni.

“Era molto più accondiscendente di quanto mi aspettassi, forse perché il bagno era caldo e lui era sonnolento”, scrive il veterinario che si è occupato di lui. “È andato dritto a dormire subito dopo”.

Evidentemente il tepore del bagno d'avena ha rilassato il vombato, predisponendolo per un bel sonnellino. Beato lui.

Ecco il video pubblicato su YouTube da ACT Wildlife Australia:

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Curiosità sui vombati

Scambiati per tassi dai primi colonizzatori europei, i vombati vivono nelle foreste foreste, sulle montagne e nelle lande dell'Australia sud-orientale e della Tasmania. Grazie ai denti frontali e agli artigli, essi scavano vasti sistemi di gallerie proprio come fanno alcuni roditori. Hanno inoltre una particolare caratteristica: il loro marsupio è rivolto verso il basso, e non verso l'alto come per gli altri marsupiali. In questo modo, la mamma non corre il rischio di far cadere il proprio piccolo. Infine, i wombat hanno un'altra particolarità: le loro feci hanno forma cubica!

Francesca Mancuso

I dolcificanti artificiali aumentano il rischio di diabete?

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Published in: Alimentazione & Salute

Secondo la ricerca gli edulcoranti artificiali, che molte persone con problemi di peso usano in sostituzione dello zucchero, possono influenzare la capacità del corpo di controllare i livelli di glucosio e, di conseguenza, aumentare il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2.

Lo studio in questione, condotto presso l'Università di Adelaide in Australia, è piccolo e i risultati, presentati all'Associazione Europea per lo Studio del Diabete a Lisbona, non sono stati ancora pubblicati. 

Il team australiano ha voluto indagare se grandi quantità di dolcificanti artificiali abbiano la possibilità di alterare la capacità del corpo di controllare i livelli di glucosio nel sangue. Alcuni dei 27 volontari sani che sono stati reclutati per lo studio hanno ricevuto l'equivalente di 1,5 litri di una bevanda dietetica al giorno sotto forma di capsule di due diversi edulcoranti: sucralosio e acesolfame K. Un gruppo assumeva le capsule tre volte al giorno per due settimane prima dei pasti, al gruppo di controllo veniva dato invece un placebo.

Concluso il test si è notato che la risposta del corpo al glucosio era stata compromessa in chi assumeva dolcificanti artificiali. Come hanno dichiarato gli autori:

"Questo studio sostiene il concetto che i dolcificanti artificiali potrebbero ridurre il controllo dei livelli di zucchero nel sangue e sottolinea l'eventualità che altissimi picchi di glicemia post prandiale nei forti consumatori abituali di Nas (non caloric artificial sweeteners, n.d.r) possano predisporre allo sviluppo del diabete di tipo 2”

Nonostante i risultati ottenuti siano in linea con le precedenti ricerche (vi avevamo parlato già di quella condotta dalla canadese York University), alcuni esperti hanno affermato di non appoggiare del tutto la conclusione.

Vi riportiamo ad esempio la posizione della dottoressa dottor Inês Cebola dell'Imperial College di Londra e membro della Società di Endocrinologia.

"Anche se si dimostrerà in futuro che i dolcificanti artificiali sono dannosi per la popolazione generale, questo potrebbe non essere vero in tutti i casi. Il diabete di tipo 2 nasce da un'interazione tra fattori ambientali e genetici, molti dei quali ancora non li comprendiamo appieno. È quindi prematuro concentrarsi sui dolcificanti artificiali come elementi isolati di rischio. L’intera storia probabilmente si rivelerà molto più complessa”.

Così invece ha commentato Emma Elvin, consulente clinico britannico:

"Questo è un piccolo studio con risultati interessanti ma non fornisce una prova forte che i dolcificanti artificiali aumentino il rischio di diabete di tipo 2. Dobbiamo vedere i risultati di test più grandi, condotti in ambienti più vivi della vita reale prima di poter valutare meglio”.

Insomma, tra i fattori di rischio del diabete tipo 2 vi possono essere (e vi sono con tutta probabilità) i dolcificanti artificiali ma sono indubbiamente da prendere in esame, attraverso nuove ricerche, anche molti altri aspetti della nostra alimentazione e stile di vita.

Francesca Biagioli

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