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Meno traffico grazie a droni, sensori e auto intelligenti

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La mobilità del prossimo futuro sarà all’insegna di veicoli elettrici o ibridi, con le stesse case automobilistiche in prima fila contro le emissioni di CO2 e prototipi tutto sommato realistici di auto zero emission. Tutti veicoli che parleranno sempre più il linguaggio dell’hi-tech e saranno sempre più intelligenti. Ma resta il problema del numero di questi veicoli che circolano sulle nostre strade.

Traffico, ingorghi, stress persone in coda per ore. Anche su questo fronte gli esperimenti sono molteplici, soprattutto nei centri abitati ad alta densità di popolazione (e di veicoli), in quelle città che sognano di diventare davvero smart city. Il problema del traffico, anche non considerando la questione inquinamento, è complicato da risolvere.

La soluzione più scontata sarebbe quella di costruire nuove strade per uno scorrimento più fluido dei veicoli, ma non sempre la morfologia del territorio lo consente, oppure semplicemente non c’è spazio. Suggerire alle persone di scegliere la bicicletta o di andare a piedi non è sempre possibile, quindi che fare? Potrebbero salvarci la tecnologia e le stesse automobili.

Greta Thunberg presidente del consiglio, subito!

Il Cambiamento - feed -

Lei, Greta Thunberg, è la quindicenne svedese che sta facendo parlare di sé in tutto il mondo perchè da due settimane è in sit-in di protesta davanti al Parlamento di Stoccolma e in "sciopero" dalla scuola (che in Svezia è già iniziata) per chiedere maggiore attenzione sul problema dei cambiamenti climatici.

La rivoluzione della “bici scatola”

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Dette anche Cargo Bike, in Nord Europa fanno già tendenza

Hanno un cassone davanti per trasportare oggetti o bambini: in città potrebbero tranquillamente sostituire le auto.

In Italia non se ne vedono molte, ma in Danimarca spopolano, e nei Paesi Bassi sono diventate addirittura uno status symbol. Parliamo delle Cargo Bike, in olandese “bakfiets”, letteralmente bici scatola, ma è più giusto chiamarle “bici da carico”. Si tratta di biciclette o più spesso tricicli con un cassone sul davanti (largo e lungo circa 90 cm) che permette il trasporto di oggetti, anche pesanti, e persone, soprattutto bambini.

Sono molto diffuse in Danimarca e Olanda, e in crescita in Gran Bretagna e negli Stati Uniti.

Inizialmente erano state concepite per un uso professionale, ottime per trasportare generi alimentari ma anche strumenti per il lavoro (imbianchini, fabbri, artigiani, addetti alle pulizie). “Se fossi uno studente e volessi traslocare, ne affitterei una per trasportare le mie cose. Non hai bisogno di un’auto per farlo”, spiega al “The Atlantic” Wouter van Gent, geografo urbano all’università di Amsterdam specializzato in processi di gentrificazione (trasformazione urbanistica e socio-culturale di un quartiere popolare in zona abitativa di pregio).

Oggi vengono usate per trasportare i bambini a scuola o al parco

Outbreak of Pneumococcal Meningitis, Paoua Subprefecture, Central African Republic, 2016-2017

Medici Senza Frontiere - feed -

Title: Outbreak of Pneumococcal Meningitis, Paoua Subprefecture, Central African Republic, 2016-2017 Authors: Coldiron, Me; Touré, O; Frank, T; Bouygues, N; Grais, RF Abstract: We report a pneumococcal meningitis outbreak in the Central African Republic (251 suspected cases; 60 confirmed by latex agglutination test) in 2016-2017. Case-fatality rates (10% for confirmed case-patients) were low. In areas where a recent pneumococcal conjugate vaccine campaign was conducted, a smaller proportion of cases was seen in youngest children.

La lettera che non ti aspetti di un sacerdote al New York Times contro l’ondata mediatica sugli abusi

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“Sono un semplice sacerdote cattolico. Mi sento felice e orgoglioso della mia vocazione. Vivo da vent’anni in Angola come missionario”. Inizia così la lettera che il missionario salesiano uruguayano, Martín Lasarte, ha inviato al New York Times.

“Vedo in molti mezzi di informazione, soprattutto nel vostro giornale, l’ampliamento del tema dei sacerdoti pedofili, con indagini condotte in modo morboso sulla vita di alcuni sacerdoti. Così si parla di un caso in una città negli Stati Uniti negli anni ‘70, di un altro nell’Australia degli anni ‘80, e così a seguire di altri casi più recenti… Certamente tutti questi casi sono da condannare! Si vedono alcuni articoli giornalistici misurati ed equilibrati, ma anche altri pieni di preconcetti e persino di odio.

Il fatto che persone, che dovrebbero essere manifestazioni dell’amore di Dio, siano come un pugnale nella vita di innocenti, mi provoca un immenso dolore. Non esistono parole che possano giustificare tali azioni. E non c’è dubbio che la Chiesa non può che schierarsi a fianco dei più deboli e dei più indifesi. Pertanto ogni misura che venga presa per la protezione e la prevenzione della dignità dei bambini sarà sempre una priorità assoluta.

Tuttavia, incuriosisce la disinformazione e il disinteresse per migliaia e migliaia di sacerdoti che si spendono per milioni di bambini, per tantissimi adolescenti e per i più svantaggiati in ogni parte del mondo!

Nella lettera padre Lasarte esprime tutto il suo disappunto di fronte all’ondata mediatica sollevata dagli abusi di pochi sacerdoti, ed esprime sorpresa per lo scarsissimo interesse che suscita nei media il lavoro quotidiano di migliaia e migliaia di altri presbiteri.

“Tuttavia, incuriosisce la disinformazione e il disinteresse per migliaia e migliaia di sacerdoti che si spendono per milioni di bambini, per tantissimi adolescenti e per i più svantaggiati in ogni parte del mondo! Ritengo che al vostro mezzo di informazione non interessi che io nel 2002, passando per zone minate, abbia dovuto trasferire molti bambini denutriti da Cangumbe a Lwena (in Angola), poiché nè se ne occupava il governo, nè le ONG erano autorizzate. E neanche vi importa che io abbia dovuto seppellire decine di piccoli, morti nel tentativo di fuggire dalle zone di guerra o cercando di ritornare, nè che abbiamo salvato la vita a migliaia di persone in Messico grazie all’unica postazione medica in 90.000 Km2, e grazie anche alla distribuzione di alimenti e sementi. Non vi interessa neppure che negli ultimi dieci anni abbiamo dato l’opportunità di ricevere educazione ed istruzione a più di 110.000 bambini…”

Il testo prosegue raccontando l’opera silenziosa a favore dei più sfortunati svolta dalla maggioranza dei sacerdoti, che però “non fa notizia”.

 

“Insistere in modo ossessivo e persecutorio su un tema, perdendo la visione di insieme, crea realmente caricature offensive del sacerdozio cattolico e di questo mi sento offeso. – conclude il missionario – Giornalista: cerca la Verità, il Bene e la Bellezza. Tutto ciò la renderà nobile nella sua professione. Chiedo solo questo…”.

Ciò che sorprende è che la lettera fu scritta e inviata al quotidiano nel 2010. Non ha mai ottenuto risposta.

A dimostrazione del fatto che le notizie funzionano come vere e proprie ondate mediatiche, al solo scopo di attirare i lettori ma senza mai fornire il quadro completo della situazione che si racconta. Come si suol dire, il lupo perde il pelo ma non il vizio. Le recenti dichiarazioni di Papa Francesco contro i preti pedofili hanno riacceso il dibattito sui giornali, ma sempre e solo al negativo.

Meno ruote, più rotaie: ecco come incentivare il trasporto su rotaie

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L’idea è geniale: un vagone ferroviario con una pedana da cui camion e autobus possono salire e scendere in totale autonomia. Il treno viaggia trasportando i mezzi con meno inquinamento e traffico sulle strade, meno usura dei mezzi, maggiore sicurezza.

Il vagone si chiama Flexiwaggon, è prodotto dall’azienda svedese Flexiwaggon AB e importato in Italia da Greenova Italia. L’autista del mezzo pesante può fare tutto da solo, paga con carta di credito, riceve un telecomando con cui estrae la pedana, ci sale con il camion e la fa rientrare. Un computer avvisa la motrice del treno dell’operazione in corso. All’arrivo estrae la pedana dal lato opposto a quello da cui è salito, scende e se ne va. Nessuna manovra, nessuna retromarcia, circa 7 minuti il tempo necessario a fare tutto. E non servono nemmeno particolari infrastrutture ferroviarie per la salita/discesa dei mezzi.

Qualche dato sul trasporto merci su gomma. Secondo un comunicato stampa di Greenova Italia le merci su gomma in Italia costituiscono l’80% di tutti i trasporti, contro il 73% della media europea e citano un recente articolo del Messaggero a firma di Andrea Giuricin. Un Dossier dell’Ansa parla di una media europea del 71,1% e conferma…

In viaggio con i rifiuti... per capire

Il Cambiamento - feed -

Malgrado le campagne di sensibilizzazione, quelle per la riduzione, il riuso e il riciclo, malgrado le spiegazioni, sono tantissime le persone che ancora non hanno idea di cosa accada al "rifiuto" quando se ne liberano. Allora seguiamolo, mettiamoci in viaggio col "rifiuto" e cerchiamo di capire perché è vitale ridurli drasticamente.

Michael Jackson: 3 cose che non sai del mito che voleva cambiare il mondo con la musica

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Oggi avrebbe compiuto 60 anni. A quasi 10 anni dalla sua scomparsa il re del pop è vivo più che mai.

Si celebra oggi con grandi festeggiamenti il 60esimo anniversario della nascita di Michael Jackson, un mito davvero intramontabile che ha saputo incantare milioni di fan in tutto il mondo con la musica, il suo modo di ballare e le scenografie dei suoi concerti. Michael Jackson ha detenuto per quasi 40 anni il record del disco più venduto nella storia della discografia, Thriller, con 110 milioni di copie vendute dalla sua prima uscita (era il 1982).

Un personaggio ai limiti dell’incredibile, a volte controverso, cosa che ha contribuito non poco a renderlo famoso, come il desiderio di cambiare il colore della sua pelle, l’ambiguità della sua sessualità, le controversie con chi lo accusava di pedofilia e altre stravaganze, come quella di avere un enorme parco divertimenti tutto per sé nel giardino di casa sua. Tutti aspetti che, per certi versi, lo hanno immeritatamente consegnato alle cronache del tempo, e ingiustamente condannato, spesso per l’interesse o l’opportunismo di qualcun altro.

Infatti non tutti sanno che il vero motivo per cui Michael Jackson voleva diventare bianco era la vitiligine, una malattia della pelle che fa comparire delle evidenti macchie chiare a causa della perdita di melanina, come dichiara lui stesso nella autobiografia Moonwalk. Fu accusato di razzismo da coloro che non erano suoi fan, non conoscendo un problema che il cantante aveva cercato di tenere nascosto a lungo.

I mass-media marciarono prepotentemente sulle sue esuberanze e le sue controversie, fino ad accanirsi a volte con cattiveria, come in occasione dello scandalo che vide il cantante accusato di pedofilia verso un bambino. Michael Jackson rimase talmente sconvolto dalla vicenda (fu torturato dalla polizia) da decidere di accettare il pagamento di un risarcimento pur di essere lasciato in pace (cosa che si rivelò un grave errore poiché il gesto venne interpretato come un’ammissione di colpa). Il padre del bambino poi confessò di aver architettato tutto solo per ottenere del denaro.

Michael Jackson è stato un artista di grandissimo talento, anche grazie al padre Joe che lo ha instradato insieme ai suoi fratelli verso la carriera musicale fin da bambino, costringendolo ad esercitarsi e a dedicarsi alla musica a volte anche con metodi crudeli. Non erano rare infatti le punizioni e le percosse che quelli che divennero inizialmente famosi come i Jackson 5 dovevano subire dal padre, anche lui musicista. Fu questo uno dei motivi che constrinse Michael Jackson a diventare quel personaggio controverso, l’eterno bambino, che tutti abbiamo conosciuto, essendo stato privato della sua infanzia che spetta a un bambino normale, giocando e passando il tempo libero con i suoi amici, e non calcando i palcoscenici e gli studi di registrazione fin da giovanissimo. Il suo primo singolo, Big Boy, fu infatti inciso all’età di soli 6 anni.

Oggi resta un mito, scomparso prematuramente come tutti i miti, quasi fosse un destino ineluttabile. Un artista che con la sua musica ha cercato di cambiare il mondo. Lo testimoniano i testi e i video-clip di canzoni famosissime come Man in the Mirror, Heal The World, They Don’t Care About Us, We Are The World e moltissime altre, che hanno commosso e mobilitato i fan di tutto il mondo verso il rispetto del nostro pianeta, i diritti umani, la fame nel mondo e la grandezza di tutti gli esseri umani (che nascono puri e poi finiscono per essere corrotti dalla società).

A noi non resta che celebrarlo così, ricordando non solo la sua musica, i suoi balli e le sue stravaganze, ma il messaggio di amore e di pace che ha portato nel mondo…

La top 5 delle città dove celebrare il tuo anniversario in Italia

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Stai per celebrare il tuo anniversario e vuoi creare un’atmosfera unica da dedicare alla tua donna? Hai raggiunto la ragguardevole cifra dei 20 anni di matrimonio o di più e hai deciso di realizzare il sogno di tua moglie di vedere una città magica? L’Italia è un Paese ricco di cultura, di storia, della buona tavola e degli ottimi vini.

Scegliere una città su tutte non è facile perché c’è l’imbarazzo della scelta ma ne abbiamo selezionate 5 che rappresentano per diverse ragioni dei must da vedere.

1- Roma

Potrebbe sembrare banale ma la capitale italiana è davvero una meta ricca di bellezze da visitare, dal Colosseo al Pantheon, dalla Fontana di Trevi ai Fori Imperiali. Lascia che la tua donna abbia un ricordo indimenticabile durante la scoperta di questa città e regalale un mazzo di fiori che suggelli il vostro anniversario. E se cerchi un fioraio a Roma, il negozio online per la vendita dei fiori Lolaflora, assicura un eccellente servizio di consegna su qualsiasi tipo di confezione, con una qualità impeccabile e di classe.

2- Milano

Se la tua dolce metà ama tutto quello che è contemporaneo, allora puoi sicuramente optare per Milano. Città metropolitana e internazionale, dalle mille mode e tendenze, dai locali trendy ai negozi per ogni tasca. Milano merita una visita della Galleria Vittorio Emanuele, di Piazza San Babila, del Castello Sforzesco, solo per fare alcuni esempi.

3- Bologna

Questa città dell’Emilia Romagna è un connubio tra storia e folklore. È la città dove si può visitare la suggestiva Piazza Maggiore o la Torre degl Asinelli. E se vuoi dare un tocco in più a una giornata che vuoi rendere davvero speciale, rivolgiti a chi nella consegna di fiori è un esperto. Oltre a Interflora a Bologna puoi utilizzare l’eccellente servizio di Lolaflora che per la consegna e il confezionamento dei fiori non è secondo a nessuno, sia per il gusto che per la qualità.

4- Venezia

Forse una delle città più suggestive al mondo, con i suoi ponti e canali, con le gondole e quell’atmosfera un po’ retro che conferiscono a Venezia la palma di città romantica e poetica. Hai mai pensato a un giretto in gondola, che inizia con la consegna di un fiore? Sai che effetto potrebbe fare sulla donna che ami? Probabilmente è un gesto che la legherebbe a te per tutta la vita. Venezia, un fiore e le stelle e l’amore sboccia con passione.

5- Napoli

Il mare, la patria della pizza, la gente sempre sorridente, la musica e le tante piazze popolate a ogni ora del giorno e della notte. Napoli sa regalare la magia, l’originalità, il sano divertimento di una passeggiata sul lungomare o le forti emozioni quando ci si sofferma in ammirazione di fronte alla vista del Cristo Velato che lascia tutti a bocca aperta. Potrai passeggiare lungo la Riviera di Chiaia, passando attraverso il Castel dell’Ovo, potrai ammirare il Maschio Angioino o la Certosa di San Martino.

 

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La miope guerra contro i lupi

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Anche la Regione Toscana vuole mettere in cantiere l'ok all'abbattimento dei lupi e si è già tenuto un incontro con gli assessori di Trento e Bolzano. Eppure è scelta miope e sbagliata. Vediamo perché.

La Vespa Elettrica in produzione a settembre

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Il gruppo Piaggio avvierà a settembre la produzione di Vespa Elettrica. La declinazione elettrica dello scooter più famoso e amato al mondo nascerà nello storico stabilimento di Pontedera, in provincia di Pisa, dove Vespa vide la luce nella primavera del 1946. I primi esemplari saranno prenotabili a inizio ottobre, solamente online. Il prezzo sarà allineato alla fascia alta della gamma Vespa (300 cc, quindi intorno ai sei mila euro) attualmente commercializzata. Vespa Elettrica sarà quindi gradualmente immessa sul mercato a partire da fine ottobre per raggiungere la piena commercializzazione a novembre.

Il tutto in concomitanza con il salone di Milano Eicma 2018, cominciando dall’Europa per poi essere estesa a Stati Uniti ed Asia a partire da inizio 2019. Vespa Elettrica sarà predisposta per adottare nel prossimo futuro soluzioni attualmente in fase di sviluppo per Gita, il robot in realizzazione a Boston da Piaggio Fast Forward (e che entrerà in produzione a inizio 2019), quali sistemi di intelligenza artificiale con comportamenti adattivi e sensibili a ogni input da parte del conducente.

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