Feeds

Come possiamo fare per trovare il lavoro dei nostri sogni?

BuoneNotizie.it -

Ecco come la tecnologia può aiutarci a costruire un futuro migliore facilitando l’incontro tra noi e il nostro lavoro ideale. 

Nella nostra ultima azienda, io e il mio cofondatore Josh stavamo costruendo un display laser per la realtà virtuale e cercavamo degli ingegneri ottici. Abbiamo pubblicato un annuncio di lavoro e abbiamo aspettato. Nessuno si è candidato.

Disperata, abbiamo passato al setaccio il web alla ricerca di ingegneri ottici, scrivendo messaggi personali e spiegando perché abbiamo pensato che quella posizione faceva proprio al caso loro. Questo metodo si è rivelato efficace e le risposte sono arrivate, e abbiamo finito per lavorare con i più bravi ingegneri ottici di Google Glass e Hololens.

Dopo questa esperienza abbiamo pensato: è una follia! Come è possibile che ancora oggi, le persone vengano a conoscenza di grandi opportunità di lavoro in modo casuale, perché qualcuno li ha trovati su internet o contattati via email?

Non è facile trovare la tua migliore opportunità, perché ciò che stai cercando non può essere catturato in parole chiave di ricerca semplici. In un annuncio di lavoro il candidato cerca caratteristiche che offrano opportunità di carriera o che lo aiuti a migliorare qualche competenza specifica, come scrivere un linguaggio di programmazione. E in un candidato le aziende cercano caratteristiche come quella di saper gestire le persone o essere stati capaci di scalare un progetto fino a un milioni di utenti…

È difficile ricercare queste caratteristiche su LinkedIn o Google, perché sono concetti complessi e multidimensionali. Questo è il motivo per cui perdiamo tanto tempo, da entrambe le parti, per trovare la giusta corrispondenza e per cui le persone rimangono insoddisfatte nel loro lavoro, per anni.

Un nuovo approccio: un modello di “machine learning” per ciascun lavoro e profilo personale.

I modelli di “machine learning” sono particolarmente utili a catturare i tratti sottostanti questi concetti ad alto contenuto dimensionale. Sourceress è un progetto nato per provare ad applicare questo modello per consentire di individuare e mappare concetti complessi. Lavorando con le aziende, creiamo un modello su misura per ogni ruolo per catturare quelle sfumature che le descrizioni dei lavori inevitabilmente tracciano. (Potresti dire che stai cercando un candidato con 5 anni di esperienza su Android, ma assumeresti una persona che ne ha solo 4 se sapessi che programma sin dall’infanzia?)

Dal lato dei candidati, stiamo creando una tassonomia sulle abilità e sugli interesse che va ben oltre il numero di anni di esperienza su Python. Stiamo costruendo migliaia di modelli che elaborano i dati relativi alla formazione come vengono descritti dai candidati stessi, per estrapolarne ogni caratteristica. Ciò consente di calcolare la probabilità che un candidato sia idoneo per una determinata posizione o ruolo.

Questo approccio sta funzionando incredibilmente bene: ci occupiamo dell’intero processo di scouting per le aziende e quando selezioniamo i candidati, manager sono entusiasti di aver parlato con loro nell’85% dei casi (rispetto al 10-50% per la tipica attività di recruiting).

Il percorso per impiegare meglio l’intelligenza dell’umanità. Nel breve termine vogliamo ridurre il pregiudizio nel processo di assunzione (genere, età, credo…). Nel lungo termine vogliamo rimuovere le barriere per trovare il lavoro ideale. Pensate a tutti i lavoratori che impiegano 8 ore di lavoro ogni giorni in un’attività che non gli interessa e non li stimola: milioni di ore di lavoro sprecate. Se invece ogni persona potesse trovare il proprio lavoro ideale… quanti progressi potrebbe fare l’umanità?

Tradotto da BuoneNotizie.it. Fonte: Medium.com

The post Come possiamo fare per trovare il lavoro dei nostri sogni? appeared first on Buonenotizie.

Calendario dell'avvento: 5 modi per costruirlo fai da te con i LEGO

GreenMe -

Published in: Gadget

Il calendario dell'avvento mostra i giorni che mancano alla vigilia di Natale. Un'usanza nata nei paesi di lingua tedesca ma diffusa in tutto il mondo. Ormai ce n'è per tutti i gusti e per tutte le tasche, già pronti o da realizzare con materiali di recupero.

In realtà, LEGO offre i suoi calendari dell'avvento ma hanno un costo non proprio irrisorio. Per questo vi mostreremo come realizzarli coi LEGO classici.

Calendario 1: Countdown e percorso di Babbo Natale o degli omini di pan di zenzero

Per questo calendario, ogni giorno che passa bisognerà spostare in avanti il personaggio scelto. Quando raggiungerà la casa sarà Natale. Il principale vantaggio di questo calendario è che è molto semplice da realizzare e mostra chiaramente quanto manca a Natale.

Provate a costruirlo coi vostri bambini. Ecco cosa serve:

  1. Un personaggio di Babbo Natale o qualunque altro
  2. Mattoncini marroni
  3. Mattoncini verde chiaro 2 x 4 per il percorso
  4. Mattoncini verde e rosso 2 x 2 mattoni per le date
  5. Il centro dell'albero di Natale è uno speciale mattoncino 1x1 che ha borchie su tutti i lati.
   

Calendario 2: Albero di Natale

Questo calendario è semplice, basta aggiungere un ornamento all'albero ogni giorno e la stella il 25 dicembre. Si possono mettere tutti i decori in una ciotola con richiami natalizi, pronti per iniziare a decorare l'albero il 1 ° dicembre.

 

Per realizzarlo, occorrono mattoncini verdi per la chioma e marroni per il tronco marrone. Occorre anche un mattoncino 4x10 da piazzare in fondo ai rami per tenerli insieme.

Calendario 3: Sfruttiamo la scatola dei LEGO

Non solo mattoncini. È possibile sfruttare anche la scatola che li contiene per realizzare un calendario dell'avvento personalizzato. A dare l'idea è Kim Chance che ha realizzato questo originale calendario...con sorpresa. Sfruttando un vecchio calendario, ha creato un calendario di biglietto d'auguri formato Lego. Ha acquistato un piccolo kit LEGO di circa 90 pezzi, ha raggruppato i pezzi che andavano montati insieme e li hanno inseriti nelle 25 caselline del calendario.

Ogni giorno i suoi bambini aprivano uno dei cassetti trovando nuovi pezzi con cui giocare.

Calendario 4: il castello

Porte e finestre che si aprono per ogni giorno che passa. Questo calendario è più complesso da realizzare ma decisamente d'effetto. Uno dei modi più semplici per creare una porta è con una piastra 1x2 con maniglia e una 1x2 con due clip. Bisogna rinforzarle un po' con un mattoncino dietro per evitare che si aprano del tutto.

Per cominciare occorre fare la base con sei scomparti usando una fila di mattoncini 2 x 4 mattoni per dare stabilità alla costruzione. Per realizzare i cassetti occorrono mattoncini 4 x 6. Dovranno essere inseriti anche mattoncini sul fondo di ogni scomparto per creare il cassetto.

Il video che segue mostra come realizzarlo:

LEGGI anche:

Calendario 5: Advent Calendar Building Kit LEGO

Se preferite regalare il vero calendario dell'avvento coi Lego ai vostri bambini, potrete trovarlo anche su Amazon.

Effettuando l'ordine adesso farete sicuramente in tempo a realizzarlo entro il 1° dicembre.

Francesca Mancuso

Caffè delle riparazioni contro l'obsolescenza programmata. Come nascono e come aprirne uno

GreenMe -

Published in: Riciclo e Riuso

Negli ultimi anni le aziende realizzano prodotti e oggetti che hanno una scadenza programmata, dopo un po’ di tempo infatti iniziano ad essere difettosi e le persone non sapendo a chi rivolgersi per aggiustarli, o visti i costi troppo alti delle riparazioni, rinunciano per acquistare un nuovo prodotto. Questa è la logica del mercato che vuole favorire i consumi piuttosto che il recupero e il riciclo.

Il caffè delle riparazioni è un luogo in cui invece di buttare si aggiusta e riutilizza in modo tale da dare nuova vita agli oggetti che, senza un minimo di manutenzione, sarebbero probabilmente finiti nel cassonetto ben prima del dovuto. Spesso infatti una sapiente riparazione può far durar molto più a lungo i nostri oggetti con evidenti vantaggi per l'ambiente e per il portafoglio.

Caffè delle riparazioni, cosa sono e storia

Nei caffè delle riparazioni si possono trovare persone esperte nella riparazione di oggetti di ogni genere. L’obiettivo è ovviamente quello di recuperare tutto il possibile evitando sprechi e facendo riscoprire alle persone l’arte di aggiustare tramite i giusti utensili, materiali e ovviamente le necessarie competenze.

Cosa è possibile riparare in questi spazi dedicati? Davvero di tutto: dalle biciclette ai mobili, dagli elettrodomestici ai vestiti, dai giocattoli ai gadget di ogni genere. Solitamente il luogo è aperto solo alcuni giorni della settimana o una o due volte al mese e le persone che vi si affidano possono beneficiare, in maniera del tutto gratuita, di professionisti o esperti del fai da te come sarte, informatici, elettricisti, meccanici, ecc. tutti volontari che mettono a disposizione degli altri le proprie conoscenze e competenze manuali.

Un altro punto di forza è che le persone possono imparare anche loro stesse ad aggiustare gli oggetti rotti, seguendo passo passo le istruzioni degli esperti. Un’ottima occasione per migliorare le proprie competenze in quanto a fai da te e scoprire la bellezza di saper fare dei piccoli lavori utili.

 

Si possono frequentare i caffè delle riparazioni anche come semplice luogo di socialità dove leggere libri, sorseggiare una bevanda calda in compagnia e perché no mettersi al servizio degli altri per le loro esigenze.

L’idea del caffè delle riparazioni è nata in Olanda dalla giornalista Martine Postma che da sempre si è distinta per le sue iniziative sulla sostenibilità ambientale. Nel 2009 la donna ha aperto il primo Repair Cafè ad Amsterdam e visto il grande successo ha deciso di creare subito dopo un’associazione no profit con lo scopo di fornire sostegno a chiunque, in qualunque parte del mondo, volesse riproporre un’iniziativa del genere.

Da lì i Repair cafè si sono diffusi un po’ in tutto il mondo, molto apprezzati ad esempio negli Stati Uniti e in Francia ma si trovano anche in Cile, Australia, India e alcune parti dell'Africa (si aggiungerà presto l'Egitto). Attualmente esistono circa 750 luoghi come questi in 18 paesi e il loro numero cresce ogni giorno.

Come aprire un caffè delle riparazioni

Anche in Italia esistono alcuni caffè delle riparazioni, nello specifico si trovano a Roma, Orvieto, Perugia, Bologna e Milano ma magari qualcuno di voi può avere voglia di aprirne uno in altre località. Ecco allora alcuni consigli per inaugurare e gestire un luogo "aggiustatutto" come questo:

  • Trovare lo spazio: per prima cosa bisogna trovare uno spazio idoneo, può essere anche una o più stanze all’interno di una scuola o nei locali di un’associazione, di una chiesa oppure un garage inutilizzato, un negozio, ecc.
  • Trovare gli esperti in riparazione: si può spargere la voce tra amici, parenti e conoscenti che si intende intraprendere questa iniziativa e si stanno cercando persone che vogliano condividere le proprie competenze gratuitamente per un bel progetto di riciclo e riuso.
  • Trovare le attrezzature necessarie: attrezzi da lavoro, macchine da cucire, strumenti di ogni genere si rivelano utili e indispensabili per le riparazioni.
  • Scaricare su repaircafe.org lo starter kit comprensivo di guida per aprire un caffè delle riparazioni avendo tutte le informazioni su come organizzare al meglio lo spazio e gestire il lavoro. La pubblicazione, nata dopo anni di esperienza, vi guiderà passo dopo passo in ciascuna delle fasi del progetto: come scegliere il luogo adatto, ottenere gli strumenti necessari, organizzare la pubblicità, raccogliere fondi e altro.
  • Preparare l’evento: trovato spazio, attrezzi ed esperti in riparazione non resta che fare pubblicità alla nuova iniziativa e organizzare un bel evento per far conoscere alle persone le scopo del progetto e i servizi messi a disposizione, quindi cosa sarà possibile riparare e cosa no.
 

Se ti interessa conoscere altre iniziative simili leggi anche:

L’esperienza del caffè delle riparazioni di Mendriso in Canton Ticino

Un caffè delle riparazioni Svizzero che esiste da diversi anni è quello di Mendrisio in Canton Ticino, questo è aperto una volta al mese per aiutare tutte le persone che preferiscono riparare invece che buttare. Si possono portare soprattutto elettrodomestici, orologi, pc e telefoni che gli esperti provano ad aggiustare sul posto concordando prima costi e condizioni della riparazione.

L'iniziativa è promossa dall'Acsi, Associazione Consumatrici e Consumatori della Svizzera italiana, e dalla Città di Mendrisio con lo scopo di sensibilizzare i cittadini sui vantaggi del recupero degli oggetti.

Francesca Biagioli

Foto: Repair cafè international 

La Pedrera: la straordinaria Casa Milà di Gaudì

GreenMe -

Published in: Spagna

Dal 1984 La Pedrera è inserita tra i patrimoni Unesco ed attualmente è sede della Fondazione Catalonia la Pedrera e le sue stanze vengono utilizzate come centro culturale per tutte le attività organizzate da musei e non solo.

Non a caso, proprio in questi giorni Dan Brown ha scelto La Pedrera come location per presentare il lancio internazionale del suo ultimo romanzo ‘Origin’ che tra le sue pagine contiene ambientazioni che si svolgono proprio in questo edificio, ma anche alla Sagrada Familia.

Casa Milà, viene considerata come una delle costruzioni più emblematiche dell'architetto Antoni Gaudí e definita come ‘un’opera d’arte a sé’. La sua unicità, il suo patrimonio e valore artistico sono in gran parte accreditati con l'inclusione de La Pedrera, nel Catalogo dei Beni Artistici della città di Barcellona.

L’edificio all’esterno sembra una vera e propria cava (da lì il nome Pedrera) ed è stato commissionato da Pere Milà e dalla moglie. L’idea di Gaudí era di costruire un edificio su un terreno al confine tra Gracia e Barcellona, che diventasse la residenza della famiglia, ma anche potesse anche essere affitto nel momento in cui L'Eixample de Barcelona, stava appunto diventando il fulcro dell’espansione urbana e che nel tempo, ha trasformato Passeig de Gràcia nel nuovo centro residenziale borghese.

La Pedrera è stata costruita come se fossero due blocchi di case, con accessi indipendenti e collegati da due grandi cortili interni e una facciata comune. Nella sua pienezza professionale, a cinquantanove anni, dopo aver raggiunto il proprio stile indipendente, Gaudí crea Casa Milà che diventa il suo ultimo lavoro civile e, allo stesso tempo, uno dei più innovativi per quel che riguarda gli aspetti funzionali, costruttivi e ornamentali.

Non perdete anche gli altri capolavori di Antoni Gaudi:

Infatti, questo edificio viene considerato un lavoro di rottura, al di fuori degli schemi del suo tempo, una rara apertura al modernismo, un lavoro che anticipa l’architettura del ventesimo secolo.

La Pedrera è la quarta e ultima delle opere che hanno Passeig de Gràcia, il viale più importante della città, che collega la parte vecchia di Barcellona con Gràcia.

Per maggiori informazioni clicca qui

Dominella Trunfio

Foto

Alluminio e plastica vanno lavati prima di gettarli nella differenziata?

GreenMe -

Published in: Rifiuti & Riciclaggio

Qualche tempo fa sul gruppo Sarò buon* con la Terra: Risparmio, Riciclo, Rispetto e Autoproduco, nato per dare voce ai lettori di greenMe.it e scambiarsi idee, consigli e piccoli vademecum per risparmiare e vivere in maniera più sostenibile, una nostra lettrice aveva condiviso un post di Pietro Petruzzelli, assessore all'Ambiente e allo Sport del Comune di Bari.

Petruzzelli mostrava un’immagine di un lavabo pieno di detersivo in cui venivano lavati imballaggi in alluminio e scriveva:

“Pur apprezzando lo zelo e la passione "ambientale" dimostrata nei confronti dell'alluminio e del suo riciclo, ricordiamo a tutti, e al cittadino che mi ha inviato questa foto, che i contenitori in alluminio, come scatolette e vaschette, non vanno lavati nè sciacquati prima di essere messi nel contenitore giallo della plastica e metalli. Basterà rimuovere i residui di cibo. Ai fini del riciclo non serve di più. Come spesso dico, potete differenziarli: ANCHE SPORCHI PURCHE' VUOTI. Aiutatemi a spargere la voce”.

E le cose stanno esattamente così: imballaggi di alluminio e plastica non hanno bisogno di essere lavati, è sufficiente pulire ogni residuo di cibo per una corretta differenziata.

Noi ne avevamo parlato qualche tempo fa, ma in occasione di Ecomondo 2017, abbiamo chiesto ulteriore conferma a Carmine Bruno Rea, presidente del CiAl, consorzio imballaggi alluminio.

In questo video, Rea sostiene la tesi che bisogna appunto solo pulirli dai residui di cibo. La stessa domanda, l’avevamo posta a Luca Stramare, responsabile Ricerca Sviluppo di Corepla per quel che riguarda gli imballaggi della plastica.

Quali sono le regole per fare una corretta raccolta differenziata di imballaggi e delle bottiglie di plastica?Vanno lavati prima di essere gettati nella differenziata?

E i tappi devono essere avvitati o vanno gettati singolarmente?


“L’imballaggio non deve essere lavato come se fosse messo in lavastoviglie, ma il consumatore non deve gettare il piatto della torta con ancora mezzo pezzo di torta (ma questo in generale non si dovrebbe fare, diciamo noi)”, dice Stramare nella nostra intervista.

Ancora su imballaggi potrebbero interessarvi: 

Quindi in conclusione, davanti a imballaggi di plastica e alluminio bisogna usare le stesse accortezze di quando si mettono i piatti in lavastoviglie, rimuovendo a fondo tutti i residui di cibo. E i tappi delle bottiglie possono stare laddove sono, purché siano avvitati.

Dominella Trunfio

Ingenious Device That Can Detect Melanoma Chosen by Dyson as Top Design of 2017

Good News Network -

A small and simple handheld device with the ability to detect skin cancer has just won the International James Dyson Award for the year. Because cancerous skin tissue metabolizes more quickly than regular skin cells, the tissue regains heat faster than the rest of a person’s skin. So, when a

The post Ingenious Device That Can Detect Melanoma Chosen by Dyson as Top Design of 2017 appeared first on Good News Network.

Pan di spagna: la ricetta perfetta per farlo soffice e spugnoso

GreenMe -

Published in: Ricette

I suoi ingrendieti sono solo le uova, lo zucchero e la farina ed è quindi senza lattosio, il pan di spagna si presenta comunque umido e soffice e la sua fragranza resta intatta per diversi giorni. L'assenza di lievito rende la sua preparazione quasi una magia, la lievitazione in cottura avviene infatti grazie all'aria che le uova incorporano durante la lavorazione con lo zucchero.

Ingredienti per uno stampo per torte avente 20 cm di diametro
  • 4 uova di media grandezza
  • 120 gr di farina di semola rimacinata
  • 120 gr di zucchero di canna
  • olio e farina aggiuntiva q.b. per lo stampo
googletag.cmd.push(function() { googletag.display('div-gpt-ad-1498149132762-1'); });
  • Tempo Preparazione:
    30 minuti circa
  • Tempo Cottura:
    30 minuti circa circa
  • Tempo Riposo:
    tempo di raffreddamento
  • Dosi:
    per 6 persone
  • Difficoltà:
    medio/bassa
  Come preparare il pan di spagna: procedimento

 

  • Oliare ed infarina lo stampo per torte.
  • Sgusciare le uova e metterle in una ciotola capiente,
  • iniziare a montarle e quando saranno spumose aggiungere lo zucchero
  • montarle con il frullino elettrico per venti minuti oppure se si utlizza una planetaria per quindici minuti,
  • aggiungere ora un po' di farina alla volta avendo cura di metterla verso il bordo della ciotola in modo da non smontare il composto con il suo peso,
  • incorporare la farina un cucchiaio alla volta utilizzando una frusta a mano, o in alternativa un cucchiaio di legno, facendo dei movimenti delicati e circolari che vadano dal basso verso l'alto,
  • dopo aver incorporato tutta la farina l'impasto scenderà dalla frusta senza spezzarsi,
  • versare delicatamente l'impasto nello stampo,
  • infornare in forno caldo a 180° e cuocere a 160° per circa trenta minuti,
  • prima di sfornare, e solo dopo che sia passata la prima mezz'ora di cottura, verificare con uno stecchino la cottura, se questo estraendolo dovesse essere umido si dovrà proseguire ancora la cottura per poi ripetere la prova prima di sfornare.
  • A cottura ultimata sfornare,sformare delicatamente il pan di spagna e farlo raffreddare su una gratella.

 Potrebbero interessarti altre ricette per il pan di spagna, idee per le torte di compleanno o altre basi per torte

Ilaria Zizza

La Matita magica di Malala: il libro che ci insegna ad avere sempre coraggio

GreenMe -

Published in: Libri

L'adolescente pachistana miracolosamente sopravvissuta alla crudeltà dei terroristi, da allora è diventata una strenua sostenitrice del diritto all'istruzione femminile.

Ne "La matita magica di Malala", la giovane dà alla matita un potere simbolico importante. Racconta dell'attivista che desiderava avere una matita magica per rendere felice chi le stava intorno.

Un giorno, Malala notò una bimba che rovistava tra i rifiuti. Capisce così che l'istruzione non è accessibile a tutti, soprattutto alle bambine. Così inizia a sognare di avere una matita magica capace di "disegnare un mondo migliore", o ancora per raccontare al mondo cosa accade, cosa sono costrette a vivere tante bambine pur di frequentare la scuola.

Da lì in poi parte il racconto della sua vita, del tentativo di omicidio, con Malala che narra la sua storia dal letto dell'ospedale dicendo che

“gli uomini pericolosi hanno cercato di ridurla al silenzio. Ma hanno fallito”.

Il resto del libro mostra Malala che trionfa gioiosa perché è riuscita a condividere il suo messaggio di pace e la sua voglia di un mondo migliore utilizzando la propria matita.

I hope this book inspires children to believe in themselves and follow their dreams. Available today: https://t.co/u84c2H17Gu pic.twitter.com/JZMlFuHpoy

— Malala (@Malala) 17 ottobre 2017

Anche se le tematiche sono dure, il libro è adatto ai bambini visto che con parole innocenti trasporta i giovani lettori in un mondo difficile ma reale, mettendoli al corrente delle ingiustizie che purtroppo non mancano nella società.

Un modo diverso di raccontare la sua storia, per Malala. La giovane attivista proprio il mese scorso ha iniziato i propri studi universitari a Oxford, dove è stata ammessa grazie al superamento di alcuni esami col massimo dei voti tra cui matematica, studi religiosi e geografia e storia.

5 years ago, I was shot in an attempt to stop me from speaking out for girls' education. Today, I attend my first lectures at Oxford. pic.twitter.com/sXGnpU1KWQ

— Malala (@Malala) 9 ottobre 2017

LEGGI anche:

Una storia che nel suo piccolo Malala ha contribuito a scrivere, col suo coraggio e con la sua voglia di combattere contro le disuguaglianze e le ingiustizie.

Francesca Mancuso

Intervista a Silvio Malvolti, fondatore di BuoneNotizie.it

BuoneNotizie.it -

Inaugurare la rubrica ITALIANI di Tesori d’Italia Magazine con Silvio Malvolti non è un caso. Lo abbiamo seguito nel tempo, lo abbiamo cercato, lo abbiamo incontrato e quando abbiamo capito che tutto quanto avesse fatto o provato a fare in 15 anni era ancora lì, davanti a noi, un po’ ammaccato ma vivo, fiero e determinato, non abbiamo avuto alcun dubbio: il fondatore di BuoneNotizie.it e oggi fautore in Italia del giornalismo costruttivo doveva essere il primo tesoro cui dare luce, spazio e voce.

Avere un’idea tanto semplice quanto importante, per l’Italia come per il mondo, i cui effetti positivi sulla gente sono indiscussi, lavorare e rischiare in prima persona per renderla concreta e far sì che gradualmente vi partecipino centinaia di migliaia di persone è la più grande dimostrazione che…

…continua a leggere l’intervista su Tesori d’Italia Magazine

The post Intervista a Silvio Malvolti, fondatore di BuoneNotizie.it appeared first on Buonenotizie.

Bonus nonni 2018: cos'è e a chi spetterebbe la detrazione fiscale

GreenMe -

Published in: Speciale bambini

 

Perché una misura simile? Perché, dati di Fondazione Senior Italia Federanziani alla mano, in Italia ci sono 12,5 milioni di nonni: uno su tre si occupa tutti i giorni dei propri nipoti; uno su due li accudisce una o più volte a settimana e sono oltre 7 milioni gli anziani che contribuiscono con proprie risorse economiche al benessere della famiglia, di figli e nipoti. Anche se le loro pensioni sono esigue, infatti, aiutano le famiglie dei propri figli con 5,4 miliardi di euro ogni anno, sotto forma di sostegno in denaro e acquisti di beni necessari a figli e nipoti.

Per questi motivi, la nuova misura vuole riconoscere con un’agevolazione fiscale e il fatto che siamo probabilmente il Paese europeo con la percentuale più alta di “senior” che si occupa dei nipoti.

Cos’è il bonus nonni e a chi spetta

Si tratta di un'agevolazione proposta in alcuni emendamenti di modifica alla legge di Bilancio 2018 ora all’esame del Senato (al momento ne sono più di 4 mila). Ancora un'ipotesi, dunque, che vorrebbe estendere la detrazione spese al 19% anche a quelle effettuate dai nonni in favore dei nipoti, o meglio per i figli a tutti parenti in linea retta per cui anche ai nipoti.

Se dovesse essere approvato, il bonus nonni riguarderebbe i parenti in linea retta che sostengono spese per conto di un altro parente in linea retta, a partire dal 1° gennaio 2018.

A chi spetta il bonus nonni?

Ai parenti in linea retta, quindi:

Nonni: parenti in linea retta di 2° grado
Bisnonni: parenti in linea retta di 3° grado
Figli: parenti in linea retta di 1° grado
Nipoti: parenti in linea retta di 2° grado
Bisnipoti: parenti in linea retta di 3° grado

Ai nonni sarebbe riconosciuta, quindi, la stessa detrazione Irpef al 19% riconosciuta per le spese dei figli, anche per le spese effettuate per conto dei nipoti, in quanto parenti in linea retta.

Spese detraibili con il bonus nonni 2018

I nonni potrebbero beneficiare della detrazione 19% spese nipoti per:

  • spese di attività sportive: per i ragazzi tra i 5 ed i 18 anni
  • spese scolastiche
  • spese universitarie
  • spese mediche
  • spese assicurative
  • spese di affitto fuori sede

LEGGI anche:

Bonus figli a carico: come funziona e chi avrà diritto alla nuova agevolazione di 150 euro al mese (se approvata)

Bonus mamme domani 2017: requisiti e come richiederlo

Bonus asili nido: chi può fare richiesta e come inviare le domande

In ogni caso, l'esame al Senato di tutti emendamenti avrà inizio in questi giorni e finirà il 21 novembre, quando il Senato approverà il testo definitivo della legge di Bilancio 2018.

Germana Carillo

L’inquinamento atmosferico favorisce fratture ossee e osteoporosi

GreenMe -

Published in: Salute & Benessere

La ricerca, condotta presso la Columbia University's Mailman School of Public Health, ha rivelato che l'esposizione al particolato ha anche un effetto negativo sulle ossa che contribuisce ad indebolire.

I risultati ottenuti dai ricercatori, pubblicati sul The Lancet, sono i primi a documentare come siano maggiori le fratture ossee in quelle comunità esposte ad elevati livelli di polveri sottoli (PM2.5). Purtroppo si è visto anche che il rischio di ammalarsi di fratture ossee è più alto nelle comunità a basso reddito.

Per arrivare ad affermare questo i ricercatori hanno analizzato i dati relativi ad 9 milioni di persone (da 65 anni in più) che vivono in alcune degli Stati Uniti monitorati per un periodo di otto anni (da gennaio 2003 a dicembre 2010). Le loro analisi hanno determinato che coloro che vivevano in luoghi con concentrazioni più elevate di particolato nell'aria avevano il 4,1% in più di probabilità di essere ricoverate in ospedale per fratture ossee correlate all'osteoporosi. Tra i quartieri a basso reddito, il rischio aumentato è stato ancora più alto (7,6%).

Un ulteriore follow-up di otto anni relativo a 692 adulti di mezza età e a basso reddito ha scoperto che i partecipanti che vivono in aree con livelli più alti di PM2.5 e carbonio nero (la fuliggine proveniente da motori a gas e diesel, centrali a carbone e altri fonti di combustibili fossili) avevano livelli inferiori di ormone paratiroideo (sostanza particolarmente importante per la salute delle ossa), nonché una maggiore diminuzione della densità minerale ossea rispetto a quelli esposti a bassi livelli dei due inquinanti.

I ricercatori hanno osservato che le polveri sottili possono causare danni ossidativi sistemici e infiammazioni che potrebbero accelerare la perdita ossea e aumentare il rischio di fratture ossee negli individui anziani.

Così ha commentato Andrea Baccarelli, MD, Ph.D., presidente di Scienze della Salute Ambientale Mailman School e autore principale dello studio:

"Decenni di approfondita ricerca hanno documentato i rischi per la salute dell'inquinamento atmosferico, delle malattie cardiovascolari e respiratorie, del cancro e delle funzioni cognitive compromesse e ora dell'osteoporosi”.

Sugli effetti dannosi delle polveri sottili leggi anche:

Come suggeriscono gli esperti, il modo migliore per prevenire le malattie legate all’inquinamento atmosferico è attraverso politiche in grado di migliorare la qualità dell'aria. Naturalmente i risultati di questi studi vanno ampliati per valutare meglio l’impatto dei fattori ambientali sulla salute delle ossa e la comparsa di osteoporosi.

Francesca Biagioli

Giocattoli sospesi, come il caffè: Napoli regala di nuovo il Natale ai bambini in difficoltà

GreenMe -

Published in: Regali di Natale

Si chiama “Il Giocattolo sospeso” e ha come obiettivo quello di far vivere la magia del Natale a tutti i bambini.

Un’idea che nasce dopo tante altre come il caffè, i libri, il gelatoil pane e la pizza in sospeso che hanno la stessa finalità solidale.

Promossa dall’Assessorato ai giovani del Comune napoletano permetterà a chiunque lo vorrà, di acquistare un regalo e lasciarlo in negozio per chi ne ha bisogno.

Secondo il codice etico, reso pubblico sul sito dell’amministrazione l'anno scorso, all’atto della donazione sarà rilasciato uno scontrino di cortesia e il donatore scriverà il proprio nome sull'apposito registro tenuto in negozio. Per ritirare il giocattolo sospeso sarà necessario consegnare al negoziante una fotocopia del proprio documento d'identità in corso di validità.

Nel periodo natalizio lo scorso anno furno consegnati centinaia di giocattoli “sospesi" alle sedi di dieci associazioni su tutto il territorio cittadino che da anni lavorano con i bambini della città, dai quartieri spagnoli a Santa Lucia, dalla sanità e Forcella fino a Secondigliano e a Pianura, Soccavo, Ponticelli, Barra, Scampia e Miano.

LEGGI anche: TROPPI GIOCATTOLI? LA REGOLA DEI 4 REGALI DI NATALE PER I BAMBINI

Elenco dei negozi di giocattoli aderenti

Sono stati tanti gli esercizi commerciali che hanno aderito all’iniziativa nel 2016, chi volesse farlo può mandare una mail a assessorato.giovani@comune.napoli.it con il nome del negozio, indirizzo e contatti.

Questo l’elenco di coloro che hanno già aderito:

Junior Giocattoli, via Pisciscelli 25; Casa mia, via Cilea 115; Natullo toys , via Nazionale 52; Natullo toys, Corso Garibaldi 301; Natullo toys, via A. Ranieri 51; Leonettti, via Toledo 350; Leonetti, via Crispi 82; La Girandola giocattoli, via Toledo 400; La Girandola giocattoli, via E.Nicolardi 158-162; Gerardi e Fortura, viale Kennedy 119 Baby bendrew, via Kerbaker 100/102; Città del sole, via Kerbaker 46; L’Etoile, via Stella 140; Arcobaleno toys, Viale Colli Aminei 72; Arcobalocchi. Via Pasquale del Torto 45.

L’iniziativa per il 2017 sarà presentata dal Comune di Napoli attraverso una conferenza stampa ai primi di dicembre.

Dominella Trunfio

 

Prese per le auto elettriche obbligatorie nelle nuove case entro il 2017

GreenMe -

Published in: Auto

Poche sono le città che si sono adeguate a quanto previsto dal Dlgs 257/2016, che a sua volta ha modificato l'articolo 4 del Testo unico dell'edilizia, il Dpr 380/2001. Ritardi che si accumulano visto che il 1° giugno 2014 era stata la prima data utile entro cui i Comuni avrebbero dovuto inserire nei propri regolamenti la norma che obbliga a inserire le prese per le auto elettriche nei nuovi edifici. Tale obbligo è slittato al 31 dicembre 2017.

Il Piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica è stato pubblicato lo scorso anno nella Gazzetta ufficiale. La Legge del 7 agosto 2012, n. 134 ha regolamentato una serie di iniziative per favorire lo sviluppo della mobilità con veicoli a basse emissioni complessive.

Il decreto 257/2016 attua la direttiva europea 2014/94/Ue stabilendo alcuni requisiti minimi per la realizzazione di infrastrutture per i combustibili alternativi, compresi i punti di ricarica per i mezzi elettrici.

Ecco quali sono gli edifici che dovranno attenersi all'obbligo non appena i comuni avranno aggiornato il loro regolamento edilizio.

– gli edifici non residenziali di nuova costruzione con estensione superiore a 500 metri quadri;

– gli edifici residenziali di nuova costruzione con almeno 10 unità abitative. In questo caso, il numero di parcheggi e di box auto dotati di colonnina non deve essere inferiore al 20% del totale.

– i fabbricati già esistenti su cui si è stata effettuata ristrutturazione edilizia di primo livello che coinvolga almeno il 50% della superficie lorda e l’impianto termico.

La ricarica si effettuerà con tessere magnetiche individuali. Nei condomini le spese si suddivideranno sulla base degli effettivi consumi.

Chi si è adeguato?

Al momento poche città si sono allineate e hanno regolamentato l'obbligo. Per quanto riguarda i capoluoghi di regione, solo Milano, Torino, Bologna e Campobasso lo hanno fanno nonostante l'imminente scadenza.

LEGGI anche:

Cosa accadrà dopo il 31 gennaio?

Se i Comuni non si adegueranno, stando a quanto previsto dal Testo unico edilizia, dovranno essere le Regioni a intervenire facendo decadere i titoli edilizi rilasciati per edifici non costruiti seguendo le regole.

Francesca Mancuso

Mucche prese a calci e torturate con barre d'acciaio: il video shock (immagini forti)

GreenMe -

Published in: Animali

Non ci abitueremo mai a queste immagini. Una violenza inaudita nei confronti di animali già destinati alla morte. Il video mostra ciò che è stato girato da un volontario di Animal Recovery Mission, che sotto copertura, è entrato in uno degli allevamenti americani di mucche da latte e da macello.

Mucche colpite con le barre d’acciaio e prese a calci mentre sono già sofferenti nelle piccole gabbie da mungitura. Un uomo con gli stivali non esita a ferirne una, un altro a colpire una mucca che ha partorito da poco.

L’allevamento è di proprietà di Jacob Larson e si chiama appunto Larson Dairy Farm, ma lo stesso manager in una dichiarazione ha detto di essere estraneo ai fatti e che il comportamento evidenziato nel video ‘non sarà tollerato’.

Nel frattempo, è stata aperta un’indagine penale per abuso e maltrattamento di animali e la catena di supermercati Publix che ha oltre mille sedi in America, ha sospeso tutte le consegne di latte crudo che provengono da questo allevamento. Ecco il loro tweet:

We are aware of the undercover video taken at Larson Dairy and are shocked and disturbed by the cruelty shown toward the animals. We are suspending raw milk deliveries from that farm. We are also in contact with the FL Dept of Agriculture, and they have advised us they... 1/2

— Publix (@Publix) 10 novembre 2017

“Le mucche da latte di Larson sono tormentate e munte tre volte al giorno, 305 giorni all'anno, per tutta la vita. Ma non solo i guardiani le tormentano con barre d’acciaio e le maltrattano”, dice il narratore nel video.

Dopo aver ricevuto il documento shock, lo sceriffo della contea di Okeechobee Noel Stephen, ha promesso di voler fare chiarezza e di voler punire i colpevoli di questo tipo di comportamento inaccettabile. 

Guarda il video shock:

La denuncia della ong che si occupa dei diritti degli animali, ha avuto come effetto anche quello di una rivolta nel mondo delle grandi catene che si riforniscono da questo allevamento. C’è chi si dice scioccato e disturbato dalla crudeltà, chi ha protestato davanti alla struttura e chi ha inondato l’azienda con recensioni negative.

Degli allevamenti intensivi ne avevamo parlato qui: 

 

"Le barre metalliche taglienti penetrano nei corpi r le mucche sono brutalizzate", dice ancora il video.Jacob Larson, ha dichiarato all’Associated Press di aver licenziato il dipendente coinvolto. Ma quale dipendente? Stando ai filmati sarebbero almeno tre le persone coinvolte.

"L'uso insolito della forza è semplicemente inaccettabile. Abbiamo protocolli rigorosi che stabiliscono la cura degli animali e chiaramente il comportamento mostrato in questo video, va contro tutto quello che siamo disposti a tollerare”.

Dominella Trunfio

Fonte e Foto

Mano di Fatima: storia, leggenda e significato dell'Hamsa

GreenMe -

Published in: Mente & emozioni

Mano di Fatima, cos’è e storia

La mano di Fatima detta anche Hamsa (cinque in arabo) o Khamsa è un amuleto a forma di palmo di mano popolare in tutto il Medio Oriente e nel Nord Africa utilizzato molto spesso anche per realizzare gioielli o altri oggetti da portare con sé o appendere in casa come porta fortuna.

Nella tradizione islamica viene chiamata mano di Fatima per commemorare la quarta e ultima figlia del profeta Maometto. I cristiani d’Oriente la chiamano la mano di Maria in onore della Vergine Maria mentre per gli ebrei si tratta della mano di Miriam come omaggio alla sorella di Mosè e di Aaronne.

L'uso della Hamsa risale addirittura all'antica Mesopotamia (l’Iraq di oggi). Anche all’epoca era un segno universale di protezione e veniva usato per realizzare amuleti soprattutto per le donne che in questo modo potevano essere protette dal malocchio, aumentare la propria fertilità e assicurarsi gravidanze sane.

Con l'avvento dell'Islam il simbolo è diventato noto come la mano di Fatima per commemorare Fatima Zahra, figlia del profeta Muhammad. Nella cultura ebraica, invece, la sua popolarità è legata soprattutto alle comunità ebraiche dei Sefarditi e dei Mizrahì che ritengono che le cinque dita della mano di hamsa ricordino all'utilizzatore di usare i cinque sensi di cui è dotato per lodare Dio.

Mano di Fatima, leggenda

Il simbolo della mano destra aperta è legato ad una leggenda d’amore che vede come protagonista proprio Fatima, la figlia di Maometto, una donna molto sensibile e dotata secondo la tradizione islamica della capacità di fare miracoli.

Si racconta che la giovane donna sposò un cugino del padre, Ali, di cui era molto innamorata. Una sera lo vide però tornare a casa con una concubina. Scioccata da questa visione Fatima, che stava cucinando, mise inavvertitamente la sua mano al posto del cucchiaio nella minestra bollente che stava preparando. Troppo presa dalle sue pene d’amore non se ne accorse e non percepì subito il grande dolore.

Il marito entrando si accorse della situazione e aiutò Fatima a riprendersi dall’ustione non rinunciando comunque ad accompagnarsi con la nuova concubina. La moglie non poté che accettare la decisione dato che la religione islamica permette al marito di avere più donne ma decise di spiare l'intimità della coppia.

Alla vista di un bacio Fatima si mise a piangere e una lacrima bagno la spalla di Ali. A quel punto l’uomo capì il grande amore nei suoi confronti che era presente nel cuore della moglie e decise di rinunciare alla notte con la concubina.

Mano di Fatima, significato

Poiché si tratta di una mano destra aperta, l'immagine in tutte le culture in cui è nota viene usata come segno di protezione, si ritiene infatti possa aiutare nella difesa contro lo sguardo maligno ritenuto essere in grado di causare malattia, morte e sfortuna. La mano di Fatima al contrario rappresenta le benedizioni, il potere e la forza positiva del bene e protegge dunque da gelosia, influssi e pensieri negativi degli altri.

Il simbolo rappresenta inoltre la femminilità. Le donne islamiche sono molto fedeli a questo talismano in quanto credono che sia in grado di donargli oltre che fortuna, ricchezza e gioia anche doti importanti come pazienza, fede, serietà e autocontrollo.

Nei gioielli viene spesso realizzata in argento, metallo che si ritiene rappresenti la purezza e abbia proprietà magiche. Viene dipinta anche in rosso sulle pareti delle case oppure appesa alle porte delle stanze, ad esempio quelle dove dorme una mamma in dolce attesa o un neonato proprio per assicurarne il massimo della protezione.

La mano può essere raffigurata con le dita distese per evitare il male, con il pollice in su o chiusa per portare buona fortuna. Esiste anche in versione stilizzata che può essere difficile riconoscere come mano in quanto consiste in 5 cerchi che rappresentano le dita posti intorno ad un cerchio centrale che rappresenta il palmo.

Alcuni dicono che nella tradizione islamica le cinque dita rappresentino i cinque pilastri dell'Islam: preghiera, fede, pellegrinaggio alla Mecca, elemosina e digiuno. Tra gli sciiti, invece, le dita della mano di Fatima rappresentano le "cinque persone sante" della famiglia di Maometto: Muhammad, Fatima, Ali, Hassan e Hussein. Il nome di Ali o quelli di tutti i Dodici Imam sono talvolta incisi sulle mani di Fatima e spesso sulla base compare l’occhio di Dio che veglia su chi indossa il talismano.

Potrebbero interessarvi anche altri simboli o talismani:

Nella religione ebraica invece l’occhio può essere sostituito con una stella di David. Anche in questa tradizione il 5 è un numero sacro dato che ricorda i 5 libri della Torah: Genesi, Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio. E’ legato anche alla quinta lettera dell’alfabateo e ad "Heh", uno dei nomi benedetti di Dio.

Francesca Biagioli

Inaugurato in Germania il primo treno a idrogeno

BuoneNotizie.it -

Casco arancione al neon in testa e giubbotto di vari colori, il conduttore comodamente seduto dentro la sua cabina di pilotaggio in vetro, dà un piccolo colpo con la mano sul joystick e il treno blu con la sigla “H0” che sta per “idrogeno a zero emissioni” si muove senza intoppi, senza nessun rumore se non quello dello scorrere dei suoi carrelli sui binari.

“Quello che è più impressionane per un conduttore abituato alle automotrici a diesel, è il silenzio in contrasto con la potenza immediatamente disponibile. E’ come un’esperienza zen ed è così anche per il passeggero”, sorride Marco Brey, il direttore delle prove della fabbrica Alstom di Salzgitter, vicino ad Hannover in Germania, che ha portato il giornalista del quotidiano Libération a bordo per un piccolo giro con il treno ad idrogeno.

L’ingegnere ha preso i comandi di questa Coradia iLint con propellente di batterie di combustibile per un prova di quello che il produttore francese di materiale ferroviario vende come una “prima mondiale”: un treno senza equivalenti, il pioniere di una nuova generazione che non ha bisogno di collegamenti elettrici per trasportare i suoi viaggiatori, e ancor meno di un rumoroso ed inquinante motore diesel.

Alstom ha appena venduto 14 esemplari alla regione della Bassa-Sassonia, dove si trova la fabbrica: un contratto di 200 milioni di euro con trenta anni di manutenzione, che porta il prezzo complessivo di questo treno a idrogeno ad una decina di milioni di euro. Poco più che un treno classico. I treni devono essere consegnati entro il 2021, solo cinque anni dopo la produzione del primo prototipo.

Il gigante tedesco troverà dunque questo treno francese accanto ai famosi TGV…

Leggi l’articolo completo su aduc.it.

The post Inaugurato in Germania il primo treno a idrogeno appeared first on Buonenotizie.

Scoperti 7 nuovi vulcani sottomarini nel Mar Tirreno (VIDEO)

GreenMe -

Published in: Natura & Biodiversità

Nel Mar Tirreno meridionale, dunque, sono 15 i vulcani sommersi finora scoperti, tutti lungo l'asse est-ovest. Lo rivela un nuovo studio condotto dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, in collaborazione con l'Istituto per l’Ambiente Marino Costiero del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IAMC-CNR) e il Geological and Nuclear Sciences (GNS) della Nuova Zelanda.

Grazie alle numerose campagne condotte negli ultimi anni, gli scienziati hanno individuato nuove informazioni, che allargano le conoscenze in nostro possesso sui vulcani sottomarini che popolano le profondità del Tirreno, soprattutto nella parte meridionale.

Sono stati raccolti dati, effettuati carotaggi e osservazioni dirette del fondale marino con uno speciale veicolo sottomarino gestito da remoto, il ROV (Remote Operating Vehicle).

I dati raccolti hanno rivelato che la dimensione dell'intera catena vulcanica non solo è maggiore di quella delle Isole Eolie, di per se già molto estesa, ma anche degli altri vulcani sottomarini del Tirreno meridionale, compreso il celebre Marsili.

“Il Tirreno Meridionale è caratterizzato dalla presenza di numerosi vulcani, alcuni emersi, come le Eolie, altri sommersi, come il Marsili”, spiega Guido Ventura, vulcanologo INGV e IAMC e coordinatore del gruppo di ricerca. “Questa catena di vulcani recentemente individuata e descritta nello studio, si estende da circa 90 km a sud della costa di Salerno fino a 30 km a est della costa di Sangineto, in Calabria. La catena, definita del Palinuro, si estende in profondità da circa 3200 m a 80 m sotto il livello del mare. Questi vulcani rappresentano, nel loro insieme, una spaccatura della crosta terrestre dalla quale risalgono magmi provenienti dalle Isole Eolie, dal Tirreno centro-meridionale, e dall’area compresa tra la Puglia e la Calabria”.

Secondo gli scienziati, questi vulcani sono stati attivi sicuramente tra 300.000 e 800.000 anni fa, ma è possibile che la loro attività sia andata avanti fino a tempi più recenti. Al momento, tutti sono caratterizzati solo da attività idrotermale sottomarina e si collocano in una zona di anomalia termica, circa 500°C a 1 km sotto il fondo del mare.

 

Anche se la ricerca è ancora all'inizio, i risultati ottenuti hanno già rivoluzionato

“la geodinamica del Tirreno e delle zone di subduzione nel mondo, e aprono nuove strade non solo alla ricostruzione dell’evoluzione della crosta terrestre, ma anche alla interpretazione e significato geodinamico delle catene vulcaniche sottomarine attive e degli archi insulari”.

Il video che segue è una ricostruzione 3D della catena vulcanica Palinuro:

Ecco invece le lave sottomarine dell’edificio centrale della catena vulcanica Palinuro:

LEGGI anche:

Lo studio è stato pubblicato su Nature.

Francesca Mancuso

Giornata mondiale del diabete: come prevenire il diabete gestazionale

GreenMe -

Published in: Salute & Benessere

400 milioni sono le persone adulte che, nel mondo, soffrono di diabete e le stime per il futuro non sono incoraggianti: entro il 2040 ci saranno quasi 650 milioni di malati. Nonostante queste cifre, si tratta ancora di una patologia subdola, poco conosciuta nella vita reale e, per questo, a volte curata male o in ritardo.

Istituita nel 1991 dall’International Diabetes Federation e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la Giornata mondiale del diabete 2017 (#WDD2017) avrà come tema trainante è "Le donne ed il Diabete: il nostro diritto ad un futuro più sano". Al centro della campagna, quindi, ci sarà il diabete gestazionale: un bambino su sette, infatti, nasce da una madre cui è stato diagnosticato il diabete gestazionale. In più, le donne che soffrono di diabete sono circa 199 milioni nel mondo e due donne su cinque di quelle con diabete sono in età riproduttiva e “pertanto intraprendono una gravidanza praticamente da diabetiche”, spiega Giovanni Lamenza, presidente di Diabete Italia Onlus, organizzazione che dal 2002 si occupa della campagna della GMD in Italia.

Cos’è il diabete gestazionale

È un vero e proprio disordine metabolico che porta a una ridotta tolleranza al glucosio, che insorge o viene individuato per la prima volta nella vita di una donna durante i nove mesi di gestazione (tende in genere a presentarsi dopo la ventiquattresima settimana). In questo caso, infatti, proprio i disordini ormonali dovuti alla gravidanza aumentano la resistenza all’insulina e rendono le cellule meno sensibili alla sua azione. Il pancreas così non è in grado di compensare questo deficit attraverso un proporzionale aumento della sintesi e del rilascio di insulina.

Si tratta nella maggior parte dei casi di un fenomeno “fisiologico” e passeggero.

La maggior parte delle neomamme che ha presentato un diabete gestazionale, alla fine dei nove mesi di gravidanza torna alla normalità, però circa il 35% continua a presentare un elevato rischio di sviluppare un diabete di tipo 2 entro cinque o dieci anni. Come ridurre questa probabilità? Ebbene, servono non disdegnare l’allattamento al seno, un attento monitoraggio (la donna dovrà fare un test da carico dopo 6 settimane dal parto ed eventualmente ripeterlo nel tempo), seguire una corretta alimentazione e fare regolare attività fisica.

Leggi anche:

Come prevenirlo il diabete gestazionale 

Poche e semplici sono le regole per prevenire la comparsa del diabete gestazionali:

  • ridurre l’assunzione di calorie
  • monitorare il proprio peso
  • non eliminare completamente i carboidrati complessi
  • aumentare il consumo di fibre, come cereali integrali, e di verdure
  • distribuire il consumo del cibo in più pasti e a orari regolari, per facilitare la digestione e tebere a bada la presenza di glucosio nel sangue
  • ridurre la quantità di grassi, soprattutto di grassi saturi e di colesterolo
  • preferire oli vegetali al burro e alla margarina
  • scegliere latte e yogurt magri o parzialmente scremati
  • eliminare dalla dieta metodi di cottura come la frittura
Le iniziative per la Giornata del diabete

Durante la Giornata mondiale del diabete e fino al 18 novembre verranno coinvolte 500 città italiane con migliaia di iniziative: nelle piazze, nei gazebo e nei banchetti organizzati dai volontari sarà possibile per i cittadini valutare il rischio di sviluppare il diabete nei prossimi anni compilando un semplice questionario e ricevere suggerimenti e materiale informativo dedicati alla prevenzione e alla  

Inoltre, molti servizi di diabetologia e ambulatori di medici di Medicina Generale saranno disponibili ad effettuare lo screening nei soggetti a rischio, lo stesso faranno più di 200 Farmacie Comunicali aderenti ad Assofarm. Saranno inoltre effettuati incontri di sensibilizzazione e informazione presso diversi consultori e saranno attivi i servizi di Diabetologia Pediatrica. 

Germana Carillo

Pagine

Abbonamento a Il portale della Fratellanza aggregatore