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Acqua potabile: Italia al 5° posto per qualità, ma al 1° posto per consumo di acqua in bottiglia

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Lo dicono i dati dell’Irsa, l’Istituto del Centro Nazionale di Ricerca (Cnr) che si occupa dell’acqua, secondo cui sono migliori delle nostre soltanto le acque di rubinetto di Austria, Svezia, Irlanda e Ungheria. Nonostante ciò, però, gli italiani continuano a preferire l’acqua minerale e sono i terzi consumatori al mondo di acqua in bottiglia.

Perché? Semplice: perché c’è ancora poca informazione sulla qualità dell’acqua che esce dal rubinetto di casa se non in pochi comuni, ci si sofferma su alcuni casi isolati di cronaca oppure si crede alle millantate caratteristiche delle acque in bottiglia pubblicizzate in tv come fossero elisir di salute e bellezza.

Vito Felice Uricchio, direttore dell’istituto Irsa, spiega: “In Italia possiamo bere l’acqua del rubinetto tranquillamente. Molte volte è migliore delle acque minerali. È molto controllata, ci sono prelievi su tutta la filiera, dalla captazione alle tubazioni che arrivano nelle nostre case. E poi i limiti di legge per le sostanze disciolte sono più rigidi per l’acqua potabile che per quelle minerali”.

Perché fidarsi dell’acqua che esce dal rubinetto? Uno dei motivi è che essa deriva dal fatto che l’85% delle fonti utilizzate sono sotterranee e l’acqua di falda è sempre la migliore, più pulita e pura, di quella di superficie. L’Italia è alla quinta posizione, mentre in classifica al primo posto troviamo l’Austria. Seguono poi la Svezia al secondo posto, l’Irlanda al terzo e l’Ungheria.

Eppure, nonostante la qualità dell’acqua, l’Italia rimane tra i Paesi che consumano più acqua minerale in bottiglia in tutto il mondo. Si stima che gli italiani consumino 208 litri di acqua minerale a testa all’anno: terzi solamente dopo il Messico che raggiunge il primo posto con 264 litri e la Thailandia al secondo posto con 246 litri a persona. A livello europeo invece risultiamo i primissimi consumatori, prima di Germania e Ungheria.

Fonte

Non tutti sanno che…

Che l'acqua di rubinetto è soggetta a tanti controlli! Essa può essere prelevata direttamente da una fonte e avere già buone qualità naturali, oppure, in alcuni casi, può aver bisogno di trattamenti che ne migliorino le caratteristiche chimico-fisiche o la rendano più salubre. Tutte le acque del rubinetto vengono comunque sottoposte a disinfezione per proteggerle durante il tragitto nelle tubature fino alle nostre case (qui trovate tutti i parametri).

La normativa prevede il rispetto di requisiti minimi di salubrità e qualità fisica, chimica, microbiologica e radiologica delle acque nel punto in cui le acque sono disponibili per il consumo, mentre gestori idrici e autorità sanitarie sono tenuti a controllare e regolamentare la rispondenza delle acque ai requisiti di legge. Nella fattispecie, sono previsti “controlli interni”, che il gestore è tenuto ad effettuare, e “controlli esterni”, svolti dall'Azienda unità sanitaria locale (AUSL) territorialmente competente e sulla base dei controlli effettuati viene emesso il giudizio di idoneità al consumo umano.

I controlli devono essere effettuati:

  • ai punti di prelievo delle acque superficiali e sotterranee da destinare al consumo umano
  • agli impianti di adduzione, di accumulo e di potabilizzazione
  • alle reti di distribuzione
  • agli impianti di confezionamento di acqua in bottiglia o in contenitori
  • sulle acque confezionate
  • sulle acque utilizzate nelle imprese alimentari
    sulle acque fornite mediante cisterna

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Germana Carillo

L'acqua del rubinetto è buona e potabile, ma in Italia preferiamo quella in bottiglia

La leggenda dell'arcobaleno secondo i nativi americani

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L’arcobaleno è un fenomeno che ci meraviglia sempre, non importa quante volte l’abbiamo visto, continueremo a rimanere incantati. Sono tantissime le leggende sulla sua nascita, quella raccontata ai bambini è di solito il litigio tra i colori, noi vogliamo raccontarvi quella tramandata dai nativi americani.

La leggenda dell’arcobaleno

Un giorno, madre Terra e padre Sole andarono a fare visita a un ragazzo solitario che si chiamava Atsosi Bagani.

"Devi prendere moglie" disse la Terra.
"Andrai a cercare moglie per un cammino ignoto agli uomini" aggiunse il Sole.

"Sposerai la maggiore delle sorelle Dobedeklad, Quelle-che-il-sole-non-illumina. Abitano in un pueblo. Gli uccelli le hanno imprigionate nelle tenebre, invidiosi della loro bellezza: tu solo puoi liberarle. Per aiutarti, costruirò un passaggio tra la tua capanna e il pueblo e trasformerò le ragazze e te, affinché gli uccelli non vi riconoscano e vi uccidano a beccate", continuò il Sole.

Così, emerse dalla terra un arco gigantesco formato da strisce di colori brillanti, saliva molto in alto nel cielo e scendeva in lontananza sulla terra. Quando Atsosi Bagani si incamminò su questo ponte, fu trasformato in una farfalla, i cui colori si confondevano con quelli dell’arcobaleno.

Gli uccelli non lo notarono e l’uomo farfalla arrivò sul tetto di una grande casa e scese attraverso un’apertura scura. Nella penombra, vide le due sorelle occupate a tessere un magnifico tappeto dai colori dell’arcobaleno, i cui motivi ricordavano i fiumi e le montagne.

"Guarda, sorellina – disse la maggiore – una farfalla si è posata in cima alla scala”.

La sorella minore, molto eccitata, si precipitò verso la scala e un raggio di sole la sfiorò, la maggiore cercò di trattenerla ma entrambe furono attratte dal potere magico dei raggi solari. Sul tetto, la farfalla si trasformò nel giovane uomo.

"Il Sole mi ha mandato a cercarvi, sarete mia moglie e mia sorella".

Gli uccelli li videro e si precipitarono su di loro con gridi stridenti, ma il Sole vegliava e trasformava i giovani in delicate farfalle, così gli uccelli non riuscirono a trovare i fuggitivi. Atsosi Bagani ritornò alla sua capanna e il Sole e la Terra assistettero al matrimonio.

Il giovane continuò a cacciare, mentre le due sorelle tessevano meravigliosi tappeti. Nella piccola capanna illuminata dal sole, però, le due ragazze avevano nostalgia della loro vecchia casa buia. Vedendole tristi, il Sole disse loro:

"Se lo desiderate tanto, potrete rivedere la vostra cupa dimora, ma adesso gli uccelli sono diventati diffidenti e dovete difendervi".

Così prima di trasformarle in farfalle, diede a ciascuna due grossi chicchi di grandine.Quando gli uccelli le attaccarono, la sorella maggiore scagliò contro di loro il primo chicco, che si tramutò in una grossa nube nera che avvolse gli uccelli.

Le ragazze-farfalle proseguirono il volo, ma presto gli uccelli le raggiunsero e queste dovettero lanciare il secondo chicco di grandine, che si trasformò in una pioggia scrosciante, poi il terzo, che si ruppe in migliaia di piccoli chicchi. Ma la grandine finì e gli uccelli ripresero l’inseguimento. Il pueblo era in vista, ma le farfalle non erano abbastanza veloci. Dovettero quindi lanciare l’ultimo chicco, che infiammò il cielo di lampi e tuoni.

Gli uccelli scapparono spaventati e le ragazze furono salve. Le sorelle tornarono da Atsosi Bagani, ma ogni volta che sentivano nostalgia visitavano la loro vecchia casa. Così, dopo ogni temporale, si forma un arcobaleno tra il pueblo e la capanna del giovane, che riconcilia il mondo delle tenebre con il regno del Sole.

Il significato dell'arcobaleno

L'arcobaleno assume diversi significati legati alle divinità, alla creazione, ma anche al collegamento tra i mondi, Non a caso, è una combinazione di colori perfetta. Nel tantra indù e buddista l'arcobaleno viene descritto come un corpo di luce che emana vita, speranza, trasformazione e armonia con l'universo. 

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Dominella Trunfio

L'asilo che stimola la creatività e sembra un enorme costruzione Lego (FOTO)

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Il mattone infatti può essere spesso visto come noioso e tradizionale, ma non è questo il caso visto che a trasformare questo materiale in modo creativo sono stati gli architetti vietnamiti dello studio Kientruc O.

La scuola in questione è la Chuon Chuon Kim 2 della città di Ho Chi Minh. L'edificio è interamente realizzato in mattoni nudi disposti in modo da formare una facciata accattivante e giocosa, che favorisce anche la ventilazione naturale.

Paragonato a un gigantesco edificio Lego, il Chuon Chuon Kim 2 Kindergarten presenta alcune sezioni dipinte di giallo per dare un effetto ancora più spettacolare.

Atmosfera giocosa sì, ma secondo gli architetti era necessario creare anche uno spazio dove a prevalere fossero relax e calma.. A tal fine, l'edificio è organizzato attorno a un nucleo centrale, incentrato sull'allegria e il gioco, che si dirama verso differenti aule.

 

Dal giardino al piano terra, gli spazi sono incentrati attorno a un'apertura visibile dall'esterno. Salendo verso l'alto, gli spazi interni si collegano a un giardino sul tetto.

Ogni piano è organizzato con spazi alternati per migliorare l'interazione verticale, incoraggiare i bambini ad essere più ricettivi nei confronti dell'ambiente e stimolare la loro creatività.

  Le pareti presentano anche grandi finestre che collegano lo spazio interno con quello esterno garantendo anche la luce e un sistema di raffrescamento naturali.    

Anche i materiali sono del tutto naturali. E per finire il tetto è occupato dal giardino, che offre una bella vista panoramica sul fiume Saigon.

Muoversi all'interno di questa scuola dell'infanzia è considerato liberatorio per via dei continui cambiamenti di spazi e delle diverse esperienze che si possono provare in ognuno di essi.

Uno luogo dedicato ai bambini, ma molto amato anche dagli adulti.

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Francesca Mancuso

Foto: Kientruc O via Inhabitat

Virus delle pecore, cos'è, sintomi e come si contagia la febbre Q

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Per ora, come riporta il Giornale di Vicenza, sono in corso all’Istituto zooprofilattico delle Venezie di Legnaro dei test sierologici per capire l’origine dell’infezione e far scattare, se si dovesse accertare che il batterio responsabile della patologia sia stato effettivamente diffuso da ovini in transumanza, i provvedimenti previsti dalla legge, “a cominciare dall’isolamento degli animali e dalle misure di profilassi”.

Ma intanto, già nelle settimane scorse al San Bortolo di Vicenza un altro paziente era stato trattato per la stessa patologia infettiva.

Cos’è la febbre Q

Altrimenti detta “virus delle pecore”, la febbre Q appartiene alla classe delle zoonosi, cioè delle infezioni che possono essere trasmesse dagli animali all’uomo. Si tratta di una patologia infettiva provocata dal batterio Coxiella burnetii, che colpisce sia gli animali sia l’uomo. Ma non è detto che l’infezione da Coxiella burnetii si evolvi necessariamente in febbre Q negli animali e quando ciò accade, la malattia può provocare complicazioni nella sfera riproduttiva, incluso l’aborto, soprattutto sui caprini.

La febbre Q è stata segnalata in molte specie, tra cui bovini, ovini e caprini, ma anche volatili e artropodi, mentre gli uomini più colpiti sono coloro che entrano spesso in contatto proprio con gli animali da bestiame. Questi animali, infatti, possono essere una fonte di infezione a causa delle loro urine, delle feci, del loro latte, del loro sangue o dei residui di placenta e di liquido amniotico derivanti da un parto.

Sintomi della febbre Q

La febbre Q può essere asintomatica, cioè priva di segni patologici evidenti, oppure molto simile a una normale influenza.

I sintomi più comuni possono essere:

Queste manifestazioni possono comparire anche 30-40 giorni più tardi dopo l'infezione e la loro durata, in genere, non supera le due settimane.

È possibile trasmettere la febbre Q da uomo a uomo?

Si tratta di un caso molto raro ma può accadere. Il batterio responsabile della malattia può essere trasmesso a un'altra persona soprattutto in due circostanze:

  • dopo un rapporto sessuale tra un soggetto malato e uno sano
  • in caso di gravidanza, con il passaggio dell'infezione dalla madre al figlio

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Germana Carillo

Pompei, torna alla luce l'affresco di Adone ferito tra le braccia di Afroditearcheolo

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A darne notizia è il Parco Archeologico di Pompei che ciclicamente dà riscontro di un patrimonio meraviglioso che si trova sotto il Vesuvio.

“Durante gli scavi della Regio V emergono nuovi ambienti e altri tesori. In una delle case che fu parzialmente scavata nel tardo Ottocento, la casa di Giove, ora finalmente si sta scavando in modo completo e sistematico. Emergono dai lapilli diversi ambienti, pareti dai colori luminosi e alcuni affreschi, tra cui la prima scena mitologica trovata finora su questo cantiere: probabilmente si tratta di Adone Ferito tra le braccia di Afrodite, circondato da amorini”, scrive il Parco su Facebook.

I lavori in corso nella Regio V stanno riportando alla luce stanze e ambienti mai esplorati. Il tutto succede 270 anni dopo la scoperta di Pompei, un anniversario che viene appunto celebrato con nuovi scavi nell’area non indagata della città antica.

Parliamo di oltre mille metri quadrati nella Regio V nella zona nord compresa tra la Casa delle Nozze d’argento e la Casa di Marco Lucrezio Frontone, due delle dimore più sfarzose della città, esplorate tra 1893 e 1907. Una porzione di terreno, che viene chiamata “il cuneo” per la forma tra i resti delle domus comprese tra via di Nola, vicolo delle Nozze d’Argento e vicolo di Lucrezio Frontone.

 

La prima scena mitologica adesso dovrebbe essere, secondo una prima ricostruzione, un Adone ferito tra le braccia di Afrodite, circondato da amorini. Dalla casa di Giove, parzialmente scavata nel tardo Ottocento, emergono ambienti diversi, pareti luminose e colorate dal rosso pompeiano con cornici in stucco e affreschi.

 

La scena mitologica ricorda l'idea di Amore e Morte: Adone viene ferito da un cinghiale scatenatogli contro da Ares geloso della sua amante Afrodite.

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Dominella Trunfio

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Zaini e borse da materiali di scarto: il riciclo in crowdfunding che aiuta le donne

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Coniugare etica, estetica e sostenibilità: questo l’obiettivo di Portatelovunque, il progetto di moda “green” e artigianale che realizza oggetti di moda con materiali di recupero, con grande attenzione anche all’inclusione sociale.

L’idea è della romana Chiara Di Cillo, viaggiatrice e designer, che ha lanciato sulla piattaforma di crowdfunding Ulule una campagna che servirà a raccogliere i preordini della nuova collezione di Portatelovunque e a sostenere il progetto sviluppato con la sartoria romana "Lakruna", una cooperativa sociale che lavora per l’inserimento lavorativo di donne con disagio.

“Un nome buffo, quasi uno scioglilingua che solo a pronunciarlo scappa un sorriso. Il verbo portare indica spostare in altro luogo, prendere con sé durante un viaggio, fare un dono, accompagnare ed indossare”, si legge su Ulule.

 

Tutti i prodotti di Portatelovunque sono pezzi unici e irripetibili, fatti a mano e green.

“Una muta da sub ormai da cambiare, la tappezzeria di una vecchia auto, un costume da bagno passato di moda, il vecchio ombrello che non si apre più: ogni tessuto dismesso o mandato in pensione troppo presto può trovare una nuova vita e raccontare nuove storie, trasformando il rifiuto in risorsa”, spiega Chiara Di Cillo.

Pochette, borse e altri accessori vengono infatti realizzati utilizzando tessuti recuperati dagli scarti di piccole, medie e grandi aziende e privati:

“Se i clienti mi danno un tessuto che vogliono recuperare offro uno sconto in cambio per incentivare il riciclo”, continua.

 

Ogni materiale di recupero è scelto non solo per l’estetica, ma anche per le proprietà tecniche: la maggior parte infatti sono impermeabili e molto resistenti. Inoltre, tutti i prodotti sono nichel free e senza parti metalliche.

“La linea è realizzata con una stoffa cerata e dai colori sgargianti, dedicata alle azulejos, le famose mattonelle portoghesi.Qualunque sarà il set che sceglierete, troverete oggetti pratici, di design, pensati per viaggiatori controcorrente.Che la vostra meta sia mare o montagna, ogni prodotto sarà il compagno di viaggio ideale e occuperà poco spazio in valigia!”, si legge ancora.

 

Ma accanto all’aspetto ambientale c’è anche quello sociale, il crowdfunding sostiene infatti il progetto di Lakruna che dal 2011 coinvolge donne che provengono da percorsi di fragilità, in collaborazione con il Dipartimento Salute Mentale UOC D6 e il gruppo di Auto Mutuo Aiuto “AMA FARE”.

Per sostenere il crowdfunding e acquistare un prodotto clicca qui

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Dominella Trunfio

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Dolci al cucchiaio: le 10 ricette più golose

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I dolci al cucchiaio sono delle preparazioni di pasticceria molto golose. Dessert dalla consistenza solitamente cremosa o comunque tale da dover essere consumata con le posate, si servono freddi e spesso non prevedono cottura.

Preparati in monoporzione all'interno di bicchierini o cocotte, ultimamente vengono assemblati anche all'interno di barattoli alimentari. Serviti solitamente a fine pasto con aggiunta di frutta oppure con guarnizioni decorative come coulis o topping, i dolci al cucchiaio si preparano sempre con un po' d'anticipo perché, la maggior parte di questi, hanno bisogno di un tempo di rassodamento in frigorifero prima di essere serviti.

Di seguito vi consigliamo dieci ricette che a nostro avviso dovreste assolutamente sperimentare.

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Mousse al cioccolato e avocado La mousse al cioccolato e avocado è un dolce al cucchiaio davvero sorprendete. Da preparare in pochissimo tempo non richiede cottura né grassi aggiunti. Per realizzarla, basteranno soltanto due ingredienti e potrete abbinarci anche della frutta fresca o essiccata. La ricetta qui. Tiramisù al pistacchio  Il tiramisù al pistacchio è sicuramente uno dei dolci da provare almeno una volta nella vita, soprattutto se amate i pistacchi. Cremoso e dal sapore molto delicato, esistono varianti e ricette per tutti i gusti (senza caffè, vegan, senza glutine o con l'aggiunta di cioccolato bianco.  Noi vi consigliamo la versione con mascarpone e crema di pistacchi fatti in casa al momento. Qui trovate la ricetta passo passo per realizzarlo. Qui invece altre varianti. Tortino al cioccolato dal cuore morbido Il tortino al cioccolato dal cuore morbido è un dolce al cucchiaio che sorprenderà davvero tutti. La sua realizzazione è molto semplice e il suo sapore è davvero gustoso. Quando lo romperete con il cucchiaino e vedrete scivolare giù il ripieno sarete davvero soddisfatti, ma dopo averlo assaggiato, lo sarete ancora di più. La ricetta e i trucchi per realizzarlo sono qui. Tiramisù in barattolo    Il tiramisù è uno dei più classici dolci al cucchiaio della nostra tradizione. La ricetta originale prevede biscotti savoiardi inzuppati nel caffè e farcitura di crema al mascarpone, ma esistono poi diverse varianti e ricette. Potrete assamblarlo nei bicchieri monoporzione oppure in piccole pirofile, poco importa, la sua bontà è indiscussa. Noi vi proponiamo una ricetta con ingredienti poco raffinati da realizzare direttamente in un barattolo. Qui invece potete trovare una raccolta di ricette di tiramisù vegan, mentre qui altre varianti per tutti i gusti.  Crema al latte di mandorla  La crema al latte di mandorla è una preparazione molto delicata, perfetta da servire come dolce al cucchiaio perché la sua consistenza è simile a quella di un budino. Dal sapore fresco e delicato, la ricetta che vi proponiamo non contiene ingredienti di origine animale ed inoltre è poco calorica.  Tiramisù vegan alle fragole  Il tiramisù vegan alle fragole è un dolce davvero gustoso. Meno calorico rispetto alla classica ricetta vegetariana non manca però in gusto. Colorato e di facile realizzazione conquisterà sicuramente grandi e piccini, potrai servirlo a fine pasto con il caffè o anche all'ora della merenda. La ricetta è qui.  Crema al mascarpone La crema al mascarpone è una dolce al cucchiaio davvero gustoso, facile da realizzare e utilizzata per farcire dolci o tiramisù, ma è perfetta anche da sola per accompagnare il caffè a fine pasto . La ricetta tradizionale è a base di zucchero, rum, uova e panna a cui viene aggiunto acido citrico. Esistono poi diverse varianti. Noi vi proponiamo quella senza rum rum, perfetta, quindi anche per i bambini, da preparare  utilizzando del buon mascarpone fatto in casa. Mousse di ricotta e fragole  La mousse di ricotta e fragole è un gustoso dolce al cucchiaio senza cottura, si preparara facilmente in pochi minuti e non necessita di tempi di riposo. Perfetta da servire anche all'ora della merenda piacerà sicuramente a tutta la famiglia. La ricetta passo passo per prepararla è qui. Semifreddo al torroncino Il semifreddo al torroncino è un dessert davvero fresco e gustoso, nella sua preparazione sono sempre utilizzate le meringhe che gli donano un croccantezza irresistibile. E' possibile prepapararlo sia a mano che con l'ausilio di robot seguendo questa ricetta. In alternativa, potete provare una delle diverse varianti (vegan, senza glutine ecc..) presenti in questa raccolta. Cheesecake ai mirtilli La cheesecake è un dolce senza cottura che ben si presta ad essere preparato anche in piccole e comode monoporzioni da servire al cucchiaio. Composto da una base di biscotti secchi sbriciolati e burro, questo dolce è farcito solitamente con una crema a base di formaggio spalmabile o panna fresca. In base alla stagionalità degli ingredienti è possibile arricchire questa preparazione anche con della frutta fresca, potrete ad esempio preparare la cheesecake ai mirtilli o la cheesecake al limone. Se seguite una dieta cruelty free è possibile preparare la cheesecake anche in versione vegetale.  LEGGI anche:    Ilaria Zizza

Teenage girl’s death sentence spotlights Sudan’s failure to tackle forced marriage, gender-based violence – UN rights office

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The case of Noura Hussein Hammad Daoud, a Sudanese teenager convicted of fatally stabbing the man she was forced to marry, after he had allegedly raped her, highlights the country’s failure to tackle the tragedy of early and forced marriage, marital rape and other discrimination and violence against women and girls, the United Nations human rights office said on Friday.

Cotone, storia di un amore tossico. Ecco perché vale la pena sceglierlo bio

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Morbido e leggero, il cotone ci tiene freschi quando fa caldo e può sopportare sia le alte temperature che l'usura ma la sua produzione nasconde ben altro, al punto da trasformarlo in una delle materie prime più problematiche del mondo.

La produzione di cotone, tra pesticidi e scarsità d'acqua

Nelle coltivazioni infatti si usano spesso sostanze chimiche dannose. Il cotone richiede inoltre enormi quantità di acqua per crescere. A volte sono necessari fino a 29.000 litri per produrne un solo kg. La maggior parte del cotone convenzionale viene coltivato in aree calde e asciutte, e qui scatta il problema visto che per crescere in queste zone si usano grandi quantità di pesticidi chimici e fertilizzanti.

Fino al 25% di tutti gli insetticidi utilizzati in agricoltura a livello mondiale viene utilizzato nell'industria del cotone. Tuttavia, la coltivazione occupa solo il 2,5% di tutto il terreno coltivabile a livello globale. Queste sostanze chimiche non si limitano all'uccisione di parassiti nocivi ma si diffondono ad altri organismi nella catena alimentare attraverso le interazioni tra acqua, aria e suolo e possono distruggere interi ecosistemi.

L'esposizione a queste sostanze chimiche sta inoltre causando gravi problemi di salute a molti agricoltori e ai loro vicini, che lamentano mal di testa, nausea, vertigini, gravi allergie, malattie gravi e nei casi più gravi anche la morte.

Spesso queste regioni soffrono anche di scarsità d'acqua e la popolazione a volte si trova a dover guadagnarsi da vivere coltivando cotone e risparmiando l'acqua da bere.

Cotone biologico

Il cotone organico o biologico può essere un'alternativa valida e decisamente più sostenibile rispetto a quello tradizionale. Le piante da cui viene prodotto infatti sono coltivate senza pesticidi chimici e fertilizzanti artificiali. Purtroppo il cotone bio rappresenta solo l'0,1% del totale coltivato nel mondo.

Al momento si stanno considerando anche soluzioni innovative come il cotone riciclato ma prima che possano entrare saldamente nel mercato, possiamo fare attenzione a quello che acquistiamo.

In primo luogo, assicuriamoci che gli indumenti che compriamo siano fatti di cotone biologico proveniente da paesi in cui l'acqua è abbondante e, se possibile, reintegrata.

Preferiamo anche l'acquisto di capi senza materiali misti, più facili da riciclare in futuro ma soprattutto trattiamo con cura i capi di cotone in modo che durino più a lungo e che possano essere usati anche di seconda mano quando non ne abbiamo più bisogno.

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Francesca Mancuso

Creata la rivoluzionaria batteria 'a nido d'ape' che dura 100 volte di più

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Uno dei principali limiti legati all'utilizzo di smartphone, laptop e altri dispositivi elettronici è la scarsa durata della batteria. Per questo, un gruppo di scienziati guidati da Deepak K. Singh, professore associato di fisica e astronomia all'Università del Missouri, ha sviluppato un materiale dedicato ai dispositivi elettronici, in grado sia di garantire una maggiore carica che di evitare l'eccessivo riscaldamento.

Immaginate di poter ricaricare il vostro smartphone una volta ogni 3 settimane. O ancora di veder passare da 5 a 500 le ore di autonomia del vostro computer portatile con una breve ricarica. Tra qualche anno tutto ciò potrebbe diventare realtà.

Il team ha già fatto la richiesta di brevetto per un diodo magnetico che impiega una struttura a nido d'ape caratterizzata da proprietà elettroniche distintive.

“I diodi e gli amplificatori basati su semiconduttori spesso fatti di silicio o germanio, sono elementi importanti nei moderni dispositivi elettronici”, ha spiegato Singh. “Un diodo normalmente conduce corrente e tensione attraverso il dispositivo lungo una sola direzione di polarizzazione, ma quando la tensione viene invertita, la corrente si arresta. Questo processo di commutazione costa una perdita significativa di energia a causa della dissipazione, o l'esaurimento della fonte di energia, influenzando così la durata della batteria. Sostituendo il semiconduttore con un sistema magnetico, possiamo creare un dispositivo energeticamente efficace in grado di consumare molta meno energia con funzionalità migliorate”.

A questo proposito, il team di Singh ha sviluppato un materiale bidimensionale nanostrutturato applicando una lega magnetica su una superficie di silicio caratterizzata da una struttura a nido d'ape. Cos'ha di speciale? Conduce corrente in modo unidirezionale e permette di dissipare in maniera più efficiente il calore.

Ciò si tradurrebbe in aumento della durata delle batterie di oltre un centinaio di volte. Sarà necessario continuare a lavorare sul dispositivo per sviluppare il prodotto finale ma le prospettive sono incoraggianti visto che con una sola carica di 5 ore, i sistemi elettronici funzionerebbero per 500.

“Abbiamo richiesto un brevetto negli Stati Uniti e abbiamo iniziato il processo di incorporazione di una società spin-off per aiutarci a portare il dispositivo sul mercato” concludono gli scienziati.

Lo studio è stato pubblicato su Advanced Science.

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Francesca Mancuso

De Herbis: erbari antichi in mostra alla Biblioteca Angelica di Roma

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Erbari e antiche raccolte di piante accanto ai disegni e alle sculture di Andreco, pioniere della sperimentazione artistica in ambito scientifico ed ecologico, saranno esposte (venerdì 18 maggio l’inaugurazione) in un percorso unico attraverso gli antichi studi dei naturalisti autori dei volumi esposti e la ricerca scientifica contemporanea sulle diverse specie vegetali come strumenti di risanamento ambientale.

La Biblioteca Angelica di Roma conserva, infatti, alcuni dei volumi più importanti per la storia della botanica. Tra questi, gli erbari chiamati “Cibo”, erbari essiccati, i più antichi conosciuti al mondo, raccolti – si pensa – da Gherardo Cibo tra la metà e la fine del Cinquecento. L’incunabolo "Hortus sanitatis", stampato a Magonza nel 1491, una raccolta ricchissima di xilografie che trattano del regno animale, del regno vegetale e del regno minerale, e "Hortus romanus" di Giorgio Bonelli, volumi di grande formato che riproduce tutte le piante contenute nell’Orto botanico di Roma.

L’esposizione, curata dalla storica dell’arte Sara Alberani, renderà accessibile al pubblico proprio questi antichi preziosi volumi sulla botanica, che verranno magistralmente accostati alle opere di Andreco, artista visivo e ingegnere ambientale, in una rilettura visiva delle piante contenute nei volumi e in dialettica con l’opera degli antichi naturalisti.

Andreco

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De Herbis fa parte di PLANTAE, il progetto ideato dall’associazione Climate Art Project (a Roma fino al 26 maggio), che vuole puntare i riflettori sul mondo vegetale. Canapa e pioppo per il trattamento dei terreni contaminati da metalli pesanti, girasole come fito-rimedio nella bonifica di uranio e radionuclidi, acacia per arricchire il terreno e aumentarne la capacità di degradare i contaminanti organici, cannucce di palude per il trattamento delle acque reflue: una gestione responsabile dei terreni si può racchiudere attorno al mondo delle piante, chiaro e potente rimedio contro l’inquinamento dell’aria, la contaminazione dell’acqua e dei suoli.

Altri due appuntamenti di partecipazione cittadina saranno domenica 20 maggio, ore 10.30 - 13.30, con una passeggiata presso il Parco delle Valli di Roma, alla scoperta della Riserva Naturale Valle dell'Aniene, guidata dall'ingegnere naturalistico Paolo Cornelini e da Andreco, in collaborazione con l’associazione Insieme per l'Aniene onlus. E martedì 22 maggio, ore 10.00 – 12.00, presso Casa del Parco, con un laboratorio sullo studio delle piante dedicato agli alunni di scuole elementari e medie, seguito da una visita didattica alla Riserva Naturale Valle dell'Aniene, in collaborazione con Insieme per l'Aniene onlus.

Le iniziative sono parte di “Eureka! Roma 2018”.

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Germana Carillo

AAA, cercasi un nome italiano per la doggy bag: migliaia di euro in palio

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Bando agli inglesismi, quindi: è tempo di dare un nuovo nome, tutto italiano, alla doggy bag. Anche perché, diciamolo, non bisogna appellarsi ai cani per richiedere di non sprecare e cibo e portarci gli avanzi a casa. Non c'è nulla da vergognarsi, anzi! Con questo nome, infatti, non ci si riferisce solo agli avanzi da portare al cane, ma in generale da portare a casa!

Come partecipare

Potranno partecipare al concorso "Doggy bag all'italiana" tutti gli associati di Fipe che entro il prossimo 31 maggio presenteranno un progetto che includa, oltre alla proposta di un nuovo nome per la doggy bag, anche idee per valorizzarla e promuoverla come pratica abituale.

I progetti saranno esaminati da una Commissione composta da membri del Direttivo Fipe e di Comieco, che decreteranno i progetti vincenti che saranno presentati nel corso di un evento ad hoc.

Il tutto si concluderà con una graduatoria finale e l'attribuzione di tre diversi premi per un ammontare complessivo di 3.500 euro così ripartiti: 2.000 euro per il primo classificato, 1.000 euro per il secondo e 500 euro per il terzo.

"Abbiamo deciso di lanciare questo concorso perché confidiamo nell'estro dei nostri associati - dichiara Giancarlo Deidda, vicepresidente di Fipe -. Imprenditori e operatori che ogni giorno applicano la loro creatività e la loro cura al dettaglio nelle ricette, nel servizio in cucina e in sala, nell'allestimento dei propri spazi. Siamo sicuri che sapranno sorprenderci e sorprendere anche nel dare una dimensione tipicamente italiana alla doggy bag, e alla lotta contro lo spreco alimentare. Un impegno che, anche grazie a questo nuovo nome, potrà diventare effettivamente di tutti".

Il progetto legato alla doggy bag ha riscontrato positive esperienze in oltre 200 ristoranti tra Milano, Varese, Bergamo e Roma.

"Grazie all’accordo stipulato con Fipe siamo pronti ad allargare il raggio d’azione del progetto portando le pratiche e sostenibili doggy bag in tutto il territorio nazionale - dichiara Carlo Montalbetti, Direttore Generale di Comieco. – “Ci auguriamo che le nostre doggy bag, completamente riciclabili perché realizzate in cartone, diventino uno strumento utile e quotidiano che aiuti gli italiani a cambiare mentalità e diffondere un comportamento sostenibile verso la riduzione degli sprechi”.

Nei nostri ristoranti si sprecano ogni anno ben 185mila tonnellate di cibo. E' ora di dire basta... in italiano!

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Roberta Ragni

Gli esseri umani stanno causando il più grande cambiamento idrologico di sempre, parola della NASA

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L’acqua dolce si trova in laghi, fiumi, suolo, neve, acque sotterranee e ghiaccio ed è una delle risorse più importanti della Terra, per l’acqua potabile e l’agricoltura, e che ha ripercussioni anche sulle condizioni igieniche e quindi sulla salute pubblica.

Ma i cambiamenti climatici, dovuti prevalentemente alle attività umane, e il suo consumo insostenibile hanno reso questa indispensabile risorsa accessibile a pochi.

Un gruppo di ricerca dello Space Flight Center della NASA (Usa), ha utilizzato 14 anni di osservazioni dalla missione spaziale Grace per tracciare l’andamento sulla disponibilità di acqua dolce in 34 regioni intorno al mondo e ha dimostrato che questa sta cambiando molto e molto rapidamente.

Mentre le riserve idriche di alcune regioni sono relativamente stabili, altre hanno registrato aumenti o diminuzioni. E, oltretutto, le zone umide stanno diventando sempre più umide, mentre quelle più aride stanno diventando sempre più aride. Un disastro ambientale che sta “concentrando” l’acqua solo in alcune zone del pianeta.

“Quello a cui stiamo assistendo è un grande cambiamento idrologico - spiega Jay Famiglietti del Jet Propulsion Laboratory della NASA, co-autore del lavoro e collaboratore della missione GRACE – Osserviamo un tipico andamento nel quale le zone umide del mondo diventano più umide, quelle alle più alte latitudini e ai tropici – mentre le aree secche si inaridiscono sempre di più. In queste zone osserviamo inoltre anche diversi “punti caldi” dovuti all’esaurimento delle falde acquifere”.

Famiglietti ha osservato che, mentre la perdita di acqua in alcune regioni, come lo scioglimento dei ghiacci e dei ghiacciai alpini, è chiaramente determinata dall’aumento delle temperature sul pianeta, ci vorrà più tempo e dati per determinare le forze trainanti dietro altri schemi di cambiamento delle acque dolci.

Foto: Nature  Cambiamenti della disponibilità d'acqua sulla Terra: solo le zone verdi sono probabilmente meno soggette ai cambiamenti climatici e al diretto intervento umano

Comunque qualche ipotesi è stata formulata. È indubbio infatti che i livelli delle acque sotterranee sono sensibili a cicli di siccità o condizioni di pioggia persistenti, ma anche il pompaggio di acque sotterranee per usi agricoli manifesta un contributo significativo all’esaurimento delle acque dolci in tutto il mondo.

I ricercatori ritengono quindi che una tale combinazione è stata probabilmente la causa, per esempio, del significativo esaurimento delle acque sotterranee osservato nella Central Valley della California dal 2007 al 2015. Si parla di una perdita pari a 4 miliardi di tonnellate d’acqua, che riempirebbero senza problemi 400.000 piscine olimpioniche. Quando i cicli naturali hanno portato a una minore quantità di precipitazioni e hanno ridotto il manto nevoso e le acque superficiali, infatti, le persone hanno fatto affidamento sulle falde acquifere più pesantemente.

Il problema della disponibilità d’acqua non è (purtroppo) una novità. Secondo un rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’Unicef, pubblicato nel 2017, circa il 30% della popolazione mondiale, pari a 2,1 miliardi di abitanti, non ha accesso continuato e sicuro all’acqua potabile, mentre ben il 60% della popolazione (4,4 miliardi di persone) non ha accesso a servizi igienici adeguati.

Lo studio della Nasa, pubblicato su Nature, si configura quindi come una triste conferma e allerta sul futuro, che, senza un cambiamento di rotta, non potrà che peggiorare. L'emergenza acqua è realmente una delle sfide ambientali del secolo, che tutti insieme siamo chiamati a vincere.

Per altre informazioni sul problema dell’acqua nel mondo leggi anche:

Roberta De Carolis

Dieta emozionale: come perdere peso cambiando le tue emozioni

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Questo tipo di dieta si basa sostanzialmente su un punto: le emozioni represse, come la rabbia, hanno ricadute sulla salute e sull’insorgenza di malattie croniche o degenerative. E non solo. Quando una persona è molto insicura di sé o soffre, per esempio, sente continuamente il bisogno di proteggersi dal mondo. E per farlo molte volte si ritira in se stessa, come un riccio, e come conseguenza di ciò il corpo risponde.

In alcuni casi, il corpo diventa rigido, in altri, la risposta ha a che fare proprio con il peso: il corpo “chiede” alimenti molto calorici e crea strati di grasso che proteggono il corpo.

Cos’è la dieta emozionale

È per questo che più che di dieta in senso stretto, con “dieta emozionale” si intende un vero e proprio percorso, una serie di tecniche specifiche di lavoro emotivo. Oltre a un certo tipo di alimentazione, la dieta emozionale prevede di fatto un determinato stile di vita e una corretta gestione di rabbia, ansia, paura, tristezza o gioia.

Prevede, meglio, quello che i sostenitori – esperti soprattutto in Nutraceutica – definiscono “dieta quotidiana di emozioni e cibo”: allo stesso modo in cui assumeremmo dei farmaci per curare l’ansia, per esempio, così assumeremmo determinati tipi di cibi per ridurre o mantenere il nostro peso.

È la risposta, questa, alle già ampie dimostrazioni scientifiche secondo cui alcune forme di bulimia e anoressia nervosa, come la fame nervosa, sono una conseguenza allo stress e alla gestione emotiva dell’ansia. Così come è chiaro che alcuni cibi spazzatura e l’abuso di zuccheri siano dannosi per il corpo e la psiche.

Quando il sovrappeso ha a che fare con il fattore emotivo è quasi sempre collegato a due sentimenti: insicurezza e rabbia.

Insicurezza e sovrappeso

Se una persona è molto insicura di sé non vuole fare altro che crearsi un guscio. Una corazza che spesso è fisicamente rappresentata dal grasso che la persona è in grado di accumulare su di sé per “proteggersi” dal mondo esterno.

Rabbia e sovrappeso

Mantenere sentimenti di rabbia e risentimento può anche indurre il corpo a rispondere con un aumento di peso. A volte, sembra più facile arrabbiarsi che perdonare. E ruminare e accumulare la rabbia invece di parlarne è uno dei motivi per cui il corpo reagisce aumentando di peso.

Dieta emozionale, lavorare sulle emozioni

È chiaro, quindi, che le chiavi per condurre una dieta emotiva hanno a che fare con il contrastare quelle sensazioni che generano angoscia e sovrappeso.

Il primo step è rafforzare la propria sicurezza e per questo un modo eccellente è quello di cambiare le espressioni negative con affermazioni positive. Ad esempio, se dite sempre “Non riesco mai a finire nulla”, iniziate a dire “Se voglio, posso finire qualsiasi cosa”.

Il potere delle frasi affermative per migliorare il modo in cui ci si vede è molto più grande di quanto possiate immaginare.

La seconda cosa da fare è cercare di eliminare la rabbia e il risentimento dalla propria vita. Ci sono anche molti modi per farlo, ma il modo migliore è cercare di far passare i pensieri negativi. Cioè, quando pensate a qualcosa che vi fa molto arrabbiare, cercate di non soffermarvi troppo. Ricordate che fa male, per cui diventatene consapevoli ma poi lasciatelo andare. Lasciate che fluisca.

Costa un po’, certo, cambiare il focus della propria attenzione e per questo potrebbe servire ripetere una frase del tipo: “Sono disposto a maturare e costruire responsabilmente la vita che voglio”.

Per seguire una dieta emotiva è inoltre utile:

  • tenere traccia su un diario dei momenti in cui la “fame” è soltanto dettata dalle emozioni. Quando lo scoprite, fermatevi un passo prima: invece di mangiare, provate ad "attaccare" l'emozione che porterebbe al cibo usando le tecniche precedenti
  • aumentare i livelli di serotonina nel corpo. L’ormone della felicità può essere attivato in molti modi: facendo un esercizio che vi piace, ascoltando musica o facendo sesso con il proprio partner. Essere più felici fa parte di una dieta emotiva!
  • ricordate il consiglio della nonna: “non mangiare quando sei triste”. Questa conoscenza popolare è molto vera: se site angosciati, il cibo non cambierà la vostra sensazione. Al contrario: dopo aver mangiato ci si sentirà peggio
  • ricordate che sapere come gestire le emozioni è un ottimo modo per perdere peso

È molto utile sull’argomento: Emozioni negative: come imparare a gestirle e trasformarle in positività

Dieta emozionale, i cibi da preferire e quelli da evitare

Serotonina è la parola chiave. Il cosiddetto “ormone della felicità” è quello che più di tutti fa tornare il buonumore.
È per questo che, si segua o no una dieta emozionale, vanno consumati cibi in grado di innalzare i livelli di serotonina:

  • frutta e verdura
  • noci
  • burro di arachidi
  • carboidrati (pasta senza condimenti eccessivi)
  • riso e cereali integrali
  • pesce
  • carni bianche
  • formaggi freschi
  • yogurt

Qui trovate tutto sulla serotonina e sui cibi che la contengono.

La dieta emotiva sfrutta anche le proprietà delle erbe curative come la rodiola rosea, la passiflora e il biancospino sotto forma di tisane.

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Germana Carillo

Festa e notte dei musei: sconti e aperture straordinarie

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Published in: Eventi & Iniziative

Un weekend di cultura con i luoghi più belli del patrimonio italiano, un’occasione imperdibile per visitare tutti quei posti che conservano la storia del Belpaese e ancora musei civici, statali, spazi espositivi e mostre, aperti dalle 20 alle 2 di notte con ultimo ingresso all’una.

La Festa dei musei è giunta alla sua terza edizione e quest’anno avrà come tema ‘Musei iperconnessi: nuovi approcci, nuovi pubblici’, mentre la Notte europea dei musei prevista per il 19 maggio, spegne addirittura quattordici candeline.

Come dicevamo l’apertura serale è di tre ore, in alcuni musei si entrerà al costo simbolico di 1 euro, mentre altri saranno totalmente gratuiti.La Notte dei musei si svolgerà in ogni regione italiana e sul sito del Mibact è possibile visualizzare l’elenco completo dei musei che hanno aderito all’iniziativa.

A Roma, tra gli altri ci sono i Musei Capitolini, Museo di Roma In Trastevere, Camera dei Deputati, Senato della Repubblica, Chiostro del Bramante, Complesso del Vittoriano, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Maxxi, a Milano, musei come la Pinacoteca di Brera, il Museo di Palazzo Ducale di Mantova, la Cappella espiatoria di Monza, il Museo archeologico nazionale dei Massi di Cemmo di Brescia, tanto per citarne alcuni.

E ancora, a Torino rimarranno aperti in notturna tra gli altri anche il Complesso monumentale del Castello ducale, del giardino e parco di Aglié, la Villa della regina e i Musei reali di Torino.A Torino rimarranno aperti in notturna tra gli altri anche il Complesso monumentale del Castello ducale, del giardino e parco di Aglié, la Villa della regina e i Musei reali di Torino. 

A Firenze la Galleria dell’Accademia di Firenze, il Museo Nazionale del Bargello e il Museo delle Cappelle Medicee, mentre a Napoli il Museo archeologico nazionale, Certosa e Museo di San Martino, il Complesso museale Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, il Parco archeologico dei Campi Flegrei, il Parco archeologico di Ercolano, il Teatro San Carlo, il Museo di Capodimonte e il Museo delle scienze naturali. #FestaDeiMusei2018

PER VISIONARE L’ELENCO DEI MUSEI APERTI PIU’ VICINI A TE CLICCA QUI

Un vero e proprio successo anche lo scorso anno:

Dominella Trunfio

Plastica shock: 10 immagini del National Geographic che tutti dovrebbero vedere (oltre alla copertina)

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Published in: Rifiuti & Riciclaggio

E' solo la prima delle immagini shock della campagna portata avanti dal National Geographic, Planet or Plastic, che punta a sensibilizzare sull'impatto dell'inquinamento sulla terra e sui suoi abitanti.

“Per 130 anni, National Geographic ha documentato le storie del nostro pianeta, offrendo agli spettatori di tutto il mondo una finestra sulla straordinaria bellezza della terra e sulle minacce che affronta", ha detto Gary E. Knell, CEO di National Geographic Partners. "Ogni giorno, i nostri esploratori, ricercatori e fotografi sul campo testimoniano in prima persona l'impatto devastante della plastica monouso sui nostri oceani e la situazione sta diventando sempre più grave".

Attraverso Planet or Plastic, il National Geographic condividerà le storie di questa crescente crisi, sperando di aiutare ad affrontarla diffondendo una maggiore consapevolezza sull'importanza di eliminare la plastica monouso.

Lo sappiamo tutti. Il mondo è invaso dalla plastica ed è colpa nostra. Ma cosa accadrebbe se ci trovassimo di fronte alle orribili conseguenze della nostra dipendenza dalla plastica?

Questo è uno degli obiettivi della campagna, che punta a cambiare il modo in cui le persone usano la plastica. Scienziati e ricercatori della rivista sperano di colmare le lacune nella conoscenza degli impatti a lungo termine della plastica, che si dissolve in particelle microscopiche che arrivano poi nella nostra catena alimentare.

Un cambiamento di mentalità da parte di tutti costringerebbe le aziende a rivedere le loro politiche sul packaging. 

#svestilafrutta, GreenMe ha dichiarato guerra agli imballaggi inutili

Attraverso la campagna social #svestilafrutta, anche greenMe sta combattendo contro l'ossessione di impacchettare gli alimenti e proteggere eccessivamente frutta e verdura, perfino quella bio. In questo modo, stiamo cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica e la grande distribuzione a ridurre l’abuso degli imballaggi in plastica.

Per partecipare basta scattare una foto ogni volta che ci si trova davanti a un prodotto imballato in maniera assurda e senza senso (un mandarino, una banana, una zucchina etc..). Dopo aver scattato la foto, basta caricarla sui social Facebook, Twitter, Instagram usando l’hashtag #svestilafrutta, taggando @greenMe_it e inserendo anche il nome del supermercato dove si trova la confezione.

Le immagini che seguono, potenti e strazianti, raccontano i danni che 9 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica producono ogni anno sia all'ambiente e alla fauna.

  

Image credits: John Cancalosi/ National Geographic

       

Randy Olson / National Geographic

 Jordi Chias/ National Geographic

Justin Hofman/ National Geographic

Brian Lehmann/ National Geographic

Abdul Hamik/National Geopgraphic

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Francesca Mancuso

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