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Monsanto lawsuit ruling a ‘significant recognition’ of victims’ human rights, say UN rights experts

ONU - aiuti umanitari - feed -

The court decision to award nearly $290 million to a terminally-ill man from the United States who claimed his cancer was caused by a herbicide in a commercial weed killer, has been welcomed by two United Nations human rights experts as a “significant recognition” of the responsibilities that chemical companies have to consumers.

Ponte Morandi, Italia: di fronte al disastro

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In Italia negli ultimi 5 anni sono crollati 6 ponti. Non si può parlare di caso o di fatalità. 2014: Saxa Rubra e Ponte Lungo a Ceto; 2015 Palermo-Agrigento; 2016 Annone Brianza; 2017 Fossano; e ora, 2018, Genova. Ci sono ponti che sono stati costruiti negli anni ’60, come Ponte Morandi, per condizioni di traffico radicalmente diverse da quelle attuali ma anche ponti crollati (è il caso di quello sulla Palermo-Agrigento) meno di una settimana dopo l’inaugurazione. Quindi si intrecciano due questioni: riprogrammare la rete viaria alla luce delle nuove esigenze; controllare che le cose siano fatte bene. La rete viaria italiana è in sofferenza (ciascuno di noi lo vede) per l’enorme flusso di trasporto su gomma delle merci. Bisogna adottare misure per ridurre questo flusso, attraverso sistemi di trasporto alternativi, altrimenti ogni adeguamento della rete viaria rischierà di diventare rapidamente obsoleto. Bisogna dirsi con franchezza che il “No a qualsiasi cosa” non è una posizione ecologica. Se ci sono opere inutili o dannose ce ne sono altre necessarie. Basta con i politici “piacioni”, quelli che per non scontentare nessuno non prendono mai una posizione definita rispetto alle cose, che rinviano qualsiasi decisione tanto poi ci sarà qualcun altro a…

Diventare scrittori con il self publishing. Un sogno ancora possibile?

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Forse è capitato anche a voi  – discorrendo con amici o conoscenti di scrittura ed editoria – di sentire che il 50% degli italiani ha un romanzo inedito chiuso nel cassetto. Una cifra forse esagerata, che non corrisponde rigorosamente alle statistiche ISTAT secondo cui ogni anno vengono pubblicati circa 60mila nuovi titoli. Tuttavia, accantonando per un momento l’iperbole colloquiale e concentrandoci sui dati ufficiali, osserviamo che proprio queste cifre ci raccontano il grande desiderio degli italiani di far conoscere e pubblicizzare le proprie opere. Negli ultimi dieci anni infatti i libri pubblicati sono circa 600mila: vale a dire che quasi un italiano su cento ha pubblicato un libro nell’ultima decade. Una cifra impressionante!

Chi – del resto – non ha un lontano parente, un amico o  un conoscente che si è cimentato con la scrittura di un libro e con la sua pubblicazione? O forse siamo stati proprio noi i protagonisti dell’avventurosa e ardua ricerca di un editore disposto a pubblicare la nostra opera… Chi ha avuto esperienze di questo genere con il mondo dell’editoria tradizionale sa bene che è facile incorrere in case editrici che – pur senza arrivare alle aberranti pratiche succhia soldi narrate da Umberto Eco nel suo il Pendolo di Focault – richiedono all’autore di investire diverse centinaia di euro (migliaia in alcuni casi) per pubblicare un libro, senza che esso abbia poi il successo sperato o quantomeno la risonanza promessa tramite i canali di distribuzione tradizionali.

Eppure quel desiderio implacabile in tanti italiani resta: la voglia di pubblicare, a volte forse per nutrire il proprio ego, ma tante altre semplicemente perché si percepisce la responsabilità di dover lasciare una traccia, anche piccola, di quanto si vive interiormente, dei propri pensieri, delle proprie conoscenze o esperienze, della fantasia o della creatività di cui si è dotati. E quindi, magari conoscendo bene le storie di scrittori famosi come Umberto Saba, Italo Svevo, Marcel Proust, Federico Moccia e addirittura Andrea Camilleri, che hanno pubblicato le loro prime opere a proprie spese, si continua ad oscillare nella zona d’ombra che congiunge la rassegnazione di chi rinuncia a pubblicare perché  troppo complesso e costoso, o l’audacia che rischia di divenire ingenuità di chi invia manoscritti a numerose case editrici e – rimanendo inascoltato – finisce poi per pubblicare il libro a proprie spese. Per fortuna l’era delle costose autopubblicazioni volge al tramonto, grazie al self-publishing!

Self-publishing: di cosa si tratta? Semplicissimo. Il self-publishing (per dirla all’italiana: l’auto-pubblicazione) si basa su piattaforme online (siti web) a cui è possibile inviare il proprio libro in formato elettronico, ad esempio documento word o pdf. Esso verrà innanzitutto inserito in un catalogo, e a volte con un contributo minimo potrà avere anche un ISBN. Inoltre potrà essere rivenduto online in versione elettronica (ebook) o in versione cartacea, sempre tramite la piattaforma che pubblica on-demand. Questo significa che vengono pubblicate solo le copie richieste dall’acquirente. Pensano a tutto i gestori della piattaforma, che si avvalgono  di tipografie digitali e spediscono il libro direttamente al destinatario senza ulteriori intermediazioni. Nel self-publishing puro, inoltre, i diritti  rimangono completamente all’autore e non sono ceduti a terzi.

Leggi anche: Librerie meravigliose, nella top ten della BBC due sono italiane

Le piattaforme di self-publishing sono numerose, e sul web si possono trovare alcune rassegne che le mettono a confrontoIl self-publishing è una vera e propria rivoluzione nel mondo dell’editoria poiché permette di aggirare completamente il processo di selezione, revisione, produzione e distribuzione delle case editrici e di avere, allo stesso tempo, una visibilità potenzialmente altissima poiché il proprio libro è accessibile a tutti tramite internet.  Con il self-publishing si pubblica il proprio libro da soli, con tutti i pro e i contro che ciò comporta.

Insomma, divento famoso con due click? Beh… un momento. Chi immagina guadagni facili o grande successo solo perché “il libro è su internet” rischia di illudersi: la selezione e revisione del testo infatti spettano all’autore che deve prendersi la briga di correggere e passare al vetriolo il proprio scritto, pensare ai destinatari della propria opera, chiedere consigli, confrontarsi con altri.

Ma forse la bellezza del self publishing sta proprio in questo: una volta pubblicato il libro sulla piattaforma, l’autore dovrà occuparsi di creare un pubblico, di interessare i potenziali lettori, magari aprendo un blog come ha fatto questo autore, o usando altri metodi per diffondere il più possibile la propria opera (pubblicità su google adwords, scambio di link, post su facebook etc).
Ancora non conosci queste tecniche? Niente paura! Si possono imparare facilmente cercando online tra i numerosi tutorial e suggerimenti disponibili gratuitamente.

Infatti attorno al self publishing si sta creando una nuova comunità con diverse iniziative, idee, siti web di consigli, recensioni, risorse, tool, un po’ come è accaduto per le app nel mondo dei tablet e degli smartphone. A titolo di esempio segnaliamo il sito iltuoebook.it che permette anche di ottenere – previa registrazione – alcuni testi gratuitamente.

Liberi di scrivere… Il self-publishing permette ai tanti potenziali scrittori di uscire dalla zona d’ombra del dubbio e decidere per la pubblicazione del proprio scritto ad un costo minimo. Permette a tutti coloro che vogliono dare il loro contributo letterario – magari piccolo, forse rivolto solo ad amici e parenti a cui si vuol bene – di farlo in maniera semplice, poco dispendiosa e divertente.

I casi di successo non sono isolati, come ad esempio la siciliana Elisa S. Amore: dopo aver debuttato con il romanzo “la carezza del destino” ha trovato il successo continuando a pubblicare altri romanzi. Oppure Rita Carla Francesca Monticelli, ben conosciuta per la serie “Deserto Rosso”.

Persone normali, che hanno avuto il coraggio di liberare lo scrittore che era in loro e di provare un piccolo passo… verso la libertà di esprimersi. Consigliatissimi sono i loro suggerimenti, le storie che raccontano riguardo alle loro vicende da self-publishers, piene di spunti e di dritte su come cominciare e come sostenere la diffusione delle loro opere. E tu, sei pronto a liberare lo scrittore che è in te grazie al il self-publishing?

Daniele Bailo

For Family-Centered Differentiated Service Delivery for HIV

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Title: For Family-Centered Differentiated Service Delivery for HIV Authors: Grimsrud, A; Bygrave, H; Wilkinson, L Abstract: Differentiated care, or differentiated service delivery (DSD), is increasingly being promoted as one of the possible ways to address and improve access, quality, and efficiency of HIV prevention, care, and treatment. Family-centered care has long been promoted within the provision of HIV services, but the full benefits have not necessarily been realized. In this article, we bring together these two approaches and make the case for how family-centered DSD can offer benefits to both people affected by HIV and the health system. Family-centered DSD approaches are presented for HIV testing and antiretroviral therapy (ART) delivery, referencing policies, best practice examples, and evidence from the field. With differentiated family-centered ART delivery, the potential efficiencies gained by extending ART refills can both benefit clients by reducing the frequency and intensity of contact with the health service and lead to health system gains by not requiring multiple providers to care for one family. A family-centered DSD approach should also be leveraged along the HIV care cascade in the provision of prevention technologies and mobilizing family members to receive regular HIV testing. Furthermore, a family-centered lens should be applied wherever DSD is implemented to ensure that, for example, adolescents who are pregnant receive an adapted package of quality care.

Crescono le smart home, e con loro i prodotti di elettronica. Scopri quali sono i più venduti.

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Cresce la richiesta di case intelligenti. Secondo indagini di mercato gli utenti affermano di essere più predisposti a comprare una casa se questa è munita di alta tecnologia.

Quella che era inizialmente giudicata come un’industria bizzarra, troppo all’avanguardia e che produceva prodotti troppo difficili da usare, sta finalmente maturando una vera e propria tendenza al consumo. Ora, non solo le start-up ma anche le aziende tecnologiche più affermate, stanno lanciando nuovi prodotti per le cosiddette smart home. Nel solo 2017 questo mercato ha conosciuto un veloce incremento generando più di 70 miliardi di euro.

Anche se il principale produttore di tecnologie per la domotica sono gli Stati Uniti, una crescita rapida sta avvenendo anche in Europa, Cina, Giappone e Australia.

Gran parte di questo successo è dovuto alla sbalorditiva diffusione di smartphone e tablet sul mercato che, grazie alla loro costante connessione a Internet, consentono di controllare una miriade di altri dispositivi collegati alla rete.

A confermarlo anche la ricerca sull’“identikit del consumatore digitale”, la quale ha rivelato che il settore nel quale gli utenti on-line effettuano la maggior parte delle loro spese (il 65%) è quello dell’elettronica. A questo proposito è stata stilata una classifica che ha analizzato i prodotti della categoria Elettronica più desiderati, dalla quale è emerso che i prodotti più acquistati in assoluto sono proprio gli smartphone, tv, tablet e notebook.

La classifica ha cercato di scoprire il mese dell’anno più conveniente e il relativo risparmio massimo per acquistare uno di questi prodotti tramite un comparatore prezzi. L’analisi ha cercato inoltre di anticipare le tendenze sui consumi dopo la fiera dell’elettronica IFA che si terrà a fine agosto a Berlino, sulla base dei dati dall’anno precedente. La nuova edizione di IFA si preannuncia infatti particolarmente promettente grazie alla varietà e alla qualità di produttori di smartphone, dispositivi indossabili o legati alla smart home, pronta a mostrarci quale direzione sta percorrendo l’innovazione in Europa.

Dati simili sul trend di vendita dei dispositivi digitali sono emersi anche dal rapporto dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano, che ha rivelato il 79% dei consumatori italiani è largamente disposto ad acquistare prodotti tecnologici (il 33% in più rispetto all’anno precedente).

Ma quali sono i dispositivi che possiamo poi andare a controllare con uno smartphone? Quando si parla di smart home o domotica ormai non ci riferiamo più solo a smart Tv o a climatizzatori attivabili a distanza, ma parliamo decine di oggetti intelligenti, dalle finestre al controllo dei pannelli solari, dai sistemi antifurto al controllo dell’irrigazione del giardino.

L’era via cavo è ormai terminata, e grazie alla tecnologia wireless non vi sono più limiti. Una grande dotazione, ora in voga, sono i pannelli touch screen a muro attraverso i quali può essere controllata non solo la luce, e le sue gradazioni e colori (cromoterapia), ma anche il risparmio energetico e la gestione dei pannelli solari.

La smart home dunque non è solo innovativa, ma anche sostenibile. I numeri sono ancora inferiori rispetto alla media europea ma, come mostrano le analisi sulle vendite online, questi dispositivi intelligenti sono in costante crescita.

Asia Jane Leigh

Fa più caldo a Stoccolma che a Napoli...

Il Cambiamento - feed -

La notizia è che nei giorni di fine luglio 2018 ha fatto più caldo a Londra o a Stoccolma che a Napoli. Il circolo polare artico sta sperimentando temperature se non inedite, certo anomale. È in sintonia con quanto ci si deve attendere con i cambiamenti climatici in atto, sostengono gli esperti.

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