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Oggi è la Giornata della Gentilezza: raccontaci la tua!

BuoneNotizie.it -

Oggi è la Giornata Mondiale della Gentilezza: un’occasione per  fare piccoli gesti “gentili” e guardare il mondo con occhi diversi. “La gentilezza, come un virus, coinvolge chiunque ne venga a contatto. Il 13 novembre è l’occasione perfetta per diffonderla”. E’ questo uno degli slogan scelti per lanciare la Giornata Mondiale della Gentilezza.

Nata nel 1998, in coincidenza con la prima Conferenza mondiale del World Kindness Movement, (l’unione non religiosa di associazioni internazionali dedite allo studio e alla promozione di atteggiamenti corretti e gentili) tenutasi a Tokyo, la Giornata della Gentilezza ha come obiettivo ricordare a tutti noi l’intima e innata esigenza del cuore umano di ricevere ma anche di donare cortesia.

Alla base di questa idea vi è la teoria secondo cui vivere in un mondo più compassionevole e pacifico è possibile solo quando verrà raggiunta una massa critica di atti di gentilezza.

La gentilezza è come un muscolo. Per essere attiva va tenuta in esercizio quotidiano. Solo così sarà possibile evitarne l’atrofia. Ogni giorno è un buon giorno per fare esercizio. Lo sappiamo bene noi, convinti sostenitori di un’informazione declinata al positivo, impegnati nel dare spazio a bellezza e generosità, che riteniamo bene supremo e linfa vitale di questo nostro pianeta.

E ora, siate gentili, raccontateci attraverso la nostra pagina Facebook o commentando questo articolo la gentilezza da voi ricevuta e donata. Grazie!

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AAA cercasi turisti per promuovere Cancun: 8500 euro al mese. Come candidarsi

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Published in: Eco-Turismo

L’annuncio è pubblicato su Cancun.com, un portale messicano che promuove le bellezze turistiche della città. Il candidato ideale deve conoscere l’inglese ma non deve avere esperienze specifiche. Il fortunato passerà sei mesi tra hotel, ristoranti e attività di lusso, guadagnando ben 10mila dollari al mese (circa 8500 euro) per esplorare spiagge e luoghi indicati e poi raccontarli sul portale. 

Vitto e alloggio sono a carico dell'organizzazione, compresi soggiorni, pranzi e cene in strutture pluristellate. Ma cosa dovrà fare il Cancun Experience Officer?

"Il candidato ideale deve avere un sguardo capace di catturare storie, la capacità di interagire con gli altri, motivazione, etica del lavoro e passione per la produzione di lavori ad alta qualità", si legge sull'annuncio.

Quindi, anche se potrebbe sembrare, il fortunato non sarà pagato per fare il turista. O almeno non solo quello. Dovrà partecipare a eventi di marketing e stampa locale, dando poi notizia sul sito Cancun.com. Tutto sommato non ci sembra una grande fatica.

Come candidarsi

Per potersi candidare bisogna avere più di 18 anni e conoscere bene l'inglese, sia parlato che scritto. Non è richiesta esperienza, ma non guasta una buona forma fisica, visto che tra le attività da testare ci sono anche escursioni e nuotate tra gli squali.

Le selezioni scadono il 17 dicembre, chi aspira al lavoro dovrà girare un breve video di presentazione, di massimo un minuto, rispondendo alla domanda: "Cosa mi rende l'ideale Cancún Experience Officer?” e caricarlo su Vimeo o Youtube.

Tra le bellezze messicane:

Le clip possono essere votate dal pubblico e i voti saranno punti a favore del candidato, anche se poi la scelta sarà fatta dal personale selettivo di Cancun.com.

Per maggiori informazioni clicca qui

Dominella Trunfio

Oggi è la Giornata Mondiale della Gentilezza: celebriamola con una buona azione

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Published in: Costume & Società

Ce lo ricorda il Movimento Italiano per la Gentilezza, che va ad unirsi all’iniziativa internazionale del World Kindness Movement. L’idea è che ognuno di noi si renda disponibile a comprendere i problemi del nostro prossimo e a cercare di risolverli. L’aiuto offerto deve essere disinteressato. Il dono per chi aiuta sarà la soddisfazione di avere dato una mano a qualcuno.

Una Giornata Mondiale della Gentilezza non dovrebbe essere necessaria per ricordarci di essere rispettosi verso gli altri, ma nello stesso tempo dovremmo ammettere che non sempre riusciamo ad essere veramente gentili.

Leggi anche: 10 buone azioni utili per aiutare gli altri e vivere meglio

Ecco allora un’occasione per riflettere sulle diverse opportunità che abbiamo a disposizione per trattare gli altri con gentilezza. Poco tempo fa vi avevamo parlato delle buone azioni utili per aiutare gli altri e in generale per vivere meglio.

Possiamo provare a metterne in pratica almeno una in occasione della Giornata Mondiale della Gentilezza: ascoltiamo davvero un amico in difficoltà, doniamo ai bisognosi qualcosa che non usiamo più, prepariamo un regalo speciale per chi sta soffrendo, scriviamo un biglietto di incoraggiamento e cerchiamo di sorridere un po’ di più almeno oggi.

LEGGI anche: La felicità è più contagiosa della negatività

Ascoltiamo anche il suggerimento dell’associazione Gentletude, nata con il desiderio di rendere il mondo un po’ più gentile ogni giorno: possiamo cambiare fin da subito il nostro atteggiamento per migliorare una società che a volte è davvero troppo sgarbata. Una società gentile vive un maggior benessere, sa condividere spazi, progetti e sogni comuni.

Quale gesto gentile avete in programma per celebrare la giornata di oggi?

Marta Albè

 

 

 

Luna, Marte, Giove e Venere: spettacolo in cielo con il poker d’astri sotto le stelle cadenti

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Published in: Universo

Alba romantica in arrivo. Proprio al centro del mese, la sottile falce di luna calante (il 18 sarà Luna Nuova) sorgerà insieme al Pianeta Rosso, nella costellazione della Vergine.

Nella mappa il cielo del 15 novembre alle 5 del mattino circa. Entrambi gli astri, se il tempo sarà clemente, saranno perfettamente visibili, alti sull’orizzonte.

E non finisce qui. Poco dopo, infatti, faranno capolino anche Giove e Venere, molto più bassi ma abbastanza alti sull'orizzonte da essere osservati. Intorno alle 6 dunque, come nella seconda mappa, assisteremo ad un poker celeste spettacolare quanto raro, e il tutto in compagnia della stella Spica.

15 novembre h 5.00

15 novembre h 6.00

Un’alba preziosa dunque, che costerà forse qualche fatica visto l’orario, ma che ci ripagherà con i suoi spettacoli. Il cielo potrebbe essere infatti anche illuminato di stelle cadenti. La metà del mese, in particolare, dovrebbe accogliere il picco delle Andromedidi, i residui della cometa 1741 Biela che nel 1852 si disgregò in due parti (queste meteore sono per questo note anche con il nome di Bielidi).

Come spiega l’Uai, proprio a causa di questa “polverizzazione”, attualmente esistono numerosi filamenti che possono incontrare la Terra, cosicchè si scorgono sporadiche Andromedidi addirittura da ottobre fino a dicembre. Oggi si identificano momenti di attività soprattutto a metà e fine novembre, con picco previsto verso il 12-14, in particolare nelle ore notturne, e favorito quest'anno dall’assenza della luna.

Il 15 del mese, dunque, è possibile che il poker d’astri sia a sua volta illuminato da questo sciame. Bisognerà solo girare lo sguardo a ovest, verso la costellazione di Andromeda, dove è posto il radiante (nella mappa la porzione di cielo da dove dovrebbero irradiarsi le meteore, il 15 novembre alle 6 circa).

3 notti di desideri con un poker d’astri come dulcis in fundo. Da non perdere.

Roberta De Carolis

I gatti proteggono i neonati dall'asma

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Published in: Speciale bambini

Lo studio, condotto dal Copenhagen Studies on Asthma in Childhood Research Center (COPSAC), ha rivelato che i gatti neutralizzano l'effetto di un gene che, se attivato, raddoppia il rischio di sviluppare l'asma nei bambini. Di conseguenza, avere un gatto in casa insieme a un bambino appena nato fa sì che il gene non venga mai attivato.

Bisgaard, Jakob Stokholm e tre colleghi del COPSAC e del Næstved Hospital, hanno studiato i dati di 377 bambini danesi le cui madri soffrivano di asma.

Essi hanno mappato i geni dei bambini e hanno raccolto informazioni sulla loro educazione e sulle loro abitudini, prelevando campioni dalla casa in cui vivevano e sottoponendo i genitori a una serie di indagini.

I risultati hanno mostrato che i gatti azzerano il rischio di sviluppare l'asma nei bambini con una particolare variazione del gene 17q21, chiamato TT, responsabile dell'asma nei piccoli.

Quasi 1 bambino su 3, nello studio, aveva la variante del gene TT, indipendentemente dal fatto che la madre avesse o meno l'asma. È interessante notare che solo i gatti sembravano ridurre il rischio di sviluppare l'asma nei bambini che presentavano la variante genetica. I cani non riuscivano ad ottenere lo stesso effetto.

Non solo asma

Le analisi suggeriscono che i gatti proteggono dall'asma ma anche dalla polmonite e dalle infiammazioni nelle vie aeree inferiori dei bambini piccoli come la bronchite. Il gene 17q21 è noto per essere coinvolto in tutte e tre le condizioni.

Il risultato è sorpreso dal co-autore Hans Bisgaard, professore di pediatria e capo del COPSAC. Non perché i risultati porteranno a nuovi trattamenti - non lo faranno - ma perché lo studio dimostra che i geni dietro una malattia possono essere accesi o spenti a seconda dell'ambiente che ci circonda.

“Sembra che l'effetto sia legato a una particolare variante genica, che dimostra quanto sia complesso lo sviluppo di asma e di allergie. Non riguarda solo i geni e l'ambiente, ma come i due interagiscono, ci sono ancora tante cose che non ancora sappiamo” ha detto il dottor Arne Høst.

Saranno necessari altri studi per valutare anche che tipo di esposizione ai gatti è necessari durante l'infanzia per ridurre il rischio di asma infantile.

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Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Allergy and Clinical Immunology.

Francesca Mancuso

Come riconoscere e trattare la pelle sensibile

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Published in: Cosmesi

Vi sono 3 tipologie di pelle sensibile:

  • Pelle sensibile temporaneamente – la sensibilità è causata da una specifica malattia transitoria della pelle.
  • Pelle sensibile reattiva – la sensibilità è provocata da agenti esterni come il freddo, lo smog, il vento, i prodotti cosmetici aggressivi e i trattamenti estetici che possono indebolirla.
  • Pelle sensibile naturale – è quella tipologia cutanea che si caratterizza per facilità ad arrossarsi, lo strato epidermico è molto sottile, si desquama e in molti casi presenta anche secchezza.

C’è inoltre da fare un’ultima distinzione tra pelle sensibile e pelle sensibilizzata. Nel primo caso intendiamo quella cute che dà prurito, tira e si arrossa ogniqualvolta viene a contatto con eccessivo freddo,  prodotti cosmetici o acqua troppo dura. Si presenta allergica e si desquama. Nel secondo caso invece  la pelle presenta vere e proprie intolleranze ai prodotti cosmetici che provocano eczemi o orticarie.

Diversi sono i fattori che possono influire negativamente sulla pelle e provocare una sensibilità eccessiva.

I fattori genetici ereditari possono provocare un limitato assorbimento dell’acqua  e quindi una minore concentrazione dei lipidi nello stato superficiale della cute. La poca presenza di lipidi causa una barriera più fragile che favorisce le aggressioni da parte di agenti patogeni irritanti che infiammano, irritano e danneggiano la pelle.

Anche i fattori fisiologici possono influire, tra questi:

  • gli squilibri ormonali tipici in gravidanza, in menopausa o durante il ciclo mestruale possono causare una diminuzione delle difese immunitarie che aumenta la fragilità della barriera epidermica.
  • L’età è un fattore non poco rilevante. In molti casi la pelle sensibile si manifesta dall’età giovanile fino all’età matura ma in alcuni casi l’ipersensibilità si manifesta proprio con l’invecchiamento.
  • L’acne e le impurità possono aggravare ulteriormente la situazione perché i trattamenti che contrastano l’acne possono risultare particolarmente aggressivi.
  • La depilazione sia se effettuata con la ceretta sia con il rasoio può provocare infiammazioni, secchezza e desquamazioni.

La parte del corpo più soggetta alle aggressioni e quindi più sensibile è senza dubbio il viso in quanto rimane scoperto e quindi maggiormente esposto alle aggressioni.

Se la pelle sensibile non viene trattata in modo opportuno può favorire la nascita di rughe e macchie scure e quindi essere più soggetta ad un invecchiamento precoce.

Qual è la beauty routine per la pelle sensibile?

1. Detersione

Primo passo è la pulizia, fondamentale per mantenere la pelle sane e bella, ma quali prodotti usare?

Prodotti cosmetici non aggressivi sono quelli del marchio Avene. Questi prodotti contengono la preziosa Acqua Termale Avene che lenisce e idrata profondamente.

Partendo dall’igiene è fondamentale pulire la pelle sia al mattino appena svegli sia la sera prima di coricarsi.  I prodotti più consigliati sono quelli naturali e delicati. Consigliato anche il sapone di Marsiglia.

Oltre alla detersione è importante fare uno  scrub non aggressivo che non deve essere fatto più di una volta a settimana. Evitare l’utilizzo di spugne e spazzole esfolianti.

Per sciacquare il viso non utilizzare acqua troppo calda o troppo fredda perché vanno a sensibilizzare ulteriormente la cute.

Infine per asciugare il viso non sfregare con forza un asciugamano sulla pelle perché potrebbe aumentare il rossore e rompere i vasi capillari superficiali.

2. Idratazione

Il secondo passo è idratare la pelle attraverso l’utilizzo di creme antinfiammatorie e antiossidanti che oltre a proteggere la cute contrastano l’azione dei radicali liberi ritardando l’invecchiamento cutaneo.

Da preferire le creme che leniscono a addolciscono la pelle grazie alla loro texture cremosa e altamente nutriente. È preferibile effettuare l’idratazione due volte al giorno: sia al mattino che la sera dopo la detersione.

3. Protezione

La pelle sensibile necessita di essere protetta dai raggi UVA e UVB. Mai uscire di casa senza utilizzare una crema protettiva con fattore di protezione SPF 50 + in estate e almeno SPF 20 + in inverno.

4. Coccolarsi

 Per alleviare irritazioni e rossori le soluzioni sono molteplici: impacchi a base di aloe vera, centella asiatica o miele aiutano a dare sollievo immediato alla pelle.

Oltre a questi prodotti naturali consigliato è lo spray  Avene a base di Acqua Termale che dona confort e benessere senza aggredire la pelle. Questo spray può essere utilizzato dopo la depilazione, per rendere il trucco più duraturo, dopo la detersione, dopo l’attività sportiva e in caso di eritemi.

Il papa scomunica il fumo e vieta la vendita delle sigarette in Vaticano a partire dal 2018

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Published in: Salute & Benessere

In Vaticano le sigarette e il tabacco costano meno, questo perché non si applicano le imposte dei Monopoli di Stato e nello specifico l'Iva. Un ulteriore incentivo al fumo, dunque, che è ormai appurato essere causa di cancro ai polmoni e altre malattie che provocano la morte in tutto il mondo.

Il papa ha deciso di dare una svolta alla questione rendendosi probabilmente impopolare agli occhi di molti. Ha stabilito infatti di vietare, a partire dal prossimo anno, la vendita di sigarette nel territorio che lui amministra. Nello spaccio dei Giardini Vaticani, dunque, gli amanti del tabacco non troveranno più i tanto amati pacchetti e preti, cardinali, vescovi, diplomatici, dipendenti e funzionari vari dello Stato Vaticano dovranno andare a rifornirsi altrove spendendo di più.

A riferire la storica decisione di papa Francesco è stato Greg Burke, direttore della sala stampa vaticana:

“Il motivo è molto semplice: la Santa Sede non può contribuire ad un esercizio che danneggia chiaramente la salute delle persone. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità ogni anno il fumo è la causa di oltre sette milioni di morti in tutto il mondo. Nonostante le sigarette vendute ai dipendenti e pensionati del Vaticano ad un prezzo scontato siano fonte di reddito per la Santa Sede, nessun profitto può essere legittimo se mette a rischio la vita delle persone”.

Intanto però lo spaccio vaticano è stato preso d’assalto (anche se vi è il limite per l’acquisto di sigarette di 5 stecche per persona al mese) e si pensa che le scorte possano arrivare giuste giuste al primo gennaio 2018 quando ufficialmente scatterà il divieto. La perdita in quanto ad entrate per il Vaticano sarà molto rilevante, si parla addirittura di 10 milioni di euro in meno l’anno! Si continueranno però a vendere prodotti elettronici, profumi e anche vini e liquori senza Iva un po’ come avviene negli aeroporti.

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Della decisione ormai presa gongolano medici ed oncologici che vedono nel gesto di Papa Francesco un monito simbolico ma importante per tutti i cattolici che potrebbe invogliare alcune persone a smettere di fumare. La svolta salutista di Bergoglio riuscirà davvero in qualche modo a far mettere “una mano coscienza” ai fumatori convincendoli che è il caso di smettere?

Francesca Biagioli

Una nube radioattiva sta attraversando l'Europa: da dove viene?

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Published in: Ambiente

Il rutenio-106 è stato rilevato alla fine di settembre 2017 da diverse reti europee per il monitoraggio della radioattività nell'atmosfera, si trattava di pochi millibecquerel per metro cubo di aria. Le indagini dell'IRSN hanno permesso di fornire informazioni sull'origine del rilascio visto che non si avevano notizie di incidenti nucleari o fughe radioattive.

L'Istituto ha misurato livelli di rutenio-106, un nuclide radioattivo che è il prodotto della scissione di atomi che non si verifica naturalmente e ha effettuato un'analisi regolare dalle sue stazioni. Nel periodo dal 27 settembre al 13 ottobre 2017, solo le stazioni di Seyne-sur-Mer, Nizza e Ajaccio hanno rivelato la presenza di rutenio-106. Dal 13 ottobre, il rutenio-106 non è stato più presente.

I risultati delle misurazioni delle stazioni europee comunicate all'Istituto a partire dal 3 ottobre 2017 hanno confermato la presenza di rutenio 106 nell'atmosfera della maggior parte dei paesi europei. I risultati ottenuti per i periodi di campionamento dopo il 6 ottobre 2017 hanno mostrato una costante diminuzione dei livelli, attualmente non più rilevati in Europa.

Sulla base delle condizioni meteorologiche e incrociando i risultati dei vari paesi europei, l'IRSN ha effettuato simulazioni per individuare la zona di origine e valutare la quantità di rutenio rilasciato, nonché il periodo e la durata.

La mappa seguente sintetizza i risultati di queste simulazioni e conferma che la zona più plausibile si trova tra il Volga e gli Urali ma non è possibile specificare l'esatta posizione con i dati disponibili.

Considerando quella zona, la quantità di rutenio-106 rilasciata stimata dalle simulazioni IRSN è molto elevata, tra 100 e 300 terabecquerel. Il rilascio, accidentale considerando la quantità liberata, sarebbe avvenuto durante l'ultima settimana di settembre 2017.

“A causa dei quantitativi liberati, le conseguenze di un incidente di tale grandezza in Francia avrebbero richiesto localmente di attuare misure di protezione delle popolazioni su un raggio di pochi chilometri intorno al luogo dell'accaduto” fa sapere l'Istituto francese.

Russia e Kazakistan dal canto loro dicono di non sapere nulla.

“Le autorità russe hanno affermato di non essere a conoscenza di incidenti sul loro territorio”, ha detto il direttore dell'IRSN Jean-Marc Peres a Reuters. Una portavoce del ministero russo delle emergenze ha dichiarato di non poter commentare immediatamente.

Secondo L'IRSN, è possibile il rutenio 106 sia stato rilasciato in un sito di trattamento del combustibile nucleare o in centro di medicina nucleare. Ha escluso un incidente in un reattore nucleare, in quanto ciò avrebbe portato alla contaminazione con altre sostanze così come un guasto a un satellite alimentato da rutenio.

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L'unica vera buona notizia è che adesso tale sostanza non è più presente nell'aria che respiriamo.

Francesca Mancuso

Il commovente Natale anticipato di Jacob, malato terminale a soli 9 anni

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Published in: Speciale bambini

Secondo i medici gli resta appena un mese di vita e nell’incertezza se potrà festeggiare ancora la meravigliosa attesa del Natale, mamma e papà hanno deciso di fare un ultimo regalo al piccolo e coraggioso Jacob.

Non c’è bambino che non ami il Natale, ma Jacob per colpa di una forma di cancro diagnosticata quando aveva cinque anni, probabilmente non potrà fare l’albero né scartare i regalini. Stando a quanto scrive la mamma Michelle sulla pagina di GoFundMe, il bimbo ricoverato al Barbara Bush Children's Hospital, ha espresso un desiderio.

Così in questi giorni in corsia si festeggia la vigilia e il giorno di Natale, con tanto di luminarie e albero pieno di regali. Grazie poi a un appello su Facebook, centinaia di persone hanno inviato cartoline e bigliettini di auguri a Jacob.

Renne, pinguini, neve e tanti dolcissimi pensieri scritti a mano.

"Jacob adora le Festività e vogliamo che sappia che i desideri natalizi possono diventare realtà e che nel mondo ci sono delle brave persone che si prendono cura di tutti", ha scritto mamma Michelle.

Altre storie che toccano il cuore:

 A Babbo Natale, Jacob non ha quindi chiesto regali, ma dei messaggi ‘da chiunque voglia aiutare a portare lo spirito natalizio' e il suo appello è stato prontamente accolto.

Gli auguri dalla Redazione di greenMe.it:

E allora, piccolo Jacob, il nostro biglietto di auguri lo postiamo qui e ti auguriamo di continuare ad essere forte come lo sei stato finora e di essere felice ovunque sarai.

Dominella Trunfio

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10 Scuole speciali nel mondo che educano i bambini al di là delle nozioni

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Published in: Speciale bambini

La scuola finlandese senza materie dove si vive il contatto con la natura

La Finlandia ha uno dei sistemi scolastici migliori al mondo ed è sempre all’avanguardia. Tra le varie innovazioni vi è anche quella di proporre lezioni più brevi, pochi compiti a casa ed eliminare le classiche materie puntando invece ad un approccio interdisciplinare. Altro punto di forza è che si sta molto all'aria aperta. In questa nazione sono infatti sempre più numerose le scuole nel bosco.

La scuola che ha sostituito le punizioni con lo yoga

Cosa sono le punizioni e i castighi a scuola? Fortunatamente non lo sanno gli studenti della Robert W. Coleman School di Baltimora, scuola che ha deciso di sostituirli con yoga e meditazione, due sistemi decisamente più “dolci” per ottenere lo stesso risultato: avere bambini rispettosi degli altri, gentili e in grado di trovare un maggior equilibrio interiore. In questa scuola elementare esiste una sala di yoga e meditazione confortevole e colorata dove nel doposcuola i bambini vengono accompagnati nella pratica.

La scuola di Torino senza compiti, zaini e voti

Un’altra scuola speciale è nata nel 2016 a Torino. Si tratta di una scuola elementare senza compiti, senza zaino e senza voti. Le classi sono molto piccole, in modo che i bambini possono essere seguiti al meglio e i piccoli vengono accompagnati in un percorso educativo e di apprendimento che si basa anche su materie che la scuola tradizionale spesso mette da parte o considera secondarie, ad esempio la musica e l’arte. Altro punto di forza è che i bambini non sono costretti a rimanere fermi per molte ore nei banchi e sono da subito invogliati a parlare anche inglese. Si trascorre molto tempo a scuola e tutti i materiali sono presenti nella aule, si evitano dunque sia i compiti a casa che lo scomodo trasporto di libri.


Le elementari nel bosco di Ostia Antica

Dopo il grande successo dell’asilo nel bosco di Ostia Antica, la cui esperienza è stata da apripista per molte altre strutture simili che sono nate successivamente in Italia, è possibile frequentare anche le elementari nel bosco. Il punto di forza è ovviamente che i bambini hanno l’opportunità di apprendere trascorrendo molto tempo all’aria aperta e attraverso l’esperienza diretta fatta ad esempio nell’orto dove si può imparare la matematica o presso gli Scavi di Ostia Antica perfetti per imparare la storia. In questa scuola non ci sono voti e pagelle e si insegna ai bambini ad imparare per puro amore di conoscenza.

La scuola di Berlino senza voti né orari

Una scuola decisamente alternativa è anche la Evangelische Schule Berlin Zentrum (ESBZ) dove fino ai 15 anni non si assegnano voti, non si frequentano le classiche lezioni frontali e gli studenti non sono tenuti a rispettare orari rigidi. In questo istituto affianco a materie come tedesco, inglese, scienze o matematica ce ne sono altre molto più originali come i corsi di “responsabilità” e “sfida” che si svolgono in piccoli gruppi.


La scuola danese dove si insegna l’empatia

In Danimarca nelle scuole un’ora a settimana viene dedicata alla “Klassens tid”, ovvero all’empatia, la capacità di mettersi nei panni degli altri e capire i loro sentimenti che siano di gioia, dolore, rabbia, ecc. Durante l’originale lezione i bambini hanno l’opportunità di parlare dei propri problemi personali, dei rapporti di classe o con gli amici. Ecco che si crea l’occasione giusta per raccogliere ed infondere consigli e sviluppare l’empatia, dote che sarà tanto utile anche da adulti.


L’asilo brasiliano dove si fanno yoga, meditazione e massaggi per i bambini poveri

Vicino a San Paolo c’è uno un asilo che si prende cura dei bambini in difficoltà grazie a tecniche di yoga, meditazione e massaggio infantile. I piccoli partecipano alle lezioni di yoga una volta alla settimana e questo è accompagnato da storie educative che invitano i bambini ad imitare con le loro posizioni le forme degli alberi, degli animali e di altri personaggi presenti nelle narrazioni che si ispirano all’India. I bambini più piccoli, per cui lo yoga è ancora troppo complicato, ricevono massaggi rilassanti e curativi, sempre legati alla tradizione indiana.

La scuola di Foligno dove si medita

A Foligno, presso l’Istituto Comprensivo Foligno 2, il maestro di meditazione Qi gong Mauro Fiorucci ha portato la meditazione mindfulness, uno strumento molto utile a donare la serenità ai più piccoli colpiti dalle conseguenze psicologiche ed emotive del terremoto che ha colpito il Centro Italia nel 2016. I bambini hanno così l’opportunità di imparare tecniche di rilassamento, respirazione, meditazione e piano piano riescono a prendere maggiore confidenza con le proprie sensazioni ed emozioni.


La prima scuola ambientalista e vegan degli Usa

E’ dal 2006 che è nata negli Usa la prima scuola vegan e ambientalista, la Muse School. A fondarla è stata Suzy Amis Cameron, attivista ambientale, madre di cinque figli e moglie del regista James Cameron, che ha pensato di creare una valida alternativa alle classiche scuole in cui si insegnasse il rispetto del pianeta e degli animali. Agli studenti vengono proposte, oltre alle materie più classiche, anche tecnologie verdi e conservazione del pianeta. Gradualmente è stato inserito un menù 100% vegetale e si rendono partecipi i ragazzi della provenienza del cibo che mangiano.


La scuola per ambidestri indiana

Una piccola scuola dell’India rurale insegna a tutti e 300 i suoi studenti ad essere perfetti ambidestri, allenando questa capacità che, a detta del suo fondatore l’ex soldato, VP Sharma, gli darebbe delle possibilità in più ad esempio quella di scrivere due cose contemporaneamente favorendo l'apprendimento da parte del cervello di più lingue. In realtà non tutti sono concordi con il fatto che essere ambidestri sia davvero vantaggio, alcuni studi sostengono al contrario che possa addirittura danneggiare lo sviluppo cognitivi.

Francesca Biagioli

Il metodo Montessori all'asilo rende i bambini più bravi alle elementari

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Published in: Speciale bambini

Secondo una ricerca pubblicata su Frontiers in Psychology dai ricercatori della University of Virginia, infatti, le scuole materne che seguono il metodo Montessori aiuterebbero a migliorare i risultati dei bambini che provengono dai contesti famigliari più svantaggiati. Perché? Perché aiuterebbe gli studenti a basso reddito a mantenere il passo con i loro coetanei a più alto reddito.

Un asilo nido che segue il sistema montessoriano, insomma, fungerebbe da grande "equalizzatore" capace di migliorare le performance scolastiche dei bambini provenienti da famiglie più povere.

La ricerca

Lo studio ha coinvolto 141 bambini di Hartford, nel Connecticut: 70 di questi erano iscritti a una scuola dell’infanzia pubblica montessoriana e 71 in altre scuole materne e per l’indagine sono stati seguiti dall’età di 3 anni fino ai 6.

I ricercatori hanno testato i bambini in vari settori, tra cui la lettura, la matematica, la cognizione sociale, la persistenza e l'autoregolamentazione e hanno scoperto che i bambini nelle scuole di Montessori hanno avuto migliori risultati nel complesso dei bambini nelle scuole convenzionali.

Il metodo di insegnamento Montessori mira a sviluppare sia abilità sociali che accademiche nei bambini. Nelle classi di una Montessori, i bambini possono muoversi liberamente e scegliere tra una serie di attività didattiche. Ogni classe comprende bambini di varie età e non ci sono voti o premi per prestazioni.

"Abbiamo trovato che alla scuola elementare ottengono risultati migliori rispetto agli altri. Non solo: gli alunni Montessori provenienti da famiglie di basso reddito ottengono gli stessi voti dei bambini di famiglie più agiate - spiega Angeline Lillard, docente di psicologia e direttrice dell'Early Development Lab dell'University of Virginia. Si direbbe che il metodo Montessori possa anche essere uno strumento per superare gli effetti della diseguaglianza economica". Come si spiega questo effetto? Per Lillard "una possibilità è che, nelle scuole convenzionali, gli insegnanti non si aspettino che i bambini delle famiglie più povere abbiano la stessa performance degli altri: potrebbe esserci una sorta di effetto Pigmalione alla rovescia.

Invece nelle scuole Montessori, siccome i bambini imparano soprattutto manipolando i materiali didattici, e i materiali didattici non giudicano, questo effetto non si presenta".

Inoltre, lo studio mette in evidenza che i migliori risutlati degli alunni della Montessori non sono frutto di particolare sacrificio, perché si tratta di "bambini che sono più a loro agio in classe, e sembrano dotati di più pronunciate capacità sociali", sottolinea Lilllard. In più, loro sarebbe più persistenti nei compiti più impegnativi, "qualità che è un fattore predittivo per il successo nella vita". 

I bambini più poveri allora farebbero bene ad andare alla Montessori? Posto che se il metodo non è applicato con scrupolo anche una scuola così specifica potrebbe essere un fallimento, l’esperimento si basa su soli 141 bambini. Un campione piuttosto ristretto per trarre conclusioni così importanti.

 

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Vero è che noi siamo grandi sostenitori del metodo Montessoriano, ma è altrettanto vero è che se i bimbi all’asilo sono seguiti a dovere da maestre eccellenti, sono spronati e spinti a far bene, anche alla scuola (pubblica e privata) tradizionale tanto di cappello.

Germana Carillo

La carta da parati bio-solare realizzata con la stampante

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Published in: Energie rinnovabili

I cianobatteri sono microrganismi fotosintetici che si trovano sulla Terra da miliardi di anni. Sono considerati la ragione principale per cui l'atmosfera terrestre è ricca di ossigeno.

Lo studio ha dimostrato che essi potrebbero essere utilizzati come inchiostro e stampati attraverso un'apposita stampante a getto d'inchiostro sia su nanotubi di carbonio che su carta.

La squadra ha mostrato che i cianobatteri sopravvivono al processo di stampa e sono addirittura in grado di effettuare la fotosintesi mettendo a disposizione piccole quantità di energia elettrica, che potrebbero essere accumulate per circa 100 ore.

Un pannello bio-solare realizzato in questo modo grande più o meno quanto un tablet potrebbe alimentare una piccola lampadina a LED.

I ricercatori dell'Imperial College di Londra, dell'Università di Cambridge e del Central Saint Martins suggeriscono che la loro scoperta potrebbe portare a nuovi tipi di apparecchiature elettriche fatte di carta e con batteri fotosintetici stampate su di esse. Potrebbero inoltre integrare alimentatori e sensori per monitorare i pazienti con diabete o dispositivi simili a carta da parati per il monitoraggio della qualità dell'aria in casa.

Rispetto ai classici pannelli, questi sistemi eviterebbero il dispendio di una grande quantità di risorse e di rifiuti visto che a fine vita, essendo fatti di una speciale carta, potrebbero essere lasciati biodegradare in giardino senza alcun impatto sull'ambiente.

Il dottor Marin Sawa, uno degli autori del Dipartimento di Ingegneria Chimica dell'Imperial College di Londra ha spiegato:

“Riteniamo che la nostra tecnologia possa avere una serie di applicazioni ad esempio come i sensori nell'ambiente”.

Ma non solo. La bio-batteria solare spinge in avanti la ricerca di un nuovo tipo di tecnologia basata sulle rinnovabili, attualmente in fase di sviluppo. È la microbial biophotoltaics (BPV), il fotovoltaico microbico, in grado di sfruttare la capacità di cianobatteri e di altre alghe di utilizzare la fotosintesi per convertire la luce in corrente elettrica.

Uno dei vantaggi è che si può produrre elettricità sia di giorno che di notte, superando uno degli attuali limiti del fotovoltaico. Il dottor Andrea Fantuzzi, co-autore dello studio, ha aggiunto:

“I BPV basati su carta non sono destinati a sostituire la tecnologia convenzionale delle celle solari per la produzione di energia su larga scala, ma possono essere utilizzati per costruire alimentatori biodegradabili. Sono più adatti a dispositivi e applicazioni che richiedono una piccola quantità di energia, come sensori ambientali e biosensori”.

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Il dispositivo prodotto è piccolo, adesso il team sta lavorando su un formato A4 per poi passare alle dimensioni degli attuali pannelli.

Lo studio è stato pubblicato su Nature.

Francesca Mancuso

Massacro cetacei Isole Faroe: la nuova investigazione che ne svela tutto l'orrore

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Una vera e propria mattanza: crudele e inutile. Immagini che fanno rabbrividire: balene e delfini atlantici sgozzati in un mare di sangue. Da secolo ormai, va in scena il 'Grindadráp', ovvero la caccia alle balene nell’arcipelago danese che si trova nell’Oceano Atlantico.

Da luglio a settembre, qui armati di coltelli e arpioni centinaia di famiglie di cetacei vengono uccise. Prima spaventati e costretti a piaggiarsi, poi infilzate dallo sfiatatoi e poi recisi nel midollo spinale.

Una violenza inaudita, tra le grida e la sofferenza di questi animali adorabili. Da anni, il Sea Shepherd si batte contro questa pratica assurda e in questi giorni ha concluso un’operazione sotto copertura alle Isole Faroe.

La scorsa estate, i volontari dell’organizzazione che tutela gli abitanti del mare, si sono presentati come normali turisti. L’obiettivo, quello di monitorare e documentare la caccia a balene e delfini.
L’operazione Bloody Fjords ha visto la partecipazione di pattuglie che per dieci settimane, tra luglio e i primi di settembre, hanno tenuto d’occhio le Isole danesi.

I pattugliamenti hanno coinvolto un totale di 18 membri dell'equipaggio, provenienti da Regno Unito e Francia, che hanno documentato attraverso video e immagini la barbara uccisione di delfini e globicefali da parte dei feringi.

Si è così scoperto che sono 19 le baie designate per le uccisioni, ci sono nove diverse Grindádrap, che hanno portato alla morte 198 delfini bianchi e 436 balene pilota.

I membri dell'equipaggio hanno poi raccolto prove dell'annuale caccia alle Procellarie dei ghiacci, documentato la pubblica dimostrazione di macellazione di cetacei a Klaksvik e, per la prima volta, il trasporto per la lavorazione della loro carne e la successiva vendita al principale supermercato di Torshavn.

Ma tornando alle Isole Faroe, il gruppo di conservazione dell'oceano ha visto in che modo i cetacei vengono spinti verso la spiaggia, il tutto succede sotto gli occhi di turisti e di bambini che si trovano davanti una scena sanguinaria.

E secondo i volontari non è raro vedere proprio i più piccoli avvicinarsi alle balene e ai delfini morti e poi ‘giocare con uncini nelle ferite’.

"Gli animali giacciono con ferite e teste quasi del tutto tagliate, ‘ma i genitori incoraggiano i propri figli a vedere lo spettacolo ancora più da vicino. C’è chi fa fotografie, chi addirittura si siede accanto al corpo inerme", si legge nell’indagine.

Possibile che si sia persa ogni tipo di empatia nei confronti degli animali e he venga avvalorata tanta brutalità?

Secondo le autorità danesi, questo tipo di caccia sarebbe addirittura sostenibile, visto il numero delle balene presenti. Per questo, la visita sotto copertura del Sea Shepherd non è stata salutata positivamente dal governo locale.

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Per le istituzioni passerebbe un messaggio sbagliato, ovvero quello che all’Isole Faroe vengano usati metodi che incitano all’odio e alla violenza. Secondo noi, le immagini parlano da sole.

Dominella Trunfio

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Crackers alla curcuma senza lievito

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Adatti a chi presenta intolleranze alimentare ai lieviti, questi crackers alla curcuma possono essere aromatizzati anche con altre spezie o erbe, come, ad esempio, salvia e rosmarino.

Ingredienti
  • 300 gr di farina di tipo 1
  • 150 ml di acqua
  • curcuma in polvre q.b.
  • farina 1 aggiunta q.b.
  • sale q.b.
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  • Tempo Preparazione:
    40 minuti circa
  • Tempo Cottura:
    20 minuti circa
  • Tempo Riposo:
    -
  • Dosi:
    per 4 persone
  • Difficoltà:
    bassa
  Come preparare i crackers alla curcuma senza lievito: procedimento

 

  • Unire in una ciotola a farina e la cucuma, o eventualmente le erbe aromatiche lavate e tritate finemente,
  • versare quindi l'acqua ed iniziare ad impastare,
  • dopo aver fatto assorbire tutta l'acqua porre su una spianatoia circa venti grammi di farina aggiuntiva ed impastare energicamente il composto fin quando questo non sarà più appiccicoso,
  • passare quindi dei pezzi d'impasto nella sfogliatrice ottenendo delle sfoglie spesse un paio di millimetri,
  • porre le sfoglie su un piano leggermente infarinato e rifilare i bordi,
  • tagliare le sfoglie in rettangoli e bucherellarle con in rebbi di una forchetta,
  • metterli in una teglia foderata con carta forno e salarli in superficie,
  • infornare e cuocere in forno caldo 200° per circa quindici/venti minuti o comunque fin quando i crackers alla curcuma senza lievito non saranno ben dorati.
  • A cottura ultimata sfornare i crackers e lasciar raffreddare prima di servire.
  N.B.

I crackers alla curcuma senza lievito resteranno fragranti per qualche ora, non sono quindi adatti alla congelazione o per essere conservati per più giorni.

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Ilaria Zizza

L’esercito di Terracotta: a Napoli la mostra dell'ottava meraviglia del mondo

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Published in: Arte e Cultura

Si tratta dell’esposizione più completa mai creata sulla necropoli, sulla vita del Primo Imperatore e sull’Esercito di Terracotta, ottava meraviglia del mondo, una delle più grandi scoperte archeologiche del ventesimo secolo e oggi perfettamente restituita agli occhi dei visitatori grazie all’estensione di tutta la Basilica, che richiama la sacralità e la forza dello stesso Mausoleo che ospita le statue in Cina.

Un viaggio, dunque, sommersi nell’Antica Cina di 2.200 anni fa, in un scenario unico che ospita più di 300 riproduzioni tra statue (più di 170 soldati), carri, armi e oggetti scoperti nella necropoli.

Si rafforza così il legame che la città di Napoli ha con l’antica cultura cinese, facendo seguito a molte iniziative, tra cui il Festival del film documentario “Luci dalla Cina” e “Milleunacina”, realizzati dall’Istituto Confucio dell’Università degli Studi L’Orientale di Napoli.

Sotterrato nel suolo dello Xi’An, nella Cina orientale, l’esercito fa parte del mausoleo dedicato all’Imperatore. Le statue, le armi, le armature, i carri da guerra, il vasellame e gli oggetti che richiamano alla vita quotidiana dell’antica Cina, presenti nella mostra, sono ricavati dagli unici calchi esistenti, frutto del lavoro degli artigiani cinesi della regione dello Xi’An, che portano avanti la grande tradizione dell’arte orientale. Videoproiezioni su schermi giganti, audioguide e una zona interattiva contribuiscono a far immergere il visitatore in un’atmosfera unica.

“La scelta di Napoli per esporre la grande mostra internazionale sull’Esercito di Terracotta e il Primo Imperatore, poggia su importanti affinità culturali - afferma il curatore italiano Fabio Di Gioia. Basti pensare alla grandiosa e vivida operosità che fu necessaria alla realizzazione dell’imponente meraviglia oggi ritrovata nella Necropoli di Xi’an, all’ingegnosa capacità organizzativa, alla velocità di produzione e alla notevole raffinatezza del lavoro degli artigiani che hanno dato volto e carattere sempre diversi a oltre 8mila sculture. Altro segno di vicinanza culturale con il carattere della città e le sue tradizioni è l’importanza data nel quotidiano al culto dei morti e alla vita oltre la morte. Sempre per analogia, a Napoli anche la scultura in sé, tanto nelle rappresentazioni del sacro quanto in quelle del profano, possiede una particolare forza evocativa. La rappresentazione fisica e tridimensionale della realtà sa essere arte da contemplare e nel contempo strumento molto efficace di comunicazione. Alla medesima combinazione di fattori, il Primo Imperatore della Cina, Qin Shi Huangdi, affidò, in maniera stupefacente e grandiosa, la sua sicurezza ultraterrena. Nelle nostre intenzioni, la mostra che apre i battenti a Napoli è anche un’occasione importante per collegare e stimolare l’attività di Istituzioni ed eccellenze culturali e del territorio e del bacino regionale. Tale attività darà il via alla programmazione di appuntamenti di grande interesse e occasione di studio per scuole, licei, università e accademie”.

La mostra è visitabile nella Basilica dello Spirito Santo in Via Toledo 402, tutti i giorni dal lunedì alla domenica dalle 10 alle 20 (ultimo ingresso ore 19) fino al 28 gennaio 2018.

Il biglietto è acquistabile direttamente presso la biglietteria della mostra oppure online, per date successive a quella per cui si intende effettuare la visita.

Tariffe

Biglietti al botteghino

Adulti: 12 euro
Ridotto: studenti (studenti 14-26 anni), over 65, disabili (per gli aventi diritto all’accompagnamento secondo la Legge 104/92, l’accompagnatore ha diritto all’ingresso gratuito): 10 euro
Bambini e ragazzi (dai 4 ai 13 anni): 8 euro
Fino a 3 anni ingresso gratuito

Biglietto famiglia

Per i servizi di prevendita va aggiunta una commissione di € 1 iva inclusa per ogni componente
Famiglia da 4: 2 adulti + 2 bambini: 32 euro
Famiglia da 5: 2 adulti + 3 Bambini: 38 euro
Per i servizi di prevendita va aggiunta una commissione di € 1 iva inclusa per ogni biglietto

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Gruppi (15 persone o più – prenotazione e prevendita obbligatorie)
Adulti: 8 euro
Ridotto: studenti (14-26 anni), over 65, disabili: 7 euro
Bambini e ragazzi (dai 4 ai 13 anni): 5 euro

Germana Carillo

Fonte foto

Divieto totale di pesticidi killer per le api in UK

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A dichiararlo è stato proprio Michael Gove, il segretario dell'Ambiente, che ha affermato che la scelta è stata fatta dopo aver esaminato come i neonicotinoidi, ovvero gli insetticidi neurotossici derivati dalla nicotina, mettono in serio pericolo le api ma anche farfalle e ha effetti indesiderati perfino sugli invertebrati.

Per fare un quadro della situazione, i neonicotinoidi, erano stati introdotti come alternativa sicura al DDT, ma neanche a dirlo in poco tempo si è scoperto che sono un vero e proprio rischio per la biodiversità.

Dal 2011 va avanti la controversia sulla loro tossicità, dal 2008 che l’Italia prima ne sospende l’uso e poi rinnova le concessioni. Il problema è arrivato fino alla Commissione europea che ha chiesto all’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, di esprimersi sui rischi connessi all’impiego di tre particolari neonicotinoidi: clothianidina, imidacloprid e tiamethoxam.

Nel 2013, l’Efsa conferma che questi pesticidi provocano effetti acuti e cronici sulla sopravvivenza e sullo sviluppo delle colonie di api. A maggio 2013, finalmente, anche la Commissione Europea si pronuncia, vietando l’utilizzo per due anni di clothianidin, thiamethoxam e imidacloprid sulle colture che attraggono le api.

Da li, poi il tira e molla degli Stati membri, a dicembre di quest’anno ci dovrebbe essere una nuova votazione per il divieto totale al di fuori delle serre. L’Inghilterra che all’epoca aveva preso le distanze, sembra voler adesso fare un passo avanti nei confronti dell’ambiente. Il segretario Grove sostiene di essere rimasto sconvolto dopo aver scoperto che il 75% degli insetti della Germania era scomparso.

"Le prove mostrano i rischi che i neonicotinoidi pongono al nostro ambiente, in particolare alle api e agli altri impollinatori che svolgono una parte fondamentale nell'industria alimentare che tocca i 100 miliardi di dollari. Credo che questo giustifichi ulteriori restrizioni al loro utilizzo. Non possiamo permetterci di mettere in pericolo gli impollinatori", ha dichiarato Gove.

Le api sono sempre più in pericolo:

Anche se dietro ci sono motivi legati all’aspetto economico, la decisione va a favore dell’ambiente ed è salutata positivamente.

"Ci congratuliamo con Michael Gove e speriamo che altri Stati prendano decisioni in tal senso. L’obiettivo è quello di allontanarci da un’agricoltura intensiva e chimica ed aumentare la consapevolezza che esistono metodi più naturali e meno dannosi", ha dichiarato Craig Bennett, amministratore di Friends of the Earth’s.

 

Dominella Trunfio

La pista ciclabile del futuro? Luminescente

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Published in: Bici

Quello che è stato proposto è un concetto innovativo di architettura eco-sostenibile, per creare ambienti con luce interna propria senza bisogno di elettricità. Grazie alla graniglia vetrosa che abbina la luminescenza naturale al vetro crea dei percorsi arricchiti di luce propria interna. L'effetto luminescente dura dalle 3 alle 10 ore in base al tipo di vetri e alla tecnica usata, senza bisogno di elettricità, ma soltanto con l'esposizione per pochi minuti a qualsiasi fonte luminosa, sia naturale che artificiale. Con questo effetto di luminescenza naturale si possono creare percorsi decorativi che offrono maggior sicurezza, estetica e risparmio energetico senza creare fenomeni di abbagliamento o disturbo. 
La graniglia vetrosa ha delle caratteristiche che la rendono adatta alle pavimentazioni stradali drenanti, alle piste ciclo-pedonali, sentieri e camminamenti. 

La fotoluminescenza come fonte di illuminazione
  • è una fonte di energia pulita e rinnovabile
  • è innocua per l'ambiente e gli esseri umani
  • si ricarica con qualsiasi fonte di luce naturale o artificiale
  • mantiene le sue caratteristiche per diverse decine di anni 
  • l'acqua, il fuoco, gli shock chimici e meccanici non compromettono la sua efficacia 
  • si possono rendere fotoluminescenti oggetti di qualsiasi materiale, forma e dimensione

 

Altri esempi di piste ciclabili luminose

 

Altri esempi di progetti simili con piste ciclabili che si illuminano di notte possiamo trovarli sia in Polonia vicino alla località di Lidzbark Warminski, nella regione di Mazury in cui materiale utilizzato per creare il percorso ciclabile è di origine sintetica e può emettere luce per più di 10 ore. Dunque può rimanere illuminato per tutta la notte per ricaricarsi subito dopo durante il giorno, assorbendo i raggi solari. Mentre in Olanda sempre più all'avanguardia per quanto riguarda le piste ciclabili qualche anno fa è stata inaugurata una pista ciclabile che si illumina al buio grazie all'illuminazione di led ad energia solare. 

Silvia Romano

 

 

Fermiamo l'abbattimento di mille caprioli (petizione)

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Published in: Animali

Secondo Gianfranco Baldi, presidente della Provincia di Alessandria:

“I primi cittadini potranno ordinare l’abbattimento degli ungulati in caso di particolare emergenza in precise zone del territorio comunale e per un periodo limitato. I cacciatori dovranno comunque essere qualificati per questo tipo di caccia”.

Una dichiarazione che è stata rilasciata il 22 ottobre dopo che il presidente, aveva chiesto parere all'Ispra ed alla Regione Piemonte, riguardo un piano di abbattimento straordinario di ulteriori mille caprioli, rispetto a quanti già previsti dall'attuale piano venatorio.

Da tempo, le associazioni degli agricoltori lamentano gravi danni alle coltivazioni (in particolare vigneti) apparentemente causati dai caprioli. Secondo i viticoltori, i terreni già danneggiati dalle gelate di primavera e dalla siccità, sarebbero poi distrutti da caprioli e cinghiali, di cui chiedono piani di abbattimento. 

“Negli interventi eseguiti finora i cinghiali abbattuti sono troppo pochi. Una soluzione sarebbe mantenere la caccia aperta anche a gennaio”.

Ma la soluzione può essere l’abbattimento della fauna selvatica che ricordiamolo è tutelata dalla legge e considerata come ‘patrimonio indisponibile dello Stato nell'interesse della comunità nazionale ed internazionale’.

A difesa dei caprioli è sceso in campo il Rifugio Miletta che ha lanciato una petizione per salvare questi straordinari animali. Le firme hanno raggiunto quota oltre 50mila. Ma non solo. Il Rifugio ha chiesto di essere coinvolto nelle decisioni nell'iter che porterà alla risoluzione del problema presentato dagli agricoltori, in quanto è un ente, la cui finalità è la protezione degli animali.

Obiettivo è ovviamente quello che nessun capriolo venga abbattuto, perché questo non è il giusto modo di gestire la fauna selvatica.  L’ente lavora in tal senso con Animal Law e con un team di etologi esperti in fauna selvatica per formulare la soluzione più adatta a salvaguardare sia gli animali che le coltivazioni degli imprenditori agricoli.

Purtroppo sappiamo che i piani di abbattimento sono sanciti dalla legge 11 del febbraio 1992 che recita:

"Le regioni [...] per la tutela delle produzioni zoo-agro-forestali ed ittiche, provvedono al controllo delle specie di fauna selvatica anche nelle zone vietate alla caccia. Tale controllo, esercitato selettivamente, viene praticato di norma mediante l'utilizzo di metodi ecologici su parere dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica. Qualora l'Istituto verifichi l'inefficacia dei predetti metodi, le regioni possono autorizzare piani di abbattimento”.

Il Rifugio controbatte:

“Abbiamo chiesto alla Provincia di Alessandria quali tentativi sono stati fatti per contenere i caprioli attraverso i "metodi ecologici".

E continua:

“Se i cacciatori continuano a sparare e gli agricoltori a lamentarsi, come si può pensare che gli abbattimenti siano un metodo efficace per salvaguardare le coltivazioni? Non è efficace ma soprattutto non è etico”.

I caprioli non sono gli unici animali in pericolo:

Secondo Baldi, l’obiettivi del piano è arrivare ad una soluzione che scontenti tutti il meno possibile. Adesso il prossimo appuntamento è per il 15 novembre con un tavolo tecnico da cui dovrebbe emergere la decisione definitiva.

FIRMA QUI LA PETIZIONE

Dominella Trunfio

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