Feeds

Bagel: la ricetta con lievito madre per prepararli in casa

GreenMe -

Published in: Lievito madre

La nostra ricetta dei bagel prevede l'uso del lievito madre e, come da tradizione, una doppia lievitazione oltre a una doppia cottura. Prima di essere cotte in forno, infatti, queste ciambelle salate devono essere sbollentate per pochi secondi. 

Ingredienti per 8 bagel da 100 gr cad. googletag.cmd.push(function() { googletag.display('div-gpt-ad-1498149132762-1'); });
  • Tempo Preparazione:
    15 minuti circa
  • Tempo Cottura:
    30 minuti
  • Tempo Riposo:
    6 ore di lievitazione circa
  • Dosi:
    per 8 bagel
  • Difficoltà:
    bassa
Come preparare i bagel: procedimento

 

  • Sciogliere il lievito madre nell'acqua insieme allo sciroppo d'agave,
  • a seguire incorporare la farina ed in fine anche il sale,
  • formare una palla, metterla in una citola dal fondo stretto per aiutare la lievitazione, coprirla con della pellicola alimentare a contatto in modo da non farla seccare in superficie e far lievitare fino al raddoppio.
  • A lievitazione avvenuta dividiere l'impasto in parti di eguale grammatura, e pirlarle formando delle palline, metterle in una teglia foderata da carta forno e farle riposare per dieci minuti,
  • bucare le palline al centro formando così una ciambella e
  • lasciar lievitare fino al raddoppio coprendole con canovaccio,
  • bollire ora ogni ciambella in acqua bollente leggermente salata per venti secondi per lato, tuffandole in acqua una alla volta e senza togliere la carta forno, questa infatti si staccherà al contatto con l'acqua e la si dovrà rimuovere con una pinza per alimenti,
  • togliere dall'acqua i bagel con una schiumarola e adagiarli in un teglia foderata con carta forno e
  • cospargere sulla superficie dei bagel ancora umidi i semi di sesamo,
  • dopo aver bollito tutte le ciambelle, cuocerle in forno caldo a 220° per mezz'ora,
  • a cottura ultimata sfornare e far raffreddare i bagel su una gratella.
  • Una volta freddi i bagel potranno essere serviti in tavola oppure potranno essere tagliati a metà ed essere farciti con insalate, con verdure di stagione ripassate o grigliate.

Potrebbe interessarti anche un'altra variante dei bagel o altre ricette di panini con la pasta madre

Ilaria Zizza

15 piccole azioni quotidiane per rendere felice chi ami

GreenMe -

Published in: Mente & emozioni

C'è un livello di felicità che corrisponde ad uno stato interiore di consapevolezza, uno sguardo capace di cogliere – con pace e appagamento - la bellezza autentica della vita.

Questa felicità non si dona: può essere frutto solo di un lavoro quotidiano di “autocostruzione” e assestamento, di pensieri e volontà di amare; è un percorso di sviluppo personale e spirituale, di connessione con il proprio Sè e di autenticità di vita che permette di sentirsi, essere, nel profondo, felici, nonostante l'alterno navigare nelle acque perigliose e tranquille della vita. Quindi: no, non si può davvero rendere nessuno “felice” nell'accezione più profonda e completa di questo termine (però si possono sostenere le persone che si amano in questo loro, individuale, cammino). 

Se guardiamo strettamente alla chimica, la si può ritenere una fase emozionale transitoria associata al rilascio di dopamina, un neuro-ormone che degrada facilmente: è la felicità “condizionata”, quella che dipende dall'esterno, da un dono che riceviamo, dalle fantasie e le proiezioni che abbiamo della realtà (per cui quando siamo innamorati è tutto bellissimo e perfetto).

Questo vissuto passa, più o meno velocemente a seconda della situazione. L'effetto eccitante di un regalo si dissolve nel breve periodo; la quotidianità, giorno dopo giorno, mostra anche l'inevitabile rovescio di ogni medaglia e potrebbe rovinare la felicità assoluta, senza se e senza ma degli inizi ma sì, si può rendere felice chi si ama: temporaneamente attraverso piccoli ma importanti gesti, in modo più duraturo co-costruendo, nutrendo insieme la relazione di coppia.

Amare, pensare e volere l'autentico bene del/della partner è sempre la strategia vincente: rende incredibilmente creativi e originali, attenti e capaci di individuare proprio l'azione più giusta, il pensiero (più) perfetto sia per rafforzare il rapporto che per realizzare temporanei picchi di felicità.

Se si resta sulle piccole azioni quotidiane, sono infinite le situazioni che possono suscitare la felicità nella persona amata; ad esempio:

1) un “presente” inaspettato: può essere certo un regalo “prezioso” nel valore materiale ma possono essere altrettanto importanti quei “pensierini” non preannunciati, non “dovuti” per scadenze o eventi, che nascono da un'ispirazione o dall'ascolto dei bisogni della persona amata

2) la percezione di essere ascoltata davvero e compresa nel proprio vissuto emozionale: nulla è più sensuale, avvolgente, rassicurante e appagante del confrontarsi con chi ti accoglie e capisce fino in fondo, di chi prova a mettersi davvero nei tuoi panni e sta dalla tua parte...

3) piccoli rituali piacevoli condivisi: la colazione a letto di domenica, il giovedì a correre insieme, la spesa al mercato dai contadini eccetera eccetera eccetera, secondo i propri gusti. Le routine che creano abitudini piacevoli sono un contorno che consolida la relazione, piccoli leggeri punti fermi.

4) un fiore raccolto apposta per lei: come si dice, gesti romantici e di gentilezza a casaccio, non perchè casuali ma perchè spontanei, non costruiti se non nell'idea appena suggerita dall'ambiente che circond

5) una canzone dedicata alla radio nel suo programma preferito (mal che vada postata sulla sua pagina social): il romanticismo vince sempre, più o meno, per entrambi i sessi. E se poi è la canzone che contraddistingue la propria storia o vuole lanciare un messaggio, avrà un impatto maggiore. La musica aiuta.

6) una cena a lume di candela: è importante ritagliare del tempo, intoccabile, per momenti romantici. Senza che nessun altro o nessun'altra situazione, lavoro, incombenza possa disturbare

7) una commissione “antipatica” fatta al posto suo: l'amore è fare qualcosa che a lei o lui non va di fare, non ha tempo di fare. Cortesie pratiche, utilissime. Un'attenzione speciale

8) un sorriso guardandosi negli occhi: nonostante il tempo già passato insieme, guardarsi negli occhi, soffermarsi ogni tanto l'uno negli occhi dell'altro per più di 10 secondi crea nuove profondità e sintonie..

9) la complicità, in mezzo alla gente: quelle piccole situazioni in cui grazie a sguardi, sottointesi, mezze parole di fatto gli altri vengono esclusi. Non capiscono, non possono. Sono i segreti divertenti, a volte di pulcinella, le piccole complicità che rendono palpabile la propria sintonia e intesa..

10) un progetto condiviso: lavorare per realizzare un obiettivo condiviso rafforza la relazione di coppia, unisce nell'ideale e nell'azione

11) sesso, con tenerezza e passione: che ce lo diciamo a fare? Il sesso non è tutto ma, se fatto con amore, dona appagamento emozionale non solo momentaneo, rafforza l'intimità

12) sentirsi sussurrare “ti amo”: esprimere i propri sentimenti, fare complimenti, notare le cose positive, onorare i suoi successi. Dire, in positivo, a costo di ripetersi è meglio che non dire perchè tanto... lei o lui lo sa. Fa sempre piacere sentire dire che si è amati (con una frequenza ragionevole, ovviamente)

13) un messaggio nascosto nella biancheria intima: si possono seminare piccoli gesti affettuosi, lasciando che sia il tempo a scoprirli. Per un tocco un po' romantico, un po' retrò..

14) un libro regalato, con una dedica personalizzata: regali pensati, per condividere un proprio interesse o perchè rispecchiano gli interessi di chi li riceve

15) il ricordo e la celebrazione di un anniversario: questo è un tema su cui, spesso, i generi si dividono. Tendenzialmente, le donne ricordano e vorrebbero che fossero ricordati gli anniversari; gli uomini meno. Poi i tempi frenetici della vita moderna possono “fregare” gli uni e gli altri; per risolvere la possibile sottile insoddisfazione che creerà una altrettanto sottile infelicità da mancato ricordo di una data importante, meglio agire strategicamente: programmare sull'agenda del cellulare o del proprio programma di posta elettronica tutti gli “eventi” fondamentali per la felicità di coppia, mglio con un alert da uno o due giorni prima, che non si sa mai.

Visti il sì e il no, per completare correttamente il quadro rimane il “dipende”. E' bene saperlo: in alcuni casi, anche i piccoli o grandi gesti di attenzione, di amore rivolti al partner potrebbero non essere (per lui o lei) rassicuranti, non bastare mai.

Da cosa dipende? Le motivazioni possono essere le più diverse; ad esempio: mancanza di fiducia in sé, difficoltà a sentire di avere un posto nella relazione o insicurezza, bisogno di vicinanza o distanza che non corrispondono esattamente con quello del/della partner, aspettative fantasiose che poi non trovano corrispondenza nella realtà.

Alcune ricerche nella psicologia delle relazioni hanno dimostrato che spesso le reazioni emozionali e comportamentali, nella coppia, non sono determinate da quello che realmente succede tra i partner quanto piuttosto dalle percezioni personali sulla natura e i significati dei gesti, delle parole, delle interazioni. Insomma: a volte anche la felicità dipende da come uno “interpreta” quel che succede. Tenerne conto può essere utile, anche in prospettiva.

Leggi anche:

Linguaggio dell'amore: 10 parole straniere che vanno oltre il ti amo

L’amore è nelle piccole cose: 15 immagini che lo dimostrano

E voi, cosa aggiungereste all'elenco – fatto più sopra - di situazioni che possono rendere felice la persona amata?

Anna Maria Cebrelli

Chiude il canile di Vieste: tutti i randagi hanno trovato casa!

GreenMe -

Published in: Cani, Gatti & co.


Ha unito il suo grande amore per gli animali al suo ingegno da consulente di marketing e comunicazione e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Francesca Toto aveva lanciato qualche anno fa il progetto ‘Zero cani in canile’ che vede la collaborazione della Lega del cane di Vieste, il Comune, la Asl, il Centro Cinofilo Gargano e ancora scuole, commercianti e operatori turistici.

A Vieste, secondo Toto, il problema più grande non era il randagismo ma la cattiva abitudine di possessori di cani di lasciarli girovagare liberi, senza collare, senza microchip e non sterilizzati, pur garantendo loro cibo, acqua, cuccia e cure veterinarie.

“Questo genera un elevato numero di cuccioli abbandonati, in alcuni periodi anche 20 in una settimana e le sanzioni sembrano non fare da deterrente. Così i volontari d’estate, quando l’elevato numero di turisti affolla la città aumentando le possibilità di adozione, avendo il canile sanitario pieno, pur di dare loro una casa, sono costretti ad accelerare l’iter dell’adozione puntando però su controlli post adozione in tutta Italia, più frequenti”, spiegava nel suo progetto la donna.

In paese non c’è un canile comunale, per cui ogni tre anni il Comune indice gare d’appalto per convenzionarsi ai canili privati. L’obiettivo è stato quello di mostrare l’utilità degli animali per non avere più bisogno di canili, se non quelli sanitari. Come?

“Innanzitutto bisogna educare i cittadini a rispettare gli animali e le leggi vigenti in materia di custodia e poi sensibilizzare il contesto sociale alle sterilizzazioni e a provvedere personalmente alle adozioni, poiché la realtà dimostra che fino a quando ci saranno interessi economici dietro al problema del randagismo (canili), il fenomeno non potrà mai essere arginato”.

Attraverso una serie di azioni, dunque, non solo i cani sono riusciti a trovare casa e famiglia, ma la Regione Puglia ha risparmiato notevolmente.

“La Regione spendeva quasi 27 milioni di euro per il randagismo senza ottenere risultati. Il futuro della gestione del randagismo non è nell’ammassare i cani nei canili ma nel collocarli presso famiglie ed aziende che abbiano luoghi idonei, anche solo temporaneamente, fino all’arrivo di una adozione definitiva”, dice Toto.

Come funziona ‘Zero cani in canile”

All’arrivo del cane in canile sanitario il cane viene curato ed effettuati tutti i trattamenti del caso, nel frattempo si comincia ad organizzare la sua adozione. Quando è pronto, il cane segue un corso tenuto dall’educatore cinofilo del Centro Cinofilo Gargano, di educazione ai comandi di base e alla socializzazione sia con l’uomo che con gli altri cani, al fine di ampliare la rosa dei contesti a cui proporre la sua adozione.

C’è poi ConFIDO in te, la campagna di sensibilizzazione, conoscenza della psicologia canina e del linguaggio gestuale dei cani, fatta presso scuole di ogni ordine e grado, con l’ausilio della mascotte Golia, ex cane di strada e di cani del canile già educati. Lo scopo è far familiarizzare i ragazzi col mondo animale ed insegnar loro ad assumere un corretto comportamento, anche in presenza di randagi, accusati troppo spesso di aggressività solo perché si assumono nei loro confronti comportamenti errati.

Ancora ci sono attività di pet therapy in case di riposo con anziani, centri per diversamente abili e nelle scuole con ragazzi a rischio, autistici e con problemi relazionali al fine di dimostrare l’utilità sociale e terapeutica degli animali nei vari contesti. In particolare si sta sperimentando l’integrazione della clownterapia con la pet-terapia ed i risultati sono davvero straordinari. Infine, convegni, volantinaggio, banchetti e reclutamento di volontari.

Potrebbero interessarvi:

Il progetto sarà presentato adesso a Roma il 15 febbraio alle ore 16 presso la Piccola Protomoteca in Campidoglio.

L’obiettivo è quello di esportare lotta al randagismo ‘Zero cani in canile’, in tutta Italia.

Dominella Trunfio

Mandorle verdi: tutti i benefici per la salute e la bellezza di pelle e capelli

GreenMe -

Published in: Alimentazione & Salute

{index ordered="false"}

Siamo soliti conoscere e consumare le mandorle secche, pochi hanno avuto il piacere di vedere e assaggiare le mandorle verdi, ossia quelle fresche che si trovano disponibili solo in primavera nel periodo in cui vengono raccolte dagli alberi.

Ma cosa hanno di tanto speciale queste mandorle?

Benefici per la salute

Le mandorle verdi sono note da tempo per i loro effetti benefici sulla salute e alcuni studi recenti hanno dimostrato la loro utilità anche per la pelle e i capelli. Scopriamo allora tutte le loro proprietà

  • Benefiche per il cuore: in particolare la pellicina che ricopre le mandorle contiene molti flavonoidi, sostanze dal potere antiossidante. Un gruppo di ricercatori dell'Università di Tufts ha dimostrato che i flavonoidi lavorano insieme alla vitamina E proteggendo le pareti dei nostri vasi sanguigni da potenziali rotture o danni. Di conseguenza, consumando questi frutti, possiamo prevenire malattie cardiovascolari pericolose come l'infarto. 
  • Combattono il colesterolo cattivo: le mandorle verdi sono uno degli alimenti migliori per combattere le lipoproteine a bassa densità, ovvero il cosiddetto colesterolo cattivo. Mangiarle regolarmente può contribuire dunque a tenere a bada questo valore.
  • Alleate di ossa e denti: l’alto contenuto in sali minerali delle mandorle verdi è particolarmente benefico per i nostri denti e le ossa.
  • Tengono a bada la glicemia: dopo ogni pasto il livello di glucosio nel nostro flusso sanguigno sale, il picco di zuccheri non è però affatto buono per la nostra salute. Le mandorle verdi possono aiutarci a gestire la situazione regolando la glicemia.
  • Aiutano il sistema immunitario: le mandorle verdi, ricche in antiossidanti e altre sostanze utili all’organismo, sostengono efficacemente il lavoro del nostro sistema immunitario e aiutano così a proteggerci dalle malattie.
  • Sostengono il sistema nervoso: grazie alla presenza di magnesio e di sostanze come L-carnitina e riboflavina, le mandorle verdi forniscono nutrimento fondamentale per il nostro cervello e i nervi.
  • Favoriscono la perdita di peso: nonostante siano caloriche, le mandorle verdi possono aiutare nella perdita di peso in quanto contengono grassi sani e altre sostanze che aiutano il metabolismo del corpo.
  • Ottime per la regolarità intestinale: queste mandorle contengono molte fibre, sostanze fondamentali per avere una buona regolarità intestinale e dunque combattere la stitichezza.
Benefici per la pelle
  • Anti-age: come già detto le mandorle verdi sono ricche di vitamina E e di altre sostanze antiossidanti. Aiutano quindi a combattere i radicali liberi e le altre tossine presenti nel corpo. Di tutto questo beneficia anche la pelle che, mangiandole con costanza, risulterà più liscia e giovane. Si possono usare non solo per via interna ma ad esempio acquistare un olio di mandorle per utilizzarne qualche goccia sulla pelle del viso ogni giorno.
  • Nutrienti: grazie alla presenza di vitamina E nelle mandorle, le cellule saranno anche nutrite al punto giusto e per questo nel complesso la pelle risulterà più idratata e dall’aspetto sano.
  • Contro punti neri e brufoli: le mandorle verdi agiscono come dei disintossicanti naturali all’interno del nostro corpo. Ne beneficerà anche la pelle che potrebbe ottenere un buon miglioramento in caso ci siano problemi di brufoli, punti neri o acne.
  • Protegge dai danni del sole: il consumo quotidiano di mandorle verdi combatte l’invecchiamento precoce, rivitalizza la pelle e inoltre ha la capacità di proteggere dai danni provocati dai raggi ultravioletti.
Benefici per i capelli

Con l'aiuto delle mandorle verdi si può contrastare l'eccessiva perdita di capelli. Questi frutti, infatti, sono ricche di vitamine, minerali e molti altri nutrienti che nutrono i nostri capelli alla radice.

Dove trovare le mandorle verdi

Le mandorle verdi si possono trovare solo ed esclusivamente nei mesi primaverili di aprile e maggio ovvero durante il periodo della raccolta (non si prestano infatti ad una lunga conservazione se non vengono prima essiccate). L’ideale è trovare un produttore di fiducia della vostra zona che vi rifornisca, potete recarvi ad esempio nel mercato più vicino a voi e cercare qualche agricoltore che coltiva mandorle.

Se non le trovate disponibili, niente paura! Continuate pure a mangiare le più tradizionali mandorle secche che non hanno nulla da invidiare alla variante fresca. Potete leggere a proposito questi articoli:

Francesca Biagioli

Sheila McKinnon: i diritti delle donne e i cambiamenti climatici, mostra gratuita a Roma

GreenMe -

Published in: Arte e Cultura

Sheila McKinnon è una fotografa, giornalista e artista multimediale di origini canadesi, che ha vissuto la maggior parte della sua vita in Italia. Ha lavorato per le principali testate a livello mondiale e ha collaborato con organizzazioni umanitarie come UNICEF, FAO, UNFPA, IDLO e molte altre, riuscendo a catturare nella sue fotografie la realtà della nostra società.

Il suo lavoro pone l’attenzione su due dei più pressanti problemi del nostro tempo: diritti delle donne ed educazione delle ragazze e cambiamenti climatici. Sul piano delle donne, McKinnon racconta attraverso le immagini le loro storie di emarginate sin dalla nascita, senza accesso all’istruzione e costrette a matrimoni e gravidanze precoci.

Nelle sue fotografie sul clima, la fotografa espone la bellezza del nostro Pianeta legata alla terra, in una tavolozza pittorica di spettacolari colori. Immagini che fanno riflettere sulle popolazioni migranti, sul nostro approvvigionamento di cibo e acqua.

 

La mostra curata da Victoria Ericks che sarà inaugurata il 14 febbraio (dalle 17 alle 19) è patrocinata dall’Ambasciata del Canada, dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare e da Kyoto Club.

   

“Questa mostra cerca di incoraggiare tutti a scegliere di contribuire a una piattaforma di attivismo politico o personale per supportare aziende, ricerca e lavoro individuale per invertire gli effetti del cambiamento climatico, un’enorme sfida, che deve essere la nostra priorità maggiore”.

Altre mostre da non perdere:

La mostra è visitabile fino al 23 febbraio e l'accesso è gratuito.

Dominella Trunfio

Foto

I giovani fanno troppa poca attività fisica. L'allarme dell'OMS

GreenMe -

Published in: Sport & Tempo Libero

L’insufficiente attività fisica è uno dei principali fattori di rischio morte in tutto il mondo, oltre a essere un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, il cancro e il diabete.

Globalmente, un adulto su 4 non è abbastanza attivo e più dell’80% della popolazione di adolescenti del mondo non è sufficientemente attiva fisicamente.

Sono i dati forniti dall’Organizzazione mondiale della Sanità, secondo cui circa il 23% degli adulti over 18 non è abbastanza attivo fisicamente (il 20% degli uomini e il 27% delle donne). Nei Paesi industrializzati, la percentuale degli adulti inattivi raggiunge il 26% tra i maschi e il 35% tra le donne, rispetto al 12% e 24% nei Paesi in via di sviluppo.

E, nonostante circa l’80% dei Paesi abbia messo in essere delle politiche e dei piani per ridurre l’inattività fisica, solo nel 56% di questi paesi tali misure sono operative. È per questo che l’Oms si pone come obiettivo entro il 2025 di ridurre almeno del 10% l’inattività fisica. Ma come?

Cos’è l’attività fisica?

L’OMS definisce l'attività fisica come qualsiasi movimento corporeo prodotto da muscoli scheletrici che richieda un dispendio energetico, comprese le attività intraprese durante il lavoro, il gioco, l’esecuzione di faccende domestiche, il viaggio e il coinvolgimento in attività ricreative.

“Attività fisica” non va confusa con “esercizio”, che è una sottocategoria dell’attività fisica pianificata, strutturata, ripetitiva e che mira a migliorare o mantenere uno o più componenti della forma fisica. Oltre all’esercizio, qualsiasi altra attività fisica svolta durante il tempo libero, per il trasporto da e per i luoghi o come parte del lavoro di una persona, ha un beneficio per la salute. Inoltre, l’attività fisica a intensità moderata e vigorosa migliora la salute.

Quanta e quale attività fisica è raccomandata?

L’OMS raccomanda:

Per i bambini e gli adolescenti dai 5 ai 17 anni:
  • Fare almeno 60 minuti di attività fisica da moderata a intensa ogni giorno
  • L’attività fisica di quantità superiori a 60 minuti al giorno fornirà ulteriori benefici per la salute
  • Fare attività che rafforzano muscoli e ossa almeno 3 volte a settimana
Per gli adulti di età compresa tra 18 e 64 anni:
  • Almeno 150 minuti di attività fisica a intensità moderata per tutta la settimana o almeno 75 minuti di attività fisica ad intensità vigorosa per tutta la settimana o una combinazione equivalente di attività di intensità moderata e vigorosa
  • Per ulteriori benefici per la salute, gli adulti dovrebbero aumentare la loro attività fisica di intensità moderata a 300 minuti alla settimana o equivalenti
  • Le attività di rafforzamento muscolare dovrebbero essere effettuate coinvolgendo i principali gruppi muscolari in 2 o più giorni alla settimana.
Per gli adulti di età pari o superiore a 65 anni:

Oltre all’ultimo schema, coloro che hanno mobilità scarsa dovrebbero svolgere attività fisica per migliorare l’equilibrio e prevenire le cadute 3 o più giorni a settimana. Le attività di rafforzamento muscolare dovrebbero essere effettuate coinvolgendo gruppi muscolari importanti, 2 o più giorni alla settimana.

Insomma, non ci vuole poi per mantenere il nostro fisico in allenamento, far circolare il sangue e scongiurare con una corsetta le peggiori malattie!

Leggi anche:

Germana Carillo

Riflessologia plantare: come funziona, benefici, mappa del piede e punti da massaggiare

GreenMe -

Published in: Salute & Benessere

{index ordered="false"}

La riflessologia plantare è una tecnica che si serve di un tipo particolare di massaggio fatto principalmente con i pollici della mano utilizzati sapientemente per andare a stimolare dei punti specifici. Tutto è finalizzato a riequilibrare l’energia all’interno del nostro corpo, inviando importanti input a organi e apparati e promuovendo così l’autoguarigione.

Come funziona?

Ogni punto del piede riflette sostanzialmente un'altra zona del corpo e massaggiando l'area corretta è come se andassimo ad agire direttamente su quell’organo o apparato. Si combinano così i benefici del massaggio con l’invio di impulsi nervosi in determinate zone riflesse presenti appunto sulla pianta e il dorso dei piedi (non a caso proprio in queste parti del nostro corpo sono presenti molte terminazioni nervose).

L’operatore utilizza esclusivamente le dita delle mani e non si serve neppure di oli o altre sostanze per il massaggio.

Importante sottolineare che il riflessologo non è un medico, dunque non può fare diagnosi, non prescrive farmaci e non cura. Grazie all’arte che ha imparato, però, è in grado di aiutare l’organismo a funzionare al meglio intervenendo su eventuali squilibri.

Come funziona una seduta

Per prima cosa il riflessologo fa accomodare il paziente e analizza la forma, la consistenza, il colore e altre caratteristiche del piede. Grazie all'esperienza, toccando determinati punti, si potrà rendere conto di punti di forza e debolezza di quella persona.

Inizierà poi con un riscaldamento del piede e infine con la seduta vera e propria di riflessologia. In base ai sintomi e alle richieste presentate dal paziente valuterà il massaggio più adatto andando a stimolare gli organi corrispondenti. Generalmente la seduta dura circa 30-40 minuti e può essere ripetuta più volte a settimana fino a completare un ciclo di circa 10 incontri (si valuta comunque caso per caso).

Benefici della riflessologia plantare

La riflessologia plantare offre diversi benefici e può essere usata in tante diverse situazioni. Sottoporsi regolarmente a questo trattamento da parte di un esperto è utile per:

  • Rilassarsi: il massaggio del piede è il più delle volte rilassante anche se la stimolazione di alcuni punti potrebbe creare alcuni fastidi. Generalmente comunque è un ottimo sistema per scaricare le tensioni del sistema nervoso. Esistono a questo scopo dei massaggi finalizzati al relax e al benessere psicologico.
  • Depurarsi: la riflessologia plantare aiuta a depurare un fisico intossicato. Il massaggio agisce infatti sugli organi emuntori, ovvero quelli deputati all’eliminazione delle tossine da parte dell’organismo.
  • Migliorare la circolazione linfatica e sanguigna: questo massaggio è in grado di stimolare la circolazione dei liquidi del nostro corpo con benefici che si ripercuotono su tutto il corpo.
  • Combattere i dolori: molte persone scelgono di rivolgersi ad un riflessologo per trattare dei dolori. Si tratta infatti di un ottimo sistema che, grazie all’azione sui meccanismi nervosi del nostro corpo, è in grado di alleviare e trattare i dolori stimolando anche la produzione di endorfine.
  • Riequilibrare l’energia: secondo le filosofie orientali nel nostro corpo scorre l’energia vitale che in alcune situazioni e punti può bloccarsi. La riflessologia plantare e i suoi massaggi sono in grado di ristabilire l’equilibrio in questo senso con grandi benefici per tutto l’organismo.

Grazie ai vantaggi che offre la riflessologia plantare è un trattamento che può essere consigliato in caso di:

Mappa del piede

Sotto la pianta del piede, ma anche in alcune zone del dorso, è disegnata una sorta di mappa che gli operatori di riflessologia conoscono e alla quale si riferiscono per poter effettuare i loro trattamenti.

Sostanzialmente, secondo le conoscenze di questa tecnica, la parte del corpo di sinistra (con tutti i suoi organi) è riflessa sul piede di sinistra mentre la parte destra del corpo si può trovare sul piede di destra. Per fare degli esempi comprensibili a tutti: il cuore si trova sul piede sinistro mentre il fegato sul destro, i polmoni che sono da entrambi i lati sono riflessi sia a sinistra e a destra (ognuno nella sua corrispondenza).

Come potete vedere dalle immagini sotto, banalizzando un po’, la parte alta dell’organismo è rappresentata nelle zone alte del piede mentre andando a scendere si trovano le zone riflesse della parte bassa del corpo.

 

Foto: Ciatica y Cuerpo 

Punti da massaggiare

Certo quello che può fare un operatore esperto in riflessologia non è lo stesso di ciò che possiamo fare da soli con un automassaggio. Sicuramente, però, prenderci cura dei nostri piedi ogni sera può essere comunque di grande aiuto.

Sarebbero sufficienti 15 minuti al giorno prima di andare a dormire per effettuare da soli un massaggio che può rivelarsi molto utile per favorire il benessere psico-fisico.

Basta sedersi comodi con la schiena dritta, poggiare la caviglia sulla coscia e utilizzare i pollici per massaggiare i punti più importanti che si trovano sul piede.

Si può partire dalla parte laterale interna che, come potete vedere dalle immagini, corrisponde alla colonna vertebrale da massaggiare con il pollice per 3 volte avanti e indietro (in corrispondenza del tallone fino all’alluce e ritorno) per poi concentrarsi sulle zone interne dove sono presenti i vari organi (vedi mappa).

Potete ad esempio provare a riprodurre il massaggio proposto in questo video, perfetto per chi soffre di mal di schiena:

Potete scegliere anche di dare dei leggeri colpi e massaggiare in maniera circolare i talloni per stimolare le funzioni sessuali e tirare delicatamente avanti e indietro le dita, molto importante massaggiare delicatamente e premere il polpastrello dell’alluce che corrisponde alla zona della testa.

Comunque anche un generico massaggio su tutto il piede può aiutare a migliorare la circolazione e infondere benessere e relax.

Ricordate di dedicare la stessa attenzione al piede di sinistra così come a quello di destra.

Controindicazioni: quando non è indicata?

La riflessologia plantare presenta alcune controindicazioni. Mai sottoporsi ad un massaggio del piede se si ha la febbre, infiammazioni in stato acuto, micosi estese, durante i primi giorni del ciclo mestruale (soprattutto se si ha abbondante), gravidanza, malattie degenerative o si è a rischio trombi o emboli.

Solo da una persona molto esperta, che valuterà la situazione nello specifico, si possono seguire sedute di riflessologia plantare in caso di diabete, depressione o malattie mentali, se si fa uso di farmaci, droghe o alcool.

Un automassaggio, soprattutto se sporadico, non può fare particolari danni e al contrario, nella maggior parte dei casi, aiuta a rilassare. Certo è che la posizione storta del piede non favorisce la corretta posizione per poter agire. Per questo sarebbe comunque meglio scambiarsi un massaggio con il proprio partner o un amico.

Su altri tipi di riflessologia e sul benessere dei piedi e di conseguenza di tutto il corpo leggi anche:

 

Francesca Biagioli

Naturasì richiama tortilla chips: glutine non dichiarato in etichetta

GreenMe -

Published in: Allerte alimentari

Il loro consumo, da parte di chi è intollerante al glutine, potrebbe essere pericoloso per la salute.

Si tratta delle Tortillas Chips gusto Naturel nel formato da 200 grammi. Le tortillas sono prodotte da Trafo. Il lotto oggetto di richiamo è quello caratterizzato dalla data di scadenza 11/08/2018.

La presenza di glutine rappresenta un rischio solo per i celiaci e per gli intolleranti al glutine. Per questo il richiamo riguarda solo tali categorie. Di conseguenza, chi non è celiaco può tranquillamente consumare questo prodotto, pur sapendo che è presente glutine erroneamente non dichiarato in etichetta.

"Si raccomanda ai consumatori allergici al glutine di controllare il prodotto acquistato e le scorte in casa e se appartenente al lotto richiamato, di non consumarlo e di riportarlo al proprio negoziante che provvederà a sostituirlo o rimborsarlo oltre che a chiarire eventuali dubbi" spiega Naturasì.

LEGGI anche:

Se volete preparare da voi Tortillas e Tacos in casa qui trovate le nostre ricette.

Francesca Mancuso

Facciamo luce sull’epilessia: l’Italia si tinge di viola! Cosa fare in caso di crisi

GreenMe -

Published in: Salute & Benessere

Oggi sarà anche attivo grazie alla Lice, la Lega italiana conto l’Epilessia, un numero gratuito (800 595 496) attraverso il quale medici esperti risponderanno ai dubbi e alle domande sulla malattia.

Nel mondo soffrono di epilessia secondo 50 milioni di persone, solo in Italia se ne contano circa 500/600mila.

L’epilessia e la Giornata mondiale

L’epilessia è una malattia neurologica che si esprime in forme molto diverse tra di loro. Una diversità di forme che si traduce anche in prognosi differenti: se per alcune forme di epilessia c’è una assoluta compatibilità con una vita normale; per altre, la minoranza, c’è invece una maggiore gravità.

L’epilessia è tra le malattie neurologiche più diffuse, tanto che è riconosciuta come malattia sociale.

Nei Paesi industrializzati l’epilessia interessa circa 1 persona su 100, in Europa circa 6 milioni di persone hanno un’epilessia in fase attiva (cioè con crisi persistenti e/o tuttora in trattamento).

I maggiori picchi di incidenza si hanno nei bambini e nei giovani adulti e negli anziani. Nei Paesi in via di sviluppo l’incidenza dell’epilessia è maggiore, anche se non vi sono dati epidemiologici sicuri.

Le epilessie si manifestano attraverso sintomi tra loro diversi, le cosiddette crisi, che altro non sono che un disturbo improvviso e transitorio, dovuto a un’alterazione della funzionalità delle cellule nervose, i neuroni. I neuroni “comunicano” tra loro attraverso impulsi “elettrici”, a loro volta generati da scambi biochimici tra le cellule: se i neuroni, per qualche ragione, diventano “iperattivi” scaricano impulsi elettrici in modo eccessivo e determinano una crisi epilettica.

Ad oggi, quel che emerge è che ancora l’epilessia spaventa e allontana. Basti pensare che ancora oggi sono molti coloro che omettono di comunicare la diagnosi alla scuola che frequentano o a lavoro. Eppure, come dicono gli esperti, la stragrande maggioranza delle crisi epilettiche ha bisogno solo di poche manovre molto semplici. Come fare a saperlo?

I monumenti illuminati di viola e gli appuntamenti di oggi

Da qui nasce l’esigenza di sostenere una Giornata completamente dedicata all’epilessia e spiegare in modo pratico e concreto che cosa bisogna fare per rendere la vita meno difficile alle persone che ne soffrono.

Oggi, molti monumenti in Italia saranno colorati di viola (qui la mappa) a memoria del fatto che non servono pregiudizi e che l’ignoranza va combattuta, perché è soprattutto questa che spinge molti pazienti a nascondere la malattia e a sviluppare un disagio sociale e psichico.

Chiesa di San Francesco di Paola - Napoli Fontana di piazza De Ferrari - Genova

Quel che si deve sapere oggi è che l’epilessia non lede le capacità intellettive, né il rendimento nella vita pratica e che di solito la crisi epilettica ha una durata di alcuni minuti.

Cosa fare in caso di crisi

- se il paziente cade a terra per la convulsione, evitate che la testa batta ripetutamente sul pavimento, per cui mettete un cuscino sotto la testa e ruotatelo su un fianco per far uscire la saliva 

- non cercate di aprire la bocca 

- inutile cercare di "rianimare" il paziente: secondo i medici, infatti, sono inappropriati sia le respirazioni assistite sia i massaggi cardiaci

Nel caso la crisi epilettica si manifesti senza convulsioni, evitate interventi inopportuni. Sono queste semplici indicazioni, ma solo il medico potrà dare indicazioni giuste e adatte ad ogni singolo caso.

Leggi anche:
Epilessia nei bambini: sintomi, cause e cosa fare
Epilessia: sintomi e cosa fare (e non fare) in caso di crisi
La cannabis terapeutica non comporta rischi per la salute, arriva la conferma dell’OMS

Germana Carillo

400mila bambini rischiano di morire in Congo per malnutrizione

GreenMe -

Published in: Speciale bambini


Un dramma senza fine quello nella regione del Kasai dove è in corso una crisi umanitaria dovuta al conflitto tra esercito e miliziani. In gioco ci sono questioni di successione di grandi spazi di territorio che custodiscono ricchezze nel sottosuolo.

Parliamo di diamanti, rame, coltan, oro, zinco senza dimenticare il petrolio. La Repubblica democratica del Congo è il terzo produttore mondiale di diamante, vanta poi la seconda foresta pluviale al mondo per dimensioni, con spazi immensi di terreno fertile, oltre che infinite risorse idriche.

Interessi economici, dunque, che secondo Save the children hanno portato alla figa già 1,4 milioni di persone, tra cui centinaia di bambini.

“Alcuni bambini sfollati stanno ora sopravvivendo con 3 pasti a settimana senza che le loro famiglie abbiano alcuna alternativa per trovare il cibo, e quasi 400mila rischiano di morire di fame nei prossimi mesi”, spiegano.

“Questo Paese, straziato dai conflitti, dove i bambini vengono anche reclutati a forza o usati come scudi umani, sta affrontando una delle più grandi e dimenticate emergenze umanitarie al mondo causate dall’uomo, e i programmi di aiuto necessari per salvare la vita dei bambini sono fortemente a rischio,” ha dichiarato Heather Kerr, direttore nella Repubblica Democratica del Congo di Save the Children.

Tra le tante testimonianze raccolte dall’organizzazione c’è quella di Benjamin (nome di fantasia), un bambino di un anno scampato per miracolo a un attacco da parte dei gruppi armati.

“Sono fuggita con il mio bimbo dopo aver perso mio marito nel caos. Hanno ucciso, distrutto tutto e rubato il nostro bestiame, non avevamo più nulla da mangiare. Quando ho potuto finalmente portare Benjamin in ospedale era in condizioni gravissime, ma dopo aver ricevuto il latte e primi trattamenti si sta lentamente riprendendo.” racconta la madre del bambino.

Altri bambini che soffrono di malnutrizione: 

Una situazione disastrosa con sfollamenti di massa che è stata denunciata anche dall’Unicef.

“La crisi nutrizionale e l’insicurezza alimentare nel Kasai derivano dallo sfollamento di migliaia di famiglie che hanno vissuto per mesi in condizioni durissime. Con il ritorno delle persone a casa in alcune aree in cui le condizioni di sicurezza sono migliorate e i servizi sanitari hanno cominciato a funzionare di nuovo, le reali dimensioni del problema stanno diventando chiare” dichiara Tajudeen Oyewale, rappresentante pro tempore dell’Unicef nella Repubblica democratica del Congo.

Dominella Trunfio

Foto cover: ©UNICEF/UN0156457/Vockel

Riserva naturale di Decima Malafede: a rischio di taglio 21 ettari di bosco e i suoi animali

GreenMe -

Published in: Natura & Biodiversità

Secondo quanto riportato dall'associazione Gruppo di intervento giuridico, le spallette boschive di Castel Romano che comprendono 21 ettari di bosco misto (Quercia, Cerro e Leccio, Corbezzolo, Lentisco, Fillirea, Ginestra, Perastro, Prugnolo), sono soggetti a periodici tagli, con l'apertura anche di nuova viabilità.

Eppure vantano una ricca presenza di specie faunistiche, fra cui Falco pecchiaiolo, Poiana, Tasso, Istrice.

L'associazione ha reso noti i documenti grazie ai quali la Società agricola Le Tenute s.r.l. ha ottenuto le autorizzazioni al taglio dei boschi della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli (Propaganda Fide), detentrice di estese proprietà immobiliari nell’Agro Romano, da parte di “Roma Natura” (note prot. n. 3547 del 19 settembre 2017 e n. 4022 del 19 ottobre 2017), anche se tutta l'area è tutelata anche con il vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).

Foto

Per questo, l'associazione il 9 febbraio scorso ha inoltrato una richiesta di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti per cercare di evitare il taglio boschivo che

"depauperebbe il patrimonio ambientale e paesaggistico di un’area naturale protetta che meriterebbe solo cura e attenzione".

"Sarebbe l’ora che i secolari interessi privati, anche di modesta entità, lasciassero definitivamente il passo nell’Agro Romano all’interesse pubblico della salvaguardia del patrimonio naturalistico" continua l'associazione.

Non si è fatta attendere la risposta di Roma Natura che tramite il Presidente Maurizio Gubbiotti, ha parlato di bufala, negando che sia in corso o che sia stato autorizzato alcun taglio.

Tuttavia, dice Gubbiotti

"al momento c’è solo una valutazione tecnica da parte degli uffici. Comunque l’attenzione è come sempre tale che le prescrizioni per svolgimento sono rigidissime e completamente rispettose della salvaguardia della biodiversità sia dal punto di vista della flora e della fauna e l’iter autorizzatorio, non ancora concluso, è costantemente monitorato direttamente dal Parco".

LEGGI anche:

Sulla vicenda è intervenuto anche il WWF: “Non mettiamo in discussione che siano state seguite le regole e che il personale dell’Ente RomaNatura abbia operato responsabilmente, tuttavia il taglio di 21 ettari di bosco in uno dei territori più ricchi di biodiversità della Capitale è sintomatico di una deriva delle politiche in materia di aree naturali protette. La pratica di acquisto dei diritti di taglio da parte degli Enti competenti è una prassi (peraltro già seguita da RomaNatura) per evitare interventi invasivi in aree importanti e vulnerabili" dice l'associazione, "Oggi le aree protette sembrano essere scivolate in fondo all’agenda politica: scarse le risorse dedicate, strumenti di pianificazione ancora in attesa di approvazione e nuove previsioni normative che rischiano di mettere a rischio le stesse ragioni per le quali il Legislatore regionale ha voluto la tutela di territori straordinari con l’istituzione di parchi e riserve naturali. Occorre recuperare quelle ragioni e i valori che le hanno sostenute per immaginare un futuro capace di natura.”

Francesca Mancuso

Pomodoro pachino, l'oro rosso di Sicilia schiacciato dal mercato estero

GreenMe -

Published in: Agricoltura

A quanto pare no, i pomodori rimangono incolti. Un’inchiesta di Saul Caia pubblicata sul Fatto quotidiano, riporta alla luce uno scenario che ormai conosciamo bene, quello del mercato italiano degli agricoltori schiacciati dalle importazioni dei paesi esteri.

“Negli ultimi mesi il prezzo di mercato è sceso vertiginosamente a causa delle massicce importazioni dai paesi esteri. E a Pachino gli agricoltori rinunciano a raccoglierlo perché non conviene, lo lasciano sulle piante”, si legge.

La testimonianza è quella di un imprenditore agricolo, Sebastiano Cinnirella che parlando con Caia racconta:

“Produrre un chilo di pomodoro mi costa un euro, tra l’acquisto della piantina e i costi della plastica, dei gancetti, delle tasse, degli operai che devono raccoglierlo e poi trasportarlo, adesso il ciliegino si vende a 50-60 centesimi al chilo, a 30 il pomodoro da insalata. Non vale la pena raccoglierlo”.

L’oro rosso, dunque, non conviene più e l’imprenditore disperato spiega che se la sua azienda dovesse fallire, non avrebbe altra soluzione se non quella di chiedere l’elemosina davanti alla chiesa. I pomodori, come gli agrumi del Sud Italia secondo gli agricoltori sarebbero vittime dei trattati Ue con il nord Africa che prevedono la liberalizzazione.

“Le prime avvisaglie della crisi partono da quegli accordi. Ho incontrato 5 ministri in questi anni, ma abbiamo ricevuto solo promesse e prese per i fondelli. Il ministro Maurizio Martina si era impegnato per la vendita alla grande distribuzione, promettendo per questa un percorso di filiera. Tutto questo non c’è stato, siamo abbandonati a noi stessi”, racconta l’agricoltore Aldo Beninato al Fatto.

Le problematiche sono perciò sempre le stesse da anni, ma nell’ultimo periodo il mondo agricolo è chiuso in una morsa: da un lato la liberalizzazione, dall’altro il prezzo finale al consumatore.

“La distribuzione dovrebbe agevolarci a vendere il prodotto, ma nello stesso tempo è quella che ci danneggia perché non possiamo competere con questi prezzi”, racconta Paolo Cavallaro, un altro agricoltore.

I trattati sotto accusa sono quelli del 1996 con il Marocco e a seguire quelli con i paesi del Nord Africa che prevedono “misure di liberalizzazione reciproche per i prodotti agricoli” e “per i prodotti agricoli trasformati”. Ma i produttori stranieri hanno costi di produzione più bassi, e per i concorrenti siciliani è impossibile competere, scrive Caia.

Cosa dicono dal fronte del governo italiano?

“Il ministro Maurizio Martina si era impegnato per la vendita alla grande distribuzione, promettendo per questa un percorso di filiera tutto questo non c’è stato, siamo abbandonati a noi stessi”, spiega un altro agricoltore.

Potrebbero interessarvi:

Il ministero, rispondendo all’interrogazione di alcuni deputati siciliani del Pd, aveva confermato che si sarebbero “attivati presso la Commissione europea per richiedere un intervento in merito al livello dei prezzi di ritiro applicabili per taluni prodotti ortofrutticoli, tra i quali le diverse tipologie di pomodoro”, scrive Caia.

Ma ad oggi tutto tace sul fronte pomodoro made in Italy.

Dominella Trunfio

Polpette di fagioli azuki e topinambur

GreenMe -

Published in: Ricette

Questo secondo piatto leggero e nutriente è stato realizzato con i fagioli azuki verdi e del topinambur al posto delle patate per rendere più consistente l'impasto. Completa la panatura a base di semini di sesamo. 

Ricche di proteine vegetali e fibre le polpette di topinambur e fagioli azuki sono perfette se accompagnate da un contorno a base di verdure di stagione e servite insieme a salse veg come la worcester , la salsa di avocado o della maionese vegan.

Ingredienti googletag.cmd.push(function() { googletag.display('div-gpt-ad-1498149132762-1'); });
  • Tempo Preparazione:
    50 minuti circa
  • Tempo Cottura:
    30 minuti
  • Tempo Riposo:
    -
  • Dosi:
    per 4 persone
  • Difficoltà:
    bassa
Come preparare le polpette di topinambur e fagioli azuchi: procedimento

 

  • Mettere in ammollo i fagioli per cinque/sei ore se indicato sulla confezione,
  • unire in una padella capiente l'olio e la cipolla sbucciata e tagliata grossolanamente,
  • pulire anche il topinambur, tagliarlo in pezzi di egual misura ed aggiungerlo nella padella insieme ai fagioli privati dell'acqua di ammollo,
  • rosolare senza far soffriggere, quindi coprire d'acqua e cuocere per circa venti minuti o comunque fin quando i fagioli non saranno cotti e l'acqua di cottura non si sarà consumata del tutto.
  • A cottura ultimata far raffreddare e successivamente passare il tutto in un robot da cucina formando una purea,
  • condirla con il sale e la paprika e foderare una teglia con la carta forno.
  • Con le mani inumidite d'acqua formare delle polpette, passarle nel sesamo,
  • adagiarle nella teglia e
  • continuare così fino a terminare il composto,
  • infornare e cuocere a 180° per circa mezz'ora,
  • a cottura ultimata sfornare e
  • servire le polpette di fagioli azuchi verdi sia ben calde che tiepide.

Potrebbero interessarti altre ricette di polpette vegetali, altre ricette con il topinambur o altri secondi piatti veloci

Ilaria Zizza

Pagine

Abbonamento a Il portale della Fratellanza aggregatore