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Quando la pubblicità inizia a demonizzare l'orto...

Il Cambiamento - feed -

L'ultima trovata della pubblicità dei piatti pronti mostra due ragazzi sporchi di fango, esausti, tristi e affamati perché hanno tentato di coltivare i propri spinaci anziché acquistare il piatto pronto e "comodo" che si trova al supermercato. Siamo arrivati anche a questo! Eppure l'orto è molto più pulito ed economico del meccanismo auto-supermercato-cibo confezionato!

Molti amici, molto onore

Il Cambiamento - feed -

Recentemente Matteo Salvini ha rispolverato il motto mussoliniano parafrasandolo con “Tanti nemici, tanto onore”. Che tipo di cultura e visione della società c’è dietro a quel motto?

La Commissione europea ha autorizzato 5 nuovi OGM per alimenti e mangimi

GreenMe -

La Commissione europea ha autorizzato l’uso di cinque organismi geneticamente modificati per alimenti e mangimi all’interno dell’Ue. Si tratta di due nuove licenze per altrettante varietà di mais e di tre rinnovi di autorizzazione, due di mais e una di barbabietola.

Via libera a cinque organismi geneticamente modificati (Ogm) per l’uso di alimenti e mangimi. Come si vede dalla loro sigla (MON) il mais è un prodotto della Monsanto, principale produttore mondiale di Ogm e una delle aziende più controverse della storia per la produzione di pesticidi, dal glifosato al dicamba.

L'ok non riguarda piante Ogm destinate alla coltivazioni ma si tratta di

due nuove autorizzazioni:

  • mais MON 87427 x MON 89034 x NK603
  • mais 1507 x 59122 x MON 810 x NK603

e il rinnovo di 3 autorizzazioni esistenti:

  • mais DAS-59122-7
  • mais GA21
  • barbabietola da zucchero H7-1

La Commissione spiega:

“Tutti questi organismi geneticamente modificati hanno subito una procedura di autorizzazione completa, compresa una valutazione scientifica favorevole da parte dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa)”.

Ricordando che:

“Tutti gli Stati membri avevano il diritto di esprimere un’opinione in seno al comitato permanente e successivamente al comitato per i ricorsi, e il risultato è che la Commissione europea ha il sostegno legale degli Stati membri per procedere”.

Le autorizzazioni sono valide per 10 anni e tutti i prodotti di questi organismi geneticamente modificati saranno soggetti alle rigide regole di etichettatura e tracciabilità dell’Ue, ma la loro presenza deve essere indicata in etichetta qualora essi superino lo 0,9%del prodotto confezionato.

Cosa sono gli ogm? Sono Organismi Geneticamente Modificati, il cui Dna è stato variato tramite operazioni di ingegneria genetica. Oggi moltissimi alimenti lo sono: dal mais alla soia. Ciò porta con sé numerosi aspetti negativi: dall’insorgere di nuove allergie alla riduzione della biodiversità. Senza contare l’aumento dell’utilizzo dei pesticidi e la conseguente resistenza agli antibiotici.

Purtroppo ormai le multinazionali ne fanno largo uso: gli ogm sono perfetti all’esterno, crescono velocemente e permettono quindi maggiori guadagni. Negli ultimi anni, la crescente diffusione di colture geneticamente modificate ha comportato un sensibile aumento nell'impiego di diserbanti, a causa di erbacce divenute sempre più resistenti.

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Dominella Trunfio

Lemuri, i mammiferi più minacciati d'estinzione del Pianeta. L'allarme dell'IUCN

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I lemuri sono il gruppo di mammiferi più minacciato del pianeta: quasi tutte le specie infatti, circa il 95%, sono a rischio estinzione e per questo inserite nella ‘Lista Rossa’ dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN). Ed è solo colpa nostra.

I lemuri sono primati con muso appuntito e lunga coda che vivono solo in Madagascar, dove subiscono da troppo tempo la distruzione della foresta pluviale, l’agricoltura non regolamentata, il disboscamento e l’estrazione mineraria: troppe attività umane incontrollate per loro letteralmente rovinose, alle quali si aggiunge anche la caccia per fini commerciali.

Su un totale di 111 specie e sottospecie di lemuri, 105 sono minacciati, dichiara la IUCN, che aveva rilasciato il suo primo aggiornamento sulla popolazione di lemuri già nel 2012. Una delle specie identificata come “in pericolo critico” è il lemure sportivo del nord, di cui si pensa siano rimasti solo 50 individui. E già nel 2016 si temeva che scomparissero tutti del tutto.

“Questa è senza dubbio la minaccia più pesante che si sta registrando tra tutti i grandi gruppi di mammiferi e tra tutti i grandi gruppi di vertebrati” spiega a questo proposito Russ Mittermeier della commissione per la sopravvivenza delle specie dello IUCN.

Gli fa eco Christoph Schwitzer, direttore della conservazione presso la Bristol Zoological Society, che sottolinea come tra le tendenze più preoccupanti ci sia un “aumento del livello di caccia ai lemuri, inclusa quella commerciale su larga scala". Lo scienziato ha descritto la caccia come “diversa da tutto ciò che abbiamo visto prima in Madagascar”.

I lemuri si aggiungono dunque alla tristissima lista di animali che rischiano di scomparire, quasi sempre per colpa nostra, tra cui le “novità” appena precedenti erano la volpe volante delle Mauritius, l’Albero Aquilaria malaccensis e i Lombrichi giapponesi.

Il Madagascar è una delle nazioni con maggiore biodiversità al mondo, ma purtroppo la massiccia presenza umana sta riducendo un modo terribile questo incredibile patrimonio. Lo IUCN sta lanciando un importante piano d’azione per la conservazione dei lemuri, in modo da aiutare a preservare i primati in via di estinzione.

Basterà?

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Roberta De Carolis

Come lavare il costume: trucchi e consigli per non farlo rovinare

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Come vanno lavati i costumi da bagno? E quali sono gli errori da evitare per trovarli intatti l'anno prossimo?

Rossi, bianchi, a pois, a strisce, di cotone, di lycra, di nylon. Intero o a due pezzi, un costume che ci calzi a pennello è il must delle vacanze estive e sceglierne uno adeguato per noi e per il nostro fisico (se quello super sgambato non fa per voi girate alla larga, suvvia…) è di fondamentale importanza. Così come anche lavarlo bene e tenerlo ben conservato in vista dell’anno prossimo. Ma come si lavano i costumi da bagno in modo da conservarli intatti di anno in anno?

Quel che va detto è che, innanzitutto, il costume va almeno sciacquato ogni volta che tornate dal mare o dalla piscina. Un po’ di acqua corrente eliminerà le ultime tracce di sale, di sabbia o di cloro ed è già un buon passo avanti per tenerlo come nuovo.

Ma, come tutti i capi d’abbigliamento che si rispettino (in questo caso, poi, è a diretto contatto con le parti intime per cui non si scherza), anche il costume da bagno va lavato a fondo con una certa frequenza, tenendo a mente che i materiali di cui è fatto generalmente sono nylon o lycra, facilmente deteriorabili con detersivi, calore, muffa o risciacqui non sufficienti.

Ecco alcuni consigli pratici per detergere il costume senza rovinarlo.

Come lavare il costume da bagno 1. Evitare la lavatrice e andare di gomito

Proprio per i materiali di cui sono fatti, i costumi da bagno non amano molto la lavatrice (nel caso però scegliate questo tipo di lavaggio, leggete sempre prima le etichette e mettete il costume nel sacchettino degli intimi). Meglio un delicato lavaggio a mano, che preserverà anche le numerose decorazioni che solitamente li invadono…

2. In ammollo!

Lasciate il vostro costume in ammollo in acqua tiepida con un cucchiaio di bicarbonato per una ventina di minuti. Questo comincerà ad ammorbidire lo sporco e a cacciarlo via.

3. Sapone di Marsiglia e aceto

Dopo la fase di ammollo, basterà strofinare le zone più sporche con il sapone di Marsiglia e poi risciacquare con acqua fredda e aceto che, oltre ad essere un ottimo disinfettante e ammorbidente, servirà a ravvivare i colori e a preservare gli elastici (più soggetti a usura).

Leggi anche: Come scegliere e riconoscere il vero sapone di Marsiglia (e dove trovarlo)

Come pulire il costume pieno di sabbia

A volte la sabbia, soprattutto quella finissima, è vera e propria nemica dei costumi, capace com’è di infilarsi in qualunque tipo di fibra di cui essi sono fatti.

Se non bastano un bel getto di acqua corrente fredda, un buon strofinio e una spazzolata finale, c’è chi ricorre anche in questo caso al bicarbonato di sodio. Dopo aver eliminato la sabbia superficiale rivoltando il costume, cospargetelo con del bicarbonato e inseritelo in un sacchetto di plastica. Chiudete e agitate: in questo modo la granulosità del bicarbonato svolgerà un’azione abrasiva che così leverà via i granelli di sabbia più facilmente. In seguito, strofinate punto per punto tutto il costume con un lembo di asciugamano asciutto, poi mettetelo in ammollo per una decina di minuti.

Altro metodo infallibile può essere l’aspirapolvere: azionatela, non alla massima potenza, facendola aderire al costume così da risucchiare i granelli di sabbia. Dopo procedete col normale lavaggio.

Lavare il costume dopo la piscina

Se è in piscina che andate, ricordate che i costumi da bagno bianchi sono particolarmente sensibili al cloro e diventeranno facilmente gialli, perché il cloro consuma le fibre bianche.

In generale, un po’ come al mare, prima di ritornare a casa è bene già farsi una bella risciacquata con tanto di costume sotto acqua dolce. In seguito, dopo ogni utilizzo del costume in piscina, lavatelo a mano con un detergente delicato o sapone di Marsiglia.

Come smacchiare il costume da sangue, unto e crema solare

Contro macchie evidenti di creme, sudore o sangue, in genere valgono le stesse istruzioni per gli indumenti più delicati.

Leggi anche: Macchie: 10 trucchi e rimedi per rimuovere le più difficili

Anche nel caso dei costumi da bagno, potrebbe essere necessario pretrattare le macchie. All’occorrenza, Soluzioni di casa consiglia di creare a casa uno spray con:

  • un quarto di tazza di glicerina e 10 gocce di olio essenziale di arancio amaro
  • oppure mezza tazza di acqua e un quarto di tazza di sapone liquido di Marsiglia

Dopo averli pretrattati, le macchie dai costumi andranno via più facilmente:

  • olio solare: basterà qualche goccia di detersivo per i piatti, strofinare delicatamente e risciacquare abbondantemente
  • crema solare: inumidite la zona sporca con acqua fredda e strofinate delicatamente con sapone di Marsiglia. Poi coprite con bicarbonato di sodio e lasciatelo assorbire. Dopo qualche ora risciacquate abbondantemente
  • sangue: nel caso di sangue fresco, vi basterà fare subito una bella risciacquata. Per le macchie più resistenti, invece, potreste applicare un impasto fatto a casa di acqua fredda e amido di mais in parti uguali, lasciandolo agire per circa mezz’ora prima di procedere con il lavaggio
Come conservare i costumi da bagno come nuovi, 5 cose da sapere
  • Una volta lavati i costumi, non stendeteli alla luce diretta del sole, che può lasciare segni sul tessuto e far sbiadire i colori
  • Sappiate che nelle stazioni termali e nelle piscine riscaldate le sostanze chimiche in esse disciolte possono ridurre la durata del vostro costume
  • Evitate di usare lo stesso costume da bagno più di una volta in 24 ore, solo un’alternanza di costumi eviterà che si allarghino o perdano elasticità
  • Nelle vasche idromassaggio, le temperature estreme sbiadiscono e allargano il costume
  • Fate attenzione a dove vi sedete: i bordi delle piscine, per esempio, sono ruvidi, il che può rovinare il costume. Meglio sedersi su un asciugamano, anche per una questione di igiene intima

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Germana Carillo

Triangolo delle Bermuda: trovata finalmente la causa delle misteriose sparizioni di aerei e navi?

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Il mistero sulle sparizioni di navi e aerei nel Triangolo delle Bermuda è stato risolto, almeno secondo gli scienziati: la causa sarebbe legata a eventi naturali.

I ricercatori dell'Università di Southampton sostengono che le sparizioni sono dovute a onde alte 30 metri scatenate da tempeste provenienti da ogni direzione. Come sappiamo il Triangolo delle Bermuda è un luogo di non ritorno, un tratto di oceano di circa 500mila chilometri, situato tra Florida, Porto Rico e Bermuda.

75 aerei e centinaia di navi sono scomparse misteriosamente qui, per questo l’area è protagonista di diverse leggende, tanto da essere soprannominata anche Triangolo del Diavolo o Triangolo maledetto.

Negli anni, sono state avanzate diverse teorie per spiegare le cause di tali catastrofi. C’è chi parla di forze paranormali, di interferenze elettromagnetiche che rompono le bussole, maltempo, forti correnti del Golfo o grandi depositi sottomarini di metano. Ma adesso c’è una nuova teoria.

Perché nel Triangolo delle Bermuda spariscono navi e aerei?

Tramite esperimenti in laboratorio, i ricercatori hanno ricreato enormi onde di tempesta. In pratica, è stato realizzato un modello della USS Cyclops, una nave a carbone scomparsa proprio in quel tratto nel 1918 di cui non è mai stato trovato né il relitto né i 306 membri dell’equipaggio.

Grazie a questa simulazione, il team è arrivato alla conclusione ha scoperto che l'imbarcazione è stata probabilmente sommersa da onde altre 30 metri.

"Ci sono tempeste a sud e a nord, che si uniscono. E se si aggiungono quelle dalla Florida, ci può essere una formazione potenzialmente mortale di onde anomale. Abbiamo misurato onde superiori a 30 metri", spiega Simon Boxall, dell'Università di Southampton.

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In tutti questi anni si sono susseguite varie spiegazioni sulle cause che hanno portato a diventare quell'area un vero e proprio buco nero.

La nascita delle leggende sul Triangolo delle Bermuda si deve a storie come quella del Volo 19: nel 1945 cinque aerosiluranti statunitensi scomparvero inspiegabilmente in quell’area. Anche l’aereo di salvataggio inviato per cercarli scomparve.

Uno degli ultimi eventi misteriosi del Triangolo delle Bermuda è avvenuto nel 2015, quando El Faro, una nave mercantile con 33 persone a bordo, scompare in quell’area.

La nuova spiegazione è stata illustrata nel documentario 'The Bermuda Triangle Enygma'. Gli scienziati ritengono che la sfortunata imbarcazione che dovesse imbattersi in questo genere di onda gigante potrebbe affondare nell’arco di due o tre minuti, senza lasciare traccia.

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Dominella Trunfio

Famaco con sangue infetto: l'Aifa ritira lotto di Intratect

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L’Agenzia italiana del farmaco, ha disposto il ritiro del medicinale Intratect perché potrebbe contenere plasma infetto. Il provvedimento è stato disposto a seguito della comunicazione della stessa ditta BIOTESTPHARMA, rappresentata in Italia da BIOTEST ITALIA SRL.

Ecco cosa la motivazione del ritiro e il lotto interessato:

Si trasmette il provvedimento dell’AIFA concernente il ritiro del medicinale INTRATECT, lotto n. B791468 scadenza 28/02/2021. Il ritiro è stato disposto a seguito della comunicazione della stessa ditta BIOTEST PHARMA, rappresentata in Italia da BIOTEST ITALIA SRL, di aver ricevuto informazione relativa ad un donatore di plasma tedesco con diagnosi di malattia di Creutzfeld-Jakob, le cui donazioni di sangue sono confluite in emoderivati BIOTEST PHARMA destinati anche al mercato italiano.

Intratect è un farmaco a base del principio attivo Immunoglobulina Umana Normale Per Uso Endovenoso, appartenente alla categoria degli Immunoglobuline umane normali e nello specifico Immunoglobuline, umane normali. E' commercializzato in Italia dall'azienda Biotest Italia S.r.l.

Può essere prescritto con Ricetta OSP - medicinali soggetti a prescrizione medica limitativa, utilizzabili esclusivamente in ambiente ospedaliero o in struttura ad esso assimilabile. Serve per la terapia e cura di varie malattie e patologie come Sclerosi Multipla, sindromi da immunodeficienza primaria con compromissione della produzione anticorpale ipogammaglobulinemia e infezioni batteriche ricorrenti in pazienti con leucemia linfocitica cronica, AIDS congenito con infezioni batteriche ricorrenti, sindrome di Guillain Barré e malattia di Kawasaki.

Dominella Trunfio

Dimmi come dormi e ti dirò chi sei

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Il linguaggio del corpo può dirci tante cose anche mentre dormiamo. Questo simpatico test promette di svelare qualcosa in più della tua personalità che emerge dal modo in cui riposi.

Qual è la posizione migliore per dormire? Il modo in cui dormiamo è fondamentale per riuscire a riposare bene e la posizione da scegliere può cambiare anche in base al nostro stato di salute e non soltanto per la comodità.

Sebbene il nostro corpo sia a riposo, molte funzioni rimangono attive mentre dormiamo. È come se tutto si stesse preparando per iniziare un nuovo giorno. La nostra mente non è "disattivata" affatto.

I test della personalità ci aiutano a comprendere le nostre emozioni e come ci rapportiamo con gli altri. Per farlo questo bastano pochi minuti e nessun impegno. Come ribadiamo sempre, i test non hanno in tasca la verità assoluta, sono dei semplici giochi e come tali vanno presi.

Basta rispondere alla domanda: in quale posizione dormi? Dopo l'immagine troverai le soluzioni.

 

 

SUL LATO DESTRO

Se dormi sul lato destro, sei una persona entusiasta. Hai sempre nuove idee e progetti, e questo si vede anche nel mondo in cui dormi. Pensi continuamente al futuro, ma dovresti cercare di assaporare il presente, altrimenti rischi di non essere mai soddisfatto.

SUL LATO SINISTRO

Se dormi sul lato sinistro, sei una persona sensibile e forse, a volte, un po' nostalgica. Tendi a rimpiangere il passato e perfino a idealizzarlo, ma devi imparare a lasciarti andare e incoraggiarti a buttarti in nuovi progetti e nuove emozioni. Il passato è importante, ma la vita va avanti.

SPAPARANZATO CON LA BOCCA IN SU

Sei una persona che di recente ha avuto preoccupazioni, ora le cose stanno andando meglio per te, quindi ti senti libero di lasciarti andare. Anche il tuo corpo si vuole liberare dalle angosce, godersi la vita e lo dimostra anche il modo in cui dormi.

DI LATO QUASI IN LINEA RETTA

Se dormi in linea retta, come se fossi un blocco, probabilmente sei teso per qualcosa. Un problema a lavoro, in famiglia, nella coppia e questo influenza il tuo modo di dormire. Prova a rilassarti prima di andare a letto in modo che nulla di ciò che ti preoccupa influenzi i tuoi sogni.

NELLA POSIZIONE DI UN BAMBINO

Sei una persona che ha bisogno di essere costantemente protetta. Spesso percepisci l'esterno come una minaccia o un problema. Prenderti cura di te è qualcosa di positivo ma non farlo diventare un ossessione: quello che ruota attorno non è catastrofico, forse stai esagerando un po'.

A FACCIA IN SU

Se dormi a faccia in su, sei una persona sempre attenta e costantemente vigile. Il tuo modo di dormire dimostra che, sei pronto a scattare. Ma devi stare attento, visto che tendi a controllare ciò che succede, ma ti concentri poco su te stesso. Non perdere di vista i tuoi limiti.

SOTTOSOPRA

Se dormi sottosopra, tendi ad essere una persona un po' sfuggente e timida. A volte potresti vergognarti di dire ciò che pensi o hai paura di ciò che potrà dire la gente. Affidati a te stesso, al tuo istinto, lasciati andare. Potrebbe essere difficile, ma è la strada giusta da intraprendere!

Vi siete ritrovati in qualche profilo?

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Dominella Trunfio

Non portate via la sabbia dalla Sardegna: l'appello dell'ambasciata di Berlino ai turisti tedeschi

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In Sardegna comincia a essere un serio problema l’abitudine dei turisti di portarsi via della sabbia come ricordo. Interviene anche l’ambasciata tedesca

“Lasciate la sabbia per favore, dove deve stare”. Contro la raccolta selvaggia della sabbia dai nostri litoranei interviene anche l’ambasciata di Berlino che proprio ai tedeschi lancia un monito: non prendete sabbia, pietre e conchiglie come souvenir della Sardegna.

La pena potrebbe essere di svariate centinaia di euro ma, quel che è peggio, si mettono in linea una serie di problemi ambientali non di poco conto.

Così, dopo le prime multe per i visitatori sorpresi a portar via sabbia da alcune spiagge sarde, anche l’ambasciata di Berlino via Facebook avverte i turisti tedeschi: “Non rubate la sabbia dalla Sardegna, si tratta di un grave danno ambientale e quindi vietato per legge”.

Una questione importantissima, se si pensa che solo nell’estate dell’anno scorso e soltanto ad Alghero è stata sequestrata sabbia per due quintali.

Sono ormai alcuni mesi che il corpo forestale della Sardegna ha intensificato i controlli sulle spiagge, mentre diversi Comuni hanno emanato decreti con sanzioni abbastanza salate. Vietato stendere i teli direttamente sulla sabbia per non portare via i granelli, per esempio, come disposto a Stintino sulla spiaggia de La Pelosa.

Multe salate anche a coloro che portano i Suv e le altre vetture direttamente sugli arenili in special modo quelli con le dune. La Forestale ha attivato il numero pubblico 1515 per segnalare i furti di sabbia.

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Germana Carillo

Pioggia di stelle cadenti: ad agosto le Perseidi più belle e brillanti che mai

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Le Perseidi, si sa, sono spettacolari: ma le stelle cadenti più belle dell’anno in questo 2018 ci stupiranno ancora di più. Complice l’assenza della Luna, attendiamo una pioggia di meteore con frequenza anche di 60-100 all’ora. Prepariamo tanti desideri per le notti più romantiche dell’anno.

Tradizionalmente associate alla notte di San Lorenzo, il 10 agosto, le Perseidi sono ormai da diversi anni più frequenti l’11 o anche il 12 del mese (pur essendo attive dal 24 luglio al 17 agosto). Per questo 2018, in particolare, il picco è atteso proprio la notte del 12.

E quest’anno, proprio in quei giorni, il nostro satellite vivrà il minimo di luminosità (l’11 agosto completamente assente dal cielo boreale). Una coincidenza rara, che ci fa sperare in uno spettacolo irripetibile (almeno fino alla prossima assenza di Luna negli stessi giorni).

Cosa sono le Perseidi

Le Perseidi sono meteore costituite dai detriti spaziali dalla cometa Swift-Tuttle, e prendono il loro nome dalla costellazione di Perseo, da dove sembra che la pioggia scaturisca. Ogni anno, dal 17 luglio al 24 agosto, il nostro pianeta Terra attraversa il percorso orbitale della cometa, i cui frammenti entrano nella nostra atmosfera superiore a circa 210.000 km all’ora, illuminando le nostri notti romantiche di agosto.

Come spiegato da EarthSky, la cometa Swift-Tuttle ha un’orbita molto eccentrica (compiendo un giro attorno alla nostra stella ogni 133 anni), ed è per questo che viene a trovarsi fuori anche dall’orbita di Plutone (il pianeta più lontano del Sistema Solare) quando è più distante dal sole e persino all’interno dell’orbita terrestre quando è più vicina.

E ogni volta che passa nella parte interna del sistema solare, la nostra stella la riscalda e ne ammorbidisce i ghiacci, provocando il rilascio di nuovo materiale (e gli spettacoli in cielo). L’ultima volta che la Swift-Tuttle raggiunse il perielio, ovvero il punto più vicino al sole fu nel dicembre del 1992 e la prossima volta sarà a luglio 2126.

Perché quest’anno le Perseidi saranno particolarmente spettacolari

Le Perseidi sono sempre piuttosto brillanti e frequenti, fino a 60-100 all’ora (ovvero più di una al minuto). Non a caso sono note per essere le stelle cadenti più belle (e attese) dell’anno. Ma quest’anno ci aiuterà anche la Luna a rendere tutto più speciale.

Infatti il nostro satellite raggiungerà il minimo di luminosità proprio l’11 agosto e il 12, quando è atteso il picco delle meteore, sarà visibile per appena il 3% (nella mappa il cielo del 12 agosto intorno alle 21). Basterà quindi allontanarsi dalle luci di città per attendere uno vero e proprio show.

“La Luna è molto favorevole alle Perseidi quest’anno – spiega a questo proposito Bill Cooke della Nasa - e questo renderà lo sciame la migliore pioggia di stelle cadenti del 2018 per coloro che vogliono uscire e ammirarle”. Tra l’altro queste meteore potrebbero essere anche particolarmente brillanti, regalandoci indimenticabili bolidi.

Prepariamo tanti desideri!

Roberta De Carolis

Foto di copertina: Ken Christison via Earth Sky

In memoria di Hiroshima e Nagasaki: per il bando definitivo alle armi nucleari

Il Cambiamento - feed -

Ricorre in questi giorni il 73° anniversario del bombardamento nucleare delle due città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki, i cui abitanti si portano addosso una pesantissima eredità di malattia fin da quel lontano 1945. I Beati Costruttori di Pace ripropongono anche quest'anno l'iniziativa "Pace in bici" che sostiene la campagna "Italia, ripensaci".

Roberto Bonzio, “Dobbiamo tutto agli Hippie”: quando l’innovazione ha radici nell’utopia

BuoneNotizie.it -

Prima di Faggin, la Silicon Valley era semplicemente una valle”. È così che, anni fa, Bill Gates riconosceva la centralità del silicio nell’evoluzione tecnologica: un primato venuto alla ribalta con i primi microprocessori il cui padre è – appunto – Federico Faggin. Ed è stato proprio lui, Federico Faggin a tenere a battesimo alla prima nazionale nella sua Vicenza, lo spettacolo che Roberto Bonzio sta portando in giro per l’Italia. “Dobbiamo tutto agli Hippie. Alle radici della New Economy” scritto e interpretato da Roberto Bonzio, per la regia di Alessio Mazzolotti, con musiche scelte dal vivo dal dj Luca Presence Carini, è molto più di un puro e semplice spettacolo multimediale. Rintracciare le connessioni che legano le nuove tecnologie alla Controcultura californiana, finisce con l’innescare riflessioni che riguardano il nostro futuro di italiani e il concetto stesso di identità. Temi su cui è importante riflettere: forse soprattutto oggi.

Cosa c’entrano le nuove tecnologie e la New Economy con la Controcultura? In realtà, pensando alla Silicon Valley, se vai alle radici di quel luogo – che è la fucina del nostro domani – scopri che la matrice principale è proprio la Controcultura. I pionieri delle tecnologie che hanno cambiato la nostra vita erano pervasi dai valori della cultura hippie e della protesta e nelle tecnologie mettevano proprio questo: il sogno di un mondo che cambia, la visione di una società completamente diversa. Per dirla in altri termini, non lavoravano per fare delle tecnologie più efficienti e questo bisogno di trasgressione, di ricerca dell’utopia, è qualcosa che in qualche modo è rimasto” racconta Roberto Bonzio, che la Silicon Valley la conosce molto bene. Giornalista atipico, Bonzio ha esordito – come da copione – con una Olivetti Lettera 22 ma oggi, le storie che intercetta, le racconta molto diversamente: cioè dal vivo. Padre del progetto “Italiani di Frontiera”, Roberto Bonzio è una sorta di psicopompo contemporaneo che traghetta tra il Nuovo e il Vecchio Continente le storie di successo dei tanti Italiani che nel grande crogiolo della Silicon Valley hanno saputo costruire nuove frontiere dell’innovazione.

“Dobbiamo tutto agli Hippie” unisce i puntini di queste e di altre storie, seguendo il filo rosso che connette i geniali eccentrici di oggi ai grandi visionari del passato, con protagonisti italiani come Adriano Olivetti e Maria Montessori. Quello che emerge è un racconto a più voci, che tra le righe porta alla ribalta una problematica più che mai attuale: la necessità di ripensare al tema dell’identità di noi italiani su nuove basi, che non partano dalla contrapposizione frontale ma dal suo esatto contrario, la capacità di affrontare con successo la Complessità, con soluzioni inedite frutto della nostra creatività e del nostro retaggio culturale.

La nostra identità è legata a questo – sottolinea Bonzio – sappiamo incrociare le esperienze, sviluppare competenze diverse e rintracciare connessioni che altri non vedono. Questo, però, oggi sembra essere dimenticato, perché tracciare un identità basata sulla chiusura,  sulla contrapposizione frontale con sempre nuovi nemici, è molto più semplice.” Lo storytelling, quindi, si fa veicolo della ricerca di nuovi significati che restituiscano al concetto di tradizione un senso diverso: quello che, più di un secolo fa sottolineava un Gustav Mahler apparentemente lontano anni luce dall’epopea della Silicon Valley. Parlando di musica – infatti – il compositore austriaco scriveva che “tradizione significa custodire il fuoco, non adorare le ceneri“.

Martina Fragale

 

Vegetable Maths Master: l’app messa a punto dagli scienziati per far mangiare verdure ai bambini

GreenMe -

I bimbi non mangiano verdure? Ecco la nuova “app game” dedicata ai bambini di età compresa tra i 3 e i 7 anni messa a punto da alcuni ricercatori inglesi.

A volte ce le inventiamo proprio tutte, dalle ricette dove sono nascosti spinaci e bietole ad aeroplani di ogni ordine e forma. Ma la questione delle verdure vs bambini rimarrà irrisolta anche per le generazioni a venire, ne siamo certi. Come far mangiare le verdure ai piccoli?

Vista la naturale propensione dei bimbi di oggi verso i dispostivi tecnologici, gli inglesi si sono inventati un’app che, promettono, farà loro mangiare verdure senza più una lagna. Alcuni ricercatori hanno infatti sviluppato una nuova applicazione per bambini che mira a farli mangiare in modo più sano e a provare più verdure a tavola.

Si tratta della “Vegetable Maths Masters”, una “app game” dedicata ai bambini di età compresa tra i 3 e i 7 anni: dei veri e propri giochi di matematica con cui i bambini possono contare le verdure, disegnare numeri con verdure, aggiungere / sottrarre verdure e fare moltiplicazioni e divisioni. E non solo: per giocare, i bambini devono scegliere un personaggio, come un orsacchiotto o un coniglio, da nutrirlo con ortaggi a go go. Il loro personaggio è felice e animato soltanto quando mangia le verdure, fornendo un feedback verbale positivo.

Per la messa a punto della nuova “app game”, il team di psicologi delle Università di Aston, Loughborough e De Montfort, in collaborazione con la British Psychological Society, hanno effettuato alcune interviste a genitori, bambini e insegnanti per discutere le loro opinioni su alcune strategie per supportare l’introduzione delle verdure anche all’interno di veri e propri percorsi educativi. E si sono poi basati su alcune ricerche psicologiche che suggeriscono che i bambini si sentirebbero meno stanchi delle verdure e più desiderosi di assaggiarle se sono ripetutamente “esposti” a uno stile alimentare fatto per lo più di ortaggi e frutta. La dieta di tutti in famiglia, quindi, continua ad essere il pilastro fondamentale.

Qui trovate l'applicazione da scaricare. Si tratta di una versione inglese, ma potrebbe esserci utile anche per allenarci anche con la lingua! 

Non più 1000 e una ricette da preparare con i nostri bambini e portarle a tavola insieme? Beh, noi speriamo ancora di sì! E serve serviranno i nostri consigli e tutte le idee per far mangiare le verdure ai nostri bambini.

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Germana Carillo

Dieta crash: uno stile alimentare rigoroso renderebbe reversibile il diabete di tipo 2. Lo studio

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Una dieta molto rigida per risolvere i problemi derivanti da un diabete di tipo 2. Arriva dalla Gran Bretagna la conferma che una “crash diet” sarebbe un aiuto per far ripartire la produzione di insulina nel pancreas e invertire così il diabete.

Le Università di Newcastle e Glasgow, infatti, hanno dimostrato quanto il diabete di tipo 2 sia praticamente reversibile e che quattro mesi di dieta crash - radicale - consentono ad alcune persone affette da diabete di abbandonare le loro medicine e riportare lo zucchero nel sangue a livelli nella norma.

In pratica, le “cellule beta” nel pancreas che producono insulina possono essere riprogrammate: le cellule che iniziano a funzionare male quando sono circondate da grasso, sono a volte in grado di recuperare quando le persone perdono una notevole quantità di peso.

Lo studio è stato condotto su 298 persone e dalle loro analisi i ricercatori inglesi hanno rilevato che il 46% di coloro che hanno seguito una dieta ferrea ha invertito il diabete sostituendo il cibo con frullati e zuppe per un totale di non più di 800 calorie al giorno.

Ma perché il regime ha funzionato per alcuni e non per altri? Per scoprirlo gli studiosi hanno misurato il grasso del fegato e del pancreas, effettuando contemporaneamente altri test metabolici.

La differenza che hanno trovato è che le persone che hanno invertito il diabete avrebbero avuto la capacità di “riavviare” le loro cellule beta, mentre sembrava che le cellule delle altri pazienti rimasti con il diabete avessero superato un punto di non ritorno.

“Questi risultati aprono una finestra drammatica sul nostro corpo, permettendoci di vedere esattamente cosa succede quando si passa dall’avere il diabete di tipo 2 ad essere in buona salute - dice il professor Roy Taylor, autore principale dello studio e già noto per sostenere la tesi del "Lose the weight and lose the diabetes", cioè di una sostanziale perdita di peso che rende il diabete reversibile. La conoscenza della reversibilità del diabete di tipo 2, in definitiva dovuta alla ridifferenziazione delle cellule beta pancreatiche, porterà a un ulteriore lavoro mirato per migliorare la comprensione di questo processo”.

I risultati confermano la teoria secondo cui una parte fondamentale del superamento del diabete deriva dalla riduzione del grasso interno nel pancreas, dove si trovano le cellule beta. Ma i ricercatori non sanno ancora perché le cellule beta abbiano maggiori probabilità di recuperare in alcune persone rispetto ad altre, o come identificare quelle che hanno maggiori probabilità di andare in remissione.

Intanto la dieta continua ad essere l'unica arma vincente contro una patologia che solo in Italia è quasi raddoppiata negli ultimi trent’anni.

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Germana Carillo

Tiberis, ecco la nuova spiaggia di Roma sul Tevere, ma slitta l'inaugurazione

GreenMe -

Si chiamerà Tiberis la nuova spiaggia di Roma, ma l’inaugurazione prevista per questa sera slitta per ‘condizioni meteo avverse’ ed è rinviata a da data da destinarsi.

Il 23 luglio il Campidoglio aveva annunciato la sua apertura promettendo una spiaggia simile a quelle lungo la Senna, da lì però era iniziata una lunga polemica perché erano stati molti coloro che avevano parlato di ‘paragone azzardato’.

Come sarà questa spiaggia? Sicuramente di dimensioni più contenute rispetto a quelle europee, circa un ettaro che prenderà solo metà della banchina recentemente bonificata sotto Lungotevere Dante. Vi si accede dalla rampa utilizzata come ingresso per la navigazione sul fiume.

La sabbia è stata portata a metà luglio per i futuri campi da beach volley, mentre le palme dovrebbero arrivare tra poco per ricreare una sorta di oasi esotica in città. Dietro ci sarebbe l’idea di rendere fruibile il Tevere spesso vittima di degrado e incuria.

Ma i romani che speravano di andarci entro l’estate ancora non possono gioire visto che dal Campidoglio non è stata ancora ufficializzata una nuova data. I pessimisti parlano di una ghost beach, cioè una spiaggia fantasma perché se inaugurata troppo tardi rimarrà solo una neo opera poco fruibile.

I cantieri sono stati top secret, si intravedono comunque alberelli in vaso e dei bagni chimici. Diciamo che per adesso quel che certo è che l’unico bagno che si potrà fare sarà quello di sole, di sicuro non nel Tevere.

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Dominella Trunfio

Foto Paolo Rizzo/Ag.Toiati

Ecco la più antica biblioteca della Germania. Conteneva oltre 20mila pergamene

GreenMe -

I resti di un’antica biblioteca risalente a 1.800 anni fa sono stati rinvenuti nel centro di Colonia. La biblioteca, che fu costruita dai Romani, avrebbe ospitato fino a 20mila pergamene e ad oggi risulta essere la più antica della Germania.

Le pareti della biblioteca, probabilmente alta due piani, furono scoperte per la prima volta nel 2017 durante uno scavo sul terreno di una chiesa protestante - la chiesa di Antoniter - in quella che oggi è una moderna area commerciale nella città di Colonia. Il resto è stato poi scoperto dopo ulteriori lavori di scavo sul terreno.

Secondo gli archeologi, si tratta di un edificio romano risalente al periodo compreso tra il 150 e il 200 d.C., paragonabile alla biblioteca di Efeso, che doveva sorgere nell’area del foro, come dettava la tradizione urbanistica latina. Alcune nicchie lungo le pareti sono rimaste intatte e servivano probabilmente a conservare i rotoli di pergamena.

"Risale alla metà del secondo secolo ed è almeno la prima biblioteca in Germania, e forse nelle province del nord-ovest romano", hanno detto gli archeologi. "Forse ci sono molte città romane che hanno biblioteche, ma non sono state scavate. Se avessimo appena trovato le basi, non avremmo saputo che era una biblioteca. Era perché aveva muri, con le nicchie, che potevamo dire. "

“Ci è voluto un po’ di tempo per abbinare i paralleli e le nicchie che potevamo vedere erano troppo piccole per contenere delle statue. Quello che sembrato è piuttosto un armadio per le pergamene”, spiega Dirk Schmitz del museo romano-germanico di Colonia.

Non è chiaro il numero di pergamene che la biblioteca avrebbe contenuto, ma Schmitz stima intorno alle 20mila copie.

 

Colonia, antica capitale della provincia romana della Germania Inferiore e sede militare regionale, è l’unica città della Germania con una storia che risale a 2mila anni fa e il museo Römisch-Germanische ospita oltre 10 milioni di oggetti rinvenuti. Oggi, questa scoperta conferma la vita già culturalmente vivace di una grande città.

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Germana Carillo
Foto: Hi-flyFoto/Roman-Germanic Museum of Cologne

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