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Costretta a gettare il criceto nel bagno dell'aeroporto. La terribile fine di Pebbles

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Prima che Belen Aldecosea tornasse a casa a Miami dal college in cui studiava, aveva contattato due volte la Spirit Airlines per assicurarsi di poter portare con sé un ospite speciale: Pebbles, il suo criceto nano. Nessun problema, le aveva assicurato la compagnia. Ma quando Belen si presentò all'imbarco all'aeroporto di Baltimora, la Spirit le negò la possibilità di portare in aereo il criceto.

Secondo quanto riferito dalla giovane studentessa, un rappresentante della compagnia aerea le suggerì di scaricare Pebbles in un bagno dell'aeroporto. In preda al panico e obbligata a tornare a casa al più presto per affrontare un problema medico, Belen tentò inutilmente altre possibilità, tra cui affittare un'auto.

"Pebbles era spaventato. Io ero spaventata. È stato orribile cercare di metterlo nel bagno", ha detto Aldecosea. "Sono rimasta seduta per 10 minuti a piangere".

La ragazza sta ora valutando la possibilità di intentare una causa contro la Spirit Airlines per le istruzioni contrastanti che l'hanno spinta a prendere una decisione angosciosa verso un animale domestico certificato dal suo medico come "di supporto emotivo".

Così ha deciso di raccontarela sua storia al Miami Herald anche alla luce di un caso simile accaduto nelle scorse settimane e riguardante un pavone considerato di supporto emotivo, a cui è stato negato l'ingresso in un volo della United Airlines.

Questo caso è molto diverso, ha detto il suo avvocato Adam Goodman. "Non era un gigantesco pavone che poteva rappresentare un pericolo per gli altri passeggeri. Era un piccolo criceto innocuo che poteva stare nel palmo della sua mano".

Un portavoce di Spirit lo ha riconosciuto: la compagnia aerea le aveva erroneamente detto che Pebbles era ammesso a bordo. Tuttavia, ha negato che un dipendente abbia suggerito di gettarlo via.

Dopo qualche giorno, Aldecosea racconta di aver inviato una e-mail alla compagnia per lamentarsi e come risposta ha ricevuto un buono per un volo gratuito verso alcune città. Buono prontamente rifiutato.

Negli ultimi anni, gli animali sui voli sono diventati un parafulmine per le polemiche negli Stati Uniti. Dal 2016 al 2017, la American Airlines ha registrato un aumento di oltre il 40% di passeggeri che hanno volato con un animale di assistenza o supporto. Nelle ultime settimane, diverse compagnie aeree hanno inasprito le restrizioni sul servizio e sugli animali di supporto emotivo. Eppure la Transportation Safety Administration non ha posto restrizioni per i criceti.

Aldecosea sostiene che Pebbles sia stato un vero animale di conforto e aveva la lettera del suo medico che lo certificava.

"I criceti sono i benvenuti nel nostro checkpoint. Il loro contenitore normalmente passa attraverso i raggi X mentre il proprietario tiene con sé il criceto mentreattraversa il metal detector in modo che la creatura non sia soggetta a radiazioni ", dice un portavoce della Transportation Safety Administration, Sari Koshetz.

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Spetta alle compagnie aeree decidere se consentire la presenza di criceti a bordo. Solitamente, gli animali di supporto emotivo sono cani e gatti, ma negli Usa sono stati ammessi anche scoiattoli e pecore.

Il consiglio per chi viaggia è di accertarsi sempre delle condizioni poste dalla compagnia aerea con cui si volta, cosa che anche la ragazza aveva fatto, purtroppo ricevendo informazioni sbagliate.

E magari rinunciare a volare, piuttosto che scaricare il proprio animale nel wc...

Francesca Mancuso

Una tigre dentro il pacco postale: l'orrore del traffico illecito di animali

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Una scena incredibile e surreale quella che si sono trovati davanti gli ispettori doganali della polizia messicana di Jalisco che hanno trovato un tigrotto all’interno di un pacco postale. Poco più di due mesi, sedato, l’animale viaggiava in un contenitore di plastica che sarebbe dovuto arrivare a una cittadina dello stato centrale di Queretaro.

Ma fortunatamente il suo viaggio si è fermato alla dogana grazie al fiuto di un cane poliziotto che ha insospettito gli agenti a tal punto da aprire il pacco postale. Il tigrotto del Bengala, completamente disidratato, ma nel complesso in buone condizioni è stato affidato alle cure dei veterinari del centro di animali esotici della zona.

Il pacco era stato spedito il 7 febbraio e avrebbe dovuto affrontare 350 chilometri di tragitto, la tigre era avvolta in un sacchetto di plastica e non si riesce a capire come sia riuscita a non soffocare. L’agenzia di controllo sta adesso analizzando i documenti trovati accanto al cucciolo, così da poter risalire al fautore di questo gesto scellerato, per lui l’accusa sarà quella di maltrattamento di animali.

#Jalisco Con apoyo de oficiales caninos, rescatamos a un tigre de bengala enviado por paquetería de forma ilegal y en condiciones inadecuadas para el animal. ¡Protegemos la vida en todas sus manifestaciones! Tu reporte cambia vidas, ¡no lo dudes! pic.twitter.com/VDeyEQRrbo

— Policía Federal Mx (@PoliciaFedMx) 7 febbraio 2018

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Le foto sono state pubblicate dall’account Twitter della Polizia federale del Messico, che sta ancora indagando sul caso, ma purtroppo come sappiamo il traffico illegale di animali non è una novità. 19 miliardi di euro l’anno è il giro d'affari che ruota attorno al commercio illegale di animali che continua a crescere nonostante gli sforzi congiunti da parte della comunità internazionale, dei governi e della società civile.

Dominella Trunfio

Orca piange a bordo vasca: il vero volto della cattività (VIDEO)

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Tra lo stupore e la commozione generale, qualcuno filma la scena della piccola creatura in cattività che si esibisce in tutt'altro spettacolo rispetto a quello a cui era stata addestrata.

Uno spettacolo che nessuno dovrebbe vedere. A diffondere il video è la pagina Facebook Basta delfinari.

Cos'è accaduto davvero al Kamogawa Sea World? Non si sa con certezza.

"Un'orca sale sulla piattaforma a bordo vasca, sola. Accendete il volume. Piange? Cerca di chiamare la sua famiglia in mare, al di là della barriera di cemento che la separa dalla sua vera casa? Non lo possiamo sapere, ma è certamente chiaro che queste immagini somigliano molto da vicino a quello che si potrebbe definire una tortura".

Vari studi hanno dimostrato che le orche hanno capacità simili all'uomo, ad esempio legate all'apprendimento di un linguaggio ma spesso è stato ipotizzato che tali creature siano in grado di esprimere emozioni.

Non sembra irreale che l'orca giapponese detenuta nel parco acquatico stesse piangendo davvero.

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Sono immagini che non vorremmo mai mostrarvi, nessun animale dovrebbe essere tenuto in cattività col solo scopo di divertire l'uomo a discapito della propria libertà. senza contare che molto spesso l'addestramento di questi animali è molto duro e prevede anche la privazione di cibo.

Francesca Mancuso

Miele di tarassaco: come preparare in casa l'alternativa vegana al miele

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Lo sciroppo di tarassaco è un ottimo sostituto del più tradizionale miele e con un sapore sorprendentemente simile. La consistenza è meno corposa della maggior parte delle tipologie di miele, ma ha un aspetto che ci si avvicina molto anche in quanto a colore.

Se si ha intenzione di provarlo, l’ideale è raccogliere i fiori di tarassaco (o dente di leone) nei prati, ovviamente se si è sicuri che non siano stati addizionati con sostanze chimiche.

Benefici del miele di Tarassaco

Il miele di tarassaco è in realtà uno sciroppo che si ricava appunto dal tarassaco, una pianta con eccezionali qualità terapeutiche. La sua funzione principale è quella di purificare il sangue e il fegato con uno spiccato effetto disintossicante.

Il tarassaco è utile a stimolare la produzione di bile, contrasta la stitichezza, abbassa il colesterolo e ha molte altre proprietà. Certamente uno sciroppo realizzato con molto zucchero come questo riduce un po' le capacità curative dei principi attivi della pianta che, per essere impiegata al meglio per sfruttarne i benefici, è meglio assumere sotto forma di infuso, succo non dolcificato o integratore.

Il miele di tarassaco è comunque utile come alternativa al miele per chi non consuma alimenti di origine animale dato che vi assomiglia molto per consistenza e gusto.

Come preparare il miele di tarassaco

Per preparare in casa il miele di tarassaco vi occorreranno: 

  • 4 tazze di fiori di tarassaco
  • 3 tazze d’acqua
  • 3 limoni
  • 2 tazze abbondanti di zucchero (meglio se di canna integrale)

Preparazione:

Raccogliete i fiori, preferibilmente al mattino, e immergeteli in acqua fredda per 5 minuti scartando il centro del fiore e il gambo, risciacquateli nuovamente e metteteli in una pentola. Aggiungete poi l’acqua e mettete sul fuoco facendo sobbollire per 30 minuti. Togliete poi dal fuoco e lasciate in infusione tutta la notte avendo cura che i fiori siano posti per bene sott’acqua. Il giorno successivo filtrate e spremete il liquido con l’aiuto di una garza.

Rimettete la pentola con l’infuso sul gas a fuoco basso, aggiungete zucchero e limone e fate bollire molto lentamente fino a che non si raggiunge la consistenza desiderata (simile a quella del miele). Probabilmente occorrerà qualche ora.

Una volta spento il fuoco, il miele di tarassaco si può versare in bottiglie o barattoli di vetro da lasciar raffreddare e poi conservare in frigorifero.

Come usarlo

Il miele di tarassaco può essere usato da spalmare sopra pane tostato o fette biscottate, per dolcificare bevande, biscotti o torte e in tutti gli altri modi in cui usereste il miele.

Sul tarassaco leggi anche:

Francesca Biagioli

L'acne può aumentare il rischio depressione

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Un team di ricerca dell'Università di Calgary, in Canada, ha analizzato quanto contenuto in un database britannico, il The Health Improvement Network (THIN), che riportava i dati relativi a 134.427 uomini e donne con acne e 1.731.608 senza. Il campione, monitorato per 15 anni, aveva un’età compresa tra i 7 e i 50 anni ma la maggior parte delle persone aveva meno di 19 anni all’inizio dello studio (e non è un caso, sappiamo infatti che esiste l’acne adolescenziale particolarmente diffusa).

Si è notato, confrontando i dati, che la probabilità di sviluppare depressione era maggiore del 18,5% tra i pazienti con acne mentre si attestava al 12% in quelli senza. Il rischio era maggiore nelle donne, nei giovani, nei non fumatori e nelle persone con più alto status socio economico.

Gli scienziati hanno scoperto anche che l'aumento del rischio di depressione persisteva solo per i primi cinque anni dopo la diagnosi. Il rischio era più alto nel primo anno, quando c'era un aumento addirittura del 63% del rischio di depressione in una persona con acne rispetto a chi non ne aveva.

Il motivo dell'associazione tra i due disturbi non è stato però chiarito.

L'autrice principale dello studio, l'epidemiologa Isabelle A. Vallerand, si è detta sorpresa di vedere un rischio così marcatamente aumentato. Così ha commentato i risultati: 

"Questo studio evidenzia un importante legame tra la malattia della pelle e la malattia mentale, dato che il rischio di depressione era più alto nel periodo immediatamente successivo alla prima volta che un paziente si presentava a un medico per problemi di acne. (...) Per questi pazienti l’acne è più di un difetto della pelle, può imporre notevoli preoccupazioni per la salute mentale e dovrebbe essere preso sul serio".

I risultati dunque indicano l’importanza di monitorare l’umore dei pazienti con acne nei primi tempi dopo la diagnosi eventualmente iniziando un trattamento tempestivo o richiedendo la consulenza di uno psichiatra quando necessario.

Lo studio è stato pubblicato sul British Journal of Dermatology

Per quanto riguarda l’acne vi potrebbe interessare approfondire il problema e conoscere i migliori rimedi naturali:

Sulla depressione invece leggi anche:

Francesca Biagioli

Il figlio è malato di leucemia, i colleghi regalano le proprie ferie al papà

GreenMe -

Published in: Buone pratiche & Case-History

 

Una storia dal retrogusto amaro è quello che arriva dall’azienda tedesca di living design dove oltre 700 colleghi hanno deciso di regalare al collega Andreas Graff quasi 3.300 ore di straordinario raccolte tra chi ha risposto a una sorta di colletta lavorativa possibile grazie ai sindacati interni e le agevolazioni del responsabile aziendale.

Graff, in questo modo, è riuscito a stare vicino al figlio Julius che ha appena 3 anni. Nel gennaio 2017 al bambino era stata diagnosticata la leucemia e il papà trentaseienne single, per poterlo accompagnare in ospedale e dargli supporto, aveva già preso tutte le ferie e anche il congedo retribuito.

Il problema era che il piccolo Julius doveva rimanere altro tempo ricoverato e tra le altre cose, il timore del padre era anche quello di perdere il lavoro. In soccorso è arrivata l’idea della dirigente Pia Meier e poi il contributo dei colleghi della Seidel e della sua controllata Carus a Fronhausen.

E’ stata lanciata una sorta di raccolta di ore di straordinarie e ognuno ha donato:

"Senza questo grande sostegno, sarei disoccupato", ha raccontato Andreas Graff al quotidiano locale, Oberhessische Presse.

Inondato dalla generosità, perfino quella di tanti che neanche conosceva, Graff si è potuto assentare da lavoro e stare vicino al suo bimbo che adesso continua il trattamento a casa.

Altre storie di generosità:

Graff ha reso pubblica la storia soltanto adesso che Julius sta meglio e che lui è potuto rientrare a lavoro, un piccolo gesto per ringraziare quanti l’hanno aiutato in momento molto difficile della sua vita.

Dominella Trunfio

Foto Tobias Kunz

Baratto 2.0: il cambio merce pubblicitario nell’era digitale

BuoneNotizie.it -

Ancora prima che si sviluppasse la moneta, il baratto era la modalità più frequente per scambiare delle merci. Con l’ideazione della moneta e con lo sviluppo del capitalismo si potrebbe pensare che il baratto sia diventato obsoleto. Invece non è così! Nell’era digitale il baratto, con le dovute modifiche e variazioni, è tornato in voga per varie evalide ragioni.

Come e perché nasce la nuova formula di baratto, conosciuta con il nome di cambio merce pubblicitario. La definizione deriva dalla traduzione dell’espressione inglese media barter trading (letteralmente barter=baratto, trading=commercio, scambio). Già nel 1929, per sopravvivere alla drammatica crisi economica che colpì gli Stati Uniti e che ebbe ripercussioni mondiali, numerose associazioni utilizzarono il barter trading per incrementare i profitti e far ripartire l’economia senza toccare la scarsa liquidità di denaro a disposizione. Utilizzare il barter trading ha il notevole vantaggio di non dover ricorrere all’impiego di moneta per gli scambi commerciali, soprattutto in caso di iperinflazione o stagnazione dei mercati.

Il baratto tradizionalmente inteso prevede(va) lo scambio di merci fra due soggetti generalmente in un unico momento. La grande innovazione del media barter trading riguarda il numero dei soggetti coinvolti, almeno tre, e la possibilità di maturare debiti e crediti da saldare o spendere in un momento successivo. Il cambio merce pubblicitario è uno scambio di merci in cambio di servizi all’interno di un circuito.

Sono sempre più numerose le aziende che utilizzano la pubblicità per sponsorizzare e far conoscere il proprio brand e i propri prodotti. La spesa annuale per la pubblicità è una voce piuttosto importante nel bilancio annuale di un’azienda e il cambio merci pubblicitario consente di contenere questi i costi con innumerevoli vantaggi per tutte le parti in causa.

Vediamo come. Un’impresa, piuttosto che attingere alla propria liquidità per finanziare le campagne pubblicitarie e di marketing, paga con le merci o i servizi che produce. Ad offrire il servizio di pubblicità e ricevere come corrispettivo le merci è la cosiddetta barter company, che si occuperà successivamente di immettere in circuiti estranei a quelli tradizionali, cioè circuiti in cui si opera esclusivamente in barter trading, le merci ricevute per i servizi pubblicitari offerti. Per vendere i prodotti o i servizi ricevuti in cambio di prestazioni pubblicitarie, sono nati gli adv store, che li vendono a prezzi competitivi dopo averli acquisiti dalle barter companies.

Un’idea innovativa che rivede un concetto antichissimo, quello del baratto. Si tratta di un’idea vincente proprio perché tutti i soggetti coinvolti ne guadagnano. Le imprese possono finanziare la propria pubblicità senza spendere denaro, ma utilizzando stock di prodotti rimasti in magazzino (con l’ulteriore vantaggio di esaurire eventuali scorte rimaste invendute) o offrendo i propri servizi.

Le barter companies, esperte di strategie di marketing, ricevono prodotti in cambio del loro servizio di pubblicità. Gli adv stores acquistano a prezzi competitivi le merci o i servizi dalle barter companies e possono a loro volta rivenderli a prezzi vantaggiosi soltanto agli iscritti.

Il vantaggio per i tesserati consiste nella possibilità di acquistare prodotti ai migliori prezzi sul mercato, reale e online.

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A Bergamo arrivano le mappe tattili per turisti non vedenti o ipovedenti

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Si tratta di una delle prime città a sperimentare questo tipo di servizio. Le speciali mappe permetteranno ai turisti non vedenti di visitare e conoscere le attrazioni e i luoghi principali di Bergamo.

Un progetto nato dopo oltre 6 mesi di lavoro in collaborazione con l'Unione Nazionale Ciechi e Ipovedenti. A produrre le mappe è stata lazienda Happy Vision.

“Si tratta di un’iniziativa di straordinario valore soprattutto se inscritta nel percorso di crescita della vocazione turistica della nostra città, che da domani si dimostra accogliente anche nei confronti di visitatori ipovedenti o non vedenti" sottolinea l’Assessore alla cultura del Comune di Bergamo Nadia Ghisalberti.

Le mappe

In tutto si tratta di 8 mappe tattili nelle quali è articolato un percorso ideale che collega la stazione ferroviaria a Bergamo Alta. In esse sono presenti tutti i luoghi principali della città ma anche monumenti, fontane, edifici in rilievo per agevolarne l’identificazione sia in braille per i non vedenti che con caratteri molto grandi per gli ipovedenti.

Saranno a disposizione presso l'infopoint del Comune.

Le aree di interesse vanno dal piazzale della stazione al centro città (piazza Pontida e via XX Settembre, ma anche l’area del Centro Piacentiniano e del Teatro Donizetti) e a Bergamo Alta, dove alcune mappe segnaleranno sia i monumenti che i punti di interesse sulle Mura patrimonio UNESCO, con un focus su piazza Duomo.

Mappa fissa tattile

Oltre alle mappe da portare con sé, nell’infopoint di piazzale Marconi è stata installata anche una mappa fissa tattile, una vera e propria immagine integrata di tutta la città di Bergamo.

Mappe turistiche tattili per non vedenti o ipovedenti: è quello che sperimenta da oggi la città di #Bergamo. Il #ComunediBergamo e @TurismoBergamo, per la prima volta in Italia, propongono 8 speciali mappe da consegnare a turisti non vedenti e ipovedenti. pic.twitter.com/WWSbWxBaxv

— Comune di Bergamo (@ComunediBergamo) 8 febbraio 2018

Non si tratta della prima città ad avere le mappe in Braille. Anche Venezia, grazie a Lettura Agevolata ha delle mappe tattili volte ad agevolare la conoscenza della morfologia e del territorio. Le mappe della città lagunare possono essere scaricate online ed essere restituite a rilievo grazie alla tecnica su carta a microcapsule.

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Francesca Mancuso

L'Ecuador crea un nuovo parco nelle Ande. E limita il turismo nelle Galapagos

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Si tratta del Parco Nazionale del Río Negro-Sopladora situato nei pressi delle province meridionali di Morona Santiago e Azuay, all'interno della Cordigliera Real Orientale e vicino al Parco Nazionale di Sangay. L'area è dominata da altipiani quasi intatti delle Ande e dalle foreste che ospitano una grande varietà di specie animali e vegetali.

Vista l'importanza biologica e idrologica della regione, il Ministero dell'ambiente ecuadoriano e l'organizzazione non governativa Nature and Culture International (NCI) nel 2017 hanno firmato un accordo per incorporare 30.616 ettari dell'area di Río Negro-Sopladora nella proprietà statale di aree protette.

Le nuove tutele del Río Negro stabiliranno una connessione ininterrotta tra i vari habitat, essenziale per la sopravvivenza a lungo termine di specie come l'orso dagli occhiali, minacciato a livello mondiale, il tapiro andino e il condor andino gravemente minacciati in Ecuador. Il parco è ricco anche di flora e fauna e i suoi ecosistemi oggi sono ancora incontaminati, senza alcun intervento umano.

Nature and Culture International (NCI) ha fornito un ruolo guida ed essenziale durante i sette anni del processo di creazione del Parco Nazionale del Río Negro - Sopladora.

"Questa è una pietra miliare", ha dichiarato Tarsicio Granizo, Ministro dell'ambiente ecuadoriano, durante la cerimonia ufficiale di dichiarazione di Macas. "Creare il Parco Nazionale è una questione seria, di grande importanza e responsabilità per le generazioni attuali e future".

Il Rapid Biological Assessment di NCI nel 2017 ha registrato nell'area 546 specie di piante, uccelli, anfibi, rettili e mammiferi nella zona, comprese specie minacciate e non comuni. Tra quelle registrate, ci sono tre specie di anfibi completamente sconosciute: una rana, una salamandra e un ceciliano. Lo studio, condotto in pochi giorni e in cattive condizioni meteorologiche, riflette solo una piccola parte della biodiversità prevista del Parco Nazionale.

La conservazione della regione contribuirà anche agli sforzi locali e globali volti a mitigare e adattarsi ai cambiamenti climatici.

Renzo Paladines, direttore esecutivo NCI dell'America Latina, ha dichiarato: "Questo nuovo Parco Nazionale è uno dei risultati più importanti della lunga e proficua collaborazione tra il Ministero dell'Ambiente, il NSC, le comunità locali e le autorità nella conservazione del Corridoio Sangay - Podocarpus, una delle aree più ricche di biodiverse del pianeta. "

Un altro polmone verde che verrà tutelato affinché possa rimanere incontaminato.

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E non è tutto! L'Ecuador si mostra sempre più all'avanguardia quanto alla tutela ambientale anche su altri fronti. E' di questi giorni la notizia della limitazione del turismo nelle Galapagos per proteggere i suoi delicati ecosistemi e le sue famose tartarughe. Inoltre, il popolo ecuadoregno, con più di 6 milioni di voti, ovvero circa il 70%, ha anche votato no alle trivellazioni petrolifere nel Parque Nacional Yasuní, con un referendum chiesto dal presidente Lenin Moreno,. Ora il governo dovrà bloccare lo sfruttamento dei territori degli indios.

Francesca Mancuso

Kratom: cos’è e perché questa erba è potenzialmente pericolosa secondo la FDA americana

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Cos’è il Kratom

Originarie della Malesia, le foglie della pianta del Kratom vengono tradizionalmente schiacciate e trasformate in tè per il trattamento del dolore e la dipendenza da eroina, morfina o altre droghe dato che i principi attivi presenti nell’erba sarebbero in grado di tenere a bada le crisi di astinenza.

Attualmente il Kratom è molto popolare e venduto sotto forma di polvere, pillole, capsule o bevande energetiche nei negozi e distributori di benzina della Lehigh Valley (Pennsylvania). Chi sceglie di acquistarlo lo utilizza non solo come altri tipi di oppiacei per rilassarsi o al contrario aumentare il proprio livello energetico ma anche per trattare alcuni problemi di salute, come appunto il dolore cronico e le dipendenze.

Dato che il numero delle persone vittime di overdose da oppioidi sale di anno in anno, il Kratom è diventato un'opzione interessante per chi vuole eliminare antidolorifici o eroina. Ma si tratta di un prodotto sicuro? Su questo aspetto non vi è ancora completa chiarezza.

In realtà l’uso di questa pianta, importata dal sud-est asiatico, non è regolamentata in tutti gli stati (in Pennsylvania ad esempio è legale) e la FDA si è espressa in merito in maniera non molto positiva.

Cosa ha detto la FDA sul Kratom

La Food and Drug Administration ha da poco definito il Kratom un pericoloso oppioide.

I Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie hanno riscontrato un aumento decuplicato delle richieste che riguardavano il Kratom nei centri di controllo dei veleni in un periodo di cinque anni, da 26 nel 2010 a 263 nel 2015. Tuttavia, mentre il 7% delle chiamate riguardava gravi effetti collaterali, incluso un decesso, la maggior parte ha riportato effetti collaterali da minimi a moderati.

Ma la FDA ha crescenti preoccupazioni riguardo a quest’erba, secondo i dati in suo possesso sarebbero stati ben 44 i decessi associati all’assunzione di Kratom.

Per capire meglio come agisce la pianta, la FDA ha condotto una modellizzazione al computer che prevedeva che molti dei composti chimici trovati nel Kratom si legassero agli stessi recettori di stupefacenti come l'ossicodone e l'idrocodone.

Il commissario Scott Gottlieb a proposito ha dichiarato che:

"Il modello ci mostra che i composti di Kratom influenzano il corpo come gli oppioidi. Sulla base delle informazioni scientifiche contenute in letteratura e supportate ulteriormente dalla nostra modellazione computazionale e dai rapporti dei suoi effetti avversi negli esseri umani, ci sentiamo sicuri di affermare che i composti trovati nel kratom sono oppioidi".

Ha poi aggiunto:

"Non ci sono prove che indichino che il Kratom sia sicuro o efficace per qualsiasi uso medico. (…)Riconosciamo che molte persone hanno bisogni insoddisfatti quando si tratta di trattare il dolore o i disturbi da dipendenza. Alle persone che cercano un trattamento per la dipendenza da oppioidi a cui viene detto che il Kratom può essere un trattamento efficace, le esorto a cercare aiuto presso l'assistenza sanitaria".

Gli sforzi per vietare la droga a livello nazionale non hanno avuto successo. Nel 2016 la Drug Enforcement Administration si è mossa per fare del Kratom una droga illegale ma ha ritirato la richiesta dopo che si era verificata una reazione negativa da parte dei sostenitori di questa erba. 

Le reazioni

Anche questa volta i sostenitori del Kratom non ci stanno, sostengono infatti che si tratta di un modo naturale per alleviare il dolore, combattere la fatica e migliorare l'umore delle persone che soffrono di ansia e depressione. Il tutto in maniera molto meno pericolosa di alcuni antidolorifici.

Justin Stroup, proprietario di un negozio in cui si vende Kratom, ha affermato di usare questa pianta regolarmente per migliorare l’ umore e il suo livello di energia e per alleviare il dolore. Secondo le stime, dozzine di persone visitano il negozio settimanalmente per comprare il Kratom, che viene fornito sotto forma di pillola o capsula al costo di 55$ per un sacchetto da 100 grammi.

L'American Kratom Association si è espressa tramite il suo sito web affermando che, se assunta in quantità adeguate, quest’erba è efficace nell'alleviare un gran numero di disturbi fisici e mentali e che non è più pericolosa della noce moscata, del luppolo o dell’erba di San Giovanni.

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Francesca Biagioli

Smog: la criminalità aumenta nelle città più inquinate

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Published in: Città

Cosa significa? Che l’esposizione a quel selvaggio inquinamento atmosferico cui siamo tutti oramai sottoposti ogni giorno sarebbe da associare anche a comportamenti criminali. Maggiore inquinamento maggiore criminalità: dunque, c’è più criminalità nelle città maggiormente “avvelenate”.

Una sottile riflessione psicologica offertaci da una serie di studi archivistici e sperimentali condotti da scienziati della Columbia Business School di New York, secondo cui l’esposizione all’inquinamento atmosferico, sia fisico che mentale, è collegata a comportamenti non etici come il crimine e il raggiro. I risultati sperimentali suggeriscono che questa associazione può essere dovuta, almeno in parte, a un aumento dell’ansia.

Secondo i risultati pubblicati su Psychological Science, una rivista dell’Association for Psychological Science, l’inquinamento atmosferico può avere potenziali costi etici che vanno ben oltre i suoi effetti catastrofici sulla salute e sull’ambiente.

“Questo è importante perché l'inquinamento atmosferico è un problema globale serio che colpisce miliardi di persone - anche negli Stati Uniti, circa 142 milioni di persone risiedono ancora nelle contee con aria pericolosamente inquinata”, afferma scienziato comportamentista Jackson G. Lu della Columbia Business School, il primo autore della ricerca.

In uno degli studi, i ricercatori hanno preso in esame i dati sull’inquinamento atmosferico e sulla criminalità (sono state considerate 7 categorie tra cui omicidi e rapine) in 9.360 città americane in 9 anni. Dalle analisi incrociate è emerso che le città con livelli più alti di smog avevano anche livelli più elevati di criminalità: elemento confermato anche dopo che i ricercatori hanno tenuto conto di altri fattori, tra cui la popolazione totale o la distribuzione delle razze, i tassi di povertà e la disoccupazione.

Gli scienziati hanno poi condotto una serie di esperimenti: in uno 256 persone hanno dovuto osservare delle scene di inquinamento o contesti invece con aria ben più respirabile e hanno dovuto immaginare di vivere nel luogo presentato. In un altro, i soggetti reclutati dovevano rispondere a un test e sono stati avvisati di un problema tecnico (non esistente) che permetteva di visualizzare in anticipo la risposta corretta, con la richiesta di non sbirciare.

A loro insaputa i ricercatori hanno poi monitorato chi imbrogliava e hanno verificato che il gruppo di persone che aveva visto prima l’immagine di un luogo inquinato e immaginato di viverci barava di più. Esperimenti simili sono stati condotti con gruppi diversi e i risultati sono stati gli stessi.

Anche l’ansia è stata monitorata e questa è risultata espressa in misura maggiore da chi aveva immaginato di essere esposto allo smog.

Nel loro complesso, quindi, questi studi portano alla conclusione che lo smog è da collegarsi a comportamenti trasgressivi, attraverso anche l’aumento dei livelli di ansia.

Non è nuova l’idea che l’ambiente che circonda le persone ne influenza il comportamento, ma sapere che lo smog provochi (anche) conseguenze drammatiche sui rapporti civili non è un dato da prendere sottogamba.

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Germana Carillo

Chariot: Londra prima città europea dove parte il servizio di navetta collettiva

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Per la prima volta in Europa, dopo la sua diffusione negli Stati Uniti, il servizio è stato progettato per gli abitanti delle città residenti nelle aree più difficili da raggiungere.

Il merito del suo sbarco nel Vecchio Continente, manco a dirlo, è di Ford Motor Company, che darà così la possibilità anche ai passeggeri inglesi di completare il proprio viaggio in modo più rapido, mettendoli in collegamento con gli snodi di transito e le stazioni della metropolitana

Iniziato in questi giorni a Londra, il servizio Chariot prevede bgià esistente: si tratta di rotte che contribuiranno a colmare le lacune logistiche tra alcuni dei diversi quartieri londinesi, oggi in rapida crescita, e sei snodi di trasporto di Londra: Clapham Junction, North Greenwich, Abbey Wood, Kennington, Vauxhall e Battersea Park.

“Benché Londra sia ben servita dai mezzi pubblici, il pendolarismo, ogni giorno, mette a dura prova la quotidianità di molte persone. Chariot, si propone come soluzione a questo problema, fornendo una modalità di trasporto di massa veloce, affidabile e conveniente per coloro che vivono nelle città di oggi”, spiega Sarah Jayne Williams, della Ford Smart Mobility europea.

I 4 percorsi inseriti a Londra, sono stati ideati dopo un’analisi delle aree urbane e progettati per collegare i pendolari che vivono in aree molto popolate alle reti di trasporto esistenti. Negli orari di punta, saranno 6 le navette Chariot che transiteranno nelle aree indicate, insieme a 14 minibus ad alta efficienza.

Come si utilizza Chariot

Si scarica un’app e gli utenti potranno semplicemente controllare e trovare i percorsi a loro più vicini e riservare un posto.

Ogni navetta ospiterà 14 passeggeri e potrà procedere sulle corsie dedicate agli autobus, offrendo collegamento Wi-Fi, aria condizionata e spazio per riporre laptop e valigette. Le navette sono accessibili anche per i diversamente abili.

Londra è la sesta realtà urbana ad essere coinvolta nel progetto di espansione di Chariot, dopo l’attivazione negli Stati Uniti a San Francisco, New York, Seattle, Columbus e Austin.

Il servizio di navetta su base collettiva non solo promette di ridurre l’impronta ambientale di milioni di spostamenti su gomma ogni giorno, ma anche di colmare lacune nel sistema di trasporto pubblico e rappresentare un’alternativa tra le opzioni a disposizione dei pendolari.

Una bella storia, sarebbe, se applicata anche in città come Roma, per esempio, no?

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Germana Carillo

Insalata di finocchi e arance

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Published in: Ricette

In particolare, per i finocchi è preferibile utilizzare quelli dalla forma più tondeggiante, mentre per le arance si consiglia di scegliere la varietà "tarocco" che ha un bel colore rosso e un sapore dolce ed irresistibile.
La quantità di ingredienti da utilizzare per preparare l'insalata di finocchi e arance è ovviamente a vostra discrezione e varia in base ai vostri gusti personali. Noi abbiamo scelto di arricchire la ricetta con noci e olive.

Ingredienti
  • 4 finocchi
  • 2 arance tarocco
  • 100 gr di olive (se preferite denocciolate)
  • 100 gr di noci già sgusciate
  • olio evo q.b.
  • sale q.b.
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  • Tempo Preparazione:
    30 minuti circa
  • Tempo Cottura:
    -
  • Tempo Riposo:
    -
  • Dosi:
    per 4 persone
  • Difficoltà:
    bassa
Come preparare l'insalata di finocchi e arance: procedimento

 

  • Pulire i finocchi, tagliarli a spicchi e lavarli accuratamente mettendoli a bagno in acqua e bicarbonato, quindi sciacquarli ed affettarli sottilmente,
  • sbucciare le arance, lasciarle intere ed affettarle,
  • unire ora tutto in una ciotola, aggiungere anche le olive, i gherigli delle noci e condire con sale e del buon olio extra vergine d'oliva,
  • quindi servire subito.

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Ilaria Zizza

Zenzero fresco: 5 modi per conservarlo più a lungo

GreenMe -

Published in: Altri alimenti

Nonostante non faccia parte della nostra tradizione culinaria, lo zenzero è sempre più presente nelle nostre case sia per aromatizzare i cibi che per preparare tisane o altri rimedi naturali a base di questa spezia.

Comprarlo di buona qualità, meglio se biologico e il più possibile fresco, è importante non solo perché all’interno del rizoma siano racchiuse tutte le proprietà ma anche perché in questo modo durerà più a lungo.

Se non si utilizza molto spesso, infatti, il rischio è vedere lo zenzero piano piano deteriorarsi, seccarsi e alla fine diventare inutilizzabile. Fate attenzione dunque quando comprate zenzero che questo abbia una pelle liscia e che i rizomi siano sodi e consistenti. Evitate invece i pezzi che hanno una consistenza morbida e presentano la pelle rugosa in quanto probabilmente sono già vecchi. 

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Ma scopriamo adesso alcuni modi per conservare al meglio lo zenzero e farlo durare più a lungo: 

Conservare lo zenzero in un sacchetto di carta

Un modo per evitare che lo zenzero si secchi troppo in fretta è conservarlo in un sacchetto di carta o un tovagliolo di carta. Si consiglia di avvolgere il pezzo di zenzero nella carta in modo che non vi sia spazio per il passaggio di aria e umidità. Bisogna poi tenerlo in luogo fresco e asciutto (se le temperature lo consentono altrimenti vedi punto successivo).

In frigorifero

Se si vuole prolungare la vita dello zenzero mettendolo in frigorifero, si consiglia di lasciare intatto tutto il rizoma e staccarne dei pezzi solo al bisogno. Anche in questo caso è bene riporre lo zenzero in un sacchetto di carta richiudibile togliendo il più possibile l’aria all’interno di esso e posizionandolo nel cassetto di frutta e verdura. In questo modo lo zenzero si manterrà fresco per circa un mese.

Congelarlo

Uno dei modi migliori per conservare lo zenzero è quello di sbucciarlo e tritarlo finemente, metterlo poi in un contenitore con coperchio e farlo congelare. L'alternativa sono le bustine con chiusura ermetica apposite per la conservazione degli alimenti dove si può mettere a fettine, rondelle, pezzettini o grattuggiato in monoporzioni. Lo zenzero così congelato può essere gustato entro un paio di mesi senza perdere il suo sapore.

In barattolo con un liquido acido o alcool

Si può anche scegliere di conservare lo zenzero appena sbucciato in un barattolo sommerso da un liquido acido ad esempio succo di limone o aceto oppure alcool (tipo Vodka). Si tratta però di un metodo di conservazione forte che può alterare il gusto e il sapore dello zenzero.

Olio allo zenzero

Con il rizoma grattugiato fresco potete realizzare un ottimo olio allo zenzero che durerà a lungo. Si prepara utilizzando esclusivamente due ingredienti: olio extravergine di oliva e zenzero. Alla fine della preparazione, se scegliete di non filtrarlo, potrete usare i pezzettini di zenzero per arricchire i vostri piatti ogni volta che vi va.

Cose utili da ricordare
  • Dopo aver sbucciato lo zenzero e tagliato a fette non è più possibile conservarlo a temperatura ambiente. Per farlo durare più a lungo, dovrai comunque congelarlo o conservarlo in frigorifero.
  • Lo zenzero dura facilmente fino a 3/4 settimane in frigorifero, a condizione che non sia stato esposto all'aria e all'umidità.
  • Il modo più semplice per avere sempre a disposizione zenzero fresco è coltivarlo da soli a casa. Provare non costa molto!

Adesso che sapete conservare al meglio lo zenzero, fate attenzione a non sprecarlo e approfittate ogni giorno dei tanti benefici che offre!

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Francesca Biagioli

I bimbi che giocano con le costruzioni hanno un futuro nella scienza

GreenMe -

Published in: Speciale bambini

Dalla scienza alla tecnologia, dall’ingegneria alla matematica: secondo lo studio pubblicato su Geosphere e condotto dall’Università del Colorado a Boulder e dal Carleton College nel Minnesota, quei giochi che richiedono abilità spaziali, come le costruzioni, aiuterebbero i bambini a migliorare le competenze in quelle materie scientifiche.

In buona sostanza le esperienze di gioco infantile modellano fortemente le abilità spaziali di una persona e quelle abilità possono essere fondamentali per il successo in campi come la scienza e l’ingegneria. I giovani adulti che hanno giocato con le costruzioni o con determinati tipi di videogiochi, per esempio, hanno superato test di ragionamento spaziale, come l'abilità necessaria per ruotare mentalmente gli oggetti. E soprattutto, la nuova ricerca ha scoperto che le differenze di genere nelle abilità spaziali scompaiono quando i ricercatori hanno preso in considerazione l’impatto del gioco dell’infanzia.

Lo studio

345 studenti universitari dei corsi di geologia sono stati sottoposti a una serie di domande che chiedevano di ruotare mentalmente delle forme o di visualizzare una sezione trasversale di un oggetto qualsiasi per poi scegliere una risposta tra quelle proposte. In base a questo, i ricercatori hanno preso in considerazione quella che era l’influenza di vari elementi, per esempio il numero di corsi di scienze seguiti o i giochi utilizzati da piccoli. Ciò che è emerso è che i punteggi più alti si attestavano tra coloro che avevano utilizzato giochi tipo le costruzioni o determinati videogiochi, con differenze consistenti con chi invece non ne aveva fatto uso.

I giochi usati da bambini, insomma, hanno dettato una buona differenza.

“Il cervello umano è malleabile e formabile – spiega Anne Gold, autrice dello studio. Fornendo formazione spaziale ai bambini e fornendo giocattoli spazialmente esigenti prima dell’inizio della scuola, possiamo dare loro l’opportunità di sviluppare competenze importanti in campi come scienza, tecnologia, ingegneria e matematica”.

E come uniformare le differenze di capacità logiche? Probabilmente, dicono i ricercatori, inserendo sin dalle scuole elementari delle materie volte a migliorare proprio le abilità spaziali e a rendere più uniformi tra gli scolari queste abilità.

Differenze di abilità e non solo. La nuova ricerca ha anche dimostrato per la prima volta come la differenza di genere sia legata proprio ai giochi con cui i bambini sono stati cresciuti: va da sé che, in effetti, che siano stati gli studenti maschi ad ottenere punteggi migliori nei test effettuati rispetto alle loro colleghe donne. Differenza di genere che – di contro – si annullava quando sia i ragazzi che le ragazze avevano utilizzato gli stessi tipi di giocattoli da bambini.

Dunque? Anche aumentare le abilità spaziali delle bimbe potrebbe essere per loro un mezzo verso un maggior successo sulle materie scientifiche. Secondo Anne Gold, è possibile migliorare le capacità analizzate con la giusta istruzione anche in età adulta: basta “solo” potenziare le abilità spaziali.

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Germana Carillo

La nonnina che percorre 24 km a piedi per portare il nipote disabile a scuola

GreenMe -

Published in: Buone pratiche & Case-History


Shi Yuying è la nonna 76enne di Jiang Haowen, il ragazzino di nove anni che soffre di paralisi cerebrale da quando ne aveva due, una condizione permanente che influenzando il movimento e la coordinazione, lo rende incapace di camminare.

Dopo il divorzio dei genitori, Jiang è stato affidato alla nonna. La madre è andata via di casa per iniziare una nuova relazione, mentre il padre lavora lontano dalla loro città per poter sostenere le spese familiari e i debiti contratti a causa della malattia del ragazzino.

Un porto sicuro sono le braccia forti della nonna che ogni giorno percorre a piedi, anche otto volte, il tragitto che porta da casa a scuola. Senza indugio, spinge la sedia a rotelle cercando in lei la forza di un amore incondizionato nei confronti del proprio nipote.

Non si ferma mai, neanche davanti alla neve, alla pioggia o al vento.
"Finché avrò la forza continuerò a farlo" dice.

Una storia commovente che lo è ancor di più se si pensa che prima che le autorità cinesi regalassero una sedia a rotelle al piccolo Jiang, la nonna accompagnava il nipote in bicicletta.

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Grazie a Yuying, il ragazzino ha compiuto notevoli progressi, la disabilità fisica non gli impedisce di essere molto studioso e amante della matematica.

Dominella Trunfio

Fonte e foto

Il Giappone vuole riprendere la caccia alle balene. L'Ue può fermarlo (PETIZIONE)

GreenMe -

Published in: Animali

È in fase di finalizzazione un accordo commerciale tra l'UE e il Giappone, ma affinché esso sia siglato, deve essere approvato dal Parlamento europeo. L'accordo verrà esaminato per la prima volta dalla commissione per il commercio del Parlamento europeo, successivamente passerà definitivamente nelle mani del Parlamento.

Negli ultimi trent'anni, il Giappone ha ignorato il divieto dell'International Whaling Commission del 1986 relativo alla caccia cDommerciale alle balene e ha continuato a uccidere balene e vendere la loro carne e altre parti del corpo.

Anche se spesso la caccia alle balene viene motivata come "ricerca scientifica", il paese ha pià volte dimostrato di non voler abbandonare questa pratica.

Eppure il consumo di carne di balena in Giappone si sta riducendo. La domanda è più bassa che mai sia a causa dei gravi problemi di salute associati al consumo di carne di balena che può essere contaminata da alti livelli di mercurio e da altri inquinanti organici come PCB (usati nei refrigeranti commerciali), diossine (un sottoprodotto di rifiuti sanitari o inceneritori commerciali) e PBDE (ritardanti di fiamma). Queste tossine nocive sono facilmente immagazzinate nel grasso di balena e possono essere pericolose per l'uomo.

Per non parlare dei danni ambientali. Le balene sono delle specie chiave per la lotta ai cambiamenti climatici e hanno un enorme impatto sull'ecosistema marino.

Per questo, Whale and Dolphin Conservation ha lanciato una petizione rivolta a Bernd Land, Presidente del comitato per il commercio, chiedendo al Parlamento europeo di non firmare l'accordo commerciale a meno che il Giappone non prometta di vietare definitivamente la caccia alle balene.

Dal canto suo, l'Europa ha già fatto sapere di essere un partecipante attivo della Commissione baleniera internazionale e di vietare il commercio di prodotti ricavati dalle balene, in linea con la convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione (CITES). L'accordo commerciale UE-Giappone non modificherà la posizione del Vecchio Continente.

Inoltre, l'Ue sta già intrattendendo dei colloqui periodici con il Giappone sul tema:

"Nel quadro dei negoziati per l'accordo commerciale, stiamo discutendo con il Giappone un capitolo sullo sviluppo sostenibile, destinato a fornire un'ulteriore piattaforma per promuovere il dialogo e la collaborazione tra l'UE e il Giappone sulle questioni ambientali rilevanti nel contesto degli scambi commerciali".

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La possibilità di mettere la parola fine alla caccia alle balene in Giappone potrebbe dunque passare per l'Europa. Anche noi nel nostro piccolo possiamo dare il nostro contributo firmando la petizione di Whale and Dolphin Conservation e chiedendo al Presidente del comitato per il commercio Land di non firmare l'accordo se il Giappone non assicurerà di non riprendere la caccia alle balene.

Per firmare la petizione clicca qui

Francesca Mancuso

Le straordinarie sculture che sfidano la forza di gravità

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Published in: Arte e Cultura

L’arte ci sfida. In natura un elefante non riuscirebbe mai a reggere tutto il suo peso grazie alla punta della proboscide e un piccione non potrebbe mai trascinare in volo il corpo di un uomo.

Singolari suggestioni sono quelle che trasmettono queste sculture, realizzate da artisti di tutto il mondo e installate in diverse città, riescono a sfidare la gravità: sembra una magia ma si tratta di un lavoro di calcolo.

Ogni elemento va contro le nostre convezioni e ogni tipo di equilibrio. Il risultato è davvero incredibile, guardate:

Wire fairies di Robin Wright   Wursa di Daniel Firman Trans Ī Re di Fredrik Raddum   Massi Fluttuanti di Smaban Abbas     Tazzine di caffè che si baciano di Johnson Tsang     Take My Lighting But Don't Steal My Thunder di Alex Chinneck

 

Wurf VI di Anna Borgman e Candy Lenk     Les Voyageurs di Bruno Catalano  

Altre bellissime sculture sparse in tutto il mondo:

Le sculture di libri di Alicia Martin    

Dominella Trunfio

Foto cover: The force of nature di Lorenzo Quinn

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