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Garden Sharing: come viaggiare low cost piantando la tenda nel giardino

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Published in: Eco-Turismo

Dove si può soggiornare grazie a Garden Sharing

Il portale dà la possibilità ai Gardensharer di offrire uno spazio privato a chi è alla ricerca di una piazzola in cui campeggiare o di una sistemazione diversa dai tradizionali hotel o dalle abitazioni che si trovano su AirBnb per vari motivi, primo tra tutti la mancanza di alternative. Nel dettaglio, si possono trovare quindi sul portale spazi per posizionare la propria tenda, spazi dove campeggiare con camper o roulotte e sistemazioni pronte come una casa in legno, una tenda o una casa sull’albero.

Così se, ad esempio con il couchsurfing si mette a disposizione il divano, in questo caso si offre (o riceve) il proprio giardino.

Come funziona la piattaforma

Gli utenti possono cercare uno spazio impostando la località, possono consultare le immagini, le descrizioni inserite dal proprietario dello spazio e i servizi offerti, oltre alle attività presenti in prossimità dell’area. Infine, possono prenotare direttamente dal portale.

Inserire un annuncio è gratuito, il Gardensharer incassa l'intero importo richiesto, senza commissioni aggiuntive, mentre per chi prenota la garanzia è quella di un pagamento con una adeguata policy di rimborso e di campeggi in piazzole sicure.

Vantaggi per gli ospiti e per i Gardensharer

Ma quali vantaggi offre questo portale? Sono vari, in effetti, alcuni anche puramente legati all'esperienza di un soggiorno fuori dal comune.

Per gli ospiti è possibile un certo risparmio, inoltre il Garden Sharing può essere un'alternativa ai campeggi fuori mano, per i camperisti può significare trovare uno spazio diverso dalle aree di sosta lontane dal centro delle città. E poi c'è il vantaggio di poter conoscere da vicino la gente del luogo, senza contare la magia di ammirare un cielo stellato e addormentarsi senza un tetto sulla testa.

Come soggiornare risparmiando (anche in posti inconsueti):

Allo stesso tempo, ci sono molte persone che possono offrire uno spazio libero che non sanno come sfruttare, ma lo stesso discorso vale per chi possiede roulotte o camper ma non li utilizza quotidianamente. Inoltre, il portale può funzionare come canale per mettere in contatto chi viaggia con chi è felice di ospitare viandanti e giramondo, condividendo usi, costumi e tradizioni.

Anna Tita Gallo

Pomodori secchi sott'olio

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Published in: Ricette

La nostra ricetta dei pomodori secchi sott'olio prevede infatti di asciugare i pomodori nel forno dopo averli insaporiti con sale ed origano; il profumo che si sprigionerà in cottura sarà solo un anticipo di quello che sarà poi il loro sapore irresistibile.

Ricetta semplice e tipicamente mediterranea, i pomodori secchi sott'olio potranno poi essere impiegati nella preparazione di diverse pietanze, per essere serviti fra gli antipasti o per condire delle bruschette di pane casareccio.

Ingredienti
  • 1 Kg di pomodorini
  • origano q.b.
  • sale q.b.
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 L di olio evo o di girasole
  • 2 barattoli da 25 cl con capsule nuove
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  • Tempo Preparazione:
    15 minuti
  • Tempo Cottura:
    120 minuti
  • Tempo Riposo:
    -
  • Dosi:
    per 4 persone
  • Difficoltà:
    bassa
Procedimento per i pomodori secchi sott'olio: 
  • Lavare accuratamente i pomodori ed asciugarli con un canovaccio pulito,
  • foderare una teglia con la carta forno e
  • tagliare a metà i pomodori,
  • disporli ordinatamente nella teglia avendo cura di mettere la parte interna rivolta verso l'alto,
  • quindi condirli con il sale ed una generosa manciata di origano.
  • Passare in forno caldo ventilato a 120° per circa due ore,
  • nel frattempo lavare e sanificare i barattoli e le capsule.
  • Trascorse le due ore sfornare subito e lasciar raffreddare i pomodori,
  • pulire nel frattempo l'aglio ed affettarlo grossolanamente.
  • Riempire quindi i vasetti con i pomodori, aggiungere qualche fettina d'aglio e coprire con l'olio lasciando libero un centimentro di bordo,
  • chiudere i vasetti con i tappi senza però stringere troppo e pastorizzarli.
  • Una volta pronti, i pomodori secchi sott'olio dovranno essere riposti preferibilemente in una dispensa buia ed essere consumati entro la stagione.
  • Qualora il sottovuoto dovesse perdersi da solo la conserva non dovrà essere consumata perchè non più sicura.
 

 

Come conservare i pomodori secchi sott'olio:

Una volta aperti, i pomodori secchi sott'olio dovranno essere conservati in frigorifero e consumati entro pochi giorni.

 

Ti potrebbe anche interessare la ricetta dei pomodori essiccati al sole, e altre ricette di conserve fai-da-te

Ilaria Zizza

Notte Blu Bologna: un evento magico tra i luoghi nascosti

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Published in: Eventi & Iniziative

Promossa dai dai Consorzi dei Canali di Reno e Savena e dedicata alla valorizzazione dello storico patrimonio tecnico-idraulico, architettonico e storico di Bologna Città d'Acque, Notte Blu anche quest’anno ha un ricco programma.

L'iniziativa è patrocinata dalla Regione Emilia-Romagna e dal Comune di Bologna e prevede una serie di eventi adatti proprio a tutti, sia adulti che bambini.

Da non perdere c’è sicuramente la visita guidata all’interno delle stanze di Palazzo Pepoli nel Museo della Storia di Bologna, ovvero quella parte di città nascosta che pochi hanno avuto il piacere di poter vedere.

 

La breve escursione esterna toccherà le vie d’acque che ancora oggi si snodano nel circuito delle moderne strade della città partendo dal torrente Aposa, che corre nel sottosuolo di via Castiglione, fino al Parco del Cavaticcio dove ancora sorge parte dell’importante porto nonché l’antica Dogana della città.

Ancora, per gli amanti della natura c’è la passeggiata al parco di Pra Cinen, un avamposto urbano di biodiversità, un oasi di pace dove decifrare la botanica, la geologia e l’entomologia.

Per i più romantici ( e più allenati fisicamente) c’è la passeggiata guidata dal “Guazzatoio” di Via Augusto Righi risalendo il corso dei canali di Reno, delle Moline e il torrente Aposa, con soste lungo il percorso per scoprire la storia dei canali.

Per i bambini c’è, invece, il laboratorio artistico-manuale nel quale i partecipanti saranno invitati a riempire, attraverso il loro sguardo fantasioso, un grande cartellone lungo 3 metri, con materiali e tecniche di diverso tipo, come se fosse una grande “scenografia” rappresentante un ideale canale di Bologna.

Gruppi musicali, animazione ed esercizi commerciali aperti con orario prolungato saranno i protagonisti della zona di via Augusto Righi, proprio accanto alla rinomata Finestrella di via Piella, da cui si potrà ammirare l’unico tratto scoperto e visibile del canale di Reno che attraversa il centro storico.

  Sempre su Bologna:

Per la chiusura uno spettacolo dedicato al legame tra Bologna e il suo patrimonio storico-idraulico nella prestigiosa cornice del Teatro Duse con il giornalista, autore e comico Giorgio Comaschi e l’Orchestra Corelli.

Per consultare il programma Notte Blu clicca qui

Dominella Trunfio

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Coloranti alimentari completamente naturali dai frutti brasiliani

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Published in: Alimentazione & Salute

Il colorante naturale estratto dai frutti jabuticaba, jambu e jamelão, infatti, rappresenterebbe l’alternativa agli additivi e ai coloranti alimentari sintetici proposta dai ricercatori della Brazilian Agricultural Research Company (Embrapa), dopo uno studio durato più di 5 anni.

Si tratta di estratti dalla buccia essiccata, che – tramite un processo di lavorazione molto semplice ed economicamente sostenibile – danno vita a coloranti naturali ricchi di antocianine che riproducono diverse sfumature di colore come quelle del rosso, blu e del viola.

“Al momento, l’utilizzo dei coloranti naturali alimentari è ancora in una fase iniziale, ma siamo certi che troverà ampia applicazione – dice Renata Borguini, ricercatrice di Embrapa. Il mercato ha bisogno di alternative salutari ai coloranti sintetici e agli additivi. Gli estratti dalla buccia essiccata dei frutti risponde perfettamente a questa necessità”.

Dopo aver ottenuto l’approvazione all’introduzione sul mercato, gli estratti naturali potranno essere utilizzati non solo nell’ambito alimentare ma anche in altri settori, come quello cosmetico e farmaceutico.

Ma cosa sono questi tre frutti su cui si sono basate le ricerche degli studiosi? Vediamo insieme cosa sono jabuticaba, jambu e jamelão:

Jabuticaba

Altrimenti detto “Brazilian Grape Tree” (il nome botanico è Myrciaria cauliflora), lo Jabuticaba è un albero i cui frutti non crescono sui rami, ma direttamente sul tronco. La sua coltivazione permette la raccolta di frutti rotondi dal colore violaceo molto scuro, che ricordano gli acini d'uva, da cui si produce anche del vino.

Alcuni studi hanno attributo alla buccia dei frutti di Jabuticaba delle proprietà curative, con particolare riferimento ad asma e diarrea o tonsillite, per le sue particolari proprietà antinfiammatorie.

Jamelão

Conosciuto anche come jambolão, baga-de-freira, jalão, guapê o jambalau, lo jamelão è un frutto appartenente alla famiglia delle piante Myrtaceae e ha origini indiane.
Gli alberi sono di alto fusto ma i frutti sono piccoli e violacei quando sono maturi. Il frutto, inoltre, ha un unico seme di grandi dimensioni e la polpa è molto consistente.

Jambu

Anche detto “Crescione del Brasile”, il Jambu non è tanto un frutto quanto una pianta erbacea, i cui fiori, però, sono dei piccoli boccioli gialli ad alta concentrazione di spilantolo molto usati in diverse ricette locali.
Il jambu tradizionalmente viene usato come rimedio naturale come nella preparazione di tè e infusi per il trattamento della malaria, infezioni della bocca e della gola. Ha infine grosse proprietà diuretiche e antinfiammatorie. 

Germana Carillo

Trump dica agli uragani che i cambiamenti climatici sono una invenzione degli ambientalisti

Il Cambiamento - feed -

L'uragano Irma ha portato morte e distruzione nei Caraibi, ha devastato Florida e Georgia ed è arrivato dopo altri disastri climatici, che ormai si succedono a intervalli sempre più brevi e con conseguenze sempre più tragiche. Un pensiero va anche alla tragedia di Livorno, che non ha risparmiato morti e danni. Eppure, una volta preso atto dei morti in tv, la stragrande maggioranza della gente torna a chinare il capo su quanto stava facendo un secondo prima, scacciando il pensiero...

A Malmö, in Svezia, il condominio-hotel a misura di bici

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Published in: Bioedilizia e Bioarchitettura

Un hotel a piano terra

L’edificio di cui stiamo per parlare non è certo definibile “bello” a prima vista. Ma se ci avviciniamo e puntiamo lo sguardo sui dettagli rimarremo sicuramente affascinati dallo spirito innovativo con cui è stato creato. Il primo piano ospita camere d’albergo, quelle dell'Ohboy Hotell, condizione che in realtà era stata imposta dalle istituzioni e riflette un dato di fatto: agli inquilini non piace vivere a piano terra per ragioni di privacy, in questo modo sono state utilizzate porte spesse e finestre non enormi, ideali per la funzione che svolgono al pianterreno, dove occorre garantire sicurezza agli ospiti. Ogni stanza ha una sua zona esclusiva con una bicicletta, una rastrelliera, una panchina, uno spazio verde.

Ci sono poi due stanze a livello rialzato, con soggiorno e cucina in alto e zona notte in basso. Tutte le pareti dell’hotel sono in cemento prefabbricato, nel caso degli appartamenti si aggiunge un tocco di pittura e qualche soluzione grafica in più. Domina ovunque un certo minimalismo.

 

Auto? No, grazie

Qui le auto non servono. Tutto è progettato per vivere senza. Ci sono cassette della posta smart di varie dimensioni che permettono di lasciare pacchi e buste quando gli inquilini non sono in casa, dotate di un display Lcd con il nome della persona che le usa. Immancabile, un’area dedicata alla sosta delle biciclette, sebbene in molti portino la propria bicicletta direttamente in appartamento, grazie ad un ascensore, anch’esso a misura di bici. Una volta trasportata la bici fino al piano di residenza, si può appendere alla parete per far sì che resti libero il passaggio verso le scale.

 

Le abitazioni: un modello di edilizia green

Ai piani superiori, come abbiamo detto, si trovano le abitazioni vere e proprie. Ci sono molti varchi verso l’esterno in modo che circoli molta aria. Le pareti e la loro composizione rispettano gli standard Passivhaus, efficienti anche nell’isolare dai rumori esterni. Il loro colore grigio rende gli ambienti un po’ cupi, ma non freddi o squallidi, anzi. Un “binario” consente di fissare mensole o quadri senza l’utilizzo del trapano.

Infine, una menzione va all’ultimo piano, adibito con un’area comune e prezioso per godere della vista su tutto il quartiere, che non è un quartiere qualsiasi ma Western Harbour, destinato a diventare negli anni un distretto ecosostenibile, progettato e realizzato con un occhio di riguardo per ambiente e mobilità sostenibile.

 

Anna Tita Gallo

Il Ministero della salute ritira salame di Norcia Lanzi per presenza di pezzi di plastica

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Published in: Allerte alimentari

Dopo i pezzi di vetro nel pesto, arriva la plastica nei salumi. Questa volta tocca al produttore Lanzi, con sede a Norcia.

Secondo quanto riferito del Ministero, il salame, nel formato da 400 grammi, potrebbe infatti contenere corpi estranei al proprio interno. Nello specifico sarebbero presenti tracce di plastica blu e gialla.

Non tutti i salami di Lanzi sono oggetto di richiamo ma uno specifico lotto, contrassegnato dal numero L177 da consumare entro 90 gg dall'acquisto.

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Se avete acquistato questo prodotto non consumatelo e riportatelo al punto vendita per ottenere un cambio o un rimborso.

Francesca Mancuso

Le straordinarie e minuziose creazioni realizzate con la carta che invitano a vivere nel presente (FOTO)

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Published in: Arte e Cultura

 Il suo nome d’arte è Kiri Ken, ovvero spada tagliente, forse perché le sue creazioni sono tutte realizzate con intagli davvero particolare, tanto che a prima vista, si stenta a credere che esse siano fatte di sola carta.

Ci sono meduse, fiori, diversi animali, ma anche alberi e figure umane, tutti curati nei minimi dettagli che li rendono simili a disegni in 3D. I tagli sono eseguiti a uno a uno, perché qualunque errore è irreversibile.

Creazioni fragili che secondo l'artista, lanciano un messaggio chiaro: la fragilità della vita che va assaporata nel presente, senza rimandare a domani.

Altre bellissime creazioni:

Guardate che meraviglia: Dominella Trunfio Foto

Ritirato lotto di spinaci Ortofin per presenza di erba velenosa

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Published in: Allerte alimentari

Nota come Mandragora L. questa pianta fa parte della famiglia delle Solanaceae ed è velenosa. Delle Solanacee fanno parte anche alcune piante molto importanti per la nostra alimentazione tra cui le patate, le melanzane, i pomodori, i peperoncini, i peperoni e le bacche di Goji), altre dalle cui proprietà si ricavano farmaci e infine piante velenose come le datura e la mandragola (o mandragora).

Il richiamo da parte del Ministero riguarda lo spinacio del marchio Buongiorno Freschezza Ortofin nella confezione da 500 grammi.

Prodotti da Ortoverde, con stabilimento a Terranova Dei Passerini, gli spinaci che potrebbero contenere anche la mandragola hanno scadenza 03/09/2017 e sono contraddistinti dal numero di lotto: 24010864M2.

Foto

Se avete acquistato questo prodotto non consumatelo e riportatelo in negozio per ottenere un cambio o un rimborso.

Curiosità. La mandragola nel Medioevo era considerata una pianta magica, per questo veniva utilizzata nelle pozioni. In alcuni testi di alchimia viene rappresentata come un uomo o un bambino, per l'aspetto antropomorfo assunto dal radice in primavera. Da ciò è nata la leggenda del pianto della mandragola, in grado di uccidere un uomo.

Francesca Mancuso

#muoiodisete: il flashmob per dissetare il Lago di Bracciano

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Published in: Acqua

L’appuntamento è per il 9 settembre dalle 18.30 in poi ad Anguillara Sabazia, in via Reginaldo Belloni, sulla spiaggia, quando sotto l’hashtag #muoiodisete, con un gesto simbolico, il Lago di Bracciano verrà dissetato.

“Il disastro ambientale è alle porte per la siccità, ma soprattutto per i continui prelievi ad opera di Acea. Non possiamo permetterci di far morire di sete il lago”, scrivono gli organizzatori sull’evento Facebook.

Unica regola indossare una maglietta bianca e diffondere il messaggio, ovvero quello che lasciare morire il bacino d’acqua sarebbe una sconfitta per tutti. I cittadini a un orario ben preciso, daranno vita a un flashmob: disseteranno il lago versandoci dentro una bottiglietta d’acqua.

“Un gesto simbolico  dopo una stagione di siccità e prelievi sconsiderati da parte di un gestore idrico che non tiene in considerazione la tutela ambientale del nostro territorio. Il nostro lago e’ solo un bacino idrico e non una fonte inesauribile. Un evento organizzato spontaneamente da cittadini del territorio”, scrivono i cittadini dei territori lacustri.

Perché il Lago di Bracciano è in pericolo?  

Foto di Francesca Guidi

È una situazione che ormai va avanti da tempo, da un lato c’è un problema legato alla siccità, ma quello principale e sostanziale è legato alle captazioni di acqua. Solo nel mese di agosto, i carabinieri hanno sequestrato sistemi di captazione di acqua, cioè pompe idrauliche, su terreni privati in prossimità del Lago di Bracciano e venti persone sono indagate per inquinamento ambientale colposo.

Che vuol dire? In poche parole, c’erano venti punti in cui l’acqua veniva aspirata dal bacino, senza autorizzazione. Unendo questo fattore alla siccità, Acea ha abbassato la pressione notturna dell’acqua a Roma, con conseguente crisi idrica.

Ne avevamo parlato qui:

Adesso, dopo la rivolta dei sindaci, anche i cittadini di Anguillara Sabazia, Bracciano, Trevignano Romano fanno sentire la loro voce, esasperati da un continuo rimpallo di responsabilità.

“Così facendo – scrivono - dimostreremo la nostra preoccupazione per quel lago depresso che vediamo spegnersi di giorno in giorno”.

 

 

 

Foto di Francesca Guidi

Flashmob #muoiodisete, programma

Ecco il programma della giornata pubblicato su Facebook:

Ci saranno vari gruppi che parteciperanno all'evento camminatori runner e motociclisti, runner e camminatori partiranno da Cesano a diversi orari per raggiungere il punto di incontro che è lungo lago via Reginaldo Belloni di fronte al bar principe dove c'è uno slargo nella passeggiata e l'accesso alla spiaggia.

Chi invece vuole venire direttamente sul lungolago l'orario è alle 18:30.
Li attenderemo l'arrivo dei vari gruppi partiti da Cesano una volta che saranno arrivati ad un nostro segnale verrà sollevata una scritta sulla spiaggia ossia il grido del lago #muoiodiseste.

Ad un altro segnale i partecipanti potranno accedere alla spiaggia ordinatamente e versare l'acqua delle bottiglie nel lago dovrà essere una cosa fatta tutti insieme in modo da dare effetto di unità, dopodiché una volta che tutti avranno finito di versare l'acqua partirà un lungo applauso di un minuto per il nostro lago.

Chiediamo ai partecipanti di indossare una maglia bianca e di venire muniti con una bottiglia d'acqua già piena, all'evento saranno presenti vari media tra cui giornalisti vi chiediamo di non lasciare interviste ,alcuni magari potrebbero travisare e scrivere articoli che lancerebbero un messaggio diverso da quello che vogliamo dare.

Lasciamo le interviste agli esperti che parteciperanno anche loro data la situazione delicata si potrebbe travisare il messaggio e rigirarlo a nostro sfavore il nostro intento è salvare il lago di Bracciano non deve diventare una battaglia politica...

Detto ciò vi lascio gli orari per chi vuole partecipare e partire da Cesano:

Questo è il programma per i camminatori:
1' APPUNTAMENTO: 15:35 Stazione di Anguillara per lasciare le auto e prendere il treno delle 15:43 per Cesano;
2' APPUNTAMENTO: 15:53 Stazione di Cesano
Avvio verso via della Stazione di Cesano
3' APPUNTAMENTO: 16:30 Via della Stazione di Cesano, all'incirca alla altezza della Parrocchia San Giovanni Battista 402, nel pressi della fontanella dalla quale si riempiranno le bottiglie di acqua;
Avvio per il percorso a piedi di circa 1:40 h verso Anguillara (si effettueranno percorsi carrabili sia asfaltati che sterrati, munirsi di scarpe adatte e acqua da bere)
4' APPUNTAMENTO: 18:30 Parcheggio dei Giardini dei pescatori per radunarsi tra camminatori e con gli altri gruppi;
5' ed ultimo APPUNTAMENTO: Spiaggia lungo via Reginaldo Belloni altezza del bar Principe dove ci sono le rampe di accesso alla battigia.

Chiunque può partecipare ed inserirsi nel percorso dove meglio crede, sarebbe opportuno informarmi per avere idea del numero dei partecipanti, quanto meno per attenderli, anche se il tutto è privo di una struttura organizzativa alle spalle che possa fornire assistenza o soccorso, quindi ognuno interviene sotto la propria responsabilità.

Appuntamento per i runner:

1-appuntamento lungo Via della Stazione di Cesano all'incirca all'altezza della Parrocchia San Giovanni Battista 402 alle ore 17:15
2- APPUNTAMENTO: 18:30 Parcheggio dei Giardini dei pescatori per incontrarsii tra camminatori e con gli altri gruppi;
3- ultimo APPUNTAMENTO: Spiaggia lungo via Reginaldo Belloni altezza del bar Principe dove ci sono le rampe di accesso alla battigia.

Dominella Trunfio

Foto cover di Alessandra Finiti

Terremoto 8.1 in Messico, 5 morti: è massima l'allerta tsunami

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Published in: Ambiente

Non c'è pace per il Centro America. Dopo il terribile uragano Irma che sta flagellando i Caraibi, anche il Messico rischia, a causa del violento sisma che si è verificato alle 23.49 ora locale a una profondità di 87 km. 

Come spesso accade in questi casi, è battaglia di numeri con il grado di magnitudo. Per l'Ingv è 8.0, per l'Usgs è 8.1, mentre molti giornali stranieri riportano 8.4 di magnitudo. Purtroppo ciò che davvero conta, al momento, è mettere in salvo le persone rimaste sotto le macerie.

Il bilancio delle vittime è provvisorio ma i morti confermati sono 5, di cui 3 in Chiapas e 2 in Tabasco. Il presidente messicano Enrique Peña Nieto ha confermato che tre delle vittime vivevano nella città di San Cristobal de las Casas, nello stato meridionale di Chiapas mentre le altre due sono rimaste sotto le macerie della loro abitazione.

Il governatore del Chiapas Manuel Velasco ha disposto l'evacuazione delle città costiere per l'allerta tsunami e ha riferito che il terremoto ha inflitto molti danni alla regione. Alcuni ospedali sono privi di energia elettrica e sono tante le case crollate.

Foto

Reporte final del Sismológico: #sismo magnitud 8.4 https://t.co/STvSENOvh4

— Manuel Velasco (@VelascoM_) 8 settembre 2017

Chiapas e Oaxaca sono le due province più vicine all'epicentro, hanno una popolazione pari a 7 milioni di persone e sono tra le più povere del Messico.

#Breaking #Messico #Terremoto
Video da #Chiapas, dove il mare sembra ritirarsi a causa del terremoto e del conseguente rischio di #Tsunami. pic.twitter.com/WwvYU6ldjt

— Ermes News (@ermes_news) 8 settembre 2017

Alerta de tsunami en Chiapas y Oaxaca. #temblor #Chiapas Tsunami #terremotomx #CDMX https://t.co/PtyTPBjfa2 pic.twitter.com/1xDDSQ4rNO

— La Jornada (@lajornadaonline) 8 settembre 2017

Al momento, il Pacific Tsunami Warning Center ha segnalato che le onde tsunami più grandi giunte sulle spiagge del Messico erano alte 1 metro. Secondo il PTWC, non c'è rischio tsunami per le Hawaii.

AGGIORNAMENTI VIA TWITTER:

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Francesca Mancuso

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The Gates of Hell: la porta dell'inferno che brucia da quarant'anni (VIDEO)

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Published in: Asia

Negli anni Settanta, l’Unione Sovietica aveva appiccato il fuoco in una cavità sotterranea piena di gas, certamente inconsapevole che quel rogo non si sarebbe spento mai più. L’enorme cratere è nel deserto del Karakorum, in Asia Centrale ed osservabile dal villaggio di Derweze, abitato da popolazioni nomade.

Durante il regime comunista, un team di geologi inviati da Mosca aveva scoperto una camera sotterranea di metano, un lauto bottino da recuperare con interventi di trivellazione ai fini commerciali.

A lungo andare però il terreno collassa, creando un enorme buco con fuoriuscita di gas. Ma c’è chi penso bene di appiccare fuoco, convinto che il rogo si sarebbe spento in poco tempo. Nel frattempo, sono passati quasi quarant’anni e la porta dell’inferno non accenna a spegnersi.

 

Da tempo, si cerca una soluzione per questo cratere profondo 20 metri, ma all’orizzonte c’è solo la certezza del presidente Gurbanguly Berdimuhammedow che non vuole bloccare lo sviluppo nell’area dei giacimenti di gas naturale, unica fonte economica della repubblica centroasiatica.

Altri luoghi incredibili:

15 PAESAGGI SURREALI, TANTO BELLI DA NON SEMBRARE VERI

Quel che si vede oggi è uno scenario da film di fantascienza e paradossalmente l’area è diventata una meta turistica.

Guardate:

Dominella Trunfio

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This is our yoga: il documentario italiano sul lato umano dello yoga (VIDEO)

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Published in: Yoga

Lo yoga è una disciplina nata in India e di origini antichissime. Oggi si è diffusa sempre più capillarmente in tutto il mondo, Italia compresa. Ma qual è il panorama dello yoga nel nostro paese? Ce lo svela il primo documentario sullo yoga in Italia dal titolo “This is our yoga” realizzato raccontando le storie di 13 insegnanti.

Questo lungometraggio ci offre dunque l'opportunità di conoscere meglio questa disciplina scoprendola attraverso i racconti delle persone che la vivono ogni giorno e la praticano seguendo diverse tradizioni e sfumature: Hatha Yoga, Vinyasa Yoga, Ashtanga Yoga, Kundalini Yoga, ecc.

Il lungometraggio, prodotto da Davide Paolini, fondatore e titolare di ReYoga, marchio di prodotti per la pratica yoga, si propone di portare alla scoperta della dimensione più profonda di questa disciplina, quella umana, in cui persone si incontrano, condividono il proprio punto di vista, le esperienze e ovviamente la pratica. Così il produttore ha commentato il suo lavoro:

“This is Our Yoga è un viaggio alla scoperta della forma più vera dello yoga, quella raccontata dalle persone che contribuiscono ad arricchire il panorama odierno di questa disciplina. Per ringraziarle, farle conoscere e trasmettere anche una minima parte di quello che hanno nel loro cuore, abbiamo dato vita a questo progetto. Una bella avventura che ci auguriamo non fnisca qui, ma che possa crescere portandoci ad incontrare e dar voce a tante altre belle persone”.

Gli insegnanti raccontano cosa è per loro lo yoga, trasmettono i valori alla base del loro essere “maestri” e spiegano come si è svolto il proprio percorso spirituale e fisico che li ha portati ad entrare in questo "mondo". Il risultato finale che si vuole ottenere è quello di far conoscere meglio la disciplina diffondendone la cultura e magari anche avvicinando nuove persone alla pratica.

Il regista del documentario, Andrea Pietrella sottolinea infatti che:

“Molti credono che lo yoga sia una disciplina esclusivamente spirituale, statica, noiosa e che non appartiene alla nostra cultura. Con questo documentario vogliamo contribuire a sfatare questi miti, dando voce alle molteplici sfumature dello yoga che ormai hanno preso piede e si sono radicate anche nella cultura occidentale. Vogliamo farlo attraverso le storie di chi ha fatto dello yoga la sua vita: insegnanti di grande rilievo in ambito nazionale ed internazionale ma anche, soprattutto, persone stupende”.

Per farvi un’idea potete guardare il trailer del documentario:


Se invece volete godervelo tutto, ecco il video gratuito messo a disposizione da ReYoga:

Per approfondire i benefici dello yoga leggi anche:

Francesca Biagioli

Friggitelli in padella

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Published in: Ricette

Dal sapore deciso ed appetitoso, i friggitelli in padella sono cotti con aglio ed olio extra vergine d'oliva, e qualche pomodorino maturo per insaporire ulteriormente.
Se siete amanti dei sapori piccanti, e fra i commensali non ci sono bambini, si potrà aggiungere fra gli ingredienti anche del peperoncino. Da servire sia caldi che a temperatura ambiente, i friggitelli in padella possono essere preparati anche in anticipo.

Ingredienti
  • 1 Kg di friggitelli (o cornaletti)
  • 2 spicchi d'aglio
  • 200 gr di pomodorini ben maturi
  • 4 bicchieri d'acqua
  • olio evo q.b.
  • sale q.b.
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  • Tempo Preparazione:
    90 minuti
  • Tempo Cottura:
    40 minuti
  • Tempo Riposo:
    -
  • Dosi:
    per 4 persone
  • Difficoltà:
    bassa
Come preparare i friggitelli in padella: procedimento
  • Lavare i friggitelli, recidere il picciolo e svuotarli internamente dei semi e dei filamenti bianchi,
  • sbucciare l'aglio e metterlo in una padella capiente insieme all'olio,
  • lavare i pomodori,tagliarli a spicchi ed aggiungerli nella padella insieme ai friggitelli.
  • Porre sul fornello ed iniziare a rosolare senza però soffriggere,
  • aggiungere quindi l'acqua, regolare di sale e cuocere per circa cinquanta minuti o comunque fin quando l'acqua di cottura non si sarà quasi del tutto consumata.
  • Una volta pronti i friggitelli in padella potranno essere serviti sia caldi che a temperatura ambiente.

 

Come conservare i friggitelli in padella:

I peperoni friggitelli potranno essere conservati in frigorifero per circa due giorni purché riposti in appositi contenitori ermetici.

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Ilaria Zizza

Colori da piante e minerali dalle mani dell'artigiano

Il Cambiamento - feed -

Prepara colori naturali utilizzando principalmente le piante e lavora pigmenti minerali naturali, poi da questi prepara acquerelli. Lui è Carlo Ferrara e ha messo in piedi un'attività per fornire a chiunque voglia avvicinarsi alla pittura e all'arte una scelta di materie prime completamente naturali. «Per ricollegarsi alla natura» spiega.

Grano bio conservato insieme ai concimi: maxi sequestro dei Nas

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Published in: Prodotti biologici

L'ultima è quella del Nucleo Antifrodi Carabinieri di Salerno, che ha sequestrato 380 quintali di grano duro “biologico” in provincia di Potenza.

All'origine del sequestro, la cattiva conservazione del grano, tenuto nelle vicinanze di concimi, spiegano i Nas, secondo i quali la modalità di conservazione non rendeva il prodotto sano e sicuro.

Il grano sequestrato ha un valore commerciale di 13.500 euro.

“Il prodotto veniva sottoposto a restrizione a salvaguardia dei consumatori, configurandosi la reale sussistenza di un grave ed imminente pericolo a danno della salute pubblica” si legge nel comunicato.

L'ennesima conferma del fatto che i controlli sul settore del biologico, che dovrebbe essere sinonimo di genuinità e qualità, sono molto severi, anche alla luce dei numerosi scandali sul falso bio.

Di contro, il biologico vero esiste. Tanti lavoratori, agricoltori e imprenditori ne hanno fatto una scelta di vita e quotidianamente si impegnano a coltivare e realizzare prodotti il più possibile naturali. Proprio per questo i controlli devono essere d'aiuto a smascherare il falso bio che indubbiamente esiste.

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Le piccole realtà dislocate in tutta Italia sicuramente sono il punto di partenza, il vero biologico parte da loro, ancor prima che dai prodotti della grande distribuzione.

Francesca Mancuso

Con uno starnuto, ecco come votano i cani selvatici africani

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Il loro nome corretto è licaoni, ma sono conosciuti dai più come cani selvatici africani che secondo gli etologi, quando starnutiscono, non lo fanno solo per liberare le vie aeree. Starnutire sarebbe un meccanismo di voto per decidere o meno, se andare a caccia.

Durante lo studio, gli esperti hanno osservato il loro comportamento e hanno così notato che prima di ogni caccia, vi fosse una serie di starnuti. Sappiamo benissimo che tutti gli animali sociali agiscono con il consenso del branco, anche a costo di andare contro la decisione del capobranco. 

Come si legge nello studio, i ricercatori parlano di voti e addirittura di un quorum per iniziare la caccia. Ma c’è di più. Ovviamente lo starnuto del capobranco ha un peso maggiore, anche se alla fine a prevalere è comunque la volontà del gruppo.

La ricerca è stata condotta da un team dell’Università australiana de New South Wales che ha seguito cinque branchi nel Botswana, sia all’interno che all’esterno della Moremi Game Reserve. L’esperimento è stato effettuato tra il 2014 e il 2015, ma i risultati sono stati resi noti in questi giorni. Sessantotto esemplari sono stati dotati di radiocollare con onde Vhf.

I licaoni, dunque, prima di ogni caccia, si riuniscono e a seconda degli starnuti iniziano o meno un raid di caccia. Attraverso un gesto semplice sembrerebbe che ci sia una società animale altamente democratica.

Meravigliosi animali:

"All’inizio era solo sospetti, poi l’esperimento ha confermato i nostri sospetti. Più starnuti facevano e più c’era la probabilità che si uscisse a caccia”, ha detto in una nota Neil Jordan, professore dell’ University of New South Wales.

Ma come dicevamo non tutti gli starnuti sono uguali, se la coppia dominante di licaoni non interviene nella votazione, ci vogliono almeno dieci starnuti in più ( tanto vale la loro votazione). Insomma, l’ennesima dimostrazione di quanto siano straordinari gli animali.

Dominella Trunfio

The last honey hunter: il documentario sull'ultimo uomo che raccoglie miele allucinogeno in Nepal (FOTO E VIDEO)

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Per realizzarlo il produttore Ben Ayers ha lavorato con i registi Renan Ozturk e Ben Knight e la collaborazione di National Geographic. Il documentario racconta la storia di Mauli Dhan Rai, un uomo di 58 anni che raccoglie questo particolare miele da quando ne ha 16.

Per capire meglio dobbiamo però fare un passo indietro...

Tra le montagne della valle del fiume Hongu in Nepal vive il popolo animista dei Kulung, tra di loro c’è appunto Mauli Dhan Rai, che si ritiene scelto dagli dei per compiere il rito della raccolta del miele. C’è un sistema ben specifico per capire chi deve assumere questo ruolo, la comparsa di un sogno molto particolare in cui si è intrappolati da un ragno sulla scogliera e si è salvati grazie all'intervento di una grande scimmia bianca. Mauli è appunto l’ultimo "prescelto" che ha fatto questo sogno e in grado dunque, per il popolo Kulung, di assolvere al compito molto rischioso di raccogliere il miele.

Perché rischioso? Ebbene quest’uomo agile, forte e muscoloso non si occupa di raccogliere un miele qualsiasi in condizioni normali. Per arrivare al dolce nettare delle api è necessario infatti arrampicarsi su delle scalette fatte di corda fino a raggiungere le pareti di roccia che arrivano ad essere alte anche 100 metri (inutile dirvi che non vi è è alcuna misura sicurezza). Ma l’impresa non finisce qui: l’uomo deve poi scacciare le api (sono di una specie tra le più grandi al mondo) con del fumo e cercare di prendere il famoso miele senza essere attaccato dallo sciame (non indossa la tuta da apicultore ma una semplice maglia).

Uno scenario davvero inimmaginabile che però ora è sotto gli occhi di tutti grazie a questo documentario in cui si può vedere Mauli insieme ad una squadra di assistenti (tra cui Renan Ozturk, filmaker e fotografo) che compiono la difficile impresa arrampicandosi ed estraendo il miele che ha effetti allucinogeni e per questo è diventato merce lucrativa apprezzata soprattutto nei paesi asiatici.

LEGGI ANCHEGLI ULTIMI CACCIATORI DI MIELE NELLE FOTO DI ANDREW NEWEY

Come ha raccontato in un articolo sul National Geographic, Mark Synnott, che ha preso parte alla spedizione, in determinati periodi dell'anno (soprattutto in primavera) quel miele assume delle caratteristiche molto particolari. Grazie ad alcune  tossine contenute nei fiori di cui si nutrono le api si viene a produrre un miele di colore rosso che offre sensazioni simili a quelle della marjuana. I nepalesi lo utilizzano come rimedio naturale a piccolissime dosi.

Guardate con i vostri occhi il video che riporta un estratto di ciò che sono riusciti a fare, il "dietro le scene":

Un'impresa ardua ed emozionate per tutti coloro che vi hanno partecipato (ma almeno la troupe era assicurata con delle imbragature!). Quando Mauli non ci sarà più chi prenderà il suo posto? Sarà davvero lui l'ultimo "cacciatore di miele" del Nepal?


Francesca Biagioli
Foto: nationalgeographic.com

Le straordinarie immagini aeree dell'Artico che nascondono un orso polare

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Published in: Animali

Le temperature elevate infatti hanno trasformato l'area, caratterizzata dal ghiaccio, in una terra di lagune e ruscelli. I giganti blocchi ghiacciati si stanno sgretolando creando degli arcipelaghi.

Le suggestive foto sono state scattate da Florian Ledoux, fotografo di 28 anni che ha sorvolato l'isola di Baffin nella provincia di Nunavut, lo stato più settentrionale e più vasto del Canada, nel Circolo Artico. Immagini bellissime soprattutto perché a una visione più attenta sono riuscite ad immortalare un orso polare che cerca di farsi spazio tra ghiacci e canali. 

Chi è in grado di individuare l'orso polare presente in questa foto?

Non è uno scherzo. Seppur minuscolo, l'orso c'è davvero. Basta concentrarsi per scovarlo. L'animale sembra una semplice macchia sull'arcipelago formato dal ghiaccio.

Ecco la serie di immagini diventate una sfida virale. Se non volete rovinarvi il gioco, non andate avanti a vedere le foto ma fermatevi a questa.

Se invece non siete riusciti a trovarlo scorrete lentamente fino all'ultima foto per capire dove si trova l'orso.

     

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Una minuscola macchia che si staglia nei ghiacciai artici.

Francesca Mancuso

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