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Loukoumaki, il cagnolino sopravvissuto miracolosamente all'incendio che ha devastato la Grecia (VIDEO)

GreenMe -

Si è salvato nascondendosi in un barbecue. Un piccolo miracolo dopo l’incendio che ha devastato l’Attica in Grecia causando la morte di 91 persone. Ma per questo cane la storia per fortuna è a lieto fine.

Per riparasi dalle fiamme si era nascosto in un forno da barbecue in un bosco nell'area di Mati, la cittadina di mare devastata dagli incendi in Grecia lo scorso 23 giugno.

Il cane era così spaventato che per convincerlo a uscire ci sono volute due ore e mezza. Si era accucciato in fondo, tutto ricoperto di cenere e polvere, assieme ad un altro cagnolino anche lui salvo. Al momento non si sa chi sia il proprietario dei due cani.

Il video è stato pubblicato su Facebook da Artemis Kyriakopoulou la donna che ha trovato il cane.

“Era ferito, con ustioni, ed era affamato, lo abbiamo portato da un veterinario e ora sta meglio”, ha scritto la donna nel post.

Il cagnolino ribattezzato Loukoumakis è stato curato e si sta lentamente riprendendo. Intanto continuano le indagini per appurare la natura degli incendi.

Sono centinaia gli animali feriti salvati nelle zone colpite dai roghi, in particolare a Mati e nella località di Kineta. A una settimana dagli incendi, sono più di 350 quelli trovati nelle due aree.

Dominella Trunfio

Ecco chi erano i primi abitanti di Stonehenge

GreenMe -

I primi abitanti di Stonehenge? Sicuramente provenivano dal Galles. A stabilirlo è un nuovo studio che ha esaminato i resti di ossa carbonizzati trovati all’interno del sito megalitico.

Quando parliamo di Stonehenge facciamo spesso riferimento al mistero della struttura monolitica pensando soprattutto alla provenienza delle materie prime.

Adesso i ricercatori dell'Università di Oxford in collaborazione con università di Parigi e Bruxelles, hanno dimostrato che gli uomini cremati a Stonehenge provenivano dalla stessa regione del Galles, lontana 150 chilometri, da cui arrivano le pietre utilizzate nelle costruzioni.

Come sono arrivati alla scoperta?

Il team ha analizzato i resti di ossa carbonizzate, frutto di una cremazione, trovati nelle sepolture risalenti a 5mila anni fa intorno a Stonehenge arrivando alla conclusione che gli abitanti provenivano dal Galles.

Una scoperta pubblicata sulla rivista Nature Scientific Reports che avvalora ancora di più la testi della provenienza delle pietre usate nella prima fase di Stonehenge, le cosiddette blustone, importate dalle Preseli Hills, nel Galles.

Il team ha chiesto il permesso di Historic England e English Heritage per analizzare le ossa del cranio cremate appartenenti a 25 individui. Il test ha previsto l'estrazione degli isotopi dello stronzio che possono rivelare dove le persone hanno trascorso gli ultimi anni della loro vita dall'osso cremato.

Come sappiamo Stonehenge è stato usato come luogo di cremazione e di sepoltura. I test sono stati condotti su frammenti di teschi ritrovati nei "fori di Aubrey", un cerchio di 56 fosse al di fuori dell’attuale cerchio di pietra.

Foto

Prima si pensava che i pozzi contenessero pali di legno, ma scavi recenti hanno trovato schegge di bluestone. Una delle ipotesi è che le buche ospitassero il primo cerchio di massi, che poi sono stati ripetutamente riordinati per secoli.

Come si legge nello studio, le prime ossa sono state datate intorno al 3mila a.C. e coprono un arco di tempo di circa 500 anni. Secondo gli archeologi che hanno condotto la ricerca “la varietà di date fa sorgere la possibilità che per secoli le persone potessero essere portate a Stonehenge per essere sepolte con le pietre”.

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Dominella Trunfio

Papa Francesco dichiara inamissibile la pena di morte. Cosa significa questo per gli Stati Uniti?

BuoneNotizie.it -

Con una revisione del paragrafo n. 2267 del Catechismo della Chiesa Cattolica Papa Francesco ha dichiarato la pena di morte “inamissibile perchè attenta all’inviolabilità e dignità della persona.”

Questa azione pone un cambiamento definitivo negli attegiamenti della Chiesa, e sarà una sfida per politici e giudici cattolici i quali fino ad adesso avevano potuto essere favorevoli alla pena di morte argomentati dal fatto che la loro fede non fosse del tutto contraria alla condanna. Fino ad oggi infatti, prima del cambiamento apportato da Papa Francesco, la dottrina cattolica accettava la pena capitale solo nel caso in cui fosse “l’unica via praticabile”. Questo è stato per molti cattolici un aperto permesso ad essere in molti casi a favore alla pena di morte.

Francesco ha però ora dichiarato che ogni tipo di esecuzione è inacettabile, perchè in ogni caso è un attacco alla dignità umana e che da ora in poi il Vaticano lavorerà con determinazione all’abolizione mondiale della pena capitale, aggiungendo questo compito alle sue altre due grandi missioni: la difesa dell’ambiente e dei rifugiati.

La maggioranza degli stati ha già abolito la pena di morte stando alle registrazioni di Amnesty International, in particolare le zone di profonda fede Cattolica come l’Europa e l’America del Sud dove ogni nazione ha già da tempo abbandonato la pena capitale. A subire più fortemente la revisione del paragrafo del Catechismo saranno gli Stati Uniti d’America, dove solo 18 stati si dichiarano abolizionisti, ma anche solo il 22% della popolazione si dichiara cattolica.

Gli Stati Uniti sono attualmente uno dei 56 stati del mondo, ma unico paese occidentale, in cui è prevista l’applicazione della pena di morte. E’ dunque da aspettarsi che presto la Chiesa spingerà ad un dialogo con l’amministrazione Trump chidendo un addolcimento sulla posizione del governo verso la pena capitale. Soprattutto data la recente richiesta di Trump al Dipartimento di Giustizia dove il Presidente chiedeva la pena di morte per criminali con accuse di traffico di droga, dichiarando che fosse uno “spreco di tempo” non giustiziarli.

Non sarebbe la prima volta che Trump e Papa Francesco non concordano sulle loro politiche. Già precedentemente si sono trovati agli opposti sul tema migranti, con la richiesta di Papa Francesco a tutte le nazioni globalmente di aprire i propri confini a coloro che scappavano da fame, guerra e persecuzioni. Trump, ricordiamo, aveva risposto con il blocco totale delle entrare clandestine dal Messico. E così in precedenza si erano scontrati sul tema ambientale, con l’uscita degli Stati Uniti dall’accordo di Parigi.

Il nuovo paragrafo metterà sicuramente spalle contro il muro anche molti governatori e giudici cattolici americani i quali fino ad ora potevano dichiararsi a favore e anche presiedere a delle esecuzioni utilizzando la scappatoia della “unica via praticabile”. Oltre ciò, molti cittadini cattolici, fino ad ora favorevoli alla pena di morte, ma non invece per esempio all’aborto (ProLife movement) potrebbero ora cambiare la loro posizione, facendo pressione su politici locali e governatori.

Cara H. Drinan, professoressa in legge alla Catholic Univeristy of America a Washington ed esperta in riforme della giustizia criminale ha dichiarato che la comunità cattolica è pronta ad accettare questo cambiamento perchè “è perfettamente allineato con gli altri insegnamenti cattolici su l’etica e il valore della vita. Anche se, ci sarà sicuramente una certa resistenza”, ha ammesso la profesoressa in legge.

Queste le parole del nuovo paragrafo del Catechismo della Chiesa Cattolica, scelte da Papa Francesco per muovere un passo verso la finale e totale abolizione della pena di morte:

“Per molto tempo il ricorso alla pena di morte da parte della legittima autorità, dopo un processo regolare, fu ritenuta una risposta adeguata alla gravità di alcuni delitti e un mezzo accettabile, anche se estremo, per la tutela del bene comune. Oggi è sempre più viva la consapevolezza che la dignità della persona non viene perduta neanche dopo aver commesso crimini gravissimi. Inoltre, si è diffusa una nuova comprensione del senso delle sanzioni penali da parte dello Stato. Infine, sono stati messi a punto sistemi di detenzione più efficaci, che garantiscono la doverosa difesa dei cittadini, ma, allo stesso tempo, non tolgono al reo in modo definitivo la possibilità di redimersi. Pertanto la Chiesa insegna, alla luce del Vangelo, che “la pena di morte è inammissibile perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona, e si impegna con determinazione per la sua abolizione in tutto il mondo”.

Asia Jane Leigh

La plastica: emette gas serra se esposta al sole. Lo studio che lo conferma

GreenMe -

I danni della plastica non finiscono solo negli oceani, ma invadono anche l'atmosfera: il materiale esposto al sole emetterebbe infatti gas a effetto serra. Questa l’inquietante conclusione a cui è arrivato uno studio condotto presso l’Università delle Hawaii. Quindi non solo non si degrada per centinaia e anche migliaia di anni, ma quando succede danneggia ancora di più l’ambiente. E l’allarme è ancora più grave se si pensa al riscaldamento globale.

La produzione in serie di materie plastiche è iniziata quasi 70 anni fa e si prevede che il ritmo raddoppierà nei prossimi due decenni (con previsioni disastrose), nonostante le campagne ambientaliste e le allerte degli scienziati, che vanno dall’“eternità dei materiali”, alla formazione di sostanze chimiche a loro associate, che influiscono negativamente sugli organismi e sugli ecosistemi.

I ricercatori dell’Università delle Hawaii non si sono accontentati di quello che era già (tristemente) noto e hanno voluto indagare ancora. Hanno dunque esposto alla luce solare le plastiche più comuni, tra le quali policarbonato, acrilico, polipropilene, polietilene tereftalato, polistirolo, polietilene, materiali utilizzati per la conservazione di alimenti, tessuti e materiali da costruzione.

Tutte le materie plastiche più comuni emettono gas a effetto serra se esposte alla luce solare

E i risultati sono stati inaspettati quanto deprimenti: tutte emettevano noti gas a effetto serra (metano ed etilene), che contribuiscono all’aumento della temperatura sulla terra. Un disastro anche se si pensa che (solo per citare un esempio) il polietilene, il polimero sintetico più prodotto e scartato a livello globale, è risultato essere il più prolifico emettitore di entrambi i gas.

In particolare il team ha scoperto che il tasso di emissione dei gas di pellet vergini di polietilene aumentava nel corso di un esperimento di 212 giorni e che i loro detriti trovati nell’oceano emettevano gas a effetto serra quando esposti alla luce solare. E non solo: dopo l’esposizione l’emissione proseguiva anche senza la presenza di luce solare diretta.

212 giorni sono un tempo molto lungo? In realtà per i tempi delle plastiche è nullo: il polietilene, infatti, è stato (ed è ancora in diverse parti del mondo) il materiale più usato per i sacchetti della spesa e il suo tempo di degradazione nell’ambiente può variare dai 100 ai 1000 anni.

I ricercatori hanno poi dimostrato che le microplastiche (particelle di materiale plastico più piccole di un millimetro fino a livello micrometrico), vengono infine prodotte nell’ambiente e possono ulteriormente accelerare la produzione di gas.

“Attribuiamo alla foto-degradazione della plastica l’aumento delle emissioni di gas serra con il tempo dei pellet vergini, così come la formazione di uno strato superficiale contrassegnato da fratture e micro-fessurazioni – spiega Sarah-Jeanne Royer, autrice principale dello studio – Con il tempo, questi difetti aumentano la superficie disponibile per ulteriore degradazione foto-chimica e quindi contribuiscono ad accelerare il tasso di produzione di gas”.

Un processo disastroso che si autoalimenta

Tecnicamente si può dire che il processo è autocatalitico, ovvero si autoalimenta da solo mentre va avanti: la luce iniziale induce un processo di degradazione che provoca una serie di fenomeni tra cui la produzione di fessure e difetti all’interno del materiale.

Quando questo accade è come se ci fosse “più plastica disponibile” per ulteriore degradazione perché se un tratto prima era liscio e poi diventa “rugoso” la superficie di contatto luce-plastica aumenta. E non se ne esce più.

Allarme cambiamenti climatici

Un disastro globale ancora più preoccupante se si pensa all’aumento della temperatura sul pianeta. Anche in questo caso il fenomeno è tristemente autocatalitico: la temperatura aumenta, la plastica si degrada ed emette gas che contribuiscono ad aumentarla ulteriormente.

“La plastica rappresenta una fonte di gas traccia rilevanti per il clima che si prevede peggiorerà con la produzione e l’accumulo del materiale nell’ambiente – spiega preoccupato David Karl, autore senior dello studio - Questa fonte non è ancora prevista per la valutazione dei cicli globali di metano ed etilene e potrebbe essere significativa”.

I gas serra influenzano direttamente i cambiamenti climatici in generale, perché dal riscaldamento globale deriva anche l’innalzamento del livello del mare, la salute degli ecosistemi sulla terra e nell’oceano e le tempeste, che aumentano le inondazioni, la siccità e l’erosione.

Fortunatamente qualcosa si sta muovendo per cercare di riparare a questo disastro, come l’idea di Boyan Slat di ripulire gli oceani con un pac-man gigante, ma non basta. Di quante e quali prove abbiamo bisogno per capire che dobbiamo fermarci?

Il lavoro è stato pubblicato su PLOs One.

Sui danni della plastica leggi anche:

Roberta De Carolis

Foto: Università delle Hawaii 

Cheesecake al caffè variegata al cioccolato, ricetta senza cottura e senza zuccheri aggiunti

GreenMe -

Cheesecake al caffè variegata al cioccolato, ecco la ricetta passo passo per preparare un dolce senza cottura fresco e goloso da servire a fine pasto o all'ora della merenda. Genuina e gustosa, questa torta si prepara senza colla di pesce, addensanti e senza zuccheri aggiunti.

Una base saporita, fatta con biscotti secchi, burro e una bagna al caffè, sostiene una farcitura soda e vellutata preparata con formaggio spalmabile, panna montata, caffè e cioccolato fondente extra. Il tutto si assembla facilmente ma, come da ricetta originale, anche la nostra cheesecake al caffè dovrà riposare qualche ora in frigorifero prima di essere servita.

Essendoci il caffè, questo dolce non è adatto ai bambini, anche se potete, in caso utilizzare del decaffeinato oppure preparare per loro una cheesecake alla frutta come ad esempio una cheesecake alle fragole o una cheesecake al limone.

Ingredienti
  • 230 gr di biscotti secchi
  • 125 gr di burro
  • 5 ml di caffè
  • 10 ml di acqua
  • 350 gr di formaggio spalmabile
  • 250 ml di panna fresca da montare
  • 20 gr di cioccolato fondente extra
  • 15 gr di caffè
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  • Tempo Preparazione:
    90 minuti circa
  • Tempo Cottura:
    -
  • Tempo Riposo:
    4 ore circa
  • Dosi:
    per 6 persone
  • Difficoltà:
    bassa
Come preparare la cheesecake al caffè: procedimento

 

  • Tritare in un mixer i biscotti fino a polverizzarli e nel frattempo sciogliere il burro,
    versare il burro nel robot da cucina e amalgamarlo alla polvere di biscotti.
  • Foderare con della carta forno uno stampo con fondo estraibile o con anello a cerniera, mettere al suo interno il composto di biscotti e burro e livellarlo compattandolo e andando a così coprire tutto il perimetro della tortiera, quindi riporre in frigorifero per circa mezz'ora.
  • Trascorso il tempo di riposo preparare la bagna mescolando insieme l'acqua con i cinque millilitri di caffè, quindi prendere lo stampo e inumidire la base di biscotti con la bagna appena preparata, tamponandola semplicemene con un pennello da cucina, rimettere in frigorifero e attendere un'altra mezz'ora.
  • Preparare ora la farcia lavorando insieme il formaggio spalmabile con il caffè, montare quindi la panna, e amalgamarla delicatamene al formaggio e al cioccolato spezzettato grossolanamente con un coltello,
  • farcire quindi la base di biscotti con il composto appena preparato, livellarlo con una spatola,
  • se si vorrà decorarlo in superficie basterà mettere da parte un po' di composto, trasferirlo in una sac-a-poche con bocchetta a stella e fare con questa dei riccioli sulla superficie del dolce,
  • cospargere con ulteriore cioccolato e riporre in frigorifero per almeno quattro ore.
  • Trascorse le quali la cheesecake al caffè variegata al cioccolato potrà essere servita.
Come conservare la cheesecake al caffè variegata al cioccolato:

La cheesecake al caffè variegata al cioccolato dovrà essere riposta sempre in frigorifero, coperta da pellicola alimentare, e dovrà essere consumata entro un paio di giorni.

N.B.

Se se preferisce aggiungere del dolcificante al dolce si potrà lavorare con il formaggio spalmabile 50 gr circa di zucchero di canna a velo.

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Ilaria Zizza

Dimmi quale maschera scegli e ti dirò chi sei

GreenMe -

I test della personalità ci aiutano a comprendere le nostre emozioni e come ci rapportiamo con gli altri. Scegli una di queste maschere e scoprirai qualcosa in più del tuo modo di essere.

Un test curioso che svela un lato del proprio carattere, magari quello nascosto che non si sapeva di avere. Per farlo bastano pochi minuti e nessun impegno. Come ribadiamo sempre, i test non hanno in tasca la verità assoluta, sono dei semplici giochi e come tali vanno presi.

Basta scegliere una di queste maschere e vedere il profilo al quale corrispondono. Dopo l'immagine troverai le soluzioni.

 

1) PERSONA POSITIVA

Se hai scelto la prima maschera, sei una persona che cerca di vedere sempre il lato positivo delle cose. Non è sempre facile, ma questo non ti impedisce di provarci. Il tuo ottimismo ti aiuta ad affrontare i momenti difficili. Ma a volte, puoi allontanarti un po' dalla realtà, perché tendi ad essere sognatore. La tua grande sfida? Avere i piedi per terra senza perdere la visione positiva delle cose.

2) PERSONA COMBATTIVA

Se hai scelto la seconda maschera, vedi la vita come un campo di battaglia che non esiti ad affrontare. Questo ti aiuta a superare gli ostacoli e in generale a raggiungere i tuoi obiettivi. Il problema è che a volte, puoi sentirti molto stanco e anche un po' solo nelle tue battaglie. La tua sfida? Imparare a rilassarti e ritagliarti del tempo del tempo per divertirti.

3) PERSONA AVVENTUROSA

Se hai scelto la terza maschera sei una persona avventurosa. Ami che la vita ed è per questo che vuoi sempre vivere nuove esperienze. A volte, questo può portarti ad essere fuori dagli schemi. Ti interessa vivere con intensità ma a volte, trascuri il tuo mondo interiore. La sfida? Coltiva ​​il tuo io, senza perdere la tua energia.

4) PERSONA ANSIOSA

Se hai scelto la quarta opzione, è possibile che la vita ti generi un po' di ansia. Sei una persona molto attiva e laboriosa, fai sempre qualcosa e, in generale, le cose ti riescono bene. Però tendi a stressarsi perché vuoi fare tutto nel migliore dei modi. La sfida? Capire che non sei superman.

5) PERSONA CONTEMPLATIVA

Se hai scelto la quinta maschera, hai un atteggiamento contemplativo. Sei una persona che analizza molto le cose, ed è per questo che prima di prendere una decisione ci metti davvero un bel po'. Questo ti rende molto ragionevole, ma a volte può farti perdere la capacità di agire. La tua grande sfida? Buttarti!

6) PERSONA SOTTOMESSA

Se hai scelto la sesta maschera, hai un atteggiamento un po' sottomesso nei confronti della vita. Non ti piace generare discordia e di solito mantieni un profilo basso. Cerchi di evitare argomenti perché ti danno fastidio le polemiche e fuggi sempre da tutti i conflitti. Il problema è che poi hai difficoltà a imporre la tua voce quando hai davvero bisogno di qualcuno che ti aiuti e capisca. La sfida? Non avere paura di dire ciò che pensi.

Vi siete ritrovati in qualche profilo?

Altri simpatici test:

Dominella Trunfio

Cambogia: tra voto e democrazia, l’avventura del Partito Radicale Transnazionale

BuoneNotizie.it -

Sabato 29 agosto 2018 è terminata la campagna elettorale in Cambogia. Dopo domenica, giorno di elezioni e silenzio elettorale ecco i risultati: tutti i seggi al parito al potere.

Questo risultato non sorprende, tenendo conto della potenza e i mezzi del Partito Popolare Cambogiano, al potere ormai dal 1985, quando il suo leader Hun Sen, ex membro del  regime comunista dei Khmer rossi, reintrò dal suo esilio dopo l’invasione da parte del Vietman.

Hun Sen, 65 anni, primo ministro Cambogiano dal 31 dicembre 1984, è da allora rimasto al potere rafforzando sempre più il controllo sui parititi di opposizione, ora quasi del tutto inesistenti, e i media. Già nel 1987 fu accusato da Amnesty International di torturare prigionieri politici e possibili leader dell’opposizione, ma il vero cambiamento è avvenuto questo Novembre con l’annuncio della dissoluzione del secondo principale partito politico del paese, il Partito del Riscatto Nazionale Cambogiano (PRNC). I membri del Partito, che alle elezioni del luglio 2013 aveva preso ben il 44% dei voti, sono dovuti fuggire dalla Cambogia e la maggior parte di loro vive oggi in Europa.

E’ stato cosi che la debole democrazia cambogiana, mantenendo la sua facciata grazie alle comunque ancora presenti elezioni legislative e sistema parlamentare, si è progressivamente trasformata in regime autoritario sotto gli occhi di tutto il mondo. Tra questi occhi, anche quelli delle varie delegazioni internazionali mandate ad osservare lo svolgimento di queste ultime elezioni. Molte di queste però sono state definite dalla stessa BBC come “monitoratori zombie” il cui unico scopo è stato quello di assecondare il Partito Popolare Cambogiano al potere, dando così più rispettabilità a Hun Sen e alle sue elezioni farsa. Tra questi osservatori, molti sono provenienti da gruppi politici populisti e nazionalisti, membri Ukip ed Euroscettici, messi in sostituzione agli ufficiali Osservatori dell’Unione Europea.

 “Opposizione? Io non ne so nulla, il mio lavoro era quello di venire qua, seguire le elezioni e riportarne lo svolgimento ed è ciò che ho fatto”, ha commentato Richard Wood, membro Ukip che ha definito le elezioni di domenica 30 agosto “libere e giuste”.

Non tutte le delegazioni hanno però sottovalutato il loro compito, tra cui la delegazione capeggiata da Matteo Angiolini, membro delle Presidenza del Parito Radicale NonViolento Transnazionale e Transparitito, riconosciuto come organizzazione non governativa con status consultivo presso le Nazioni Unite . La delegazione, formata da Angiolini stesso, Francesco Radicioni, corrispondente dall’Asia per Radio Radicale, Roberto Rampi Senatore della Repubblica Italiana, e il Senatore Giapponese del Partito Democratico Yukihisa Fujita hanno utilizzato la loro permaneza nella capitale Phnom Penh per incontrare e ascoltare le voci della restante opposizione e degli uomini e delle donne che in Cambogia ancora si battono per la libertà e lo stato di diritto.

Delegazione del Parito Radicale NonViolento Transnazionale e Transpartito. (da sinistra verso destra Matteo Angiolini, Roberto Rampi, Yukihisa Fujita, Teav Vannol e Francesco Radicioni)

Uno degli incontri più interessanti è stato quello con Teav Vannol, uno dei pochi ex deputati del Partito di oppozione del Riscatto Nazionale Cambogiano eliminato da Hun Sen nel Novembre 2017. L’incontro è avvenuto nella ex sede del partito, situato su un terreno appartenuto al leader del movimento di opposizione, poi espropiato dal governo. Vannol ha spiegato alla delegazione come il partito al potere rende impossibile una vera e libera agibilità politica, non solo usufruendo del suo potere per una impeccabile campagna elettorale, ricca di comizi, feste e manifestazioni, ma come i cittadini vengano propriamente marchiati e spinti al voto.

Il voto viene infatti effetuato immergendo l’indice in una bacinella di inchiostro, il quale rimane poi a marchiare gli elettori per la durata di una settimana, durante la quale, se marchiati i cittadini hanno diritto a benefici, tra cui sconti anche del 100% negli acquisti di consumo ordinario nei supermercati. All’opposto coloro che non portano il marchio, e quindi non hanno votato il partito unico in segno di protesta non solo non godono degli stessi benefici, ma possono anche rischiare di venire ricattati. Addirittura alcune aziende sono arrivate ad avvisare i propri operai che coloro che non avrebbero esibito il marchio di inchiostro sul dito, non avrebbero ricevuto salario per due giorni.

Foto di Roberto Rampi

Teav Vannol si è comunque dimostrato combattivo e, nonostante le condizioni e i pochi rimasti dell’ex opposizione ormai disciolta, è deciso a ricostruire il Partiro di Riscatto Nazionale Cambogiano e a riportare una vera azione politica nel proprio paese. Nonostante l’allontamento di molti esponenti dell’oppposzione e le sanzioni verso chi non vota, un 8% della popolazione ha comunque rinunciato al voto, in segno di protesta contro il regime.

Sarà compito però anche della comunità Internazionale, e in particolare di quella Europea, andare in aiuto di chi in Cambogia ancora lotta per lo Stato di diritto e la democrazia. Per questo la delegazione del Paritito Radicale Transnazionale ha avuto un incontro con gli ambasciatori dell’Unione Europea e degli Stati Uniti a Phnom Penh, discutendo quali sanzioni Bruxelles e Washington applicheranno all’ormai regime totalitario di Hun Sen. Un primo passo in questa direzione è stato il Cambodian Act emandato dal senato americano e che applica, come è successo ad altre dittature, delle norme che prevedono la possibilità di congelare i patrimoni dei dirigenti che non rispettano i diritti umani, evitando così di sanzioni al paese.

Incontro della delegazione con gli ambasciatori Americani ed Europei

“Mi auguro, ed intendo lavorare personalmente, perchè l’intervento della comunità internazionale, come nel caso della Cambogia, come in altre questioni lasciate aperte, non arrivi troppo tardi. Questo è un paese che ha avuto una storia terribile con vicissitudini incredibili, molte anche causate da giochi e intrighi delle superpotene nazionali che hanno giocato qui tante delle loro partite per poi abbandonare a sè stesso il paese”, ha dichiarato in un’interivista a RadioRadicale il Senatore del Partito Democratico Roberto Rampi il quale al reintro in Italia ha immediatamente aggiornato la Commisione Esteri, scritto all’Alto rappresentante per la politica estera Europea e intrapreso la decisone di avviare un’iniziativa italiana da portare all’Unione Europea.

“La Cambogia non prende le forme estetiche e apparenti del regime, ma in un certo senso prende la democrazia come un guscio svuotato, ma dentro non c’è niente. La democrazia non è la possibilità di votare, non è avere dei seggi, delle urne o delle schede, ma è inanzitutto il diritto alla conoscenza, all’informazione, alla libertà e al confronto.”

Asia Jane Leigh

Come le creme solari possono danneggiare l’ambiente marino: l’altra faccia della protezione dai raggi UV

GreenMe -

Le creme solari possono danneggiare gli embrioni del pesce zebra. Da una ricerca condotta presso l’Hong Kong Baptist University in collaborazione con altri centri di ricerca e il Ministero dell’Agricoltura cinesi emerge che l’utilizzo prolungato dei filtri UV può essere pericoloso per l’ambiente marino, inibendo la riproduzione di questa specie ittica.

L’indagine è stata condotta prima nelle acque della città di Shenzhen, nel sud-est della Cina, dove i ricercatori hanno trovato livelli elevati di prodotti chimici per la protezione solare. Solo successivamente le analisi hanno dimostrato che quei prodotti possono influenzare lo sviluppo degli embrioni del Danio rerio Hamilton, comunemente noto come pesce zebra, un piccolo pesce d’acqua dolce appartenente alla famiglia Cyprinidae.

In particolare i ricercatori, guidati da Kelvin Sze-Yin Leung hanno determinato i livelli di nove filtri UV comuni nelle acque superficiali della città, che è in rapida crescita con più di 20 spiagge ricreative popolari, e hanno trovato sette di loro praticamente ovunque, comprese spiagge pubbliche, un porto e, sorprendentemente, un bacino idrico e acqua del rubinetto, dimostrando l’onnipresenza dei prodotti dovuta ad un ciclo delle acque completamente compromesso.

Successivamente il team si è trasferito in laboratorio, dove ha allevato il pesce zebra, organismo modello comune, alimentandolo con gamberetti di salamoia esposti a tre delle sostanze chimiche più diffuse, da sole o in miscele. I risultati hanno dimostrato che, anche se il pesce adulto non ha avuto problemi visibili, la prole ha mostrato anomalie.

I dati sono stati particolarmente evidenti per esposizioni a lungo termine (47 giorni) e livelli elevati di sostanze chimiche (superiori a quelli che potrebbero verificarsi nell’ambiente reale.) Ma gli effetti di diversi filtri e miscele di filtri UV si verificavano in modi a volte imprevedibili, suggerendo la necessità di ulteriori studi per determinare in che modo queste sostanze chimiche influiscono sui sistemi viventi.

Foto: Environmental Environment & Technology

Proteggersi dai raggi UV è una necessità non solo estetica (per evitare arrossamenti), ma soprattutto di salute. L’esposizione a queste radiazioni infatti – ormai è dimostrato – può favorire l’insorgenza di melanomi cutanei, ovvero tumori maligni della pelle molto pericolosi se non trattati nelle fasi iniziali, nonché accelerare i processi di invecchiamento.

Ma se sulla Terra arriva un sole sempre più “malato” è comunque per colpa nostra. Le attività umane infatti hanno indebolito la naturale protezione, a causa dell’emissioni in atmosfera di sostanze inquinanti che hanno portato alla sua rarefazione, rendendola meno efficace nella sua azione di filtro.

Per riparare ai danni che noi stessi ci procuriamo, i produttori hanno quindi aggiunto filtri ultravioletti (UV) a molti prodotti per la cura personale, non solo le creme solari propriamente dette, ma anche idratanti e trucco. E non tutti sono prodotti così salutari per noi, nè per l'ambiente.

I filtri UV sono sostanze chimiche che assorbono le radiazioni UV impedendo che ad assorbirle sia la nostra pelle, ma come tutte le sostanze chimiche c'è l'altra faccia della medaglia. Come sempre, meglio rivolgersi a prodotti biologici, come creme solari con filtri minerali, per evitare danni all'ambiente.

Nel 2015 l'Environmental Working Group aveva pubblicato una classifica che bocciava i prodotti solari peggiori ed eleggeva i migliori, ricordando che purtroppo l'80% delle creme solari in vendita negli Usa (ma la classifica comprende marchi presenti anche in Italia) non funziona o contiene ingredienti preoccupanti e valutando positivamente i filtri minerali per la protezione solare.

Ma la prima vera decisione pro ambiente è arrivata solo molto recentemente, quando le Hawaii hanno vietato le creme solari dannose per l'ambiente. In particolare la norma, approvata definitivamente il 5 luglio, vieta la vendita e la distribuzione di filtri solari contenenti oxybenzone o octinoxate, che possono essere letali per le larve di corallo

La scoperta odierna non suona quindi così "strana". D'altronde gli scienziati avevano rilevato queste sostanze nell’ambiente già nel passato, ma la maggior parte degli studi aveva concluso che i singoli prodotti chimici per la protezione solare non erano presenti a livelli sufficientemente elevati da danneggiare persone o animali.

Il team guidato da Leung si è invece chiesto se le combinazioni di filtri UV potessero essere più dannose dei singoli composti con potenziali (e pericolosi) avere effetti a lungo termine che gli studi precedenti non avevano considerato. E purtroppo i loro dubbi sono stati confermati, anche se sono necessari ulteriori approfondimenti prima di giungere a conclusioni definitive.

Il lavoro, finanziato da Shenzhen Science, Technology and Innovation Commission, National Natural Science Foundation of China e Hong Kong Baptist University è stato pubblicato su Environmental Environment & Technology.

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Roberta De Carolis

Foto di copertina: Medical News Today 

Insalata di riso in barattolo con lupini [ricetta vegan]

GreenMe -

Insalata di riso in barattolo con lupini, la ricetta (vegan) per preparare un fresco primo piatto estivo in pratiche monoporzioni. Da consumare nella pausa pranzo lavorativa o magari anche sotto l'ombrellone, questo piatto preparato con ortaggi di stagione è nutrizionalmente completo e anche molto saporito.

Peperoni dolci, cipolle di Tropea, basilico, riso e lupini, vanno a comporre gli strati di questa coloratissima insalata, che, come sempre, dovrà essere invasata in barattoli di vetro con chiusura ermetica.

Come per tutte le insalate in barattolo si dovrà stratificarla partendo dall'olio e dagli ingredienti più pesanti e, prima di consumarla, si dovrà poi capovolgerla per condirla a dovere. Allora, siete pronti a prepararla? Dovrete cuocere solo il riso, quindi con questo caldo è l'ideale!

Ingredienti
  • 400 gr di riso
  • 240 gr di peperoni
  • 240 gr di cipolla di Tropea
  • 30 foglie di basilico
  • 240 gr di lupini già sgusciati
  • 4 barattoli
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  • Tempo Preparazione:
    20 minuti circa
  • Tempo Cottura:
    10 minuti circa
  • Tempo Riposo:
    -
  • Dosi:
    per 4 persone
  • Difficoltà:
    bassa
Come preparare l'insalata di riso in barattolo con lupini: procedimento

 

  • Lavare i peperoni, recidere il picciolo e svuotarli internamente, quindi tagliarli a fettine sottili,
    sbucciare la cipolla e affettarla sottilmente,
  • lessare il riso in abbondante acqua bollente salata e a cottura scolarlo e farlo raffreddare sotto il getto d'acqua corrente,
  • mettere quindi sul fondo del barattolo l'olio, e si gradisce un pizzico di sale, e stratificare con il riso, i peperoni, i lupini e le cipolle e in fine inserire il basilico lavato e spezzettato con le mani;
  • chiudere quindi con il tappo e
  • conservare in frigorifero fino al momento di servire.

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Ilaria Zizza

Dieta anti-afa: i cibi che raffreddano il corpo secondo l'Ayurveda

GreenMe -

Quali sono i principi dell’Ayurveda per contrastare l’afa anche a tavola? Ecco come, seguendo i dettami della medicina alternativa indiana, si può comporre una vera e propria dieta anti-afa

Stanchi e spossati da questa ondata di caldo eccezionale? Ricordatevi che anche e soprattutto il vostro stile alimentare può contribuire a farvi sentire più o meno caldo. Se di base è sempre utile mangiare cibi freschi e ricchi d’acqua per reidratarsi, esiste anche un metodo super alternativo per sconfiggere l’afa a tavola ed è quello di cercare i cibi in grado di rinfrescare il corpo secondo l’Ayurveda. Quali sono? E quali sono gli alimenti che invece d’estate vanno evitati?

Il potere di guarigione dell’Ayurveda è ormai ben documentato. Definita anche “scienza della vita”, l'Ayurveda mira a raggiungere uno sviluppo olistico della mente, del corpo e dell’anima: il pensiero ottimistico, l’esercizio fisico regolare e le tecniche yoga di meditazione e respirazione possono portare ad ottenere un corpo calmo e uno stato mentale equilibrato.

Così, anche il nostro stile alimentare ha un ruolo significativo nella vita e ha il potere di guarire se si seguono i principi giusti. Per l’Ayurveda, per esempio, è molto importante conoscere e comprendere la propria costituzione fisica, perché è l’elemento che detta le linee guida dell’alimentazione e dello stile di vita in generale. Il principio “Dravya guna karma vignan”, lo studio delle sostanze e le sue proprietà (cibi e farmaci), governa proprio l’interazione tra ciò che noi mangiamo e la nostra natura psicofisica.

In Ayurveda nutrirsi è una delle tre azioni che l’uomo compie durante la giornata, insieme con attività e riposo e, per esempio, molta importanza si dà al cibo caldo e al cibo freddo.

Cosa significa cibo caldo e freddo secondo l’Ayurveda?

Due sono le accezioni che in genere si danno: in base alla temperatura fisica del prodotto alimentare e, più importante dal punto di vista ayurvedico, in base alla natura interna dell’alimento che avrebbe effetti diversi sui tre tipi di corpo (vata,  pitta e kapha) classificati nell’Ayurveda.

Leggi anche: Vata, Pitta o Kapha: qual è il tuo Dosha?

La classificazione del cibo come caldo e freddo e le sue caratteristiche innate è indicata come “Virya”: in buona sostanza, l’Ayurveda cerca di valutare se un particolare alimento ha un effetto di raffreddamento o di riscaldamento all’interno del nostro corpo, il che, a sua volta, ha un impatto sul nostro metabolismo e digestione.

Parlando della temperatura esterna del cibo, i cibi appena cotti potrebbero essere interpretati erroneamente come “caldi” e alimenti come il gelato come cibo “freddo”. Tuttavia, in termini ayurvedici, il gelato occupa piuttosto un posto nella categoria di alimenti “caldi”. Sembra ironico? Eppure, secondo l’Ayurveda, non esiste una correlazione diretta tra la temperatura fisica di un particolare alimento e la sua natura interna ma, in generale, i cibi sono sostanze (Dravya) che hanno determinate caratteristiche o qualità e determinate proprietà (Guna) che svolgono diverse funzioni (Karma) incidenti direttamente sul nostro benessere per prevenire, ristabilire un equilibrio o curare.

Dieta anti-afa, come scegliere gli alimenti dell’estate con l’Ayurveda

L’Ayurveda lo fa tramite i gusti (Rasa), che agiscono sul nostro stato fisico e mentale. Secondo i Rasa, in estate sono da privilegiare:

  • Dolce - (Madhura, acqua e terra): di qualità pesante e umida, energia fredda (Virya), azione anabolica, nutritiva, calmante
  • Astringente - (Kashaya, aria e terra): di qualità pesante e asciutta, energia calda, azione catabolica, curativa, purificante, capace di inibire le secrezioni

Mentre sono da evitare:

  • Piccante - (Katu, fuoco e aria): di qualità leggera e asciutta, energia molto calda, azione catabolica, digestiva, disintossicante, purificante
  • Salato - (Lavana, acqua e fuoco): di qualità pesante e umida, energia moderatamente calda, dall'azione digestiva e stimolante
  • Aspro/acido - (Amla, fuoco e terra): di qualità leggera e umida, energia calda, con un'azione stimolante e digestiva

E' invece da assumere in piccole dosi per un’azione purificante il gusto amaro - Tikta (aria e spazio), di qualità pesante e asciutta, energia molto calda, purificante, tonificante, disintossicante e diuretica.

Quindi, secondo l'Ayurveda:

I cibi che in estate svolgono un’azione rinfrescante:
  • cereali
  • verdure, come lattuga, cetrioli, zucchine, prezzemolo, germogli, ravanelli, sedano
  • frutta, come fico, mango, melone, prugna, anguria, ananas e fragole mature
  • legumi, come soia (tofu, latte di soia e altri derivati), piselli, lenticchie rosse
  • formaggi freschi, non stagionati
  • olio e condimenti: olio di oliva, di cocco, di soia (da evitare gli oli di sesamo e girasole)
  • spezie, come coriandolo, foglie di curry, finocchio, cardamomo, cumino, foglie di Neem, vaniglia e curcuma, zenzero in polvere, origano

Quanto agli alimenti di origine animale, sarebbe meglio non mangiarne l’assunzione, ma se proprio non si riesce a farne a meno preferire pollo, tacchino, pesci leggeri e di piccole dimensioni. Da evitare molluschi e crostacei.

I cibi caldi secondo l’Ayurveda

Ecco una lista di cibi definiti "caldi" secondo i principi ayurvedici:

1. Cipolle, pepe nero, aglio, zenzero fresco e cibi piccanti 

2. Patate, broccoli, spinaci e fagioli 

3. Ortaggi a radice come carote, ravanelli o rape  

4. Frutta come mele, arance e mango  

5. Spezie come ajwain, senape e hing (asafetida) 

6. Erbe come basilico, timo e origano

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Germana Carillo

 L'editore inglese che ha lasciato 170milioni di euro per la creazione di un'immenso bosco aperto a tutti

GreenMe -

Felix Dennis:una vita eccentrica e fuori dagli schemi, ma l’aspetto sicuramente più singolare di tutta la sua storia è quello che nel suo testamento ha lasciato quasi 170milioni di euro per la creazione di un immenso bosco.

L’editore inglese della rivista Swingin’ London «Oz» che negli anni ‘70 e ‘80 aveva costruito un impero pubblicando periodici di automobilismo, computer, giardinaggio, ciclismo, fitness, occulto e hobby vari: 30 titoli per un totale di 2,5 milioni di copie al mese, non aveva mai nascosto di aver bruciato più di cento milioni di euro tra donne, alcol e droga.

Quanto ci sia vero in questa storia nessuno lo sa, ciò che invece è certo è che in vita aveva piantato più di un milione di alberi creando un immenso bosco nei pressi della sua casa di Dorsington, non lontano dalla Stratford-upon-Avon di Shakespeare, a circa 140 km da Londra.

Ma non solo, dopo la sua morte prematura, nel suo testamento ha lasciato ben 170milioni di euro per piantare ancora alberi e creare un bosco ancora più folto, di oltre 100 km quadrati.

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Tutto ciò perché Felix Dennis aveva sempre amato gli alberi e ne traeva una gioia infinita nel vederli piantati. Oggi la Heart of England Forest, la fondazione finanziata dalla vendita della sua casa editrice è già una consolidata realtà.

Il 1 novembre comincerà la tree planting season che avrà come obiettivo quello di raggiungere i dieci milioni di alberi. Il bosco, come per volere dell’editore, è aperto a tutti gratuitamente, sia ai visitatori e sia a chi come volontario vuole dare una mano nella piantumazione.

E’ possibile infatti collaborare al progetto piantando personalmente un albero o lasciando una piccola donazione per intitolare quell’albero a una persona alla quale si vuole bene.

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Tra le volontà dell’editore anche quella che dal suo bosco non si potrà tagliare neanche un singolo albero perché ogni singola quercia o betulla deve essere conservata per le future generazioni.

La foresta deve essere aperta a tutti,amava ripetere, rendendo possibile la visita di habitat protetti di animali. Gli alberi piantati saranno soprattutto querce e frassini, ma anche aceri, ciliegi, noccioli.

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Dominella Trunfio

Foto cover: GEOFF PUGH

Repellenti per zanzare e insetti: scatta obbligo di etichettatura e autorizzazione del ministero per tutti i prodotti in commercio

GreenMe -

Sicurezza ed efficacia dei repellenti per le zanzare dovranno essere opportunatamente siglati con un numero di registrazione. Prima della vendita, cioè, il Ministero della Salute dovrà catalogarli e autorizzarli, proprio come accade per i presidi medici. E' 

Ciò significherà che il prodotto sarà stato testato e messo in commercio solo dopo che il Ministero della Salute abbia appurato che non esistano effetti nocivi per l'uomo o per l’ambiente, se usato secondo le indicazioni riportate in etichetta. Lo stesso principio varrà anche per i repellenti a base di estratti vegetali: quelli registrati attualmente in commercio sono a base di eucalipto e geraniolo. Anche per loro bisognerà controllare sull’etichetta che si tratti di un prodotto registrato come PMC o Biocida.

A stabilire che i prodotti repellenti per gli insetti potranno esser venduti solo previa registrazione e autorizzazione è stato il Dipartimento generale dei Farmaci e dei Dispositivi Medici per “garantire la sicurezza e l'efficacia del prodotto”.

La presenza del numero di autorizzazione garantirà che i prodotti siano stati sottoposti a valutazione ministeriale.

"Tutti i prodotti - dicono dal dicastero - che vantano in etichetta un'azione di protezione dagli insetti e dalle punture di insetti, quali ad esempio zanzare, tafani, pappataci, o un'azione mirata ad allontanare gli insetti o renderli innocui nei confronti dell'uomo, sono classificabili come prodotti repellenti e sono posti in commercio solo dopo aver ottenuto una specifica autorizzazione alla commercializzazione da parte del ministero della Salute".

Nel momento dell’acquisto, quindi, state attenti a:

  • scegliere prodotti a base di principi attivi ad azione repellente che siano stati registrati come Presidi Medico Chirurgici (PMC) presso il Ministero della Salute o come Biocidi secondo il regolamento (UE) n. 528/2012
  • leggere attentamente in etichetta contro quali specie di insetti il prodotto è stato testato ed è efficace, solitamente i repellenti non sono efficaci contro pulci e pidocchi
  • fare attenzione se si è allergici o sensibili al principio attivo o a qualche eccipiente. In caso di reazione allergica lavare subito la parte esposta al principio attivo e contattare il proprio medico curante
  • non acquistare gli stessi prodotti per animali o piante, per i quali esistono prodotti appositi
Come usare i repellenti?

Quali precauzioni bisogna seguire quando si utilizza un repellente? Ecco i consigli del Ministero della Salute:

  • applicare i repellenti solo sulla pelle esposta e/o sull’ abbigliamento (come indicato sull’etichetta del prodotto) e solo nella quantità necessaria
  • non applicare i repellenti sulla pelle sotto i vestiti
  • non usare mai repellenti su tagli, ferite o pelle irritata né su occhi o bocca e con parsimonia intorno alle orecchie
  • quando si utilizzano spray repellenti, non spruzzare direttamente sul viso ma applicarli con le mani
  • non permettere ai bambini di maneggiare o spruzzare il prodotto
  • quando la protezione dagli insetti non è più necessaria, lavare la pelle trattata con acqua e sapone

Detto ciò, contro le zanzare e altri insetti possiamo ricorrere anche una serie infinita di rimedi naturali. Le zanzare, per esempio, si possono tenere lontane utilizzando gli oli essenziali, mentre, se passiamo molto tempo in giardino o in terrazzo, cerchiamo di arricchire gli spazi con alcune piante che contribuiscono a tenere lontani gli insetti, mentre qui trovate i migliori antizanzare per bambini.

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Germana Carillo

I repellenti antizanzare dovranno essere autorizzati dal Ministero. I consigli per acquistarli

Medaglia Fields: dopo 44 anni un italiano vince il Nobel della matematica. Complimenti Alessio Figalli

GreenMe -

Trentaquattro anni, romano e professore ordinario al Politecnico di Zurigo: Alessio Figalli conquista la medaglia Fields, il cosiddetto Nobel della matematica. Era da 44 anni che un italiano non saliva nell’olimpo dei numeri.

L’ultimo italiano era stato Bombieri, adesso a trionfare è Figalli grazie ai “suoi contributi al trasporto ottimale, alla teoria delle equazioni derivate parziali e alla probabilità”.

La medaglia Fields è il più importante riconoscimento per i matematici e viene assegnato ogni quattro anni a quattro matematici che non abbiano superato i 40 anni di età. L'annuncio è stato dato a Rio de Janeiro, in apertura del Congresso internazionale dei matematici, in programma fino al 9 agosto.

"Questo premio mi dà tantissima gioia, è qualcosa di cosi grande che mi risulta difficile credere di averlo ricevuto", ha detto all'ANSA Alessio Figalli commentando l'assegnazione della medaglia Fields. Il riconoscimento, della portata di un Nobel, "è un grande stimolo per il futuro, che mi motiverà a continuare a lavorare nei miei settori di ricerca per cercare di produrre studi di altissimo livello".

Da studente a professore ordinario

Figalli ha al suo attivo 140 pubblicazioni, è nato a Roma il 2 aprile 1984, dove ha studiato al liceo classico Vivona; nel 2002 è stato ammesso alla Scuola Normale di Pisa, dove si è laureato in meno di quattro anni, contro i cinque previsti dal piano di studio, seguito da Luigi Ambrosio, docente di Analisi matematica, con il quale ha conseguito il dottorato di ricerca nell'ottobre 2007, in un solo anno, svolgendo il secondo semestre del corso di perfezionamento presso l'École Normale Supérieure di Lione.

Nel 2008 ha avuto la docenza all'École Polytechnique di Parigi e nel 2009 nell'Università del Texas ad Austin, dove nel 2011 è diventato professore ordinario. Dal 2016 insegna nel Politecnico di Zurigo.

La medaglia Fields è il coronamento di una serie di importanti riconoscimenti scientifici, come quello della Società Europea di Matematica (2012), la Stampacchia Gold Medal (2015), l'O'Donnel Award in Science conferito dall'Accademia di Medicina, Ingegneria e Scienza del Texas (2016), il Premio Feltrinelli Giovani dell'Accademia dei Lincei (2017). E oggi è professore ordinario a Zurigo.

"Sono orgoglioso che un ricercatore del Politecnico di Zurigo abbia ottenuto uno dei riconoscimenti accademici più prestigiosi", ha detto il presidente del Politecnico di Zurigo, Lino Guzzella.

Complimenti a questo talento italiano!

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I 10 premi Nobel più giovani della storia

Dominella Trunfio

Foto: Afp

Plastica in mare: l'esilarante video di Casa Surace e Greenpeace per sensibilizzare con ironia

GreenMe -

Plastica a mare: intervengono anche i simpatici ragazzi di Casa Surace che, in collaborazione con Greenpeace, rivolgono agli italiani una serie di importanti questioni ambientali in maniera ironica

Non usare la plastica non è una questione di educazione ma di sapore”. Chi poteva citare una simile e ovvia locuzione se non la divertentissima nonnina di Casa Surace, uno dei canali YouTube più amati dai giovani per i video ispirati ai più classici confronti tra Nord e Sud.

In collaborazione con Greenpeace, i giovanissimi attori dall’inconfondibile accento meridionale (tranne uno) hanno deciso di spiegare in maniera semplice semplice come ridurre l’utilizzo della plastica soprattutto sulle spiagge.

In un video di 5 minuti (vedi sotto), uno ad uno illustrano nella simpatica maniera che li caratterizza come si può fare tranquillamente a meno degli oggetti in plastica, bicchieri, piatti, posate o cannucce, che vengono utilizzati soltanto per pochi minuti, ma che in realtà hanno un impatto devastante e duraturo sull’ambiente.

“Siamo molto contenti della collaborazione con Casa Surace, il loro video risponde con semplicità e intelligenza ai dubbi più comuni sulla plastica monouso, e dimostra come sia possibile sostituirla nella nostra vita quotidiana – dichiara Giuseppe Ungherese, responsabile della campagna inquinamento di Greenpeace Italia. Nonostante infatti si parli sempre più spesso dell’inquinamento da plastica usa e getta, c’è bisogno di soluzioni, anche semplici, che evitino un peggioramento del fenomeno”.

E allora, se è chiaro che uno del Sud propone lo zito al posto della cannuccia (metà, perché l’altra metà deve andare a finire necessariamente nel sugo), è altrettanto evidente che la pasta e patate della nonna non va assolutamente mangiata con una forchetta di plastica. Sarebbe un sacrilegio, oltre che impossibile…

Ecco allora alcune delle più divertenti battute di Casa Surace per Greenpeace contro l’abuso degli oggetti in plastica:

#1 Le cannucce: “Volevo dire una cosa ai ragazzi del nord, a noi ci fa piacere che usate i boccacci nei locali, è anche una soddisfazione per noi, ma a questo punto levate pure le cannucce da mezzo. Hai mai visto uno bere la conserva con la cannuccia, si blocca!”

#2 I ragazzi: “Allora un consiglio per voi ragazzi: è inutile che andate in spiaggia vi mettete in posa con i muscoli, con i pettorali e poi mangiate con la forchetta e col piattino? Con le mani! In spiaggia si mangia con le mani! Maccheroni, il melone, la lasagna, ma come ve la mangiate con la forchetta e col piattino? Voi cominciate a mangiare con le mani, poi vi faccio vedere come arrivano le ragazze”

#9 Il caffè: “Ragazzi ve lo dico, eh: non provate a dire che il bicchierino di plastica mantiene il calore del caffè, perché ogni volta che lo versi si deforma così tanto che diventa una concolina e devo bere tipo giapponese. E poi prova a mettere nel bicchiere di plastica il caffè di nonna, che lo tiene 25 minuti sul fuoco: è lava, nin è caffè. Quello non esce dalla macchinetta, erutta”

#11 L’evoluzione: “Ragazzi poi non vi lamentate che trovate gli squali, i calamari giganti, le anaconde, i serpenti nel mare. E come mai? E buttate le carte sporche di lasagna e di panini prosciutto e mozzarella quello è chiaro che vanno là. Tu stai facendo l’aperitivo sul bagnasciuga! Ragazzi è scienza, mica lo dico io, è la teoria dell’evoluzione di Darwin: perché l’uomo è nato dall’acqua? Perché i dinosauri lasciavano le buste sporche sul bagnasciuga. E si sono estinti!”

#13 il Supesantos: “Allora ragazzi l’immondizia sulla spiaggia è come il SuperSantos, tale e quale: l’ultimo che la tocca la va a prendere”

Guardate qui il video:

Il villaggio africano dove uomo e coccodrilli vivono in armonia messo a rischio dal turismo

GreenMe -

C’è un villaggio in Africa dove gli abitanti vivono in armonia con i coccodrilli, in uno stato di simbiosi perché gli enormi rettili, sono considerati sacri.

Sono i predatori più pericolosi del Pianeta eppure a Bazoulé, in Burkina Faso, da generazioni gli abitanti convivono tranquillamente con loro.

Bazoulé è un villaggio di 20mila persone, ovvero i discendenti dei guerrieri Mossis, qui i coccodrilli vivono in libertà ed entrano ed escono dalle case, vengono nutriti e c’è addirittura chi nuota accanto a loro. Fortunatamente non siamo allo zoo e neanche in un parco acquatico, la convivenza è pacifica nel rispetto dei ruoli, anche se questa situazione sicuramente anomala sta iniziando ad attirare i turisti.

I coccodrilli sono considerati sacri per via di una leggenda che narra che, durante una gravissima siccità tra il XIV e il XV secolo, un gruppo di questi grandi rettili abbia guidato le donne del villaggio fino a una sorgente ancora sconosciuta agli esseri umani e abbia quindi salvato dalla sete gli abitanti.

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Se sia vero meno alla fine poco importa, ciò che c’è di reale è il fatto che i coccodrilli sono considerati dei totem sacri, una sorte di protettori perché sono visti come l’anima degli antenati.

A loro è dedicata perfino una festa, la Koom Lakré, che si tiene a fine ottobre. In questa occasione gli abitanti fanno dei voti e chiedono ai grandi rettili di esaudire i loro desideri in materia di buona salute, di prosperità e di bontà dei raccolti.

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Purtroppo però come dicevamo, il villaggio nonostante non sia proprio facilissimo da raggiungere, si sta trasformando in un’ attrazione turistica. Ai turisti viene data un’esca ( una gallina intera) per dare da mangiare ai coccodrilli e farsi la foto con i rettili.  

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C’è poi chi ci si siede addirittura sopra. Il prezzo dell'ingresso al sito dei "Coccodrilli Sacri" è di 1000 franchi centrafricani cioè 1,5 euro. Se l’economia locale gioisce, lo stesso sicuramente non possiamo dire di questi animali che vengono disturbati.

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L’equilibrio naturale perfetto che si era creato rischia di essere distrutto dal turismo, dagli attacchi dei gruppi islamici e dal riscaldamento globale che sta portando forte siccità.

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Dominella Trunfio

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Cani in spiaggia: tutto quello che c'è da sapere su permessi, divieti e sanzioni

GreenMe -

Cani in spiaggia? Si, no, forse. Chi decide di portare al mare il proprio amico a quattro zampe deve fare i conti con regole, cartelli e sanzioni, il tutto perché non c’è una legge statale specifica in materia, ma spetta alle Regioni e ai comuni stabilire limiti, permessi ed eventuali divieti.

Fortunatamente cresce il numero delle spiagge dove i nostri cani vengono coccolati a dovere, ma esiste ancora tanta confusione sul fatto di poterli sempre portare con noi. Per questo, noi consigliamo sempre prima di partire, di informarvi bene sulla struttura o la spiaggia in cui passerete le vacanze, onde evitare spiacevoli inconvenienti.

Ma perché esiste tanta confusione? Diciamo innanzitutto che portare Fido in spiaggia è possibile a meno che non sia espressamente vietato da un’ordinanza comunale. Facciamo un po’ di chiarezza.

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Cani in spiaggia: cosa dice la legge?

Non esiste una legge nazionale che regoli l’accesso degli animali sul demanio marittimo, quindi a meno che non ci sia un divieto comunale e/o della locale capitaneria vale la regola generale dei luoghi pubblici: i cani con noi ma con guinzaglio ed eventuale museruola.
Per essere ancora più chiari, quindi, ogni comune può liberalmente decidere l’ingresso dei cani sulle spiagge o il bagno in mare.

C’è un divieto? Verificate se è legale!

I cartelli di divieto di balneazione per gli animali spuntano ovunque, sebbene basterebbe a tale proposito far rispettare la normativa vigente che obbliga i proprietari a tenere al guinzaglio i propri animali ed a raccoglierne le deiezioni. Ma attenzione: non tutti i divieti sono legali e regolamentati.

Per essere legale, il cartello di divieto deve:

  • contenere gli estremi dell’ordinanza emessa e la scadenza della stessa,
  • l’ordinanza deve essere firmata dal sindaco, da un assessore delegato o da altra figura competente,
  • deve contenere le motivazioni che hanno indotto il comune a vietare la spiaggia ai cani e deve prevedere una scadenza,
  • deve essere stata pubblicata all’albo pretorio del comune e se ne deve poter trovare nell’albo online, sul sito di ciascun comune.


Ma non solo, l’ordinanza deve essere motivata. Il Tar del Lazio si è espresso più volte su questo punto stabilendo che:

“Solo una congrua motivazione che giustifichi tale scelta da parte della pubblica amministrazione, potrebbe legittimare un’ordinanza restrittiva e dovrebbe anche specificare quali cautele di comportamento siano necessarie per la tutela dell’igiene delle spiagge o l’incolumità dei bagnanti. La scelta di vietare l’ingresso agli animali sulle spiagge destinate alla libera balneazione, non deve risultare irragionevole e illogica, né irrazionale e sproporzionata”.

Cani negli stabilimenti balneari

Le spiagge private e gli stabilimenti balneari possono decidere di accogliere gli animali ma devono seguire una serie di prescrizioni:

  • la zona dedicata agli animali deve essere recintata e attrezzata dove l’animale possa bere, essere lavato e deve avere un apposito percorso per essere raggiunta,
  • i proprietari di animali devono rilasciare una dichiarazione in cui affermano che l’animale è vaccinato e devono munirsi di libretto sanitario.
Cani in spiaggia: non per tutti i cani valgono le stesse regole

Dai divieti in spiaggia sono esclusi:

  • i cani guida per i non vedenti
  • quelli brevettati dal salvataggio al guinzaglio
Buon senso e..buona educazione!

Il rispetto vale per tutti. Molte persone non amano la compagnia degli animali, non è una colpa, il proprietario del cane è anche il suo custode per cui risponde penalmente e civilmente dei guai commessi da Fido. Molti comuni prevedono multe salate per i trasgressioni dei divieti che possono arrivare anche ai 3mila euro.

Ci sono tantissime spiagge italiane che accolgono i nostri cani a braccia aperte, ve ne segnaliamo alcune:

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Dominella Trunfio

La casa verde: pannelli solari e pozzi geotermici

GreenMe -

Utilizzare le energie rinnovabili per soddisfare il fabbisogno della propria abitazione. Una scelta importante, che fa bene sia al portafoglio che all'ambiente. Ormai esistono numerose soluzioni anche più accessibili economicamente rispetto al passato, che permettono di tagliare le bollette dell'energia.

Scegliere di passare alle rinnovabili, ad esempio optando per l'installazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica e per il geotermico per la produzione di acqua calda e riscaldamento, garantisce un doppio risparmio: da una parte, nonostante la spesa iniziale, nel corso di qualche anno si risparmia sulla bolletta dell'energia, in alcuni casi staccandosi completamente dalla rete con le batterie. Dall'altra, evitare le fonti fossili, sostituendole da quelle pulite, riduce la produzione di emissioni inquinanti, nocive per l'ambiente e per la nostra salute.

Il fotovoltaico, uno dei sistemi più diffusi, garantisce la produzione di energia elettrica sfruttando la luce solare. Il geotermico offre la possibilità di produrre, oltre all'acqua calda per il riscaldamento invernale e per gli usi sanitari, anche acqua fredda per raffrescare durante l’estate. E i costi di esercizio, in quest'ultimo caso, sono addirittura inferiori di circa il 60% rispetto a un sistema di riscaldamento con caldaia a metano.

Per questo sono ormai in tanti a sceglierli, soprattutto per le nuove costruzioni. Sistemi preziosi, dunque. Ma come tutelarsi da malfunzionamenti o furti? Una soluzione potrebbe essere assicurare gli impianti. Ad esempio Reale Mutua offre una serie di polizze, dedicate alla casa, ai suoi abitanti e anche ai sistemi che producono energia pulita.

Due sono le possibilità messe a disposizione dal gruppo assicurativo. Casamia permette di proteggere non solo la casa, i beni e gli arredi da furti o da danni causati ai vicini, ma anche eventuali danni che i figli ed eventuali animali domestici possono arrecare agli altri, anche all'esterno dell’abitazione.

Nel caso in cui si vogliano assicurare i propri impianti fotovoltaici, eolici o solari termici, Reale Mutua offre la polizza assicurativa Ecologica Reale, specifica per i sistemi che sfruttano le rinnovabili. Essa può essere sottoscritta da privati, imprese e agriturismi e tutela in caso di danni all'impianto causati da eventi accidentali, sia diretti (come per esempio la rottura dell'impianto), sia indiretti (per esempio la mancata erogazione di energia causata dalla rottura). Inoltre garantisce l’assicurato in caso di danni provocati a terzi a seguito di un fatto accidentale derivante dalla proprietà o dalla conduzione dell’impianto.

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La casa verde: pannelli solari e pozzi geotermici

GreenMe -

Utilizzare le energie rinnovabili per soddisfare il fabbisogno della propria abitazione. Una scelta importante, che fa bene sia al portafoglio che all'ambiente. Ormai esistono numerose soluzioni anche più accessibili economicamente rispetto al passato, che permettono di tagliare le bollette dell'energia.

Scegliere di passare alle rinnovabili, ad esempio optando per l'installazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica e per il geotermico per la produzione di acqua calda e riscaldamento, garantisce un doppio risparmio: da una parte, nonostante la spesa iniziale, nel corso di qualche anno si risparmia sulla bolletta dell'energia, in alcuni casi staccandosi completamente dalla rete con le batterie. Dall'altra, evitare le fonti fossili, sostituendole da quelle pulite, riduce la produzione di emissioni inquinanti, nocive per l'ambiente e per la nostra salute.

Il fotovoltaico, uno dei sistemi più diffusi, garantisce la produzione di energia elettrica sfruttando la luce solare. Il geotermico offre la possibilità di produrre, oltre all'acqua calda per il riscaldamento invernale e per gli usi sanitari, anche acqua fredda per raffrescare durante l’estate. E i costi di esercizio, in quest'ultimo caso, sono addirittura inferiori di circa il 60% rispetto a un sistema di riscaldamento con caldaia a metano.

Per questo sono ormai in tanti a sceglierli, soprattutto per le nuove costruzioni. Sistemi preziosi, dunque. Ma come tutelarsi da malfunzionamenti o furti? Una soluzione potrebbe essere assicurare gli impianti. Ad esempio Reale Mutua offre una serie di polizze, dedicate alla casa, ai suoi abitanti e anche ai sistemi che producono energia pulita.

Due sono le possibilità messe a disposizione dal gruppo assicurativo. Casamia permette di proteggere non solo la casa, i beni e gli arredi da furti o da danni causati ai vicini, ma anche eventuali danni che i figli ed eventuali animali domestici possono arrecare agli altri, anche all'esterno dell’abitazione.

Nel caso in cui si vogliano assicurare i propri impianti fotovoltaici, eolici o solari termici, Reale Mutua offre la polizza assicurativa Ecologica Reale, specifica per i sistemi che sfruttano le rinnovabili. Essa può essere sottoscritta da privati, imprese e agriturismi e tutela in caso di danni all'impianto causati da eventi accidentali, sia diretti (come per esempio la rottura dell'impianto), sia indiretti (per esempio la mancata erogazione di energia causata dalla rottura). Inoltre garantisce l’assicurato in caso di danni provocati a terzi a seguito di un fatto accidentale derivante dalla proprietà o dalla conduzione dell’impianto.

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