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Ritirate pipe rigate Valbio per la possibile presenza di parassiti

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Published in: Allerte alimentari

Si tratta delle pipe rigate 135 del marchio Valbio. La pasta è prodotta dall'azienda Valdigrano di Flavio Pagani Srl, con sede in via Borsellino 35/37 25038 Rovato (BS).

Il lotto ritirato dal Ministero è quello caratterizzato dal n° L171295089 con data di scadenza 14-03-2020. Inoltre si tratta della confezione da 3 kg.

A causa della possibile presenza di parassiti nel lotto in questione, il Ministero invita a riportarlo presso il punto vendita per ottenere un cambio o un rimborso.

 

Dal canto suo, il pastificio Valdigrano ha chiarire la propria posizione attraverso un comunicato sul proprio sito web. Precisa la Valdigrano che

"l'unica confezione contestata sull'intero lotto di produzione ha lasciato lo stabilimento di Valdigrano 10 mesi fa".

L'azienda si difende sostenendo che sulla base degli elementi in suo possesso le cause della contaminazione potrebbero essere avvenute successivamente all'uscita del prodotto dal proprio stabilimento.

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Al momento, l'unico lotto ritirato è quello indicato dal Ministero della salute. Non si ha notizia di contaminazione di altri lotti del marchio.

Francesca Mancuso

Salvia: come usarla per stare meglio e per la bellezza di pelle e capelli

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Published in: Salute & Benessere

La salvia è conosciuta fin dall’epoca romana. Si tratta di una pianta sempreverde perenne tipica del Mediterraneo e appartenente alla famiglia delle Lamiaceae.

Il suo nome è già tutto un programma, deriva infatti dalla parola latina “salvere” ovvero “essere in buona salute”. Non è un caso che le straordinarie proprietà salutari della salvia ne abbiano fatto un punto fermo nelle tradizionali medicine europee e cinesi. Inoltre, grazie al suo aroma straordinariamente piacevole, viene utilizzata come fragranza nella produzione di saponi e cosmetici. Ed è anche per questo conosciuta come l'erba aromatica "amica delle donne".

I tanti effetti benefici della salvia sono dovuti alla presenza nella pianta di oli essenziali, vitamine e altri composti che contribuiscono a migliorare la salute generale del corpo, compresa quella di pelle e capelli.

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Scopriamo allora i vantaggi che offre e come utilizzare la salvia per piccoli problemi di salute e bellezza.

Benefici per la salute della salvia Salvia per prevenire il diabete

Diversi studi hanno dimostrato che l'estratto di foglie di salvia ha proprietà anti-iperglicemiche ovvero è in grado di abbassare i livelli di glucosio nel sangue bloccando il rilascio di questa sostanza immagazzinata dal fegato. Tuttavia ulteriori ricerche sono necessarie per convalidare questa affermazione.

Salvia per migliorare la memoria

L'assunzione regolare di salvia può migliorare la memoria e l'elaborazione delle informazioni tra le persone che soffrono di Alzheimer. Ciò potrebbe essere dovuto al fatto che l'olio essenziale di salvia migliora i livelli di acetilcolinesterasi (Ach) nel cervello. Questo enzima è in grado di favorire la concentrazione e aiuta nel trattamento della perdita di memoria associata appunto all'Alzheimer.

Salvia contro i disturbi legati al ciclo mestruale

Gli effetti benefici della salvia per le donne sono dovuti principalmente all’azione di alcuni flavonoidi che aiutano a riequilibrare il sistema ormonale. Può essere utile in caso di amenorrea, altri disturbi legati al ciclo mestruale ma anche in menopausa dove si è notato un effetto positivo nel contrastare le vampate di calore.

Salvia per migliorare memoria e attenzione

La salvia contiene Thujone che è l'antagonista del recettore GABA e della serotonina. Oltre a migliorare la concentrazione e l'attenzione aiuta ad affrontare meglio il dolore e la depressione.

Vantaggi cardiovascolari

La salvia contiene un flavone noto come salvigenina. Il suo effetto rilassante vascolare fornisce appunto un certa protezione contro le malattie cardiache.

Come usare la salvia per stare meglio Infuso per il cavo orale e come colluttorio

La salvia possiede doti antinfiammatorie. L’infuso a base di salvia può essere usato per effettuare sciacqui o gargarismi per le infiammazioni del cavo orale. Ottimo anche come collutorio dopo il lavaggio dei denti in caso di gengivite.

Infuso contro i problemi digestivi

La salvia è un ottimo tonico stimolante utile a trattare i problemi di stomaco. Il tè o l'infuso di salvia è particolarmente efficace a questo riguardo. Il suo effetto carminativo può rimuovere i sintomi di indigestione stimolando le secrezioni digestive superiori, il flusso biliare, la mobilità intestinale e la funzione pancreatica.

Infuso di salvia contro il mal di gola

L'infuso di salvia si è dimostrato efficace nel trattamento della gola infiammata. A questo scopo e per attenuare il mal di gola potete far bollire un pizzico di foglie di salvia essiccate in circa 100 ml di acqua tenendole in infusione per 15 minuti. Filtrare il preparato e usare per effettuare gargarismi due volte al giorno.

Contro asma e congestione delle mucose

L'effetto anti-spasmodico della salvia riduce la tensione nei muscoli lisci e per questo si tratta di un rimedio che può essere consigliato per l'inalazione di vapore in fase preventiva dell’asma. È infatti efficace nel rimuovere la congestione delle mucose nelle vie aeree e nel prevenire le infezioni secondarie.

Salvia contro la sudorazione eccessiva

L’assunzione di un estratto di foglie secche o un'infusione di foglie di salvia può ridurre la sudorazione fino al 50%. Si tratta tra l’altro di un ottimo deodorante che asciuga il sudore e aiuta a eliminare l'odore del corpo.

Olio essenziale contro dolori muscolari e reumatismi

L’olio essenziale di salvia può essere utilizzato esternamente per lenire dolori dovuti ad esempio a rigidità muscolare, reumatismi o altre condizioni nevralgiche. Spalmare l'olio essenziale diluito in una crema direttamente nella zona dolorante

Olio essenziale contro lo stress

L’olio di salvia in aromaterapia è utilizzato per trattare stati di nervosismo, stress, affaticamento, stanchezza, mal di testa e ansia. Si può usare diffuso negli ambienti oppure massaggiato sul corpo sempre prima procedendo alla diluizione in altro olio vegetale.

Come usare la salvia per la bellezza della pelle Tonico contro la pelle grassa

L'olio di salvia è un ottimo tonico che aiuta a regolare la produzione di sebo soprattutto in caso di pelle grassa. È possibile preparare un tonico fatto in casa facendo bollire un cucchiaio di salvia in circa 250 ml di acqua. Lasciare riposare per 30 minuti e filtrare la miscela. Dopo averlo fatto raffreddare si può tamponare sul viso.

Infuso contro acne e psoriasi

Le proprietà antibatteriche della salvia prevengono il verificarsi di infezioni della pelle. Quest’erba possiede anche proprietà antisettiche e antinfiammatorie che aiutano a curare l'acne e alleviare i sintomi di eczema e psoriasi. L'infuso, lasciato prima raffreddare, va sempre usato per tamponare le zone di pelle colpite dal problema.

Olio essenziale contro le rughe degli occhi

Gli antiossidanti presenti nella salvia proteggono contro i radicali liberi (che danneggiano le cellule della pelle) e tengono a bada i segni dell'invecchiamento (rughe, macchie, ecc.). Quest'erba è ricca di calcio e vitamina A che aiutano la rigenerazione cellulare quotidiana, minimizzando e ritardando l'insorgenza delle rughe. Potete utilizzare una goccia o due di olio essenziale di salvia, sempre prima diluito in una crema o in un olio vettore (ad esempio l'olio di mandorle dolci) sul vostro contorno occhi.

Come usare la salvia per la bellezza dei Capelli Siero contro la caduta dei capelli

La salvia è stata usata fin dall'antichità per combattere la caduta dei capelli. Questa pianta contiene infatti beta-sitosterolo, un composto che si è dimostrato efficace nel trattamento della calvizie maschile. Si consiglia di mescolare da 3 a 4 gocce di olio essenziale di salvia con pari quantità di olio essenziale di rosmarino e menta piperita e diluire il tutto in 1 cucchiaio d'olio d'oliva. Massaggiare poi il cuoio capelluto con la miscela così realizzata due volte al giorno.

Infuso per rinforzare i capelli

Non solo ne impedisce la caduta, la salvia in combinazione con il rosmarino è un rimedio naturale eccellente per rendere i capelli più spessi, lucenti e forti, rivitalizzando le chiome secche e disidratate. Tutto ciò è possibile in quanto migliora la circolazione del cuoio capelluto fornendo più nutrimento ai follicoli piliferi. Un risciacquo ai capelli con salvia e rosmarino può essere preparato facendo bollire le due erbe in acqua.

Infuso per capelli opachi

L’infuso di salvia può essere usato per risciacquare i capelli conferendogli maggiore lucentezza. Puoi prepararlo facendo bollire 1 cucchiaio di foglie di salvia essiccate in una tazza d'acqua. Lo stesso infuso aiuta anche a evitare il problema della forfora.

Infuso per scurire i capelli

La salvia può essere utilizzata per scurire e intensificare il colore dei capelli. Un infuso di foglie di questa pianta può contribuire a scurire un po’ i capelli grigi e anche rendere di colori più decisi e brillanti i capelli castani o neri. Bisogna semplicemente utilizzarlo con costanza come risciacquo finale dopo lo shampoo.

Lozione per favorire la messa in piega

La salvia può essere utilizzata per preparare una lozione per rendere i capelli più maneggevoli e migliorarne la consistenza. Basta unire una manciata di foglie di salvia con la stessa quantità di rosmarino e farli bollire in circa 200 ml di acqua per 3 minuti. Lasciar riposare un po’ le erbe, filtrare e mettere un piccolo quantitativo di questa miscela sui capelli massaggiandoli subito prima di procedere con la piega.

I benefici della salvia sono davvero numerosi, li avete già sperimentati?

Francesca Biagioli

Mangiarsi le unghie: perché lo facciamo secondo la psicologia

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Published in: Mente & emozioni

Concretamente, il mangiarsi le unghie si sviluppa in quattro fasi: nella prima, l'occhio cade in qualche modo sul dito oppure, quel dito e l'unghia vengono “percepiti” (ad esempio grazie allo sfregamento delle dita tra di loro, oppure al passaggio dei polpastrelli). In pratica: l'attenzione viene richiamata in modo non predeterminato, non programmato.

Nella seconda fase, quel dito viene posizionato vicino alla bocca, a contatto con le labbra. Un gesto che è un po' consolatorio e un po' rassicurante. A quel punto – ed inizia il terzo passaggio – si modifica la posizione della mandibola e l'unghia viene picchiettata rapidamente contro i denti anteriori con piccole azioni mordaci, per lo più rapide e spasmodiche. Infine, ultima fase: le dita vengono tolte dalla bocca.

Le conseguenze dell'onicofagia, così viene definito dalla scienza il “mangiarsi le unghie”, non riguardano unicamente l'aspetto estetico del dito e dell'unghia, cuticole comprese, ma anche la salute e il benessere della bocca: in base all'intensità e alla frequenza del comportamento si possono infatti creare dei problemi alla masticazione, conseguenti alla modifica dell'assetto dei denti e della mandibola. Piccole impercettibili variazioni che però, poi, fanno la differenza.

Dalle ricerche in psicologia e dalle osservazioni, in particolare nella psicosomatica, emerge chiaramente che stuzzicarsi, mangiarsi, mordersi le unghie è, per molti, una sorta di "strategia" anti-tensione. I bambini lo fanno nei momenti di angoscia, quando a scuola non conoscono una lezione oppure mentre leggono storie tristi, ascoltano storie dell'orrore, guardano la televisione o parlano al telefono. Può anche essere un comportamento appreso dai membri della famiglia o, anche, la conseguenza di una cattiva relazione con una madre con modalità non accoglienti o aggressive.

Le ragioni degli adulti non sono molto diverse: diventa un modo automatico per scaricare disagi emozionali e stress di vario genere e intensità. Ad esempio, tra i più accaniti “mangiatori d'unghie” troviamo i “perfezionisti”: per loro, impazienti, guidati dagli obiettivi e con un alto livello di aspettativa, diventa un modo per alleggerire le inevitabili frustrazioni e delusioni. Anche sentirsi soli, specialmente nelle persone più sensibili, può indurre questa abitudine che da un lato scarica il disagio emozionale e dall'altro è un atto di auto-aggressione.

Secondo studi più recenti, potrebbe essere un comportamento ereditato: spesso infatti è una modalità scelta da chi aveva almeno un genitore che è stato per un certo periodo onicofagico (anche se ha smesso prima della nascita del figlio!).

E' importante sapere poi che, in alcuni casi, la frequenza e la gravità del comportamento, ne fanno un vero e proprio disturbo: nel DSM 5, l’onicofagia rientra nel quadro ossessivo-compulsivo; è costituita da pensieri indesiderati, continui, e compulsioni cioè comportamenti attuati non per scelta ma per un impulso molto forte, “irresistibile”, a compierli.

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Qualsiasi sia l'età di chi si mangia le unghie, per eliminare questo comportamento non servono punizioni; l'attenzione all'estetica può funzionare (soprattutto con gli adulti) ma da sola quasi mai può bastare. Controproducenti sono le “minacce”, giocare con l'ironia o la derisione.

Anche i vari smalti amari che dovrebbero agire da disgustoso deterrente appena si porta il dito in bocca possono aiutare davvero solo chi è intenzionato a cambiare. L'approccio più corretto è quello olistico: arrivare alla causa, individuare il motivo per cui si agisce questa sorta di auto-aggressione.

Lavorando su questi aspetti, prendendosene cura in modo consapevole e pro-attivo, si potranno da un lato ridurre o eliminare le cause, dall'altro si riuscirà a costruire una autentica motivazione che accompagnerà, in modo efficace, tutti gli interventi più tecnici o le strategie (come lo smalto dal gusto amaro) utili o necessari.

Anna Maria Cebrelli

Il fiume Seveso diventa blu elettrico: coloranti chimici finiti nelle acque

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Published in: Ambiente

Dopo numerose segnalazioni arrivate al centralino della Polizia provinciale durante le prime ore della giornata di ieri, gli agenti hanno effettuato una serie di sopralluoghi lungo il corso del fiume.

Hanno così scoperto che la strana colorazione blu era stata causata da un sversamento accidentale dovuto alla rottura di un tubo. Sono finiti nel fiume circa 1000 litri di colorante utilizzato da un'azienda di Senna Comasco che opera nel settore della chimica per arti grafiche, stampa e fotografie.

"Il liquido si è riversato nella rete fognaria e da qui è giunto al Depuratore di Carimate e poi proseguendo il suo flusso nel Seveso nella nostra provincia" spiega la Polizia provinciale di Monza.

Come possiamo tollerare che un’azienda sversi mille litri di colorante blu nel #Seveso a Senna Comasco, assenti sistemi di sicurezza e di controllo molto grave dov’era @arpalombardia depuratore di #Carimate colabrodo pic.twitter.com/hKLATasDSO

— Marzio Marzorati (@MarzioMarzorati) 8 febbraio 2018

Inchiostro a fiumi: e il #seveso si tinge di blu https://t.co/APuwU6wAK5 pic.twitter.com/ddIGlAoDCA

— QuiBrianzaNews (@quibrianzanews) 7 febbraio 2018

Purtroppo, questa volta non si tratta dello spettacolare effetto regalato dalle alghe bioluminscenti, com'era accaduto lo scorso anno in Salento.

Allora, il merito dello spettacolare blu elettrico di cui si erano tinte le acque del mare era dovuto alla noctiluca  scintillans, una microalga famosa per la sua biolumescenza.

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Ma il Seveso non ha avuto la stessa fortuna delle acque marine pugliesi. Non si conoscono ancora le conseguenze per la flora e la fauna che popola il fiume ma di certo lo sversamento di colorante è tutt'altro che salutare per piante e animali.

Francesca Mancuso

Lorenzo Baglioni: il prof-cantante che insegna il congiuntivo su YouTube

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Published in: Costume & Società


Trentunenne, toscano e laureato in matematica. Lorenzo Baglioni è tra le ‘Nuove proposte’ del Festival della canzone italiana dove partecipa con il brano ‘Il congiuntivo’, in cui spiega proprio come si utilizza questo modo finito del verbo.

Baglioni che non ha nessuna parentela come il più famoso Claudio, direttore artistico del Festival spopola in rete da qualche tempo.

Lo abbiamo conosciuto per Canto anch'io, la fortunata canzone cantata con Iacopo Melio che poneva l’accento sulle barriere architettoniche, ma sul suo canale Youtube pubblica sempre dei brani didattici su temi scientifici. Non a caso il suo album si chiama ‘Bella prof’ e ha come obiettivo quello di insegnare le materie scolastiche attraverso la musica, un ambizioso progetto apprezzato perfino dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Ispirato dal fatto di essere stato professore di matematica per due anni, Baglioni ha fatto anche una canzone sulle leggi di Keplero e una sulle basi della trigonometria. Insomma, dalla grammatica alla fisica alla geologia, il tutto è un tentativo di avvicinarsi ai giovani utilizzando un nuovo linguaggio:

“Sono molto fiducioso nei giovani, la reazione che hanno davanti ai miei brani fa capire che sono molto più brillanti di quello pensiamo. Noi artisti spesso sottostimiamo i giovani. Le nuove tecnologie possono essere rischiose, ma penso che stimolino molto le loro capacità intellettive“, dice Baglioni durante la conferenza stampa del Festival di Sanremo.

E ancora:

“Non dico che non si debba continuare a leggere i Promessi Sposi, per carità. Ma una didattica nuova è possibile. Questo disco, in questo senso, è una provocazione“.

Ecco il testo de Il congiuntivo

Che io sia
che io fossi
che io sia stato
oh-oh-oh

Oggigiorno chi corteggia
incontra sempre più difficoltà
coi verbi al congiuntivo

Quindi è tempo di riaprire
il manuale di grammatica
che è, molto educativo

Gerundio imperativo
e infinito indicativo
molti tempi e molte coniugazioni ma

Il congiuntivo ha un ruolo distintivo
e si usa per eventi
che non sono reali

È relativo a ciò che è soggettivo
a differenza di altri modi verbali

E adesso che lo sai anche tu
non lo sbagli più

Nel caso che il periodo sia della tipologia dell’irrealtà (si sa)
ci vuole il congiuntivo
Tipo se tu avessi usato
il congiuntivo trapassato
con lei non sarebbe andata poi male
condizionale
segui la consecutio temporum

Il congiuntivo ha un ruolo distintivo
e si usa per eventi
che non sono reali

È relativo a ciò che è soggettivo
a differenza di altri modi verbali

E adesso ripassiamo un po’ di verbi al congiuntivo
che io sia (presente)
che io fossi (imperfetto)
che io sia stato (passato)
che fossi stato (trapassato)
che io abbia (presente)
che io avessi (imperfetto)
che abbia avuto (passato)
che avessi avuto (trapassato)
che io… vorrei

Il congiuntivo
come ti dicevo
si usa in questo tipo di costrutto sintattico

Il tentativo è quasi riflessivo
descritto dal seguente esempio didattico

E adesso che lo sai anche tu
non lo sbagli più.

Un'altra bellissima canzone del Festival di Sanremo:

Guarda il video di Lorenzo Baglioni

Dominella Trunfio

Violenza sulle donne: questo non è amore!

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Published in: Costume & Società

 

I dati sono quelli della relazione conclusiva della Commissione parlamentare sul femminicidio votata in Senato che fa riferimento agli ultimi 4 anni. Da un lato calano le denunce di violenza sessuale, dall’altro aumentano quelle per stalking e maltrattamenti soprattutto domestici.

Per questo, nella relazione approvata all’unanimità il 6 febbraio scorso si fa riferimento anche a delle proposte come l’aumento dei fondi destinati al piano Antiviolenza e introduzione dell’omicidio di identità. Vediamo cosa emerge dalla relazione.

I dati sulla violenza sulle donne

Il fenomeno della violenza di genere costituisce, da alcuni anni, oggetto di misurazione statistica: l’Istat ha infatti elaborato due indagini, una nel 2006 e nel 2014, i cui dati sono stati poi acquisiti dalla Commissione.

In base ai dati dell’ultima indagine sulla sicurezza delle donne (2014), nel corso della propria vita poco meno di 7 milioni di donne tra i 16 e i 70 anni (6 milioni 788 mila), quasi una su tre (31,5%), riferiscono di aver subito una qualche forma di violenza fisica o sessuale, dalle forme meno gravi (come lo strattonamento o la molestia) a quelle più gravi, come il tentativo di strangolamento o lo stupro.

Gli autori delle violenze più gravi (violenza fisica o sessuale) sono prevalentemente i partner attuali o gli ex partner: due milioni e 800 mila donne ne sono state vittime. Ancora il 10,6 % delle donne dichiara di aver subìto una qualche forma di violenza sessuale prima dei 16 anni, mentre una su tre ha riportato ferite, lividi, contusioni o altre lesioni (37,6%), circa il 20 % è stata ricoverata in ospedale a seguito delle ferite riportate e più di un quinto di coloro che sono state ricoverate ha riportato danni permanenti.

Diminuiscono gli omicidi, aumentano le denunce

Se da un lato il numero complessivo di omicidi è in forte diminuzione (dal 2011 al 2016 si è ridotto di circa il 39%), non vale lo stesso per i femminicidi, che sono diminuiti solo del 14%. Secondo i dati, calano anche i reati di violenza sessuale denunciati, mentre aumentano i casi di stalking e maltrattamenti riportati alle autorità. Infatti le denunce di violenza sessuale sono passate dalle 4617 del 2011 alle 4046 del 2016 (circa il 12% in meno), e nei primi nove mesi del 2017 si è registrato un lievissimo ulteriore calo (-0,2%).

Le segnalazioni di stalking, invece, sono aumentate del 45%, si è passati dai 9.027 atti persecutori denunciati nel 2011 ai 13177 del 2016. Dal 1 gennaio al 30 settembre 2017 c’è stata una diminuzione: rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, le azioni di stalking sono passate infatti da 10067 a 8480.

Stesso andamento anche per i maltrattamenti domestici, le statistiche mostrano un progressivo aumento delle denunce con 9294 casi nel 2011 e oltre 14000 casi nel 2016, con un picco pari a +17% tra 2012 e 2013. Per quel che riguarda il 2017, si è registrato un calo del 9,7% dei casi denunciati nei primi 9 mesi rispetto agli stessi mesi del 2016.

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Forse però il dato più allarmante emerso dalla Relazione è quello che mostra come circa un quarto delle denunce vengano archiviate. Inoltre, quando si arriva al dibattimento penale le percentuali di assoluzione variano abbastanza sensibilmente sul territorio nazionale, passando da un minimo del 12,6% del distretto di Trento al 43,8% di Caltanissetta.

Dominella Trunfio

ICC to open separate initial examinations of Philippines ‘war on drugs;’ Venezuela protests

ONU - aiuti umanitari - feed -

The Prosecutor of the International Criminal Court (ICC) announced on Thursday that she will open preliminary examinations into the so-called “war on drugs” campaign launched by the Government of the Philippines and, separately analyze alleged crimes committed by Venezuela related to the demonstrations and ongoing political unrest there.

ICC to open separate initial examinations of Philippines ‘war on drugs;’ Venezuela protests

ONU - aiuti umanitari - feed -

The Prosecutor of the International Criminal Court (ICC) announced on Thursday that she will open preliminary examinations into the so-called “war on drugs” campaign launched by the Government of the Philippines and, separately analyze alleged crimes committed by Venezuela related to the demonstrations and ongoing political unrest there.

Il gambero che si clona da solo e che può aiutarci a combattere i tumori

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Published in: Animali

Si tratta dell'unico crostaceo capace di riproduzione asessuata. La sua è una storia abbastanza inquietante. Circa 30 anni fa, nel 1995, aveva attirato l'attenzione perché il proprietario di un acquario in Germania si era ritrovato con la vasca piena di femmine "clonate" da una singola madre. Cosa ancora più strana, le uova non avevano bisogno di essere fecondate.

Da allora, le femmine sono state in grado di diffondersi con successo e in modo massiccio senza l'aiuto dei maschi, come hanno confermato di recente gli scienziati del Centro di ricerca sul cancro tedesco (DKFZ).

C'è dell'altrpo. L'evoluzione del genoma del gambero può aiutare anche a spiegare i processi che stanno alla base dello sviluppo dei tumori.

I gamberi marmorizzati o marmorkrebs sono capace di partenogenesi, una forma naturale di riproduzione asessuata in cui lo sviluppo dell'uovo avviene senza che questo sia stato fecondato.

Nel nuovo studio, Frank Lyko e il suo team del Centro tedesco per la ricerca sul cancro (Deutsches Krebsforschorsszentrum, DKFZ) di Heidelberg hanno fornito la prova che tutta la progenie femmina del gambero marmorizzato fosse geneticamente identica.

Lyko spiega: "Potremmo rilevare solo poche centinaia di varianti in un genoma che è più grande di quello umano. Questo è un numero incredibilmente piccolo."

Le minuscole variazioni possono essere attribuite a mutazioni naturali. I ricercatori del DKFZ hanno contato 3,5 miliardi di paia di basi nel genoma dei gamberi, circa il 7% più grande del genoma umano.

In un'altra parte dello studio, uno scienziato del Madagascar ha esaminato in che misura i gamberi siano in grado di diffondersi in natura attraverso la partenogenesi. È stato così scoperto il loro enorme successo riproduttivo, "rapido e massiccio".

Oltre al Madagascar, i gamberi marmorizzati si possono trovare anche, ad esempio, in Svezia, Giappone, Friburgo, Hannover o Heidelberg. Questa è la prova della loro notevole adattabilità, senza alcuna riproduzione sessuale.

Sebbene tutti i gamberi marmorizzati nascano con gli stessi geni, sono in grado di adattarsi a un'ampia varietà di habitat. Ciò è reso possibile dai meccanismi epigenetici che funzionano come interruttori che attivano o disattivano i geni.

"Le varianti epigenetiche sono spesso influenzate dalle varianti genetiche, ma nei Marmorkrebs la variazione epigenetica è indipendente", ha spiegato Lyko.

Gamberi e tumori

Ma cosa c'entrano questi particolari gamberi con i tumori? Ad aver incuriosito gli scienziati è stata proprio questa regolazione epigenetica. Il meccanismo dell'evoluzione clonale si verifica sia sia nei gamberi che nei tumori. I meccanismi epigenetici svolgono un ruolo chiave in questi processi. Possono influenzare il rischio di cancro e il decorso della malattia.

Secondo Julian Gutekunst, che è il primo autore della pubblicazione, la domanda chiave a cui trovare risposta è "quale impatto abbiano i fattori ambientali sull'epigenetica e sulla regolazione genetica".

Questi risultati possono ampliare le nostre conoscenze sui processi dei tumori e aprire prospettive nuove per il loro trattamento.

 Va detto anche che questi animali sono una specie invasiva che da oltre 20  ha invaso fiumi e laghi in tutto il mondo, distruggendo l’equilibrio degli ecosistemi e mettendo a rischio la sopravvivenza di alcune specie.

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Francesca Mancuso

Mentuccia: proprietà, abbinamenti in cucina e usi della nepetella

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Published in: Altri alimenti

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La mentuccia comune (il nome scientifico è Clinopodium nepeta) è una pianta aromatica appartenente alla famiglia delle Lamiaceae e del genere Clinopodium. Alcuni usano anche il sinonimo Calamintha nepeta.

Le sue foglie sono ovali, con il margine che può anche essere lievemente dentellato. I fiori sono singoli e di colore violetto.

Mentuccia cos’è 

Si tratta di una pianta aromatica perenne - fiorisce da giugno a ottobre - che forma cespugli alti 20-50 centimetri, tipica delle zone montane, dei boschi, dei luoghi freschi e dei terreni incolti con terreno calcareo.

Da non confondere con la Mentha pulegium, una specie che in alcune zone d’Italia – soprattutto Lazio – viene chiamata impropriamente mentuccia, ma che corrisponde alla cosiddetta menta romana (le due specie si distinguono dall’infiorescenza: a sviluppo verticale con fiori singoli quella della nepetella, tondeggiante con fiori ravvicinati l'infiorescenza della Mentha pulegium).

Inoltre, mentre la menta propriamente detta ha infiorescenze rotondeggianti con i fiori ravvicinati, la mentuccia o nepetella ha fiori rosa/violetti con la tipica forma a bocca.

Le foglie della mentuccia sono piccole con margini che possono essere lineari o leggermente dentellati.

Alcuni autori la chiamano anche Satureja CaJamintha e il perché è presto detto: il nome Satureja avrebbe una radice latina e si riferirebbe al termine Satura che potrebbe significare “salsa” o “intingolo”: interpretazione accettabile dal momento che la nepetella è famosa proprio come spezia per condire gli alimenti.

Proprietà della mentuccia

Alla mentuccia si attribuiscono proprietà:

  • digestive, è ricca di fibre e regolarizza l’intestino
  • espettoranti, viene usata per contro raffreddore, febbre, malattie all’apparato respiratorio e congestione toracica
  • carminative, di fatti gli infusi ottenuti con le foglie sono benefici in caso di flatulenza e debolezza di stomaco e stimolano le funzioni epatiche

Inoltre, sembra che la mentuccia aiuti a produrre sudorazione, sia benefica in caso di depressione, di dolori mestruali e di insonnia e sia utile sulle piccole escoriazioni (le nonne applicavano le foglie fresche sulla parte interessata)

L’olio essenziale che si ricava dalle foglie conferisce alla mentuccia proprietà antibiotiche, ma è bene sempre sentire il proprio medio o erborista.

Controindicazioni

In genere si sconsiglia l’uso in dosi eccessive durante la gravidanza e a chi soffre di tachicardia, dato il suo potere eccitante sul sistema nervoso.

Stagionalità della nepetella e coltivazione della mentuccia

La nepetella è una pianta estiva e fiorisce da giugno a ottobre. È possibile coltivarla in vaso in posizione soleggiata o a mezz’ombra e sia foglie che fiori possono essere lasciati a essiccare in un luogo fresco e asciutto, conservandoli poi al riparo dalla luce.

La semina deve avvenire in primavera, meglio se direttamente in terra, perché se le piante vengono trasportate l’aroma può attrarre i gatti che possono distruggere le piantine. In primavera può anche avvenire la divisione dei cespi e il distacco di eventuali talee. Le foglie e i fiori della mentuccia vanno raccolti durante il periodo della fioritura.

Abbinamenti della mentuccia in cucina

Dall’aroma simile alla menta, la nepetella viene usata in cucina per aromatizzare, carne, pesce, funghi (Toscana) e verdure (classici i “carciofi alla romana”).

La si può gustare anche cruda in una insalata o con pomodori.

Tipica è la pasta alla trapanese, a base di spaghetti o rigatoni conditi con la “neputedda”, i pomodorini ciliegino e l’aglio. Ma in Sicilia la mentuccia viene usata anche per aromatizzare le olive da tavola.

Viene utilizzata anche come ingrediente nella preparazione di una tipica frittata pasquale detta “frocia” e in Irpinia (Campania) prende il di “Zenzifero” e viene mescolata alla ricotta per formare il ripieno di ravioli o per imbottire frittate, oppure viene usata per preparare un particolare liquore aromatico.

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Germana Carillo

Cibi fermentati: cosa sono, tutti i benefici ed elenco dei più o meno noti

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Published in: Alimentazione & Salute

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Cosa sono i cibi fermentati

I cibi fermentati (di cui il più noto e utilizzato è indubbiamente lo yogurt) sono alimenti che vengono fatti colonizzare da batteri e lieviti buoni che in questo modo li “pre-digeriscono” conferendogli delle caratteristiche particolari. La fermentazione, infatti, fa in modo che in questi cibi venga abbattuto il livello di zuccheri e amidi presenti all’interno. Non a caso una delle loro caratteristiche peculiari è che si tratta di cibi particolarmente digeribili. Ma questo non è certo l'unico beneficio che offrono.

Benefici dei cibi fermentati

I cibi fermentati esistono fin dalla notte dei tempi, le antiche popolazioni li utilizzavano spesso in quanto si trattava di un ottimo metodo di conservazione degli alimenti in particolare di quelli facilmente deperibili come latte, cereali e frutta. 

La presenza di lieviti e batteri fa sì che si producano sostanze dal potere conservante come l’acido lattico, l’alcol etilico e l’acido acetico. Queste evitano che cibi e bevande si riempiano di muffa o altri microrganismi pericolosi e potenzialmente responsabili di intossicazioni alimentari.

Ma i benefici di questi cibi non finiscono qui sono infatti:

  • Facilmente digeribili e assimilabili: dato che i microrganismi agiscono sugli alimenti e le bevande fermentate compiendo una sorta di predigestione, va da se che questi cibi siano più facilmente digeribili e assimilabili dal nostro organismo.
  • Più vitamine e nutrienti maggiormente biodisponibili: sempre grazie all’azione dei microrganismi, questi cibi si arricchiscono di vitamine e aumenta la capacità del nostro organismo di poter assorbire nutrienti importanti come ad esempio le proteine.
  • Proteggono dalle fratture: uno studio condotto in Svezia su oltre 60mila donne ha evidenziato che coloro che mangiavano molti prodotti fermentati (in particolare yogurt messo a confronto con del semplice latte) uniti a tanta frutta e verdura avevano ossa più forti e riuscivano a prevenire le fratture dell’anca. Secondo questa ricerca sarebbe consigliato alle donne in menopausa il consumo non di latticini freschi ma di quelli fermentati. 
  • Promuovono il benessere intestinale: si tratta a tutti gli effetti di alimenti dall’effetto probiotico naturale che aiutano a ristabilire l'equilibrio della flora intestinale.
  • Aiutano il sistema immunitario: grazie all’azione sull’intestino, luogo dove ormai è noto risiedono parte delle difese del nostro organismo, questi cibi aiutano anche il buon funzionamento del sistema immunitario.
Quali sono?

Al di là dello yogurt non avete ben chiaro quali possano essere gli alimenti fermentati da inserire più spesso nella vostra alimentazione? Ecco un elenco:

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Francesca Biagioli

In Germania settimana lavorativa di 28 ore per dedicarsi ai figli e agli ammalati

GreenMe -

Published in: Lavoro & Ufficio

Esultano i metalmeccanici tedeschi che hanno vinto un'importante battaglia sul fronte sindacale. Oltre a una riduzione dell'orario di lavoro, hanno conquistato anche un aumento del salario del 4,3% e la possibilità di occuparsi di figli piccoli o parenti malati senza subire alcuna decurtazione dello stipendio.

È stato salutato come un accordo rivoluzionario quello tra il sindacato tedesco IG Metall e i datori di lavoro della regione del Baden-Württemburg, stabilendo sia un precedente che potrebbe essere seguito in tutta la Germania che un esempio positivo per tutta l'Europa.

Le settimane di scioperi e manifestazioni a cui hanno partecipato quasi un milione di lavoratori hanno ottenuto l'effetto sperato, la possibilità di ridurre l'orario di lavoro a 28 ore per dedicarsi ai bambini o a eventuali familiari malati.

Secondo quanto prevede il nuovo accordo infatti i dipendenti  con  figli, parenti bisognosi di cure o lavoro a turni possono convertire l'orario collettivamente concordato in giorni aggiuntivi. Inoltre, tutti i dipendenti hanno il diritto di ridurre il proprio orario di lavoro fino a 28 ore settimanali per un periodo che va da 6 a 24 mesi per poi tornare alla consueta settimana lavorativa di 35 ore.

Il contratto collettivo prevede un aumento del salario del 4,3% per 27 mesi, fino a marzo 2020, con due una tantum, il primo pari a 100 euro per i mesi da gennaio a marzo 2018 e un importo fisso di 400 euro annuale, che sarà dovuto a luglio 2019.

"Ciò avvantaggia in particolare i gruppi salariali più bassi. Il contratto collettivo è valido fino al 31 marzo 2020" spiega l'IG Metall.

Per Roman Zitzelsberger, a capo del distretto del sindacato per il distretto di Baden-Wuerttemberg, IG Metall ha raggiunto un traguardo importante per i dipendenti:

"Abbiamo lottato per ogni dettaglio, ma abbiamo raggiunto un grande risultato nei problemi che ci interessano e rafforzato l'autodeterminazione nell'orario di lavoro dei dipendenti".

"L'Europa ha bisogno di un aumento di stipendio, e tutti sono d'accordo sul fatto che la Germania possa permettersi aumenti salariali" ha dichiarato Peter Scherrer, Vice Segretario Generale della Confederazione europea dei sindacati. "Questo accordo dovrebbe ispirare aumenti salariali e migliori condizioni di orario di lavoro non solo in tutta la Germania, ma nelle aziende di tutta Europa e incoraggiare lavoratori e sindacati a organizzarsi per un accordo più equo in tutti i paesi dell'UE".

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L'accordo riguarda 900.000 lavoratori metalmeccanici ma verrà probabilmente applicato ai 3,9 milioni di lavoratori in tutta la Germania.

Francesca Mancuso

Foto berndneeser / 123RF Archivio Fotografico

La Ue boccia la proposta di abolire l'ora legale... anche se fa male alla salute

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Published in: Costume & Società

La risoluzione è stata sostenuta da alcuni deputati del Nord, Centro ed Est Europa e la firma, presentata lo scorso gennaio, è dell’onorevole Karima Delli, deputata francese del gruppo Ale e presidente della Commissione per i trasporti e il turismo.

Nella risoluzione i firmatari invitavano “la Commissione a interrompere l’attuale cambiamento semestrale dell’ora proponendo una modifica della direttiva 2000/84/CE”. 

Alla base della risoluzione discussa oggi a Strasburgo, gli eurodeputati hanno chiesto in definitiva di "condurre una valutazione approfondita”.

Il motivo? Lo si legge nella stessa risoluzione: “considerando che numerosi studi scientifici, tra cui lo studio dei Servizi di ricerca del Parlamento europeo, dell’ottobre 2017, sulle disposizioni dell’UE relative all’ora legale a norma della direttiva 2000/84/CE, non sono riusciti a dimostrare alcun effetto positivo del cambiamento semestrale dell’ora e, al contrario, hanno segnalato l'esistenza di effetti negativi sulla salute umana, l’agricoltura e la sicurezza della circolazione stradale”.

Il cambio di orario due volte in un anno (marzo e ottobre), insomma, oltre che essere “scomodo” può provocare anche danni alla salute dei cittadini in termini di malesseri generali, stanchezza e irritabilità. Ma la Commissione non ne ha voluto sapere.

“Turbare due volte all'anno l’orologio interno degli individui porta danni alla salute", ha spiegato la finlandese Heidi Hautala.

Non è dunque passata la richiesta di abolizione del cambiamento semestrale, ma si è deciso tuttavia di studiare la questione e "eventualmente proporre una modifica" della direttiva Ue del 2000, che regola l'alternanza tra ora legale e solare nell'Unione europea.

Perché si usa e quando è stata introdotta l’ora legale

L’ora legale è la convenzione di molti Paesi di mettere avanti di un’ora le lancette degli orologi durante il periodo primaverile ed estivo, per avere più la luce solare nel tardo pomeriggio. Il motivo principale per cui è stata introdotta è che permette di risparmiare energia: recuperando un’ora di luce solare ogni giorno, accendiamo infatti la luce elettrica un’ora più tardi.

Una teoria che risale al ‘700, quando l’americano Benjamin Franklin - inventore del parafulmine - si rese conto che adattando l’orario ai cambiamenti di luce durante l’estate si sarebbe risparmiato molto in termini di energia destinata all’illuminazione.

In Italia l'ora legale venne introdotta per la prima volta nel 1916. L'Unione Europea nel 2001 ha stabilito che in ciascun Stato membro il periodo dell'ora legale ha inizio alle ore 1.00 del mattino, ora universale, dell'ultima domenica di marzo e termina alle ore 1.00 del mattino, ora universale, dell'ultima domenica di ottobre. 

E voi sareste d'accordo ad eliminarla del tutto?

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Germana Carillo

Qual è il personaggio pubblico più attento al bene del prossimo e alla solidarietà sociale? Ce lo dice un sondaggio

BuoneNotizie.it -

Nel corso del mese di gennaio, i City Angels hanno svolto un sondaggio sugli italiani, volto a conoscere, ad avviso di questi ultimi, qual è il personaggio pubblico che si adopera in misura maggiore per il bene del prossimo e per la solidarietà sociale.

La ricerca, effettuata con la consulenza del Prof. Renato Mannheimer, è stata realizzata tramite Internet, intervistando con questo strumento un campione della popolazione di tutto il Paese, proporzionato per genere, età e collocazione geografica.

Le indicazioni degli intervistati si sono dirette verso un’ampia e molto articolata pluralità di persone, una circostanza, questa, favorita dal fatto che il quesito era posto in modo “aperto” e che quindi ogni interpellato poteva dare l’indicazione che preferiva. Sono stati indicati più di 40 diversi personaggi, dalle caratteristiche più varie. Il che mostra come la percezione di “chi fa del bene” sia orientata su una larga gamma di individui.

Anche se non sono pochi, quasi uno su cinque, gli intervistati così pessimisti da essere portati a rispondere: “non c’è nessuno che si impegna per gli altri” (17%), si tratta di una quota rilevante del campione, che non trova evidentemente tracce di solidarietà nella nostra società. Un’affermazione molto triste, che contrasta però con la realtà percepita dalla maggioranza dei rispondenti a questo sondaggio.

Tra questi ultimi, la graduatoria delle risposte vede una netta prevalenza della figura del Pontefice, Papa Francesco, che raccoglie in assoluto la maggioranza relativa di citazioni. Escludendo dal computo coloro che non hanno dato nessuna indicazione, si tratta di poco meno di un quinto delle risposte complessive (18%), il Papa è dunque la figura che spesso viene per prima alla mente quando si parla del bene e della solidarietà. Un risultato molto significativo che mostra, tra l’altro, come la capacità comunicativa del Pontefice sia fortemente efficace e raggiunga molte persone.

Segue, nella graduatoria delle indicazioni, però a una certa distanza, con poco meno della metà delle citazioni ottenute dal Pontefice, Gino Strada (8%), il fondatore e l’anima di Emergency, la cui notorietà appare comunque molto elevata. E, anche in questo caso, la capacità di comunicazione e di impatto sulla pubblica opinione.

Ancora, subito dopo in questa classifica di citazioni, si trova Angelina Jolie (7%), la cui fama è largamente diffusa anche nel nostro paese e che ha saputo anche da noi consolidare la sua reputazione di benefattrice.

Successivamente, con un numero però sensibilmente inferiore di indicazioni, si trovano tanti altri personaggi, come Don Ciotti, ma anche Bill Gates o Emma Bonino, e protagonisti dello spettacolo come, ad esempio, Renzo Arbore, Lorella Cuccarini, Lino Banfi e tanti altri.

Insomma, anziché indicare solo pochi nominativi, gli italiani individuano molte persone note come intente a fare del bene e a pensare agli altri. Un dato confortante, che suggerisce come la solidarietà sociale sia percepita come un fenomeno piuttosto diffuso anche all’interno dei “famosi”.

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Palo Santo: come usarlo per tenere lontane zanzare e altri insetti

GreenMe -

Published in: Salute & Benessere

Soprattutto durante la bella stagione, nei nostri giardini e in casa tornano a presentarsi le zanzare e altri insetti che rendono poco piacevole la permanenza negli ambienti dato che possono pungerci facendo comparire prurito e fastidio oppure posarsi sul nostro cibo e contaminarlo (vedi il caso delle mosche).

Possiamo provare allora a tenere a portata di mano dei bastoncini di Palo Santo con il doppio vantaggio di rendere più piacevole l'atmosfera e allontanare gli insetti. 

I bastoncini di incenso noti con il nome di Palo Santo si ricavano da un albero tropicale (Bursera graveolens) che cresce spontaneamente soprattutto in Ecuador e Perù e attualmente viene anche coltivato nelle stesse zone d'origine. Si utilizzano esclusivamente esemplari di alberi vecchi di circa 10 anni, già caduti a terra e seccati naturalmente. Ciò perché si ritiene che solo le piante con queste caratteristiche presentino le migliori potenzialità in quanto a principi attivi e oli essenziali presenti all’interno.

Nelle famiglie di città e campagna dell’America Centro Meridionale, l’utilizzo come repellente di questo rimedio naturale si perde nella notte dei tempi. Quando era ancora sconosciuto l'uso di insetticidi, le famiglie si procuravano l’incenso da bruciare soprattutto la sera in modo da allontanare gli insetti. Venivano esposti al suo aroma anche gli indumenti e i pannolini dei bambini piccoli così proteggerli dalle punture.

Questo metodo naturale di controllo delle zanzare è così efficace che durante la stagione delle piogge viene bruciato nelle principali città di molti paesi tropicali, in primis naturalmente l'Ecuador e il Perù, per controllare le popolazioni di zanzare e proteggere le persone dai morsi e dalle pericolose malattie che possono trasmettere gli insetti in questi paesi.

Come usare il Palo Santo

Anche noi possiamo sfruttare le potenzialità di questo incenso naturale. L’utilizzo dei bastoncini è semplice: bisogna accenderli con l’aiuto di un fiammifero o un accendi gas e fargli fare il proprio lavoro per il tempo necessario.

In realtà, a differenza dei più comuni incensi, il Palo Santo tende a spegnersi più facilmente. Ecco allora che sarebbe bene riavviarlo ogni tanto tenendo il fuoco vicino al legnetto per alcuni secondi (non troppo per evitare che rimanga accesa la fiamma), spegnendo e riaccendendo per 4/5 volte scuotendo un po’ il bastoncino. In questo modo si evita che si annerisca troppo in fretta compromettendone anche l’aroma.

Il Palo Santo acceso si può tenere su un apposito poggia incenso oppure trovare soluzioni più casalinghe per fare in modo che la cenere e i residui non finiscano su tavoli, mobili o ripiani.

In pochi secondi la stanza si impregnerà del suo aroma caratteristico e gli insetti si terranno bene alla larga dato che a loro risulta particolarmente sgradito a causa della presenza in esso di oleoresine e oli essenziali.

Bruciare Palo Santo può essere una buona soluzione repellente per gli insetti anche in caso serva per tenerli lontani da ambienti esterni come balconi, terrazzi o giardini.

Foto: isabellacatalog Olio di Palo Santo contro le zanzare

In alternativa ai bastoncini, allo stesso scopo si può usare anche l'olio essenziale di Palo Santo da diffondere negli ambienti tramite diffusore (ne occorre una goccia ogni metro quadrato di superficie in cui si vuole sprigionare l’essenza repellente).

Anche questa soluzione, oltre a tenere lontani gli insetti, torna utile per le sue proprietà di cui può beneficiare tutta la famiglia. Questo olio infatti:

  • Purifica l’ambiente dai batteri
  • Sprigiona un gradevole odore
  • Allontana le negatività e favorisce il buon umore
  • Promuove il relax
  • Aiuta chi vuole meditare

L’olio di Palo Santo, tra l’altro, grazie alle sue proprietà antinfiammatorie e lenitive può essere usato anche come dopopuntura per lenire i fastidi ed evitare rigonfiamenti.

Altri rimedi naturali anti zanzara e per allontanare gli insetti li trovate nei seguenti articoli:

Francesca Biagioli

Esplosione in un'azienda chimica di Como: si teme per le conseguenze ambientali

GreenMe -

Published in: Ambiente

L'esplosione si è verificata poco prima delle 14 in uno dei dodici serbatoi esterni in cui si svolgono le lavorazioni sui solventi. Non si conoscono ancora le cause ma sembra che in uno dei silos si sia verificata una reazione  anomala da cui è scaturito un violento incendio. Le fiamme avrebbero poi raggiunto i serbatoi adiacenti generando un'alta colonna di fumo durata per ore.

"Sembrava il terremoto, tremavano non solo i vetri ma anche i muri", ha spiegato un residente che vive in paese, distante centinaia di metri. La violenza della deflagrazione è ha danneggiato le auto dei dipendenti, in tutto 33.

Conseguenze per l'ambiente e la salute pubblica?

Non vi sono ancora dati definitivi. I tecnici dell'Arpa Lombardia si sono messi al lavoro ieri per capire lo stato della situazione. L'ultimo aggiornamento risale a ieri pomeriggio:

"Gli accertamenti speditivi effettuati dai tecnici del Dipartimento Arpa di Como nelle prime fasi dell'incendio, scoppiato a seguito dell'esplosione di un silos della ditta Ecosfera di Bulgarograsso (CO), hanno dato esiti negativi. Al momento l'incendio è quasi completamente estinto e proseguono le verifiche sulle modalità di gestione delle acque di spegnimento. Il Gruppo specialistico dell'Agenzia ha installato un campionatore per il monitoraggio degli impatti dell'incendio sulla qualità dell'aria" si legge nel comunicato ufficiale.

Ieri le autorità comunali di Bulgarograsso hanno minimizzato, dicendo che,

"a seguito dell'incidente avvenuto in data odierna (ieri, 7 febbraio, Ndr), sul territorio di Bulgarograsso, non sussistono, al momento, rischi per la popolazione".

Sembra, infatti, che nell'aria si siano liberati vapori di acetato di etile non particolarmente tossici. Tuttavia, s scopo precauzionale, sono state evacuate quattro abitazioni nelle immediate vicinanze dell'esplosione anche per i timori legati all'ampia colonna di fumo nero provocata dall'incendio.

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Fino a quanto non arriveranno gli altri risultati dal campionatore installato ieri dall'Arpa non si potrà essere certi che la situazione sia sotto controllo e che l'aria non sia stata contaminata da sostanze pericolose.

Francesca Mancuso

Foto: VVF

La bellissima leggenda di Pizzomunno e Cristalda cantata da Gazzè

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Published in: Mente & emozioni

 

Un gradissimo omaggio che ha commosso tutta la comunità di Vieste tanto che il comune conferirà a Gazzè la cittadinanza onoraria. “L’aver portato sul palco del più prestigioso festival della canzone italiana, un pezzo significativo nella nostra cultura popolare, ci riempie di gioia", ha detto al sindaco Giuseppe Nobiletti.

Vieste, non solo è conosciuta per le sue splendide spiagge, ma è da secoli custode della leggendaria storia d’amore tra il giovane pescatore Pizzomunno e la sua amata Cristalda, ma come accade nelle storie tramandate oralmente esistono diverse versioni del racconto che mette in primo piano i sentimenti che superano ogni avversità. Vi raccontiamo quella più famosa.

La leggenda di Pizzomunno e Cristalda

La storia nasce sulle spiagge pugliesi di Vieste, un borgo di pescatori con le case incorniciate sul mare. Secondo la leggenda Pizzomunno era un bellissimo giovane, alto, forte e affascinante tanto che nessuna donna poteva resistergli.

Cristalda non era da meno. Con i suoi lunghi capelli biondi e un viso angelico aveva una bellezza più unica che rara. Tra loro nasce una dolcissima storia d’amore. Pizzomunno però è un pescatore, quindi passa la maggior parte delle sue giornate in mare e viene continuamente tentato dalle sirene che vogliono ammaliarlo e sedurlo. Secondo la leggenda, i pescatori erano soggetti alle insistenti attenzioni delle sirene che popolavano l'azzurro mare di Vieste e che miravano soltanto a prendersi le loro sfortunate vite.

La stessa cosa accadde a Pizzomunno che, in diverse occasioni, si trova a fronteggiarle. Per convincerlo, le sirene si offrono di diventare sue serve e di vivere con lui negli abissi. Ma lui, innamorato e fedele come non mai a Cristalda, rifiuta e paga a caro prezzo questo affronto fatto alle creature marine.

Umiliate e infuriate, le sirene si vendicano nel modo più malvagio. Così, mentre i due innamorati sono stretti in un abbraccio al chiaro di luna in riva al mare, le sirene riemergono dagli abissi e portano via Cristalda.  Pizzomunno è così distrutto dal dolore che il suo corpo rimane pietrificato trasformandosi in un enorme monolite che ancora oggi troneggia sulla spiaggia di Vieste.

Altre bellissime leggende:

Al monolite, alto circa 25 metri, è stato dato proprio il nome del giovane innamorato, il Pizzomunno, che imperioso si staglia sulla costa pugliese e che l'ha resa famosa nel mondo per l'inconfondibile panorama. Secondo la leggenda però l’incantesimo viene rotto ogni cento anni e per una notte sola, il 15 agosto dove i due innamorati possono finalmente incontrarsi e amarsi. Una storia con un finale davvero inaspettato.

Foto

Un'altra versione della leggenda

C'è poi un'altra versione della leggenda secondo cui Cristalda era una sirena innamorata del bellissimo Pizzomunno, ma le sorelle gelose e incattive dal fortunato amore, trasformano il giovane in monolite. Il finale però rimane uguale perché i due, in un modo o nell'altro, riescono a ricongiungersi, ma soltanto ogni 100 anni.Al monolite rimangono comunque  associate  diverse storie che danno spazio a un'inventiva fantasiosa e magica, come per esempio la credenza che girando intorno al grosso scoglio ed esprimendo un desiderio questo si avveri.

Dominella Trunfio

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Come paracetamolo e ibuprofene alterano le emozioni e riducono l'empatia

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Published in: Mente & emozioni

Lo rivela una revisione di una serie di studi dell’Università della California, secondo cui, soprattutto le donne che assumono farmaci da banco come l’ibuprofene e il paracetamolo, possono riportare sentimenti meno dolorosi da esperienze emotivamente provanti. Il contrario è stato trovato negli uomini, per i quali le emozioni sembravano essere aumentate prendendo quei determinati farmaci.

Le indagini hanno insomma dimostrato che gli antidolorifici da banco possono condizionare il modo in cui le persone elaborano le informazioni e il modo in cui le persone rispondono alle immagini emotive. Ciò le rende meno sensibili in alcuni contesti e non solo: paracetamolo e ibuprofene influenzerebbero anche la capacità di entrare in empatia con il dolore degli altri.

Nel corso degli esperimenti, le donne che hanno assunto una dose di ibuprofene hanno visto ridursi il dolore di esperienze emotivamente dolorose, come l’essere trattate ingiustamente, escluse o tradite in un gioco. Una dose di paracetamolo, invece, rispetto a una pillola di placebo, sarebbe in grado di ridurre l’empatia per il dolore, fisico e psicologico altrui. In pratica il paracetamolo rende più "freddi" rispetto alla vista di un'altra persona che soffre.
Con una dose di ibuprofene, quindi, le donne hanno riferito “sentimenti meno feriti” da esperienze emotivamente dolorose, mentre gli uomini hanno mostrato lo schema opposto.

I ricercatori hanno anche scoperto che le pillole influenzano la capacità di entrare in empatia con il dolore degli altri: rispetto a coloro che assumevano placebo, le persone che hanno assunto una dose di paracetamolo erano meno stressate dal punto di vista emotivo mentre leggevano di una persona che stava vivendo un dolore fisico o emotivo e sentivano meno rispetto per la persona.

“In molti modi, i risultati del riesame sono allarmanti. I consumatori presumono che quando assumono un farmaco antidolorifico da banco si alleviano i loro sintomi fisici, ma non prendono in considerazione i più ampi effetti psicologici”, spiega Kyle Ratner, psicologo dell’University of California di Santa Barbara.

I ricercatori hanno concluso che si potrebbe pensare che una simile scoperta potrebbe avere un nuovo potenziale per aiutare le persone più depresse ad affrontare i sentimenti feriti. Analgesici per la depressione? Calma e piedi di piombo. Studi ed esperimenti sono ancora da fare, dicono i ricercatori, e quanto a un argomento così delicato come la depressione, ecco qualche consiglio su come intanto farsi aiutare.

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Germana Carillo

La Norvegia dice no al parco eolico nella riserva delle renne

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Published in: Energie rinnovabili

Il progetto da 120 megawatt (MW) era previsto nel comune di Bygland e puntava ad incrementare gli affari nella regione scarsamente popolata. Avrebbe fornito sì energia pulita ma ad aver preoccupato le autorità era il fatto che il parco eolico sarebbe sorto all'interno di una riserva nazionale ricca di renne.

In Norvegia vivono quasi 35.000 renne nell montagne meridionali. Si tratta dell'ultima ridotta di popolazione di animali in Europa, secondo l'Agenzia norvegese per l'ambiente.

Ultimamente questi animali devono far fronte a varie minacce. Strade, ferrovie, bacini idrici e baite per le vacanze hanno aumentato la pressione sulle mandrie. In una sola settimana di novembre dello scorso anno, circa 110 renne sono state uccise da otto treni merci in Norvegia.

Non va meglio a quelle che vivono neell'Artico, dove vengono allevate dagli indigeni Sami per venderne carne e pelle. Per non parlare poi dei cambiamenti  climatici. I disgeli più frequenti dei pascoli invernali le stanno mettendo a dura prova.

E infine arriva l'eolico. Negli ultimi anni, l'interesse per i parchi eolici nel sud della Norvegia è aumentato. Nel 2017, il paese ha autorizzato la costruzione di due parchi onshore nella zona, con una capacità totale combinata di 141 MW.

Eppure, la Norvegia ha un surplus di produzione ed esporta energia pulita anche verso nei Paesi Bassi e i paesi limitrofi. Circa il 99% del fabbisogno energetico nazionale viene soddisfatto con l'energia generata dalle dighe idroelettriche.

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In questo caso, visto che il paese è già in grado di sopravvivere usando solo le energie rinnovabili, la costruzione di un parco eolico all'interno di una riserva nazionale non sarebbe stata poi necessaria secondo le autorità norvegesi, che hanno preferito tutelare le renne.

Francesca Mancuso

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