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Rapporto Coop 2017: italiani attenti alla salute e al cibo come terapia

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Published in: Alimentazione & Salute

Nel nostro paese le cose "evolvono" nel bene che nel male e sotto tanti punti di vista. Un quadro completo della situazione è quello redatto dall’Ufficio Studi di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori) con la collaborazione scientifica di REF Ricerche e il supporto d’analisi di Nielsen, da cui è nato appunto il Rapporto Coop 2017.

Vediamo i punti salienti con particolare riferimento agli argomenti che ci stanno più a cuore: salute e alimentazione.

Salute

La salute rimane una delle priorità nel nostro paese anche se la percezione del benessere sembra essere un po’ scesa. Mentre infatti nel 2010% le persone che avevano dichiarato di stare bene o molto bene erano il 66,7% attualmente la percentuale è scesa al 65,8%. Al di là delle singole percezioni, l’aspettativa di vita rimane comunque più alta al nord e le patologie in testa alla classifica come causa dei decessi rimangono ad oggi tumori e malattie cardiovascolari.

Cresce anche il desiderio di fare sport e muoversi da parte degli italiani che, come fotografa il rapporto, sembrano amare in particolare la bicicletta e la corsa. Attualmente 1 italiano su 4 pratica regolarmente sport, 1 su 3 lo pratica saltuariamente e 1 su 2 pratica qualche attività fisica nel tempo libero (si può fare di meglio!)

Sembra poi ormai di dominio comune che la buona salute si può conquistare anche attraverso il cibo che si mette in tavola ogni giorno. Sempre più persone ritengono infatti l’alimentazione una vera e proprio terapia oltre che un momento di piacere e condivisione con gli altri.

Alimentazione

Una buona notizia è che sono aumentati i consumi nel primo semestre 2017 sopratutto per quanto riguarda l'acquisto di frutta, verdura e pesce. Per mettere in tavola il cibo si spende di più al Sud dove, si sa, mangiare è un vero e proprio rito di piacere e condivisione.

Ovviamente non è importante solo quanto si compra ma anche e soprattutto cosa. A questo proposito il rapporto evidenzia un un vero e proprio boom nel consumo di superfood (il 46% degli italiani pensa che siano utili a prevenire le malattie e c’è chi li utilizza anche in alternativa alle tradizionali medicine). L'utilizzo di questi alimenti “speciali” considerati terapeutici vale attualmente il 10% dei consumi alimentari complessivi e quest’anno i superfood sono cresciuti il doppio della media degli altri prodotti.

Tra i preferiti degli italiani ci sono: avocado, zenzero, olio di lino, semi di lino ma anche maca, semi di chia, bacche di acaj e goji.

Quando hanno dubbi gli italiani si affidano soprattutto al proprio medico o al naturopata per capire come i diversi cibi possano diventare nella vita di tutti i giorni anche una vera e propria terapia.

E cosa dire dei nostri prodotti tradizionali? Anche in questo caso si scelgono sempre di più le varianti maggiormente salutari, nel caso del latte ad esempio quello a lunga conservazione (uht) ha visto una riduzione dei consumi del -4,6% mentre quello ad alta digeribilità è cresciuto del +174,4%. Lo stesso vale per le uova: da galline allevate a batteria (-8,2%), allevate a terra (+15%). Sempre sull’onda di una maggiore attenzione al benessere cresce anche il consumo di alimenti integrali, senza glutine, senza lattosio e bevande vegetali. 

Anche il successo del biologico non si arresta e segna invece, nel primo semestre di quest’anno, un aumento del 16,1%.

Sembra quindi che l’Italia stia davvero cambiando, diminuisce la “caccia” alla promozione e cresce invece la voglia di indagare alla ricerca di cibo che possa favorire il benessere e che sia di qualità. Nel nostro paese si ama ancora il cibo di lusso: il 70% degli intervistati ha dichiarato di essere disposto a pagare di più per avere maggiore qualità e cibi particolari. Continuano a crescere anche le vendite di alimenti pronti ed etnici.

Fortunatamente la gran parte degli italiani ha imparato a stare attenta all’etichetta: secondo il rapporto il 56,4% dei consumatori le legge sempre in maniera precisa quasi ossessiva.

Il cibo è una vera nuova tendenza “fashion, è quindi di moda e quello che si cucina o si mangia viene condiviso sempre più spesso anche sui social (227 milioni sono gli hashtag sul food) pensiamo ai vari #foodporn, #mangiarsano, #cibo, ecc. C’è da considerare poi che mangiare è diventato anche un modo per esprimere la propria identità o le proprie convinzioni (pensiamo ad esempio all’alimentazione vegana).

Vi ritrovate in questa descrizione di una nuova Italia più attenta alla salute e a ciò che mette in tavola?

Francesca Biagioli

Empathy dolls: cosa sono, quali scegliere e dove trovare le bambole empatiche

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Published in: Speciale bambini

In tutti i negozi di giocattoli molti scaffali sono dedicati all'esposizione di bambole di ogni tipo generalmente rigide e di plastica, con accessori da togliere e mettere, che emettono suoni particolari, ecc. Spesso però i bambini, dopo l’entusiasmo dei primi momenti, si stancano di questo tipo di giochi che tra l’altro spesso non offrono neppure grandi stimoli educativi o affettivi.

Di genere completamente diverso sono le bambole empatiche, il cui nome fa riferimento proprio alla capacità che questi strumenti hanno di sviluppare comprensione e comunicazione con l’altro, appunto l’empatia.

Bambole empatiche, cosa sono

Si tratta di bambole ideate dalla terapista e mamma svedese Britt-Marie Egedius-Jakobsson che nel 1996 pensò a questo tipo di gioco per aiutare suo figlio, malato terminale, ad esprimere al meglio le sue emozioni e che gli fosse di conforto nei momenti più duri.

Il legame che si crea con queste bambole è dovuto in particolare alla loro consistenza e ai dettagli con cui sono realizzate che permettono, una volte prese in braccio, di sviluppare appunto l’empatia. Si tratta infatti di bambole morbide e leggere, con uno sguardo e un sorriso dolce che aiutano a creare un forte legame emotivo. Sono facili da trasportare e si possono utilizzare per giocare in tanti modi oltre che per delle vere e proprie terapie e non solo per i bambini.

Cos'è la Therapy dolls

La cosiddetta “terapia della bambola” si utilizza non solo per i bambini ma anche gli anziani malati di Alzheimer o demenza senile come sostegno complementare a quello farmacologico e ad altri tipi di interventi (diverse ricerche ne hanno confermato l'efficacia). Grazie al loro significato simbolico e al fatto di potersi prendere cura di loro, queste bambole sono in grado di migliorare il benessere delle persone anziane servendo anche come compensazione affettiva. Aiutano poi a modulare gli stati di ansia, l’aggressività, l’insonnia e possono aiutare anche a sviluppare alcune doti motorie.

Naturalmente sono uno strumento psicoterapeutico perfetto anche per i più piccoli che vengono aiutati da queste bambole ad esprimere più facilmente le proprie emozioni sviluppando l’affettività. Un amico che assiste ai propri giochi, alla nanna e aiuta a superare anche la paura Nel gioco e nella terapia, le bambole empatiche assumono il ruolo di una persona amata. Grazie alla loro morbidezza, al naso che assomiglia a quello reale e agli altri particolari come peso studiato, sorriso appena accennato, suscitano affetto, fiducia e naturale istinto di cura.

Bambole empatiche, quali scegliere

Esistono bambole empatiche di vario tipo e adatte alle diverse età dei bambini: da 0 a 3 anni e dai 3 anni in su. Variano anche a seconda della grandezza, ce ne sono di piccole (da 33 a 38 cm), medie e grandi (possono arrivare a misurare oltre 50 cm).

Le bambole possono rappresentare anche diverse fasi della crescita e ne esistono versioni di gruppo che raffigurano ad esempio tutta una famiglia: mamma, papà, nonni, figli o animali.

Quelle che rappresentano i neonati possono rivelarsi utili ad esempio per scoprire le differenze tra maschi e femmine, per quando arriva un fratellino o sorellina, per giocare a cambiare il pannolino con i più piccoli ma si utilizzano anche ai corsi preparato per simulare l’allattamento o il parto stesso.

Con le bambole di misure superiori è possibile simulare ogni attività mettersi seduti (ad esempio sul vasino), sdraiarsi, stare in piedi e camminare con un po’ di aiuto. Tra le “grandi” ce ne sono anche alcune con differenze tra maschio e femmina.

Esistono bambole empatiche di diverse marche le più note sono quelle della Rubens Barn e della Joyk dolls.

Rubens Barn

Queste bambole si dividono in Kids, Original, Baby e Ecobuds:

  • Kids: hanno una dimensione di circa 36 cm e un peso di circa 350 g. Sono adatte a tutte le età.
  • Original: hanno volti più elaborati ed espressioni realistiche. Le bambole non hanno caratteristiche sessuali e possono indossare vestiti dei neonati reali dato che misurano circa 50 cm (il peso è di circa 1 kg).
  • Baby: queste rappresentano bambini di circa 3 mesi di età, hanno caratteristiche sessuali realistiche e possono succhiarsi il pollice. Hanno una dimensione di circa 45 cm e un peso di circa 700 g. Sono adatte a tutte le età.
  • Ecobuds: La pelle, i capelli e i vestiti di queste bambole sono realizzati in cotone biologico certificato al 100%. Misura circa 35 cm di altezza e ha un peso di circa 150 grammi. E’ adatta a tutte le età.
Joyk dolls

Anche di Joyk ne esistono diverse versioni:

  • Piccole: misurano 38 cm e sono molto leggere e adatte al gioco. Si consigliano a partire dai 12 mesi
  • Neonati: rappresentano appunto dei neonati e hanno più o meno la lunghezza alla nascita (circa 50 cm). Hanno differenze nei genitali. 
  • Medie: misurano tra i 52 e i 55 cm e hanno le somiglianze di bambini tra i 2 e i 3 anni anche se non hanno differenze di genere.  
  • Grandi: misurano 65 centimetri circa e rapprentano bambini più grandi (3-6 anni), questa volta anche con le loro differenze in fatto di genitali. Vista la grandezza sono adatti a partire dai 4 anni. 
  • Generation dolls: sono bambole che rappresentano una famiglia in modo realistici: ci sono figli, genitori e nonni (possono essere utili nelle terapie per superare problemi famigliari).
Dove trovare le bambole empatiche

Trattandosi di bambole particolari potrebbe non essere semplice trovarle da acquistare nei negozi, se non molto specializzati e “alternativi”. Una buona opzione è quella di acquistarle online direttamente sul sito della Rubens Barn oppure tramite siti, spesso stranieri, che si occupano del commercio di queste bambole che arrivano dalla Svezia. E’ il caso dello shop online tedesco Empathiepuppen

Per altre bambole particolari leggi anche:

Avete mai provato la dolcezza di tenere in mano una di queste bambole? I vostri figli si divertono a giocare con loro?

Francesca Biagioli

Caraibi devastati da Irma. Distrutto anche il famoso aeroporto vicino la spiaggia

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Published in: Centro America

Altre due isole, Saint-Barthélemy e Barbuda, sono state distrutte da venti alla velocità di 300 km/h. Porto Rico è senza elettricità.

È ancora presto per fare un bilancio delle vittime ma l'uragano, di categoria 5 (su 5) è uno dei più violenti che abbia mai colpito i Caraibi.

Adesso ha raggiunto la parte settentrionale di Porto Rico, dove vivono circa 3 milioni di abitanti, e si sta spostando verso la Florida, dove sono state evacuate alcune zone costiere nella parte meridionale.

La paura è che possa verificarsi quanto accaduto nel 1992 col passaggio di Andrew.

Quest'ultimo è stato il secondo uragano più distruttivo della storia americana, dopo Katrina. Devastò la parte nord-occidentale delle Bahamas, la Florida meridionale e il sudovest della Louisiana.

Un collage di #Irma dallo spazio: una solo foto non poteva contenere quello che è forse il piú potente uragano mai registrato nell'Atlantico pic.twitter.com/jddW8fNREC

— Paolo Nespoli (@astro_paolo) 6 settembre 2017

Distrutto l'aeroporto di St. Martin

L'uragano Irma ha raso al suolo il celebre aeroporto internazionale Princess Juliana sull'isola di Saint Martin. Diventato una meta turistica, lo scalo sorgeva a ridosso della spiaggia e gli aerei decollavano a poca distanza dai bagnanti. L'aeroporto è stato distrutto da venti a 295 km/h che hanno abbattuto le recinzioni di sicurezza e hanno attraversato il terminal situato di fronte alla spiaggia di Maho.

Grossi massi sono stati spinti dal vento contro gli aerei e le passerelle d'imbarco sono crollate a causa della pioggia. All'interno dell'aeroporto, che si trova sul lato olandese dell'isola di St. Martin. la sala check-in è stata inondata e molti corridoi sono in pessime condizioni.

Martedì, l'aeroporto aveva sospeso tutte le operazioni come misura precauzionale prima dell'arrivo dell'uragano.

Spazzate via le case di gran parte delle isole

L'isola è in parte olandese e in parte francese. Gerard Collomb, Ministro degli interni francese, ha detto che i quattro edifici governativi distrutti di St Martin erano i più forti dell'isola, il che lascia pensare che molte case siano andate completamente distrutte.

Il primo ministro di Antigua e Barbuda, Gaston Browne, ha dichiarato che gran parte delle 1.400 persone che vivono sulle isole sono senza casa, distrutto il 90% degli edifici.

Michel Magras, senatore di Saint-Barthélemy, ha detto che l'isola è in preda a una catastrofe: “Sono sconvolto. È uno scenario apocalittico, ci sono tanti danni, tetti distrutti”.

Uragano #Irma: avviso per i connazionali sul sito https://t.co/Q9mbWAIawl #Irma2017 pic.twitter.com/lga1352Hlg

— Italy in Cuba (@ItalyinCuba) 6 settembre 2017

Porto Rico senza elettricità

Ieri Irma ha messo in ginocchio anche Porto Rico, rimasta senza energia elettrica. Violenti piogge e venti forti hanno abbattuto alberi e distrutto auto e qualche abitazione.

“I venti che stiamo sperimentando in questo momento non hanno nulla a che vedere con quello che avevamo visto finora” ha dichiarato il governatore Ricardo Rossello. “Ci aspettiamo tanti danni”.

In città sono stati aperti i rifugi e in tanti hanno chiesto riparo al loro interno.

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Dopo Harvey in Texas e la tremenda alluvione che ha colpito l'Asia nel mese di agosto, anche Irma sta portando morte e devastazione. È ancora presto per fare la conta dei danni ma di certo questo uragano non sarà dimenticato.

Francesca Mancuso

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Sleepio: la terapia online contro l'insonnia che aiuta anche ad alleviare ansia e depressione

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Published in: Salute & Benessere

Tante volte vi abbiamo consigliato di spegnere pc, tablet e smartphone molto tempo prima di andare a dormire in modo da favorire un buon riposo. Confermiamo questa buona abitudine ma gli schermi in alcuni casi possono rivelarsi anche dei preziosi alleati nei confronti dell’insonnia o di alcuni disturbi di tipo nervoso.

Un gruppo di ricerca guidato da Daniel Freeman dell'Università di Oxford ha infatti messo a punto un particolare tipo di terapia contro l’insonnia che si svolge completamente online. Si tratta di Sleepio, corso di 10 settimane di terapia cognitivo comportamentale disponibile in rete e da seguire sul proprio pc che si propone di ripristinare modelli di sonno sani nelle persone con insonnia.

I risultati della ricerca fatti su questa terapia sono andati oltre le aspettative. Quello che ha stupito gli scienziati è stato infatti che Sleepio si è rivelato efficace non solo contro i problemi di sonno ma anche più in generale per il benessere della mente. Si sono ridotti infatti in contemporanea pensieri negativi, ansia, depressione e psicosi.

La ricerca, che è stata pubblicata su The Lancet, ha preso a campione due gruppi di studenti con difficoltà a dormire: il primo composto da 1900 persone che seguivano il programma di Sleepio e il secondo da 1870 persone che seguivano invece una consulenza standard per l’insonnia. Prima, durante e dopo l'esperimento a tutti gli studenti è stato chiesto di compilare dei questionari per valutare i loro modelli di sonno e gli eventuali problemi mentali presenti.

Si è visto così che chi aveva usato la terapia online aveva dormito il 50% in più rispetto al gruppo di controllo e goduto di una riduzione del 30% di allucinazioni, del 25% di paranoie e del 20% del livello di ansia e depressione.

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L'analisi statistica ha rivelato che il miglioramento del sonno è stato responsabile per un massimo del 60% di questi ulteriori benefici per la salute mentale.

Confermato dunque quanto sia importante dormire bene e a sufficienza anche per la nostra salute mentale e per l’umore.

Francesca Biagioli

Tre Cime di Lavaredo: inaugurata la pista ciclabile Auronzo Misurina

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Published in: Trentino Alto Adige

Una camminata nel verde più assoluto che mette in pace i sensi e attraversa anche punti di grande interesse naturalistico, dove fare una sosta e respirare aria buona, come la Foresta di Somadida, area protetta gestita dai Carabinieri Forestali, e la piana di Valbona, proprietà delle Regole d’Ampezzo.

Una gioia per il cuore e per la vista, dal momento che la pista ciclo-pedonale che dal Lago di Auronzo arriva a quello di Misurina si affaccia sui gruppi montuosi più spettacolari delle Dolomiti, tra i quali la Croda dei Toni, i Cadini, le Marmarole, il Sorapìss, il Cristallo e le Tre Cime di Lavaredo.

Dal punto di vista tecnico il tratto da Auronzo a Palùs San Marco, di 15 chilometri circa, è adatto a tutti, con un dislivello di 250 metri soltanto. Il passaggio successivo che da Palùs San Marco va a Misurina è invece un po’ più impegnativo e particolarmente divertente da percorrere con le biciclette a pedalata assistita per rendere più semplice superare agevolmente i 650 metri di dislivello.

In queste splendide valli, poi, nei prossimi anni verranno anche messi a punto dei collegamenti da Misurina a Carbonin e da Auronzo alla stazione dei treni e degli autobus di Calalzo, con gli innesti sulla Ciclabile delle Dolomiti che collega Dobbiaco al Cadore passando per Cortina e l’inserimento nell’asse Monaco – Venezia.

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Le tre cime di Lavaredo: le bellezze naturali dell'Alta Pusteria

Il Campionato Mondiale UCI di Mountain Bike Marathon

La pista ciclabile Auronzo-Misurina sarà percorsa nei prossimi giorni dai migliori ciclisti al mondo nella sfida valida per il titolo dell’UCI MTB Marathon World Championship, evento targato 3Epic e organizzato da Pedali di Marca.

Germana Carillo

Allarme antrace alle porte di Roma: muoiono 10 bovini, 2 persone contagiate

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Published in: Salute & Benessere

Nel corso del mese di agosto sono stati circa 10 i capi di bestiame uccisi dall'antrace bovina. Nota anche come carbonchio, è un'infezione causata dal batterio Bacillus anthracis che può anche svilupparsi nell'uomo, per esposizione ad animali e tessuti di animali infetti, inalazione di spore del batterio o ingestione di cibo contaminato.

Per scongiurare il rischio di contagio e limitare al massimo la diffusione dei batteri, sono subito scattati controlli e misure di prevenzione. I bovini ancora in vita dell'azienda agricola sono stati messi in quarantena.

Ma intanto, secondo quanto riportato dal Messaggero, sarebbero due le persone contagiate. Un veterinario, la cui infezione è già stata confermata e curata, e un uomo che lavora nei campi della zona infetta della Molara, per il quale si attende conferma dell'avvenuto contagio.

Nei giorni scorsi, il primo cittadino di Grottaferrata ha incontrato il direttore della prevenzione Asl Rm6, il dottor Mariano Sigismondi per fare il punto sulla situazione relativa all’emergenza carbonchio.

Nel corso dell'incontro, a cui hanno preso parte anche i tecnici dell’Istituto Zooprofilattico, i medici dell’ospedale Spallanzani e i rappresentanti della Regione Lazio, il dirigente Asl Roma 6 ha confermato l’origine terrigena della malattia (carbonchio ematico) dovuta alla sporificazione del bacillo dell’antrace a contatto con l’ossigeno. Ha confermato la Asl che dopo le morti registratesi tra il 24 e il 25 agosto non ci sono stati altri casi.

Le piogge abbondanti hanno già dato una mano alla zona infetta del comune di Grottaferrata. Nei prossimi giorni saranno effettuati ulteriori esami per scongiurare la presenza del batterio.

“La cittadinanza non corre particolari pericoli” rassicura il dott. Sigismondi, secondo cui “con le dovute precauzioni di igiene è possibile raccogliere e consumare ortaggi e uve di campi e vigneti presenti nelle zone limitrofe all’area interdetta che, peraltro non risulta essere abitata.”.

Allertati anche i medici di base e gli ospedali sulle modalità di manifestazione della malattia nell’uomo, curabile con trattamenti di penicillina.

Domani, 8 settembre, i cittadini potranno incontrare il sindaco e i tecnici della Asl dalle 15.30 per chiarimenti e aggiornamento sull'evolversi della situazione.

Francesca Mancuso

Come ingannare il cervello per raggiungere la felicità

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Published in: Mente & emozioni

Il perchè questa sia un'informazione interessante è chiaro: modulare le proprie emozioni, per avere un cielo interiore sereno, non è sempre facile; al contrario, il piccolo sforzo necessario per agire sulla muscolatura è decisamente alla portata di tutti. In ogni momento. Basta poco, ad esempio cominciare con un sorriso: persino se “forzato” o inconsapevole (perchè ottenuto, indirettamente, ad esempio tenendo una matita tra i denti, attivando quindi i muscoli della bocca e delle guance) produce il suo bell'effetto. Insomma sorridere, in qualunque modo succeda, ci fa sentire meglio, ci rende più tranquilli e fiduciosi verso la vita.

In psicologia questo effetto viene spiegato dalla teoria del feedback facciale; in uno degli esperimenti più recenti, per dimostrarla, ai partecipanti (che pensavano di partecipare ad uno studio sulle reazioni dei muscoli del volto) fu chiesto di “sollevare le guance” o “contrarre le sopracciglia” mentre venivano loro somministrate delle immagini. Risultato: tutti trovarono le immagini più gradevoli quando l'indicazione era di “sollevare le guance” (cioè sorridere); il contrario succedeva quando - invece - assumevano la richiesta posizione accigliata, burbera, dello sguardo. Gli effetti di quella percezione e stato d'animo non erano istantanei ma perduravano: fino a 4 minuti.

Anche vivere in un ambiente in cui tutti, facilmente, sono sorridenti aumenta la nostra possibilità di sorridere e di essere maggiormente di buon umore (il feedback sociale al sorriso, in entrambe le direzioni, ha il suo peso!).

Riassumendo: sì, possiamo ingannare il cervello e, sorridendo e risorridendo, modificare le nostre emozioni al ribasso, facendole virare verso il benessere. Va da sé che si tratta di un rimedio utile, efficace ma di “pronto soccorso”; da utilizzare senza alcun timore, al bisogno; sempre ma soprattutto mentre ci si prepara a guardare la vita in un modo diverso.

Questi esperimenti hanno reso infatti ancora più evidente che la nostra felicità non dipende tanto da quello che (ci) succede ma dal modo in cui noi - e di conseguenza il nostro corpo - guardiamo alle cose che incontriamo. Senza aspettative, semplicemente vivendo quello che c'è.

Anna Maria Cebrelli

The Spirit of Caravaggio: lo straordinario viaggio multimediale in mostra a Roma

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Published in: Eventi & Iniziative

Un’esperienza multisensoriale che immerge lo spettatore nell’atmosfera delle opere di Michelangelo Merisi, personaggio controverso e ampiamente riconosciuto come il grande Maestro del Seicento artistico.

La mostra è totalmente digitale grazie a videoproiezioni realizzate in alta qualità e divise in tre aree espositive nel magnifico scenario del Bramante. Le opere sono quelle che dei mille volti ritratti dal pittore: i Bari, Giuditta, Amore Vincitore, La Maddalena Penitente e con loro incorniciati ci sono tutti i sentimenti: dal dolore allo stupore, dall’ironia alla pietà, passando per la rinascita e la purificazione.

Colori, impressioni e dettagli portati alla luce in un viaggio suggestivo che avviene attraverso il coinvolgimento personale dello spettatore che si lascia trasportare in un’esperienza multisensoriale unica.
Trecentocinquanta metri complessivi nel cuore di Roma, in quelle stesse sale già utilizzate da molti artisti che se ne servirono come studio e laboratorio: primo fra tutti l’architetto rinascimentale Bramante ma anche Caravaggio che vi lavorò al Ciclo della Cappella Cerasi.

Al termine del percorso multisensoriale sarà possibile visitare in via del tutto eccezionale il Sepolcro dei Domizi, l’antica tomba della prima età imperiale dove vennero presumibilmente sepolte le ceneri di Nerone.


The Spirit of Caravaggio, orari e biglietti Orari

11:00 – 19:00 l’ingresso è consentito fino alle ore 18:30

Biglietti

Mostra + Sepolcro dei Domizi
Ingresso intero 10€
Ingresso ridotto 8€
Ingresso gruppi 7€
Ingresso gratuito per guide, giornalisti mediante presentazione del tesserino o di valida certificazione
Info e contatti: 06 5656 9302

Dominella Trunfio

Timballo di melanzane e bulgur

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Published in: Ricette

Il timballo di melanzane e bulgur se preparato con qualche ora d'anticipo diverrà ancora più buono, i sapori dei vari ingredienti infatti si amalgameranno fra loro rendendolo così irresistibile. Per dare un tocco personale a questa ricetta si potrà eventualmente insaporire il bulgur anche con della besciamella vegan, oppure se non si segue un regime dietetico particolare si potrà aggiungere anche della mozzarella o della scamorza affumicata.

Ingredienti
  • 1,2 Kg di melanzane viola
  • 700 gr di passata di pomodoro
  • 1 cipolla
  • sale q.b.
  • olio evo q.b.
  • 1 ciuffo di basilico
  • 250 gr di bulgur
  • 500 ml di acqua
  • grana con caglio vegetale q.b.
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  • Tempo Preparazione:
    60 minuti
  • Tempo Cottura:
    40 minuti
  • Tempo Riposo:
    -
  • Dosi:
    per 4 persone
  • Difficoltà:
    bassa
  Come preparar il timballo di melanzane e bulgur: procedimento
  • Sbucciare la cipolla e tagliarla grossolanamente,
  • metterla in una pentola insime all'olio e farla imbiondire,
  • aggiungere quindi la passata di pomodoro e un paio bicchieri d'acqua e regolare di sale,
  • lavare il basilico ed aggiungerlo al pomodoro,
  • e cuocere per circa mezz'ora.
  • Nel frattempo lavare le melanzane, recidere l'estremità e tagliarle a fettine sottili per il senso della loro lunghezza,
  • quindi grigliarle da ambo i lati su una piastra o una padella rovente.
  • Portare ad ebollizione mezzo litro d'acqua,
  • quindi spegnere il fornello, versare al suo interno il bulgur e coprire con un coperchio ed attendere dieci minuti, trascorsi i quali il bulgur avrà assorbito l'acqua e sarà pronto; 
  • condirlo quindi con il sugo e il grana vegetale.
  • Ungere ora il fondo di una pirofila,
  • disporre ordinatamente le fettine di melanzane lungo il suo perimetro e sul fondo della stessa,
  • stratificare il bulgur e le melanzane
  • avendo cura di coprire l'ultimo strato di bulgur con le melanzane,
  • ripiegare ora verso l'interno le fettine di melanzane poste lateralmente,
  • condire in superficie con il sugo di pomodoro e con del grana vegetale,
  • quindi cuocere in forno caldo a 200° per circa venti minuti.
  • A cottura ultimata sfornare e far riposare per una diecina di minuti prima di porzionare.

 

Come conservare il timballo di melanzane e bulgur:

Il timballo di melanzane e bulgur potrà essere conservato in frigorifero per un paio giorni purché coperto con della pellicola alimentare.

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Ilaria Zizza

La lista dei pesticidi che potrebbero interferire con il sistema ormonale portando infertilità e tumori

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Published in: Agricoltura

Due elenchi diversi, uno con i pesticidi, l’altro con i biocidi in cui si leggono le sostanze classificabili come interferenti endocrini: ci sono insetticidi, ma anche prodotti per uso veterinario. All’inizio del mese di luglio, l’Unione europea aveva approvato i criteri scientifici per identificare questo tipo di sostanze che nel lungo termine potrebbero comportare disturbi a livello ormonale.

Nello stesso mese, i ministri della Transizione ecologica e dell’Agricoltura, Nicolas Hulot e Stéphane Travert hanno pubblicato la lista dei biocidi e dei fitofarmaci, ovvero 1600 prodotti già autorizzati in Francia su cui le agenzie scientifiche stanno facendo ulteriori indagini.

In ognuno di questi prodotti ci sono una o più sostanze che di certo non fanno bene al nostro organismo, per cui dopo le approfondite verifiche, qualcuna potrebbe uscire fuori dalla lista. Ma questo è in realtà un dibattito che va avanti da anni, come quello del glifosato, l’erbicida della Monsanto classificato come potenzialmente cancerogeno.

C’è chi è convinto che i criteri di classificazione della Commissione europea siano troppo permissivi, ma qui in ballo ci sono tumori, infertilità, obesità e diabete, tanto per citarne alcune. Solo che secondo gli esperti europei, per essere considerate pericolose, le sostanze devono avere precisi collegamenti con le malattie, ovvero evidenze scientifiche.

Va così a cadere il principio di precauzione, ma come già sosteneva un’inchiesta di Le Monde del 2015, qui in ballo ci sono miliardi di euro.

Ricordiamo poi che anche tante sostanze presenti nel nostro quotidiano sarebbero in grado di interferire con il sistema ormonale, alcune addirittura potrebbero causare infertilità. Parliamo purtroppo di creme, dentifrici, giocattoli e perfino cibo e vestiti.

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Perché? Al loro interno ci sono ftalati, parabeni, composti perfluoroalchilici che vengono utilizzati nell’industria come conservanti, coloranti, emollienti e via dicendo. E noi tutti non ne siamo immuni perché la nostra esposizione è quotidiana e diretta.

LISTA BIOCIDI

LISTA FITOFARMACI

Dominella Trunfio

Fibre di plastica nell'acqua di rubinetto di tutto il mondo, lo sconcertante studio globale

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Published in: Acqua

Come dimostra uno studio globale condotto da Orb Media, un’organizzazione no-profit specializzata in giornalismo d’inchiesta, l’83% dei campioni di “acqua potabile” risulta contaminato da platica.

D’altronde, con la quantità di plastica che siamo stati capaci di creare negli ultimi 60 anni (dal 1950 sono stati prodotti oltre 8.3 miliardi di tonnellate di plastica) e quella che abbiamo scaricato nell’ambiente marino, cosa potevamo aspettarci di diverso? Se nel 1950 la produzione mondiale di plastica era di 2 milioni di tonnellate e nel 2015 di 400 milioni, ci troveremo plastica ovunque, non ci sono speranze.

Secondo la nuova analisi, il tasso di contaminazione più elevato lo hanno gli Stati Uniti, con il 94% di fibre di plastica trovate in acqua di rubinetto campionata in siti come il Congresso, la sede dell’Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e la Trump Tower a New York. Seguono poi Libano e India.

Quanto all’Europa, nazioni tra cui il Regno Unito, la Germania e la Francia hanno avuto il tasso di contaminazione più basso, ma comunque attestabile al 72%. E per ogni 500 ml, una bottiglietta da mezzo litro, mettiamo in corpo mediamente 1,9 fibre di plastica, mentre negli USA sono 4,8.

Anche un piccolo studio distinto nella Repubblica d'Irlanda rilasciato nel mese di giugno aveva trovato una contaminazione di microplastica. “Non sappiamo quale sia l’impatto sulla salute, per questo dovremmo occuparcene immediatamente e capire quali siano i rischi reali, mentre seguiamo un principio cautelativo”, spiega Anne Marie Mahon del Galway-Mayo Institute of Technology, tra gli autori dell'indagine.

E due sono i motivi principali di preoccupazione: le dimensioni delle particelle, innanzitutto. Orb nelle sue analisi ha identificato solo quelle più grandi di 2,5 micron, 2500 volte più grandi di un nanometro, ma quelle di più piccole dimensioni sono abbastanza microscopiche da penetrare in cellule e tessuti. E una volta penetrate in modo efficace in una cellula, possono penetrare anche negli organi e “ciò sarebbe preoccupante”. In più, la microplastica può attirare i batteri presenti nelle acque reflue e, come ha dichiarato Mahon, “alcuni studi hanno dimostrato che esistono più patogeni nocivi sulle microplastiche a valle degli impianti di trattamento delle acque reflue”.

Un’invasione, quella della plastica, che oramai riguarda di fatto tutto il ciclo dell’acqua, ovviamente compresa la produzione di cibo: per esempio, in uno studio in Germania sono stati trovati fibre e frammenti in tutte le 24 marche di birra testate, nonché nel miele e nello zucchero e nell’acqua imbottigliata, che dunque non possiamo vedere come valida alternativa. A Parigi, nel 2015, i ricercatori hanno scoperto che cadono microplastiche dall’aria e si stimano ogni anno intorno alle tre tonnellate di fibre della città, presenti anche tra le mura domestiche. Bastano allora i comuni sistemi di trattamento filtrante dell’acqua? Certo che no, dicono gli esperti, se si considera che “non esiste un sistema che filtri al 100%. In termini di fibre, il diametro è di 10 micron e sarebbe molto insolito trovare quel livello di filtrazione nei nostri sistemi di acqua potabile”.

Come sono finite le microplastiche nell’acqua potabile?

Una domanda quasi ridicola, se si considera il pattume cui abbiamo ridotto questa Terra. Ma gli studiosi vogliono comunque andare fino a fondo: una fonte è sicuramente l’atmosfera, con le fibre sintetiche di abiti, tappeti e scarpe che vengono liberate nell’aria che respiriamo (l'80% delle asciugatrici negli USA "sfiata" direttamente sul balcone).

Ci sono poi gli scarichi delle lavatrici, si pensi che ogni ciclo di lavaggio rilascia nell'ambiente 700mila fibre, e l’erosione della pioggia, ma Mahon ha affermato che occorrono ulteriori lavori per replicare i risultati, trovare le fonti di contaminazione e valutare i possibili impatti sulla salute. 

Sull'inquinamento delle acque dalla plastica leggi anche:

Stiamo sempre più soffocando gli ecosistemi di plastica, insomma, e quello che ci aspetta se non invertiamo la rotta non è per niente roseo.

Germana Carillo

Incendio a Mortara: brucia deposito di rifiuti speciali. E' allarme diossina (FOTO E VIDEO)

GreenMe -

Published in: Ambiente

L'incendio, di grandi dimensioni, è scoppiato questa mattina attorno alle 6.30 presso la ditta “Eredi Bertè Antonino S.r.l.” che si trova in Via Enrico Fermi a Mortara. Una colonna di fumo ha raggiunto le case, spinta dai venti. Ciò ha generato una “grave situazione di emergenza”, come ha detto il sindaco Marco Facchinotti.

Ben sette squadre dei vigili del fuoco all'opera da questa mattina per domare le fiamme.

Il primo cittadino ha ordinato inoltre ai residenti di tenere chiuse porte e finestre sia delle abitazioni che delle attività commerciali e industriali per evitare il possibile passaggio di inquinanti.

È stato inoltre sospesa la raccolta e il consumo dei prodotti ortofrutticoli coltivati nell'area, mentre quelli coltivati nei terreni che si trovano al di fuori della zona interessata ma in zone limitrofe, prima della consumo dovranno essere lavati a lungo. Divieto anche di pascolo. Sospese le attività didattiche, di ogni ordine e grado compreso l'asilo nido comunale.

#6set 6:30, intervento #vigilidelfuoco a #Mortara(PV) per l'incendio in un'attività di smaltimento rifiuti. Iniziata bonifica area pic.twitter.com/q61w7sa7FF

— Vigili del Fuoco (@emergenzavvf) 6 settembre 2017

Proprio per oggi era attesa la visita ispettiva semestrale dell’Arpa nello stabilimento. La squadra emergenze di Arpa Lombardia è all'opera sul luogo dell'incendio. I tecnici del Centro regionale monitoraggio qualità dell'aria hanno installato un campionatore per valutare la contaminazione atmosferica nella zona di Parona e stanno monitorando anche i dati rilevati dalle centraline fisse di Mortara, Vigevano e Parona.

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“Le notizie che mi hanno dato non sono troppo confortanti, sta bruciando di tutto, anche probanilmente diossina. L'incendio è sotto controllo ma lo spegnimento è condizionato anche dal materiale accatastato e dalla quantità d'acqua che riusciremo a ottenere ” ha detto il prefetto di Pavia, Attilio Visconti.

C'è paura anche nei vicini centri abitati visto che il vento sta spingendo la nube oltre il pavese. Anche il sindaco di Borgolavezzaro, in provincia di Novara, ha invitato i cittadini a tenere chiuse porte e finestre.

Francesca Mancuso

Foto: VVF via Twitter

Il vegetariano Ganesh invita a mangiare agnello: bufera in Australia sullo spot della Meat and Livestock

GreenMe -

Published in: Social & Web

La comunità indiana non ci sta

Non sono stati vegani e vegetariani a scagliarsi contro l’ad, ma la comunità indiana e quella hindu. Il motivo è chiarissimo se guardiamo lo spot: è Ganesh, il dio elefante, a suggerire nello spot di mangiare più agnello. Accade durante un barbecue casuale a cui prendono parte alcune figure religiose molto note di varie religioni e credi. Naturalmente, si mangia agnello.

Un banchetto di cattivo gusto e un messaggio errato Gesù, Mosè, Zeus, Buddha, persino il leader di Scientology L. Ron Hubbard e Ganesh: i creativi hanno deciso di invitare proprio tutti al banchetto, ma Ganesh è risaputamente vegetariano e non ha senso che sia lui a farsi portavoce del messaggio “Lamb, the meat we can all eat" (“Agnello, la carne che tutti possiamo mangiare”). Insomma, oltre al cattivo gusto e al messaggio poco tollerabile da parte di chi ha rinunciato alla carne – ma non è questo il target che si intendeva raggiungere – lo spot è errato concettualmente. La reazione sui social 

I commenti sull’ad hanno invaso da subito i social network, in particolare la pagina Facebook della MLA, dove in molti hanno richiesto il ritiro del messaggio incriminato. Sono intervenute anche associazioni e organizzazioni come l’Indian Society of Western Australia, mentre l’Hindu Council of Australia ha definito l’ad “osceno e deplorevole”.

MLA si difende

E’ complicato difendere un messaggio del genere, in cui è difficile appellarsi all’ironia o a simili pretesti. Il marketing manager Andrew Howie, come da copione, sottolinea che l’intento non era quello di offendere e che “l’agnello è la carne che per eccellenza riunisce le persone. La nostra campagna 'You Never Lamb Alone' promuove i valori di unità ed inclusività. In sostanza, l’unione tra i popoli sarebbe sugellata da un banchetto in cui tutte le divinità mangiano carne insieme e non c’è segnale alcuno di ostilità. Un’idea creativa non del tutto da denigrare, ma il risultato non è certo dei migliori.

Per fortuna esistono anche spot ben riusciti (e a favore degli amici animali):

Anna Tita Gallo

 

Abbigliamento bambini: a Londra la prima catena che ha eliminato le distinzioni di genere

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Published in: Mode e Abbigliamento

John Lewis è a capo di un grande magazzino londinese su Oxford Street, una figura influente dalle scelte radicali. L’ultima in ordine di tempo, è quella di eliminare la distinzione tra capi femminili e quelli maschili fino all’età di 14 anni.

Così nei suoi negozi, non si troveranno più le classiche etichette, ma quelle con la scritta ‘Boys&Girls’ oppure ‘Girls&Boys’, ed è per questo, che la decisione non mette d’accordo proprio tutti.

Già da tempo a Londra c’è aria di cambiamento, per esempio si parla di creare un uniforme scolastica unisex, dimostrando come i capi d’abbigliamento non devono seguire diktat di genere. Perché una bambina o un bambino, se le piace, può indossare ciò che desidera.

Oltre le etichette Lewis ha lanciato una nuova linea di abbigliamento unisex per i bambini, con abiti da stampa dinosauro e top navetta.

La scelta del magnate è nata sotto la spinta del gruppo Let Clothes Be Clothes, che contrasta proprio i pregiudizi legati al genere e che ha già portato i primi risultati nei negozi di giocattoli che hanno abbandonato la classica divisione di reparti in maschi e femmine.

"Non vogliamo rafforzare gli stereotipi di genere all'interno delle nostre collezioni di John Lewis, ma offrire una maggiore scelta e varietà ai nostri clienti, in modo che il genitore o il figlio possano scegliere quello che vorrebbe indossare”, dice Caroline Bettis, capo di abbigliamento per bambini.

Altri stereotipi da combattere:

Non tutti sembrano essere d’accordo e sperano in un boicottaggio appellandosi a scelte tradizionali. Questo nella più multiculturale e poliglotta Londra. Cosa succederebbe in Italia? La discussione è accesa, voi cosa ne pensate?

Dominella Trunfio

Balene spiaggiate in Nord Europa: scoperto il collegamento con le tempeste solari e l'aurora boreale

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Published in: Animali

Chi ha detto che il cielo non influenza la Terra e i suoi abitanti? È stata ampiamente dimostrata l'influenza del sole e della luna, giusto per citare i due corpi celesti più importanti per noi. Gli scienziati hanno già le prove del fatto che l'attività solare possa influenzare le abilità di navigazione degli uccelli e delle api. Ma non si tratta sempre di influssi positivi.

Le grandi tempeste solari che si sono verificate alla fine del 2015 potrebbero avere avuto un ruolo nello spiaggiamento di 29 balene all'inizio del 2016.

Secondo nuovo studio, le radiazioni elettromagnetiche potrebbero aver confuso le balene, deviandole in acque poco profonde.

Le tempeste solari sono causate da eruzioni di forte intensità che avvengono sulla superficie del sole. Le particelle elettriche che si sprigionano, arrivano fino a noi, spinte dai venti solari.

Nascono così le aurore boreali e australi, ma quando si verificano tempeste più violente si possono riscontrare problemi e anomalie anche ai satelliti. E a questo punto anche le balene possono farne le spese.

Gli scienziati dell'Università di Kiel, che hanno condotto lo studio, sono rimasti a lungo perplessi sulla causa della morte delle 29 balene. Dalle autopsie è emerso che tutti gli animali erano ben nutriti, giovani e privi di malattie. La loro morte è diventata un vero e proprio mistero per gli scienziati di tutto il mondo, che hanno avanzato diverse teorie, dai cambiamenti climatici all'avvelenamento.

L'ultima è quella dei ricercatori tedeschi e guarda dritto al sole. Le balene vivono in acque profonde, calde e temperate in tutto il mondo. Molti gruppi vivono attorno alle Azzorre nell'Atlantico orientale ma tra i 10 e i 15 anni di età, i giovani maschi si dirigono verso le regioni polari, attratti dalle enormi quantità di calamari che si trovano nelle acque più fredde.

Il loro viaggio li porta a volte lungo le coste occidentali del Regno Unito e dell'Irlanda e nel mare norvegese. Normalmente tornano sui loro passi ma, in meno di un mese, all'inizio del 2016, 29 si sono arenate nelle coste di Germania, Paesi Bassi, Regno Unito e Francia.

Queste balene si spostano utilizzando il campo geomagnetico della Terra, che non essendo uniforme è più forte in alcuni luoghi e più debole in altri. Secondo gli scienziati, le specie imparano a leggere queste anomalie e utilizzarle per la navigazione. Così non è stato negli ultimi casi.

Adesso hanno scoperto che questi eventi solari avrebbero causato cambiamenti a breve termine nel campo magnetico fino a 460 km, nell'area tra le Isole Shetland e la Norvegia.

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Anche la Nasa sta considerando questa ipotesi e ha avviato uno studio simile, per accertare eventuali collegamenti tra le tempeste magnetiche e il disorientamento di alcuni animali.

Lo studio è stato pubblicato sull'International Journal of Astrobiology.

Francesca Mancuso

Siccità: in secca la sorgente del Po sul Monviso: niente acqua a Piano del Re

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Published in: Acqua

Accanto alla pietra scolpita con la celebre frase “Qui nasce il Po” dalle rocce in questo momento non esce nemmeno una goccia d’acqua e un po’ più a valle sono solo alcuni rigagnoli a gettarsi nel fiume più lungo d’Italia. 652 chilometri, un gigante buono, il Po, che rischia di rimanere senz’acqua, mettendo a rischio tutt’attorno i settori dell’agricoltura e dell’allevamento.

Secondo gli esperti, da dicembre 2016 ad agosto 2017 si è registrato un deficit di piogge del 40% rispetto al passato e questi primi otto mesi dell’anno sono stati i più secchi dal 1800. Drammatiche condizioni di siccità si sono avute ovunque, soprattutto nell'Italia meridionale, che è stata duramente colpita da numerosi incendi, con tanto di danni economici e perdite di aree forestali. 

Tutto ciò è ovviamente dovuto alle scarse precipitazioni estive. “A parte le importanti precipitazioni che hanno caratterizzato il Centro sud nel mese di febbraio, è da dicembre 2016 che le precipitazioni risultano sotto la media sull’intero territorio nazionale, tanto che, se consideriamo le precipitazioni cumulate sulle ultime tre stagioni (i 9 mesi da dicembre 2016 ad agosto 2017), siamo di fronte a un deficit di precipitazioni di quasi il 40%, senza grosse differenze tra nord e sud e, se le confrontiamo con le medesime tre stagioni dal 1800 ad oggi, quelli di quest’anno risultano i 9 mesi più secchi di sempre”, spiegano dal Cnr.

Dati Isac-Cnr

Come si spiega sul sito del Cnr “finisce un’estate che in Italia verrà ricordata per l’anomala combinazione di calura e siccità straordinarie. Secondo la serie bisecolare di dati dell’Isac-Cnr, il trimestre giugno–agosto risulta secondo tra i più ‘bollenti’, inferiore per temperature medie solo all’episodio epocale del 2003, e superiore a quelli recentissimi del 2012 e 2015”.

Più caldi furono soltanto l’agosto del 2012 e del 2003, con anomalie rispettivamente di più 2.56 gradi e più 3.86 gradi. Il caldo dell’ultimo mese, assieme alle temperature eccezionalmente alte del mese di giugno (il secondo più caldo di sempre con un’anomalia di +3.22C) e a un luglio tra i 10 più caldi di sempre, hanno portato l’estate 2017 ad essere seconda solo a quella eccezionalmente torrida del 2003 (anomalia di +2.48C quella del 2017 contro +3.76C dell’estate 2003).

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E ora è (anche) il Po a soffrirne. Perché tutto ciò? I cambiamenti climatici, manco a dirlo, sono i massimi colpevoli. Ma a monte di tutto, c’è ancora bisogno di dire che ci sono i nostri comportamenti sconsiderati e una pessima gestione (tutta italiana) dell'acqua?

Germana Carillo

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