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Il percorso della Fratellanza

Pensiero del giorno: Gli ostacoli

Gli ostacoli sono il guard rail che ci tiene in carreggiata. Senza di loro potremmo uscire di strada condotti dal desiderio di ottenere questo o quello per soddisfare la nostra persona. Essi vigilano come strumenti del karma per mantenerci nella giusta direzione evolutiva. Quando sbattiamo contro un ostacolo crediamo sia li per sbarrarci la strada, invece ci aiuta a non smarrirla.

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Penssiero del giorno: Priorità e pretesti

Una guarigione ottenuta con mezzi fisici (farmaci, operazioni chirurgiche...) può non essere definitiva. Perché? Perché i disturbi dell'organismo spesso non sono che la materializzazione di disturbi psichici, di pensieri e sentimenti caotici mal dominati. Per cambiare la situazione e ritrovare la salute occorre dunque risalire alle cause, ossia correggere qualcosa nel mondo psichico. Tuttavia, prima che il corpo risenta degli effetti positivi, può essere necessario molto tempo. Perciò, anche se i miglioramenti portati da mezzi fisici non sono duraturi, bisogna ricorrere anche a quelli – pur continuando a fare un lavoro psichico –, se non altro per arrestare momentaneamente i danni della malattia. Per combattere un male già inscritto nel corpo fisico, occorrono mezzi fisici.
La spiritualità non deve servire da pretesto per giocare con la salute; e bisogna riconoscere che, nel loro comportamento riguardo alla malattia, i materialisti danno spesso prova di maggiore buon senso rispetto agli spiritualisti.

Omraam Mikhael Aivanhov

 

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Pensiero del giorno: Partecipare alla salvazione

Siamo giunti a questo punto dell’evoluzione per imparare alcune lezioni e applicare nuove tecniche che renderanno l’Umanità capace di incarnare l’Amore. Dobbiamo imparare a pensare correttamente e in modo creativo, prendendoci la responsabilità di creare le forme di relazione coerenti con il Piano  divino. Dobbiamo andare oltre la preghiera che professa, con le labbra, un salvatore. Il nostro compito è incarnare nella nostra mente le idee che ci adombrano dai Piani spirituali e formularle, con il cervello, in un’attività programmata che possiamo attuare concretamente nell’ambiente in cui viviamo, partecipando così, all’opera salvifica del Cristo.

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Pensiero del giorno: La vittoria dell'umiltà

Chi ha riportato qualche vittoria sulle sue cattive tendenze, come la pigrizia, la gelosia o la sensualità, non deve sentirsi fiero di sé. Se inizia a pensare: «Ah, come sono forte!», la sua natura inferiore si risolleverà e gli preparerà delle trappole; e quelle trappole sono di una tale finezza che alla prima occasione senza dubbio egli ci cascherà.
Voi non conoscete ancora tutte le astuzie della natura inferiore. È quando siete più sicuri di voi che essa prende il sopravvento e riesce meglio a sorprendervi. Dovete rimanere umili e non illudervi per qualche piccolo risultato che avete ottenuto. Prendete coscienza che la soddisfazione di aver riportato una vittoria vi espone al pericolo, e dite a voi stessi: «Chissà ora cosa mi attende... È troppo presto per trionfare». Non solo dovete rimanere vigili, ma anche chiedere alle entità luminose di continuare a sostenervi nei vostri sforzi. 

Omraam Mikhael Aivanhov

 

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Pensiero del giorno: Vivere poeticamente

Voi amate la poesia, leggete poemi e forse ne scrivete anche... Benissimo, continuate pure, ma sappiate che la vera poesia non è nella letteratura. La vera poesia non si scrive, è una qualità della vita interiore, e voi saprete veramente che cos'è la poesia solo il giorno in cui armonizzerete la vostra vita interiore con le immagini, con i ritmi e le melodie del mondo dell'anima e dello spirito.
Chi ama veramente la poesia sente che essa deve iniziare in se stesso: si sforza di pensare, di sentire e di agire poeticamente, coltivando stati di coscienza limpidi e luminosi. Sono questi stati di coscienza a creare in noi la vera poesia: ci si sente ispirati, ci si sente come attraversati da una corrente, poiché interiormente ci si è legati al mondo dell'armonia, e si de
ve fare di tutto per mantenersi a quel livello elevato di coscienza.

Omraam Mikhael Aivanhov

 

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Pensiero del giorno: La università' della Politica

La Politica è la prima delle sette principali attività umane governata dal primo raggio di Volontà e Potere, eppure non ha un corso di laurea appositamente predisposto per formare impiegati, funzionari e dirigenti atti ad amministrare il bene pubblico — la res publica dei latini— dal sindaco all’onorevole. In passato la formazione del “personale” politico era affidata alle scuole di partito che allevavano per lo più i rampolli di famiglia legati a quello o a quell’altro leader; veri e propri discepoli eletti a perpetuare il baronato. Attualmente la formazione della classe politica è lasciata alla velleità del singolo o ancor più all’ambizione personale. Molti provengono dalla giurisprudenza tanto è esaltata la capacità oratoria per ottenere consenso e ipnotizzare il popolo dei votanti. Se non bastasse, il degrado dei valori riferiti al Bene comune sta dando il colpo di grazia per far sprofondare la classe politica nel girone infernale dei corrotti o di coloro che hanno peccato di onnipotenza.
Poveri noi!

Ci vorrebbe un giro di volta epocale che cancellasse d’un colpo i partiti, la cui funzione è ormai obsoleta, e creasse l’università della Politica in cui formare tutti i livelli della classe dirigente. Così come succede per qualunque altra facoltà, quella della Politica sfornerebbe impiegati, dirigenti e amministratori del bene comune ai vari livelli. Le assunzioni nell’amministrazione pubblica avverrebbero per concorso così come tutt’ora accade per assumere professori e medici, fino ai più alti incarichi di responsabilità di deputati e senatori.
E il popolo?

In un mondo in cui le ideologie sono morte e il confine tra destra e sinistra è sempre più labile, i partiti non hanno più senso. Il popolo ormai sa cosa vuole ed ha bisogno principalmente di stare bene e per star bene non ha più necessità di eleggere rappresentanti che gli dicano come star bene, così come non si pone il problema di eleggere professori e medici dei propri figli, per educarli e curarli. Il popolo della nuova società potrebbe decidere con responsabilità le linee guida e le priorità di una Nazione attraverso consultazioni telematiche di massa ed i politici/amministratori le dovrebbero solo gestire per concretizzarle.

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Pensiero del giorno: il povero cristo

Lo psicoanalista Massimo Recalcati definisce la nostra società occidentale come: “intossicata dall’apologia dell’io”. Tutte le spinte e le pulsioni sono nella direzione del potere personale. Un "io" maledetto che, insaziabile, si nutre di tutto e di più.

Che fare?

C’è chi tenta la via dell’educazione per ripartire dagli innocenti, quella infanzia e adolescenza che potrebbe essere ancora salvata, inculcandogli i valori dell’onestà e del bene comune; speranza del futuro. Ma occorrono almeno tre generazioni per ricambiare la società, estinguere le mele marce e raccogliere i nuovi frutti. Troppo tempo… chissà.

C’è chi opta per la via giustizialista e contempla uno scenario giacobino. “Saltino le teste e il re sia nudo”, sembra dire, non accorgendosi che il giustizialismo spaventa per prima la massa presa com'è dalla bramosia del potere anche spicciolo e dalla disonestà latente.

Ahi noi poveri cristi… che fare?

“Si salvi chi può” grida sconsolato il cittadino inerme. Eppure la battaglia si vince dal di dentro.

Nulla conta l’indignazione di fronte alla tracotanza di chi si crede impunibile; né tantomeno servono pene più severe per una giustizia incerta. Il problema oggettivo è immane e non più risolvibile in tempi certi e con modalità fattibili. Il da farsi è soggettivo e molto sottile. Ha a che fare col Cuore e la mente illuminati dalla Luce dell’Anima.

Solo l’Anima mundi può salvare la società e il genere umano. Solo l’opera indefessa dei Suoi servitori può, non tanto, lenire il dolore, ma purificare la lordura col fuoco del sacrificio. Un fuoco ardente alimentato dalla pace interiore, capace di trasmutare l’immagine del povero cristo in quella del Cristo risorto.

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Pensiero del giorno: Verità Giustizia Armonia e Pace

La ricerca della Verità è ancestrale nell’essere umano poiché è il seme del contatto col Divino. Per ricercarla l’uomo ha concepito il valore della Giustizia. Chi sta nel giusto è nella Verità, o così pare. Tuttavia, la giustizia umana è alla ricerca della verità processuale, tutt’altra cosa rispetto alla Verità. E neppure il raggiungimento dell’equilibrio tra due opposti che si contendono la ragione esprime la verità mediante la giustizia. La vera Giustizia è quella che dirige i contendenti verso un punto comune di condivisione attraverso il quale trovare armonia e pace. Punto che è raggiunto mediante il "Buon Senso" che significa Giusta direzione. Questo dovrebbe essere il vero scopo della ricerca della Verità.

Una delle prove importanti che una persona deve affrontare e superare è, per l’appunto, l’esperienza della ingiustizia pur avendo ragione. Tale esperienza disvela in colui che ne è soggetto l’ineffabile leggerezza della giustizia umana e l’illusoria aspettativa della ragione, quando essa ragione, è legata alla razionalità della mente anziché alla più alta risonanza della comprensione del cuore.

Avere giustizia non equivale alla riparazione di un torto subito poiché la Legge karmica colora torto e ragione di ben altro significato.

Ogni effetto, prima o poi, torna alla causa che lo ha generato. Questo è il senso della Legge del Karma che sovrasta l’esistenza e la dirige. Vittima e carnefice si scambiano i ruoli fino a che il senso del reciproco insegnamento prevale ed il nodo karmico è dissolto. Ricercare la Verità attraverso l’esercizio della Giustizia è, dunque, pura illusione. Giudici e tribunali dovrebbero essere sostituiti da istituzioni di pacificazione che, invece di stabilire torti e ragioni, dovrebbero sviluppare fratellanza, accordo e unione. Che cos’è la Pace se non l’esperienza della perfetta Unione nella Sintesi degli opposti?

Colui che è giusto non ha né torto né ragione ma è in pace nella giustezza del Cuore. Il senso di giustizia è, dunque, strettamente connesso a quello del battito cardiaco che scandisce il ritmo vitale.

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Pensiero del giorno: Tensione e attenzione

“La tensione dell’inferiore evoca l’attenzione del superiore”.

È così in tutti i processi di relazione in cui due soggetti entrano in comunicazione.
Superiore ed inferiore sono definiti dal grado di necessità di risposta dei due. Lo vediamo nel rapporto tra genitori e figli in cui il bimbo sollecita l’attenzione dell’adulto stabilendo una tensione nei suoi confronti. A tale tensione del richiedente, che in questo caso assume la funzione dell’inferiore, risponde, per attrazione, l’attenzione del richiesto, che assume la funzione del superiore. I due si incontrano a metà strada stabilendo un punto d’unione. La frase: “A domanda risponde” riassume bene questo tipo di relazione. Lo stesso rapporto sussiste tra la personalità e l’Anima. Ad un’aspirante tensione invocatrice della persona (inferiore) in direzione della controparte animica (superiore) Essa risponde evocando la propria Luce chiarificatrice.

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