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Il percorso della Fratellanza

Pensiero del giorno: Liberarsi dalla ruota delle rinascite

Usciamo dalla ruota delle rinascite quando arriviamo a vedere che tutte le forme della molteplicità contengono e manifestano lo stesso ed unico Spirito. In quel momento il nostro girovagare di forma in forma, di conoscenza in conoscenza, incarnazione dopo incarnazione,  si compie, e poiché abbiamo realizzato la perfezione in noi, siamo riassorbiti nell'Uno da cui provenimmo, così trovando pace.

Lo sperimentare tante forme, come in un labirinto di specchi, ci fa giungere, alla fine, a sapere che tutte le forme, imperfette poiché colte con gli occhi dell'apparenza illusoria, sono in verità solo sfaccettature di un'unica forma: il Piano manifesto o Creazione. Quel Piano è perfetto e incarnare la sua perfezione ci trae fuori dall'illusione e ci rende perfettamente liberi.

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Pensiero del giorno: La libertà di creare

In che misura l'uomo è libero? Ecco un tema sul quale pensatori e teologi non smettono di discutere da secoli senza riuscire a mettersi d'accordo, e questo perché pongono male la questione. La libertà non è una condizione data o meno all'uomo una volta per tutte. Invece di chiedersi: «Io sono libero?», ciascuno deve capire che la sua vita presente è la conseguenza della sua vita passata, ed è impossibile tornare sul passato per modificarlo. Ognuno deve subire, digerire il passato, ed è ciò che fa nel presente. È per l'avvenire che si è liberi; il presente dà solamente le possibilità di creare il futuro che si desidera. 
Ecco come va posta la questione della libertà. Sapendo che sin da ora possiamo determinare il nostro avvenire, noi ci prepariamo a diventare sempre più padroni del nostro destino e già non subiamo più il presente: lo modelliamo.

Omraam Mikhael Aivanhov

 

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Pensiero del giorno: Suono Luce Colore e Vibrazione

Il Suono dell'Anima accende la Luce della coscienza che fonde il colore della Qualità Divina in modo che irradi la sua Vibrazione nello Spazio-Tempo... e la nuova forma è creata. Suono, Luce, Colore e Vibrazione i cui elementi corrispondenti sono Aria, Terra, Fuoco e Acqua, sono dunque gli ingredienti che la Vita Una utilizza per forgiare la materia grezza a somiglianza di Dio.

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Pensiero del giorno: Ispirazione e aspirazione

L’ispirazione é parte del respiro della mente, cioè, della materia fondamentale. Nasce dalla Volontà dello Spirito che la indirizza verso la persona affinché entri in azione chiara e creativa. Mentre l'aspirazione é il respiro dell'Anima stessa riflesso nell'aspetto che la rappresenta. L’Anima chiama la persona con un sussurro dritto al cuore… e la persona risponde al richiamo con aspirazione.

Il sentimento dell’aspirazione è come una nostalgia del Divino, una brama disperata, molto profonda, che raccoglie l'eco della Scintilla d'amore universale. L’ispirazione non esiste senza l'aspirazione, perché l'aspirazione é come una chiave che mette in moto la mente verso l'alto e l’unisce al Proposito. Lo scienziato non è ispirato se non aspira, in cuor suo, a qualcosa di Vero, di Buono e di Bello. È la chiave che allinea il suo intento scientifico con il Piano evolutivo. La mente, quindi, non si apre senza l'aiuto del cuore. 

L’aspirazione unisce la persona all’Anima e l’Anima alla Monade divina. Senza di essa il Piano evolutivo non potrebbe giungere alle menti sotto forma di ispirazione creatrice.

 

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Pensiero del giorno: Il modello ideale

Ogni persona, anche senza esserne cosciente, segue un modello di riferimento per crescere e migliorare aspetti di sé. Lo fa il bambino quando imita il comportamento dei genitori, suoi modelli ideali, per destreggiarsi nelle prime attività esplorative e, in seguito, sviluppare interessi e attitudini. È un continuo identificarsi ora nelle modalità paterne di direzione, ora in quelle materne che gli danno sicurezza nell’accogliere, elaborare e procedere. Lo stesso accade all’adolescente messo di fronte alle urgenti scelte di vita. Senza un modello a cui assomigliare si sentirebbe solo e perso. Per ciò è così importante che i genitori, la scuola e l’ambiente sociale gli sappiano riflettere i valori fondamentali che lo forgeranno per il resto dell’esistenza. Così procede l’adulto che si confronta con chi ha una capacita o qualità migliore per implementare fondamentalmente la propria creatività mediante una maggiore competenza, valenza, e, non ultimo, un maggior potere. Impariamo tutti in questo modo, chi più, chi meno.

Di fronte a un modello di esempio superiore abbiamo in genere due posizioni. La prima è di invidia e, quindi, di rifiuto del modello stesso. Vorremmo essere a quell’altezza ma il raggiungerla implicherebbe uno sforzo di apprendimento e di umiltà in quel momento considerato impossibile. Ci rendiamo conto che non ne abbiamo le capacità ed è troppo faticoso svilupparle. Dunque lo rifiutiamo e disprezziamo il modello come la volpe fece con l’uva troppo in alto per essere inghiottita. Oppure il modello ideale è così appetito per le potenzialità intraviste, che lo fanno subito divenire oggetto del desiderio la cui attrazione è irresistibile. Tanto che sia un esempio di rettitudine quanto di potere, il modello è assunto e accettato nella sua completezza e facciamo di tutto per raggiungerlo. Comunque sia, avere un esempio da seguire è il modo più naturale ed efficace di crescere. Per questo motivo ogni percorso di crescita abbisogna di un suo appropriato modello di perfezione. Esso funge da pungolo e al tempo stesso da meta. A maggior ragione, chi si pone su un percorso di sviluppo spirituale tende ad un ideale riconosciuto e accettato. Vi sono due figure di uomini che hanno raggiunto il massimo dell’evoluzione possibile su questo pianeta; sono il Buddha e il Cristo. Più di ogni altro essere umano le loro vite hanno ispirato le moltitudini e funto da modello perfetto. È a loro che si rivolgono miliardi di persone per ottenere una grazia attraverso la preghiera. È a loro che tutti i ricercatori spirituali volgono lo sguardo per svelare il profondo senso della Vita e sperimentare le necessarie realizzazioni.

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Questo pazzo... pazzo Spirito

Mi sono chiesto moltissime volte quale fosse la differenza di ciò che chiamiamo Spirito e ciò che è materia. L’assioma per il quale lo Spirito sia la frequenza più alta della materia e la Materia la frequenza più bassa dello Spirito, pur nella sua paradossale verità mi ha sempre lasciato insoddisfatto.

Tutte le tradizioni filosofiche e metafisiche attribuiscono allo Spirito la peculiarità di essere il principio motivante di tutta la creazione dalle Galassie ai Soli, dai Pianeti alle creature che li abitano, comprese tutte le azioni, le emozioni e i pensieri che si susseguono durante la giornata. Principio che l’induismo racchiude nel termine “Purusha”. L’eterno Spirito Uno ed unico che imprime l’impulso volitivo e muove la manifestazione. Uno Spirito tanto impalpabile quanto potente; irresistibile nell’atto direttivo e invincibile nella Sua verità. Eppure quello Spirito non è la frequenza più alta della materia; o per lo meno, lo diviene quando la “voglia magica” della creazione prende a danzare. Ciò che chiamiamo Spirito, differenziato dalla Sostanza, è sì quell’impulso primigenio e ordinatore, ma è anche la graduale materializzazione dell’energia del Proposito, qualsiasi proposito, che liberata e indirizzata in un pensiero, precipita dal Piano creativo, verso la creazione. La coscienza umana ne sperimenta tutti i passaggi, dal puro distillato dell’intento causale alla più densa coagulazione dell’effetto nella sostanza, passando dall'ispirazione dell'Archetipo alla ideazione dell'Anima fino all'intuizione della persona illuminata che allinea causa, significato ed effetto e li plasma in pensiero, sentimento e azione. Sono gli stati d’essere della coscienza a determinare le gamme di differenziazione della materia mediante la creazione di funzioni percettive extrasensoriali quali l’ispirazione, l’ideazione e l’intuizione, e sensoriali come l’udito, la vista e il tatto. Così ogni sfumatura è colta dal grande mediatore umano e assaporata nella sua diversità per trarne esperienza e rivelare il movente d’Amore per cui tutto ciò che esiste arricchisce di Bellezza il creato.

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Pensiero del giorno: Firmato... la Morte

"Io ho visto molte grandi cose, ho assistito ai peggiori disastri del mondo, e ho lavorato per i peggiori dei mali, e ho visto le più grandi meraviglie… ma, come ho sempre detto, nessuno vive per sempre.

Quando sono finalmente arrivata per Liesel ho provato un pensiero egoistico a credere che aveva vissuto i suoi novant’anni con tale saggezza. Nei suoi ultimi pensieri lei ha ricordato le tante vite che si erano intrecciate alla sua: i tre figli, i nipotini, suo marito. Tra di loro brillavano come lanterne il fratellino e l’amico con i capelli color di limone. Volevo dirle che era una delle poche anime per le quali mi domandavo cosa significasse vivere, ma alla fine non c’erano parole… solo pace.

L’unica verità che so veramente è che io sono stregata dagli essere umani".

Firmato... la morte.

 

Tratto dalle ultime parole della voce fuori campo del film: “Storia di una ladra di libri”.

 

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Pensiero del giorno: Il condizionamento emotivo

Fino a quando l’Umanità vive e indirizza la propria vita e le proprie vicende dall'interno delle proprie emozioni, non potrà conoscere l'Amore vero, che è espressione dell'energia di Dio. Le persone che vivono nelle emozioni sono vittime dei loro desideri, delle paure e dei risentimenti. Sono vittime delle risposte automatiche interiorizzate nel loro corpo emotivo dal modello prefigurato dal loro ambiente e dall'educazione ricevuta. Non è possibile che si sollevino al di sopra di quel condizionamento, più di quanto sia possibile che modifichino qualche trauma che sia avvenuto nella loro infanzia, poiché sono prigioniere nel recinto dell'emozione che non conosce ragione.
Soltanto da una polarizzazione all'interno della mente possono cominciare ad esercitare un controllo sulle proprie risposte e trasformare le reazioni emotive in pensieri consapevoli atti a produrre azioni coerenti.

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