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Il percorso della Fratellanza

Pensiero del giorno: Esperire la realtà

Quando il discepolo medita ritira la propria coscienza all’interno e la focalizza verso l’alto, venendo a conoscenza della realtà adombrante nel campo magnetico di consapevolezza tra Spirito e Materia. Egli vede la Verità nella presenza diretta del Piano Divino. Visione che è trasmessa dall’Anima alla coscienza sotto forma di intuizione. Così conosce la realtà quando la incarna, dandogli forma e proiettandola verso l’esterno nel proprio ambiente come esperienza. Egli plasma la forma in base al modello di perfezione che ha colto nell’area causale fuori dallo spazio-tempo, in ciò sperimentando, entro lo spazio-tempo, il risultato della precipitazione della realtà soggettiva nel mondo oggettivo. Questo processo lo porta a fare esperienza della realtà nell’apparenza. In altri termini, il discepolo cala la realtà entro la dimensione illusoria dell’apparenza via via innalzando la vibrazione vitale di quest’ultima fino a farla risorgere allo stato originale, in cui, redento il “peccato”, non vi è più distorsione della Verità Una.

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Pensiero del giorno: I nostri strumenti

Quando gli strumenti mentali, emotivi e di azione, che costituiscono il nostro corredo personale, ci rendono più rigidi o meno accoglienti e comprensivi nelle relazioni famigliari, lavorative e sociali che scaturiscono dall’ambiente in cui viviamo, allora significa che ci stanno creando ostacoli invece che aiutarci a risolverli.

A quel punto è saggio metterli in discussione poiché hanno raggiunto un certo grado di cristallizzazione e, se non riusciamo a renderli più duttili, hanno finito il loro compito.

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Pensiero del giorno: Per difetto o per eccesso

L'Anima dirige sempre il cammino della persona verso l'evoluzione. Dobbiamo riconoscere quando agisce per difetto e quando per eccesso. Se ci fa perdurare in una situazione apparentemente negativa significa che dobbiamo ancora fare "il pieno" di quella esperienza. Quando, al contrario, ci fa cambiare direzione, sottraendoci da una situazione apparentemente positiva, allora significa che abbiamo imparato la lezione e possiamo affrontare la successiva.

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Pensiero del giorno: La libertà di evolvere

Difficile riuscire a dedicarci ad un percorso di crescita quando siamo presi dalle faccende della vita e condizionati dall’affastellarsi delle incombenze quotidiane. È come essere incatenati in una segreta senza acqua ne cibo. Occorre guadagnare, in quella angusta cella, almeno un’ora d’aria al giorno in cui poter respirare il profumo di libertà che porta, via via, all’aspirazione di una libertà più grande. Solo quando saremo predisposti a ritagliarci spazio e tempo per osservare gli accadimenti dall’interno, anziché esserne travolti, e sperimentare nuovi punti di vista, mettendo in discussione quelli vecchi, allora e solo allora, saremo pronti a sciogliere tutti i vincoli che ostacolano la vera libertà di evolvere.

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Pensiero del giorno: Il fastidio nasconde la sofferenza

Ogni volta che proviamo un senso di fastidio verso qualcosa o qualcuno significa che quel qualcosa o qualcuno sta riflettendo verso di noi un aspetto che non è ancora risolto nella nostra interiorità. Il fastidio, così come il disturbo, nasconde sempre la sofferenza che ne è causa. Quanto prima lo riconosciamo in noi, tanto prima curiamo e guariamo le nostre ferite.

Ma ciò vale anche nei confronti degli altri.

È più facile non cadere nell’offesa o nell’orgoglio se, quando attaccati dalla impudenza altrui, che molto spesso cela una verità inascoltata, invece di porre l’attenzione sulla parola o l’atteggiamento offensivo della persona, focalizziamo l'ascolto sulla sua sofferenza interiore che è causa di quell’esternazione. Dietro l’aggressività c’è la sofferenza; sofferenza che a sua volta è l’effetto del senso di separatività che imprigiona l’individuo quando fa prevalere l’io personale anziché il Sè animico. La persona è unica ma separata dagli altri; il Sè animico è sempre Uno. Se ci concentriamo sulla sofferenza dell’altro non saremo colpiti dall’onda d’urto delle sue parole o delle azioni maldestre che la celano e sapremo adottare procedure amorevoli e intelligenti per la risoluzione della conflittualità e la realizzazione di una relazione armonica.

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Pensiero del giorno: Come si comporta il discepolo

Che cosa distingue un discepolo sul sentiero da un individuo che non è ancora consapevole di essere un'Anima incarnata al servizio del Piano divino?
È apparentemente indistinguibile se non negli accadimenti della vita che mettono veramente alla prova gli esseri umani. A ben guardare il discepolo agisce dietro le quinte, senza farsene accorgere, con una disponibilità al confronto e all’accettazione che traspare nelle sue relazioni. Egli ha imparato a dominare la natura emotiva mediante il contatto animico. Ha acquisito una stabilità di comportamento tale da consentirgli di osservare le situazioni conflittuali intorno a lui senza scomporsi ed avere quella comprensione dei significati che gli permette di conoscerne gli effetti ed agire con il lume della ragione e l'amore nel cuore per attuare l'azione risolutrice.

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Pensiero del giorno: Ritmo

La parola ritmo deriva dal greco "rhitmos", la cui radice etimologica "rein" significa "scorrere". Il termine richiama in un primo momento a qualcosa che si muove, che scorre senza interruzioni. Possiamo pensare, ad esempio, ad un ruscello o ad un fiume, dove l'elemento acqua fluisce in quantità costante lungo un percorso tracciato. 

L'idea dello scorrere dovrebbe, quindi, chiarirci il significato del fluire del tempo nel quale tutta la vita dell'uomo è immersa, dal momento della nascita. Tuttavia è difficile pensare al tempo che passa, se non lo associamo a qualche fenomeno della nostra vita che comprenda un inizio ed una fine. Al trascorrere delle stagioni (estate, inverno), dei giorni (dì, notte), al pulsare del nostro cuore (sistole, diastole). Paradossalmente l'idea dello "scorrere" del tempo è sempre associata a qualche cosa che "non scorre”; che è e subito dopo non è; che nasce e che muore.

Questo alternarsi di fenomeni, che si ripetono periodicamente, genera il ritmo che, lento o veloce, è la misura fondamentale di tutta la vita e di tutte le espressioni umane. La musica, in particolare, nasce e si sviluppa all'interno del tempo e quindi necessita, più di ogni altra arte, del ritmo.

Musicalmente il ritmo si identifica in una successione regolare nel tempo di unità ritmiche chiamate tempi o movimenti, che sono distribuite nelle battute o misure. Le misure si suddividono in binaria 2/4, ternaria 3/4, quaternaria 4/4 e così via fino alla settenaria che è composta dalle misure 3/4 + 4/4. Prediamo in esame quest’ultima poiché, essendo formata numericamente da 3 + 4 è particolarmente interessante. Vale la pena ricordare che 3 è il numero della Triade Divina e 4 quello della Materia. La giustapposizione dei due dà vita ad un ritmo del tutto speciale. Unisce infatti il ritmo del valzer 3/4, a quello del liscio 4/4. Ciò consente l’alternanza dell’accento di inizio battuta che crea una simmetria di movimento destro e sinistro. Ballando a questo ritmo si sperimenta subito tale alternanza che coinvolge il corpo del danzatore in sequenze destrorse e sinistrorse che si alternano paritariamente.

Così come accade nel solido denominato cubottaedro composto dall’alternanza di triangoli (3) e quadrati (4). Il cubottaedro è, infatti, il solido che simboleggia il perfetto equilibrio armonico.

Come dire… che Spirito (3) e Materia (4) uniti nella danza della vita sono in sublime armonia.

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Pensiero del giorno: Corrispondenze tra Piani e Chakra

Esiste una corrispondenza tra i sette Piani della suddivisione della materia, o sette gamme principali di frequenza del nostro sistema planetario, e i sette Chakra che governano energeticamente le funzioni dell’essere umano. Queste corrispondenze sono causate dalla medesima qualificazione di Raggio tra i Piani e i Chakra.
Il primo Piano Logoico è qualificato dal 1° raggio del Proposito o Potere Divino così come il Chakra della Corona alla sommità del capo, a significare che il Progetto Divino è impresso direttamente nell’essere umano, prescelto per portarlo a compimento.
Il piano Monadico è qualificato dal 2° raggio d’Amore-Saggezza così come il Chakra del Cuore, governatore del corpo emotivo superiore, a significare che la Volontà d’Amore della Monade è recepita nel Cuore della persona saggia, e che il Cuore è spontaneamente connesso a quella Volontà.
Il Piano Atmico o degli Archetipi Divini è qualificato dal 3° raggio dell’Attività intelligente così come il Chakra della Gola governatore del corpo mentale, a significare che l’intelligenza umana ha lo scopo di recepire gli Archetipi Divini, princìpi di attuazione del Proposito d’Amore, e concretizzarli in pensieri coerenti.
Il Piano Buddhico cuore dell’Anima Spirituale è qualificato dal 4° raggio dell’Armonia così come il Chakra Radice o dell’Io, a significare che l'io, affermazione della persona, deve armonizzarsi col NOI, affermazione dell'Anima Una.
Il Piano Manasico o Mentale è qualificato dal 5° raggio della Conoscenza così come il Chakra Intercigliare, a significare che la Conoscenza superiore è proiettata dal terzo occhio per focalizzare la mente dell'uomo verso la conoscenza dell’Amore in tutte le sue forme e renderlo, così, una totalità integrata.
Il Piano Astrale o Emotivo è qualificato dal 6° raggio dell’Ideale così come il Chakra del plesso Solare, governatore del corpo emotivo inferiore, a significare che il desiderio umano deve trasformarsi in aspirazione devota all’ideale del Cristo, modello di perfezione.
Il Piano Fisico, infine, è qualificato dal 7° raggio della Legge e Ordine così come il Chakra Sacrale, sede della creatività inferiore o della procreazione, a significare che la Legge di Dio deve prendere forma ordinata nei corpi degli Uomini per renderli il Tempio dello Spirito.

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