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Il percorso della Fratellanza

Pensiero del giorno: Mettersi alla prova

Cresciamo quando la vita ci mette alla prova attraverso un avvenimento, un ostacolo o una persona. Possiamo ascoltare parole intense e profonde, ma, se non ci mettono alla prova non ci aiuteranno a crescere. Possiamo frequentare seminari, applicare tecniche, seguire corsi, ma se non ci mettono alla prova, se non ci chiedono un impegno costante per ottenere un risultato, non serviranno a farci crescere. Ci lasceranno soltanto un bel ricordo e nulla più. La crescita è sperimentazione consolidata nel tempo in esperienza mediante un proposito che dirige a una meta. Accettare una prova auto-imposta o sollecitata dagli eventi o da altri è il modo migliore per crescere.

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Pensiero del giorno: Azione e reazione

Ad ogni azione corrisponde una reazione di uguale intensità energetica e contraria per direzione. Questo recita la Legge del Karma, da cui deriva quella della Fisica, che riequilibra la comunicazione di andata con quella di ritorno. Occorre considerare che quando si parla di azione, si intende quella emessa nel momento in cui un determinato proposito, buono o cattivo, è indirizzato in manifestazione, ossia, è pensato. Quello è il momento in cui l’azione è realmente originata come causa, al contrario di quanto normalmente si crede. Ciò che generalmente è considerato azione è invece, l’effetto che l’azione originaria del pensiero ha sul e nel piano di apparenza; cioè, la sua reazione. In altri termini, la vera azione è compiuta nell’istante in cui è pensata e non nel momento in cui il suo riflesso concreto si palesa.

Il Karma, positivo o negativo, è prodotto quando la comunicazione di ritorno, ossia la reazione, ha un ritardo nel tornare alla causa che l’ha originata.

L’insegnamento del Maestro Gesù: “Amate il vostro nemico”, intendeva essere l’istruzione per equilibrare il Karma, o il ritardo nella risposta di ritorno. 

Facciamo un esempio. Se si pensa di maledire una persona ella riceverà la maledizione; dopodichè, l’onda di ritorno, o reazione, colpirà, prima o poi, colui che l’ha originata con l’intenzione e agita col pensiero. A sua volta chi riceve la maledizione, in qualche modo l’ha originata tempo o vite addietro, poiché tutto ciò che capita è causato da se stessi. In tal modo, seguendo il precetto di Gesù, anziché maledire a sua volta, il ricevente emetterà una risposta di vero Amore che, spezzando il legame karmico, scioglierà i nodi pregressi ristabilendo la Legge e l’Ordine Divini. Da ciò se ne deduce che la giusta azione si realizza con l’atto d’Amore.

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Pensiero del giorno: Elevare la frequenza

La forma, qualsiasi forma in manifestazione, è il riflesso più o meno imperfetto di uno dei 22 Archetipi principianti. Il grado di distorsione dipende dalla frequenza della materia che compone strutturalmente quella determinata forma. È, tuttavia, una distorsione necessaria al processo di evoluzione poiché riflette il grado o livello della coscienza planetaria nel suo insieme; vale a dire che più la coscienza umana è evoluta, più le forme da essa espresse sono vicine alla perfezione archetipica.
L'attuale imperfezione o distorsione delle forme prodotte dall'Umanità nelle varie attività umane che altro non sono che forme di relazione, è, dunque, direttamente proporzionale all'errata interpretazione del Piano Divino così come è recepito dalle moltitudini.
Ciò comporta, ad esempio, che l'Archetipo della Pace sia attualmente manifestato mediante forme più o meno degradate di conflitto fino a raggiungere le basse frequenze della guerra. Sembra un paradosso ed invece è proprio così.
Per comprenderne il perchè faremo riferimento ad un esempio inerente il campo della musica. Se prendiamo lo spartito di un brano musicale, esso rappresenta il codice strutturale o matrice matematica che appartiene alla dimensione astratta; là dove la realtà non è ancora manifesta e pulsa alla frequenza dell'Archetipo.
L'esecuzione sonora attraverso l'interpretazione strumentale ne manifesta la forma in modo unico e sempre diverso, tuttavia, inferiore in frequenza al codice originale. Ciò costituisce già un certo degrado o l'ineludibile distorsione interpretativa dell'idea originaria che diventa un ideale da perseguire. È, di fatto, una degradazione naturale nel passaggio dalla dimensione astratta e reale a quella concreta e illusoria.  Se, tuttavia, il brano musicale subisce un ulteriore abbassamento di vibrazione, dovuto ad una errata interpretazione o ad un movente fortemente personale ed arbitrario, pur restando inalterata la forma d'onda, si abbassa la frequenza dei picchi, ossia, il numero espresso in Hertz di oscillazzioni al secondo. In questo modo il brano diventa irriconoscibile all'orecchio trasformandosi in una sequenza di rantoli e ruggiti, come avviene quando si rallenta di molto la riproduzione sonora di una voce.
Rantoli e ruggiti sono la trasposizione in campo sonoro delle atrocità della guerra il cui senso è smarrito poichè la vibrazione originaria della pace è andata persa a causa dell'abbassamento della sua frequenza originaria entro la forma.
Impariamo, dunque, a mantenere elevata la vibrazione dei nostri pensieri, sentimenti e azioni in modo che riflettano il più possibile l'Archetipo dell'Amore e facciano risuonare note melodiose anzichè suoni lugubri.

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Pensiero del giorno: Da Manipura ad Anahata

L’essere umano è un condensatore di energia mediante il sistema dei centri energetici o “Chakra” che, come vortici, assorbono l’energia solare o “Prana” affinché nutra l’organismo eterico sottile e, quindi, il corpo fisico.

I centri sono distinti in inferiori, al di sotto del diaframma, e superiori, al di sopra di esso. I centri inferiori sono di origine animale mentre quelli superiori vanno a determinare le qualità e caratteristiche umane. Il diaframma è, dunque, lo spartiacque tra l’animale e l’umano. Per lunghe ere il centro animale, che trova nel plesso solare o Manipura il suo apice, ha costituito il fulcro dell’essere divenendo dispensatore dell’energia egoica o dell’Io personale. Rammentando che il significato del termine sanscrito Manipura è: “Gioiello luminoso” si comprende come nel passato remoto il centro del plesso Solare abbia costituito e rappresentato il riflesso del Dio Sole entro la persona umana. Tuttora Manipura è il centro emotivo del desiderio a significare che per lungo tempo la potenza creativa solare è stata mossa, entro l’uomo, proprio dal desiderio.

Qualcosa, tuttavia, sta cambiando dai tempi di Atlantide ad oggi. L’evoluzione pretende un salto quantico; un cambio di paradigma dall’Io al NOI. Questo cambio di velocità che consente all’Umanità intera di conseguire il Battesimo Divino è in atto attraverso l’innalzamento del centro coordinatore da Manipura al chakra del Cuore o Anahata. Il significato del termine sanscrito è: “Suono non percosso” ad evidenziare che il Cuore è cassa di risonanza di tutti i Suoni non originati dallo scontrarsi delle forme bensì direttamente dall’incontro interiore delle Coscienze. La comunione dei Cuori è, dunque, il cambio di paradigma che trasmuta il desiderio personale in aspirazione corale verso la Fratellanza umana. Dobbiamo compiere questo passaggio che rappresenta il vero cambiamento epocale; e dobbiamo compierlo nella nostra interiorità affinché produca effetti benefici nell’ambiente. Trovare il Cuore è raggiungere il vero centro d’Amore di tutto il Cosmo poiché trovato il Centro siamo al Centro di tutto. Dal centro del Cuore, che è il riflesso entro la persona del Centro Animico Superiore, possiamo irradiare quell’Amore in tutte le Sue sfumature, dall’accoglienza al perdono e costruire le fondamenta di una nuova Società coesa e fraterna.

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Pensiero del giorno: Connettere la mente al cuore

Succede spesso nei nostri rapporti di relazione di avere uno scambio di idee che si tramuta in una schermaglia dialettica in cui ognuno cerca di prevalere aguzzando la mente. A volte l’interlocutore controbatte con una vera e propria provocazione a cui non sappiamo resistere poiché produce in noi un immediato fastidio. È bastevole, in alcuni casi, un atteggiamento impertinente o una particolare postura per scatenare una reazione conflittuale. Tutto ciò succede poiché la mente è primariamente connessa al nostro corpo emotivo per cui reagisce agli stimoli istintivi di affermazione e protezione dell’io che provengono dalla “pancia”. Per ottenere un tipo di relazione armonica in sintonia con gli altri dobbiamo riuscire a interagire non con la pancia ma attraverso il cuore. Essendo il nostro centro di sintonia risulta più facile trovare empatia e condivisione ponendoci proprio nell’ascolto del cuore. È, tuttavia, possibile che in uno scambio dialettico improntato alla comprensione reciproca si produca uno scontro dovuto a una divergenza di idee nonostante i cuori siano in ascolto. Sembrerebbe, dunque, che l’apertura di cuore non sia sufficiente a garantire una relazione pacifica o una vera condivisione se la mente non viene preventivamente sincronizzata al centro cardiaco.

Occorre ricordare che la mente è per sua natura separativa, ossia, è impegnata a scindere e analizzare forme diverse e concatenarle per raggiungere uno scopo personale. Solo quando la mente è connessa al cuore riesce a formulare pensieri in base ai soli punti di unione e non a ciò che separa e diversifica. Ma dato che la mente è automaticamente connessa alle nostre emozioni, ossia all’aspetto pancia, non è altrettanto scontato che si connetta prontamente al cuore. Bisogna, quindi, invocare, con atto di volontà, una coerenza superiore che, illuminando la persona dal piano dell’Anima, ponga la mente sotto la guida del cuore. Questo è da tenere in conto se vogliamo realizzare una comprensione amorevole. Focalizzando l’attenzione su ciò che unisce, la coscienza sarà in grado di individuare e utilizzare solo quei punti d’incontro che servono ad includere i concetti che non le appartengono e saperli intrecciare con i propri. Così riuscirà a creare nuove forme di accordo e comunione che saranno il prodotto di un pensiero costruttivo di più ampio raggio, frutto di un orizzonte allargato.

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Pensiero del giorno: La sfida del Bene

Nella maggior parte dei casi, in che modo i paesi pensano di risolvere i problemi con i paesi vicini e garantire la propria sicurezza?... Impegnandosi a mettere a punto armi sempre più letali, finché un giorno finiranno per distruggere la terra intera. Sì, poiché con questo metodo, più passa il tempo, più le cose si complicano. Finché l’uomo non sceglierà la forza spirituale, la potenza dell’amore divino per risolvere i problemi, mai niente si sistemerà.
Quanto a voi, nel vostro piccolo e al vostro livello, cercate sin d’ora di risolvere i problemi con i vostri parenti, con i vostri amici… e anche con i vostri nemici, manifestando l'amore e la bontà. Metterete così in moto una legge che li obbligherà a rispondere, un giorno o l’altro, allo stesso modo. È questa la potenza della provocazione. Finché non avrete compreso come potete risolvere i problemi, provocherete negli altri il lato cattivo, e in seguito quel lato cattivo aspetterà che voi abbassiate la guardia per attaccarvi. Studiate la storia: vedrete che le cose sono sempre andate così. Imparate quindi a provocare, d’ora in avanti, il lato buono in tutti gli esseri che incontrerete.

Omraam Mikhael Aivanhov

 

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Pensiero del giorno: Dal denaro al Dono

L’insegnamento della Saggezza Antica ci spiega che il Divino entra in manifestazione mediante tre qualità principali che sono Volontà Divina, Amore Divino e Intelligenza Divina. Queste tre qualità devono necessariamente trovare corrispondenza nelle azioni degli esseri umani affinché il Piano Divino si compia. La Volontà è qualità che caratterizza l’aspetto decisionale dell’uomo e trova la sua attuazione, se pur degradata e distorta, nel desiderio. L’Intelligenza trova anch’essa attuazione mediante la capacità umana di elaborare atti sequenziali per raggiungere uno scopo. Non tutti sanno che, ad esempio, il denaro è energia cristallizzata d’Intelligenza e che per questa sua sostanziale caratteristica si sia sviluppato il sistema economico mondiale che lo utilizza quale strumento privilegiato di scambio. Dalla mole attuale di scambi si può certamente affermare che l’intelligenza sia mediamente ancorata nelle menti degli uomini e nella sostanza eterica planetaria. Come a dire che l’economia aguzza l’ingegno.
Lo stesso non si può dire per il secondo aspetto qualitativo del Divino che deve manifestarsi affinché l’Umanità possa divenire divinamente creativa. E qui sta la nota dolente.
Mentre l’Intelligenza trova ampia espressione attraverso gli scambi commerciali, l’Amore Divino non ha il suo corrispondente nel sistema di relazioni umane a meno che non si trasmuti il sistema stesso. In che modo il sistema di scambio potrebbe incarnare la qualità dell’Amore? Se l’Amore è dare senza l’aspettativa di ricevere non può ovviamente essere oggetto di scambio. Lo scambio stesso è messo in discussione dalla forza magnetica dell’Amore che unisce senza costringere, fonde senza annullare la diversità e crea senza pretendere nulla dalla creazione. Vi è solo uno strumento che corrisponde alle qualità intrinseche dell’Amore: il Dono. Il Dono, infatti, non ha aspettative di ritorno, non prevede speculazioni mentali di sorta. È fatto come moto del cuore che tende al riconoscimento dell’altro come parte integrante di sé. Quando l’economia dello scambio verrà sostituita dall’economia del Dono, allora l’Umanità avrà manifestato le tre qualità Divine nella corretta equa-azione.

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Pensiero del giorno: La spinta del desiderio

Il desiderio è il primo motore dell’essere umano; lo spinge a muoversi in una direzione seppur egoistica e materialista. È il pallido riflesso della Volontà Divina di cui rispecchia l’impulso dinamico. Compito dell’aspirante spirituale è trasmutarlo in Aspirazione a quella Volontà a cui inizia a rivolgersi. Così la spinta evolutiva da materiale diventa spirituale e la Volontà del Padre Celeste infonde alla persona la direzione del servizio all’Umanità. Il desiderio non va represso, bensì, trasmutato in Aspirazione a servire il Piano Divino.

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Pensiero del giorno: Comprensione e conoscenza

La cognizione è un processo che va dall'esterno all'interno; la comprensione, al contrario, è un processo creativo che nasce all’interno della coscienza ed accoglie le forme esteriori entro di sé. Si può conoscere tutto, e al tempo stesso non comprendere nulla. Ma quando si comprende… allora si sa. Il sapere è uno stato di perfetto allineamento con tutta la creazione. Un atto d’Amore che unisce l’essere cosciente a Dio. Chi sa è saggio poiché collabora alla Creazione con l’intelligenza del cuore.

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Pensiero del giorno: Polarizzazione mentale

All’aspirante che sta disciplinando i propri corpi ed inizia la polarizzazione mentale, capita sovente di proiettare negatività di tutti i tipi piuttosto che pensieri ed immagini positive. Negatività che, per via della accresciuta capacità di focalizzazione della mente, si manifestano subitamente arrecando, alla fine, disturbi di ogni genere.

Perché ciò accade?

Perché l’inconscio dell’aspirante, e più propriamente il subconscio, è colmo di accadimenti negativi come paure, traumi emotivi, complessi di colpa irrisolti e lì sedimentati. È, dunque, più facile che siano essi i primi ad agire evocati dall’accresciuta concentrazione della propria mente che va a collegarsi, per abitudine, alle memorie più radicate entro l’inconscio collettivo, invece che alle immagini risanatrici dell’Anima. Tuttavia l’aspirante non deve demordere o cadere in depressione. Via via che pratica la meditazione contatta ed evoca la sua essenza sublime, in altri termini, quel Superconscio animico che gradualmente, ripulirà il subconscioAllora sarà in grado di proiettare solo immagini relative ad idee positive (poiché coerenti al Piano Divino) che andranno a trasmutare le negatività entro e fuori di lui.

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