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Il percorso della Fratellanza

Pensiero del giorno: Fratellanza

Fratellanza è sentire l’altro come fratello, non importa quale misfatto abbia commesso.
Non è una realizzazione facile, ma indispensabile per adempiere al nostro compito di Anime che hanno scelto di incarnarsi per aiutare l’Umanità e il Pianeta a redimersi. Sentire l’altro come fratello non significa condividere il suo comportamento né tantomeno i pensieri e i sentimenti. Significa poterlo benedire anche se nei suoi confronti esprimiamo critica, giudizio o dissenso. La Fratellanza non guarda in faccia alla personalità, con tutte le sue storture; essa riconosce l’Anima Una che si riflette in tutte le sfaccettature dell’Umanità. Possiamo scegliere di riconoscere l’altro poiché è nostro fratello e sorella nell’Anima e, pur non approvando il suo operato, avere per lui un sincero sentimento di comprensione, una pacifica accettazione della sua diversità senza nutrire alcun senso di separatività. Il nostro cuore deve restare aperto nell'ascolto profondo, anche se sconosciuto alla ragione, delle motivazioni karmiche che lo spingono ad agire.

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Pensiero del giorno: Politica o partitica?

Quando si parla della Politica come la più alta attività umana, quella che attende alla gestione del bene comune, si intende quel senso di partecipazione e responsabilità collettiva alla soluzione delle problematiche per il progresso armonico della società.

Tale definizione non ha alcuna attinenza con l’arte di ottenere il consenso. Molto spesso confondiamo l’una attività con l’altra.

Ottenere consenso appartiene alla partitica, ossia, a quell’attività, svolta da individui e faccendieri di ogni tipo, che mira ad attrarre fiducia per consolidare un serbatoio di voti potenziali. Questa è la differenza che attanaglia la nostra collettività in una morsa mortale. Non agire per la gestione del Bene ma per l’ottenimento del potere personale.

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Pensiero del giorno: 64, il Fiore della Vita

Il fiore della vita è composto da 64 cerchi che si intrecciano. Se lo guardassimo nella realtà tridimensionale vedremmo 64 sfere, o meglio, toroidi, che sono il campo magnetico di altrettanti tetraedri disposti in un solido regolare il cui campo magnetico totale è un altro toroide. Dunque i 64 cerchi rappresentano, in piano, l’energia vitale che fluisce dalla struttura vitale di base a forma di toroide. Ma perché proprio 64 cerchi? Non uno di più o uno di meno?

Il numero 64 non è nuovo alla geometria sacra. Fin dalle civiltà più antiche ha sempre raffigurato la struttura vitale di base. Infatti, Lo troviamo nei templi dell’antico Egitto, in quelli indù e perfino nella simbologia spirituale cinese. 64 sono gli esagrammi dell’I king, e le caselle dello Zolkin, il cuore del calendario Maya, o, addirittura, i codoni che servono a codificare il DNA umano.

Le leggi dell’universo manifesto recitano che il cambio di scala avviene normalmente per raddoppio o salto di ottava; ossia, che un dato valore numerico è doppio avanzando di un’ottava.

Le leggi spirituali della creazione ci indicano che il Divino è Uno nell’essenza e trino nell’aspetto; quindi, per manifestarsi, combina i tre aspetti in un quaternario, dando vita, nella sua interezza, al settenario creativo. Se iniziamo dall'UNO (1), l’unità essenziale, e raddoppiamo il valore per 7 volte, ossia, per il valore del settenario creativo, otteniamo la seguente serie: 1,2,4,8,16,32,64.

64 è, dunque, l’unità raddoppiata sette volte, o più scientificamente, il numero della matrice creativa.

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Pensiero del giorno: Codice matematico e Archetipi

La creazione è fatta di numeri. Il codice matematico è la Volontà del Dio che geometrizza progettando Universi. Potremmo quindi affermare che i numeri sono il linguaggio del Demiurgo o il Suo pensiero fattosi carne. Il linguaggio di programmazione informatica ne è un valido esempio seppur in un rapporto di scala ridotto. Tutte le forme sono, quindi, riconducibili al codice numerico che ne è causa, anche se lo manifestano a differenti livelli di frequenza o degrado della sua originaria integrità. Il ripristino del codice è, tuttavia, possibile solo a chi è in possesso di una visione e sapienza superiore. Noi comuni mortali più che saper padroneggiare il codice matematico siamo completamente coinvolti nelle molteplici forme che lo rappresentano, in modo più o meno degradato, attraverso gli accadimenti della vita. A fatica cerchiamo di capirne il perché, scossi dal turbinio degli effetti che causano disagi e sofferenza. Come uscirne?

Un modo c’è e ci è stato dato proprio per consentirci di manipolare la materia pur non avendo accesso diretto al codice originale. Esso consiste nel riconoscere quel codice sotto la veste di una forma tanto sintetica da essere definita archetipica; ossia: la trasposizione del numero in modello ideale o prototipico. Gli Archetipi hanno proprio questa funzione. Quali immagini perfette delle energie creative ci consentono di adattare e trasformare le forme degradate dei condizionamenti semplicemente raffrontandole con la loro archetipica perfezione. Così mastichiamo le vecchie forme di costrizione forgiando nuovi strumenti di liberazione. Quest’opera è alla portata di tutti poiché non richiede una sapienza particolare ma una costante elaborazione di una forma emulando il suo corrispondente superiore. Senza modello non c'è cambiamento!

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Pensiero del giorno: Le tre Aule

L'essere umano riceve l'educazione, in senso evolutivo, in tre Aule di apprendimento.

Nella prima Aula detta dell'ignoranza sperimenta la seduzione della forma e il suo condizionamento riguardo il pensiero, il sentimento e le cose materiali. Nell'Aula della Conoscenza impara la conoscenza informativa acquisita attraverso lo studio e la conoscenza formativa acquisita mediante la sperimentazione della disciplina che educa la personalità. Nell'Aula della Saggezza applica i risultati della sperimentazione corroborati dall'intuizione delle verità inerenti il Piano Divino; il comportamento adeguato al modello animico di manifestazione del Vero, del Bene e del Bello, e l'essenzialità del vivere nel flusso della vita attuando la Divina Indifferenza, così servendo il mondo senza appartenervi.

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Ma cos'è questa crisi

"Ma cos'è questa crisi" canticchiava il celebre comico Petrolini in una famosa gag ironizzando sul fatto che le crisi, sono, sotto sotto, pilotate da chi dalle crisi ricava vantaggi.
Purtroppo o, per fortuna, tutto il mondo è in crisi. Questo è un dato di fatto. Tuttavia occorre chiedersi di quale crisi si tratti. Siamo proprio sicuri che l'attuale sia una crisi economica?
Che il mercato domini le scelte dei politici e dell'intera Umanità piuttosto che essere dominato dalle scelte per il bene comune, è una amara constatazione. 
Se le scelte della politica non dipendessero dal mercato sarebbero più libere di indirizzarsi verso la risoluzione dei veri problemi sociali come l'equa distribuzione della ricchezza e la salvaguardia della creatività umana mediante il diritto, di ogni individuo, a manifestare il proprio talento.
Ma così non è. La politica è schiava del mercato perché si è bevuta la coscienza. 
Infatti questa non è una crisi economica ma la prima vera crisi di coscienza che l'Umanità sta attraversando su di un filo teso sopra il baratro.
Ognuno di noi è chiamato a fare la propria parte quale funambolo che, oscillando tra il bene e i male, trovi l'equilibrio necessario a percorrere il filo e far giungere l'Umanità, sana e salva, sull'altra sponda.

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Pensiero del giorno: La "spending review" globale

Il tema della spending review in questi giorni è in primo piano. Si cerca di tagliare i costi della politica e dei politici, burocrati, pensionati privilegiati e così via…

Gli stipendi da sogno dei managers sono ora visti come un'offesa alla morale, una beffa all’etica che vorrebbe una più equa distribuzione della ricchezza secondo il principio della solidarietà morale e civile.

Se allarghiamo lo sguardo a livello mondiale ci rendiamo conto che, fin dall'inizio dell’ultima crisi economica, stiamo vivendo una spending review globale.

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