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Il percorso della Fratellanza

Pensiero del giorno: Assumere il proprio destino

Non si può sfuggire alla giustizia divina e non la si può nemmeno aggirare. Ecco perché è inutile andare a consultare astrologi, come fanno quelli che vogliono essere avvisati riguardo ai vari incidenti e malattie, in modo da poter sfuggire. Qualunque cosa si faccia, non si potrà evitare nulla: non si sfugge al destino con l'astuzia. L'unica cosa che si può fare è lavorare con la luce per rafforzarsi e avere così la possibilità di sopportare meglio le prove, il giorno in cui si presenteranno.
Supponiamo che nel vostro oroscopo sia indicato che avrete una grave malattia: conducendo una vita ragionevole, purificando e rafforzando il vostro organismo, vi preparate delle armi per contrastarla. Forse non avrete la possibilità di evitare quella malattia, ma il giorno in cui questa si manifesterà, ne potrete limitare i danni. Questa legge è valida in tutti i campi; gli sforzi che fate per rafforzarvi e purificarvi vi permetteranno sempre di affrontare le prove nelle condizioni migliori.

Mikhael Omraam Aivanhov

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Pensiero del giorno: Equità e proporzione

Distribuire equamente le risorse non significa elargirle in modo paritario ma secondo la necessità vitale degli organismi e creature. Il sangue, ad esempio, è distribuito all’intero organismo in base al bisogno energetico proporzionale ai sistemi, organi e cellule. Allo stesso modo un filo d’erba richiede un assorbimento d'acqua minore rispetto a un albero. In Natura ogni creatura trattiene il nutrimento secondo la propria misura di crescita. Così non accade per quanto concerne il genere umano.

Educare all’equità significa inculcare nell’individuo il concetto della Rete vitale a cui ogni creatura, e quindi ogni essere umano, è collegata e attraverso la quale condivide il nutrimento energetico attingendone quanto basta per la propria crescita in rapporto armonico con la crescita dell’intero organismo vivente.

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Pensiero del giorno: Fuoco e amore

Vi sarà capitato di incontrare dei fumatori per strada: a volte uno di loro, non avendo fiammiferi né accendino, si avvicina a un passante che ha la sigaretta accesa e gli chiede del fuoco; allora i due avvicinano tra loro le rispettive sigarette, e il primo, soddisfatto, se ne va ringraziando…
Direte: «Sì, ma perché ci parla dei fumatori, visto che Lei ci consiglia di non fumare?». Perché, come vi ho detto spesso, certi atti della vita quotidiana ci istruiscono su fenomeni più sottili. Se gli uomini e le donne sono spinti a baciarsi, è per scambiarsi del fuoco. Così come i fumatori avvicinano le proprie sigarette, essi avvicinano le loro labbra per accendere qualcosa in se stessi. A volte il fuoco si accende, a volte no. E quando il fuoco divampa, non solo può accadere che li consumi con tutto ciò che i due possiedono interiormente, ma che devasti anche ciò che li circonda! Amarsi significa prendere e dare fuoco, ma ciò richiede molta prudenza e un grande sapere.

Mikhael Omraam Aivanhov

 

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Pensiero del giorno: Importanza delle parole

Addestrare i propri corpi ad eseguire l'attività programmata dalla coscienza e distoglierli dalle reazioni memorizzate in tanti anni di condizionamento non è impresa facile ma nemmeno impossibile.
È buona norma iniziare cambiando le parole che normalmente usiamo cosicché la frequenza emessa vada a sintonizzare i corpi mentale, emotivo e fisico sulla nota coerente. Ad esempio, dire: "impiegare il tempo" piuttosto che "perderlo" o "avere strumenti da utilizzare" piuttosto che "armi da mettere in campo"; e "mettere a frutto" piuttosto che sfruttare una situazione o una persona. E ancora, "è mia responsabilità" piuttosto che incolpare gli altri per ogni avversità e benedire le persone piuttosto che maledirle o lanciare epiteti sminuenti. L'energia indirizzata dalla parola emessa colpisce il soggetto in modo irrevocabile, quindi occorre fare molta attenzione a come viene gestita; inoltre, utilizzare parole inclusive e accoglienti abitua i nostri corpi ad agire di conseguenza.

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Pensiero del giorno: Cosa è bene e cosa è male?

Quando siamo legati alle forme pensiamo che esse siano buone o cattive, giuste o sbagliate e determinino i nostri stati mentali ed emotivi, i sentimenti e le convinzioni. Allora diveniamo intransigenti e dogmatici ritenendo che ciò che è giusto, vero e importante per noi lo debba essere obbligatoriamente per tutti gli altri.

La Verità, pur essendo Una, è come un diamante che proietta le sue sfaccettature verso ognuno di noi. Ciò che ci appare come verità non è che il riflesso di quella sfaccettatura che in quel momento e in quella incarnazione ci colpisce poiché riguarda la via di minor resistenza per risolvere il karma che ci compete. Se la riteniamo una verità incontestabile, allora siamo preda della più annebbiante illusione.

Non esiste forma che sia assolutamente buona o assolutamente cattiva. Le forme non hanno polarità così come non hanno colpe. Siamo noi coscienze, attraverso i nostri intenti e propositi ad indirizzarle od utilizzarle per un fine coerente al Piano Divino o in opposizione ad Esso. Rendiamoci conto che ciò che è buono, giusto e piacevole per noi può non esserlo per il nostro prossimo. Accogliamo la diversità di visione, opinione e sentimento, sapendo che essa risponde alle esigenze karmiche di ogni singolo individuo. Non assurgiamo al ruolo di giudici ritenendo di essere l’ago della bilancia.

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Pensiero del giorno: Le dimensioni della realtà

Siamo così abituati a considerare reale il mondo apparente che non possiamo immaginare come sarebbe vivere nella dimensione della realtà, quella vera, che non é fatta di corpi o cose, poichè è il mondo delle idee che sono causa degli effetti materiali. Quando pensiamo all'aldilà, pur credendo che l'Anima sia immortale, lo facciamo immaginando un'altro mondo dai contorni vaghi come i sogni, a volte, secondo il dettame religioso, fatto di inferno o paradiso, pur sempre eterei o incorporei. Non è così. In questa dimensione apparente e illusoria i sogni ci appaiono come irreali, anche se spesso, vissuti molto intensamente. Ebbene, se ci sforziamo di pensare che la dimensione incorporea sia la realtà, una realtà costituita principalmente di pensiero, allora, una volta entrati in quella realtà, ci apparirà reale quanto quella in cui siamo immersi con i nostri corpi di materia densa. In definitiva, ogni dimensione corporea o incorporea, costituita di materia densa oppure più impalpabile, appare reale per chi in essa risiede. Abituiamoci, dunque, ad immaginare il mondo delle idee e del pensiero come una dimensione reale in cui possiamo vivere allo stesso modo e con la stessa intensità e consistenza reale che realizziamo vivendo nel mondo cosiddetto concreto. In questo modo ci avvicineremo maggiormente al Piano Divino e sapremo essere causa di effetti materiali migliori di quelli che ora riusciamo solo a subire.

 

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Pensiero del giorno: Divenire immortali

L’immortalità è il massimo traguardo per l’essere umano; il desiderio più ambizioso, la realizzazione ultima; eppure quanto fraintendimento esiste su questo argomento. Vi sarà, alla fine del processo di perfezionamento della persona, la conquista dell’immortalità del corpo fisico, mediante l’innalzamento della vibrazione della materia che lo compone. Questo stato d’essere è nominato: Resurrezione; ma i tempi, per la massa dell’Umanità, sono ancora lontani. Non dimentichiamo, tuttavia, che già siamo immortali nell’Anima che è la nostra essenza. Riflettendo su questa realtà possiamo intuire che vi è la possibilità di percepire tale immortalità anche mentre siamo incarnati entro la nostra persona. Normalmente siamo identificati nel corpo emotivo della personalità e da quella identificazione agiamo, o meglio, reagiamo nei confronti degli accadimenti della vita.
Siamo felici o scontenti in base alla reazione emotiva di quel corpo che autonomamente sceglie, in base alla memoria installata nel suo "database" su quale nota risuonare. Difficilmente scegliamo noi: "Coscienza". In questo sta l’origine della mortalità. Ebbene, si, essere mortali dipende dalla nostra scelta di polarizzarci nel polo della persona. Nel momento in cui potremo scegliere consapevolmente da che parte stare e sceglieremo di essere ciò che già siamo, allora, da quel preciso istante diverremo immortali. Quando, in pratica, scegliamo di stare al centro di noi stessi, in quell’interludio atemporale tra gli avvenimenti, che la saggezza antica chiama: "Presenza", allora siamo nell’immortalità. Quando scegliamo, con atto di volontà, di non reagire agli scossoni della materia, nonostante la pesantezza delle prove, allora esprimiamo la nostra eternità, riconoscendo il fluire nella Vita Una. Il percorso è arduo ma non impossibile, ed ogni volta che ci avviciniamo alla perfezione della nostra risposta alle circostanze esistenziali, ci avviciniamo all’immortalità.

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Pensiero del giorno: Nemici - amici

È gradevole e utile avere buoni amici, ma occorre riconoscere che anche i nemici hanno la loro utilità. Se studiate bene la questione, capirete anche che, in alcuni casi, quei nemici sono i vostri veri amici. Essendo spietati, non vi risparmiano nulla, sottolineano tutto ciò che non va in voi. Direte: «Si, ma spesso esagerano!». È vero, ma non fa niente; essi sono come microscopi, e spesso i microscopi sono indispensabili: gli scienziati se ne servono tutti i giorni, poiché permettono di vedere dettagli che altrimenti passerebbero inosservati.
Dunque, se desiderate veramente perfezionarvi, anziché lamentarvi dei vostri nemici, dovete ammetterne l'utilità. Sono loro che vi obbligano a lavorare, a correggervi e a trovare soluzioni ai problemi che vi creano. Così, grazie a loro, diventate più saggi e vi rafforzate.

Mikhael Pmraam Aivanhov

 

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Pensiero del giorno: Stelle e libero arbitrio

Le stelle, i pianeti e le relazioni cosmiche tra loro, hanno dato vita alla scienza che gli antichi hanno da sempre considerato la primaria fonte di interpretazione della realtà manifesta per quanto riguarda il destino degli uomini e del pianeta: l’Astrologia. Essa è la scienza delle possibilità analogiche della verità che, attraversando i piani dell’esistenza prende forma in differenti sfaccettature. Così le indicazioni tratte dalle stelle guidano il cammino e propongono campi di esperienza che individualmente possiamo esplorare.

Eppure, le stelle e i pianeti in intimo rapporto non vogliono costringerci entro imperativi dogmatici; bensì indicarci una direzione verso la quale focalizzare la nostra attenzione. Siamo, nonostante tutto, sulla via della liberazione dalle costrizioni della forma mediante la sperimentazione entro la forma stessa. Non ci sembri un controsenso; semmai un paradosso esistenziale che ci dà il diritto di esercitare lo strumento di scelta che abbiamo conquistato in eoni di evoluzione: il libero arbitrio. Possiamo, dunque, scegliere anche di fare il contrario di quanto indicato dagli astri o di seguire il loro invito senza chiederci come e perché. Tuttavia, sfidare il loro responso o, magari, interpretarlo secondo l’intuito del momento, ci consente di divenire liberamente creativi e, anche attraverso l’errore, esplorare le infinite vie che conducono all’unica meta.
Io sono, io posso, io voglio”, recita un antico mantra iniziatico ad affermare che a noi esseri umani è dato il compito di Osare, e così essere liberi di cavalcare o addirittura scavalcare il verdetto dell’oracolo celeste. A noi l'arduo compito di sfatare anche le stelle per compiere il nostro unico e irripetibile destino.

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Pensiero del giorno: Le tre coscienze dell'uomo

L’essere umano è un aggregato di tre coscienze distinte che non sempre agiscono in comune accordo, tanto da produrre attriti e conflitti nei propri corpi mentale, emotivo e fisico. A seconda della coscienza che prevale in un determinato momento dipendono le scelte comportamentali di un individuo. La coscienza più antica è quella animale, retaggio dell’evoluzione che in essa ha fuso la coscienza minerale e vegetale. Tale coscienza agisce a livello degli istinti operando per mantenere le funzioni di sopravvivenza o affermazione della specie, procreazione o mantenimento della specie e aggregazione o interscambio della specie. Segue, poi, la coscienza personale che funziona mediante il desiderio e, nell’uomo più evoluto, attraverso l’intelletto. È la coscienza che provvede a tutte quelle scelte personali che riguardano le attività del vivere al di sopra della sfera degli istinti e che fa competere il proprio io nei confronti degli altri. La terza coscienza che, a dir il vero, è ancora parzialmente attivata nell’essere umano, è quella animica o super-cosciente che collega l’uomo ai mondi superiori e gli dà accesso alla Verità mediante l’intuizione.
Abbiamo, così, tre coscienze, ognuna delle quali si esprime con una facoltà univoca: istinto, intelletto, intuizione. Da ciò dipendono le nostre scelte nel bene e nel male. Facciamo il male, ossia, agiamo in modo separativo, quando prevalgono la coscienza animale e quella personale. Nel primo caso è un agire contro gli altri per proteggere le funzioni vitali istintive; nel secondo, agisce il desiderio di prevalere sugli altri per diventare più potenti. È, quindi, un male perpetrato con l’intelletto che ordisce strategie e tattiche di predominio. 

Per fare il bene non ci rimane, dunque, che attivare la coscienza dell’Anima e affidarci all’intuito attraverso il sentire del Cuore. Solo il Cuore connette la mente all’Anima e ci spinge a cooperare con gli altri per il Bene maggiore. Solo il Cuore fa prevalere il senso di unione che acqueta gli istinti, allinea l’intelletto e, tramite l’intuizione, produce la Giusta Azione.

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