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Il percorso della Fratellanza

Pensiero del giorno: Collettività versus Fratellanza

“Collettivo” non significa fraterno, e una collettività non è ancora una fratellanza. Una collettività è un insieme di individui che possono anche non avere alcun legame tra loro. Una città, per esempio, è sicuramente una collettività, ma tutti gli abitanti che la compongono, si conoscono forse? Si apprezzano, si comprendono e lavorano coscientemente gli uni per gli altri con amore? No, i più vivono senza preoccuparsi dei legami che dovrebbero unirli, pertanto non formano ancora una fratellanza.
Una fratellanza è innanzitutto una collettività, certo, ma una collettività che possiede una coscienza allargata, luminosa. È una collettività i cui membri sono uniti fra loro, e non solo lavorano gli uni per gli altri, ma in più hanno come ideale quello di lavorare per il mondo intero. Una vera fratellanza è una collettività che possiede una coscienza universale.

Omraam Mikhael Aivanhov

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Pensiero del giorno: Giusto uso del tempo e della forma

Noi siamo Anime che si incarnano, ciclo dopo ciclo, entro la superficie riflettente dello spazio-tempo pur essendo pura esseità senza tempo né spazio. Questa è la nostra condizione, il nostro compito ed anche la prigione da cui liberarci. Ci identifichiamo con la forma e il suo tempo, ma alla fine, dobbiamo sfuggire all’illusione del tempo poiché non è reale e nemmeno naturale per quanto possa sembrarlo dal punto di vista della persona. Dobbiamo imparare a fare il giusto uso sia del tempo che della forma se vogliamo avanzare verso la completa liberazione. Farne il giusto uso significa rendere la forma sempre più corrispondente all’idea o Archetipo Divino che la sostiene, in modo da rivelarne il Proposito attraverso la sua bellezza e perfezione. Il nostro compito nel servire il Piano Divino è, dunque, quello di saper gestire e plasmare il tempo e la forma secondo la nota dell’Amore che ordina il creato, così riprendendo il nostro legittimo posto nello schema del Grande Disegno evolutivo.

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Pensiero del giorno: Sull'indulgenza

Anche se l’indulgenza è una qualità del cuore, ha in sé una buona parte di intelligenza. Soltanto la persona veramente intelligente può essere indulgente. Perché? Quando si capisce meglio che cos’è l’essere umano, quali sono i diversi fattori che costituiscono la sua natura profonda, l’influenza che le condizioni in cui vive e le difficoltà che incontra possono avere sul suo comportamento, non ci si può mostrare troppo severi nei suoi confronti anche se egli non sempre agisce correttamente. È giusto rimanere lucidi, perché una delle qualità dell’intelletto è proprio la lucidità, ma occorre essere anche più comprensivi.
Talvolta si è sorpresi dalla severità con cui alcune persone, di cui non si possono, tra l’altro, negare le qualità del cuore, si pronunciano sugli altri. Sono spietate. Ebbene, ciò avviene proprio perché mancano di intelligenza, la vera intelligenza, che consente una visione più ampia degli esseri e delle cose. Niente più della mancanza di indulgenza – che è una mancanza di comprensione – rivela una mancanza di intelligenza.

Omraam Mikhael Aivanhov

 

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Pensiero del giorno: Siamo responsabili degli effetti

Noi siamo responsabili degli effetti che provochiamo nell’ambiente. Quando siamo emissivi, cioè quando prendiamo l’iniziativa di comunicare qualche cosa a qualcuno, secondo una nostra intenzione, diventiamo causa di quella esternazione. Dato che ad ogni causa corrisponde un effetto, quell’effetto è sotto la nostra diretta responsabilità. L’effetto è la forma che assume quella determinata causa nel tempo e nello spazio.

Facciamo, dunque, attenzione all’effetto che produciamo sugli altri, poiché se non è quello desiderato, dobbiamo modificarlo andando a riconsiderare il movente originario che, evidentemente non era così chiaro e puro, altrimenti, l’effetto sarebbe stato quello voluto.

Se, ad esempio, vogliamo far ridere e invece facciamo piangere, significa che durante la comunicazione abbiamo perso l’intento motivante; oppure che, nostro malgrado, la motivazione inconscia era quella di far piangere. D'altro canto, il nostro intento comunicativo deve sempre tenere conto dell'interlocutore che abbiamo di fronte. Dobbiamo saper gestire la forma della comunicazione in modo che sortisca l'effetto desiderato. Dall’osservazione degli effetti che produciamo sugli altri possiamo ricavare le nostre vere motivazioni, e a nulla vale prendersela con l'altro. La responsabilità è solo nostra.

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Pensiero del giorno: Felicità e Gioia

La felicità è l’espressione sentimentale dell’appagamento del desiderio. L’apice della vetta, raggiunto il quale si discende velocemente verso la valle della tristezza agognando la felicità perduta. Così oscilla il pendolo della persona tra alti e bassi, picchi ed abissi.

Altro è la realizzazione della Gioia che è la manifestazione sentimentale del contatto interiore dell’Anima. A differenza del picco della felicità la Gioia è l’altopiano regolare e stabile della visione del Piano divino che illumina la mente e scalda il cuore.

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Pensiero del giorno: L'Amore non ha motivazioni

L’Amore non ha motivazioni. Se amiamo per qualche motivo personale, in verità non amiamo. Comprendiamo come sia difficile per un’Anima incarnata in un essere umano amare veramente senza alcun buon motivo. Occorre un motivo per ogni cosa; per pensare in una determinata direzione o per sentire la diversità delle emozioni che ci colpiscono; ma per amare no. L’Amore non ha causa poiché è causa di tutta la manifestazione. L’Amore è primariamente energia di coesione che precipita in Armonia magnetica e Saggezza. Nella Sua frequenza bassa è amore personale; ma quando ci specchiamo nel suo riflesso oscuro, poiché anche l’Amore ha la sua controparte in ombra, allora gelosia, possesso e invidia prevalgono in noi. 
Amiamo, dunque, senza un perché, senza un bisogno o desiderio o senso. Amiamo e… basta.

Ispirato da un pensiero di J. Krishnamurti

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Pensiero del giorno: Mantenere l'quilibrio

Quando un funambolo cammina su una corda tesa, è costretto a stendere le braccia per rimanere in equilibrio. Ecco un’immagine dell’essere umano che, sballottato da impulsi contrari, avanza nella vita come su una corda tesa. Ogni giorno deve sforzarsi di mantenere in equilibrio i due piatti della sua bilancia psichica: il cuore e l’intelletto. Se il suo cuore pende troppo da un lato, se i suoi sentimenti prendono troppo la parola, egli deve far intervenire l’intelletto, il pensiero. E viceversa. C’è sempre da aggiungere da un lato e togliere dall’altro. Chi non è attento perde in fretta l’equilibrio.
In ogni ambito l’uomo deve fare attenzione a equilibrare i due piatti della sua bilancia interiore. Se tende a concentrarsi troppo sulla materia (gli averi, il potere) a discapito dello spirito, creerà dentro di sé un disequilibrio. Ma non deve nemmeno abbandonare la materia con la scusa di vivere nello spirito. Che ciò avvenga sul piano fisico, psichico o spirituale, ogni movimento fatto in un senso deve essere compensato da un movimento in senso opposto.

Omraam Mikhael aivanhov

 

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Pensiero del giorno: Raffinare il pensiero

Noi siamo ciò che pensiamo. L’energia segue il pensiero e, quindi, magnetizza la sostanza astrale dando qualità alle emozioni che, infine, condizionano le azioni. Anche i malanni, oltre ai difetti e ai vizi, sono generati dai nostri pensieri oppositivi che svalutano noi e gli altri innescando un processo degenerativo dello stato di salute originario. Occorre, dunque, raffinare i nostri pensieri applicando il retto pensare, poiché il pensiero è la causa di tutta la manifestazione. Ciascun pensiero da noi pensato prenderà forma nella nostra vita, in relazione al suo grado di chiarezza e di forza. Questa pratica ci conduce via via verso l’innocuità e così scopriamo che essere innocui significa, dopo tutto, saper pensare. Lo facciamo quando volgiamo l’attenzione della mente verso ciò che unisce. Questo non vuol dire non poter esprimere una critica o un giudizio, se quella critica è costruttiva e quel giudizio è a fin di bene, ossia, fatto per evidenziare una soluzione evolutiva. In questo senso si comprende meglio la necessità del pensiero positivo che non deve essere un’isola felice nel mare del pessimismo, bensì una costante finalizzata al Bene comune.

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Pensiero del giorno: Incidere i sentieri

Il motto esoterico dell’Italia è: “Io incido i sentieri” ad affermare che il proposito della nazione è quello di imprimere una via laddove il terreno ne sia privo. Incidere è una azione che rimanda alla chirurgia. Si incidono le ferite infette per sanarle e, con la fuoriuscita del sangue, promuovere una graduale guarigione. Immediata la metafora che rimanda al sacrificio, allo spargimento di sangue, come un salasso, necessario per rinnovare la vitalità e riproporre un nuovo equilibrio.

Il “risorgimento” italiano con le guerre di indipendenza bene assolse a questo compito incidendo il percorso che dal conflitto giunse all’armonia sintetizzando gli opposti e realizzando l’Unità d’Italia. Se analizziamo attentamente questo scopo scopriamo che l’attitudine principale di noi italiani è quella di lasciare il segno sia in senso positivo che negativo. È abbastanza facile verificare questa affermazione. Basti pensare ai tanti inventori, esploratori, scienziati, poeti e artisti che il Bel Paese annovera nella sua gloriosa storia. L’Italia è pioniere del nuovo e della Bellezza in senso lato. Questa caratteristica si riscontra anche nell’attuale situazione di crisi politico-economica che coinvolge l’intera umanità e in particolare i paesi della civiltà occidentale. La Nuova era avanza inesorabile e il Nuovo preme con forza per apparire e consolidarsi. Spetta a noi italiani rompere i vecchi schemi, trasmutare il sistema cristallizzato e dare il giro di volta per rinascere dalle nostre ceneri come la Fenice. Riflettiamo su questo compito e troviamo il nostro singolare modo di adempierlo laddove un ambiente o un luogo interiore ed esteriore sia privo di una traccia d’unione.

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