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Il percorso della Fratellanza

Pensiero del giorno: Svelare il volto dell'anima

Tutti gli esseri umani possiedono un volto interiore che è diverso dal loro volto fisico. Questo volto interiore è quello della loro anima. Esso non ha tratti definiti e immutabili grazie ai quali lo si potrebbe riconoscere; quel volto si modifica di continuo, poiché dipende strettamente dalla vita psichica dell'uomo, dai suoi sentimenti e dai suoi pensieri.
A seconda dei momenti, il volto interiore appare dunque luminoso o tenebroso, armonioso o contratto in una smorfia, espressivo oppure statico; e le entità spirituali del mondo invisibile, che sono sensibili alle varie espressioni, si avvicinano o si allontanano… Tramite la preghiera, la meditazione e la contemplazione, attraverso stati di coscienza superiori, dobbiamo riuscire a poco a poco a modellare il volto della nostra anima, a scolpirlo, a dipingerlo, a illuminarlo. È così che un giorno quella sua bellezza finirà per impregnare anche il nostro volto fisico.

Omraam Mikhael Aivanhov

 

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Pensiero del giorno: Il condizionamento emotivo

Fino a quando l’Umanità vive e indirizza la propria vita e le proprie vicende dall'interno delle proprie emozioni, non potrà conoscere l'Amore vero, che è espressione dell'energia di Dio. Le persone che vivono nelle emozioni sono vittime dei loro desideri, delle paure e dei risentimenti. Sono vittime delle risposte automatiche interiorizzate nel loro corpo emotivo dal modello prefigurato dal loro ambiente e dall'educazione ricevuta. Non è possibile che si sollevino al di sopra di quel condizionamento, più di quanto sia possibile che modifichino qualche trauma che sia avvenuto nella loro infanzia, poiché sono prigioniere nel recinto dell'emozione che non conosce ragione.
Soltanto da una polarizzazione all'interno della mente possono cominciare ad esercitare un controllo sulle proprie risposte e trasformare le reazioni emotive in pensieri consapevoli atti a produrre azioni coerenti.

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Pensiero del giorno: Energia Forza Sostanza

Energia Forza e Sostanza sono i tre stati attraverso i quali la Vita Una si manifesta.

L’Energia è lo stato di potenzialità a cui è data forma col Pensiero nella dimensione mentale.

La Forza è lo stato di attrazione dinamica a cui è data forma col Sentimento nella dimensione astrale o emotiva.

La Sostanza è lo stato di attività vitale a cui è data forma con la Relazione nella dimensione eterica.

Il riflesso finale dei tre stati d’essere della Vita Una è la forma apparente o fisico/densa che svolge l’attività di condizionare le coscienze con cui viene in contatto nella graduale cristallizzazione del Pensiero iniziale espresso dal Sentimento a sua volta espresso dalla Relazione eterica. In questo modo la Vita Una perpetua la manifestazione del Proposito Divino ciclo dopo ciclo.

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Pensiero del giorno: Il modello ideale

Ogni persona, anche senza esserne cosciente, segue un modello di riferimento per crescere e migliorare aspetti di sé. Lo fa il bambino quando imita il comportamento dei genitori, suoi modelli ideali, per destreggiarsi nelle prime attività esplorative e, in seguito, sviluppare interessi e attitudini. È un continuo identificarsi ora nelle modalità paterne di direzione, ora in quelle materne che gli danno sicurezza nell’accogliere, elaborare e procedere. Lo stesso accade all’adolescente messo di fronte alle urgenti scelte di vita. Senza un modello a cui assomigliare si sentirebbe solo e perso. Per ciò è così importante che i genitori, la scuola e l’ambiente sociale gli sappiano riflettere i valori fondamentali che lo forgeranno per il resto dell’esistenza. Così procede l’adulto che si confronta con chi ha una capacita o qualità migliore per implementare fondamentalmente la propria creatività mediante una maggiore competenza, valenza, e, non ultimo, un maggior potere. Impariamo tutti in questo modo, chi più, chi meno.

Di fronte a un modello di esempio superiore abbiamo in genere due posizioni. La prima è di invidia e, quindi, di rifiuto del modello stesso. Vorremmo essere a quell’altezza ma il raggiungerla implicherebbe uno sforzo di apprendimento e di umiltà in quel momento considerato impossibile. Ci rendiamo conto che non ne abbiamo le capacità ed è troppo faticoso svilupparle. Dunque lo rifiutiamo e disprezziamo il modello come la volpe fece con l’uva troppo in alto per essere inghiottita. Oppure il modello ideale è così appetito per le potenzialità intraviste, che lo fanno subito divenire oggetto del desiderio la cui attrazione è irresistibile. Tanto che sia un esempio di rettitudine quanto di potere, il modello è assunto e accettato nella sua completezza e facciamo di tutto per raggiungerlo. Comunque sia, avere un esempio da seguire è il modo più naturale ed efficace di crescere. Per questo motivo ogni percorso di crescita abbisogna di un suo appropriato modello di perfezione. Esso funge da pungolo e al tempo stesso da meta. A maggior ragione, chi si pone su un percorso di sviluppo spirituale tende ad un ideale riconosciuto e accettato. Vi sono due figure di uomini che hanno raggiunto il massimo dell’evoluzione possibile su questo pianeta; sono il Buddha e il Cristo. Più di ogni altro essere umano le loro vite hanno ispirato le moltitudini e funto da modello perfetto. È a loro che si rivolgono miliardi di persone per ottenere una grazia attraverso la preghiera. È a loro che tutti i ricercatori spirituali volgono lo sguardo per svelare il profondo senso della Vita e sperimentare le necessarie realizzazioni.

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Pensiero del giorno: Disturbi evolutivi

Nei disturbi evolutivi c’è il mantenimento del collegamento dell’Io col Sé; l’asse Io-Sé è stabile ed integro; è presente una calda sensazione di vicinanza o di avvicinamento al proprio Sé superiore.
I disturbi evolutivi accompagnano la fatica del processo di crescita e maturazione.
I sintomi non hanno un significato veramente patologico: possono essere definiti simil-patologici e sono legati alla fisiologia del processo evolutivo.
Il soggetto sta evolvendo verso un’immagine di sé più matura rispetto alla precedente, verso una identità più piena e più corrispondente a quella che potrebbe essere chiamata l’età interiore (o età dell’Anima).
I sintomi sono dovuti all’attrito tra le forze evolutive e le energie involutive, che si oppongono al processo maturativo in corso.
Essi in realtà non hanno un significato veramente oppositivo: costituiscono una giusta resistenza che scandisce il ritmo evolutivo, regolandolo ed evitando di renderlo troppo lento o troppo accelerato.
Tali sintomi fanno parte della maturazione stessa, per cui non vanno combattuti, ma integrati nello stesso processo evolutivo.
 
Roberto Assagioli Psicosintesi

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Pensiero del giorno: Il fuoco dell'amore

Nell'antica Roma le sacerdotesse di Vesta, dea del focolare, erano incaricate di alimentare giorno e notte il fuoco sacro. Ma perché alimentare un fuoco? Se si fosse spento, lo si sarebbe potuto riaccendere facilmente: non si era più ai tempi della preistoria. In realtà, quel fuoco tenuto acceso dalle Vestali era un simbolo del fuoco spirituale che l'essere umano non deve mai lasciar spegnere dentro di sé. E le Vestali, che erano vergini, rappresentavano la Madre divina nel Suo aspetto più puro, poiché la purezza è il requisito del fuoco e della luce. La presenza della Madre divina è indispensabile al mantenimento del fuoco, del fuoco sacro dell'amore.
Ogni essere umano deve diventare nell'anima una vergine che attira e alimenta il fuoco, allo scopo di dare al principio maschile in lui – lo spirito – la possibilità di creare. Sì, perché il fuoco è all'origine di tutte le creazioni. Osservate: a partire dalla semplice preparazione di un pasto, fino al decollo di un missile spaziale, il fuoco è indispensabile. E lo è ancora di più per la vita spirituale.

Omraam Mikhael Aivanhov

 

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Pensiero del giorno: Il fuoco dell'amore

Nell'antica Roma le sacerdotesse di Vesta, dea del focolare, erano incaricate di alimentare giorno e notte il fuoco sacro. Ma perché alimentare un fuoco? Se si fosse spento, lo si sarebbe potuto riaccendere facilmente: non si era più ai tempi della preistoria. In realtà, quel fuoco tenuto acceso dalle Vestali era un simbolo del fuoco spirituale che l'essere umano non deve mai lasciar spegnere dentro di sé. E le Vestali, che erano vergini, rappresentavano la Madre divina nel Suo aspetto più puro, poiché la purezza è il requisito del fuoco e della luce. La presenza della Madre divina è indispensabile al mantenimento del fuoco, del fuoco sacro dell'amore.
Ogni essere umano deve diventare nell'anima una vergine che attira e alimenta il fuoco, allo scopo di dare al principio maschile in lui – lo spirito – la possibilità di creare. Sì, perché il fuoco è all'origine di tutte le creazioni. Osservate: a partire dalla semplice preparazione di un pasto, fino al decollo di un missile spaziale, il fuoco è indispensabile. E lo è ancora di più per la vita spirituale.

Omraam Mikhael Aivanhov

 

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Pensiero del giorno: Il fuoco dell'amore

Nell'antica Roma le sacerdotesse di Vesta, dea del focolare, erano incaricate di alimentare giorno e notte il fuoco sacro. Ma perché alimentare un fuoco? Se si fosse spento, lo si sarebbe potuto riaccendere facilmente: non si era più ai tempi della preistoria. In realtà, quel fuoco tenuto acceso dalle Vestali era un simbolo del fuoco spirituale che l'essere umano non deve mai lasciar spegnere dentro di sé. E le Vestali, che erano vergini, rappresentavano la Madre divina nel Suo aspetto più puro, poiché la purezza è il requisito del fuoco e della luce. La presenza della Madre divina è indispensabile al mantenimento del fuoco, del fuoco sacro dell'amore.
Ogni essere umano deve diventare nell'anima una vergine che attira e alimenta il fuoco, allo scopo di dare al principio maschile in lui – lo spirito – la possibilità di creare. Sì, perché il fuoco è all'origine di tutte le creazioni. Osservate: a partire dalla semplice preparazione di un pasto, fino al decollo di un missile spaziale, il fuoco è indispensabile. E lo è ancora di più per la vita spirituale.

Omraam Mikhael Aivanhov

 

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