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Il percorso della Fratellanza

Pensiero del giorno: Ci cibiamo di immagini

La nostra civiltà è detta “delle immagini” non a torto. Viviamo, infatti, immersi in un ambiente bombardato da immagini di tutti i tipi. Da un canto le seducenti metafore pubblicitarie e le icone di personaggi famosi che inculcano il mito dell’opulenza e del successo; dall’altro le orribili raffigurazioni della violenza e del dolore.

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Pensiero del giorno: Prigionieri delle proprie strutture

Costruire edifici è forse l’attività più antica e nobile del mondo. Lo hanno testimoniato i maestri muratori edificando cattedrali che ancora oggi raccontano verità celate attraverso la simbologia delle loro proporzioni. Costruire è l’azione che segue la progettazione, e il progetto è frutto dell’immaginazione. L’immaginazione, dunque, spinge l’uomo a costruire strutture per le sue necessità: dal riparo per sé e la famiglia, al tempio dove ritrovarsi con Dio. Ma l’immaginazione quando è indirizzata verso il finito piuttosto che l'infinito, fa sì che l'uomo progetti strutture complesse che sfidano puranche le leggi della gravità e, tuttavia, tendono a cristallizzarsi velocemente, divenendo fortezze inespugnabili. Gli esempi sono tanti e variegati; dalla Torre di Babele al labirinto di Teseo; passando per le cattedrali nel deserto e le tante torri eburnee in cui ci imprigioniamo con l’illusione di esserci protetti.

L’errore è sempre lo stesso: credere che la struttura sia la meta, anziché il mezzo per giungervi. Così costruiamo strutture mentali, emotive e di cemento sempre più pesanti e tetre, e in tal modo perdiamo l’orizzonte, dimenticando che la leggerezza del mezzo ci faciliterebbe il cammino. Edifichiamo castelli faraonici per poi perderci nei corridoi laddove le trame di palazzo compiono i loro destini. Ci illudiamo di ordinare l’ambiente disegnando geometrie perfette che, al contrario, ci imprigionano in teoremi irrisolti in cui i cateti delle mete e l’ipotenusa del piano non trovano pace. Tanto varrebbe mantenere lo Spirito libero di spaziare sotto la volta del cielo e avere come certo riparo la propria coscienza, sapendo di non perdere mai la direzione volgendo lo sguardo alle stelle.

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Pensiero del giorno: Critica o sostegno?

Nel percorso di perfezionamento spirituale si presta molta attenzione a non emettere critiche e giudizi poiché ritenuti aspetti della personalità che ne impediscono l’avanzamento. In effetti criticare il comportamento o le idee di una persona nega la possibilità di scorgere un fine evolutivo per cui quella persona pensa e agisce. Dietro ai nostri comportamenti vi è sempre una lezione da apprendere tanto più sono negativi e creano conflittualità. Scorgere l’insegnamento che sottostà ad un comportamento ritenuto scorretto, fa sì che riusciamo a comprendere la persona senza criticarla. Il sostegno è il polo opposto della critica, infatti, produce un'onda cardiaca che impedisce alla mente di cogliere la dualità e, quindi, diventare separativa; onde per cui, se vogliamo eliminare la critica dal nostro repertorio personale dobbiamo addestrarci a trasmutarla in sostegno senza se e senza ma. Sosteniamo, dunque, le altre persone anche e soprattutto quando dal nostro punto di vista mostrano fragilità o agiscono in malo modo. Otterremo, così, due risultati in uno. In primo luogo aiuteremo gli altri a comprendere la propria situazione dal punto di vista energetico e, in second’ordine, sgombreremo i nostri pensieri e sentimenti dalla bassa vibrazione del giudizio negativo.

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Pensiero del giorno: Quante forme ha l'Amore

L’Amore è la forza che più di ogni altra governa gli esseri umani nel bene e nel male. Ciascun essere umano è immerso in essa ma vibra a differenti frequenze secondo il suo personale modo di amare. Così ogni uomo sulla Terra ama a suo modo, anche in quelli più degradati e perversi; tanto corrotti da non poter riconoscervi, se non con grande amore, il seme dell’Amore stesso. Quanti modi d’amare su questo pianeta che della sofferenza ha fatto il suo più efficace strumento di redenzione! Quante forme si intrecciano e convivono nei meandri della psiche e nelle viscere dei sentimenti. Eppur ciascun modo, sublime o infimo, ha la sua propria ragione d’essere. Per quanto vogliamo indagare e per quanto vogliamo analizzare le motivazioni o gli istinti che ci spingono a cercare l’Amore, non potremo mai trovare una regola uguale per tutti. Non si può regolare l’Amore come si fa per tutte le altre attività umane. L’Amore non sottostà alle regole poiché è rivoluzionario. Non si può imbrigliare l’Amore né tantomeno rinchiuderlo in schemi intellettuali. Possiamo solo essere invasi dall’Amore in tutte le miriadi di forme in cui si palesa.

Ma che cosa è l’Amore per noi umani?
Ci sono molte definizioni dell’Amore ma ognuna è un mondo a sé. C’è l’Amore che unisce e l’Amore che separa; l’Amore che imprigiona e l’Amore che libera. L’Amore che dà gioia e quello che porta alla disperazione. Tutte le forme in cui si palesa non sono altro che interpretazioni più o meno riuscite del disperato bisogno di averlo. Siamo noi a definire l'Amore secondo le nostre necessità di protezione, riconoscimento, aggregazione o dominio. Utilizziamo l’Amore come un metallo duttile a cui dar la forma che più ci aggrada; momento per momento, bisogno dopo bisogno.
Eppur l’Amore è sempre Uno.

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Pensiero del giorno: La Disciploterapia

Si parla tanto di terapie di guarigione per curare i nostri malanni e farci stare meglio. Quelle olistiche sono le più richieste poiché trattano la totalità della persona. Dai fiori di Bach all’Aromaterapia che fanno parte della Fitoterapia; dalla Musico alla Cromo-terapia che a differenza, curano con il suono e il colore, c’è solo l’imbarazzo della scelta! Per non citare le tante altre dai nomi suggestivi e dalle proprietà mirabolanti.
Tutte le terapie del mondo vanno bene per il solo fatto che esistono. Ognuno potrà scegliere quella che farà al caso proprio oppure vi incapperà per karma o destino, a seconda dei casi; pur tuttavia, non si può non sottolineare che tutte le terapie del mondo, che agiscono sulla persona per alleviare il malessere fisico e interiore, non sono che panacee a volte anche molto efficaci per un limitato periodo.
Il fatto è che ci ostiniamo a cercare fuori di noi il rimedio dei nostri mali senza volerci guardare dentro! Tutto legittimo, per carità. Ci mancherebbe che non esistessero dottori e terapeuti. Li ringraziamo per esserci e per il compito e, a volte, la missione che svolgono!

Esiste, però, una terapia: la Disciploterapia, che non può essere venduta e nemmeno acquistata. Può essere solo applicata in proprio e senza controindicazioni. È la terapia della auto-disciplina personale che mira a farci conoscere i nostri lati oscuri, origine di tutti i mali, e a farci lavorare su di essi fino a trasformarli in qualità evolutive. Non è molto pubblicizzata perché nessuno o pochi la vogliono applicare; meglio e più facile pagare gli altri affinché si occupino di ciò che in noi non va. Ma per quanto vogliamo scappare dalla Disciploterapia è l’unica che può farci guarire o perlomeno migliorare la nostra salute... olistica.
Diventare comprensivi delle avversità e del perché accadono; accogliere la diversità dell'altro e saperla intrecciare con la nostra, in ascolto dei bisogni di entrambi; e poi ancora, divenire onesti con noi stessi e il nostro prossimo, responsabili del bene comune, ligi ad osservare le regole della pacifica convivenza e del reciproco aiuto; curare i nostri difetti, vizi e complessi affinché non ci corrodano più dal di dentro, e infine, sciogliere i nodi karmici affrontando le prove che ci spettano.

Questa è la sola, vera e unica terapia risolutiva.
Buona vita a tutti!

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Pensiero del giorno: La Scoperta

“C’è molta differenza tra ciò che una cosa è e ciò che una cosa significa ed io non so cosa sia tutto questo… ma se c’è un significato ha a che fare con il non premere il bottone di riavvio anche se le cose si fanno davvero difficili. Siamo un mucchio di persone che corre in tondo a fare gli stessi errori in continuazione. E non so perché pensiamo che sarà diverso da qualche altra parte… se non impariamo il necessario quando siamo qui (in questa vita)”.

Parole dette da Will a Isla nel film: The Discovery - la Scoperta.

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Pensiero del giorno: Generare il futuro

Essere significa essere percepiti. Pertanto conoscere se stessi è possibile solo attraverso gli occhi degli altri. La natura della nostra vita immortale è nelle conseguenze delle nostre parole e azioni che continuano a suddividersi nell’arco di tutto il tempo. La nostra vita non è la nostra, dal grembo alla tomba siamo legati agli altri, passati e presenti… e da ogni crimine e da ogni gentilezza generiamo il nostro futuro.

Tratto dalle parole conclusive del film: “Cloud Atlas”.

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Pensiero del giorno: A propria immagine

Creando l'uomo a propria immagine, il Creatore ha profondamente inciso nell'anima della Sua creatura un'impronta di Se stesso. Questa impronta indelebile è la causa di quel senso di mancanza e di insoddisfazione che tutti gli uomini e le donne provano continuamente, fino al giorno in cui non decideranno di cercare quell'immagine dentro di sé. Cercheranno, faranno delle esperienze più o meno felici, crederanno finalmente di poter assaporare la felicità e la pienezza, ma rimarranno sempre delusi, poiché sentiranno che ancora manca loro qualcosa di essenziale.
Questa delusione, ogni volta tanto dolorosa, è in realtà una benedizione perché spinge le anime umane ad andare sempre avanti, a cercare, a cercare senza tregua, per avvicinarsi all'Amato, allo Spirito cosmico, al Creatore, per unirsi a Lui.

MIkhael Omraam Aivanhov

 

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