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Il percorso della Fratellanza

Pensiero del giorno: Dall'istinto all'intuizione

L’essere umano è un aggregato dei regni di natura minerale, vegetale, animale, coordinati da una coscienza unica. All’inizio del suo percorso evolutivo è poco più che un animale che risponde alle leggi istintive di Natura percependo il grande spirito del pianeta.

Col progredire della coscienza, egli si eleva dagli istinti e cerca un contatto superiore, così distaccandosi e perdendo la connessione con il mondo naturale, senza ancora avere acquisito la percezione del mondo spirituale. Ora è preso dalle emozioni ed agisce con grande sofferenza attraverso il corpo emotivo che condiziona i pensieri insorgenti. È dominato da Kama-Manas, ossia da un misto di desiderio e pensiero. Vede le coppie di opposti in opposizione tra loro ed è agitato oscillando tra il bene e il male. L’ottenimento di ciò che gli appare come il proprio bene lo separa dagli altri in una dimensione egoistica. Via via che sperimenta il bene personale agognato, si accorge che dopo una breve felicità ricade in un nuovo desiderio che lo induce a soffrire nuovamente.

Così disilluso dal desiderio cerca una condizione più stabile e scopre che, al di sopra del desiderio, sta l’Aspirazione spirituale, ossia, il riconoscimento di appartenere ad una Umanità che è coesa poiché è Una nello Spirito. Così incomincia a volere il Bene non più per sé ma per un più grande numero di persone intorno a lui. Ora ha accesso al piano dell’Anima che precipita entro la sua mente le intuizioni che svelano la Verità del Piano Divino e lo elevano sopra le nebbie dell’illusione. Tale dimensione è: Buddhi-Manas, ossia, la Saggezza dell’Anima che adombra l’intelletto.

È un Uomo nuovo, molto diverso da quello primitivo agito esclusivamente dalle Leggi di Natura. Egli è libero di pensare secondo le Leggi evolutive e percepisce non più lo spirito del pianeta bensì il Logos Planetario, il Grande Essere Pensante, di cui egli è parte, e che dirige l’evoluzione.

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Pensiero del giorno: Codice matematico e Archetipi

La creazione è fatta di numeri. Il codice matematico è la Volontà del Dio che geometrizza progettando Universi. Potremmo quindi affermare che i numeri sono il linguaggio del Demiurgo o il Suo pensiero fattosi carne. Il linguaggio di programmazione informatica ne è un valido esempio seppur in un rapporto di scala ridotto. Tutte le forme sono, quindi, riconducibili al codice numerico che ne è causa, anche se lo manifestano a differenti livelli di frequenza o degrado della sua originaria integrità. Il ripristino del codice è, tuttavia, possibile solo a chi è in possesso di una visione e sapienza superiore. Noi comuni mortali più che saper padroneggiare il codice matematico siamo completamente coinvolti nelle molteplici forme che lo rappresentano, in modo più o meno degradato, attraverso gli accadimenti della vita. A fatica cerchiamo di capirne il perché, scossi dal turbinio degli effetti che causano disagi e sofferenza. Come uscirne?

Un modo c’è e ci è stato dato proprio per consentirci di manipolare la materia pur non avendo accesso diretto al codice originale. Esso consiste nel riconoscere quel codice sotto la veste di una forma tanto sintetica da essere definita archetipica; ossia: la trasposizione del numero in modello ideale o prototipico. Gli Archetipi hanno proprio questa funzione. Quali immagini perfette delle energie creative ci consentono di adattare e trasformare le forme degradate dei condizionamenti semplicemente raffrontandole con la loro archetipica perfezione. Così mastichiamo le vecchie forme di costrizione forgiando nuovi strumenti di liberazione. Quest’opera è alla portata di tutti poiché non richiede una sapienza particolare ma una costante elaborazione di una forma emulando il suo corrispondente superiore. Senza modello non c'è cambiamento!

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Pensiero del giorno: Trasformare gli istinti

L’essere umano nasce animale per divenire uomo. In questo percorso dapprima è spinto in attività dai tre istinti primari che attivano le principali funzioni di: Affermazione, Procreazione e Aggregazione. In questo modo la persona tende ad affermare il proprio io, a proiettarlo nei figli e a costruirsi una famiglia o un clan in cui sentirsi protetta, scambiando beni, capacità e affettività.
Via via che la coscienza si espande in virtù della funzionalità dei tre istinti che pongono l’essere in rapporto con se stesso e gli altri, nasce e cresce un impulso di cambiamento sempre più forte che trasforma l’istinto di Affermazione dell’io in intuizione di Affermazione del Noi, aprendo l'essere umano ad una visione più ampia del compito individuale e dell'esistenza del singolo. L’istinto di Procreazione, a sua volta, viene trasmutato, sempre mediante l’intuizione, in una creatività superiore a disposizione del Bene Comune. In questo modo il bisogno di trasmettere i propri “geni” ai figli viene mutato nella scelta di sviluppare i propri talenti e metterli a disposizione degli altri. L’istinto di aggregazione, infine, è sostituito dall'intuizione che esiste un valore più importante di quello dello scambio o della relazione affettiva all’interno di una cerchia ristretta di consanguinei e parenti. È la consapevolezza di appartenere alla Grande Famiglia Umana di cui tutti facciamo parte.
In definitiva, possiamo concludere che gli istinti animali sono utili all’essere umano per farlo progredire ad un livello superiore di coscienza in cui l'istinto cede il passo all'Intuito. Così l’io è trasformato nel Noi; la Procreazione è trasmutata in Creatività superiore e l’Aggregazione è sublimata nella Fratellanza.

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Pensiero del giorno: Tecnica e creatività

Quando si inizia un percorso di conoscenza, qualsiasi percorso, occorre attenersi scrupolosamente ad una tecnica per acquisire l’abilità necessaria a divenire esperti nel maneggiare la forma, il tempo e lo spazio. Dopo l’apprendistato è possibile liberarsene ed agire automaticamente, come l’autista che guida l’auto senza più accorgersene, poiché la tecnica acquisita consente di porre tutta l’attenzione sull’attività creativa ed attuare pienamente l’ispirazione.

Ciò fuga il dubbio di chi ritiene le tecniche troppo legate alla forma.

Il compito, attraverso l’insegnamento iniziatico, è quello di saper costruire una forma sempre più precisa e aderente al modello divino, cosicché essa riveli in modo perfetto l’impronta del Proposito spirituale che la vivifica. In altri termini saper: "Materializzare lo Spirito”.

Il discepolo adempie al compito, plasmando la forma delle proprie relazioni con gli altri per renderla perfetta, proprio perché sa di non essere identificato in essa. Se non se ne fosse distaccato non potrebbe maneggiarla a piacimento attraverso una tecnica, poiché ne subirebbe l’effetto condizionante.

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Pensiero del giorno: L'Anima e il ciclo lunare

La Luna è per il nostro pianeta un "orologio" comodo da consultare. La sua influenza determina i cicli della crescita di tutte le creature, dai semi agli esseri umani. Dunque, se la Coscienza planetaria vuole comunicare con il corpo dell’Umanità deve adeguarsi ad un mezzo semplice ed idoneo, per quanto, dal Suo punto di vista, potrebbe sembrare limitato.

La Coscienza è l’Anima che, nella Sua dimensione originaria, è fuori dallo spazio-tempo. Essa risiede la dove il Piano divino è visto e colto nella sua potente Verità; ma per comunicarlo alla persona, entro lo spazio-tempo, deve necessariamente trovare un mezzo di sintonia adeguato alla mente e alle forme materiali. La Luna, o meglio, il ciclo lunare, è lo strumento più a lungo usato dal genere umano, quindi, il più familiare per ricevere, in meditazione, tutta la saggezza dell'Anima.

È come se la mamma dicesse al proprio piccolo di andare a tavola appena finito il cartone animato che sta vedendo. Per il bambino è molto più semplice e immediato da comprendere piuttosto che calcolare il tempo in modo astratto. Così fa l’Anima coordinando i Suoi cicli creativi con un appuntamento meditativo a cui gli umani possono presentarsi puntuali.

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Pensiero del giorno: Risolvere i problemi

Le soluzioni ai nostri problemi non vengono dal portare l'attenzione sugli effetti che il problema produce sulla forma fisica. Finché siamo focalizzati sulla forma continuiamo a girare intorno come criceti sulla giostra dentro la gabbia. La soluzione arriva quando innalziamo la coscienza fino a contattare l'Anima. In quel momento ci giunge la visione della problematica nella sua reale causa e troviamo la soluzione che quasi sempre consiste nel ritrovare la misura o il giusto valore della relazione tra noi e gli altri. La maggior parte delle nostre afflizioni dipende dalla nostra superbia, supponenza e ignoranza. Applicando la soluzione, che ci porta con umiltà a riconsiderare il giusto rapporto, il problema si dissolve e noi facciamo finalmente esperienza, ossia, innalziamo la frequenza della forma trasmutandola in una manifestazione più vicina alla realtà perfetta del Modello divino o Archetipo ideale.

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Pensiero del giorno: Immaginare il meglio

Le vostre debolezze e i vostri difetti sono il risultato di cattive abitudini che avete preso nelle vostre incarnazioni precedenti, e per sbarazzarvene voi credete che il metodo giusto consista nell'accanirvi su di essi. Ebbene no, il metodo giusto consiste nel neutralizzarli. Come? Occupandovi piuttosto di ciò che potete costruire per l’avvenire. Dite a voi stessi: «Ora edificherò in me qualcosa di nuovo», e ogni giorno mettetevi al lavoro con una fede incrollabile e una convinzione assoluta. Fate appello a tutti i mezzi che Dio vi ha dato: il pensiero, il sentimento, l’immaginazione, e cominciate a formare in voi le immagini più belle. Sforzatevi di vedere voi stessi nella poesia, nella musica, nella luce, nella perfezione delle forme, con tutte le qualità, i doni e le virtù: la bontà, la generosità, la possibilità di sostenere gli altri e di illuminarli. Poi, fate in modo che durante tutta la giornata quelle immagini ispirino le vostre azioni e tutto il vostro comportamento. Quella costruzione luminosa, perfetta, ricoprirà a poco a poco le lacune e le imperfezioni che avete riportato dal passato. 

Omraam Mikhaël Aïvanhov

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Pensiero del giorno: Il Cuore magnete dell'UNO

Il Cuore include e al tempo stesso libera da ogni paura. Così procede l'evoluzione, per inclusione di parti che via via ricompongono il Tutto in UNO. La paura è la percezione della separatezza delle parti che agognano ricongiungersi. In questo modo il Cuore esplica la funzione di grande magnete che attrae le diversità combinandole in molecole di amorevole servizio. Una volta integrate esse rispondono armonicamente alla Vita così da costituire l'intreccio inestricabile in cui ogni singola parte contiene il proposito d'insieme. Come frammento dell'unico ologramma che ha in sè l'immagine dell'intero e la ridona all'osservatore secondo l'angolo di visuale.

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Pensiero del giorno: Codice e frequenza

La Vita è un intreccio di vibrazioni originate da codici numerici, o matematica di Dio, che pulsano a velocità variabili. La fisica le chiama frequenze e le misura in Hertz. Gli Hz, tuttavia, non indicano il codice numerico di una determinata forma d’onda, bensì la sua velocità, ossia, quante oscillazioni di quella forma avvengono in un secondo. Come dire che la velocità vibratoria è l’esecuzione nel tempo e nello spazio del codice matematico originale che dà forma a quell’onda. In altri termini, il codice originale di una determinata forma resta invariato, poiché è fuori dalla manifestazione formale. Esso non subisce il logorio del tempo, essendo oltre il tempo, in quella eternità infinita che è l’Assoluto. È l’energia potenziale che comprende tutti i codici in una sola serie numerica entro l’oceano sconfinato da cui scaturisce la Creazione. È la sequenza basata sul “PHI” o 1,618, misura aurea degli antichi Saggi, da cui emergono come per magia tutte le combinazioni creative.

Il codice è, dunque immutabile. Ciò che muta o rallenta è la sua velocità d’esecuzione. Rallentamento che nella forma prende il nome di degrado; una corruzione che può deteriorarla fino a renderla irriconoscibile. È ciò che accade quando osserviamo gli accadimenti del mondo in cui è impossibile intravvedere il codice di perfezione originale nel degrado della forma d’onda che lo manifesta. Il codice, tuttavia, resta integro, intatto e incorruttibile. Dovremmo, quindi, ristabilire la velocità originaria dell’onda per ripristinarne la funzione e bellezza archetipica. Ciò vale per tutte le frequenze, siano esse pensieri, emozioni, azioni, accadimenti o stati di salute.

Per intenderci, la malattia è un abbassamento in frequenza di uno stato di benessere originario che investe l’intera persona riflettendosi nei corpi sottili fino ai sistemi e organi del corpo fisico. Ciò non significa che il codice originale sia mutato; significa che la velocità della frequenza, che è la forma di quel codice, è rallentata e si è corrotta per via di una perdita di sintonia con le dimensioni dell’Anima e di ritmo con la sinfonia della Vita Una. Tra l’altro, vi è una sola forma d’onda riferita ad un codice univoco. Vi sono, invece, diverse velocità di esecuzione dello stesso codice a seconda del Piano di manifestazione: dal Mentale superiore a quello di Apparenza. In definitiva cerchiamo di restare in sintonia con la Vita senza complicarcela cercando di decifrare i codici segreti. La nostra evoluzione è dentro le forme e con esse ci è dato di lavorare per migliorarle. Se svolgeremo il compito tutto sarà in sincrono e danzeremo a tempo di valzer senza accorgerci di eseguire il codice nel ritmo universale.

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Pensiero del giorno: Innalzare lo sguardo

Ogni tanto pensare in modo diverso dal solito fa bene per confrontarci con noi stessi. Le nostre convinzioni, per quanto utili a formare la struttura portante della personalità, rischiano di farci perdere di vista la Verità creandole intorno una cortina difensiva  – la nostra interpretazione della verità –  che, spesso, diventa una cortina fumogena.

La Verità è Una, ma è colta dalla coscienza in forma dinamica. Dunque, ciò che noi cogliamo della Verità Una è una sfaccettatura alla volta dei mille suoi riflessi nella dimensione apparente. Quando cambiamo il punto di vista, rimanendo coerenti all’ideale che ci guida e ispira, ci consentiamo di rinnovare la nostra proiezione della verità innalzando e approfondendo, al tempo stesso, lo sguardo sulla Vita.

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