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Il percorso della Fratellanza

Pensiero del giorno: Rendere il mondo migliore

Rendere il mondo migliore di quanto lo abbiamo trovato è il nostro compito di Anime passeggere. Entriamo in punta di piedi o a gamba tesa, secondo il retaggio karmico, senza ricordare il motivo preciso e ci affanniamo a cercarlo per tutta la vita non riconoscendo che è davanti agli occhi negli sguardi degli altri. Gioiamo e ci disperiamo rincorrendo sogni impossibili e desideri effimeri per dare un senso al procedere a tentoni nella nebbia più fitta, finché un giorno togliamo l'incomodo senza lasciare traccia del nostro passaggio. Se potessimo vedere il film della nostra vita riflesso in uno specchio ci accorgeremmo del tempo sprecato a girare intorno senza una meta e avremmo forse un lampo di dignità per dare un segno della somiglianza a Dio. Un segno solo che valga tutta l'esistenza e ci faccia risorgere a "riveder le stelle".

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Pensiero del giorno: La forma perfetta

La forma è perfetta quando, tramite il concetto significante, esprime in modo trasparente il proposito causativo che la origina, e di cui essa stessa è effetto. Colei che plasma la forma è la Coscienza entro la persona. Più la Coscienza ha la visione chiara del movente causale interiore, ossia, della specifica funzione evolutiva che sottostà ad una determinata manifestazione, e più riesce a plasmare la forma affinché lo riveli all’esterno. Esiste una sola forma che manifesti perfettamente una specifica funzione. È la forma che più fedelmente riproduce l’Archetipo di riferimento a quel proposito e funzione. La forma che manifesta perfettamente il femminile, ad esempio, è quella del “Calice” o “V” nelle sue linee essenziali. Tutte le forme che derivano dal calice sono approssimazioni interpretative della forma archetipica. Così per la “Lama” “∆“ che è la forma perfetta del maschile.

Tuttavia, la molteplicità di forme che espletano una specifica funzione sono l’adattamento nel tempo e nello spazio della funzione stessa secondo l’interpretazione che la Coscienza, dal suo livello e regno di Natura, esprime mediante il condizionamento geografico, ambientale, climatico, tradizionale, culturale e, non ultimo, quello affettivo. Tutto ciò ha il senso evolutivo di dare letteralmente corpo a tutte le possibili variabili dell’unico impulso creativo dello Spirito.

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Pensiero del giorno: Il Cuore è il centro

Tutti i cuori sono un unico cuore poiché il Cuore è il centro di tutto: della Galassia, della Costellazione, del Sistema solare, del Pianeta, dell’Umanità, dell'Essere Umano, dell'Animale, del Vegetale, del Minerale, della Cellula, della Molecola, ed infine, dell'Atomo.  Tutti i Cuori sono magnetici ed il loro campo magnetico ha una forma che rispecchia la perfetta coesione, armonia e simmetria: il Toroide. Ci sono, dunque, Cuori dentro Cuori; ovvero, Toroidi dentro Toroidi che, intrecciando i vettori di forza, o legami relazionali, in spirali logaritmiche onnipervadenti, vanno a creare la rete della VITA UNA. Quando stiamo nel cuore siamo nel centro di VITA.

 

        

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Pensiero del giorno: Contemplare la perfezione

Una delle sperimentazioni per giungere alla perfezione spirituale, nel senso dell’espansione della coscienza, è quella di contemplare la perfezione stessa mediante forme che la esprimono. 
Contemplare significa essere insieme nel Tempio; ossia, essere uno con Dio. Esistono molti simboli di perfezione a cui fare riferimento, tra cui i mandala sono forse i più conosciuti. Nel frastuono della vita quotidiana è, tuttavia, difficile ritagliare tempo per la contemplazione a meno ché lo si voglia con tutta la propria forza. Contemplare la Bellezza è il viatico verso la perfezione poiché sintonizza i sensi interiori, e via via, la totalità dell’essere al modello perfetto. Quello che avviene entro la coscienza è la capacità di trasformare la materia grossolana dei propri corpi e dell'ambiente in matrice vivente del Proposito Divino. Proposito che nell’essenza è Amore, Verità e Bellezza.

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Pensiero del giorno: Rallegrarsi con l'immaginazione

Pensate forse a meravigliarvi e a ringraziare ogni giorno il Cielo per il fatto che sulla terra esistono milioni di uomini e donne dotati di tante qualità diverse e dei più grandi talenti? Immaginate tutte le creature che non avete ancora avuto l'occasione di incontrare, pensate a loro, rallegratevi anche solo all'idea che esistono e che un giorno potrete conoscerle e manifestare loro la vostra ammirazione.
Sì, imparate a rallegrarvi al pensiero che esistano tanti uomini e donne. Non aspettate che la felicità vi giunga unicamente da colui o da colei che sta al vostro fianco. La maggior parte di voi mi risponderà che preferisce avere qualcuno tutto per sé. D'accordo, capisco; solo che nessuna donna può riunire in sé le qualità di tutte le donne, e nessun uomo possiede le qualità di tutti gli uomini. Allora, pensate a tutti gli esseri magnifici che popolano la terra, e vi sentirete veramente arricchiti.

Omraam Mikhael Aivanhov

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Pensiero del giorno: L'arte

Nell'uomo, vero creatore, l'esprimere esige arte. Ecco un concetto mirabile, segreto, indefinibile dall'intelletto che è incapace di capirlo. È una benedizione cercata e ammirata ma ancora male esplorata. Poco o niente si sa del suo potere, che unisce la Terra al Cielo, l'imago alla realtà, annullando le separazioni fra questa e le sue molteplici espressioni viventi.Nell'atto espressivo i fuochi della Vita e dello Spazio devono essere fra loro in un dato equilibrio: altrimenti l'immagine è scorretta o difettosa e dunque fuorviante. Le corrispondenze non sono perfette e si apre un divario disastroso fra dentro e fuori: questi due mondi fra cui gioca l'esprimere si differenziano e appaiono la falsità e l'illusione, dalle quali prima o poi occorrerà riscattarsi per recuperare la verità svisata dalle immagini.Le scintille del Fuoco della Vita e le fiamme del Fuoco spaziale, se fra loro in commensura, annientano le distinzioni di livello senza turbare l'ordine universale. Così con i mezzi più semplici, con tre fiori e una pietra, si può descrivere il Bello supremo. L'esprimere gioca con i massimi poteri, poiché la sua Via riporta all'Uno.

 

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Pensiero del giorno: Dalla sofferenza alla Saggezza

La sofferenza è lo strumento per apprendere la lezione della Vita finché non si accede alla Saggezza che è l’effetto della visione costante del Piano Divino.

Prima di questa realizzazione l’unico modo di evolvere entro la forma è soffrire. I cambiamenti avvengono lentamente ad ogni passo in cui il dolore conduce l’attenzione della coscienza sul significato dello sperimentare finché essa comprende la lezione e la traduce in esperienza, ossia, trasmuta la forma distorta e dolorante in manifestazione gioiosa e gloriosa del Progetto evolutivo.

La conoscenza agevola il processo verso la Saggezza, elaborando la sofferenza dovuta all’ignoranza, anche se non ne costituisce un elemento integrante. La conoscenza è il metodo di focalizzazione della coscienza sulla materia in modo che, lo studio della teoria, cioè, il contatto con la struttura divina delle cose, comporti una più efficace pratica trasmutativa delle forme stesse. Come dire che la conoscenza ci insegna come guidare l'automobile e la Saggezza ci indica come e dove andare per giungere alla meta. Passo dopo passo il metodo disciplina la coscienza che integra i propri veicoli personali per compiere il balzo, o il "salto quantico", verso la Saggezza. Con ciò la sofferenza conclude il suo compito ed alla coscienza si dischiude un mondo nuovo fatto di Verità e non più di apparenza.

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Pensiero del giorno: Il fastidio nasconde la sofferenza

Ogni volta che proviamo un senso di fastidio verso qualcosa o qualcuno significa che quel qualcosa o qualcuno sta riflettendo verso di noi un aspetto che non è ancora risolto nella nostra interiorità. Il fastidio, così come il disturbo, nasconde sempre la sofferenza che ne è causa. Quanto prima lo riconosciamo in noi, tanto prima curiamo e guariamo le nostre ferite.

Ma ciò vale anche nei confronti degli altri.

È più facile non cadere nell’offesa o nell’orgoglio se, quando attaccati dalla impudenza altrui, che molto spesso cela una verità inascoltata, invece di porre l’attenzione sulla parola o l’atteggiamento offensivo della persona, focalizziamo l'ascolto sulla sua sofferenza interiore che è causa di quell’esternazione. Dietro l’aggressività c’è la sofferenza; sofferenza che a sua volta è l’effetto del senso di separatività che imprigiona l’individuo quando fa prevalere l’io personale anziché il Sè animico. La persona è unica ma separata dagli altri; il Sè animico è sempre Uno. Se ci concentriamo sulla sofferenza dell’altro non saremo colpiti dall’onda d’urto delle sue parole o delle azioni maldestre che la celano e sapremo adottare procedure amorevoli e intelligenti per la risoluzione della conflittualità e la realizzazione di una relazione armonica.

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Riconoscere lo splendore umano

Forse pensate che gli ignoranti siano impressionati dall'intelligenza dei sapienti o che i cattivi ammirino le qualità delle persone per bene, e così via... Ma non è affatto così, anzi, spesso succede proprio il contrario, poiché i loro difetti e le loro debolezze li rendono ciechi alle virtù degli altri, e impediscono loro di apprezzarle. Se volete conoscere il grado di evoluzione di un essere, cercate di capire ciò che egli è in grado di apprezzare negli altri. Se rimane insensibile alle loro qualità, significa che certamente egli ne è sprovvisto.
Per riconoscere le qualità degli altri è necessario possederle almeno un poco. E allo stesso modo, per riconoscere l'esistenza del Creatore, l'Essere di tutti gli esseri, la Sua saggezza, il Suo amore e il Suo splendore, occorre aver già sviluppato dentro di sé qualcosa di quella saggezza, di quell'amore, di quello splendore. In genere ciascuno nota esternamente a sé solo ciò che corrisponde a quel che egli stesso è già.

Omraam Mikhael Aivanhov

 

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