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Il percorso della Fratellanza

Pensiero del giorno: L'inizio

Voi tutti sapete come si accende un fuoco. Si comincia sistemando un po' di carta sopra la quale si mettono dei ramoscelli secchi, e ancora al di sopra della legna più grossa. Infine, con un fiammifero si dà fuoco alla carta; la carta comunica il fuoco ai ramoscelli, e i ramoscelli incendiano i rami.
Prendiamo ora l'essere umano con i suoi diversi corpi: fisico, astrale, mentale, causale. Il fuoco del fiammifero corrisponde al piano casuale, il mondo dello spirito, che è all'origine di tutti i fenomeni che avvengono nell'universo. Il fiammifero incendia la carta (il piano mentale, l'intelletto) la quale incendia i ramoscelli (il piano astrale, il cuore) e questi incendiano la legna grossa (il piano fisico). Tutto comincia dunque in alto con lo spirito, poi, passando di corpo in corpo, il fuoco finisce per raggiungere il piano fisico. Nessuna vera realizzazione è possibile sul piano fisico finché non si è cominciato a lavorare con lo spirito che, dall'alto, dà l'impulso.

Omraam Mikhael Aivanhov

 

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Pensiero del giorno: Creare la relazione fraterna

Lo sguardo focalizzato produce l’ascolto interiore dell’altro. Occhio (chakra Interciliare), Orecchio (chakra Alta maggiore), Gola e Cuore si allineano, sintonizzano e fondono nell’apparato di creazione. La Luce dell’Anima, che è il Suono dell’Amore puro, attiva nella persona la luce della comprensione che riverbera nella risonanza magnetica del Cuore. Dove l’occhio guarda con chiarezza lì c’è l’ascolto amorevole e lì è prodotta la nota che crea la bellezza della relazione fraterna.

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Pensiero del giorno: Illusione o sforzo continuo?

La cosa più più scoraggiante riguardo agli esseri umani è che essi accettano di condurre una vita limitata. Il fatto di sentirsi deboli, malati e infelici, per loro è normale. Certo, nessuno può sfuggire totalmente a certe limitazioni imposte dalla natura, ma è possibile farle indietreggiare; non si è obbligati a rimanerne sempre prigionieri o vittime. Ciascuno è in grado non solo di prolungare i propri stati positivi, ma anche di ritardare il sopraggiungere di stati negativi... a condizione, ovviamente, di crederlo possibile! 
Purtroppo, quando si osservano gli esseri umani li si vede comportarsi come se fossero ipnotizzati, come se qualcuno avesse tracciato una linea davanti a loro, dicendo: «Ecco, non potrete andare oltre!». Ed essi ci credono, credono che quella limitazione debba essere la loro situazione normale. Il fatto è che essi non si conoscono; non hanno coscienza di tutte le risorse e di tutti i poteri che il Creatore ha posto in loro, e rimangono lì a dibattersi. D'ora in avanti si sforzino di respingere i propri limiti, e constateranno che possono molto più di quanto non credano. 

Omram Mikhael Aivanhov

 

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Pensiero del giorno: La fierezza

I discepoli di una Scuola iniziatica hanno un compito da eseguire: questo compito è migliorare se stessi e, migliorandosi, ispirare in tutti quelli che li incontrano il desiderio di seguire il loro esempio. Come non vedere la bellezza di questa impresa? Decidetevi finalmente a iniziare su voi stessi questo lavoro, il solo di cui un giorno potrete essere fieri!
La fierezza è uno dei sentimenti meno diffusi tra gli esseri umani. Vi stupisce?… Quando li si incontra, qualcosa nel loro atteggiamento e sul loro viso rivela che non sono fieri. Possono essere vanitosi, orgogliosi, anche arroganti, ma si sente che nel profondo non sono così contenti e neppure sicuri di sé, come invece vorrebbero mostrare. La fierezza è la soddisfazione legittima per aver compiuto il proprio dovere, per aver fatto tutto ciò che si poteva fare. Non esiste felicità più grande di quella che si ha lasciando la terra con la sensazione di aver portato a termine il proprio compito.

Omraam Mikhael Aivanhov

 

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Pensiero del giorno: Le nuove forme

L'attività principale della coscienza è costruire nuove forme di relazione che meglio manifestino il Piano Divino e trasmutare le vecchie forme che lo travisano poiché nel tempo hanno esaurito la spinta evolutiva cristallizzandosi.
Essa si serve del cervello come crogiolo alchemico in cui plasmare i quattro elementi della materia secondo il modello archetipico Divino. Tuttavia le nuove forme-pensiero non sono il frutto di riflessioni e deduzioni sullo stato delle cose. Esse rivelano nuovi legami sinaptici che la coscienza, risvegliata dalla costante connessione con l'Anima collettiva, perpetra entro il cervello. Un nuovo ordine si stabilisce tra i neuroni sollecitati dall'idea del Bello, del Buono e del Vero che insemina la matrice cerebrale dando vita a forme d'interazione risonanti col Proposito d'Amore che "move il Sole e l'altre stelle".

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Pensiero del giorno: "Kama", il desiderio

H. Blavatsky nel "Glossario Teosofico" cita: “Kama è il primo cosciente desiderio che tutto abbraccia per il bene universale; l’amore, ma per tutto ciò che vive e che sente, che ha bisogno di aiuto e di benevolenza; è il primo sentimento di tenera ed infinita compassione e di pietà che sorse nella coscienza della FORZA UNA creatrice, appena venne alla vita e all’essere quale raggio dall’ASSOLUTO. Il Rig-Veda dice: "Per primo sorse in ESSO il desiderio, che fu il primitivo germe della mente e che i Saggi, cercando con il loro intelletto, hanno scoperto nel loro cuore quale legame che unisce l’Entità alla non-Entità’, o il Manas al puro Âtmâ̄-Buddhi”.
Appare evidente che nella citazione il desiderio non è tanto il frutto delle viscere dell’io quanto il fuoco del cuore cosmico, la Kundalini Cosmica che arde nel principio Manas  o della Mente entro la sfera Buddhica o dell'Anima.
È quel fuoco che riflette la Volontà di essere in “desiderio” di esistere. Meglio diremmo con la terminologia utilizzata dall’insegnamento di del Maestro R. Conte di Saint Germain, che è l’aspirazione del cuore che unisce l’unità di coscienza alla Volontà del Logos sia Esso Solare che Planetario.
Vale la pena di precisare quest’aspetto del desiderio per non fraintenderlo come spesso accade e, anziché invocare la risalita della Kundalini per effetto della Luce animica, provocarla pericolosamente dal basso per effetto della spinta dell’io personale.

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Pensiero del giorno: Note, numeri e geometrie della creazione

L’Universo è un accordo in DO maggiore. Esso infatti è costruito sulla emanazione di una nota tonica che è per l’appunnto il DO, a cui segue la terza o MI che determina la struttura di base sulla quale si sviluppa la quinta nota o SOL che costituisce il modulo proporzionale perfetto o, proporzione aurea, atto a rapportare tutte le forme. In termini numerici l’Universo è formato dall’Uno che si avvale del Tre e del Cinque. Se impostiamo la terna numerica secondo la scala musicale espressa in frequenze misurate in Hertz abbiamo l’Uno = Do prima ottava = 64 Hz, il Tre = Mi prima ottava = 80 Hz e il Cinque = SOL prima ottava = 96 Hz. Queste frequenze risultano dal LA quarta ottava (partendo dall’ottava “0”) a 432 Hz, ossia, l’impostazione originale che sintonizza il DO secondo la progressione a potenza di 2 o a raddoppio; per intenderci la progressione che parte da 1 e ad ogni passo raddoppia il valore: 1,2,4,8,16,32,64, ecc… Il LA di quarta ottava è la nota accordatrice dell’intera creazione essendo emanata dal Cuore sistemico o piano Buddhico; inoltre, la somma della frequenza 432 è = 9, ossia, il numero della perfezione armonica.

Il Do 64 Hz la cui somma è = 1, è la prima nota tonica, ossia quella che intona la creazione. Potremmo definirlo il Grande Artefice. Esso contiene in sé la matrice della manifestazione che geometricamente corrisponde al fiore della vita composto da 64 cerchi che intrecciano le circonferenze. 64 è, dunque, la frequenza dell’Uno, così come risulta dalla somma di 6 + 4 = 10 = 1.

Il Mi 80 Hz la cui somma è = 8, ossia 2 alla terza potenza, è la terza nota della scala, cioè il numero Tre che esprime la struttura spazio/temporale della manifestazione materiale, ossia, le tre dimensioni spaziali di larghezza, lunghezza, altezza e quelle temporali di passato, presente e futuro in cui ci muoviamo e siamo. Esso è il Grande Architetto. La sua espressione geometrica è Il triangolo che racchiude in sé i tre aspetti del Divino o triade formata da Volontà, Amore e Intelligenza, ed è il poligono di base con cui si costruiscono tutti i solidi e le strutture di tutte le forme, compreso quelle sferiche.

La forma spaziale del triangolo è il Tetraedro o piramide a base triangolare. Se contempliamo la matrice a 64 cerchi intersecantesi o Fiore della vita, scopriamo, infatti, che ogni centro da cui irradia la circonferenza è strutturato nelle tre dimensioni a Tetraedro.

Il Tetraedro è la struttura essenziale di ogni entità vitale che a sua volta emette un campo di forza magnetica le cui spire energetiche si snodano secondo la proporzione aurea e, dunque, la quinta nota o SOL, andando a formare un Toroide a vortice costituito da una doppia spirale phi.

Il SOL 96 Hz, o Grande Geometra, la cui somma è = 6 (numero di simmetria ed equilibrio) è la Quinta nota che esprime la proporzione aurea nel Pentalfa o Stella a 5 punte. La costruzione geometrica del Pentalfa, infatti, materializza il modulo proporzionale dell’Universo, o segmento aureo, che ha valore numerico = 1,618.

Tali numeri si ripercuotono magicamente nella terna 1,8,6 che è la somma delle tre frequenze in Hertz: 64, 80, 96. È suggestivo notare come la somma dei tre numeri restituisca ancora un 6 (1 + 8 + 6 = 15 = 6), numero di parità ed equilibrio, che, a sua volta, si specchia nel 9 o numero della completa perfezione.

Da ciò appare chiaro come l’Universo sia la risultante armonica di principi e qualità spirituali che trovano nei numeri e nelle geometrie da essi disegnate, la naturale manifestazione.

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Pensiero del giorno: La problematica personale

Quando una problematica assale la coscienza sta ad indicare uno squilibrio o errore di interpretazione da parte della persona in cui quella coscienza è incarnata.

In ogni caso la problematica attira l’interesse della coscienza che si trova a dover scegliere se prestare attenzione alla forma o al significato in essa celato.

Non è scelta da poco, in quanto da essa dipende la risoluzione del problema. L’energia segue il pensiero; quindi, se la coscienza indirizza l’attenzione verso la forma in cui il problema si manifesta, essa attira l’energia in quella direzione, rafforzando la forma stessa e accrescendone la forza negativa. Se, al contrario, indirizza l’attenzione verso il significato, l’energia prenderà quella direzione, ampliando l’orizzonte della coscienza stessa la quale non agirà più in modo personale, scoprendo la soluzione universale a quella problematica, poiché il significato è sempre evolutivo essendo il senso del Proposito Divino secondo la funzione che una forma deve manifestare.

In definitiva, la coscienza deve portare attenzione, attraverso il problema apparentemente personale, a ciò che l’Umanità tutta è chiamata a risolvere.

Nulla è veramente personale o individuale. Ciò che riteniamo sia un nostro problema è soltanto una parte di una problematica più vasta che ci compete per karma ed equipaggiamento individuale.

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Pensiero del giorno: La Famiglia Umana

La Verità è mia madre, il Sapere mio padre, il Diritto mio fratello, la Pietà mia sorella, l'Intuizione mia moglie, il perdono mio figlio e l’integrazione appartiene a me.

Così recita la saggezza indiana collocando le qualità della relazione armonica entro il legame parentale.

Compito di ogni aspirante è quello di avere la visione necessaria per intrecciare amorevolmente le componenti della relazione vitale e dare forma alla Famiglia Umana nel più ampio respiro della Fratellanza che prende forza dall'unione delle qualità intrinseche alla manifestazione del Piano Divino.

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