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Il percorso della Fratellanza

Pensiero del giorno: Le dimensioni della realtà

Siamo così abituati a considerare reale il mondo apparente che non possiamo immaginare come sarebbe vivere nella dimensione della realtà, quella vera, che non é fatta di corpi o cose, poichè è il mondo delle idee che sono causa degli effetti materiali. Quando pensiamo all'aldilà, pur credendo che l'Anima sia immortale, lo facciamo immaginando un'altro mondo dai contorni vaghi come i sogni, a volte, secondo il dettame religioso, fatto di inferno o paradiso, pur sempre eterei o incorporei. Non è così. In questa dimensione apparente e illusoria i sogni ci appaiono come irreali, anche se spesso, vissuti molto intensamente. Ebbene, se ci sforziamo di pensare che la dimensione incorporea sia la realtà, una realtà costituita principalmente di pensiero, allora, una volta entrati in quella realtà, ci apparirà reale quanto quella in cui siamo immersi con i nostri corpi di materia densa. In definitiva, ogni dimensione corporea o incorporea, costituita di materia densa oppure più impalpabile, appare la dimensione della realtà per chi in essa risiede. Abituiamoci, dunque, ad immaginare il mondo delle idee e del pensiero come una dimensione reale in cui possiamo vivere allo stesso modo e con la stessa intensità e consistenza reale che realizziamo vivendo nel mondo cosiddetto concreto. In questo modo ci avvicineremo maggiormente al Piano Divino e sapremo essere causa di effetti materiali migliori di quelli che ora riusciamo solo a subire.

 

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Pensiero del giorno: Divenire immortali

L’immortalità è il massimo traguardo per l’essere umano; il desiderio più ambizioso, la realizzazione ultima; eppure quanto fraintendimento esiste su questo argomento. Vi sarà, alla fine del processo di perfezionamento della persona, la conquista dell’immortalità del corpo fisico, mediante l’innalzamento della vibrazione della materia che lo compone. Questo stato d’essere è nominato: Resurrezione; ma i tempi, per la massa dell’Umanità, sono ancora lontani. Non dimentichiamo, tuttavia, che già siamo immortali nell’Anima che è la nostra essenza. Riflettendo su questa realtà possiamo intuire che vi è la possibilità di percepire tale immortalità anche mentre siamo incarnati entro la nostra persona. Normalmente siamo identificati nel corpo emotivo della personalità e da quella identificazione agiamo, o meglio, reagiamo nei confronti degli accadimenti della vita.
Siamo felici o scontenti in base alla reazione emotiva di quel corpo che autonomamente sceglie, in base alla memoria installata nel suo "database" su quale nota risuonare. Difficilmente scegliamo noi: "Coscienza". In questo sta l’origine della mortalità. Ebbene, si, essere mortali dipende dalla nostra scelta di polarizzarci nel polo della persona. Nel momento in cui potremo scegliere consapevolmente da che parte stare e sceglieremo di essere ciò che già siamo, allora, da quel preciso istante diverremo immortali. Quando, in pratica, scegliamo di stare al centro di noi stessi, in quell’interludio atemporale tra gli avvenimenti, che la saggezza antica chiama: "Presenza", allora siamo nell’immortalità. Quando scegliamo, con atto di volontà, di non reagire agli scossoni della materia, nonostante la pesantezza delle prove, allora esprimiamo la nostra eternità, riconoscendo il fluire nella Vita Una. Il percorso è arduo ma non impossibile, ed ogni volta che ci avviciniamo alla perfezione della nostra risposta alle circostanze esistenziali, ci avviciniamo all’immortalità.

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Pensiero del giorno: Differenza costruttiva delle forme-pensiero

L’aspirante sul sentiero di perfezionamento impara a costruire forme-pensiero, durante la meditazione, che siano attuative delle intuizioni ricevute. Tuttavia, costruire pensieri e concetti da attuare in concreto ha un significato diverso per ognuna delle sette personalità.  Tali personalità si distinguono in tipi psicologici secondo la qualità del raggio che le governa. Si hanno così: il tipo Volitivo-decisivo di 1° raggio; il Costruttore-educatore di 2°; il Mentale-attivo di 3°; il Mediatore-creativo di 4°; lo Scientifico-analitico di 5°; l’Idealista-devoto di 6° e l’Organizzativo-metodico di 7°. 

La personalità decisiva di 1° raggio costruisce, in questo modo, forme-pensiero che hanno la tendenza a indirizzare comandi; quella educatrice di 2° tende a riunire affinità; quella attiva di 3° a distinguere possibilità; quella creativa di 4° tende a mediare armonie; così l'analitica di 5° costruisce prassi; quella devota di 6° persegue ideali e, infine, la personalità metodica di 7° raggio tende ad osservare leggi. Da ciò si arguisce come ogni personalità sia conforme alla propria qualificazione di raggio e, mediante questa, possa pervenire all’integrazione dei corpi mentale, emotivo e fisico, in risonanza con la qualità dell’Anima.

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Pensiero del giorno: Attrazione e seduzione

Noi esseri umani confondiamo spesso l’attrazione con la seduzione. Vero è che a volte l’una si sovrappone all’altra ma in realtà attrazione e seduzione sono due forze contrastanti anche se entrambi agiscono per accentrare, ossia portare al centro. L’attrazione è energia, forza e sostanza primariamente dell’Anima. È l’Anima, infatti, che attrae da un lato lo Spirito e dall’altro la materia per farli congiungere a "giuste nozze". L’Anima, dunque, attrae per far sì che la materia contatti lo Spirito che la plasma, e lo Spirito riconosca la Propria manifestazione entro la forma. L’attrazione dell’Anima, in definitiva, è la forza magnetica che tende all’unione e alla fusione dei poli opposti, senza che l’uno prevalga sull’altro.

Differente è l’energia, forza e sostanza della seduzione. Essa è prerogativa della forma, sia essa fatta di pensiero, sentimento o azione. La seduzione è forza centripeta che adduce al proprio centro personale. Non unisce due poli, non fonde le coppie di opposti; anzi le diversifica maggiormente. Il polo seduttivo mira a possedere l’altro polo per assoggettarlo e nutrirsene. Non vuole unirsi, ma primeggiare come sfidante vittorioso, che soggioga il sedotto al proprio volere e piacere. La seduzione è personale e tende ad annullare gli opposti seguendo la legge del più forte, che è il vincitore: l’uno che annienta il due. L’attrazione è animica e tende all’unione delle coppie: l’Uno che fonde i due.

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Pensiero del giorno: Il Suono e la Focalizzazione mentale

Il Suono crea un ambiente idoneo alla focalizzazione mentale; esso è come il ventre entro cui sta in gestazione il nascituro, ossia, è la matrice che sostenta il “Verbo”, l’dea-seme dello Spirito, affinché diventi "carne".

La vibrazione sonora della parola dà forza, con tono, timbro e volume, al pensiero entro la mente del discepolo che, consapevolmente, mantiene proiettata l’immagine mentale mediante la focalizzazione nel Terzo occhio. La forza del sentimento, attraverso la voce, culla la forma-pensiero e la alimenta fino a farla divenire matura per la nascita nel mondo delle relazioni umane. Così il discepolo adempie al compito di costruire le nuove forme di fratellanza per la Nuova Era di Aquarius che ha aperto i battenti.

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Pensiero del giorno: Rinforzare gli ormeggi

La vita a volte è come un mare in tempesta. Ci travolge con prove che sembrano più forti di noi. Prove che ci sbattono sugli scogli come onde infuriate e ci sommergono occultando la vista del porto in cui potremmo trovare riparo. Per non essere travolti dai flutti occorre raggiungere il porto più vicino, in questo nostro navigare, ai primi avvisagli della tempesta e, una volta nel porto, rinforzare gli ormeggi.

Restando nella metafora, significa che dobbiamo sempre essere ancorati alla nostra meta ideale per non perdere la direzione e, quando il temporale delle prove si avvicina, raddoppiare le gomene della fede, intensificare l’addestramento per restare saldi nella luce, in modo che nessuna mareggiata possa travolgere la nostra imbarcazione. Finita la buriana potremo di nuovo sciogliere gli ormeggi e, avendo la visione della rotta, scegliere il vento più propizio per continuare a navigare nel mare della vita.

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Pensiero del giorno: Le tre Aule

L'essere umano riceve l'educazione, in senso evolutivo, in tre Aule di apprendimento.

Nella prima Aula detta dell'ignoranza sperimenta la seduzione della forma e il suo condizionamento riguardo il pensiero, il sentimento e le cose materiali. Nell'Aula della Conoscenza impara la conoscenza informativa acquisita attraverso lo studio e la conoscenza formativa acquisita mediante la sperimentazione della disciplina che educa la personalità. Nell'Aula della Saggezza applica i risultati della sperimentazione corroborati dall'intuizione delle verità inerenti il Piano Divino; il comportamento adeguato al modello animico di manifestazione del Vero, del Bene e del Bello, e l'essenzialità del vivere nel flusso della vita attuando la Divina Indifferenza, così servendo il mondo senza appartenervi.

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Pensiero del giorno: Le tre coscienze dell'uomo

L’essere umano è un aggregato di tre coscienze distinte che non sempre agiscono in comune accordo, tanto da produrre attriti e conflitti nei propri corpi mentale, emotivo e fisico. A seconda della coscienza che prevale in un determinato momento dipendono le scelte comportamentali di un individuo. La coscienza più antica è quella animale, retaggio dell’evoluzione che in essa ha fuso la coscienza minerale e vegetale. Tale coscienza agisce a livello degli istinti operando per mantenere le funzioni di sopravvivenza o affermazione della specie, procreazione o mantenimento della specie e aggregazione o interscambio della specie. Segue, poi, la coscienza personale che funziona mediante il desiderio e, nell’uomo più evoluto, attraverso l’intelletto. È la coscienza che provvede a tutte quelle scelte personali che riguardano le attività del vivere al di sopra della sfera degli istinti e che fa competere il proprio io nei confronti degli altri. La terza coscienza che, a dir il vero, è ancora parzialmente attivata nell’essere umano, è quella animica o super-cosciente che collega l’uomo ai mondi superiori e gli dà accesso alla Verità mediante l’intuizione.
Abbiamo, così, tre coscienze, ognuna delle quali si esprime con una facoltà univoca: istinto, intelletto, intuizione. Da ciò dipendono le nostre scelte nel bene e nel male. Facciamo il male, ossia, agiamo in modo separativo, quando prevalgono la coscienza animale e quella personale. Nel primo caso è un agire contro gli altri per proteggere le funzioni vitali istintive; nel secondo, agisce il desiderio di prevalere sugli altri per diventare più potenti. È, quindi, un male perpetrato con l’intelletto che ordisce strategie e tattiche di predominio. 

Per fare il bene non ci rimane, dunque, che attivare la coscienza dell’Anima e affidarci all’intuito attraverso il sentire del Cuore. Solo il Cuore connette la mente all’Anima e ci spinge a cooperare con gli altri per il Bene maggiore. Solo il Cuore fa prevalere il senso di unione che acqueta gli istinti, allinea l’intelletto e, tramite l’intuizione, produce la Giusta Azione.

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Pensiero del giorno: La Via dell'Illuminazione

Siamo tutti sulla Via dell'Illuminazione detta anche della Santità. Ogni accadimento è un passo su quel percorso, sia che la personalità lo colga come positivo o negativo. È un sentiero difficile, inutile negarlo, ma è il solo possibile; tant’è accettarlo di buon grado ogni giorno. Quando il presagio della Saggezza si fa sentire, allora le costruzioni compiute durante l’apprendimento nell’Aula della Conoscenza lasciano il posto, e gli avvenimenti prendono un altro colore. Tutto si tinge di opportunità e la sofferenza e il piacere si mescolano e fondono in un'esperienza evolutiva. È allora che la Luce ci illumina e la Via si palesa.

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Pensiero del giorno: A che cosa serve l'astrazione

Lo sforzo di comprendere le verità che superano la ragione sviluppa, per gradi, l’aspetto astratto della mente indispensabile nei processi di realizzazione. In altri termini, avere la visione astratta delle cose, ossia, riuscire ad immaginare l’archetipo che le sottende, stimola la risposta intuitiva che illumina la mente chiarendo i significati degli accadimenti e riformulando gli effetti da essi derivati. In questo modo è possibile al discepolo tradurre in espressione pratica ciò che ha colto attraverso l’intuizione che, a sua volta, è frutto del contatto animico ottenuto mediante la meditazione.

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