L'importanza del rito

di Edoardo Conte

In questo mondo fatto di forme il rito ha un’importanza fondamentale. Fin dalla notte dei tempi l’essere umano ha cercato il collegamento con il mistero attraverso un rituale che ne evocasse energie, forze e sembianze. Si pensi al rito sciamanico, forse il più antico, e alla sua potenza evocativa nei confronti delle forze di natura.

Anche la Bibbia riporta il rituale del sacrificio tra le modalità più efficaci per contattare il “Divino” e farselo alleato nel realizzare i propri scopi. Il rito ha, da sempre, la funzione di mediatore tra Cielo e terra, il Divino e l’umano; ma anche l’idea e l’attuazione, la causa e l’effetto. Ogni nuova idea o visione necessita di una forma per divenire concreta. Il rito funge proprio da tramite, quale liturgia simbolica che pone la materia in risonanza e la dispone a ricevere l’imprintingDal rito sacrificale alle odierne tecniche di marketing il passo non è così distante. In entrambe i casi si tratta di creare un sistema procedurale mediante il quale un’idea/immagine prenda forma.

Così è per tutte quelle tecniche che ci consentono di plasmare la materia, anche dei nostri corpi, a nostro piacimento, e ottenere risultati soddisfacenti. Si pensi al mondo sportivo. Senza una procedura di allenamento codificata ritualmente e protratta nel tempo non si avrebbero i campioni che testimoniano l’avanzare dell’umanità verso traguardi sempre più grandi. Ciò vale parimenti per la Scienza, l’Economia, la Medicina e tutte le attività umane che necessitano di procedure per attivare la creatività.

Quel che occorre comprendere è che ogni rituale svolto in forma precisa produce, nel tempo e nello spazio, un adeguamento della forma all'intenzione e scopo del pensatore/creatore. Adeguamento che sarà stabile e duraturo tanto più sarà condiviso.

Ciò significa che per ottenere stabilità e durata di credenze, tradizioni, culture e civiltà, occorre creare ritualità comportamentali atte a indurre nelle masse fenomeni di attaccamento per impressione emotiva e, quindi, convinzione mentale. Il sistema socio-economico planetario si regge, ad esempio, sul rito dello scambio consumato e protratto in continuo attraverso identiche procedure di compra-vendita! Se si vuole cambiare quel sistema bisogna non tanto modificarne la struttura, quanto trasformare il rito, ossia, le procedure che lo tengono in vita. Tuttavia, per cambiare il rito è necessario cambiare l’intenzione. Se la motivazione è quella del vantaggio personale sotto forma di denaro, piacere o potere, è ovvio che il rituale di scambio avrà quell’effetto. Se, al contrario, il proposito sarà quello di sviluppare la creatività umana per il Bene comune, si avrà uno scambio attuato col dono. Cambiando l’intenzione cambierà la forma del rito che, a sua volta, andrà a modificare il sistema stesso.

Quest'esempio è utile a comprendere come operare per diventare maggiormente creativi ed assumersi la responsabilità del cambiamento epocale e del progresso umano. In primis occorre porsi in ascolto delle nuove idee. Esse provengono dai piani immateriali o astratti; quei piani d’esistenza che chiamiamo spirituali. In secondo luogo si deve immaginare un sistema o struttura portante che consenta di tradurre quelle idee in progetti concreti. Tale struttura sarà più stabile tanto più risuonerà con quella universale rispettando proporzioni, relazioni e qualità. La migliore struttura è quella che rispecchia il Proposito d’Amore posto in attuazione mediante i Principi creativi. Ciascun Principio svolge la funzione creatrice attraverso una qualità specifica. 

Il pensatore/creatore si allinea a quel Principio entrando in risonanza vibratoria così da evocarlo nei piani materiali d’esistenza. Quando è sintonico, cioè in connessione col Principio, il pensatore/creatore diventa canale di trasmissione di quella specifica qualità che egli precipita nella realtà allo stesso modo dell’alchimista, ossia, producendo un distillato mediante la proiezione del pensiero. Il distillato, in questo caso, è la condensazione della qualità del Principio in forma simbolica. Il simbolo è, in altri termini, il portatore o messaggero della qualità energetica che il pensiero precipita. A questo punto non resta che fissare la qualità entro la materia densa. Per fare ciò il pensatore/creatore compie un rito; in verità il rito è già iniziato al momento dell’intenzione.

Tutta la magia creativa è un rituale condotto sui vari piani dell’esistenza: da quelli impalpabili dello Spirito ai più densi della materia. Tuttavia è in quell’istante che il rito entra nella fase d’apparenza. Infatti, la qualità del Principio è resa palese nel momento in cui viene fissata in una struttura molecolare. Si pensi alle proprietà qualitative dei 118 elementi dell’attuale tavola periodica. La struttura molecolare consente di esprimere una metafora allargandone il concetto ai vari piani del vivere, così da assumere l'aspetto di struttura sociale, economica, religiosa, educativa, artistica e così via. Ciascuna "molecola" esprime una qualità che va a identificare le principali attività umane. Ciascuna porta in manifestazione un Principio.

Quando il pensatore/creatore ha completato il rituale creativo il Principio è fissato in una forma, cioè, il contenuto è dentro il contenitore, racchiuso in un involucro o veicolo che lo trasporta ma, al tempo stesso, imprigiona. Così è la Creazione. Ogni creatura è il prodotto del sacrificio d’Amore dello Spirito che si dona alla materia. Così è per ciascun momento creativo. Se il Principio non fosse involto in una forma materiale non manifesterebbe la sua potenza. il Potere di rendere vive, buone e belle tutte le cose attraverso il rito che fa sacra la vita.

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