Saggio impiego delle tecnologie

“Le tecnologie devono sostenere il progresso armonico della società nel rispetto della integrità degli Uomini e dell'ambiente”.

Appare evidente che lo scopo dell'applicazione tecnologica sia il miglioramento della qualità della vita degli Esseri Umani e non le speculazioni inerenti alle logiche del mercato. Le strategie di commercio e profitto delle corporazioni multinazionali, impegnate in una spasmodica corsa al brevetto per ottenere il controllo monopolistico di una fetta di mercato, vanno nella direzione contraria, svilendone il significato e lo scopo.

Che cosa è la tecnologia e a che serve?
È una costruzione meccanica della civiltà materialistica? Uno strumento della mira imperialista occidentale? Potrebbe essere e a volte lo è.
Il termine greco "tecnos", tuttavia, significa arte. Noi, quindi, riteniamo che la tecnologia sia da sempre la più alta espressione della creatività umana, atta ad armonizzare le esigenze del Genere Umano in rapporto alle leggi Universali, a quelle Sistemiche, alle leggi di Natura, ed a quei fondamenti del comportamento e delle aspirazioni a cui vien dato il nome di: "Etica". Quindi la tecnologia è lo strumento che la mente umana ha perfezionato, di era in era, per interagire tra "il dentro" e "il fuori"; tra il sè e gli altri.

Con la tecnologia si stabiliscono i rapporti tra individuo e individuo, popoli e razze; ma anche umanità e natura, civiltà e ambiente. È, dunque, nostro preciso dovere fare uso della tecnologia per armonizzare tali rapporti. L'attenzione va posta al movente, il motivo primario, a volte nascosto, che induce l'Uomo ad aguzzare l'ingegno per interagire.

Non vi è tecnologia benefica allo sviluppo armonico della società quando è applicata ad aberranti deliri di onnipotenza; quando determina il controllo della libertà di azione ed espressione; quando fa scempio della Natura e dell'ambiente; quando è asservita alla volontà di opprimere e distruggere.
Non bisogna però ostacolarne lo sviluppo con falsi moralismi e dogmi che sembrano fondare più sulla paura dell'innovazione evolutiva che sulla effettiva volontà di preservare principi etici.

Un altro aspetto non meno importante del "saggio impiego delle tecnologie" è quello che riguarda la ricerca scientifica. Vi è una enorme dispersione di energie causata dalla competizione tra i vari laboratori di ricerca, i gruppi privati, le multinazionali e gli organismi nazionali. Una differenziazione di formati e standard che non giova ad alcuno. Pensate solo alle prese della corrente elettrica così differenti da nazione a nazione; o ai tanti formati in competizione fra loro nel campo della elettronica, della televisione, del settore audio e video; per non parlare di quello farmaceutico e medico, o del campo chimico e di quello più attuale della bio-genetica, in cui ogni piccola modifica viene immediatamente brevettata per monopolizzarne la produzione.

La differenziazione in sé non è un male; anzi giova allo sviluppo tecnologico, come alla evoluzione in generale, poiché stimola l'ingegno e procura soluzioni varie e alternative. Una volta individuata la realizzazione ottimale, però, deve seguire un processo di sintesi, di riunione degli sforzi, di unificazione degli standard e dei formati. Deve costituirsi una cooperazione internazionale che ne esalti e rafforzi l'efficacia, secondo i concetti di semplicità e affidabilità. I "Tanti" devono diventare "Uno". In questo modo si mette a frutto, e non si sperpera, il magnifico e, senza dubbio, "divino", potenziale della creatività umana.

Bisogna creare sempre più gruppi di ricerca internazionali, affrancati dalle logiche di mercato, almeno in quei settori strategici ed essenziali per il progresso della civiltà mondiale. Occorre incentivare lo scambio e la collaborazione tra centri privati e nazionali affinché sviluppino procedure analoghe e finalità concordi; occorre abolire diritti di riproducibilità e "copyright" almeno laddove la loro esistenza ostacoli il sacrosanto diritto alla salute e alla dignità dei Popoli. Il soggetto principale dell'impegno scientifico e tecnologico deve essere e rimanere il benessere della intera Umanità.

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