Tecnologia innovativa

Elenco delle realtà che stanno portando innovazione epocale.

 

 

 

 

Reparto di radiologia ospedale Caserta

La medicina diagnostica sta andando nella direzione olistica sviluppando procedure e apparecchiature non invasive che restituiscono una immagine dettagliata del corpo umano. Una nuova frontiera che pone in sinergia la consolidata tecnica TAC con le più recenti applicazioni della realtà virtuale e della computer grafica. Una realtà di eccellenza nel sud d'Italia testimonia la capacità professionale e la lungimiranza di medici e tecnici che si pongono a servizio dei pazienti anche contro le logiche speculative delle lobbies della salute. Un esempio di ciò è il reparto di radiologia dell'ospedale di Caserta diretto dal prof. Giuseppe Belfiore, capo del Dipartimento di Diagnostica per immagini e dei Servizi dal 2000. Professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Radiodiagnostica e Medicina Nucleare dell’Università degli Studi S.U.N. e “Federico II” di Napoli.  La nuova Tac di cui si è dotata l’Azienda Ospedaliera “Sant’Anna e San Sebastiano” è la più moderna installazione italiana e fra le prime in Europa. Grazie alla nuova supertecnologia è possibile guardare facilmente all’interno del corpo umano con una nitidezza senza precedenti e di fare coronarografie senza alcuna pratica invasiva. È inoltre possibile utilizzare queste informazioni per prevenire malattie cardiovascolari e in particolare l’infarto, che ogni anno colpisce ben 150 mila italiani.

La Tac “Toshiba Aquilion One” fa il suo ingresso in Campania partendo proprio dall’Ospedale di Caserta. Questa macchina, dedicata allo studio cardiovascolare e corononafico in fase diagnostica, permette di ottenere in un batter d’ali la Tac completa di cuore e coronarie, grazie a miliardi di byte che diventano perfette immagini tridimensionali, iper-dettagliate, a colori, clinicamente attendibili come mai prima, proprio in virtù di tanta fulminea velocità che non consente al battito del cuore di depistare i sensori. 

La peculiarità di questo strumento è proprio nell’aumento del numero delle scansioni per unità di tempo: se già le TAC a 64 slice (strati) sono da considerarsi all’avanguardia, con il nuovo strumento diagnostico c’è un vero e proprio salto di qualità, in quanto si passa immediatamente a 320 slice. Le indagini diventano, quindi, meno invasive e sono ottime per lo screening e il follow up della popolazione e per quei pazienti che hanno subito interventi sui vasi cerebrali e sui vasi coronarici.

 

Ulteriori indagini per le quali l’“Aquilion One” risulta utile sono quelle vascolari, neuroradiologiche e angiografiche cerebrali; la nuova tecnologia trova inoltre applicazione fondamentale nella prevenzione dei tumori all’intestino. L’utilizzo del macchinario, spiega il prof. Giuseppe Belfiore, permette al medico di valutare con precisione il grado di rischio di ogni singolo paziente e stabilire le misure preventive o curative più opportune. Per capire meglio la rivoluzione introdotta dalla nuovo strumento diagnostico basta pensare che, tutt’oggi, per esaminare l’interno delle coronarie si inserisce un catetere nel cuore, con tutti i rischi connessi, e dunque con l’impossibilità di effettuarlo su larga scala, specialmente a scopo preventivo. Con lo scanner bastano invece pochi secondi: si sta comodamente distesi su un lettino e, quel che più conta, l’esame è alla portata di tutti”. 

Links utili: