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Pensiero del giorno: Noi non ci stiamo

Che il sistema sociale mondiale sia in ostaggio dei mercati è un dato di fatto e vale, ancor più, per l’Italia sottomessa a quelle leggi da un debito enorme. Possiamo restare soggiogati per centinaia di anni o ribellarci a quella logica costi quello che costi. La Politica mondiale è ormai asservita oppure, ancor peggio, complice del sistema economico/finanziario e, quindi, non può o non vuole farsi portavoce di una visione diversa, al di là della cortina di una finanza insensibile all’umanità. Nessun intellettuale, economista, sociologo, politico, scienziato o filosofo si erige a baluardo del diritto dei popoli al benessere o welfare, come oggi si chiama. Nessuno ha il coraggio di contestare un sistema ottuso e sordo mettendoci la faccia. Si chiede al popolo dei lavoratori, e anche dei disoccupati, di incrementare la produzione e il consumo ai fini della crescita, disprezzando iniziative assistenziali come il Reddito di cittadinanza, poiché si afferma che i soldi devono essere frutto del lavoro; e poi non ci si sdegna di fronte ad una finanza mondiale che inventa i modi più disparati e subdoli per fare soldi dal nulla, o semplicemente con un "click" come, ad esempio, accade con le scommesse al rialzo o ribasso di un titolo. 

Nessuno stato e governo pensa di poter mettere limiti e freni a tutto ciò, come se la finanza fosse fuori da ogni giurisdizione e regola anche la più elementare del buon senso.

I mercati sono ormai sovrani e possono decidere il benessere o la miseria dei Popoli o far fallire una nazione come è successo all’Argentina e la Grecia.
Noi non ci stiamo a questa dittatura dei mercati, della finanza e non ultimo del sistema bancario. Noi stiamo dalla parte del Bene comune e chiediamo ai politici e ai governi di tutto il mondo, e in particolare dell'Italia, di porre limiti allo strapotere finanziario. Che la Politica torni ad essere sovrana sull'economia e la finanza, come è giusto che sia! Ben vengano le iniziative popolari che in questi giorni, nonostante siano stigmatizzate come populiste, cercano di portare queste storture al livello della coscienza di massa affinchè il popolo ne diventi consapevole. Sono iniziative rivoluzionarie poiché mirano a trasformare il sistema agonizzante di governo centrale in un coraggioso modo di concepire la sovranità popolare. La posta in gioco è altissima! Vinceranno i mercati e la finanza speculativa sommergendoci con uno spread a 4 cifre e inabissando i titoli di borsa o vincerà lo spirito di riscatto, di dignità e di libertà dell’essere umano?

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