Pensiero del giorno: La personalità che si crede Anima

Tra i tanti pericoli che insidiano il sentiero spirituale il più subdolo è quello corso dalla personalità che si crede di essere ed agire come Anima. Ciò comporta l'insorgere dell’orgoglio spirituale che è ritenuto il massimo annebbiamento di un aspirante. Egli si sente importante e superiore rispetto alle persone “profane” solo per aver studiato su testi che crede ispirati dai Maestri spirituali, o perché presume di conoscere il mondo occulto. Che fare? Non preoccuparsene e continuare a percorrere il sentiero in modo tale da transitare per, e completare quell’inevitabile fase illusoria! Peggio sarebbe abbandonare ogni disciplina presi dal dubbio amletico: “ci sono o ci faccio”?

Ci sono quelli che, per essere certi di non cadere in errore, si astengono dal fare. Ebbene, proprio a quelli sono precluse le porte del cielo, poiché non hanno osato… sbagliare. Si, proprio così, occorre avere il coraggio di sbagliare e dall’errore trarre l’insegnamento per quanto doloroso possa essere.

Esiste, al di sopra dei tranelli illusori della personalità, la Legge del Karma che, inesorabile, regola e dirige ogni incarnazione. Essa predispone la rotta entro la quale la persona può zizzagare a piacimento esercitando il suo libero arbitrio. Prima o poi, l’Anima incarnata in quella persona, giungerà al porto nonostante le opposizioni, camuffamenti, ammutinamenti e dirottamenti, trabocchetti e sgambetti che la personalità avrà messo in atto.

Tuttavia, per facilitare la scomparsa dell’orgoglio spirituale, è buona norma che l’aspirante porti la sua azione di servizio in modo impercettibile, dietro le quinte, senza cercare riconoscimenti e gratificazioni di sorta; prestando aiuto solo quando richiesto, fintantoché l’ego personale, non ricevendo onori e ricompense, ceda la presa e si arrenda all’Anima.

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