Pensiero della sera: L'autocondanna

392 — Chi si reputa sfortunato viene chiamato oscuratore del cielo. Ha raccolto tristezza e oscurità attorno a sé, e inquina lo spazio. Ha danneggiato se stesso, ma ancor più tutto ciò che esiste. Ha dato prova di essere egoista, dimenticando ciò che lo circonda. Escludendosi dalla buona sorte si è fatto cultore di afflizioni. Come chi è pago di sé smette di avanzare, così chi nutre pietà per se stesso si tronca ogni possibilità di successo. Non è degno dell’uomo condannarsi alle disgrazie. A forza di seminare lamenti e pianti si finisce per creare un vortice rovinoso. La rogna dell’invidia diventa lebbra, e la lingua s’intorpidisce a causa della malizia. Chi cede all’illusione di non avere fortuna si crea una quantità di disastri. Costoro, che seminano veleno, non sono degni della Fratellanza. Ma quanti sognano della Fratellanza senza rendersi conto del peso immane che Essa sopporta! Com’è forte l’uomo che sa di avere la buona sorte di essere uomo!

Tratto da "Agni Yoga" - Fratellanza

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