Lo studio e la sperimentazione spirituale

I corsi che realizziamo appartengono alla tradizione della Saggezza Antica denominata "Transhimalaiana" e costituiscono il Cuore della conoscenza iniziatica planetaria. Una saggezza che ci accompagna da millenni e viene rinnovata nella forma intrecciando i saperi formulati in Oriente ed Occidente. Essi sono il frutto della nostra esperienza nell'istruire le persone che hanno scelto la nostra guida. Sono del tutto gratuiti poichè rispondono all'esigenza della Nuova Era Aquariana di applicare l'economia del dono. Richiedono, tuttavia, un impegno costante da parte dei partecipanti come controparte di scambio. Il corso "Conoscenza" è tratto dagli insegnamenti del Maestro D. K. detto il Tibetano mediante l'opera di A. Bailey e comprende le nozioni di base per introdurre il neofita sul Sentiero del perfezionamento ed avere una maggiore comprensione del percorso di crescita.

I restanti corsi sono tratti dagli insegnamenti del Maestro R. o Conte di Saint Germain mediante l'opera di Lucille Cedercrans di cui abbiamo condensato le istruzioni nei corsi: "Cuore", "Pensiero" e "Anima" e proposto il corso "Guarigione", della stessa autrice, come approfondimento del lavoro di Gruppo nel Servizio. Le lezioni di "Cuore", "Pensiero", "Anima"  e del corso integrale "La Natura dell'Anima", tutte commentate dal nostro facilitatore Edoardo Conte, sono fruibili in versione audio nella Audioteca. I testi originali di L. Cedercrans sono scaricabili dalla Biblioteca.

Scopo di questi studi e tecniche di realizzazione è la trattazione della natura e del vero significato della nostra esistenza attraverso la scoperta di chi realmente siamo e del nostro compito sul cammino evolutivo perfezionando la personalità al servizio dell'Anima. In questo percorso la meditazione, come strumento di contatto, intuizione e conoscenza, è di basilare importanza. Essa fonde la mente all'Anima, l'Oriente all'Occidente, la razionalità all'intuizione, il mistico al conoscitivo, come traspare dalle parole illuminate di A. Bailey nella prefazione al testo "Dall'intelletto all'intuizione" di cui seguono alcuni stralci...

 

[...] La natura della meditazione, e del suo uso su vasta scala in Occidente è di vitale importanza. Si accenna all'eventualità che essa possa prendere il posto degli attuali sistemi, basati sull'esercizio mnemonico, e dimostrarsi in tal modo un fattore potente nel metodo educativo moderno. È un soggetto che da migliaia d'anni assorbe l'attenzione di pensatori sia orientali che occidentali, e quest'interesse comune è già di per sé un fatto importante. I prossimi sviluppi che porteranno il genere umano più avanti sul sentiero della sua coscienza in espansione dovranno certamente essere orientati verso la sintesi. Lo sviluppo della conoscenza umana dovrà attuarsi mediante la fusione delle tecniche adottate in Oriente e in Occidente per l'educazione mentale. Tale fusione è già in atto e pensatori dei due emisferi si stanno rendendo conto che essa condurrà a realizzazioni d'estrema importanza.

Edward Carpenter dice a tale proposito: “Sembra che ci avviciniamo ad un'epoca in cui, con l'estendersi della nostra conoscenza a tutto il globo, si formerà naturalmente ed inevitabilmente una grande sintesi di tutto il pensiero umano... Da questo incontro di vari elementi sta già emergendo, in una forma ancor vaga e incerta, una filosofia che è certamente destinata a dominare il pensiero umano per un lungo periodo di tempo”. In ciò stanno la gloria e la speranza del genere umano ed il grande trionfo della scienza. Gli uomini della terra sono ormai un popolo solo. L'eredità d'ogni razza è accessibile a tutte le altre; il meglio del pensiero di tutti i secoli è a disposizione di tutti; le antiche tecniche ed i metodi moderni devono incontrarsi e fondersi. Ognuno dovrà modificare la sua espressione esteriore, ognuno dovrà compiere uno sforzo per comprendere lo spirito sottostante che ha prodotto una fraseologia ed un tipo d'immagini particolari. Fatte queste concessioni, emergerà una struttura di verità che incarnerà lo Spirito della Nuova Era.

Alcuni pensatori moderni stanno rendendosene conto, ed Harry. A. Overstreet, ad esempio, scrive: “Si suppone che la filosofia orientale abbia avuto poca presa sul pensiero occidentale, soprattutto a causa del suo metodo. Si ha però ragione di ritenere che l'influenza del pensiero occidentale su quello orientale, specialmente per ciò che riguarda la tenacia e la persistenza nello sperimentare, farà sì che in Oriente venga adottato un nuovo metodo filosofico; la profonda spiritualità del pensiero orientale verrà così espressa in forme più accessibili alla mentalità occidentale”. Fino ad ora le due scuole avevano mantenuto un certo antagonismo, eppure la ricerca della verità era una sola; l'interesse per ciò che è, e ciò che può essere, non è limitato ad una sola di esse e i fattori con i quali hanno dovuto operare sono stati gli stessi. Sebbene la mente del pensatore orientale ricorra di preferenza all'immaginazione creativa, mentre quella dell'operatore occidentale tende a conclusioni scientifiche creative, tuttavia il mondo nel quale ambedue penetrano è lo stesso; lo strumento di pensiero che usano, dagli occidentali è definito “mente” e dagli orientali “sostanza mentale” (chitta); gli uni e gli altri si servono del linguaggio simbolico per esprimere le loro conclusioni e tutti pervengono ad un punto in cui le parole si rivelano incapaci di esprimere le possibilità intuite.

[...] Emerge un gruppo di uomini cui viene dato il nome di sensitivi. Essi testimoniano di un altro mondo di esperienze e di contatti. Testimoniano di realizzazioni personali, di manifestazioni fenomeniche e di stati d'animo, di cui l'uomo comune non sa nulla. Come dice C. A. Bennett: “I mistici stessi hanno descritto il loro raggiungimento come penetrazione del significato dell'universo e come comprensione dell'unità del tutto. Essi hanno trovato la chiave”. Sono apparsi attraverso i secoli ed hanno proclamato unanimi: vi è un altro regno della natura. Esso ha leggi, relazioni e fenomeni propri. È il regno dello Spirito. L'abbiamo scoperto, ed anche voi potete accertarne la natura. Questi testimoni si dividono in due gruppi: i ricercatori puramente mistici ed emotivi, che pervengono alla visione e sono rapiti in estasi dinanzi alla bellezza che hanno percepito, ed i conoscitori, i quali aggiungono al rapimento emotivo un conseguimento intellettuale (un orientamento della mente) che consente loro qualcosa di più che sentire e gioire. Comprendono, sanno, e si identificano con quel nuovo mondo dell'essere verso cui il mistico puro si protende. La linea di demarcazione fra i conoscitori delle cose divine e coloro che percepiscono la visione è assai sottile. Vi è però una zona di terreno neutro, fra i due gruppi, dove ha luogo una grande transizione. Vi è un interludio nell'esperienza e nello sviluppo, che trasforma il mistico visionario in conoscitore pratico. Esiste un procedimento tecnico, al quale il mistico può sottoporsi per raggiungere la coordinazione e sviluppare in sé un nuovo e sottile apparato che gli permetterà non soltanto di vedere la realtà divina, ma di essere quella realtà stessa. È, proprio con questo processo di transizione, con questa educazione del mistico, che la meditazione ha a che fare.

Permettere all'uomo di entrare in possesso della sua eredità in quanto essere umano, è la funzione degli educatori e degli psicologi. Sono essi che debbono guidarlo fino alle soglie del mondo mistico. Per quanto possa sembrare paradossale, il compito di condurlo al suo retaggio spirituale spetta invece alla religione e alla scienza. M. Pupin dice: “La scienza e la religione si sorreggono a vicenda: sono i due pilastri del portale attraverso cui l'Anima umana penetra nel mondo in cui dimora la divinità”. Diamo al vocabolo “spirituale” un significato ampio. Non parlo qui di verità religiose; le varie formulazioni che ci provengono da teologi ed ecclesiastici appartenenti alle grandi organizzazioni religiose, sia orientali che occidentali, possono essere vere, o no. Usiamo la parola “spirituale” per intendere quel mondo di luce e di bellezza, di ordine e di proposito, del quale parlano le sacre Scritture, quel mondo che è oggetto di attenta ricerca da parte degli scienziati e in cui sono sempre penetrati i pionieri della famiglia umana, per tornare poi a narrarci le loro esperienze. Consideriamo spirituali tutte le manifestazioni della vita, ed estendiamo così il significato usuale di questa parola, in modo che includa le energie e le potenze che sono alla base di ogni forma della natura e conferiscono loro le qualità e le caratteristiche essenziali.

Per migliaia di anni, dovunque, i mistici e i conoscitori hanno testimoniato esperienze in mondi più sottili, dove sono entrati in contatto con forze e con fenomeni non appartenenti al mondo fisico. Riferiscono incontri con esseri angelici; parlano della grande nube di testimoni; comunicano con i fratelli maggiori del genere umano, i quali operano in altre dimensioni, dimostrando poteri di cui i comuni mortali non sanno nulla; parlano di luce e di gloria; di conoscenza diretta della verità e di un mondo di fenomeni che è lo stesso per i mistici di ogni tipo. Pur ammettendo che molte testimonianze siano da scartare come frutto di allucinazione, che molti degli antichi santi siano stati dei nevrotici e psicopatici, resta pur sempre un largo numero di testimonianze, e di testimoni degni di fiducia che le affermano, e della cui veridicità non abbiamo ragione di dubitare. Questi testimoni del mondo invisibile si sono espressi con parole potenti, hanno recato messaggi tali da plasmare i pensieri degli uomini e dirigere la vita di milioni di essi. Hanno proclamato l'esistenza di una conoscenza spirituale scientifica e di una tecnica di sviluppo, per cui gli uomini possono pervenire all'esperienza mistica e conoscere Dio.

Ci occuperemo di tale scienza, e cercheremo di sviluppare questa tecnica. Essa tratta del giusto uso della mente per mezzo della quale il mondo dell'Anima si rivela e viene trovata ed aperta la porta segreta che conduce dalle tenebre alla Luce, dall'irreale al Reale, dalla morte all'Immortalità. La soluzione ultima del nostro problema mondiale sta nella conquista di questa conoscenza, che non è prerogativa particolare né dell'Oriente né dell'Occidente, ma è nota ad entrambi. Da un'amichevole intesa fra Oriente ed Occidente, e dalla fusione del loro più scelto patrimonio di pensiero, scaturirà un insegnamento sintetico ed equilibrato, che libererà le generazioni future. Tutto ciò deve avere inizio nel campo educativo e nell'ambito giovanile. In Occidente, la coscienza è stata focalizzata sugli aspetti materiali della vita e tutto il potere mentale è stato concentrato sul dominio e sull'utilizzazione dei beni materiali, sull'acquisizione di comodità fisiche, sull'accumulo di ricchezze terrene. In Oriente, dove le realtà spirituali sono state conservate in modo più uniforme, il potere mentale è stato invece usato per la concentrazione e la meditazione, per profondi studi filosofici e metafisici, ma le masse, incapaci di tali attività, sono state abbandonate, dal punto di vista della vita fisica, in condizioni terribilmente penose. Dalla fusione dei risultati raggiunti dalle due civiltà (che progredisce ora con rapidità sempre crescente), deriverà un equilibrio per cui la famiglia umana nel suo insieme potrà dimostrare l'intera sua potenza. Tanto l'Oriente quanto l'Occidente stanno imparando ad attingere l'uno dall'altro con reciproco vantaggio, e il lavoro in questo campo è una delle fondamentali necessità del ciclo attuale".

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