Pensiero del giorno: Ritmo

La parola ritmo deriva dal greco "rhitmos", la cui radice etimologica "rein" significa "scorrere". Il termine richiama in un primo momento a qualcosa che si muove, che scorre senza interruzioni. Possiamo pensare, ad esempio, ad un ruscello o ad un fiume, dove l'elemento acqua fluisce in quantità costante lungo un percorso tracciato. 

L'idea dello scorrere dovrebbe, quindi, chiarirci il significato del fluire del tempo nel quale tutta la vita dell'uomo è immersa, dal momento della nascita. Tuttavia è difficile pensare al tempo che passa, se non lo associamo a qualche fenomeno della nostra vita che comprenda un inizio ed una fine. Al trascorrere delle stagioni (estate, inverno), dei giorni (dì, notte), al pulsare del nostro cuore (sistole, diastole). Paradossalmente l'idea dello "scorrere" del tempo è sempre associata a qualche cosa che "non scorre”; che è e subito dopo non è; che nasce e che muore.

Questo alternarsi di fenomeni, che si ripetono periodicamente, genera il ritmo che, lento o veloce, è la misura fondamentale di tutta la vita e di tutte le espressioni umane. La musica, in particolare, nasce e si sviluppa all'interno del tempo e quindi necessita, più di ogni altra arte, del ritmo.

Musicalmente il ritmo si identifica in una successione regolare nel tempo di unità ritmiche chiamate tempi o movimenti, che sono distribuite nelle battute o misure. Le misure si suddividono in binaria 2/4, ternaria 3/4, quaternaria 4/4 e così via fino alla settenaria che è composta dalle misure 3/4 + 4/4. Prediamo in esame quest’ultima poiché, essendo formata numericamente da 3 + 4 è particolarmente interessante. Vale la pena ricordare che 3 è il numero della Triade Divina e 4 quello della Materia. La giustapposizione dei due dà vita ad un ritmo del tutto speciale. Unisce infatti il ritmo del valzer 3/4, a quello del liscio 4/4. Ciò consente l’alternanza dell’accento di inizio battuta che crea una simmetria di movimento destro e sinistro. Ballando a questo ritmo si sperimenta subito tale alternanza che coinvolge il corpo del danzatore in sequenze destrorse e sinistrorse che si alternano paritariamente.

Così come accade nel solido denominato cubottaedro composto dall’alternanza di triangoli (3) e quadrati (4). Il cubottaedro è, infatti, il solido che simboleggia il perfetto equilibrio armonico.

Come dire… che Spirito (3) e Materia (4) uniti nella danza della vita sono in sublime armonia.

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