Wesak acquariano 2017

Il Wesak si celebra mercoledì 10 maggio 2017 alle ore locali 23:42.

 

La festa del Wesak è il riconoscimento di un evento vivente presente

Avviene (secondo la credenza di coloro che lo osservano) mentre è in corso un grande avvenimento celeste e ha il carattere di una cerimonia di partecipazione. Questo evento celeste ha luogo annualmente nel momento del plenilunio del Toro; in quel grande evento viene liberata sulla Terra (in proporzione alla richiesta dell'uomo) la benedizione di Dio stesso trasmessa tramite il Buddha e Suo Fratello il Cristo. Parallelamente alla cerimonia soggettiva e spirituale, un evento importante ha luogo simultaneamente in una piccola valle del Tibet, al di là dell'Himalaya. Lì, al momento del plenilunio, viene eseguito un rituale solenne che può essere visto e udito in modo preciso come qualsiasi cerimonia in una delle nostre cattedrali.

 

Il sogno, la leggenda, il fatto, si possono descrivere come segue. C'è una valle ad altitudine piuttosto elevata sul versante tibetano della catena dell'Himalaya circondata da tutte le parti da montagne elevate, fatta eccezione per la parte nord-est, dove c'è una stretta apertura nelle catene di montagne. La valle ha perciò un contorno a forma di bottiglia con il collo verso nord-est e si apre notevolmente verso il sud. In altro, a nord, vicino alla parte più stretta, vi è un'enorme roccia piatta. Non vi sono alberi o arbusti nella valle, che é coperta di una specie di erba dura, ma i fianchi delle montagne sono coperti di alberi.

 

Al tempo del plenilunio del Toro si riuniscono in questa valle pellegrini provenienti da tutti i distretti circostanti. Uomini santi e Lama si inoltrano nella valle e riempiono la parte sud e quella di mezzo, lasciando quella a nord-est relativamente libera. Qui, secondo la leggenda, si raccoglie un gruppo di quei grandi Esseri che sono i custodi in Terra del Piano di Dio per il nostro pianeta e l'umanità. Essi sono i Maestri di Saggezza, la Gerarchia planetaria, che nei loro vari gradi sono governati e istruiti dal Cristo, il Maestro di tutti i Maestri e Istruttore degli uomini e degli angeli. Sono i Grandi Intuitivi, sono l'aggregato dell'umanità perfetta che ha seguito le orme del Cristo ed è passata per noi di là dal velo, lasciandoci l'esempio che dovremmo seguire come Essi hanno fatto. Con la loro saggezza, il loro amore e sapere, stanno come una parete di protezione intorno alla nostra razza, cercando di condurci, passo passo, (come furono condotti ai Loro tempi) dalle tenebre alla luce, dall'irreale al reale, dalla morte all'immortalità. Questo gruppo di conoscitori della Divinità sono i principali partecipanti alla festa del Wesak. Essi si dispongono all'estremità nord-orientale della valle in cerchi concentrici (secondo la posizione e il grado del loro sviluppo iniziatico) preparandosi al grande atto di servizio. Di fronte alla roccia, guardando a nord-est, stanno gli Esseri che i loro discepoli chiamano "i Tre Grandi Signori". Sono il Cristo, che sta al centro; il Signore delle forme viventi, il Manu, che sta alla Sua destra, e il Signore delle Civiltà, il Mahachohan, che sta alla Sua sinistra. Tutti e tre stanno di fronte alla roccia sulla quale si trova una grande coppa di cristallo piena d'acqua. 

 

Dietro al gruppo di Maestri, adepti, iniziati e lavoratori anziani, si trovano i discepoli del mondo e gli aspiranti nei loro vari gradi e gruppi, sia "nel corpo che fuori dal corpo", per citare S. Paolo (ossia in corpo fisico o nel loro corpo spirituale), che costituiscono il nuovo gruppo di servitori del mondo. 

 

Quando l'ora del plenilunio si avvicina, su tutta la folla scende una grande quiete e tutti guardano verso nord-est. Iniziano certi movimenti rituali; i Maestri raggruppati e i loro discepoli di ogni rango prendono delle posizioni simboliche, formando sul fondo della valle dei simboli significativi, come la stella a cinque punte con il Cristo sul punto più elevato, oppure un triangolo con il Cristo al vertice, una croce o altre forme ben note che hanno tutte un significato profondo e potente. Tutto ciò viene eseguito al suono di mantram; ciò stimola l'aspirazione degli astanti, unendo tutti in un grande atto di richiesta e di attesa spirituale. E' il culmine dell'aspirazione del mondo concentrata in questo gruppo che aspetta nella valle segreta.

 

Il canto e il ritmico tessere diventano più forti; i partecipanti e tutta la folla che osserva innalzano gli occhi al cielo in direzione della parte stretta della valle. Pochi attimi prima del momento esatto del plenilunio appare in lontananza nel cielo una macchia minuscola. Si avvicina sempre più acquistando chiarezza, finché si vede la forma del Buddha, nella posizione del loto, rivestito della sua veste color zafferano, inondato di luce e di colore, con le mani tese a benedire. Quando arriva al punto esattamente sopra la grande roccia, librandosi nell'aria sulla testa dei tre Grandi Signori, il Cristo intona un grande mantram che viene pronunciato una sola volta all'anno, in occasione di questa festa e l'intero gruppo di persone si prosterna sulla faccia. 

 

Questa Invocazione instaura una grande vibrazione o corrente di pensiero di tale potenza che, dal gruppo di aspiranti, discepoli e iniziati che la usano, giunge fino a Dio stesso. Essa segna il momento supremo del più intenso sforzo spirituale di tutto l'anno e la vitalizzazione spirituale dell'umanità. Gli effetti spirituali durano poi per tutti i mesi successivi. 

 

La benedizione viene riversata e affidata al Cristo - quale rappresentante dell'umanità - perché la distribuisca. Così, narra la leggenda, il Buddha ritorna una volta all'anno a benedire il mondo, trasmettendo mediante il Cristo rinnovata vita spirituale. Lentamente il Buddha recede in distanza, finché nel cielo non si vede più che una piccola macchia che poi scompare. Quando il Buddha scompare, la folla si alza in piedi; l'acqua della coppa viene distribuita in minuscole porzioni a Maestri, iniziati e discepoli che tornano poi ai loro posti di servizio. Quelli della folla la ricevono in piccole coppe o recipienti, la bevono e la dividono con altri. In questa bella "cerimonia di comunione con l'acqua" ci viene simbolicamente presentata un'indicazione sulla nota dell'Era dell'Acquario: il Portatore d'acqua di Vita. Viene perpetuata per noi la storia dell'universalità dell'amore di Dio, la necessità della purificazione individuale e l'opportunità di condividere gli uni con gli altri ciò che appartiene a tutti. L'acqua che è stata magnetizzata dalla presenza del Buddha e del Cristo, porta certe proprietà e virtù di guarigione e di aiuto. Così benedetta la folla si disperde, i Maestri e i discepoli tornano con forza rinnovata a riprendere un altro anno di servizio.

 

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