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Pattinare sul ghiaccio può renderti più ottimista. Ecco perché…

Ogni tanto qualche ricerca ci stupisce dimostrando come certi elementi abbiano proprietà straordinarie, oppure come svolgere certe attività darebbero benefici sorprendenti. Hai presente? Cose del tipo Cioccolato e cacao mantengono giovane il cervello” oppure “Mangiare e non ingrassare, possibile secondo una ricerca britannica“…

Ma c’è qualcosa di positivo in queste notizie apparentemente assurde: possiamo inventare le nostre “sorprendenti scoperte personali” e divertirci a dare in giro queste buone notizie. Ad esempio, ieri, dopo circa 20 anni, ho provato per la seconda volta in vita mia a pattinare sul ghiaccio, ovviamente con risultati molto scarsi…

Eppure mentre provavo timidamente a mettere un piede davanti all’altro, senza cadere, mi sono ricordato di una cosa straordinaria: ogni volta che iniziamo una cosa nuova siamo imbranati e goffi… eppure con un po’ di impegno e passione possiamo imparare a fare cose che non immaginiamo: credere di poter sempre imparare cose nuove è l’essenza dell’ottimismo!

Così mi sono inventato la mia “sorprendente scoperta personale”: pattinare sul ghiaccio rende ottimisti! Oggi e per tutta la settimana, mentre sei al lavoro, in casa o con la tua famiglia… se c’è qualcosa che ti riesce difficile, se ti senti “imbranato” in quello che fai, ricordati di questo articolo e inventa per te stesso una “sorprendente scoperta personale”. Poi divertiti a dare in giro la tua “buona notizia”.

Le persone non hanno sempre bisogno di scoprire novità straordinarie: alle volte è importante anche solo ricordarci di verità straordinariamente semplici ma dimenticate.

Se vuoi approfondire, scarica il mio ebook “Un Amico Ottimista!” Intanto… buon inizio di settimana! A lunedì prossimo.

Sebastiano Todero

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Falso mito n.3: Bitcoin spazzerà via le banche. Sai qual è il primo?

Ormai è sulla bocca di tutti. Bitcoin e le altre criptovalute sono una rivoluzione tecnologica e finanziaria senza precedenti e tutti ne parlano. Anche chi non è del mestiere. Per questo motivo si è venuto a creare un terreno fertile anche per truffe e raggiri, che è bene saper riconoscere, informandosi e soprattutto formandosi. Sì, perché non è detto che le informazioni che girano on-line siano affidabili: meglio farsi un’idea propria attraverso lo studio e documentandosi il più possibile e tenere così lontane le chiacchiere da bar.

Bitcoin è una moneta digitale ad altissima tecnologia (VERO) che spazzerà via le banche (FALSO). Ma sapresti dire con sicurezza se le seguenti affermazioni siano vere o false?

– Bitcoin è una moneta digitale nata per essere usata dalle persone, senza passare dalle banche.

– E’ uno strumento di speculazione, ma anche una valuta spendibile in molti e-commerce.

– A differenza di bonifici e carte di credito, le transazioni sono istantanee, economiche, sicure.

– Di contro non sono regolamentati, hanno forti oscillazioni e ci sono molte fregature on-line. Quindi non sostituirà facilmente il denaro tradizionale e le banche.

Questa moneta rappresenta un’opportunità enorme, ed è bene essere molto bene informati prima di prendere fregature […]

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Come risparmiare in modo facile 1378€ in 52 settimane

E’ il momento dei buoni propositi, dei piani, dei progetti per un anno nuovo di zecca. No, non sto per scrivere l’oroscopo segno per segno, anche se so benissimo che pur non credendoci una sbirciatina l’avresti data. Quello che ti propongo è una piccola sfida: dura 52 settimane, un anno intero e, se la farai […]

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Quanto FERMENTO nelle PENE… abbiamo intervistato Oliviero Toscani. Ecco i suoi buoni propositi per l’anno nuovo

Abbiamo incontrato Oliviero Toscani, immaginatore, fotografo di fama mondiale, artista controverso e discusso. Cavallo di razza italiana al cento per cento. Una vita al massimo, sempre. Amante del rischio (nell’arte) ci rivela una buona dose di ottimismo nei momenti di crisi perché, il fermento creativo è come la fenice… 

intervista di Valentina Marchioni

“Sig. Toscani è veramente un “momento di pene” questo?

Cosa intende per pene? L’organo genitale maschile?

Non proprio, ma se vuole…

Ma no! Scherza? “Momenti di pene” sono momenti di gran cambiamento.
Anzi, le dirò di più sono momenti bellissimi, di grande fermento.
Questi momenti qui, sono quelli in cui la spinta creativa ha delle enormi potenzialità evolutive.

Com’è ottimista…

Certo. Ma lei lo sa che chi più odia più ama? O tutto o niente.
La bellezza è ovunque: anche nella tragedia, nelle difficoltà. Bisogna saperla vedere.

Sì, però le persone tendono a ricordare più facilmente il male subìto piuttosto che il bene. Questo perché il male tende ad imprimere nella nostra coscienza un marchio più netto di quanto faccia il bene. E’ d’accordo?

Ma…“Male, bene… Sono categorie su cui non mi piace ragionare. Hanno un’accezione morale che non esiste. Sono imposizioni religiose, culturali. Viviamo schiacciati da queste imposizioni. Questo è male. Non si fa. Conformarsi: questo è il problema. Tutti vogliono essere accettati e ottenere consenso. E invece bisogna cominciare a organizzare la vita sull’emozione e non sull’economia. Bisognerebbe lavorare per il piacere di fare il proprio lavoro e invece tutti odiano il proprio lavoro. E’ vergognoso.

Ma secondo lei esiste un’estetica del male? E una del Bene?

Ma certo: è una questione di fascino.

Cioè?

Il “male” ha un’estetica più interessante, ma l’arte è e deve restare al di sopra di ogni cosa. Insomma, io credo che il bene ed il male siano, come ho già detto categorie morali. Imposizioni. Se noi fossimo liberi di fare quello che vogliamo, saremmo tutti in galera. Prenda per esempio la caduta delle torri gemelle dell’11 settembre. Una tragedia. Ma che fascino… Nessun opera d’arte è al di sopra di quell’immagine… E’ una questione di fascino.

Ma allora, cos’è la bellezza secondo un Immaginatore?

La bellezza è emozione e sorpresa. Punto. Sta ovunque si possa trovare una di queste due dimensioni.

C’è ancora spazio per le buone notizie? 

Assolutamente. Anche perché buono e cattivo è tutto relativo. Insomma, tutte le notizie sono belle per qualcuno e brutte per qualcun altro. Certo, poi tenga presente che l’Italia è un paese di merda…

E quindi?

E quindi, in Italia sono sempre pronti tutti a vedere solo i difetti, a criticare. Perché la mediocrità ha bisogno di consenso, ma il consenso porta mediocrità.

Oltre ad essere un immaginatore lei è un artista…

Perché dice oltre? Essere un artista è la conseguenza dell’essere un immaginatore. Io sono uno perché sono anche l’altro. Non c’è oltre.

Va bene. Lei è un immaginatore, un artista che nella propria vita ha, a sua detta, seguito spesso (e volentieri) l’istinto…
Sì, sì. Mi sono fidato del mio istinto perché l’arte è rischio. Se non rischi non hai speranza. Solo i cretini non rischiano.

…e seguendo l’istinto ha colto l’opportunità di entrare nella giunta comunale di Salemi, in veste di Assessore alla Cultura: partendo da quella che è stata la sua esperienza, cosa pensa possa insegnare l’arte alla politica?

(ride)… Ahi, ahi… Guardi, onestamente, l’arte ha tutto da insegnare alla politica. L’immaginazione, il rischio, l’estetica, ciò che è bello. Peccato però che i politici in Italia siano (in generale) delle persone mediocri, in cui prevale con forza solo l’istinto a delinquere. Persone mediocri. Basta che arrivi il primo comico di talento e prende voti.

Quindi la politica non ha nulla da all’arte? 

Lei sa cos’è lo “zero”?

Il numero?

Ecco sì, il numero! Lo zero non ha alcun angolo. Chi è zero non ha nulla da insegnare o da dare perché non ha angoli. Ha capito?

Penso proprio di sì…torniamo all’idea di consenso…. allora come è riuscito a trovare un compromesso tra la politica sempre alla ricerca di consenso e l’arte che, come sostiene lei, dovrebbe evitarlo per non produrre mediocrità?

E di fatti non l’ho trovato! Me ne sono andato via praticamente subito. Non si poteva lavorare. Il problema è che tutti cercano consenso. Ma il consenso produce mediocrità. Le grandi idee in questo paese non passano. L’Italia non è ancora pronta per il nuovo.

Lei ha spesso prestato la sua creatività ad un impegno sociale. Penso a mostre come Razza Umana (sulle diverse morfologie e condizioni), progetti come Nuovo Paesaggio Italiano (con prof. Settis e FAI) e a pubblicazioni come S.Anna di Stazzema (sull’eccidio SS). In fin dei conti lei pensa che la creatività salverà il mondo…

…ma la creatività è una conseguenza di un’azione culturale. Tutti i progetti che lei ha citato. Bellissimi eh, ma sono stati un calvario.
Sono stati, come li definisco io uno splendido fallimento. Più una cosa è facile e meno sarà criticata, ma questo perché ciò che è facile è stupido. Il paese è schiavo del conformismo e di convenzioni che certo non aiutano la creatività. Ma l’arte è un’altra cosa: se c’è una strada, l’artista bisogna che la eviti. Bisogna andare dove non c’è niente.

Quest’anno compie 75 anni: è tempo di bilancio o è ancora indeciso su quel che farà da grande?

Eh, io direi che è tempo d sbilanci. Ovvero, non c’è più tanto tempo e sento di non aver fatto ancora niente. Ho ancora moltissime cose da fare. Guardi, anzi, le dico che morirò lavorando!

Avrei pensato che volesse “morire elegante”!

No, quelli sono i milanesi…

Buoni propositi per il 2018?

Lavorare, lavorare, lavorare!

Intervista pubblicata originariamente sul n.4 del digital magazine per tablet BuoneNotizieMAG

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La domanda più utile che puoi farti quando ti perdi nei pensieri negativi

Sei mai salito a bordo di un treno e renderti conto un’ora dopo che hai preso quello sbagliato e che non stai andando verso la tua destinazione? Ma il treno è già partito e sta viaggiando troppo velocemente perché tu possa saltare. Se potessi usare il freno di emergenza in quella situazione, forse lo faresti.

Nella vita saliamo sul treno sbagliato ogni giorno. È come se nella nostra mente ci fossero centinaia di piccoli cloni di noi stessi che corrono intorno a una stazione ferroviaria alla ricerca di un treno su cui salire. E molti di loro si imbarcano sui treni sbagliati perché non sanno quale sia la loro destinazione.

Nella vita saltiamo ogni giorno almeno un paio di volte su un pensiero negativo e inutile. E questo ci sta. Ma il problema è che molti di noi, come i nostri piccoli cloni, non hanno una direzione precisa verso cui andare. Senza questa, non puoi vivere una vita appagante e fare un bel viaggio.

I valori personali sono ciò che dà una direzione alla nostra vita. Gli obiettivi sono le destinazioni lungo la strada che percorrerai verso quella direzione. Quindi, qual è la missione della tua vita? Per cosa vorresti essere ricordato?

La migliore domanda che puoi porti quando ti accorgi di essere salito sul treno dei pensieri negativi è: questo pensiero mi aiuta ad arrivare dove desidero?

Per rispondere a questa domanda, devi però prima sapere dove vuoi andare. Devi conoscere la direzione che vuoi prendere e gli obiettivi a cui stai lavorando. Puoi anche chiederti: questo pensiero mi aiuta ad andare verso una direzione che mi aiuti a raggiungere i miei obiettivi e a vivere in accordo con i miei valori?

Molto spesso la risposta è no. Le nostre menti possono giocare brutti scherzi. Non prendere troppo sul serio la tua mente perché fa solo il suo lavoro: produrre pensieri e treni. E solo tu puoi scegliere su quale treno salire a bordo.

Articolo originale di Anna Hlavsova pubblicato su Medium.com

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I Tesori d’Italia raccontati da BuoneNotizie.it

“Cambiare il mondo dell’informazione per cambiare la visione del mondo” è diventata ormai una sorta di missione personale per Silvio Malvolti e BuoneNotizie.it. Una visione e un progetto che hanno trovato pieno accoglimento e condivisione in chi di missione ne ha un’altra, quella di Riccardo D’Urso e Tesori d’Italia Magazine, che intende restituire visibilità al nostro Patrimonio artistico, culturale e artigianale offrendo agli italiani strumenti validi per la promozione e lo sviluppo del nostro territorio.

Oggi Tesori d’Italia e Buone Notizie.it si sono stretti la mano per una partnership mediatica che servirà a diffondere in tutto il Paese l’eco della comunicazione positiva, delle attività di valorizzazione del nostro Paese e del giornalismo costruttivo di cui Silvio Malvolti, “Tesoro d’Italia” che ha inaugurato la rubrica dedicata ai personaggi italiani, è pioniere e convinto promotore.

Una partnership che porterà agli utenti dei rispettivi siti web le notizie, i personaggi e le iniziative che ci restituiranno la fiducia su quanto il nostro sia davvero un Paese meraviglioso, pieno di talenti, di opportunità, di eccellenze che tutto il mondo ci invidia.

Patrocinato dalle più prestigiose istituzioni governative italiane e ora supportato da una business community italo-giapponese, il nuovo progetto editoriale di Tesori d’Italia si compone di un nuovo portale web www.tesoriditaliamagazine.it, di una omonima rivista trimestrale cartacea e di un motore di ricerca cartografico a questa collegato www.italiamappe.it.

Con 70.000 utenti unici al mese all’attivo (dati dicembre 2017) e una distribuzione digitale nazionale e internazionale, il magazine punta a 500.000 visitatori entro la metà del 2018, 40.000 copie cartacee in doppia lingua distribuite in Italia e in Giappone e una distribuzione digitale globale.

Tesori d’Italia Magazine intende restituire visibilità al nostro Patrimonio artistico, culturale e artigianale offrendo agli italiani strumenti validi con cui operare direttamente in loco per la promozione e lo sviluppo del territorio, attraverso una rete di collaboratori e di corrispondenti in tutta Italia che agiscono da ambasciatori del made in Italy e che possa affiancare i Comuni e le associazioni nelle iniziative di promozione territoriale, dando visibilità nazionale e internazionale.

Non è solo un magazine: è un sistema integrato che agisce concretamente sul territorio per comunicare l’Italia e attrarre l’interesse delle grandi realtà nazionali e internazionali verso tutte quelle figure ed iniziative eccellenti cui spesso non si dà voce e che rappresentano la linfa vitale del Bel Paese.

L’Italia è una fabbrica instancabile di piccoli grandi successi. Creatività, passione, intraprendenza: i Tesori sono gli italiani stessi. Studiare, lavorare e viaggiare all’estero deve restare un modo per accrescere e affinare le proprie capacità professionali, non una necessità dovuta all’impossibilità di realizzarsi nel proprio Paese.

 

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Brindare all’anno nuovo negli USA

Capodanno negli Stati Uniti: tante soluzioni quanti Stati 

Chi trascorre le festività natalizie negli Stati Uniti dovrà porsi anche questo problema: cosa fare a Capodanno? Le occasioni sono moltissime e davvero stuzzicanti. La scelta del luogo dove passare l’ultima notte di dicembre dovrà essere soggetta a numerose considerazioni, sia di gusto che legate al tipo di viaggio che si è organizzato. Un San Silvestro da passare con la famiglia potrebbe avere aspettative diverse rispetto a uno progettato con una comitiva di amici. L’America, ad ogni modo, offre una soluzione giusta per ogni esigenza.

– Chi è in cerca di un’esperienza del tutto diversa può optare per una meta suggestiva come le Hawaii e realizzare così il sogno di brindare al nuovo anno direttamente sulla spiaggia.

– Gli amanti dello shopping e del clima invernale preferiranno senz’altro la Grande Mela. La notte di Capodanno a New York ci si riunisce tradizionalmente nell’iconica piazza di Times Square ma la città offre molte altre soluzioni tutte da scoprire.

– Per chi preferisce la West Coast la soluzione è senz’altro rappresentata da Los Angeles. La notte di San Silvestro potrà essere passata tanto in riva al mare quanto in una delle molte discoteche della città animate da dj set tra i migliori al mondo.

– Un’altra meta davvero particolare è il Nevada e, nello specifico, Las Vegas. Le luci dei casinò sono l’ideale per salutare l’anno nuovo.

San Francisco è il luogo perfetto per gli amanti degli spettacoli pirotecnici. Vedere il Golden Gate Bridge illuminato dai fuochi d’artificio è un’esperienza davvero molto suggestiva.

– Una città ricca di di attrazioni, divertimenti e interessata da un clima molto mite durante il mese di dicembre è Miami, in Florida. Feste in spiaggia e lungo le strade si alternano a eventi organizzati in locali rinomati e sofisticati.

Chi è in cerca di tradizioni e storia, invece, ha due opzioni: la prima è rappresentata da New Orleans, uno degli agglomerati urbani più antichi e misteriosi di tutto il territorio statunitense. La notte potrà essere passata cantando e ballando in Bourbon Street. La seconda è Boston, la rigorosa metropoli del New England dove è possibile ammirare numerose mostre dedicate alle sculture realizzate con il ghiaccio.

Cosa bisogna fare prima di partire per gli USA

L’idea di festeggiare il Capodanno negli USA è davvero molto invitante, ma prima di valutare i pro e i contro delle mete sopra elencate e correre ad acquistare un volo conveniente, occorre fare molta attenzione a quelli che sono i documenti necessari per poter entrare negli Stati Uniti. Il solo passaporto, infatti, non basta. È necessario essere in possesso di una speciale autorizzazione che si richiede online, l’Esta. Questo vero e proprio visto USA può essere ottenuto rispondendo in maniera coerente e sincera ad una serie di domande. Una volta ottenuto è valido due anni e consente di viaggiare nei territori statunitensi e soggiornarvi come turisti per non più di 90 giorni.

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Da contabile a campione del mondo di poker

Nel nostro Paese esistono, per lo più, sei differenti tipologie di cognomi. Ci sono quelli che derivano da luoghi come città o regioni. Altri che sono legati agli antenati, sia dal lato paterno che quello materno. Qualcuno che richiama singolari caratteristiche fisiche. Per concludere, ci sono quelli che hanno a che fare con le attività lavorative.

Sarà anche per questo che i latini erano soliti utilizzare la locuzione “nomen omen” che, tradotta in italiano, suona più o meno così: “il nome è un presagio”, “un nome, un destino”. E il primo vincitore delle World Series of Poker proveniente da un torneo online non poteva che chiamarsi… “creatore di danaro”.

Perché quella che vogliamo raccontare nelle prossime righe è la storia di Christopher Bryan Moneymaker, cittadino statunitense nato ad Atlanta, nello stato della Georgia, nel 1975 e che prima di raggiungere i trent’anni, contro ogni pronostico della vigilia, sbancò il più importante torneo di poker a livello mondiale.

Ma cosa centra la storia dei cognomi? “Elementary, my dear Watson”, risponderebbe un noto personaggio della letteratura anglosassone, tanto per rimanere in tema. Se proviamo a prendere il cognome dell’inaspettato trionfatore, Moneymaker, e inserirlo in uno dei tanti traduttori online, ci ritroviamo di fronte alla dicitura… creatore di denaro.

Il tutto, come raccontano le numerose storie sull’allora contabile di 28 anni, ebbe inizio da un torneo di poker online il cui costo di iscrizione ammontava a poco più di 39 dollari americani. Giocata dopo giocata, Moneymaker si ritrovò ai tavoli verdi del Casinò Binion’s Horseshoe di Las Vegas, nel Nevada, assieme ad altri 838 player accomunati dallo stesso obiettivo: conquistare il titolo di migliore al mondo. E così il 24 maggio del 2003, dopo l’ultima mano di carte, poté festeggiare sollevando al cielo un assegno da ben 2,5 milioni di dollari.

Alla prova dei fatti, oltre 64 mila volte la cifra originariamente investita. La vittoria di questo sconosciuto contabile della Georgia diede vita a quello che, nei mesi successivi, sarebbe stato ribattezzato come l’effetto Moneymaker: vale a dire la crescita esponenziale dei giocatori di poker online. D’altronde il messaggio principale che era passato dalla XXXIV edizione delle World Series of Poker era questo: tutti possono vincere, non solo i professionisti.

A far crescere nel tempo il volume d’affari e il numero di giocatori del poker virtuale sono poi intervenuti i miglioramenti tecnologici. Dalla prima poker room con in palio soldi veri, gennaio 1998, sono trascorsi solamente venti anni. Eppure sembra passato un secolo da quando un ingegnere statunitense, tale Randy Blumer, mise a punto un software per giocare a poker restando seduti davanti al proprio computer. E viene quasi da ridere nel pensare che gli allora modem a 56K obbligavano i giocatori ad attendere quindici minuti fra l’avvio del download e l’installazione completa del programma.

Oggi con reti internet sempre più veloci e siti internet sempre più accattivanti (ci sono pure le poker room live con veri croupier) i numeri mostrano il segno più. E chissà che il prossimo vincitore delle World Series of Poker non possa venire dall’Italia? Stando a quanto riporta un noto sito web, nel nostro Paese ci sono oltre 800 famiglie che nel proprio cognome contengono la parola “denaro”.

In una di queste famiglie potrebbe già esserci chi s’è avvicinato al gioco di carte più famoso al mondo sfruttando una delle tante promozioni oppure leggendo una delle tante guide online sulle poker room autorizzate AAMS, per esempio www.parttimepoker.com/recensione-del-sito-planetwin365-e-codice-promozionale.

Stando agli ultimi dati resi noti dall’Agimeg, l’Agenzia Giornalistica sul Mercato del Gioco, nei primi undici mesi del 2017 per il poker a torneo nella versione online sono stati spesi in Italia 75,7 milioni di euro (nel solo mese di novembre 7,17); mentre nello stesso periodo, gennaio-novembre 2017, per il poker cash online la spesa ammonta a 63,8 milioni di euro (5,8 nel penultimo mese dell’anno).

E molta attesa, sul fronte giocatori e operatori del settore, c’è riguardo al progetto di liquidità condivisa. La scorsa estate, difatti, quattro Paesi (Italia e Francia, Spagna e Portogallo) hanno firmato un’intesa per creare delle sale da gioco dove i player potranno sfidarsi in partite di caratura internazionale.

I giocatori italiani di poker, infatti, hanno sempre frequentato casinò e sale da gioco online targate “.it”.  Con l’avvento della liquidità condivisa i player potranno sedersi attorno a dei tavoli verdi col suffisso “.eu”. E’ vero che molto deve esser ancora fatto. Che ci potrebbe essere un ritardo nell’attuazione del progetto. Inizialmente i rumors indicavano fine 2017-inizio 2018, adesso al contrario non ci son date certe. Ma l’allargamento del mercato potrebbe avere un effetto positivo sull’intero settore. I giocatori italiani potranno infatti confrontarsi con quelli degli altri paesi. Gli operatori avranno una platea di utenti molto più ampia. Le stesse amministrazioni pubbliche potranno veder crescere il volume delle entrate.

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Napoli in festa dall’alba: la pizza è patrimonio dell’Unesco

Con una decisione arrivata in tarda notte, la commissione Unesco riunita a Jeju, in Corea del Sud, ha riconosciuto l’arte dei pizzaiuoli napoletani come patrimonio dell’umanità. Si tratta del 58esimo riconoscimento all’Italia. Da questa mattina le pizzerie storiche della città sono in festa: tavoli già in strada dalle 7 del mattino, abbracci e sorrisi. Si legge nella motivazione: “Il know-how culinario legato alla produzione della pizza, che comprende gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacita’ di maneggiare l’impasto della pizza, esibirsi e condividere è un indiscutibile patrimonio culturale. I pizzaiuoli e i loro ospiti si impegnano in un rito sociale, il cui bancone e il forno fungono da “palcoscenico” durante il processo di produzione della pizza. Cio’ si verifica in un’atmosfera conviviale che comporta scambi costanti con gli ospiti. Partendo dai quartieri poveri di Napoli, la tradizione culinaria si e’ profondamente radicata nella vita quotidiana della comunità.

Per molti giovani praticanti, diventare Pizzaiuolo rappresenta anche un modo per evitare la marginalità sociale”.

Continua a leggere l’articolo qui.

 

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Come diventare un libero professionista e avviare la propria attività

Oggi trovare un lavoro non è facile: o almeno, non lo è se si rimane ancorati alle vecchie concezioni di lavoro a tempo indeterminato. Al momento, infatti, le congiunture economiche e la crisi hanno mutato faccia al mercato del lavoro: sempre più spesso, gli italiani preferiscono cercare delle soluzioni alternative alla classica assunzione, riflettendo sulle opportunità concesse dalla libera professione. Non è soltanto un modo per arrivare a fine mese, ma anche una vera e propria filosofia di pensiero: chi sceglie di diventare un libero professionista, lo fa anche per tutti i vantaggi che questa strada porta con sé. Ecco che oggi vi spiegheremo come diventare liberi professionisti e avviare la vostra attività.

Diventare libero professionista: come fare?

La prima cosa è riflettere sui vostri talenti, o in alternativa studiare per appropriarvi di un certo bagaglio di conoscenze. Ciò è indispensabile per avere qualcosa da offrire a un mercato avido di quel bene o servizio. È anche la fase più difficile, perché poi la strada è in discesa. Fatta eccezione per il fisco: dovrete infatti aprire una partita iva per mettervi in regola, superati i 5.000 euro di reddito annui. A livello pratico, a parte le vostre idee e le vostre intuizioni, vi servirà solamente un buon computer e una buona connessione: in questo caso potrete affidarvi a Linkem e alle sue offerte Internet pensate per chi ha la partita iva. Poi, dovrete farvi pubblicità e cominciare con i primi clienti, puntando molto anche sul passaparola.

Libera professione: una scelta di vita?

Ogni scelta comporta dei sacrifici, nel nome di un guadagno. Ecco che la libera professione si adatta perfettamente a questa linea: si tratta di una scelta di vita votata all’indipendenza. Indipendenza che consente di pianificare il lavoro senza dover rendere conto a qualcun altro. Inoltre, il lavoro autonomo permette la creazione di network fra liberi professionisti e aziende: in pratica, chi sceglie questa via non sarà mai lasciato da solo, anzi. Va da sé che anche la libera professione ha le sue spine: i freelance lavorano più dei dipendenti, ma gli stimoli consentono di assorbire la fatica.

Quali sono i vantaggi di una vita da freelance?

Un freelance è padrone dei propri orari e dei propri spazi: lavora quando dice lui, e lavora dove dice lui. Inoltre, come libero professionista verrà premiato dalla meritocrazia, e non sottoposto alle logiche di avanzamento di carriera aziendali (spesso molto limitate). La remunerazione media è più alta, ma questo è anche dovuto al fatto che lavora per più ore: comunque le prospettive di guadagno consentono sempre di spostare più in là l’asticella. Poi, vanno messi in conto anche i vantaggi psicologici e motivazionali: la soddisfazione che si ottiene avendocela fatta da soli, è qualcosa di unico al mondo.

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Cosa lasciano i governi di Renzi e Gentiloni

“Chi vuole esser lieto, sia: del doman non c’è certezza, scrisse Lorenzo de’ Medici detto Il Magnifico. Affermazione sempre vera, anche quando si alternano i governi, lasciando il passato ai fatti e al futuro le promesse. Perché questa è la realtà, che la si voglia riconoscere o meno: se ci spogliassimo infatti dei pregiudizi che ognuno di noi inevitabilmente ha, sotto forma di simpatia o antipatia verso quel personaggio o partito politico, bisogna riconoscere che di progressi, atti a migliorare la qualità della nostra vita, ce ne sono sempre.

Su Huffington Post, Franz Foti, docente di giornalismo e comunicazione all’Università statale dell’Insubria di Varese, elenca l’eredità che Renzi e Gentiloni hanno lasciato all’Italia e agli italiani: risultati positivi e documentati da enti terzi come l’Istat e l’Ocse.

Ecco i provvedimenti più importanti:

Dirittiunioni civili; divorzio breve; dopo di noi; rilancio del fondo per la non autosufficienza e politiche sociali.

Lavoro: Jobs act (-58% di cassa integrazione, disoccupazione nel 2013 all’11,1% e nel 2017 scende al 10,2%); riordino degli ammortizzatori sociali; dimissioni in bianco (tutela della donna); stabilizzazione dei precari nella Pubblica Amministrazione; tutele per i lavoratori autonomi; sostegno alla genitorialità; riduzione tasse e ridistribuzione del reddito (960 euro l’anno per 11 milioni di lavoratori); incentivi all’occupazione dei giovani; Ape Social (diritto alla pensione anticipata).

Meno tasse più crescita: via le tasse sulla prima casa; riduzione dell’Irap (imposta regionale sulle attività produttive) e dell’Ires; azzeramento dell’Irpef agricola; esenzione totale dei contributi per agricoltori under 40 che avviano un’impresa agricola e azzeramento dei costi della garanzia bancaria; riforma Banche popolari e Banche di Credito Cooperativo; sblocca Italia (3,8 miliardi di cantieri sbloccati); nuovo codice degli appalti; Industria 4.0 (piano per facilitare la quarta rivoluzione industrial); auto riciclaggio (adeguamento normativa interna sulla corruzione); abolizione Equitalia.

Ambiente: Ratifica accordo di Parigi sul clima, già in vigore; Eco reati (tutela legale del territorio, ambiente e salute); Eco bonus (risparmio energetico).

Sociale: riforma terzo settore e servizio civile; nuova legge sulla cooperazione internazionale allo sviluppo; politiche a sostegno della natalità (bonus asilo nido, congedi obbligatori, fondo natalità, bonus mamma, buoni baby sitting), spreco alimentare (evitare macero di 5,6 milioni di tonnellate di alimenti; continuità affettiva del minore con la famiglia affidataria; legge sull’autismo; immigrazione, rifugiati e protezione internazionale (sezioni specializzate, velocizzazione delle procedura, svolgimento di attività di utilità sociale, centri di permanenza per i rimpatri, potenziamento degli organici concordati con il CSM, vaccini, bando periferie per la riqualificazione urbana, sport – fondo sport e periferie).

Giustizia: processo civile telematico, reato di depistaggio (soprattutto per le stragi), chiusura ospedali psichiatrici, sovraffollamento carcerario, tribunale delle imprese, responsabilità civile dei magistrati.

Sicurezza e legalità: introduzione dell’omicidio stradale, fondo di garanzia per le vittime della strada, scambio elettorale politico-mafioso (scambio tra promessa di voto con altre utilità), falso in bilancio (cancellato da Berlusconi nel 2002), anticorruzione (poteri affidati all’ANAC) che ha consentito di ridurre di 250mila unità i reati dal 2010, legge contro il caporalato che ha permesso il sequestro di 7.591 aziende in cinque anni.

Cultura: direttori musei (riforma del sistema museale), Art bonus (collaborazione pubblico-privato nel settore culturale), riforma cinema e audiovisivo, editoria (pluralismo editoriale e sostegno alla stampa locale e ad enti no profit), 18app (bonus di 500 euro agli studenti per aiutare la loro formazione), turismo sostenibile.

Riforma della Scuola: investimenti in nuovi edifici e ristrutturazione dei vecchi, 115.800 i precari stabilizzati, 52.000 i nuovi insegnanti assunti, alternanza scuola lavoro, contratti di apprendistato, 500 euro annui per aggiornamento e formazione del singolo docente.

Riforma della Pubblica Amministrazione e applicazione, in dirittura di arrivo, del contratto per 3.200.000 pubblici dipendenti. Fonte: On. Lia Quartapelle.

L’articolo integrale è disponibile qui.

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Alla conquista della felicità. Godersi il momento, viverlo intensamente e poi condividerlo. La felicità c’è ed è contagiosa.

Era il 2010 quando il collettivo artistico Invisible Flock posizionava in tre luoghi dismessi della cittadina britannica di Leeds, alcune mappe giganti della città. Gli artisti e gli autori di questo progetto chiedevano alla gente comune di indicare sulla mappa un luogo specifico della città a cui era legata una loro memoria di felicità e di dare una valutazione, secondo una scala da 1 a 10, dell’intensità della felicità associata.

Migliaia di bastoncini di vetro (di varie lunghezze a seconda del livello di felicità) cominciarono a spuntare ogni dove, così come i messaggi di felicità: “Una passeggiata nel parco di Woodhouse Moor la mattina di Natale. Il sole che splende. La neve morbida e fresca in cui affondare i passi. Gli occhi sorridenti dei passanti… un bel modo per iniziare la giornata”; “Harrogate road: dove abbiamo adottato la nostra bambina. Il 15 maggio del 2003”; “Carmanon Road. La casa dove io e la mia famiglia abbiamo ricominciato la nostra vita dopo aver lasciato Londra e prima ancora il Sud Africa”…

Nasceva così il progetto/installazione “Bring the Happy”, un esperimento artistico nato con l’obiettivo di disegnare la mappa della felicità di Leeds. Il progetto ha assunto una valenza quasi scientifico-politica, in virtù di un crescente e generalizzato interesse verso la ricerca della tanto agognata felicità.

Viviamo in un’epoca di profonde contraddizioni e di veloci cambiamenti. Povertà, degrado ambientale e depressione condizionano e pongono serie domande sul vero senso del progresso. E sempre più persone condividono l’idea che lo sviluppo non debba riguardare solo l’economia, ma anche il livello di benessere collettivo.

Di quest’avviso è Jigme Singye Wangchuck, quarto re del piccolo regno del Bhutan, piccolo stato montuoso dell’Asia, che sulla base di un’antica saggezza buddista, sin dal 1974 ha introdotto il concetto di FIL (felicità interna lorda). Un convincimento che trova la propria realizzazione “pratica” in una risoluzione di legge (la 66/281), adottata nel luglio del 2012 da tutti i 193 stati membri delle Nazioni Unite, che insieme hanno istituito il giorno internazionale della felicità, celebrato il 20 marzo: un giorno per ispirare l’azione per un mondo più felice. “Il giorno della felicità – dice Jeffrey Sachs, coautore del primo World Happiness Report e direttore dell’Earth Institute all’Università di Columbia – non indica che abbiamo raggiunto un soddisfacente livello di felicità, quanto piuttosto che la felicità è il nostro obiettivo e che le nostre società tutte hanno bisogno di lavorare più duramente per promuovere le cose che davvero hanno importanza nel 21esimo secolo”.

E così generazioni di accademici, psicologi, economisti, sociologi, sondaggisti, hanno cominciato a cercare risposte in tal senso, spingendosi fino ad affermare che la felicità, per quanto esperienza soggettiva, può (o meglio sarebbe dire potrebbe) essere misurata, valutata e messa in relazione a specifiche funzioni cerebrali, influenzate a loro volta da caratteristiche personali e da pressioni sociali.

Anche in Italia ci si interroga sul senso e sulle cause della felicità. A farlo è Voices from the Blog, una start-up di giovani ricercatori, tutti made in Italy, che per dare una risposta a vari interrogativi in materia, preferisce, al tradizionale questionario, il più moderno linguaggio digitale, i cui vantaggi (innegabili anche per i numerosi scettici del metodo) risiedono prevalentemente nella spontaneità della (non) risposta a una (non) domanda. Infatti, i tweet, così come i commenti su Facebook non rispondono a stimoli esogeni, ma esprimono liberamente i sentiment individuali.

Ed ecco quindi che un tweet dopo l’altro, è stato monitorato un anno di felicità in Italia, scoprendo che in fin dei conti non sono i soldi a fare la felicità. Di certo le preoccupazioni non la aiutano, ma secondo i ricercatori, e coerentemente con una ricognizione del Sole24Ore, più che la pecunia possono le infrastrutture per il tempo libero e il divertimento: nella classifica della felicità in cui troviamo le città in cui non scarseggiano cinema, teatri, musei, discoteche, e via dicendo. Tuttavia, quasi a consolazione degli eterni buonisti, i picchi di felicità appartengono sempre e comunque alla sfera delle relazioni personali.

Gli italiani raggiungono il vertice della gioia nei giorni di festa, quelli trascorsi in famiglia a mangiare, discutere, giocare e raccontarsela su. E’ la festa della mamma a stabilire il secondo picco di felicità, facendo alzare la felicità di 8,9 punti percentuali rispetto alla media: più della festa delle donne (+2,8 punti di felicità) e sopratutto di San Valentino (+2,9 punti). Ovviamente però non poteva che essere il Natale la ricorrenza dell’anno più felice per gli italiani. Con un’impennata di oltre 15 punti di felicità, il Natale, concentrato di buonismo e suggestione, si conferma, anche nell’era dell’algida e distaccata tecnologia, il giorno in cui la magia e l’emozione non solo rendono tutti più buoni ma anche un po’ più felici.

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Come possiamo fare per trovare il lavoro dei nostri sogni?

Ecco come la tecnologia può aiutarci a costruire un futuro migliore facilitando l’incontro tra noi e il nostro lavoro ideale. 

Nella nostra ultima azienda, io e il mio cofondatore Josh stavamo costruendo un display laser per la realtà virtuale e cercavamo degli ingegneri ottici. Abbiamo pubblicato un annuncio di lavoro e abbiamo aspettato. Nessuno si è candidato.

Disperata, abbiamo passato al setaccio il web alla ricerca di ingegneri ottici, scrivendo messaggi personali e spiegando perché abbiamo pensato che quella posizione faceva proprio al caso loro. Questo metodo si è rivelato efficace e le risposte sono arrivate, e abbiamo finito per lavorare con i più bravi ingegneri ottici di Google Glass e Hololens.

Dopo questa esperienza abbiamo pensato: è una follia! Come è possibile che ancora oggi, le persone vengano a conoscenza di grandi opportunità di lavoro in modo casuale, perché qualcuno li ha trovati su internet o contattati via email?

Non è facile trovare la tua migliore opportunità, perché ciò che stai cercando non può essere catturato in parole chiave di ricerca semplici. In un annuncio di lavoro il candidato cerca caratteristiche che offrano opportunità di carriera o che lo aiuti a migliorare qualche competenza specifica, come scrivere un linguaggio di programmazione. E in un candidato le aziende cercano caratteristiche come quella di saper gestire le persone o essere stati capaci di scalare un progetto fino a un milioni di utenti…

È difficile ricercare queste caratteristiche su LinkedIn o Google, perché sono concetti complessi e multidimensionali. Questo è il motivo per cui perdiamo tanto tempo, da entrambe le parti, per trovare la giusta corrispondenza e per cui le persone rimangono insoddisfatte nel loro lavoro, per anni.

Un nuovo approccio: un modello di “machine learning” per ciascun lavoro e profilo personale.

I modelli di “machine learning” sono particolarmente utili a catturare i tratti sottostanti questi concetti ad alto contenuto dimensionale. Sourceress è un progetto nato per provare ad applicare questo modello per consentire di individuare e mappare concetti complessi. Lavorando con le aziende, creiamo un modello su misura per ogni ruolo per catturare quelle sfumature che le descrizioni dei lavori inevitabilmente tracciano. (Potresti dire che stai cercando un candidato con 5 anni di esperienza su Android, ma assumeresti una persona che ne ha solo 4 se sapessi che programma sin dall’infanzia?)

Dal lato dei candidati, stiamo creando una tassonomia sulle abilità e sugli interesse che va ben oltre il numero di anni di esperienza su Python. Stiamo costruendo migliaia di modelli che elaborano i dati relativi alla formazione come vengono descritti dai candidati stessi, per estrapolarne ogni caratteristica. Ciò consente di calcolare la probabilità che un candidato sia idoneo per una determinata posizione o ruolo.

Questo approccio sta funzionando incredibilmente bene: ci occupiamo dell’intero processo di scouting per le aziende e quando selezioniamo i candidati, manager sono entusiasti di aver parlato con loro nell’85% dei casi (rispetto al 10-50% per la tipica attività di recruiting).

Il percorso per impiegare meglio l’intelligenza dell’umanità. Nel breve termine vogliamo ridurre il pregiudizio nel processo di assunzione (genere, età, credo…). Nel lungo termine vogliamo rimuovere le barriere per trovare il lavoro ideale. Pensate a tutti i lavoratori che impiegano 8 ore di lavoro ogni giorni in un’attività che non gli interessa e non li stimola: milioni di ore di lavoro sprecate. Se invece ogni persona potesse trovare il proprio lavoro ideale… quanti progressi potrebbe fare l’umanità?

Tradotto da BuoneNotizie.it. Fonte: Medium.com

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Intervista a Silvio Malvolti, fondatore di BuoneNotizie.it

Inaugurare la rubrica ITALIANI di Tesori d’Italia Magazine con Silvio Malvolti non è un caso. Lo abbiamo seguito nel tempo, lo abbiamo cercato, lo abbiamo incontrato e quando abbiamo capito che tutto quanto avesse fatto o provato a fare in 15 anni era ancora lì, davanti a noi, un po’ ammaccato ma vivo, fiero e determinato, non abbiamo avuto alcun dubbio: il fondatore di BuoneNotizie.it e oggi fautore in Italia del giornalismo costruttivo doveva essere il primo tesoro cui dare luce, spazio e voce.

Avere un’idea tanto semplice quanto importante, per l’Italia come per il mondo, i cui effetti positivi sulla gente sono indiscussi, lavorare e rischiare in prima persona per renderla concreta e far sì che gradualmente vi partecipino centinaia di migliaia di persone è la più grande dimostrazione che…

…continua a leggere l’intervista su Tesori d’Italia Magazine

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Inaugurato in Germania il primo treno a idrogeno

Casco arancione al neon in testa e giubbotto di vari colori, il conduttore comodamente seduto dentro la sua cabina di pilotaggio in vetro, dà un piccolo colpo con la mano sul joystick e il treno blu con la sigla “H0” che sta per “idrogeno a zero emissioni” si muove senza intoppi, senza nessun rumore se non quello dello scorrere dei suoi carrelli sui binari.

“Quello che è più impressionane per un conduttore abituato alle automotrici a diesel, è il silenzio in contrasto con la potenza immediatamente disponibile. E’ come un’esperienza zen ed è così anche per il passeggero”, sorride Marco Brey, il direttore delle prove della fabbrica Alstom di Salzgitter, vicino ad Hannover in Germania, che ha portato il giornalista del quotidiano Libération a bordo per un piccolo giro con il treno ad idrogeno.

L’ingegnere ha preso i comandi di questa Coradia iLint con propellente di batterie di combustibile per un prova di quello che il produttore francese di materiale ferroviario vende come una “prima mondiale”: un treno senza equivalenti, il pioniere di una nuova generazione che non ha bisogno di collegamenti elettrici per trasportare i suoi viaggiatori, e ancor meno di un rumoroso ed inquinante motore diesel.

Alstom ha appena venduto 14 esemplari alla regione della Bassa-Sassonia, dove si trova la fabbrica: un contratto di 200 milioni di euro con trenta anni di manutenzione, che porta il prezzo complessivo di questo treno a idrogeno ad una decina di milioni di euro. Poco più che un treno classico. I treni devono essere consegnati entro il 2021, solo cinque anni dopo la produzione del primo prototipo.

Il gigante tedesco troverà dunque questo treno francese accanto ai famosi TGV…

Leggi l’articolo completo su aduc.it.

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Oggi è la Giornata della Gentilezza: raccontaci la tua!

Oggi è la Giornata Mondiale della Gentilezza: un’occasione per  fare piccoli gesti “gentili” e guardare il mondo con occhi diversi. “La gentilezza, come un virus, coinvolge chiunque ne venga a contatto. Il 13 novembre è l’occasione perfetta per diffonderla”. E’ questo uno degli slogan scelti per lanciare la Giornata Mondiale della Gentilezza.

Nata nel 1998, in coincidenza con la prima Conferenza mondiale del World Kindness Movement, (l’unione non religiosa di associazioni internazionali dedite allo studio e alla promozione di atteggiamenti corretti e gentili) tenutasi a Tokyo, la Giornata della Gentilezza ha come obiettivo ricordare a tutti noi l’intima e innata esigenza del cuore umano di ricevere ma anche di donare cortesia.

Alla base di questa idea vi è la teoria secondo cui vivere in un mondo più compassionevole e pacifico è possibile solo quando verrà raggiunta una massa critica di atti di gentilezza.

La gentilezza è come un muscolo. Per essere attiva va tenuta in esercizio quotidiano. Solo così sarà possibile evitarne l’atrofia. Ogni giorno è un buon giorno per fare esercizio. Lo sappiamo bene noi, convinti sostenitori di un’informazione declinata al positivo, impegnati nel dare spazio a bellezza e generosità, che riteniamo bene supremo e linfa vitale di questo nostro pianeta.

E ora, siate gentili, raccontateci attraverso la nostra pagina Facebook o commentando questo articolo la gentilezza da voi ricevuta e donata. Grazie!

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Hans Rosling: “Non affidatevi ai mass-media per capire come va il mondo”

Hans Rosling, noto professore e statistico svedese, ospite in un programma della tv di stato danese, discute con un giornalista sul motivo per cui non ci si può affidare alle notizie diffuse dai mass-media per farsi un’idea di come va il mondo. E lo dimostra con dati e fatti che spiazzano letteralmente il conduttore…

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7 motivi più 1 per cui tutti i VIP sotto accusa per molestie sessuali, proprio ora

Dopo anni di silenzio, ecco che tutto a un tratto decine di denunce a carico delle star di Hollywood si sono materializzate su episodi (accaduti ormai nel secolo scorso), alcuni di una irrilevanza che dovrebbe farci profondamente riflettere (sulla eco che i media stanno dando alla questione).

Se volessimo essere onesti con noi stessi e con quella che è la cultura in cui siamo nati e cresciuti, diremmo che si tratta di fatti assolutamente normali, come spiega egregiamente Chayn Italia in questo post pubblicato su Medium sui 7 motivi per cui così tanti uomini non capirebbero il consenso sessuale, tra cui le star di Hollywood, appunto.

Ecco invece il motivo per cui tutti i VIP sono sotto accusa proprio adesso, tutti insieme: il mondo delle news è ciclico e dura normalmente (in Italia) circa una settimana. Sentirete parlare insistentemente dello stesso argomento per 7 giorni, in modo più o meno approfondito, circostanziato, futile, banale o banalizzato, finché la notizia non è più di interesse generale. Poi, si passerà alla prossima notizia (che tipicamente sarà qualcosa del tipo “L’Italia nella morsa del gelo”, se siamo in inverno, oppure “Arriva l’anticiclone africano: 40 gradi percepiti”, se siamo in estate, ovviamente con immagini di anziani che si bagnano la fronte vicino a una fontanella).

Ricordo lucidamente quando, alcuni anni fa, avvenne un grave incidente ferroviario di cui ovviamente diedero notizia tutti i mezzi di comunicazione. Sono cose che purtroppo accadono, raramente per fortuna. Ma quella settimana, probabilmente, un particolare e raro “allineamento astrale” ne fece accadere una decina tutti insieme. Se ne parlò in tutte le salse per una settimana. Ogni giorno ce n’era uno, in ogni angolo del globo. L’ultimo episodio che sentii in un servizio al telegiornale, a una settimana di distanza dal primo, esordiva così: “Nuovo incidente a Milano Centrale: pendolari bloccati all’interno del treno”. Nel servizio si vedeva un vecchio treno regionale, quello coi vagoni bianchi e verdi e le porte a soffietto, fermo al binario con le porte chiuse e i poveri pendolari in attesa che qualcuno le sbloccasse. Ora, va bene tutto, ma definirlo un incidente ferroviario per cavalcare l’hype del momento, mi è sembrato un po’ esagerato. Lo definirei più un caso ordinaria amministrazione (e di pessimo giornalismo).

Ovviamente il servizio diede ampio spazio alle lamentele dei passeggeri una volta scesi dal treno, perché in fondo, a noi italiani, piace così tanto lamentarci che ci abbiamo fatto dei format interi, come Quarto Grado o Quinta Colonna (solo per citarne alcuni). Ma di questo parlerò in altro post.

 

(Foto: Britney Spears. Fonte: affaritaliani.it)

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Combattere il diradamento dei capelli: si può! Ecco come

Molti uomini soffrono di un annoso problema, il diradamento dei capelli. Scientificamente la caduta parziale o completa dei capelli si chiama alopecia androgenetica e colpisce milioni di persone in ogni parte del mondo, senza tener conto dell’età né dell’etnia di appartenenza. Ci possono essere moltissime cause scatenanti ma, in generale, la prima considerazione da fare è che non bisogna preoccuparsi perché esistono cure e rimedi per combattere questo problema.

Alopecia androgenetica, le cause del diradamento dei capelli

Esistono molti modi per identificare l’alopecia androgenetica, spesso si parla più comunemente di diradamento dei capelli o di caduta dei capelli. Occorre quindi focalizzarsi sulle possibili cause dell’affezione. La forma più comune, la calvizie, è legata un problema genetico che affligge per lo più gli uomini, causando una graduale perdita dei capelli fino ad arrivare alla perdita totale. Quando si parla, invece, di cause ormonali, si fa riferimento a delle disfunzioni che possono colpire l’ipofisi o la tiroide, ad esempio. La caduta dei capelli, quindi, in questo caso è soltanto una spia di una patologia più articolata. I fattori psicologici sono quelli meno facili da affrontare, perché, in un certo senso, invisibili. Un forte stress o un evento traumatico possono causare diversi problemi fisiologici al corpo umano, tra cui anche il diradamento dei capelli. In questo caso la terapia migliore consiste nel tentativo di vivere più serenamente oppure cercare un sostegno psicologico professionale.

Le cure e i rimedi naturali per l’alopecia androgenetica

In commercio ci sono prodotti specifici per trattare la caduta dei capelli nell’uomo, come quelli di Giuliani, tra i più efficaci e popolari nel settore. Questi prodotti mirano a densificare la chioma e a stimolare la sua ricrescita. Esistono anche dei rimedi naturali per combattere il diradamento dei capelli, come gli impacchi fai da te: ad esempio, utilizzando l’ortica, l’acqua e l’aceto bianco e facendo bollire tutto per una mezz’ora. Questa maschera va a riattivare la circolazione. Oppure si può utilizzare l’aloe vera per un impacco super nutriente e rinforzante. Anche gli oli, come quello di oliva o di germe di grano, sono molto utili per nutrire e densificare i capelli, attenzione però a utilizzarli con parsimonia se non vuole sporcare troppo i capelli. Anche il lievito di birra è un ingrediente prezioso per rinforzare naturalmente sia le unghie che i capelli.

Ci sono, infine, una serie di comportamenti abituali che magari non sono considerate cure vere e proprie ma che rappresentano comunque delle buone pratiche: ad esempio, una corretta alimentazione, ma anche un adeguato riposo, che andrà a dare enormi benefici cellulari anche ai capelli. Tra i cibi consigliati per rinforzare unghie e capelli ci sono quelli proteici, anche di origine vegetale come i legumi e la soia, ma anche i cereali. Anche fumare è dannoso per la salute dei capelli e dunque è consigliabile smettere.

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