Pensiero del giorno: L'insegnamento della sofferenza

Tutte le Anime che si incarnano su questo pianeta hanno il compito di ritrovare il sentiero perduto e percorrerlo fino a sintonizzarsi di nuovo con il Piano Divino di Verità, Amore e Bellezza. La Terra è, dunque, un pianeta educativo che ha la funzione di riabilitare i suoi abitanti e conformarli al modello di perfezione originale. Essa utilizza uno strumento efficacissimo per tale scopo: la Sofferenza. Tutti gli individui sono indistintamente sottoposti alla stessa rieducazione anche se percorrono vicissitudini apparentemente molto diverse: dal ricco al povero, dal colto all’ignorante. Tutti sono sottoposti alla stessa cura e prendono la stessa medicina in dosi proporzionate al livello di imperfezione.

Ci sono molte discipline a cui sottoporsi, tante quante sono i sentieri che si dipartono dal punto d’origine e si differenziano per diversità di razza, credo religioso e politico, cultura, tradizione e ambiente. Ciò nonostante tutti i sentieri e le discipline collegate sono tracciati per uscire dalla sofferenza transitando attraverso di essa, poiché la sofferenza non è mai fine a se stessa. Essa è come una molla che, acuendo l'ascolto e portando l'attenzione sull'oggetto del dolore spinge la coscienza a trovare significati e cause nascoste alla persona e compiere scelte per ristabilire l'equilibrio perduto. Così facendo apre la via verso la gioia attuando la sua funzione salvifica. Nessuna disciplina può escluderla o evitarla nemmeno saltandola d’un balzo con le ali dello Spirito.

Se prendiamo in esame tutto quanto è stato sviluppato oggi per la crescita della coscienza, la sola a poter sanare definitivamente le ferite del corpo fisico, ci troviamo di fronte ad una ridda di tecniche ed esercizi dai nomi accattivanti. Non li citiamo per non creare pregiudizi anche se noi stessi ne utilizziamo diversi durante i seminari di gruppo che realizziamo per risolvere le aberrazioni della personalità indagando anche nel subconscio o lato in ombra. Tutte le tecniche a modo loro possono aiutarci ma dobbiamo conoscere quale è il loro limite.

Citiamo solo un esempio poiché può essere emblematico di ciò che accade. Anni fa era di moda la camminata sui carboni ardenti; veniva proposta a migliaia di euro, per renderla una prova esclusiva e liberatoria delle paure. Un vero elisir che aveva la capacità, secondo chi lo vendeva, di far rinascere le persone facendo loro riacquistare fiducia e stima e senso di onnipotenza. È indubbio che chi l’ha praticata ne abbia ricevuto una forte suggestione che al momento e magari, per alcuni mesi, è rimasta impressa nella memoria fisico-eterica e in quella emotivo-mentale. Col passare del tempo, tuttavia, quella impressione è scemata fino a diventare un ricordo piacevole lontano nel tempo. Questo è quello che è accaduto e accade per tutte quelle sperimentazioni momentanee anche se efficaci a prima vista.

Le contraddizioni, le paure e distorsioni della nostra personalità sono radicate nel profondo e niente può scalfirle di ciò che viene fatto in modo estemporaneo senza una quotidiana disciplina che, giorno dopo giorno, penetri sotto pelle, e ancora più sotto fin nell’oscurità dell’ombra per portarvi una goccia di luce. Goccia dopo goccia si lenisce il dolore di fondo. Quel dolore a cui niente può resistere. Non c’è pigrizia che tenga o impegni improrogabili; di fronte al dolore tutte le costruzioni mentali crollano fragorosamente per svelare la verità. Quella forza capace di smuoverci per trovare una soluzione risolutrice a tutti i livelli. Chi non ha mai veramente sofferto può illudersi che vi siano altri rimedi sofisticati e intelligenti, veloci o alla moda. Chi li promuove promettendone la guarigione sa, in cuor suo, di mentire o ne trae giovamento economico e quindi mente per un’ovvio motivo.
Difficile sarebbe proporre il dolore come terapia. Di solito si cercano terapie per sconfiggerlo. Eppure dobbiamo arrenderci all’evidenza. Non c’è metodo di apprendimento più efficace e veloce di quello che si avvale della sofferenza come insegnante qualificato. Prima ci sottoponiamo alla sua istruzione e prima ne usciamo purificati e redenti.

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